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Gestione del rischio in agricoltura, la Comunità europea prende ad esempio una realtà trentina

Una recente indagine sulla gestione del rischio in agricoltura commissionata dalla Commissione Europea a due istituti di ricerca europei, Ecorys e WageningenUR, ha sviscerato le numerose sfaccettature della tematica sul territorio europeo. L’elaborato ha evidenziato come in un solo Stato membro, l’Italia e ad opera di Co.Di.Pr.A., si siano attivati fondi mutualistici con adesione volontaria e non obbligatoria.

Lo studio è completato da 8 casi, uno dei quali dedicato ai fondi mutualistici dove Co.Di.Pr.A. viene preso come esempio virtuoso. Lo studio, inoltre, riporta alcune considerazioni e raccomandazioni per l’implementazione futura di soluzioni innovative di gestione del rischio in agricoltura, sottolineando l’importanza di avviare programmi di studio finalizzati a indicare possibili soluzioni da inserire nella PAC post 2020. «Sicuramente la nostra realtà provinciale di gestione del rischio in agricoltura – spiega Romano Masè, dirigente del dipartimento della Provincia autonoma di Trento competente in materia di agricoltura – ci permette di ottenere ottimi risultati per gli agricoltori provinciali. La struttura dei fondi mutualistici è stata attentamente studiata e disegnata sulle esigenze del sistema agricolo trentino, come ben evidenziato nello studio europeo». «Per noi è fonte di estrema soddisfazione – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – conoscere che all’interno della Comunità Europea i nostri fondi mutualistici vengono presi come esempio, anche perché questo ci conferma che la direzione intrapresa è quella corretta».

Fonte: Servizio stampa Codipra

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Nuova Pac, la sfida per l’agricoltura è diventare “smart”

La Politica Agricola Comune (Pac) per il prossimo settennio (2021-2027) è stata l’oggetto del convegno organizzato dal Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) e dal Condifesa Bolzano all’interno di un accordo regionale. Evento svoltosi durante Interpoma, la fiera internazionale della mela di Bolzano.

Un’agricoltura “più intelligente”. Molti gli argomenti trattati e discussi dopo la lectio magistralis di Sergio Vento, diplomatico italiano, già ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti e professore della Luiss di Roma. Ad aprire i lavori della tavola rotonda Angelo Frascarelli, Università di Perugia, che ha illustrato le novità introdotte dal Regolamento Omnibus e le proposte per la Pac post 2020. Tra le principali novità, ha spiegato Frascarelli, la Comunità Europea impone un cambio di visione dell’agricoltura che deve diventare intelligente ed essere capace di rispondere ai cambiamenti mutando e adattandosi alle nuove esigenze.

Far slittare di due anni la partenza della nuova Pac. La tavola rotonda, moderata da Antonio Boschetti, L’Informatore Agrario, ha visto la partecipazione dei principali attori della filiera del rischio in agricoltura e dei due massimi esponenti dell’Europarlamento per quanto riguarda la PAC, Herbert Dorfmann e Paolo De Castro. Secondo l’europarlamentare altoatesino sarà fondamentale definire al più presto il bilancio dell’Unione Europea al fine di capire come i fondi a disposizione della politica agricola cambieranno. De Castro ha voluto sottolineare la fondata possibilità di slittare di almeno due anni la partenza della nuova PAC anche a causa delle novità importanti introdotte dalle ultime novità legislative, su tutte il Regolamento Omnibus.

