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2-7 luglio 2018, Isola di San Giorgio Maggiore (Ve), l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli presenta “NutriMenti – Settimana della Cultura Gastronomica”. Aperte le registrazioni agli eventi in programma.

Isola di San Giorgio (Ve), chiostro dei Cipressi

Luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola, l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugura le sue attività con NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica, manifestazione che si terrà da lunedì 2 a sabato 7 luglio nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, in un contesto di grande valore storico e architettonico.

Luigi Veronelli

Attraverso seminari, degustazioni, dibattiti e incontri pubblici sarà indagato lo “stato dell’arte” della cultura gastronomica italiana, dando vita ad un vero e proprio laboratorio in cui studiosi e cultori di discipline diverse, – dall’ambito scientifico a quello artistico e letterario fino a quello filosofico e antropologico – porteranno il loro contributo offrendosi al confronto con i partecipanti. NutriMenti, primo appuntamento organizzato dall’Alta Scuola Veronelli, non propone un programma di lezioni classiche ma incontri in cui agli interventi dei relatori seguirà un momento partecipativo, aperto all’interlocuzione con il pubblico. La Settimana della Cultura Gastronomica sarà, quindi, un’occasione per sperimentare il nuovo approccio alla cultura del cibo e del vino che caratterizzerà l’offerta formativa dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, progetto nato dalla collaborazione tra Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini con il sostegno di Banca Generali Private.

