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Pac e intelligenza artificiale, possono convivere? Se ne parla oggi, 23 marzo 2019, a Madonna di Campiglio (TN) a partire dalle ore 13. Argav tra i media partner del convegno.

Oggi, sabato 23 marzo, dalle ore 13 alle ore 19 circa, a Madonna di Campiglio (TN), nell’ambito del Festival Agri Risk Management 2019, nell’hotel relais des Alpes, si tiene il convegno “L’agricoltura cambia, serve innovazione. Pac e intelligenza artificiale possono convivere?“, organizzato da Condifesa di Trento e Condifesa di Bolzano, con Argav tra i media partner.

Il convegno. E’ dedicato al mondo della gestione del rischio in agricoltura e costituisce uno dei principali momenti di condivisione, approfondimento e formazione sui temi caldi del settore e coinvolge tutti gli attori della filiera, evidenziando criticità e positività del settore e del sistema in Trentino-Alto Adige, dove il valore assicurato in agricoltura sfiora il miliardo di euro. Una discussione stimolata da due tavole rotonde e dai relativi interventi di apertura che permetteranno di focalizzare l’attenzione su due argomenti di grande interesse per la platea: il nuovo Psrne il ruolo della tecnologia nei confronti della sburocratizzazione e dell’innovazione.

Una delle tue tavole rotonde in programma è moderata dal presidente Argav, Fabrizio Stelluto. Inizia alle ore 16:40 e si intitola “Casi di successo e sperimentazioni in corso“. Questi i partecipanti: Alberto Trenti (Meteotrentino) Giovanni Peratoner (Laimburg), Paolo Gerevini (Melinda), Corrado Bridi (Itas), Roberto Monsorno (Eurac), Andrea Faustini (Cavit), Steno Fontanari (MPA Solutions), Ilaria Pertot (Fondazione Edmund Mach), Cesare Furlanello (Fondazione Bruno Kessler), Stefano Ballerini (Netafim Italia). Programma completo del convegno: www.condifesaeventi.it

Fonte: Servizio stampa Condifesa di Trento

Agrometeorologia, una grande opportunità in agricoltura. Nel frattempo, in Trentino-Alto Adige, oltre il 90 per cento degli agricoltori ricorre alle assicurazioni agevolate.

«Mio nonno si alzava la mattina e scopriva solo allora come si sarebbe declinata la sua giornata nei campi, oggi, grazie alle numerose tecnologie a disposizione degli agricoltori possiamo conoscere in anticipo le condizioni meteo e organizzare al meglio le attività». Così lo scorso 19 novembre ha aperto i lavori dell’incontro organizzato in occasione del Festivalmeteorologia di Rovereto (TN) Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. Subito seguito da Sergio Menapace, direttore generale della Fondazione E. Mach, organizzatori, insieme a Condifesa di Bolzano, dell’evento, che ha evidenziato come sia necessario un nuovo approccio alla ricerca per riuscire a rispondere in maniera tempestiva alle esigenze del settore agricolo.

Prolungata siccità, anticipo attività vegetativa, gelate i rischi per l’agricoltore legati al cambiamento climatico. Fabrizio Lorenz, presidente di Itas Mutua che era sponsor dell’evento ha sottolineato come la compagnia assicuratrici sia al lavoro per sostenere la crescita economica degli agricoltori e della filiera implementando strumenti che possano avere un ruolo di prevenzione al fine di mitigare i cambiamenti climatici.  «È fondamentale che il settore agricolo si confronti con quello meteo, ha spiegato Dino Zardi, ideatore del Festival, inoltre, gli agricoltori si devono poter fidare delle previsioni meteo per questo abbiamo bisogno di previsioni il più precise possibili. «È in atto una deriva climatica, c’è una variazione monodirezionale consistente, ha esordito Luciano Pilati, Università di Trento, e questo è attribuibile principalmente a due fattori: l’effetto dell’uomo e la radiazione solare. Cambiamento che può causare notevoli implicazioni sul mondo agricolo, come periodi di prolungata siccità, anticipo dell’attività vegetativa con conseguente rischio di gelate”.

