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Ortofrutta veneta, un tavolo regionale per combattere gli “alieni” e difenderne il prezzo

cimice asiatica

Gli attacchi di insetti alieni che il settore ortofrutticolo veneto sta subendo in questo periodo sono il segnale che, seppur esso continui ad essere una delle punte di diamante su base nazionale, è necessario continuare ad operare nella direzione dell’innovazione e della ricerca.

Il tavolo regionale. Le cimici asiatiche e i moscerini, scientificamente chiamati Drosophila suzukii Matsumura, due delle tante novità che hanno messo sotto scacco le nostre colture, sono extracontinentali ed ecco perché aliene. Questo e molto altro è emerso nei giorni scorsi nella sede di Veneto Agricoltura, al nuovo Tavolo dell’ortofrutta veneto, indetto dalla Regione e dalla sua Agenzia per l’innovazione nel settore primario, con l’intento di ottimizzare e sinergizzare i soggetti della filiera: la ricerca (Università, CREA), i produttori (le Organizzazioni professionali agricole), la commercializzazione (OP e Mercati).

Il valore del comparto. Del resto il settore è tra i più interessanti dal punto di vista economico, capace di produrre un valore di quasi un miliardo di euro. Ecco alcuni numeri significativi, frutto delle elaborazioni dei tecnici del Settore studi economici di Veneto Agricoltura: superficie a colture orticole in Veneto nel 2017: circa 27.600 ettari (+1% rispetto al 2016), di cui circa il 75% (20.500 ettari, +2%) in campo aperto. Per il resto, le superfici coltivate a piante da tubero (patata comune e patata dolce) sono state 3.100 ha (+5%), mentre le orticole in serra sono stimate a circa 4.000 (-6%). Il valore della produzione di patate e ortaggi (dati Istat) è stato pari a circa 600 milioni/€, +5% sul 2016. Il radicchio, con circa 7.500 ettari (-3%) è la prima coltura orticola, occupando il 27% degli investimenti regionali, seguito da pomodoro da industria (2.490 ha, +19%), asparago (1.740 ha investiti, +9%) e lattuga (1.500 ha, -8%). L’export dal Veneto di ortaggi e legumi, secondo la banca dati Coeweb dell’Istat, ha raggiunto nel 2017 i 391 milioni di euro (+7,8% rispetto al 2016), a fronte di importazioni per un valore di 360 milioni di euro (+1,6%) per un saldo positivo di circa 31 milioni di euro, quasi quadruplicato rispetto al 2016. Le superfici frutticole si sono attestate nel 2017 a circa 17.800 (+1%), per un valore della produzione di circa 257 milioni (-12% rispetto al 2016) a causa soprattutto delle condizioni climatiche della primavera 2017 (gelate tardive). Il melo è la prima coltura con circa 6.100 ettari investiti (5.750 in produzione), seguito dal kiwi (3.600 ha, -3,6%) e dal pero (3.050 ha, -2,7%). Le esportazioni di frutta fresca sono state pari a circa 455 milioni di euro nel 2017, in crescita del +3% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni sono state circa 375 milioni di euro. Il saldo è stato dunque positivo (80 milioni di euro), anche se si è ridotto di circa 13 milioni rispetto al 2016.

Il rapporto con la Gdo. Uno dei punti centrali della discussione è stato quella del rapporto con la Grande Distribuzione organizzata, che ormai spadroneggia nel rapporto con il consumatore. Ma anche nel rapporto con la GDO si deve intervenire, cosa che già sta succedendo anche grazie al valore aggiunto apportato dalle DO, denominazioni di Origine (DOP e IGP), che permette al prodotto di passare da “commodity” a “speciality”, spuntando così un prezzo maggiormente remunerativo grazie alle riconosciute caratteristiche di qualità e salubrità veicolate dal marchio europeo, meglio se controllato da un ente certificatore di primo livello come il CSQA di Thiene (VI).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