Da mercoledì 4 luglio le attività aperte al pubblico. L’appuntamento prenderà avvio lunedì 2 luglio con due giornate di lavoro “a porte chiuse” riservate ai componenti del Comitato Scientifico, della faculty e agli esponenti della «rete di supporto al progetto» riuniti nel Laboratorio di Cultura Materiale. Da mercoledì 4 partiranno, invece, le attività aperte al pubblico con un convegno che presenterà nel dettaglio i valori e la missione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, nonché la molteplicità di sguardi e discipline che concorrono a svilupparne le attività. Seguirà, sino a sabato 7 luglio, un ricco programma di incontri di approfondimento gratuiti (previa registrazione sul sito www.altascuolaveronelli.it) e degustazioni d’autore focalizzati su quattro ambiti tematici: Terra, Immaginazione, Parola e Sensi, scelti sia come temi caratterizzanti per i quattro giorni, sia come termini primi per articolare un nuovo discorso gastronomico.
Nuovo punto di vista sulla cultura materiale. “Parleremo di cibo e di vino utilizzando linguaggi diversi e apparentemente non connessi tra loro per costruire un nuovo punto di vista sulla cultura materiale. Partiremo da un omaggio a Veronelli, con “la terra, la terra, la terra” da indagare in ogni sua possibile declinazione per coglierne l’identità in evoluzione continua. E proseguiremo puntando al futuro, dunque all’immaginazione, per liberare la gastronomia dall’autoreferenzialità in cui tende a rinchiudersi. Ancora: la parola, per raccontare il patrimonio agroalimentare del nostro Paese provando ad andare oltre le formule stereotipate delle narrazioni culinarie. Infine i sensi, come chiavi di una conoscenza che passa attraverso l’ascolto, la degustazione, l’osservazione. Le intuizioni e l’opera di Luigi Veronelli, gli interventi dei relatori e, infine, le sollecitazioni di coloro che prenderanno parte agli eventi contribuiranno a rendere innovativa la visione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli» – spiega Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli e coordinatore del progetto.
Evento del 4 luglio. La tavola rotonda «Il sapere della terra» che concluderà la prima giornata, chiamerà a confronto alcuni dei punti di vista e delle competenze che saranno mobilitate dall’offerta formativa dell’Alta Scuola Veronelli. Saperi da tutelare, promuovere e diffondere, come spiegheranno Alberto Capatti, Storico della gastronomia e presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana Luigi VeronelliRenata Codello, direttrice Affari Istituzionali Fondazione Giorgio CiniStefano Castriota, economista alla Libera Università di BolzanoMassimo Bertamini, responsabile del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso C3A di Trento e Andrea Alpi, responsabile didattico dell’Alta Scuola Veronelli. E, parlando di terra, sarà d’obbligo un ricordo vitale e non agiografico di Luigi Veronelli, affidato anche alla voce di Joško Gravner, autore di vini e di pensieri enoici che con lui ha condiviso analisi, valori e progetti.
Evento del 5 luglio, la lente sarà puntata su «Immagine e Nutrimento» per approfondire come l’agricoltura e l’alimentazione appaiono nella fotografia, nella grafica, nel design, con la collaborazione del fotografo Francesco Radino che indagherà se e come due linguaggi apparentemente distanti possano incontrarsi e persino fondersi in un’immagine. Con lui Aldo Colonetti, filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, e Giacomo Bersanetti, designer e grafico. A seguire «Vivi e vegeti», approfondimento dedicato a «prassi ed estetica delle relazioni vegetali» condotto da Ilaria Bussoni, filosofa, editrice e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Veronelli, con Marco Martella, filosofo e storico dei giardini, Enzo Mescalchin, responsabile unità agricoltura biologica della Fondazione Edmund Mach, e Simonetta Lorigliola, responsabile delle attività culturali dell’Alta Scuola Veronelli.
Evento del 6 luglio. Il cammino nel mondo della gastronomia veronelliana proseguirà con accento su «Lingua, gusto, parola nell’opera di Piero Camporesi». Straordinario innovatore del linguaggio e del pensiero gastronomico, antropologo, storico e filologo, Camporesi gettò uno sguardo nuovo sulla cultura materiale, portando alla luce quanto nei secoli era stato volutamente ignorato per supposta scarsa rilevanza. Alberto Natale, coordinatore del Centro Studi Camporesi dell’Università di Bologna, avvicinerà i partecipanti al camino, ai fornelli, agli orti e alle tavole (povere o imbandite) che fanno di Camporesi un riferimento imprescindibile per ogni indagine sul nostro sistema alimentare. A seguire, l’incontro «Dare voce al vino: il messaggio nella bottiglia» vuol essere un’occasione per confrontarsi sulle parole del cibo e del vino per una comunicazione più autentica e saporita, con la partecipazione di grandi degustatori italiani coordinati da Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera.
Evento del 7 luglio. Protagonisti saranno i sensi, considerati sia come passaggio obbligato della conoscenza, sia come fonti di stimoli capaci di tradursi in esperienze estetiche profonde quanto utilizzati nella degustazione. A guidare gli interventi saranno i criteri estetico-percettivo, ma anche teorico, semantico e filosofico, in un dialogo libero e aperto. Al mattino, con la partecipazione di Andrea BoniniAndrea Alpi e Alberto Capatti, sarà presentato «Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano», l’innovativo corso di alta formazione al via da maggio 2019. Nel pomeriggio, all’incontro «Che natura mangiamo?» parteciperanno, invece, Alberto CapattiPierluigi Basso Fossali, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola VeronelliAlberto Grandi dell’Università degli Studi di Parma e Michele Spanò, filosofo e giurista all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Conclusione ideale della settimana sarà «Sesto senso. Sei brani musicali, sei vini, sei racconti», un concerto per vini e musiche condotto da Luca Damiani, scrittore e musicologo, conduttore RadioTre Rai, che unirà nell’ascolto e nella degustazione terra, immaginazione, parola e sensi.
Degustazioni. Da giovedì 5 a sabato 7 luglio, inoltre, sarà proposto nel Cenacolo Palladiano di Fondazione Giorgio Cini il Sensorium dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Strumento fondamentale per la futura attività formativa residenziale, Sensorium è il banco d’assaggio riservato ai corsisti e rappresentativo delle migliori produzioni vitivinicole italiane. In occasione di NutriMenti il pubblico potrà accedere a pagamento, tramite acquisto online di un apposito ticket, a una selezione di capolavori enologici insigniti delle Super Tre Stelle, massimo riconoscimento della Guida Oro I Vini Veronelli. Attraverso questo ricco programma NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica comunicherà un approccio originale ai temi agricoli e alimentari grazie agli interventi degli ideatori, dei docenti, delle istituzioni e dei sostenitori del progetto, con la presentazione e l’apertura ufficiale delle iscrizioni al primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano.
Fonte: Servizio stampa Alta Scuola di Gastronomia Luigi Veronelli
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Fatturazione elettronica acquisto carburanti per autotrazione, obbligo dal 1 luglio, 9 aziende agricole su 10 non sono pronte