Agrofarmaci, loro sostenibilità da valutare anche dal punto di vista dell’impronta carbonica. Francesca Ventura, Associazione italiana di agrometeorologia, ha spiegato gli obiettivi e scopi della associazione che presiede sottolineando l’importanza del confronto tra i diversi settori. «I cambiamenti climatici ci impongono una gestione aziendale efficiente, ha spiegato Ilaria Pertot, Centro 3A, e sapere se pioverà, quanto pioverà e cosa succederà la prossima settimana è la grande sfida che meteorologi e biologi devono saper affrontare. Sicuramente, ha continuato Pertot, la tecnologia può aiutare per semplificare decisioni complesse, sono molteplici le influenze del meteo che condizionano le scelte dell’agricoltore». I cambiamenti climatici sono un argomento delicato anche per le aziende produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura come Manica spa e proprio per questo Michele Manica, dirigente dell’azienda, ha voluto lanciare una proposta legata all’impatto che hanno gli agrofarmaci in agricoltura proponendo di valutarne la sostenibilità non solo dal punto di vista dell’impatto che hanno sull’ambiente ma anche per quello che hanno sul clima, ovvero calcolandone l’impronta carbonica.

La tavola rotonda in pillole. Moderata da Nicola Castellani de L’Informatore Agrario, che ha visto partecipare numerosi esponenti del mondo agricolo. I relatori si sono confrontati sul ruolo dei cambiamenti climatici e hanno cercato di suggerire possibili soluzioni. I partecipanti alla tavola rotonda: Andrea Piazza (Meteotrentino), Michele Odorizzi (Melinda), Ezio Poli (Vignaioli del Trentino), Angelo Frascarelli (Università di Perugia), Andrea Faustini (Cavit), Marco Caselli (Eldes), Andrea Berti (Co.Di.Pr.A.), Manfred Pechlaner (Condifesa di Bolzano), Giovanni Razeto (Ismea), Guido Pizzolotto (Itas Mutua), Albano Agabiti (Asnacodi). «Dobbiamo evidenziare che la previsione meteo a volte è inaffidabile e questo complica la decisione dell’agricoltore, ha spiegato Piazza, per ridurne l’errore è necessario affidarsi a metodologie di previsione probabilistiche». Michele Odorizzi ha sottolineato come sia necessario avere 3 ordini di previsione: a breve tempo con un trend di 15 giorni e di un mese, al fine di migliorare la gestione aziendale. Ezio Poli ha evidenziato come sia fondamentale avere a disposizione supporti alle decisioni anche in campo meteo che ci permettono di adattarsi e agire di conseguenza. Angelo Frascarelli, invece, ha voluto sottolineare come sia necessario velocizzare l’introduzione dell’innovazione nelle aziende agricole nazionali. Proprio di nuove tecnologie ha parlato Andrea Faustini, evidenziando come queste siano necessarie per svolgere in maniera efficiente l’attività agricola. Infatti, Cavit è da 3 anni che si è dotata di una piattaforma dove vengono raccolte numerose informazioni per supportare le decisioni in campo e comunicarle ai soci attraverso messaggi preparati su misura. Attività sempre più richiesta dai soci, tanto che si sta pensando di creare un tavolo informatico. Marco Caselli ha spiegato come la tecnologia del radar può limitare l’errore di determinazione della previsione meteo. «Dopo le catastrofiche gelate del 2017, ha spiegato Andrea Berti, abbiamo attivato un progetto europeo con ricaduta immediata sul sistema agricolo trentino, dove, in collaborazione con i principali istituti di ricerca provinciali, stiamo costruendo una piattaforma meteoclimatica per microaree che darà informazioni sul rischio gelo e la possibilità di strutturare eventuali metodi di difesa, attivi o passivi. Manfred Pechlaner ha spiegato come i dati meteo siano fondamentali per il lavoro giornaliero dei condifesa, sia per fini assicurativi ma anche per sviluppare nuovi strumenti di tutela dell’agricoltura, come la polizza prati-pascoli nata dalla collaborazione con Co.Di.Pr.A. e con il supporto tecnico di Laimburg e della Fondazione E. Mach.
«Partendo dal concetto che in Trentino-Alto Adige oltre il 90% degli agricoltori ricorre alle assicurazioni agevolate, ha sottolineato Giovanni Razeto, dobbiamo evidenziare che nel resto d’Italia non è così, per questo è necessario pensare a polizze nuove e adeguarle alle vere esigenze degli agricoltori». «Il danno da eventi atmosferici, ha spiegato Guido Pizzolotto, vale 300 milioni di euro all’anno in Italia e in continuo aumento, questo è un quadro abbastanza preoccupante. Le polizze agevolate che coprono i danni da eventi atmosferici attualmente sono costruite partendo dalle indicazioni che arrivano dall’Europa. Sono in fase di nascita nuove polizze per coprire anche le perdite di reddito delle aziende agricole. Sarebbe utili potere collegare la prevenzione alle polizze, anche per ridurne il costo. Albano Agabiti ha sottolineato il fatto che, ogni volta che si attiva un processo di semplificazione, va a finire che tutto il processo diventa più complesso, basti pensare cosa è successo nel 2015 con la nascita dei Piani di assicurazioni individuali. La sfida per il futuro è quello di avere un sistema di consorzi sempre più coeso da Nord a Sud Italia. Samuele Trestini ha concluso l’evento sottolineando come la deriva climatica non ci permetta di adagiarsi sugli allori basti pensare che i cambiamenti climatici hanno un effetto negativo sull’agricoltura in termini di resa, resilienza, creazione di valore. Per questo è necessario sviluppare un modello di interdisciplinarità di tutte le competenze.

