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Vendita al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi, necessaria idoneità, domande entro 19 giugno e 23 agosto 2018, disponibile una pubblicazione regionale per prepararsi all’esame

Funghi, che passione…ma anche giusti obblighi! Con i funghi, infatti, non si scherza e per questo la legge obbliga i commercianti che intendono vendere al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi a sostenere un esame specifico che prevede il rilascio, da parte di Regione e Veneto Agricoltura, di un attestato di idoneità.

La domanda di accesso all’esame va presentata all’Unioncamere del Veneto, che per il 2018 ha fissato due sessioni: il 3 luglio (iscrizioni entro il 19 giugno) e il 6 settembre (iscrizioni entro il 23 agosto). Gli interessati possono sostenere l’esame per il riconoscimento delle specie fungine commercializzabili più diffuse, quali piopparello, chiodino, porcino, finferlo, finferla, trombetta da morto (cosiddetta Lista A), oppure per quelle meno diffuse quali prataiolo, ovulo buono, boleto giallo, porcinello, ecc. (Lista B). I candidati dovranno superare una prova scritta, finalizzata a verificare la conoscenza degli argomenti, e una prova di riconoscimento di specie fungine commercializzabili e specie tossiche o velenose confondibili con esse.

Per la preparazione all’esame, Veneto Agricoltura ha predisposto la pubblicazioneI funghi spontanei del Veneto – riconoscimento e commercializzazione”, con schede descrittive di tutte le specie fungine commercializzabili, un’ampia documentazione sulle specie tossiche confondibili con esse, informazioni utili sulla conservazione e commercializzazione, sulle modalità di consumo e cottura dei funghi, elementi di normativa. Per maggiori informazioni: ufficio.micologico@venetoagricoltura.org

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

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Coldiretti, Cia e Confagricoltura firmano accordo con Snam per indennizzi rete gas, agli agricoltori rimborsi per i 200 km di tubo interrato nelle province di Padova, Treviso e Venezia

a sinistra per Snam p.m. Pasquale Alessandro Brengola, per Cia il presidente Gianmichele Passarini, per Coldiretti il presidente Martino Cerantola, per Confagricoltura il presidente Lodovico Giustiniani

Il 17 maggio scorso è stato firmato a Mestre (VE) l’accordo tra le associazioni di categoria agricola (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) e la Snam Rete Gas Spa per le indennità relative alla costruzione dei gasdotti che interessano tre tratti del Veneto: da Campodarsego in provincia di Padova a Castelfranco Veneto nel trevigiano, dal comune di Pieve di Soligo a Salgareda sempre a Treviso, da Mestre fino a Trieste.

Lavori dal 2019 al 2022. Centinaia di imprese agricole metteranno a disposizione i propri terreni per uno scavo di un metro e mezzo di profondità lungo 200 chilometri. Cantieri e operai saranno impegnati in attività scaglionate nel periodo dal 2019 al 2022, arrecando danni e disturbo lungo i fondi attraversati. Per questo le indennità terranno conto della peculiarità dei territori, ovvero della presenza, accanto alla colture seminative, anche di coltivazioni specializzate e di pregio come i vigneti e le orticole, prevedendo, quindi, un giusto ristoro alle ditte coinvolte. Il patto siglato considera anche il rimborso per la limitazione derivante dall’inedificabilità confermata per una fascia da 16 a 27 metri. “Siamo soddisfatte di questo accordo – dichiarano le tre associazioni – pur sottolineando che si chiede ancora una volta un sacrificio agli agricoltori. Comprendiamo però la pubblica utilità degli interventi e aderiamo con senso di responsabilità”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Aiuti Psr per risparmio idrico e fertilizzanti in agricoltura, bando aperto sino al 15 maggio 2018

Sta riscuotendo grande interesse il bando del Programma di sviluppo rurale del Veneto dedicato all’ ”ottimizzazione ambientale”, cioè a promuovere e sostenere imprese e tecniche agricole che investono in colture a risparmio idrico e a basso impatto ambientale. Sono già centinaia le domande che stanno pervenendo ad Avepa sul bando avviato dalla Regione Veneto il 26 marzo scorso ( Dgr n. 396 del 26 marzo 2018) e aperto sino al 15 maggio, che stanzia 15 milioni di euro. La ricaduta ipotizzata dai tecnici è di benefici per 6 mila ettari di terreno per anno.