Dal 1° luglio partirà l’obbligo di fatturazione elettronica per l’acquisto di carburanti per autotrazione, primo step di una rivoluzione digitale che porterà dal 1° gennaio 2019 all’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le operazioni tra azienda e azienda. Un cambiamento totale che obbligherà tutti a dotarsi di software sia per l’emissione delle fatture nel nuovo formato xml, sia per il ricevimento e l’archiviazione. Chi non si adegua, incorrerà in salatissime sanzioni che vanno dal 90 al 180% dell’Iva relativamente all’operazione non correttamente fatturata.

Grande è la preoccupazione tra gli agricoltori. Secondo una stima di Confagricoltura Veneto, 9 aziende su 10 non sono pronte. Tra le piccole e medie aziende molte non sono neppure dotate di computer e, perciò, in questi giorni l’associazione riceve decine di telefonate con la richiesta di chiarimenti, anche perché la normativa non è chiara. Si parla infatti di fatturazione elettronica dal 1° luglio per “benzina e gasolio per motore ad autotrazione”, ma non viene specificato se anche i trattori saranno compresi.“È stato presentato un emendamento con il quale si chiedeva il doppio binario da luglio, ma non è passato – spiega Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. Comprendiamo lo scopo del provvedimento, che punta a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari e contrastare le frodi Iva, ma un periodo di transizione sarebbe auspicabile, com’è avvenuto l’anno scorso per il registro digitale del vino, perché molte aziende non sono attrezzate e dovranno ricorrere a professionisti per far fronte al cambiamento, con aumento di costi e perdita di tempo. Alle associazioni di categoria spetta il ruolo di informazione, ma va detto che il nuovo sistema obbliga anche noi a rivedere completamente l’organizzazione amministrativa, perché spariranno le fatture cartacee e dovremo dotarci di nuovi strumenti e metodologie per tutti i servizi di tenuta contabilità”.

Molta la confusione che regna nell’universo aziendale. Bruna Scomparin, responsabile dell’ufficio Iva di Confagricoltura, riferisce che l’organizzazione ha fissato per la prossima settimana un incontro con il ministero e l’agenzia delle entrate per sapere se i carburanti a uso agricolo rientreranno nell’obbligo previsto dal 1° luglio: “In ogni caso molte aziende agricole saranno interessate dal provvedimento per il carburante legato all’utilizzo di furgoni, camion e tutto ciò che serve all’attività aziendale – chiarisce -. In sostanza, sparisce la scheda carburanti e viene sostituita dalla fattura elettronica. Cosa comporta questo? Che ogni azienda, anche chi riceve la fattura, dovrà munirsi di una Pec e di un software per la ricezione, o di un’app da scaricare su smartphone, tablet e pc per scaricare il file, convertirlo e trasmetterlo a chi tiene la contabilità. Il guaio è che molti agricoltori, soprattutto le vecchie generazioni, non possiedono né un computer e neanche un telefonino funzionale allo scopo. Saranno i piccoli e medi imprenditori ad avere più problemi, e temiamo che molti saranno costretti affidarsi a professionisti esterni, con aggravio di costi, operazioni e riorganizzazioni aziendali. Consigliamo di muoversi da subito, anche in vista della fatturazione elettronica allargata a tutte le operazioni del prossimo anno, per non trovarsi negli ultimi giorni con l’acqua alla gola. Noi faremo la nostra parte, restando a disposizione per dare supporto per tutte le necessità”.

