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Micro birrifici artigianali, un emendamento alla manovra porta novità importanti

Ivan Borsato

Un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio porta novità importanti in particolare per i micro birrifici artigiani. Si tratta di un taglio del 40% dell’accisa per i micro-birrifici che hanno una produzione fino a 10mila ettolitri. Inoltre, è previsto anche un taglio di un centesimo dell’accisa sulla birra industriale, che scenderebbe da 3 a 2,99 euro ad ettolitro.

Nel 2018, produzione di birra in Italia cresciuta del 7, 5 per cento.“E’ una sana boccata d’ossigeno per l’intero comparto” afferma Ivan Borsato presidente dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto, secondo cui il provvedimento “va oltre il valore economico dando fiducia. Una tassazione molto alta, infatti, mette a rischio la competitività di centinaia di imprese che investono e che intendono inserirsi nei mercati internazionali”. D’altra parte nel 2017 la produzione di birra in Italia è cresciuta del 7,5% a 15,6 milioni di ettolitri: in aumento anche le esportazioni (+7,9% a 2,7 milioni di ettolitri). L’intera filiera vale circa 9 miliardi di euro l’anno e impiega oltre 90mila persone.

Tra gli occupati del settori, molti under 35. “I micro birrifici – conclude Borsato – rappresentano anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35. Solo in Veneto sono già 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali. Siamo la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia sì, ma in forte crescita. In Italia dal 2003 al 2015 le imprese artigianali dedicate alla lavorazione e trasformazione del luppolo sono passate 113 a 524 (+411). L’Italia è leader europeo e la prima regione italiana per quantità prodotta è proprio il Veneto”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

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Un’idea regalo originale per Natale? I confanetti smartbox “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto”

Serata di gala molto particolare ed originale per i quaranta delegati del Consiglio Direttivo Unaga che, per la prima volta, si sono riuniti a Venezia lo scorso 1 dicembre. La sera di Venerdì 30 infatti, i giornalisti dell’Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili, gruppo di specializzazione della Fnsi presieduto da Roberto Zalambani e rappresentato in Veneto da Argav, presieduta da Fabrizio Stelluto sono stati ospiti della Confartigianato Imprese Veneto per una presentazione dedicata in anteprima de i “Cofanetti del gusto“.

Prendere i turisti per la gola. Confartigianato Imprese Veneto ha infatti sviluppato per i propri associati un progetto di promozione turistica, finalizzato a valorizzare l’offerta enogastronomica di tutto il territorio regionale. Si tratta di cofanetti regalo (tipo smartbox) che verranno diffusi on line sui siti dedicati al turismo e off line nel territorio regionale attraverso una rete di distribuzione, allo scopo di suggerire degustazioni, produzioni artigianali, tipicità del nostro territorio. Il regalo contenuto nel cofanetto è “aperto” ovvero, l’acquirente, potrà scegliere tra le diverse proposte in esso contenute. Originalità del progetto è la compartecipazione delle aziende aderenti alla creazione dell’offerta. Le singole imprese hanno infatti formulato loro specifiche ed originali proposte di degustazione che potranno così essere selezionate dagli utenti desiderosi di assaggiare le nostre specialità o di regalare ad altri delle “esperienze di gusto” uniche ed esclusive.

Una regione vista attraverso il saper fare artigianale. La novità è stata illustarta da Cristiano Luigi Gaggion, componente commissione regionale Turismo di Confartigianato Imprese Veneto; Renzo Bettiol, presidente regionale caseari della Federazione e Cecile Rousset, VivoVenetia responsabile progetto. I due dirigenti hanno spiegato come “il progetto di promozione riguardi le aziende artigiane del comparto alimentare (salumifici, caseari, pasticceri e cioccolatieri, birrifici, produttori di vino e di grappe sino ai ristoratori, solo per citare i principali), puntando alla valorizzazione turistica delle stesse e al loro saper fare. Nel mondo del food, si registra un crescente interesse del pubblico per i cofanetti regalo (tipo smartbox): da qui l’idea di lanciare nel mercato il cofanetto regalo “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto” per permettere all’utente di scoprire le meraviglie artigianali del territorio veneto attraverso la degustazione dei suoi prodotti e la passione degli artigiani che ne sono produttori”.