Danni da catastrofi meteo da prevedere nel primo pilastro della nuova Pac. L’innovazione e la tecnologia nella gestione del rischio sono stati gli argomenti alla base degli interventi di Martin Pazeller, dirigente della Provincia di Bolzano e di Gregorio Rigotti, rappresentante della Provincia di Trento. I quali hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con i due Condifesa per sviluppare nuovi strumenti a disposizione degli agricoltori come i fondi mutualistici, le polizze basate su indici e i fondi di stabilizzazione del reddito. Gli eventi climatici sono sempre più catastrofali, ha spiegato Paola Grossi, direttore di Asnacodi, proprio per questo è necessario che la futura PAC preveda già nel primo pilastro degli strumenti per tutelare l’agricoltore da eventi estremi. Il ruolo del futuro della gestione del rischio in agricoltura è stato sottolineato dai due direttori di Condifesa Trento e Bolzano, Andrea Berti e Manfred Pechlaner, i quali evidenziano l’importanza di innovare, formare e sburocratizzare l’intero settore.

Introdurre il concetto di qualità in ambito assicurativo. Guido Pizzolotto, dirigente AgriBusiness di Itas Mutua, ha sottolineato come l’agricoltura deve avere un ruolo da protagonista nelle azioni degli assicuratori e uscire dal concetto di polizza legata alla produzione ed è necessario aprire ad altri settori. Sicuramente non solo quantità, bisogna introdurre anche il concetto di qualità in campo assicurativo. Georg Kössler, presidente Vog, ha spiegato che nei prossimi anni i fondi mutualistici rivestiranno un ruolo importante per le nostre realtà agricole, caratterizzate da dimensioni limitate e costi di produzioni elevati. Se vogliamo dare un futuro ai giovani dobbiamo riflettere sull’importanza di ridurre la burocrazia e far tornare in primo piano l’agricoltura, anche a livello ministeriale. Se dobbiamo guardare avanti, ha spiegato Michele Odorizzi, presidente Melinda, con il Regolamento Omnibus abbiamo la possibilità di dare fondamenta ulteriore all’aggregazione e riportare a valle la catena del valore. È necessario stare molto attenti con quello che succede nel mondo agricolo, ha evidenziato Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, su tutti i fronti, a partire dall’obiettivo di consolidare il reddito delle aziende agricole. Altro aspetto sottolineato da Dalpiaz, e che crede fondamentale per lo sviluppo del settore agricolo, è quello di riuscire a coinvolgere maggiormente frutticoltori e agricoltori nelle attività di informazione.

Pagamento premi.  Sono molti i fronti sul quale la ricerca si deve e dovrà confrontare, ha spiegato Sergio Menapace, direttore Fondazione E. Mach. Tutti i centri di ricerca si dovranno confrontare e costruire un rapporto di valorizzazione per approcciare in maniera unitaria i temi della gestione del rischio in agricoltura. Presente anche la neo Assessore all’agricoltura della Provincia di Trento Giulia Zanotelli, la quale ha voluto portare il suo saluto e sottolineare l’importanza di coesione di intenti per capire le necessità di tutta l’agricoltura nazionale. Chiusura dei lavori affidati ad Albano Agabiti, presidente Asnacodi, che ha voluto evidenziare il problema dei pagamenti dei contributi per i premi in notevole ritardo «non è possibile dover paventare il disimpegno per riuscire a risolvere i noti problemi dei pagamenti, è necessario risolvere i problemi alla base e nonostante queste difficoltà abbiamo evidenziato il ruolo fondamentale dei condifesa».

Fonte: Servizio stampa Codipra

Trentino-Alto Adige. Dal 15 al 17 novembre 2018 a Bolzano c’è Interpoma, fiera internazionale della mela mentre a Rovereto (TN) dal 16 al 18 novembre 2018 c’è il Festivalmeteorologia

Dal 15 al 18 novembre 2018 si tengono in Trentino-Alto Adige due interessanti appuntamenti per il mondo rurale: Interpoma, fiera internazionale della mela a Bolzano (15-17/11, fiera di Bolzano) e dal 16 al 18 novembre il Festivalmeteorologia a Rovereto (TN).