Novità del bando sulla pagina FB del Psr Veneto. La prima conferma del giusto ‘target’ l’hanno data gli oltre cento operatori e tecnici del settore agricolo che hanno partecipato al seminario “Ottimizzazione ambientale e sistemi informativi”, promosso a Mestre dall’Autorità di Gestione del PSR per illustrare agli ‘addetti ai lavori’ il funzionamento del bando su ottimizzazione ambientale delle tecniche agronomiche ed irrigue. L’evento, trasmesso in diretta e consultabile sulla pagina Facebook del Psr veneto, ha messo a fuoco le novità del bando specialmente per quanto riguarda i sistemi informativi necessari all’attuazione e al monitoraggio degli interventi sul campo. La Commissione europea, infatti, richiede la completa informatizzazione delle pratiche, al fine di garantire la tracciabilità degli interventi dal punto di vista ambientale.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Dal 28 aprile all’1 maggio 2018, a Santa Maria di Sala (Ve) si tiene Formaggio in Villa. Da provare gli abbinamenti “impossibili” di Asiago Dop con cocktail, birra e pesce.

Dal 28 aprile al 1° maggio, Formaggio in Villa, la rassegna dei migliori formaggi italiani in programma nella settecentesca Villa Farsetti, a Santa Maria di Sala (Venezia), esalta la versatilità della specialità veneto-trentina, main partner dell’evento, e celebra la sfida “impossibile” tra formaggio Asiago Dop cocktail, birra e pesce.

Nove i soci del Consorzio Asiago Dop presenti. Compagno ideale dell’aperitivo, spezza fame di qualità per una pausa naturale e grande interprete della cucina italiana, Asiago Dop svela nella manifestazione le sue infinite note di sapori e profumi. Ogni fetta di Asiago DOP risponde infatti agli alti standard previsti dal Consorzio di tutela e, allo stesso tempo, è diversa dalle altre perché espressione di fattori unici, come la tradizione e cultura del produttore, tutti da scoprire negli stand dei nove soci presenti: Brazzale, Casearia Monti Trentini, Caseificio S. Rocco, Lattebusche, Latteria Castelnovo, Latteria di Trissino, Latteria Villa, Latterie Vicentine e Toniolo Casearia.

28 aprile, l’asiago Dop incontra i cocktail. Due terzi di whisky, un terzo di acqua: gli scozzesi pasteggiano così. Anche nel nostro Paese, l’abbinamento cibo e bevanda trova un numero crescente di estimatori, alla ricerca di un’esperienza diversa, dal risultato inaspettato. E proprio per questo, sabato 28 aprile, alle ore 15.00, il formaggio asiago Dop incontra i cocktail in un laboratorio per conoscere da vicino i luoghi, le tecniche di produzione e le stagionature del rinomato formaggio. Qui, condotti da Roberto Pellegrini, barman di fama nazionale e con la collaborazione di Poli Distillerie 1898, la mixologia si confronta con la cucina in un viaggio sensoriale originale.

30 aprile, si esplora l’abbinamento tra asiago Dop e una selezione di birre d’alta qualità. Un connubio di grande interesse dove la birra, con l’effervescenza data dall’anidride carbonica, l’amaro e il tostato del luppolo è ideale per la degustazione della specialità veneto-trentina. Questo e molto altro verrà illustrato lunedì 30 aprile, alle ore 17.30, nella masterclass E tu di che Asiago sei? occasione per sperimentare diverse stagionature in abbinamento a birre artigianali del Birrificio Ofelia, unico birrificio veneto ad aver ricevuto il massimo riconoscimento nella guida Birre d’Italia 2019 di Slow Food.

Insoliti incontri formaggio-pesce. Per chi ama scoprire gusti nuovi, nel parco della Villa, dalle 10.00 alle 24.00, il Bistrot Asiago Dop delizierà con tante proposte della tradizione e insoliti incontri formaggio-pesce come il cheeseburger di tonno e Asiago Dop Fresco o i cappellacci ripieni di baccalà mantecato su fonduta di Asiago Dop oppure lo spiedino di gambero su crema di Asiago Dop. Dalle 19 in poi, la notte si accende con Formaggio in villa Night Musica Live e Djset per una serata dove formaggio Asiago DOP e buona musica si abbracciano e testimoniano come la specialità veneto-trentina sia il partner ideale per ogni occasione conviviale. Il programma completo è consultabile all’indirizzo www.formaggioinvilla.it

Fonte: Consorzio di Tutela Asiago Dop

Radicchio, crollo della produzione primaverile

Il “Burian” a febbraio e un andamento climatico fortemente perturbato, con basse temperature, piogge, vento e neve, protrattosi fino a qualche giorno fa, stanno determinando un considerevole calo dei conferimenti di radicchio precoce primaverile all’Ortomercato di Chioggia (Ve).