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I soci Argav tornano a visitare Badia, cittadina dell’Alto Polesine alfiere del baby food e delle macchine agricole

I soci Argav in visita al Consorzio Ortofrutticolo Padano di Badia Polesine. Sul muletto, Rita Gennari, accanto a lei, sulla dx con la maglietta nera, Andrea Tibaldo (foto Giovanni Saretto)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Nel corso delle visite nel territorio regionale, i soci Argav hanno avuto modo di visitare più volte Badia, centro dell’Alto Polesine che deve il nome dalla presenza dell’antica abbazia (la Badia) benedettina di S. Maria della Vangadizza (X secolo). Ebbene, ogni volta è sempre una piacevole sorpresa, essendo la cittadina ricca di testimonianze artistiche (oltre all’abbazia, l’Ottocentesco Teatro Sociale Balzan è un vero gioiello) e di realtà agroalimentari esempio di eccellenza veneta e italiana. Tra queste, si possono certamente annoverare il Consorzio Ortofrutticolo Padano (Cop) e l’azienda Spedo & Figli, visitati a Badia lo scorso 14 settembre.

La stazione badiense del Consorzio Ortofrutticolo Padano tratta soprattutto mele e pere (foto Giovanni Saretto)

Mele e pere, il baby food europeo guarda a Badia. Cop, 30 milioni di euro di fatturato, con sede nel Veronese, a San Giovanni Lupatoto, comprende 11 cooperative rappresentanti oltre un migliaio di piccole e medie aziende delle province di Verona, Padova, Rovigo e Mantova. Ogni cooperativa ha una propria specializzazione nella produzione di ortofrutta, dalle ciliegie al kiwi passando per asparagi, pesche, cocomeri, mele, pere, zucche e radicchio. Sessantamila le tonnellate di prodotti lavorati all’anno, annate nefaste permettendo: quest’anno, infatti, la cimice asiatica ha colpito duramente, circa il 40 per cento dei prodotti sono stati danneggiati, le pere soprattutto, in quanto l’insetto predilige la loro dolcezza (come non essere d’accordo…). A dircelo è stato Andrea Tibaldo, responsabile della stazione badiense specializzata nella preparazione e condizionamento di mele (varietà precoce Royal Gala, Golden, Imperatore, ecc.) e pere (Abate, Conference, quest’ultima molto prelibata ma poco consumata in Nord Italia, ecc.), coltivate sia secondo i metodi dell’agricoltura biologica sia a residuo zero e destinate al baby food, ossia all’industria per l’alimentazione dell’infanzia. Da loro, si approvvigionano importanti aziende tedesche e francesi, che prediligono per i loro omogenizzati bio la frutta veronese, che presenta un grado zuccherino più alto rispetto ad altre produzioni, dovuto probabilmente al clima temperato dal lago di Garda. In tutto, a Badia si lavorano 35 mila tonnellate di frutta, comprese 10 tonnellate di prodotto fresco. Una curiosità: a movimentare la merce in azienda c’è anche una donna, Rita Gennari, che da trent’anni fa con passione questo lavoro e che, ha affermato Tibaldo, “è la migliore tra noi a spostarsi con il muletto!”.

I soci Argav in visita all’azienda Spedo & Figli di Badia Polesine (foto Giovanni Saretto)

Alla Spedo & Figli, l’innovazione è di casa. Storicità, serietà e alta qualità. Sono tre importanti componenti – non meccaniche – del successo di questa azienda che progetta e realizza macchine agricole dal 1967, ma in verità ancor prima, dai primi del ‘900, quando il nonno dei cugini Davide e Pierantonio, la quarta generazione Spedo che ci ha accolto con calore e simpatia, anche per la riunione del direttivo, aveva iniziato nel Veronese realizzando attrezzi meccanici per la raccolta e il trapianto di patate e cipolle. Oltre alle macchine per la raccolta delle olive, da sempre il loro prodotto di punta è lo scalzatore, oggi rivoluzionato nella gamma rispetto a quello progettato cinquant’anni fa, usato soprattutto tra i filari di frutteti e vigneti per togliere le malerbe, un metodo quindi altamente ecologico in quanto sostituisce l’uso di prodotti chimici.