Due le tipologie di servizi offerti. “Il progetto -ha proseguito Cecile Rousset- è a cura di Confartigianato ed in collaborazione con la piattaforma Vivovenetia.com, che opererà la vendita on line dei cofanetti. Permetterà all’utente di scegliere tra due tipologie di servizi: degustazione di vini, birre, grappe, cioccolato, pasticceria, prodotti da forno ecc (prezzo al pubblico 36 euro) oppure pranzo o cena includendo 4/5 portate (prezzo al pubblico 89 euro) e comprende una offerta valida per 2 persone. I cofanetti del gusto verranno promossi e venduti prevalentemente on line, così da incontrare le preferenze degli acquirenti che solitamente cercano nel web queste soluzioni. I canali a disposizione saranno: www.vivovenetia.com ed i siti web Confartigianato delle varie province del Veneto. Ma verrà avviata anche una rete di distribuzione anche attraverso punti vendita “fisici”: le sedi Confartigianato nel Veneto e le stesse aziende che aderiranno al progetto”.

Il cofanetto ha un anno di validità dalla data di acquisto. Per concordare la data del servizio, il cliente chiamerà Vivovenetia che a sua volta verifica la disponibilità dell’azienda per accogliere l’ospite, sulla base delle disponibilità indicate. Inoltre, per aiutare le imprese a raccontarsi meglio e a raccontare la propria offerta, è a disposizione un collaboratore specializzato in storytelling e marketing per rendere più attraente la degustazione e predisporre una immagine coordinata dei partecipanti.

L’elenco delle Imprese già aderenti. A conclusione della presentazione, i delegati UNAGA hanno avuto l’opportunità di partecipare ad una degustazione, guidata dai maestri artigiani Bettiol, Bertelli, Gaggion e Doriguzzi che hanno offerto i prodotti delle loro aziende e di alcune altre tra le 23 già aderenti che hanno messo a disposizione una selezione dei loro prodotti: il salumificio Bettelli, il Caseificio di Roncade, i birrifici Benaco e Grillo, le pasticcerie Gaggion e Gardellin, la distilleria LI.DI.A. oltre al panificio Le delizie del Grano del Presidente regionale Nicola Trentin. Le aziende già aderenti al progetto sono: 1. Vini Iseldo Maule Snc Di Maule Graziano & c VI 2. La locanda srl VI 3. Minerva snc VI 4. Albergo Ristorante Valsugana VI 5. Panificio Pasticceria Righetto snc VI 6. Hotel Alpi snc di Munari Giovanni e Enzo VI 7. Birrificio Bennaco 70 VR 8. Birrificio del Grillo, Dez and Deb BL
9. Pasticceria Gaggion BL 10. Pasticceria Gardellin snc PD 11. Poli Grappa VI
12. Perlage wines TV 13. Caseificio di Roncade TV 14. Bertelli Salumi srl PD
15. Distilleria f.lli brunello srl VI 16. Salumificio Carretta Felicino Snc VI 17. Ristorante Il Torchio Antico – Villa Godi Malinverni VI 18. Distilleria Li.Di.A. S.a.s. VI 19. Vicentini 1966 – Marostica VI 20. Cioccolateria Veneziana VE
21. La Carline VE

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Banca della Terra, messi a bando i primi 6 ettari nel Veronese, canone d’affitto pressoché simbolico

Prime assegnazioni in Veneto di terre incolte grazie alla legge regionale che ha istituito la Banca della terra: la Giunta regionale ha approvato, infatti, due bandi per l’assegnazione di sei ettari di pascolo incolto, nel Veronese.
Si tratta di lotti situati nei comuni di Dolcè e Selva di Progno, terreni in proprietà del demanio regionale, concessi in gestione all’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario “Veneto Agricoltura”.