Cosa cambia. Con la fatturazione elettronica, tutto passerà attraverso il Sistema di interscambio, gestito dall’Agenzia delle Entrate, che prevede che l’azienda acceda a un servizio web in cui si può caricare la fattura secondo un formato standard. Per accedere al sistema, gestito dall’Agenzia delle Entrate, occorre avere le credenziali o disporre di una carta nazionale dei servizi e di apposito lettore collegato al computer e di un indirizzo di posta elettronica Pec. A questo servizio si può integrare un software o un web service in grado di generare e inviare la fattura secondo il formato richiesto in maniera automatica.

Fonte: Servizio Stampa Congrafrigcoltura Veneto

Governo Conte, all’Agricoltura Gian Marco Centinaio, all’Ambiente Sergio Costa

Lo scorso 4 giugno si sono insediati i neo Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare del Governo Conte, rispettivamente Gian Marco Centinaio (Pavia, 1971) e Sergio Costa (Napoli, 1959).

Centinaio. “Il primo impegno è la difesa del made in Italy agroalimentare, sia contro le contraffazioni e l’italian sounding che in Europa. Faremo sentire la nostra voce e lavoreremo in sinergia con le associazioni di categoria, difendendo il lavoro e il reddito dei nostri agricoltori, allevatori e di quanti ogni giorno si impegnano per portare in alto il nome dell’Italia in questo comparto”, ha affermato il Ministro Centinaio.

Costa. “Guardare alla Terra dei Fuochi con un’ulteriore attenzione sarà sicuramente uno dei miei primi atti, ma non solo. Proprio quello dell’Ambiente, a breve sarà il primo ministero “plastic free” (liberato dalle plastiche). Ora che inizia l’estate e si va in spiaggia o in montagna, invito ogni italiano, ogni persona che si trova nel nostro bellissimo Paese, a raccogliere un rifiuto di plastica che qualche scellerato ha gettato, lo metta nella differenziata e ripuliamo il mondo assieme. Proviamoci fino in fondo, perché 60 milioni di italiani sono 60 milioni di rifiuti di plastica in meno”, ha affermato il ministro dell’Ambiente.

Piante officinali, approvato nuovo Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione

Nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introduce norme in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali.

Nuovo Testo unico in materia. Il decreto, ai sensi dell’articolo 5 della legge delega, costituisce il nuovo Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali. Il testo fa proprie le conclusioni del Tavolo di filiera delle piante officinali, istituito nel 2013, e, tenendo conto delle normative europee, adegua la disciplina vigente dando un nuovo assetto al settore, in modo da favorirne la crescita e lo sviluppo e da valorizzare le produzioni nazionali, garantendo al contempo una maggiore trasparenza e conoscenza al consumatore finale.

Il decreto: fornisce una nuova definizione di piante officinali, prevedendo inoltre l’istituzione dei registri varietali delle specie di piante officinali, nei quali sono elencate le piante officinali ammesse alla commercializzazione e sono stabilite le modalità e le condizioni per la certificazione delle sementi; chiarisce in maniera inequivoca che la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali sono considerate a tutti gli effetti attività agricole; disciplina la raccolta spontanea, in modo da evitare il depauperamento delle aree a questa destinate e da favorire una maggiore conoscenza delle stesse zone, delle piante e dell’ambiente in cui si sviluppano; stabilisce che, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, deve essere adottato il Piano di settore della filiera delle piante officinali, che costituisce lo strumento programmatico strategico diretto a individuare gli interventi prioritari per migliorare le condizioni di produzione e di prima trasformazione delle piante officinali, al fine di incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, di definire forme di aggregazione professionale e interprofessionale capaci di creare condizioni di redditività per l’impresa agricola e di realizzare un coordinamento della ricerca nel settore; prevede, per le Regioni, la possibilità di istituire, nel rispetto della normativa dell’Unione europea, marchi finalizzati a certificare il rispetto di standard di qualità nella filiera delle piante officinali.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf

Il Governo approva la riforma Agea (erogazione aiuti comunitari in agricoltura), Veneto Confagricoltura disapprova (accentra a discapito degli agricoltori veneti), Coldiretti approva (bene razionalizzare e mettere in rete le Regioni)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introduce norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA).