I cugini Spedo, al centro il consigliere Giorgio Paolo Aguzzoni e la segretaria Mirka Cameran (foto Giovanni Saretto)

Sei milioni di euro il fatturato della Spedo, suddiviso a metà tra estero e Italia, quest’ultimo un mercato in crescita grazie al successo mondiale del vino – e dunque alla necessità di avere attrezzi che lavorino tra le vigne -, 36 dipendenti fissi più una decina di commerciali, sei linee di produzione. I modelli delle macchine sono frutto di un lavoro di ingegnerizzazione: molti attrezzi sono infatti progettati in base alle richieste del mercato e poi prodotti all’interno oppure affidando il lavoro ad officine esterne locali, divenute negli anni partner a tutti gli effetti. Quello della manodopera specializzata è un nervo scoperto: ci sono problemi a reperirla, le stesse scuole non formano a sufficienza, rivelano i cugini Spedo e dunque la strada passa attraverso la formazione in azienda di giovani.

Argav su Il Resto del Carlino. All’incontro era presente anche il giornalista Giovanni Saretto, che collabora a Il Resto del Carlino (vedi suo articolo pubblicato di seguito), invitato dal consigliere Giorgio Paolo Aguzzoni,organizzatore della giornata di visita. Ringraziamo Saretto sia per l’articolo che per le foto pubblicate a corredo di questo articolo.

Colli Euganei e Bassa Padovana, nuovi bandi Gal Patavino a favore di turismo rurale, migliorie e promozione prodotti aziende agricole, domande di contributo entro il 13 novembre 2018

Il GAL Patavino ha pubblicato nuovi bandi che riservano quasi 2 milioni euro per sostenere il territorio nel miglioramento delle aziende agricole, nella promozione dei prodotti agricoli e alimentari di qualità e nel turismo rurale.

Le azioni. Per promuovere e diffondere la qualità dei prodotti locali, il GAL riserva oltre 110.000 euro, e i beneficiari (Consorzi di tutela in primis) potranno ottenere contributi fino al 70%. Le imprese agricole che operano sull’area del GAL Patavino, 46 comuni tra i Colli Euganei e la Bassa Padovana, potranno ottenere contributi per migliorarsi e investire nella sostenibilità aziendale. Il bando mette a disposizione oltre 730.000 euro e i beneficiari potranno ottenere contributi fino al 50%. Le restanti risorse sono dedicate per lo sviluppo del turismo lento, a questo proposito il GAL ha avviato un lavoro di raccordo con gli enti locali: premiare le aggregazioni tra gli enti nelle infrastrutturazioni leggere significa che le realtà pubbliche hanno condiviso le priorità di investimento, dedicando le risorse con prospettiva e in sinergia tra loro.

Lo scorso anno il raccordo dei Comuni ha portato a quattro progetti di rete. Questa seconda fase prevede la pubblicazione di uno specifico intervento, con risorse dedicate a sostenere investimenti per infrastrutture che aumentino la sostenibilità dei percorsi di mobilità lenta secondo un’ottica di completamento e continuità. C’è tempo fino al 13 novembre 2018 per fare domanda di contributo. Sarà possibile partecipare agli incontri informativi che saranno organizzati dal GAL in collaborazione con AVEPA Padova. I bandi sono disponibili sul sito web www.galpatavino.it ma possono essere richiesti anche all’indirizzo mail servizio.tecnico@galpatavino.it. Gli uffici del GAL, inoltre, sono a disposizione per tutte le informazioni.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

 