I lotti. Quello nel comune di Dolcè è un prato-pascolo di 2,6 ettari, costituito da tre corpi fondiari collegati fra loro da carrareccia e situati all’interno di un comprensorio boschivo ceduo, soggetto a pianificazione forestale la cui gestione rimane esclusa dal  bando. Il secondo lotto, in comune di Selva di Progno, ha una superficie di 3,5 ettari utilizzabile a prato e/o pascolo ed è costituito da tre corpi fondiari comprensivi di un piccolo fabbricato utilizzabile come deposito attrezzi. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo, dalla pubblicazione nel BUR, per presentare ad Avepa, l’agenzia per i pagamenti in agricoltura, domanda di assegnazione. Il canone di affitto è pressochè simbolico, poco più di 230 euro l’anno. Ulteriori informazioni saranno disponibili nel portale della Regione del Veneto e nel portale dell’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura.

Norme su recupero terreni incolti da potenziare. “La Banca della terra –  ricorda l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – è stata costituita con legge regionale 26 del 2014 con la finalità di mitigare i fenomeni di abbandono e mancata coltivazione di terreni, in particolare nelle aree marginali del territorio veneto. La legge affida ai Comuni il compito di individuare e censire i terreni da inserire nella Banca della terra, per poi affidarle a giovani imprenditori agricoli o ad imprese già avviate che abbiano bisogno di consolidare il reddito. Ma, in questa prima fase di applicazione della legge,  abbiamo riscontrato che le amministrazioni comunali  sono in difficoltà nel censire la proprietà delle superfici agricole e individuare i lotti da inserire  nella Banca della terra veneta. Credo sia opportuno valutare la percorribilità di ulteriori modelli di governo dei terreni abbandonati per il loro recupero ed utilizzazione razionale, quali ad esempio le forme di gestione associativa: proprietari di terreni pubblici o privati potrebbero costituire un’associazione fondiaria al fine di raggruppare terreni agricoli e boschi e di assumere la gestione di terreni incolti o abbandonati, secondo uno schema volontario e consociato che ne consenta un uso economicamente sostenibile e produttivo”.

Fonte: Servizio stampa Regione del Veneto

Da oggi sino a febbraio 2019 a Creazzo (VI) è tempo di broccolo Fiolaro

Chef e ristoratori partecipanti alla rassegna 2018/19

Il broccolo Fiolaro di Creazzo (VI) torna sulla tavola dei buongustai grazie al lavoro di ricerca e valorizzazione messo in campo dai ristoratori del paese, che propongono una nuova edizione de “A Tavola con il broccolo Fiolaro di Creazzo”. L’inizio è previsto oggi, sabato 1 dicembre per concludersi a febbraio 2019.

Saranno otto i locali – a cui si aggiunge una gastronomia – che delizieranno il palato degli estimatori del broccolo Fiolaro di Creazzo, protagonista di speciali piatti, pizze e menu a tema creati dagli chef del paese. “Negli anni questo ortaggio ha saputo conquistarsi una fama ben oltre i confini provinciali perché si tratta di un prodotto molto versatile, che ha grandissime possibilità di utilizzo, sia come ingrediente principale dei piatti, sia come ottimo comprimario” conferma Emanuele Canetti, presidente dell’Associazione Provinciale Ristoratori Confcommercio e ristoratore di Creazzo. Per diffonderne la qualità si sono messi in rete produttori e ristoratori, supportati dalla Confraternita del broccolo Fiolaro di Creazzo De.Co, dal Comune e dalla Pro Loco. Il risultato è una rassegna gastronomica che prevede sei serate in altrettanti locali del paese e menu a tema sempre presenti nei locali aderenti.