Gestione del rischio in agricoltura, la Comunità europea prende ad esempio una realtà trentina

Una recente indagine sulla gestione del rischio in agricoltura commissionata dalla Commissione Europea a due istituti di ricerca europei, Ecorys e WageningenUR, ha sviscerato le numerose sfaccettature della tematica sul territorio europeo. L’elaborato ha evidenziato come in un solo Stato membro, l’Italia e ad opera di Co.Di.Pr.A., si siano attivati fondi mutualistici con adesione volontaria e non obbligatoria.

Lo studio è completato da 8 casi, uno dei quali dedicato ai fondi mutualistici dove Co.Di.Pr.A. viene preso come esempio virtuoso. Lo studio, inoltre, riporta alcune considerazioni e raccomandazioni per l’implementazione futura di soluzioni innovative di gestione del rischio in agricoltura, sottolineando l’importanza di avviare programmi di studio finalizzati a indicare possibili soluzioni da inserire nella PAC post 2020. «Sicuramente la nostra realtà provinciale di gestione del rischio in agricoltura – spiega Romano Masè, dirigente del dipartimento della Provincia autonoma di Trento competente in materia di agricoltura – ci permette di ottenere ottimi risultati per gli agricoltori provinciali. La struttura dei fondi mutualistici è stata attentamente studiata e disegnata sulle esigenze del sistema agricolo trentino, come ben evidenziato nello studio europeo». «Per noi è fonte di estrema soddisfazione – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – conoscere che all’interno della Comunità Europea i nostri fondi mutualistici vengono presi come esempio, anche perché questo ci conferma che la direzione intrapresa è quella corretta».

Fonte: Servizio stampa Codipra

Nuova Pac, la sfida per l’agricoltura è diventare “smart”

La Politica Agricola Comune (Pac) per il prossimo settennio (2021-2027) è stata l’oggetto del convegno organizzato dal Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) e dal Condifesa Bolzano all’interno di un accordo regionale. Evento svoltosi durante Interpoma, la fiera internazionale della mela di Bolzano.

Un’agricoltura “più intelligente”. Molti gli argomenti trattati e discussi dopo la lectio magistralis di Sergio Vento, diplomatico italiano, già ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti e professore della Luiss di Roma. Ad aprire i lavori della tavola rotonda Angelo Frascarelli, Università di Perugia, che ha illustrato le novità introdotte dal Regolamento Omnibus e le proposte per la Pac post 2020. Tra le principali novità, ha spiegato Frascarelli, la Comunità Europea impone un cambio di visione dell’agricoltura che deve diventare intelligente ed essere capace di rispondere ai cambiamenti mutando e adattandosi alle nuove esigenze.