Obiettivi del Governo. Il decreto, in attuazione dell’articolo 15 della legge delega e in linea con la nuova politica agricola comune 2014-2020, prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), in modo da renderla maggiormente rispondente alle specifiche esigenze del settore e da assicurare il raggiungimento di diversi obiettivi: migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole; razionalizzare e contenere la spesa; innalzare l’efficienza del sistema di pagamenti; rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale; rivedere l’attuale sistema di gestione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale); ottimizzare l’accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale. Il decreto mira ad assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore attribuite all’AGEA.

Confagricoltura Veneto esprime la propria contrarietà. “La riforma rappresenta un atto di insensibilità istituzionale e di lesione dell’autonomia regionale, a discapito degli agricoltori e dei contribuenti – sottolinea il presidente di Confagricoltura Veneto, Lodovico Giustiniani -. La riforma accentrerà, infatti, la gestione dei procedimenti amministrativi, imponendo alle Regioni di uniformare il sistema informativo a quello nazionale. Questo significa che il Veneto dovrà abbandonare il sistema adottato dall’agenzia regionale Avepa, che ha dimostrato di operare bene, per adottare quello nazionale che è al contrario inefficiente, lacunoso e causa di gravi ritardi nei pagamenti. Quello che serve per Agea è una riforma radicale, che vada a rifondare completamente l’agenzia per metterla in grado di fornire risposte puntuali ed esaustive alle esigenze degli agricoltori”.

La razionalizzazione dei servizi e delle competenze è sempre utile invece per Coldiretti Veneto. Nel caso di Agea, “se la riforma contribuirà ad accentrare i servizi amministrativi, mettendoli di fatto in rete con le Regioni, il passo avanti compiuto sarà innegabile”, ha affermato Martino Cerantola, aggiungendo che occorre mettere da parte i personalismi: “in Veneto Avepa funziona molto bene. Dobbiamo continuare a lavorare in termini di efficienza e pensare che la riorganizzazione proposta dal governo contribuirà ad efficientare i processi ed al tempo stesso a razionalizzarli”. Si interverrà sull’intera filiera ed il sistema dei pagamenti, in previsione, dovrà essere più rapido. “Cerchiamo di pensare in rete e, soprattuttodi tagliare i procedimenti macchinosi di cui il nostro Paese, nessuna Regione esclusa, è pieno. Solo così potremo dirci un paese davvero democratico e dalla parte di chi lavora, peraltro con un ritorno sull’economia dei territori indubbiamente sensibile”.

Fonte: Servizio stampa Mipaaf, Confagricoltura Veneto, Coldiretti Veneto

Arrivano al supermercato i prodotti firmati dagli agricoltori italiani

A partire dal 3 maggio 2018, i consumatori potranno acquistare i prodotti a marchio “FDAI – Firmato Dagli Agricoltori Italiani”: li troveranno sugli scaffali degli oltre 600 punti vendita italiani di Lidl Italia e sono il frutto dell’accordo che l’azienda leader della Gdo ha stipulato con la Filiera Agricola Italiana spa, realtà che che sostiene e promuove gli imprenditori agricoli.