Gli chef partecipanti alla rassegna 2018/19 insieme alla presidente della Confraternita del broccolo Fiolaro

Broccolo Fiolaro nell’impasto della pizza e protagonista di piatti innovativi. “Molti dei piatti in menu sono nel segno della tradizione, ma ogni anno la rassegna è anche un po’ una sfida tra i partecipanti su nuovi abbinamenti o nuove proposte. E anche questa volta gli estimatori di questo straordinario prodotto non rimarranno delusi”, ha aggiunto Canetti. Tra i piatti proposti, solo per citarne alcuni, la “terrina di branzino con broccolo Fiolaro in crosta di pane e cozze, purea di broccolo con cozze gratinate”, la “faggianella in salsa di broccolo Fiolaro”, il “budino di polenta con broccolo Fiolaro, mostarda vicentina su crema di formaggio verde e scaglie di tartufo nero”, le “caramelle ripiene di broccolo Fiolaro, formaggio e porro”. Vasta anche la scelta di pizze, dove il broccolo Fiolaro di Creazzo finisce anche nell’impasto con la pizza “impasto broccolo: mozzarella e bacon”, oppure si sposa con una grande varietà di ingredienti, come la “pizza con broccolo, zucca spadellata, speck a julienne, ricotta affumicata e riduzione di uva fragola”, oppure la pizza “B&B al broccolo e burrata”. Originale anche la proposta di un “hamburger con lombo di maiale, tortino di broccolo Fiolaro, salsa Bbq al broccolo Fiolaro, quenelle al lardo affumicato e cialda di mais al radicchio trevigiano”.

Gli appuntamenti della rassegna. Si inizia l’1 dicembre alla trattoria Tre Scalini, per proseguire il 5 dicembre alla pizzeria La Cascina, il 13 dicembre alla trattoria Al Cavallino, il 21 dicembre alla pizzeria Minigolf Biergarten. La rassegna continua anche nel nuovo anno con gli appuntamenti del 25 gennaio 2019 alla trattoria Bellavista, l’1 febbraio alla trattoria Cortese. Al di là delle singole serate, proposte a base di broccolo Fiolaro di Creazzo saranno sempre disponibili nei locali aderenti per tutto il periodo della rassegna, tra i quali vanno citati anche il ristorante Villa degli Olmi e la trattoria De Gobbi. Un’ampia varietà di pietanze al broccolo Fiolaro di Creazzo potranno poi essere acquistate (fino al 10 febbraio 2019) alla gastronomia Cucina Tomasi.

Fonte: Servizio stampa Confcommercio Vicenza

 

 

2 Dicembre 2018, si tiene ad Abano Terme (PD) la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto

Domenica 2 Dicembre ad Abano Terme (PD), nelle sale del ristorante Officine Meccaniche, a partire dalle 15.45, si svolgerà la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto.

Il concorso, che mette in gara solo panettoni “classici” con uvetta e canditi lavorati senza l’utilizzo di emulsionanti, quindi senza mono e di gliceridi degli acidi grassi (classificati come E471), prodotti con materie prima di alta qualità, è nato 9 anni fa da un’idea di Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Negli anni, il concorso è cresciuto, si è strutturato e dal 2017 coinvolge le diverse province in una sfida che si è allargata all’intera regione. Questa sera, le semifinali vedono in gara: Perché’ (Tv) – Pasticceria Max Treviso, Pizzeria Grigoris Chirignago, Osteria Zero Zero Branco, Pasticceria Milady Marghera, Panificio Bosco Treviso, Pasticceria Fondente Roncade, Pasticceria Fabris Fontanelle, Pizzeria Arrigoni & Basso Zero Branco, Pasticceria Zizzola Noale, Pasticceria Nelly’s Chioggia, Pasticceria Pinel Jesolo, Kosidolce Noale, Pasticceria Opera Castelfranco Veneto, Pasticceria La Petite Roncade.

Il Panetthòn 2018 scelto tra 12 finalisti. A selezionarlo sarà la giuria di esperti che voterà insieme al pubblico. In giuria insieme agli organizzatori Daniele Gaudioso, Paolo Brinis, Renato Malaman, socio Argav, e Federico Menetto, altri giornalisti ed esperti enogastronomi fra i quali Giambattista Marchetto, Marco Colognese, Matteo Tornielli, Giuliano Ramazzina, Claudio De Min, Anna Maria Pellegrino, Antonio Di Lorenzo, Pietro Vecchi.