Far slittare di due anni la partenza della nuova Pac. La tavola rotonda, moderata da Antonio Boschetti, L’Informatore Agrario, ha visto la partecipazione dei principali attori della filiera del rischio in agricoltura e dei due massimi esponenti dell’Europarlamento per quanto riguarda la PAC, Herbert Dorfmann e Paolo De Castro. Secondo l’europarlamentare altoatesino sarà fondamentale definire al più presto il bilancio dell’Unione Europea al fine di capire come i fondi a disposizione della politica agricola cambieranno. De Castro ha voluto sottolineare la fondata possibilità di slittare di almeno due anni la partenza della nuova PAC anche a causa delle novità importanti introdotte dalle ultime novità legislative, su tutte il Regolamento Omnibus.

Danni da catastrofi meteo da prevedere nel primo pilastro della nuova Pac. L’innovazione e la tecnologia nella gestione del rischio sono stati gli argomenti alla base degli interventi di Martin Pazeller, dirigente della Provincia di Bolzano e di Gregorio Rigotti, rappresentante della Provincia di Trento. I quali hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con i due Condifesa per sviluppare nuovi strumenti a disposizione degli agricoltori come i fondi mutualistici, le polizze basate su indici e i fondi di stabilizzazione del reddito. Gli eventi climatici sono sempre più catastrofali, ha spiegato Paola Grossi, direttore di Asnacodi, proprio per questo è necessario che la futura PAC preveda già nel primo pilastro degli strumenti per tutelare l’agricoltore da eventi estremi. Il ruolo del futuro della gestione del rischio in agricoltura è stato sottolineato dai due direttori di Condifesa Trento e Bolzano, Andrea Berti e Manfred Pechlaner, i quali evidenziano l’importanza di innovare, formare e sburocratizzare l’intero settore.

Introdurre il concetto di qualità in ambito assicurativo. Guido Pizzolotto, dirigente AgriBusiness di Itas Mutua, ha sottolineato come l’agricoltura deve avere un ruolo da protagonista nelle azioni degli assicuratori e uscire dal concetto di polizza legata alla produzione ed è necessario aprire ad altri settori. Sicuramente non solo quantità, bisogna introdurre anche il concetto di qualità in campo assicurativo. Georg Kössler, presidente Vog, ha spiegato che nei prossimi anni i fondi mutualistici rivestiranno un ruolo importante per le nostre realtà agricole, caratterizzate da dimensioni limitate e costi di produzioni elevati. Se vogliamo dare un futuro ai giovani dobbiamo riflettere sull’importanza di ridurre la burocrazia e far tornare in primo piano l’agricoltura, anche a livello ministeriale. Se dobbiamo guardare avanti, ha spiegato Michele Odorizzi, presidente Melinda, con il Regolamento Omnibus abbiamo la possibilità di dare fondamenta ulteriore all’aggregazione e riportare a valle la catena del valore. È necessario stare molto attenti con quello che succede nel mondo agricolo, ha evidenziato Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, su tutti i fronti, a partire dall’obiettivo di consolidare il reddito delle aziende agricole. Altro aspetto sottolineato da Dalpiaz, e che crede fondamentale per lo sviluppo del settore agricolo, è quello di riuscire a coinvolgere maggiormente frutticoltori e agricoltori nelle attività di informazione.