29-30 settembre 2018, a Piazzola sul Brenta (Pd) ritorna Caseus Veneti, oltre 400 formaggi in concorso

Dai formaggi stagionati a quelli freschissimi, da quelli a pasta filata a quelli a pasta dura, cruda, molle o pressata. Sabato 29 e domenica 30 settembre dalle 10:00 alle 19:00 Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, sarà la cornice di Casus Veneti, concorso che mette in mostra tutto il tesoro della produzione casearia della Regione Veneto. Oltre 400 formaggi prodotti da più di 70 caseifici accompagneranno appassionati e amanti del buon cibo in un percorso attraverso conoscenze secolari, tradizioni e tecniche di produzione che rappresentano un patrimonio della cultura locale.

Consegnati subito i premi del concorso. A comporre il cartellone della XIV edizione tantissime iniziative che hanno lo scopo di avvicinare i consumatori alla conoscenza dei formaggi tutelati da Denominazione di Origine Protetta e delle grandi produzioni tipiche locali. Ad alzare il sipario il taglio del nastro previsto sabato 29 settembre alle 10:15; consegnati nella stessa mattinata i premi del concorso assegnati dalla giuria tecnica alle 38 categorie in competizione. Oltre alle grandi DOP, anche i formaggi tipici: dal Morlacco al Bastardo del monte Grappa, alle produzioni di malga, per arrivare ai formaggi più elaborati, gli affinati, gli erborinati, i caprini, non dimenticando naturalmente tutta la varietà dei molli e freschissimi. E per chi vorrà portare con sé “un pezzo” di Caseus Veneti, in entrambe le giornate sarà possibile passare tra i banchetti della mostra mercato delle bontà casearie e della vetrina dei prodotti del territorio e acquistare una delle tante prelibatezze proposte.

Magliette maculate in corsa. Un ‘edizione che si apre sempre di più al grande pubblico e che, dopo gli oltre 40.000 visitatori del 2017, vedrà l’invasione di centinaia di magliette maculate partecipare alla MoohRun Cheese edition, manifestazione ludico motoria, organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica “La Butto inVacca Running Friends”, che partirà domenica 30 settembre alle 9:30 con due percorsi a scelta tra 5 km o 10 km che si snoderanno all’interno del parco della Villa.

Sinergie austriache e croate. Per la prima volta esposti anche i formaggi tipici dei territori dove un secolo fa si è combattuta la Prima Guerra Mondiale. Oltre al Morlacco e Bastardo del Monte Grappa ed al formaggio Inbriago, tipici del territorio del Piave, saranno presenti i formaggi austriaci e croati. Spazio infine anche alla selezione interregionale dei Formaggi di Fattoria provenienti da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.

In programma, degustazioni guidate di formaggi DOP in abbinamento ai vini del Consorzio Vini Asolo Montello e Colli Asolani (previste domenica alle 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00). Disponibili 40 posti per ogni degustazione. Da non perdere anche Le sorprese dei sensi, degustazioni al buio dei formaggi veneti realizzate in collaborazione con la Fondazione Lucia Guderzo Onlus; disponibili in questo caso 25 posti per ogni turno, con tre appuntamenti per la giornata di sabato e cinque per la giornata di domenica. Non mancheranno inoltre i cooking show, dal titolo Saranno Famosi, realizzati da 7 Chef emergenti e “Under 30” che realizzeranno ricette con protagoniste le 7 Dop che promuovono l’iniziativa. Ci saranno anche degustazioni guidate di pizze con i 7 formaggi Dop in abbinamento ai vini del Consorzio Prosecco Doc, tenute dal campione del mondo Gianni Calaon e il campione Manuel Baraldo.