Nell’accordo importante anche l’aspetto etico della produzione agricola. Il progetto nasce dalla volontà di Lidl Italia, che conta oggi più di 2.000 prodotti di cui l’80% made in Italy, di compiere un ulteriore passo avanti verso un assortimento sempre più votato alla sostenibilità e al territorio. Filiera Agricola Italiana spa ha affiancato Lidl Italia nello sviluppo di questa nuova linea di prodotti che si caratterizza per l’utilizzo di materie di prima scelta, 100% italiane e tracciabili. Il risultato è un ricco paniere di articoli, tra cui riso Carnaroli IGP, pasta trafilata al bronzo con grano lucano, olio toscano IGP e succo di frutta con agrumi di Calabria, che brillano per qualità e bontà, oltre che per gli elevati standard di etica e trasparenza.”Questo accordo – spiega Stefano Albertazzi, direttore generale di Filiera Agricola Italiana spa – è uno strumento importante e innovativo che da una parte valorizza i prodotti agroalimentari dei territori italiani e dall’altro favorisce tutti i componenti della filiera dal campo alla tavola: agricoltori, grande distribuzione e consumatori. Si tratta di un passo in avanti per un nuovo modello di relazioni economiche che punti sempre più sulla cooperazione virtuosa e sulle scelte condivise”. Dichiara Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti di Lidl Italia: “Ci siamo impegnati a fondo in questo progetto che arricchisce la nostra proposta di eccellenze made in Italy e consolida la passione di Lidl per il territorio”.

Fonte: Garantitaly.it

Latte, Coldiretti: stop a “Far west” su prezzo e contratti

Stop al “Far west” sui contratti per il latte. E’ quanto chiede la Coldiretti di fronte alle comunicazioni unilaterali di variazione al ribasso del prezzo alla stalla, o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi, che le industrie stanno mandando agli allevatori e che mettono a rischio la sopravvivenza e il lavoro di oltre 30mila aziende agricole, senza considerare l’indotto.

La questione. “Si tratta – spiega la Coldiretti – di una situazione generata anche dalla pratica fuori legge ma ancora in uso di stipulare intese verbali e di durata inferiore ai 12 mesi per la quale si chiede l’intervento degli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole insieme all’attivazione di tutte le contromisure legali disponibili in caso di necessità. La legge 91 del luglio 2015 – ricorda la Coldiretti – prevede infatti l’obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi. E proprio ai sensi della normativa vigente alla Coldiretti continuano ad affluire le deleghe firmate dai singoli allevatori che incaricano l’organizzazione a rappresentarli sia di fronte alle industrie in sede di trattative per il prezzo sia di fronte ai magistrati nel caso scoppiasse una vera e propria guerra giudiziaria con le aziende di trasformazione”.

Segnali positivi. “Le modifiche unilaterali al ribasso del prezzo del latte – afferma la Coldiretti – vanno contro una situazione di mercato che invece offre segnali positivi, a partire dalle quotazioni del Parmigiano Reggiano che con stagionatura a 18 mesi sulla Borsa di Parma ha toccato il record di 10,63 euro al chilo, la quotazione più alta registrata negli ultimi cinque anni. Volano anche i valori del burro che ha toccato i 4,80 euro al chilo con un progresso del 10,47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un trend accompagnato anche da un aumento del 12,5% della spesa delle famiglie. In progresso anche il latte spot (quello venduto al di fuori dei normali contratti di fornitura) che alla Borsa di Lodi, principale piazza di riferimento italiana, ha ripreso a crescere con un balzo di quasi il 7% nell’ultimo mese. Come se non bastasse – continua la Coldiretti – mai così tanto formaggio italiano è stato consumato all’estero come nel 2017 che ha fatto segnare un record storico con l’aumento del 6% in quantità rispetto allo scorso anno che ha portato a ben il 63% l’incremento delle spedizioni nel corso di un decennio, come in Francia dove è diretto quasi un quarto del totale esportato (23%), in Germania che si colloca al secondo posto tra i principali clienti, in Gran Bretagna e negli gli Stati Uniti dove nell’ultimo anno si è verificato un aumento del 10% delle spedizioni”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto