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Dal 16 ottobre al 20 novembre 2021 corso ambientale itinerante sul territorio fra Brenta e Saccisica

viite brenta sicuro

L’associazione Intercomunale Brenta Sicuro, nell’ambito dei corsi dell’Università Popolare del Nordest sorta a Camponogara (VE), propone il corso ambientale itinerante “Ambiente e territorio fra Brenta e Saccisica”. Il corso, che si prefigge di far conoscere e apprezzare il territorio e, in particolare, le aree umide e i boschi bisognosi di tutela e rispetto, sarà condotto da Federica Cattaneo, guida naturalistica–ambientale, che porterà i partecipanti, in 6 lezioni, alla scoperta di aree poco conosciute e da preservare.

Le date previste, al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti (numero massimo 25 persone) sono le seguenti: 16 ottobre: in aula; spiegazione del contesto ed introduzione generale, 23 ottobre: visita all’oasi di Cà di Mezzo di Codevigo, 30 ottobre: visita alla area umida di Cava Carraro a Campolongo Maggiore, 6 novembre: visita all’area di Brenta Secca a Corte di Piove di Sacco, 13 novembre: visita all’area umida di Camponogara lungo la futura idrovia, 20 novembre: visita al bosco di pianura di Polverara creato da Spiritus Mundi. Per informazioni ed iscrizioni al corso:tel. 041/51.58.030, 331.822.85.33, segreteria@unipopnordest.it oppure, fino al 03.10.21, nei seguenti orari dal martedì al venerdì, dalle 18:00 alle 20:30, sabato dalle 09:30 alle 12:30, domenica dalle 09:30 alle 12:30, presso la sede dell’Università Popolare di via Giovanni XXIII, n. 44 a Camponogara

I luoghi che si andranno a scoprire/1. L’oasi di Cà di Mezzo si estende per 28 ettari fra il Bacchiglione ed il canale altipiano. L’area faceva parte dell’antico alveo del Bacchiglione; un’antica palude che si stendeva fino al mare. Localizzata nel comune di Codevigo (PD). Scopo del progetto era di risanare la laguna attraverso la fitodepurazione di aree inquinanti in 5-6 giorni il tempo medio di “residenza dell’acqua e di deposito di materiali solidi”. Prima del progetto l’area era utilizzata a scopo agricolo ma era soggetta a costanti allagamenti. Oltre ad assolvere il prezioso compito di disinquinare le acqua in uscita e verso la laguna, l’area, naturalizzandosi, è diventata pregevole dl punto di vista ambientale con flora e fauna con cannuccia di palude che ospita molte specie di uccelli ed anellidi, il giunco, la Thypha ed i lembo di bosco costituito da salici. Molti i volatili presenti: dal tarabuso, uccello poco comune e difficile da osservare, alla cannaiola al picco maggiore. L’autorità ambientale della regione veneto ha indicato nel 2012 l’area come estremamente importante dal punto di vista naturalistico.

I luoghi che si andranno a scoprire/2. Cava Carraro. L’area, di proprietà privata, è situato a Bojon di Campolongo Maggiore. Ha una estensione di 15.000 mq e si trova in prossimità del fiume Brenta con vegetazione tipicamente palustre alimentata da una propria falda freatica e presenta una ricca varietà di flora e fauna. La vegetazione è composta da olmo, salice, pioppo, con alberi anche imponenti. Grande varietà a livello di arbusti e animali: dal corniolo con flora tipica delle paludi, al rospo comune, al tritone crestato al picchio rosso. Il P.A.T. (piano assetto territoriale) dei comuni di Piove di Sacco e Campolongo Maggiore ha stabilito che “le aree a ridosso del fiume Brenta costituiscono una importante connessione ecologica”.

I luoghi che si andranno a scoprire/3. Brenta Secca, di proprietà privata, è situata in parte a Bojon di Campolongo Maggiore e a Corte di Piove di Sacco. L’area è collocata in quello che era, dal 1507 al 1858, il letto del Brenta. Oggi è compresa fra l’argine destro del Brenta ed il vecchio sinistro, quello che ha delimitato il corso del Brenta fino a metà del ‘800. L’area è un residuo di palude bonificata dopo l’ultima diversione del Brenta attorniata da ampie coltivazioni. Solo fino a qualche decina vi erano vari stagni d’acqua, oggi presenta solo piccole zone umide con la presenza di carice, tipica specie, ninfea bianca cannuccia di palude. A metà del ‘900 nell’area vennero ritrovati reperti archeologici del primo millennio a.C. di epoca veneta. All’inizio del XXI secolo i ritrovamenti diedero l’idea al gruppo Archeologico Mino Meduaco di Campolongo Maggiore di progettare un’area naturalistica-archeologica che avrebbe notevolmente valorizzato le peculiarità ambientali e storiche. Dopo un forte, e totale, iniziale entusiasmo, accompagnato dall’impegno dei due comuni e delle due provincie, il progetto si è totalmente bloccato a causa della scarsa lungimiranza della politica. Oggi il progetto si è arenato e l’area è, sostanzialmente sconosciuta ai più ed a rischio di essere irrimediabilmente deturpata dalle coltivazioni che la circondano. Si rende, quindi, assolutamente necessario porre al centro dell’attenzione l’area affinchè possa essere preservata e valorizzata, magari con progetti legati al rischio idraulico, vista la conformazione dell’area.

I luoghi che si andranno a scoprire/4. Area umida di Camponogara. L’area, frutto di un lungimirante progetto del Consorzio di Bonifica Bacchiglione, ha una estensione di 36.600 m², lungo lo scolo Brentoncino. Ha il compito di immagazzinare le acque per permettere alle piante elofite, poste all’interno dell’area, di depurarle. La sosta prolungata delle acque permetterà di ridurre la presenza di sostanze come azoto e fosforo che risultano dannose per l’ecosistema della laguna. Prevista, inoltre, la ricalibratura e l’ampliamento della sezione dell’alveo dello scolo II Diramazione Brentoncino in comune di Camponogara, garantendo un maggior invaso delle acque per favorire la fitodepurazione delle acque e il miglioramento della sicurezza idraulica della zona. Un intervento di grande valenza, sia dal punto di vista ambientale che per quanto riguarda la sicurezza idraulica e una migliore gestione dell’acqua durante la stagione irrigua oltre che una importante fitodepurazione per le acque del Brentoncino. L’opera si colloca esattamente sul percorso della futura idrovia e ne anticipa, in qualche modo, alcuni indubbi vantaggi ed opportunità ambientali.

I luoghi che si andranno a scoprire/5. Bosco di pianura di Polverara. Il bosco, creato grazie alle determinazione dell’associazione Spiritus Mundi, nasce con l’intento di riporporre al naturalità del territorio, cosparso, fino a non molti decenni fa di estese estensioni di boschi. La piantumazione, progettata sulla base delle piante tipiche dei nostri territori, partirà dalle piccole pianatine che faranno il loro naturale percorso di crescita radicale ed aereo. Al termine il bosco diventerà fruito dai cittadini. L’azione di Spiritus Mundi prevede la realizzazione di molti boschi di pianura, sempre in collaborazione con le amministrazioni che concedono le aree per le piantumazioni. Un nuovo bosco diffuso che in futuro sarà protagonista positivo, al posto di anonime rotonde, diffuse aree artigianali semivuote ed abitazioni spesso anonime.

Fonte: Associazione Brenta Sicuro

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