Pagamento premi.  Sono molti i fronti sul quale la ricerca si deve e dovrà confrontare, ha spiegato Sergio Menapace, direttore Fondazione E. Mach. Tutti i centri di ricerca si dovranno confrontare e costruire un rapporto di valorizzazione per approcciare in maniera unitaria i temi della gestione del rischio in agricoltura. Presente anche la neo Assessore all’agricoltura della Provincia di Trento Giulia Zanotelli, la quale ha voluto portare il suo saluto e sottolineare l’importanza di coesione di intenti per capire le necessità di tutta l’agricoltura nazionale. Chiusura dei lavori affidati ad Albano Agabiti, presidente Asnacodi, che ha voluto evidenziare il problema dei pagamenti dei contributi per i premi in notevole ritardo «non è possibile dover paventare il disimpegno per riuscire a risolvere i noti problemi dei pagamenti, è necessario risolvere i problemi alla base e nonostante queste difficoltà abbiamo evidenziato il ruolo fondamentale dei condifesa».

Fonte: Servizio stampa Codipra

Trentino-Alto Adige. Dal 15 al 17 novembre 2018 a Bolzano c’è Interpoma, fiera internazionale della mela mentre a Rovereto (TN) dal 16 al 18 novembre 2018 c’è il Festivalmeteorologia

Dal 15 al 18 novembre 2018 si tengono in Trentino-Alto Adige due interessanti appuntamenti per il mondo rurale: Interpoma, fiera internazionale della mela a Bolzano (15-17/11, fiera di Bolzano) e dal 16 al 18 novembre il Festivalmeteorologia a Rovereto (TN).

Interpoma tratta la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela con lo scopo di presentare l’intera catena del processo, dalla coltivazione allo stoccaggio al marketing. Il Festivalmeteorologia, vuole offrire un’opportunità concreta e multimediale di conoscere la meteorologia, le sue basi scientifiche, gli aspetti tecnologici connessi, le implicazioni economiche, culturali e sociali. Tema dell’edizione 2018 è “A chi serve la meteorologia?…”.

Incontri sulla gestione del rischio e sull’agrometeorologia. Nell’ambito delle due manifestazioni, Co.Di.Pr.A. e Condifesa Bolzano hanno organizzato due convegni per fare il punto della situazione sulla nuova PAC (17 novembre, dalle 9.30, sala Mec Hotel Four Points, Bolzano) con particolare riferimento all’ambito internazionale e scoprire i vantaggi dell’agrometeorologia (18 novembre, dalle 9.30, sala conferenze Mart a Rovereto).

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

 

30 settembre, a Storo, in Trentino, la 4a edizione del Festival della polenta, dedicato quest’anno al binomio granoturco e castagne

Festival della Polenta di Storo, un momento della festa

Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, ospita la 4^ edizione del Festival della polenta.

Storo sempre più “distretto” della farina di granoturco, ma soprattutto sempre più bandiera di una cultura dell’alimentazione tradizionale, piatti tipici, storia e cultura di un territorio all’insegna di un unico brand: la pannocchia di granoturco che a Storo si chiama Grano Nostrano. L’edizione 2018 punta sul binomio granoturco e castagne. A giudicare “ le migliori polentate del 2018” sarà una giuria di esperti, nutrizionisti e appassionati di storia e cultura culinaria. Presente il grande paiolo di Roncone che sforna mille fette.

Storo, pannocchie di grano nostrano stese al sole

Un piatto povero che si arricchisce di ingredienti e novità, grazie all’impegno dei Polenter della proloco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90.  Il Festival di Storo  è il primo grande evento dedicato alla polenta, con grandi cuochi che si cimentano in antiche ricette, tanti banchi di assaggio e bancarelle. Domenica la giuria designerà la “polenta dell’anno” fra le tante sfide all’ultima trisa. L’ospitalità giornaliera si aggira su 2000 presenze. Ulteriori informazioni:  www.visitchiese.it