Interpoma tratta la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela con lo scopo di presentare l’intera catena del processo, dalla coltivazione allo stoccaggio al marketing. Il Festivalmeteorologia, vuole offrire un’opportunità concreta e multimediale di conoscere la meteorologia, le sue basi scientifiche, gli aspetti tecnologici connessi, le implicazioni economiche, culturali e sociali. Tema dell’edizione 2018 è “A chi serve la meteorologia?…”.

Incontri sulla gestione del rischio e sull’agrometeorologia. Nell’ambito delle due manifestazioni, Co.Di.Pr.A. e Condifesa Bolzano hanno organizzato due convegni per fare il punto della situazione sulla nuova PAC (17 novembre, dalle 9.30, sala Mec Hotel Four Points, Bolzano) con particolare riferimento all’ambito internazionale e scoprire i vantaggi dell’agrometeorologia (18 novembre, dalle 9.30, sala conferenze Mart a Rovereto).

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

 

30 settembre, a Storo, in Trentino, la 4a edizione del Festival della polenta, dedicato quest’anno al binomio granoturco e castagne

Festival della Polenta di Storo, un momento della festa

Storo, borgo prealpino fondato dal popolo Retico, posto fra le Dolomiti Trentine, il fiume Chiese, il lago di Ledro verso Madonna di Campiglio, ospita la 4^ edizione del Festival della polenta.

Storo sempre più “distretto” della farina di granoturco, ma soprattutto sempre più bandiera di una cultura dell’alimentazione tradizionale, piatti tipici, storia e cultura di un territorio all’insegna di un unico brand: la pannocchia di granoturco che a Storo si chiama Grano Nostrano. L’edizione 2018 punta sul binomio granoturco e castagne. A giudicare “ le migliori polentate del 2018” sarà una giuria di esperti, nutrizionisti e appassionati di storia e cultura culinaria. Presente il grande paiolo di Roncone che sforna mille fette.

Storo, pannocchie di grano nostrano stese al sole

Un piatto povero che si arricchisce di ingredienti e novità, grazie all’impegno dei Polenter della proloco, del Comune, del consorzio turistico Bim Chiese e della Coop Agri90.  Il Festival di Storo  è il primo grande evento dedicato alla polenta, con grandi cuochi che si cimentano in antiche ricette, tanti banchi di assaggio e bancarelle. Domenica la giuria designerà la “polenta dell’anno” fra le tante sfide all’ultima trisa. L’ospitalità giornaliera si aggira su 2000 presenze. Ulteriori informazioni:  www.visitchiese.it

Un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Giampietro Comolli, giurato a Storo, membro di comitati scientifici enogastronomici e di accademie di cultura del vino e del cibo nazionali, economista di distretti produttivi,  sottolinea  il valore nutritivo e alimentare della polenta: “Il vero valore di una “polentata”, piatto povero e diffuso, sta nella sua grande stagionalità di consumo, nelle universali modalità di cottura, nella creatività di salse, sughi, intingoli e aggiunte varie che variano da borgo a borgo e che completano un piatto già di per se stesso cultura gastronomica. Senza dimenticare l’importanza di coltivare terreni difficili e di montagna, di creare lavoro e reddito attraverso il recupero di cibi antichi e il non spreco che ci insegnano le genti della montagna (in questo caso lombardo-trentine). La “polenta” è un alimento con quasi 250 anni di storia, inserita a buon titolo nel sistema alimentare della Dieta Mediterranea riconosciuta dall’Unesco, ma espressione anche di una più energetica “dieta continentale”. La polenta è un piatto che lega la salubrità derivante dalla farina “tutto fare”, dal colore giallo-oro-rossa dei chicchi del Nostrano, un cereale naturalmente senza glutine. E’ questo il mix dieta-salubrità-energia che caratterizza la antica storia nutrizionale delle nostre alte colline-montagne affacciate sulla Pianura Padana. Un mix di dieta mediterranea e dieta continentale che esprime un sano equilibrio”.