Dimostrazioni dal vivo. A rotazione durante le due giornate, 7 maestri casari daranno risposta alla curiosità di grandi e piccini. Dmenica 30 alle ore 17:30, il Momento musicale dedicato alla Grande Guerra, condotto dal Maestro Alessandro Tortato e dal Mezzo Soprano Silvia Regazzo, i quali accompagneranno il pubblico in un percorso narrativo e musicale ispirato alla Grande Guerra con protagonisti i formaggi dei territori coinvolti dalle vicende belliche.

Il comparto. Una produzione quella casearia che nel Veneto ha contato per la stagione 2017/18 1.187.240 tonnellate di latte raccolto, + 28.731 tonnelate rispetto alla stagione precedente, che corrisponde al 10% della produzione nazionale. Latte di altissima qualità che per il 60 % viene trasformato in formaggi Dop. Una produzione che, secondo le proiezioni, è destinata a crescere di circa il 3% per il periodo 2018/2019. Nonostante le difficoltà del comparto, causate da fattori non solo nazionali ma anche europei e mondiali, il settore riesce comunque a togliersi delle piccole soddisfazioni proprio grazie alle numerose produzioni di qualità come quelle esposte a Piazzola Sul Brenta.

Villa Contarini. Nata da un primo disegno di Andrea Palladio e giunta a noi nel suo aspetto barocco, conta 144 ambienti su 6 mila metri quadrati. Una vera reggia attorniata da un parco di 50 ettari. Tra gli ambienti più singolari, la Sala delle Conchiglie decorata con mosaici di conchiglie dalle forme più diverse. Proprio in questa spettacolare sala, durante la manifestazione viene allestita la mostra dei formaggi in gara. Nel cuore della villa l’originale auditorium che, con la soprastante “Sala Della Musica”, detta anche “della chitarra rovesciata”, va considerato un vero e proprio teatro sonoro dalle caratteristiche acustiche uniche. Dal 2005 la villa è di proprietà della Regione. Periodicamente ospita concerti ed eventi culturali oltre a essere offerta come luogo ideale nel quale ambientare convegni, riunioni e ricevimenti pubblici e privati. L’evento, che ha il patrocinio di Ministero, Regione Veneto, Provincia di Padova e Città di Piazzola Sul Brenta, è realizzato dai Consorzi di Tutela dei formaggi DOP Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG con la guida del Consorzio del Grana Padano. Ulteriori info www.caseusveneti.it

Fonte: Servizio stampa Caseus Veneti 2018

24 settembre 2018-4 febbraio 2019, in Polesine corso gratuito per i professionisti della panificazione “Dal chicco al pane” per valorizzare i grani coltivati nel Rodigino

Il Polesine è una terra straordinaria, ricca di storia e di cultura. Sono molti i prodotti tipici che lo contraddistinguono, ma uno in particolare lo caratterizza: il pane. In tutta la provincia lavorano 100 forni artigianali, a cui vanno sommate le numerose rivendite (spesso fornite dai forni artigianali vicini) e alimentari.

Dove aleggia l’odore di pane. Da qualsiasi parte vi si acceda, ad accogliere chi è entra in una delle tante frazioni che rendono ricco questo territorio è sempre lo stesso avvolgente odore di pane. Non un pane qualsiasi, ma quello tipico del posto, che appartiene alla tradizione polesana, ciabatta e pan biscotto in primis. Quello biscottato era il pane preparato dalle donne ogni 15 giorni nelle ‘casade’ o fattorie di campagna e aveva il vantaggio di conservarsi per settimane integro anche in ambienti umidi. Per prepararlo, servono lunghi tempi di lievitazione ed una notte intera di cottura dentro ad un forno, ormai spento, ma caldo. E’ in questo ambiente “favorevole” che operano due giovani artigiani e le loro famiglie: Andrea Finotti, panificatore di seconda generazione in Porto Viro e Gianluca Fonsato di Porto Tolle, consulente panificatore ideatore del progetto “officina energetica”.