Situazione tragica. Raccolta e conferimenti all’Ortomercato sono iniziati nella seconda settima di aprile, ma inaspettatamente in quantità estremamente esigue, con una riduzione fino all’80% rispetto l’anno scorso: si è passati dai 10.000 quintali posti in asta nelle prime due settimane del 2017 ai 2.000 quintali di quest’anno. “Ciò non è certamente dovuto a una diminuzione degli investimenti – precisa Giuseppe Boscolo Palo, amministratore unico dell’Ortomercato e presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – che sono pari o addirittura leggermente superiore rispetto allo scorso anno, stando alle affermazioni dei vivaisti, che preparano le piantine per il trapianto.Già l’anno scorso nella zona di Chioggia – fa notare Boscolo Palo – era stata la grandine del giorno di Pasqua a penalizzare la produzione del radicchio, con perdite nel mese di aprile attorno al 30%; segnando comunque oltre 65.000 quintali di radicchio conferiti nel periodo primaverile. Ma quest’anno la situazione si presenta ancor più tragica e non vi sono segnali che possa cambiare. C’è il timore, fondato, che registreremo perdite consistenti giorno dopo giorno, rischiando di vedere il conferito del mese di aprile più che dimezzato”.

A rischio anche la produzione di maggio. Ma le preoccupazioni non finiscono qui, anzi. I trapianti di febbraio e marzo, a causa delle insistenti piogge che non consentivano di svolgere tempestivamente tali operazioni, sono stati effettuati con piantine che avevano più dei canonici trenta giorni dalla semina, e in molti casi sono state messe a dimora su terreni impregnati d’acqua. C’è quindi da aspettarsi il protrarsi di una ulteriore diminuzione produttiva anche per il prodotto in raccolta a maggio e questo non solo nel territorio di Chioggia, ma in moltissime altre aree di coltivazione.Il Mercato orticolo di Brondolo – conclude Giuseppe Boscolo Palo – pur non essendo ormai l’unico punto di conferimento (alcune aziende stipulano da tempo contratti di filiera con cessione del prodotto sul campo), in esso comunque si rispecchia la situazione produttiva generale”.

Fonte: Consorzio di tutela radicchio di Chioggia

Arrivano dal Polesine e dalla provincia di Padova i giovani agricoltori premiati a Smau 2018 per la loro capacità di innovare

fragole azienda Al Capiteo

Fragole profumate e mature grazie a una gestione computerizzata e a una tecnica di microirrigazione che consentono un eccezionale risparmio d’acqua. Insalate di quarta gamma prodotte con trattori intelligenti, riutilizzo degli scarti e un impianto fotovoltaico che usa solo fonti rinnovabili. È grazie a queste tecniche innovative che Claudio Previatello, 32 anni, titolare dell’azienda agricola Al Capiteo di Grignano Polesine (Ro), e Alessia e Laura Barduca di Borgoricco (Pd), hanno vinto il premio per innovazione di pensiero e processo allo Smau, il più importante e qualificato evento nel campo dell’innovazione in Italia, che si è svolto nei giorni scorsi a Padova. Entrambe le candidature sono state sostenute da Anga Veneto, l’Associazione dei giovani di Confagricoltura, di cui fanno parte.

Fragole microirrigate e coltivate in sacchetto a oltre un metro d’altezza. “Un’azienda innovativa, ma nel solco della tradizione”, hanno sintetizzato gli organizzatori del premio Smau, riferendo all’azienda Al Capiteo di Claudio Previatello. Quattro ettari di terreno nella campagna polesana, serra da 600 metri quadrati di fragole con una produzione di 12 quintali annui, l’azienda agricola da tre anni sfrutta nuove tecniche di microirrigazione che consentono un eccezionale risparmio di acqua. “Su una superficie di un ettaro ne servono solitamente 300 metri cubi all’ora mentre con il nuovo sistema ne bastano 60“, spiega Previatello. Inoltre, trattandosi di irrigazione localizzata, le tempistiche si riducono. Tutto il sistema è computerizzato e ci permette non solo di mantenere il giusto ph dell’acqua e la salinità, ma anche di somministrare il concime sciolto nell’acqua attraverso un unico tubo. Sul piano pratico questo si traduce in una nutrizione migliore e controllata delle piante e in un minore utilizzo di concime chimico. Infine, abbiamo scelto di coltivare le fragole non a terra, ma in sacchetti fuori suolo a un’altezza di 1,60 metri. Da noi non vedrete mai i bei fragoloni del supermercato, ma fragole di media pezzatura che però hanno un profumo e un sapore straordinario”.