Fonte: Alpe Adria Land Club, Gusto Europeo Mediterraneo c/o Aikal, Associazione internazionale cultura ambiente solidale no-profit

 

Gestione del rischio in agricoltura, i Consorzi di difesa di Bolzano e Trento stringono un accordo di collaborazione

Da sinistra, Stefan Klotzner (Consorzio di difesa di Bolzano), Albano Agabiti (Asnacodi), Giorgio Gaiardelli (Co.Di.Pr.A.), Manfrend Pechlaner (Consorzio di Bolzano) e Andrea Berti (Co.Di.Pr.A.)

È stato annunciato a fine luglio l’accordo di collaborazione regionale tra Co.Di.Pr.A. e il Consorzio di difesa di Bolzano con l’obiettivo di migliorare e sfruttare al massimo le potenzialità della gestione del rischio in agricoltura. L’accordo, che “vale” un miliardo di euro, è stato presentato in seduta plenaria dei due CdA dei Consorzi di difesa a Carezza (Bz), nella Scuola forestale del Latemar.

La spinta all’accordo. Si legge in una nota: “Per rispondere alla crisi economica e alle nuove sfide dettate dall’economia globale, le imprese hanno oggi bisogno, in molti casi, di una forma di aggregazione più flessibile ed innovativa rispetto a quelle tradizionali, in grado di aumentarne la capacità competitiva senza però costringerle a rinunciare alla propria autonomia. Proprio per i simili e particolari contesti agricoli alpini in cui operano, da sempre i Consorzi di difesa di Bolzano e di Trento hanno condiviso, efficacemente, modalità, disegni, visioni prospettiche, che hanno permesso di far evolvere, nel tempo, il sistema di tutela delle produzioni tipiche, ad alto valore aggiunto, delle agricolture di montagna, verso soluzioni innovative sempre più adeguate al mutare del clima e di un mercato sempre più selettivo.

Vantaggi di competitività e di economie di scala. L’accordo di collaborazione regionale tra i due sodalizi sarà volto in particolare alla gestione di eventi di comunicazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative di gestione del rischio, frutto della concreta messa a fattor comune dei risultati degli enti di ricerca che esprime il territorio regionale come la Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach, Laimburg, Eurac, l’Università di Trento, ecc. “Nel futuro, la gestione del rischio richiederà soluzioni e iniziative sempre più complesse ed evolute – hanno spiegato Giorgio Gaiardelli e Stefan Klotzner, rispettivamente i presidenti dei Consorzi di difesa di Trento e Bolzano. La possibilità, grazie all’accordo di collaborazione, di intercettare tutte le potenzialità e risorse, soprattutto quelle disponibili sotto il profilo innovativo/tecnologico, scientifico, di ricerca, presenti nelle nostre province, molto simili per realtà ambientale, produttiva e di contesto geo-economico, sarà garanzia di sviluppo di forme integrate di protezione delle reddittività; redditività concepita nella sua accezione più ampia, che significa, crescita economica nella stabilità e mantenimento di posizioni previlegiate di mercato“. I due Condifesa riescono a calamitare valori assicurati per quasi un miliardo di euro, rappresentano oltre 21.000 agricoltori e nel 2017 hanno liquidato oltre 250 milioni di euro alle imprese agricole associate.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

L’Intelligenza Artificiale scende in campo, ad illustrarne in Trentino le potenzialità d’uso in agricoltura Aran Khanna, l’ex studente di Harvard che scoprì una falla di sicurezza in Fb

Aran Khanna

Nei giorni scorsi si è tenuto in Trentino, all’interno di WebValley, il campus organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler, un evento in collaborazione con Co.Di.Pr.A (Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento) dedicato alle potenzialità e alle possibili ricadute che l’intelligenza artificiale (AI) può e potrà avere sull’agricoltura provinciale.

