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Mercoledì 22 settembre, ore 17, con il seminario web su ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie, si concludono gli incontri sul giardino “Naturale inclinazione”

Transhumance_EPINAY

Mercoledì 22 settembre alle ore 17, con un seminario su ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie, proposto sulla piattaforma Zoom, si conclude il ciclo di incontri sul giardino Naturale inclinazione, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007), maestro indimenticabile e costante punto di riferimento del lavoro della Fondazione.

«Naturale inclinazione 2021», spiega la curatrice Simonetta Zanon, «è dedicato al tema “Insieme. Per un abitare poetico del nostro pianeta” e propone una discussione aperta sull’opportunità di immaginare nuovi modelli di coesistenza degli esseri viventi nel nostro pianeta, possibili solo con la rinuncia definitiva al punto di vista esclusivamente antropocentrico di quella che appare una sempre più “fragile umanità”. Se solo vent’anni fa la Convenzione Europea del Paesaggio apriva finalmente la stagione del paesaggio delle persone e delle comunità, ricollocate al centro di una scena che non richiede più di essere contemplata ma deve essere vissuta consapevolmente, oggi appare necessaria un’altra svolta altrettanto radicale, di pensiero e azione, teorie e pratiche, questa volta nella direzione del superamento dei confini delle specie. Pensare diversamente le relazioni tra gli esseri viventi per condividere la Terra con tutte le forme di vita che la abitano comporta la necessità di rinnovare anche la nostra idea di progetto per un ambiente che non può più essere pensato esclusivamente come umano né, tanto meno, fondarsi su una dialettica, quella uomo-natura, rivelatasi in tutta la sua debolezza. Si tratterebbe, come hanno detto in molti, di abitare poeticamente la Terra e per farlo, affidandoci ancora una volta all’eredità culturale di Ippolito Pizzetti, possiamo partire dal giardino, l’habitat naturale e accogliente di tutti gli esseri viventi; lo spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza estetica, biologica, sociale; il luogo incantato della mescolanza di specie dove anche noi umani possiamo trovare il nostro posto al mondo».

Il seminario Work in progress. Il link per l’iscrizione e i materiali di approfondimento dell’appuntamento web è reperibile nel sito www.fbsr.it. Il seminario coinvolgerà Lucina Caravaggi, professore ordinario di Architettura del Paesaggio, Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma; Lorenza Gasparella, paesaggista, assegnista di ricerca presso l’Università Iuav di Venezia; Azzurra Muzzonigro, architetto, ricercatrice urbana indipendente, co-fondatrice della piattaforma di ricerca multidisciplinare Waiting Posthuman Studio. Coordina Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche. «I paesaggisti hanno in comune uno sguardo capace di osservare le specie viventi come compagne di strada del progetto e non come banali “strumenti”. Fino a qualche anno fa questa centralità era difficile da affermare, e i paesaggisti sono stati considerati soggetti marginali, esponenti di un mondo soft, separato dalle dinamiche reali. Il progetto di paesaggio invece, lungi dall’essere accessorio e decorativo, è un progetto duro, e necessario, oggi più che mai» afferma Lucina CaravaggiLorenza Gasparella rifletterà sulle relazioni che l’uomo ha sviluppato nel corso dei secoli con gli altri animali: «“cattura”, “domesticazione”, “allevamento”, “esposizione”, “addestramento”, “alleanza”, “lotta”. Alcune di queste si rispecchiano, più di altre, in architetture e luoghi, diffusi anche oltre il muro del giardino, che, in modo più o meno intenzionale, rappresentano gli indizi di un pensiero progettuale costruito sulla profonda conoscenza “dell’altro da sé”, che diventa corteggiamento, ricerca, simbiosi. In alcuni casi si sviluppano su un sottile equilibrio tra indipendenza e dipendenza che supera le nozioni di “selvatico” e “domestico” (o “addomesticato”) come opposti. Mostrare attraverso alcuni dei luoghi più poetici della coabitazione con gli altri animali come gli esseri umani e gli animali non umani si relazionano all’ambiente in cui operano mette in evidenza come la trasformazione dei luoghi, la produzione di paesaggio, la costruzione di significati, la socialità siano co-costruzioni attuate attraverso le attività degli uomini a cui partecipano attivamente anche gli animali non umani».

Come immaginare e progettare città che includano l’altro da noi, lo straniero, il diverso? Come anticipare spazi di vita in continua evoluzione, inclusivi del mondo animale e di quello vegetale? Come creare varchi per la biodiversità che attivino le potenzialità del margine? A partire da queste domande, Azzurra Muzzonigro ha sviluppato diversi cantieri di ricerca sulle sfide della biodiversità urbana, fra animalità, contaminazione, indecisione, e tra questi il progetto Milano Animal City: Visioni per una città non-antropocentrica, con il quale si è indagato come sarebbero gli spazi della città che abitiamo se guardati da un occhio animale – un pipistrello, un ratto, un canarino… Guardare la nostra città con gli occhi delle altre specie animali che la abitano è il fertile slittamento che sta alla base della ricerca ed è un’operazione fondamentale perché, sebbene vada da sé che non potremo mai guardare davvero come guardano un pipistrello, un ratto, un canarino, tuttavia sforzarsi di farlo significa innanzi tutto ammettere che il nostro non è che uno fra gli sguardi possibili ma non l’unico.Per gli iscritti all’Albo degli Architetti sono previsti crediti formativi professionali. Foto sopra: transumanza nella periferia parigina guidata dal collettivo paesaggistico Les Bergers urbaines © P. Frileux, 2017, Épinay-sur-Seine.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

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