pane polesano

Il corso. Insieme, hanno dato vita ad un percorso gratuito indirizzato a tutti i professionisti della panificazione dell’Alto e Basso Polesine, una importante collaborazione tra OE, EBAV, Confartigianato Polesine ed il Panificio Finotti. L’obiettivo è la valorizzazione dei grani coltivati nel Polesine, valutandone tutti gli aspetti in panificazione. Durata corso: 24 settembre 2018-4 febbraio 2019. Maggiori info: segreteria organizzativa Confartigianato Polesine, tel. 0425-474772, email: amministrazione@confartigianatopolesine.it

Andrea Finotti è “un ragazzo” di 45 anni, sposato con due figli, il più grande dei quali, Nicola, diciottenne, già collabora con successo nel forno. Imprenditore di seconda generazione ha fatto del Panificio Finotti, fondato dal padre nel 1977, uno dei baluardi di Porto Viro. Al punto vendita di via Forni si è aggiunta nel 2006 la rivendita in via Contarini, 58 denominata Pan di Zucchero. “Dedizione al lavoro e la scelta accurata delle materie prime e dei prodotti sono il nostro successo -spiega Andrea Finotti- ed hanno contribuito alla nostra crescita nel cuore del paese, che prosegue tutt’oggi. Siamo “fanatici” della genuinità che cerchiamo di mantenere in tutta la produzione: nel nostro panificio prepariamo tanti tipi di prodotti salati e dolci, ma prima di tutto il pane: la ciabatta e il pan biscotto in primis. Produciamo anche pizzette, salatini, rustici o anche mignon, pasticcini e dolci, sicuramente troverete sempre qualcosa che fa al caso vostro. Impastiamo i nostri prodotti solo con gli ingredienti migliori, che oltre a soddisfare anche i palati più esigenti, vi garantiscono anche un’alimentazione salutare ed equilibrata. Offriamo anche prodotti biologici”.

Gianluca Fonsato, classe 1987. “Da molti anni pratico l’arte della panificazione in maniera professionale, un’arte molto profonda che ti mette in contatto con la più potente espressione energetica della Terra: il cereale -afferma Fonsato-. Quest’arte mi ha spinto alla ricerca del legame inconscio tra cibo ed energia, portandomi alla conoscenza di strumenti di lavoro come il lievito naturale, farine di grani autoctoni, l’arte molitoria a pietra e cilindri, l’alchimia e la biodinamica. Officina Energetica è un insieme di laboratori creati con la consapevolezza di poter offrire una visione più ampia, profonda e alternativa dell’arte bianca. Un’Arte che comprende, oltre all’aspetto fisico e materiale, l’aspetto spirituale del cibo, ovvero di quell’energia che ci nutre attraverso le emozioni, sensazioni e lo stato d’animo”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

L’impresa “rosa”, anche straniera, mette radici in Veneto

Al centro, Chiara Bortolas

In Veneto un’azienda su cinque è condotta da donne, lo dicono i dati dell’ultimo censimento di Unioncamere che rivelano la presenza femminile in tutti i comparti economici conteggiando 96.814 imprese su 486.750 totali, ovvero il 20%. Di particolare interesse anche la presenza delle colleghe stranierecinesi, rumene, marocchine, nigeriane e svizzere, vocate alla titolarità in settori come sanità, assistenza sociale, servizi alla persona e istruzione -, che posizionano il Veneto per appeal imprenditoriale al quarto posto con 11.944 realtà dopo la Lombardia (24.707) il Lazio (17.464) la Toscana (15.030).