Conversazione con Khanna. Nell’incontro sono stati trattati argomenti di frontiera con i massimi esperti del comparto agricolo trentino e guru mondiali dell’AI quale è Aran Khanna, salito alla ribalta delle cronache mondiali nel 2015, quando ancora studente di Harvard, scoprì una falla di sicurezza nel social network Facebook. Da allora, ha lavorato in Amazon contribuendo a importanti progetti nel settore del deep learning, in particolare come principale sviluppatore di DeepLens, il rivoluzionario dispositivo di Amazon e Inte, che rende possibile realizzare strumenti di AI su una telecamera miniaturizzata. Oggi si definisce un ingegnere e uno scienziato dell’AI e sta costruendo una piattaforma per gestire i mercati digitali, le cripto-valute.

Sistemi per l’agricoltura digitale. L’incontro tecnico è nato dal successo dell’edizione 2017 di WebValley, che ha permesso ai giovani partecipanti di lavorare a Casez di Sanzeno (Tn) a fianco di ricercatori e studiare sistemi per l’agricoltura digitale. Sistemi IoT, cloud computing, deep learning sono le parole chiave di un nuovo modo di fare agricoltura in cui le tecnologie smart si combinano con la ricerca in biologia e salute ambientale. L’edizione di quest’anno del campus si focalizza sull’impiego del machine learning per sviluppare una nuova soluzione nell’ambito dell’intelligenza artificiale applicata al campo della salute, in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

da sx, Khanna, Furlanello e Berti

In Trentino realtà agricola frammentata e diversificata, nuova sfida per chi progetta con tecniche di AI. Anche per dare continuità con il 2017, la Fondazione Bruno Kessler (FBK) e Co.Di.Pr.A. hanno dato vita a un momento di confronto per scoprire le possibili applicazioni e potenzialità dell’intelligenza artificiale all’agricoltura coinvolgendo l’esperto Aran Khanna e i ricercatori di FBK e Fondazione E. Mach. Secondo Khanna, “le tecniche di machine learning e intelligenza artificiale (AI) possono dare un valore aggiunto all’agricoltura trentina. L’agricoltura su vasta scala e la grande automazione degli Stati Uniti si scontrano con la realtà più frammentata e diversificata del Trentino. Queste differenze hanno dato nuove idee ad Aran, che considera l’applicazione di algoritmi intelligenti come una grande opportunità di crescita e innovazione anche per la nostra realtà”.

Tecnologia in aiuto dell’uomo, sempre protagonista. La Fondazione Bruno Kessler è impegnata nello sviluppo di tecnologie per sviluppare l’agricoltura digitale, grazie alle più recenti tecniche di intelligenza artificiale, come il deep-learning. “La sfida – ha spiegato Cesare Furlanello, head of unit MPBA di FBK – è accelerare l’uso dei big data che già ora possono entrare nei processi di produzione agricola, puntando a ridurre costi, aumentare i risultati economici e soprattutto per garantire standard qualitativi competitivi. Il protagonista è sempre l’operatore in campo che però potrà disporre di app per la analisi automatica delle immagini o spettrometri miniaturizzati ricavando informazioni preziose per modelli predittivi di produzione e la qualità, quindi aumentando l’efficienza dell’intero processo. Le numerose collaborazioni di FBK con importanti realtà trentine (Cavit, Co.Di.Pr.A., Sant’Orsola) hanno portato alla realizzazione di strumenti tecnologici innovativi: il più rilevante è Fruitipy, progetto di intelligenza artificiale nato dall’esperienza WebValley e a cui ora si aggiunge la capacità di collegarsi alla rete a lunga distanza LoRa (sistema di comunicazione dati). Ma FBK sta sviluppando anche modelli di stima della fenologia, della produzione, e anche di nowcasting delle precipitazioni, facendo sistema con Meteotrentino”.