Un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Giampietro Comolli, giurato a Storo, membro di comitati scientifici enogastronomici e di accademie di cultura del vino e del cibo nazionali, economista di distretti produttivi,  sottolinea  il valore nutritivo e alimentare della polenta: “Il vero valore di una “polentata”, piatto povero e diffuso, sta nella sua grande stagionalità di consumo, nelle universali modalità di cottura, nella creatività di salse, sughi, intingoli e aggiunte varie che variano da borgo a borgo e che completano un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Senza dimenticare l’importanza di coltivare terreni difficili e di montagna, di creare lavoro e reddito attraverso il recupero di cibi antichi e il non spreco che ci insegnano le genti della montagna (in questo caso lombardo-trentine). La “polenta” è un alimento con quasi 250 anni di storia, inserita a buon titolo nel sistema alimentare della Dieta Mediterranea riconosciuta dall’Unesco, ma espressione anche di una più energetica “dieta continentale”. La polenta è un piatto che lega la salubrità derivante dalla farina “tutto fare”, dal colore giallo-oro-rossa dei chicchi del Nostrano, un cereale naturalmente senza glutine. E’ questo il mix dieta-salubrità-energia che caratterizza la antica storia nutrizionale delle nostre alte colline-montagne affacciate sulla Pianura Padana. Un mix di dieta mediterranea e dieta continentale che esprime un sano equilibrio”.

Fonte: Alpe Adria Land Club, Gusto Europeo Mediterraneo c/o Aikal, Associazione internazionale cultura ambiente solidale no-profit

 

Gestione del rischio in agricoltura, i Consorzi di difesa di Bolzano e Trento stringono un accordo di collaborazione

Da sinistra, Stefan Klotzner (Consorzio di difesa di Bolzano), Albano Agabiti (Asnacodi), Giorgio Gaiardelli (Co.Di.Pr.A.), Manfrend Pechlaner (Consorzio di Bolzano) e Andrea Berti (Co.Di.Pr.A.)

È stato annunciato a fine luglio l’accordo di collaborazione regionale tra Co.Di.Pr.A. e il Consorzio di difesa di Bolzano con l’obiettivo di migliorare e sfruttare al massimo le potenzialità della gestione del rischio in agricoltura. L’accordo, che “vale” un miliardo di euro, è stato presentato in seduta plenaria dei due CdA dei Consorzi di difesa a Carezza (Bz), nella Scuola forestale del Latemar.

La spinta all’accordo. Si legge in una nota: “Per rispondere alla crisi economica e alle nuove sfide dettate dall’economia globale, le imprese hanno oggi bisogno, in molti casi, di una forma di aggregazione più flessibile ed innovativa rispetto a quelle tradizionali, in grado di aumentarne la capacità competitiva senza però costringerle a rinunciare alla propria autonomia. Proprio per i simili e particolari contesti agricoli alpini in cui operano, da sempre i Consorzi di difesa di Bolzano e di Trento hanno condiviso, efficacemente, modalità, disegni, visioni prospettiche, che hanno permesso di far evolvere, nel tempo, il sistema di tutela delle produzioni tipiche, ad alto valore aggiunto, delle agricolture di montagna, verso soluzioni innovative sempre più adeguate al mutare del clima e di un mercato sempre più selettivo.

Vantaggi di competitività e di economie di scala. L’accordo di collaborazione regionale tra i due sodalizi sarà volto in particolare alla gestione di eventi di comunicazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative di gestione del rischio, frutto della concreta messa a fattor comune dei risultati degli enti di ricerca che esprime il territorio regionale come la Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach, Laimburg, Eurac, l’Università di Trento, ecc. “Nel futuro, la gestione del rischio richiederà soluzioni e iniziative sempre più complesse ed evolute – hanno spiegato Giorgio Gaiardelli e Stefan Klotzner, rispettivamente i presidenti dei Consorzi di difesa di Trento e Bolzano. La possibilità, grazie all’accordo di collaborazione, di intercettare tutte le potenzialità e risorse, soprattutto quelle disponibili sotto il profilo innovativo/tecnologico, scientifico, di ricerca, presenti nelle nostre province, molto simili per realtà ambientale, produttiva e di contesto geo-economico, sarà garanzia di sviluppo di forme integrate di protezione delle reddittività; redditività concepita nella sua accezione più ampia, che significa, crescita economica nella stabilità e mantenimento di posizioni previlegiate di mercato“. I due Condifesa riescono a calamitare valori assicurati per quasi un miliardo di euro, rappresentano oltre 21.000 agricoltori e nel 2017 hanno liquidato oltre 250 milioni di euro alle imprese agricole associate.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.