Panetthòn è un evento solidale e sostiene la Onlus Padovana Amici di Adamitullo e l’Associazione di volontariato Co-Meta. Parte del ricavato delle semifinali sarà devoluto all’Associazione Co-Meta per la realizzazione di un centro per bambini malnutriti a Korsimoro, in Burkina Faso, mentre l’importo totale raccolto nel corso della serata finale andrà a sostegno del progetto di Amici di Adamitullo per garantire la formazione scolastica all’interno della Missione Salesiana dei bambini etiopi di Adamitullo, piccolo paese a tre ore da Addis Abeba.

Fonte: Servizio stampa Panetthòn

Dal 30 novembre 2018, parte a Padova il corso per diventare sommelier della birra

Accanto a chi la birra la produce, è sempre più strategica la presenza di una figura in grado di valorizzare il prodotto, un po’ come già accade da tempo per i sommelier del vino. Da qui l’intuizione dell’Accademia delle Professioni Dieffe di Noventa Padovana (PD) di progettare un percorso specifico per diventare Beer Sommelier.

Le lezioni inizieranno venerdì 30 novembre. Il corso, giunto alla quartà edizione, è l’unico in Italia a rilasciare un certificato di qualifica professionale riconosciuto in tutta l’Ue. E’ composto da 600 ore di formazione, delle quali 256 dedicate allo stage obbligatorio, incentrate sullo studio di: Birrografia e Storia della birra; Materie prime: analisi, scelta e degustazione; Tipologie di birra e metodi di produzione; Tecniche di degustazione e abbinamento; Tecniche di spillatura; Servizio della birra; Analisi della birra; Difetti della birra; Aspetti nutrizionali della birra; Alterazioni microbiologiche; Pulizia e manutenzione di un impianto di spillatura; Procedure HACCP e igiene del lavoro; Marketing e comunicazione; Competenze imprenditoriali; Trend del mercato brassicolo.

Formula weekend. La frequenza delle lezioni, prevista il venerdì (dalle 18.30 alle 22.30) e il sabato (dalle 8.30 alle 17.30), permetterà anche a chi lavora di seguire interamente il corso potendo accedere agli esami finali che, una volta superati, rilasceranno sia la qualifica professionale di Beer Sommelier che l’abilitazione SAB – ex REC. Le lezioni si svolgeranno nella sede Dieffe di Noventa Padovana (PD), dove l’Accademia delle Professioni ha fondato il polo “Accademia Birrai Artigiani”, in cui, da quattro anni a questa parte, gli aspiranti professionisti del settore brassicolo possono essere formati disponendo di attrezzature quali un birrificio didattico, un laboratorio di analisi chimica e microbiologica e una sala di spillatura.

Fonte: Servizio stampa Accademia delle Professioni Dieffe

Tutto il sapore delle Dolomiti Bellunesi nella 29 edizione della rassegna enogastronomica “D’inverno a tavola Dolomiti”, che si terrà da fine novembre 2018 a marzo 2019

E’ stata presentata alla stampa martedì 6 novembre scorso la 29^ edizione della rassegna enogastronomica “D’Inverno a Tavola Dolomiti-Tutto il sapore delle Dolomiti bellunesi”, promossa da Confcommercio Belluno con la partecipazione della Strada dei Formaggi e dei Sapori della Provincia di Belluno e, quest’anno, realizzata in collaborazione con Coldiretti Campagna
Amica.