Utili contaminazioni. “Per noi resta strategico investire sulle potenzialità date dalle nuove tecnologie e, specialmente, sui giovani – – ha affermato Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. –. Anche per questo siamo nuovamente qui a WebValley a trattare un argomento di frontiera con “guru” mondiali che provengono da altri settori, che ci permettono di essere contaminati, prendendo il meglio delle diverse realtà produttive e cercare di adattarlo alle nostre esigenze”.

Fonte: Servizio Stampa Codipra

Consorzio di Difesa dei Produttori Agricoli di Trento, bilancio approvato e in salute, ma bisogna fare i conti con i cambiamenti climatici; in aumento patrimonio e numero di soci.

“Innovazione, tecnologia e gestione del rischio, sono i tre cardini sui quali dovrà essere costruita la risposta ai cambiamenti climatici”, ha aperto così l’Assemblea generale dei soci del Consorzio di Difesa dei Produttori Agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.), riunitasi nelle sale di Cavit, il presidente Giorgio Gaiardelli.

Territori alpini fragili e delicati. “Da alcuni decenni – ha continuato il presidente – stiamo assistendo all’intensificazione dei cosiddetti eventi estremi e il settore agricolo è potenzialmente tra i più esposti e vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, con ripercussioni negative, sia in termini di quantità sia di qualità delle produzioni, nonché sulla economia di tutto il comparto con ripercussioni sugli andamenti di mercato. È certamente un fenomeno epocale, che proprio nei territori particolarmente fragili e delicati come quelli alpini, assume spesso forme e situazioni eclatanti ed estreme, basti pensare alla tremenda gelata che ha colpito molte aree produttive agricole trentine – ha concluso Gaiardelli”.

I numeri del bilancio di esercizio, approvato dall’Assemblea, sono stati presentati dal direttore Andrea Berti il quale ha sottolineato il buono stato di salute del Consorzio che ha permesso di liquidare oltre 155 milioni di euro agli associati nella passata stagione. Il direttore ha anche ricordato che il sistema Trentino assicura valori per oltre 570 milioni di euro, tra gli importi più alti di tutta Italia. “Al 31 dicembre 2017 – ha sottolineato Berti – il Patrimonio Netto del Consorzio è superiore ai 10 milioni di euro e l’ammontare della dotazione a disposizione dei 6 Fondi mutualistici istituiti dal Consorzio è sopra i 5 milioni di euro a disposizione dei quasi 12.000 soci”.

Progresso tecnologico. L’incontro istituzionale è stato anche l’occasione per approfondire alcuni temi caldi dell’agricoltura come l’importanza del progresso tecnologico. Massimo Temporelli, fisico e divulgatore scientifico, ha focalizzato il suo intervento sulle potenzialità della tecnologia per migliorare le performance produttive delle aziende, anche di quelle agricole, e il rapporto uomo-macchina. Paolo Nicoletti, direttore generale della Provincia Autonoma di Trento, ha voluto evidenziare il ruolo strategico dell’innovazione nel comparto agricolo. Paola Spagna, rappresentante di Asnacodi, ha posto l’attenzione dell’assemblea su Premia, l’innovativo sistema di utilizzo dei dati di osservazione della Terra in supporto alle attività di assicurazione per la valutazione dei rischi in agricoltura.Il ruolo dell’innovazione è stato ben espresso da Cesare Furlanello, Fondazione Bruno Kessler, che ha presentato WebValley, esperienza creativa di conoscenza delle nuove tecnologie informatiche basate su Internet e software, che vede coinvolto anche Co.Di.Pr.A.

Sinergie. Le conclusioni sono state affidate a Michele Dallapiccola, assessore all’agricoltura e al turismo della Provincia, il quale ha voluto sottolineare l’importanza delle sinergie create tra la Provincia Autonoma di Trento, le organizzazioni e associazioni di produttori e il Consorzio per permettere di sfruttare le opportunità date dalle nuove disposizioni di legge in termini di gestione del rischio.

Fonte: Servizio Stampa Codipra