Previatello premiato a Smau 2018

In cerca della propria nicchia di mercato. Previatello, diploma al liceo scientifico, voleva iscriversi a Giurisprudenza e fare l’avvocato. Poi il ricordo della campagna coltivata dai nonni ha preso il sopravvento. “A 18 anni avevo già firmato il primo mutuo con mio padre, per prendere un campo in affitto – racconta -. Abbiamo iniziato con la floricoltura, ma dopo qualche anno abbiamo capito che non c’erano sbocchi. Così abbiamo cominciato a produrre fragole e altra frutta, oltre a ortaggi, che vendiamo direttamente. Da due anni abbiamo avviato un piccolo laboratorio interno per trasformare i prodotti in marmellate, succhi e passate. Tutto come lo faceva mia nonna: le confetture hanno una percentuale del 90% di frutta, senza aggiunta di addensanti e conservanti. Nella lingua, nel cuore e nel naso ricordano le cose che si facevano una volta”. Prodotti che hanno fatto breccia nel mercato. Una catena commerciale che esporta in Inghilterra prodotti italiani ha chiesto a Previatello di poter commercializzare marmellate e passate: “Stiamo valutando l’offerta – dice -. Intanto preferiamo che la produzione si rivolga a un pubblico di nicchia, vista la sua particolare genuinità”.

insalata azienda Barduca

Insalate biologiche sane e sostenibili. Dall’impianto di compostaggio che riutilizza gli scarti del raccolto al trattore intelligente, passando per l’impianto fotovoltaico che nutre l’azienda produttiva con fonti rinnovabili, l’obiettivo delle sorelle Alessia e Laura Barduca si riassume in tre parole: biologico, sano e sostenibile. L’azienda, specializzata nella produzione di insalate biologiche con lavaggio e confezionamento di quarta gamma, punta, “all’economia circolare, per arrivare a zero sprechi e zero emissioni”. Un obiettivo perseguito con l’utilizzo di tecnologie tutte nel segno della sostenibilità ambientale. C’è un sistema per reimpiegare acqua piovana, un impianto fotovoltaico che permette di usare solo fonti rinnovabili, un sistema che ripara le serre dalla neve a biomassa legnosa con scarti delle potature. Laura, la sorella agronoma di Alessia, ha studiato infine un impianto di compostaggio con cui l’azienda usa gli scarti per concimare. L’impresa è inoltre dotata di un trattore satellitare, guidabile da remoto, che consente di seguire sempre la stessa traiettoria senza danneggiare le piantine.

una delle sorelle Barduca premiata a Smau 2018

Le due sorelle hanno il dna del padre Francesco, che ha fondato l’azienda agricola nel 1977 e ha saputo in poco tempo imporsi sul mercato grazie a idee nuove e vincenti. “Mio padre, fondatore dlel’azienda insieme a mia mamma Annamaria, è stato tra i primi a trasformare i prodotti agricoli, prevalentemente insalate, in quarta gamma – racconta Alessia Barduca, che ha 35 anni -. Dai 2 ettari e mezzo del nonno, oggi siamo arrivati a 50 ettari di coltivazioni, con un fatturato annuo di 4 milioni, esportando in tutta Europa. Produciamo anche altri ortaggi e cereali, ma l’insalata di quarta gamma è il core business: seguiamo tutta la filiera, dal campo all’impacchettamento, con packaging ecologico, fino ai banchi del supermercato. Tutto biologico. Perfino i frigoriferi funzionano con i nuovi gas ecologici”. Alessia, che ha studiato Beni culturali, ha lavorato per dieci anni nel turismo: “Poi ho sentito il richiamo della terra e sono rientrata nell’azienda di famiglia. Anche mio fratello Fabio, che ha solo 18 anni, sta seguendo le nostre orme”.

Fonte: servizio stampa Confagricoltura Veneto

Filiera bieticola, l’unica ancora interamente italiana, in pericolo. On line la petizione per chiedere alle Istituzioni un “patto” a difesa dello zucchero italiano. Finanziamenti per la coltivazione fino a 200 euro a ettaro da parte della Regione Veneto.

Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). A questo proposito, Coprob ha avviato anche una petizione on line

da sx Giuseppe Pan e Claudio Gallerani

Appello alle istituzioni nazionali ed europee. “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori. Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ –  che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro – rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando nei giorni scorsi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento, l’onorevole Paolo De Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente”.

zuccherificio di Pontelongo

Il sostegno regionale al settore bieticolo. La Regione Veneto ha impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie. Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.

Lo stabilimento di Pontelongo, fondato nel 1910, rappresenta oggi il primo zuccherificio nazionale per storia, il secondo dopo Minerbio (Bologna) per numero addetti e volume di produzione con circa 140.000 tonnellate di zucchero prodotte ogni anno. Vi afferiscono circa 2 mila aziende bieticole a nord del Po, dal basso Polesine al Veneto Orientale. Impiega un centinaio di dipendenti stabili e oltre 130 stagionali durante la stagione saccarifera. Gli investimenti industriali realizzati dal 2010 ad oggi hanno consentito migliorìe energetiche tali da risparmiare 20 mila tonnellate di petrolio. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Coprob