Tra i ristoranti in rassegna, alcuni ubicati nelle zone vessate dal maltempo. Assenti giustificati alla cena di presentazione, i tre titolari dei locali situati nelle zone della provincia maggiormente colpite dal disastro ambientale dei giorni scorsi (La Baita di Livinallongo, Pino Solitario di Vigo e Cianzia di Borca di Cadore). Che però hanno manifestato la ferma volontà di dar corso alla rassegna, perché “il nostro istinto di montagna ci dice che, oggi più di ieri, siamo chiamati a fare il nostro mestiere, giorno dopo giorno, passo dopo passo al servizio del nostro territorio, aprendoci a quell’ospitalità che sarà energia e fonte di nuova luce per la bellezza bellunese”, come si legge sulla pagina Facebook di D’Inverno a Tavola. Dello stesso avviso Giampietro Comolli, giornalista che ha condotto la serata: ”Una solidarietà concreta sarà quella manifestata da tutti coloro che verranno a visitare questo territorio, acquistandone i prodotti, soggiornando negli alberghi e frequentandone i ristoranti”.

Come è nata la rassegna. Tutto ebbe inizio nel 1989, quando alcuni amici ristoratori, stimolati da Tino Parrasia, gastronomo, viticoltore, amante e cultore del Bellunese, si unirono nella rassegna culinaria “D’Inverno a Tavola” per difendere ed esaltare il valore e la qualità di quanto produce questa terra di montagna. Dopo ben 29 inverni a tavola, alcuni ristoranti sono cambiati ma i valori e lo spirito del gruppo restano immutati. Con un’unica linea direttrice: mettere in luce la qualità delle diverse produzioni della montagna bellunese, le molte e vivaci realtà produttive esistenti e le abilità dei ristoratori bellunesi.

Nell’edizione 2018/19 di “D’Inverno a Tavola Dolomiti”, il sodalizio sarà tra otto ristoranti, distribuiti nelle diverse vallate, per meglio rappresentare la varietà, le peculiarità e le diversità di ambienti, tradizioni, cucina e prodotti esistenti in Provincia. La rassegna si svilupperà in un percorso di otto serate, una per ristorante, nel periodo tra fine novembre 2018 e metà marzo 2019. In ogni piatto dei diversi menù proposti vi sarà almeno un prodotto locale. Nel corso delle cene, un’impresa agricola locale avrà occasione di presentarsi al pubblico, descrivendo le caratteristiche del proprio prodotto. In più, in ogni serata sarà raccontato, con aneddoti e consigli, uno specifico tema narrativo, per accompagnare gli ospiti in un’esperienza di gusto consapevole. Infatti, oltre agli abbinamenti di sapore, si parlerà di tipologia di carni e allevamenti, di liquori e distillati tipici nella tradizione di montagna, di varietà di birre artigianali, di vino prodotto in realtà ambientali difficili, di acqua da bere, di zafferano e anche di pesce.

Le date della rassegna. 28 novembre 2018 Pino Solitario (Vigo di Cadore), 7 dicembre 2018 Trattoria L’Oasi (Limana), 25 gennaio 2019 La Gioi (Lasen di Feltre), 22 febbraio 2019 Baita à l’Arte (S. Gregorio nelle Alpi), 1 marzo 2019 Taverna (Belluno), 8 marzo 2019 Cianzia (Borca di Cadore), 15 marzo 2019 La Ziria (S. Stefano di Cadore). La cena prevista inizialmente  il 17 novembre 2018 La Baita (Livinallongo) è stata rinviata a data da destinarsi. Ulteriori info su www.dinvernoatavoladolomiti.it.

Il merito dell’iniziativa, ad avviso degli organizzatori, è realizzare una buona pratica di filiera corta. Da un lato, si attiva il legame diretto tra imprese agricole e ristorazione; dall’altro, si migliora il rapporto di fiducia tra produttori, ristoratori e consumatori finali, grazie all’attività di informazione fatta sulle qualità dei prodotti e sulle relative caratteristiche. In tal senso, si può alimentare un contesto virtuoso di economia circolare, dove la ricchezza prodotta può essere mantenuta all’interno del territorio, sostenendolo e alimentandone lo sviluppo.

Fonte: Servizio stampa D’inverno a tavola Dolomiti