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REPowerEu, il piano Ue per ridurre la dipendenza dai combustili fossili russi, parte “azzoppato”

BandiereBruxelles

REPowerEU, il piano dell’UE per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi per diversificare l’approvvigionamento energetico a livello dell’UE e accelerare la transizione verde, potrebbe trovare notevoli difficoltà pratiche, avverte la Corte dei conti europea. La riuscita del piano REPowerEU dipenderà, infatti, dall’attuazione di azioni complementari a tutti i livelli e dalla disponibilità di finanziamenti per circa 200 miliardi di euro.

Antefatto. A seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il Consiglio europeo ha deciso che l’UE deve gradualmente pervenire ad eliminare del tutto, il prima possibile, la propria dipendenza dalle importazioni di gas, petrolio e carbone russi. La Commissione europea ha quindi presentato il piano REPowerEU, volto ad aumentare la resilienza del sistema energetico dell’UE riducendone la dipendenza dai combustibili fossili e diversificando l’approvvigionamento energetico a livello dell’UE. L’obiettivo verrà realizzato tramite il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF): misure a sostegno dell’obiettivo verranno incluse nei capitoli REPowerEU dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza.

Fondi realmente disponibili pari a 20 miliardi di euro. La Commissione ha stimato che gli investimenti aggiuntivi per REPowerEU – e più in particolare per eliminare progressivamente le importazioni di combustibili fossili russi entro il 2027 – ammonterebbero a 210 miliardi di euro. Tuttavia, i finanziamenti aggiuntivi totali resi disponibili ammontano solo a 20 miliardi di euro; le altre fonti di finanziamento sono al di fuori del controllo della Commissione e dipendono dalla volontà degli Stati membri di utilizzare i restanti prestiti dell’RRF o di stornare fondi da altre politiche dell’UE, in particolare da quelle per la coesione e lo sviluppo rurale. Di conseguenza, avverte la Corte, l’importo totale dei finanziamenti effettivamente disponibili potrebbe non essere sufficiente a coprire il fabbisogno d’investimento stimato.

Secondo la Corte, anche la prevista ripartizione dei fondi tra gli Stati membri pone problemi. Visto che i fondi verrebbero distribuiti in percentuali basate quelle inizialmente utilizzate per l’RRF, non rifletterebbero né le sfide e gli obiettivi attuali di REPowerEU né i bisogni specifici degli Stati membri. L’assenza di uno specifico termine ultimo per la presentazione dei capitoli REPowerEU riduce la probabilità che vengano individuati e promossi progetti transfrontalieri. La mancanza di qualsivoglia analisi comparativa limita la visione strategica in merito a quali progetti hanno il più alto potenziale per contribuire alla sicurezza e all’indipendenza energetiche dell’UE.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

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