Per quanto riguarda l’agricoltura il comparto si conferma “femmina” al 28,5%, dato nazionale che rispecchia anche la fotografia regionale. Lo conferma Chiara Bortolas, da poco presidente di Donne Impresa, che rileva, ad esempio, che in Coldiretti sono circa 24mila le ditte in rosa ovvero il 30% della base associativa. “Il settore primario continua a manifestare gli esempi professionali più innovativi, fantasiosi e soprattutto sicuri dal punto di vista del bilancio – precisa Bortolas – l’agroalimentare si rivela il campo migliore per le attività performanti: dall’agriturismo alla fattoria didattica, dalle cui esperienze si evidenziano competenze nuove tipo tutor della spesa, l’agritata o l’operatrice agricola sociale. Le giovani scoprono mestieri antichi come sfida moderna, praticano la pesca, la pastorizia, la bachicoltura: con una laurea in tasca pascolano capi in via d’estinzione e allevano razze perdute. Il settore – continua Bortolas – dimostra elasticità insieme anche a molte difficoltà legate alla fatica, questo elemento però corrisponde ad un valore aggiunto se si pensa che fino a poco tempo fa la finanza attraeva gran parte delle nuove generazioni adesso sempre più coinvolte dal lavoro della terra. Dal nostro osservatorio privilegiato – conclude Bortolas – non possiamo non comprendere come queste scelte debbano essere incoraggiate non solo da una formazione attenta anche da risorse e strumenti legislativi che sostengano la loro attività”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Ad agosto, caseifici e malghe produttori di Asiago Dop aperti…per ferie

Ad agosto, i caseifici e le malghe produttori di Asiago Dop “prodotto della montagna” dell’altopiano di Asiago e dei territori montani del Trentino aprono le porte a turisti ed escursionisti per far vivere l’esperienza del lavoro del casaro e contribuire a preservare questo patrimonio unico di biodiversità, prototipo virtuoso del rispetto dell’ecosistema e della salvaguardia dell’ambiente.

Sono 17 le malghe e i caseifici di montagna che producono Asiago Dop “prodotto della montagna”, specialità che, per le sue specifiche caratteristiche, rappresenta l’essenza più tipica del territorio montano. Patrimonio riconosciuto dalla UE fin dal 2006 e garantito da un apposito e restrittivo disciplinare dalla mungitura alla trasformazione in formaggio fino alla stagionatura, Asiago DOP Prodotto della Montagna prevede l’impiego di solo latte di montagna prodotto oltre i 600 metri nelle zone incluse nella DOP veneto-trentina.

Visite su prenotazione. Nel mese di agosto, i produttori di Asiago Dop “prodotto della montagna” aprono le porte a chi vuole avvicinarsi a questo incredibile scrigno di biodiversità. Su prenotazione, è possibile conoscere da vicino questa antica tradizione, partecipare agli eventi, imparare come si fa il formaggio, ma anche degustarlo in tanti piatti sani e nutrienti nelle seguenti malghe e nei caseifici Asiago: Azienda Agricola Nicolin – Malga Camporossignolo (049 5991447 oppure 347 0002548); Azienda Agricola AL.BA ASIAGO (0424 463958); Azienda Agricola Basso – Malga Zebio (0424 463958); Società Agricola Marini – Malga Dosso di Sotto (335.5457176 -328.2227191); Azienda Agricola Rodeghiero Antonio – Malga Porta Manazzo (0424 462591); CASEIFICIO PENNAR ASIAGO (0424 462374); Enego: 7 CALIERE di Dalla Palma Matteo – Malga I lotto Valmaron (348 3647129); Società Agricola IL CROCERE – Malga II lotto Marcesina (0424 490732); EL TABARO di Dalla Palma Paolo (338 9310980); CASEIFICIO FINCO (0424 490149); Lusiana: Azienda Agricola Basso Mario – Malga Pian di Granezza (0444 660529); Conco: Fattoria Cortese – Malga Verde (0424 407220); Caltrano: Nicoli & Pozzato Società Agricola – Malga Serona (340 7871186); Roana: Azienda Agricola Frigo – Malga Larici (0424 692224); Azienda Agricola Waister di Rela Riccardo (0424 450101); Provincia di Trento: Caseificio Sociale di Primiero – Mezzano (0439 62941); Caseificio Sociale degli Altipiani e del Vezzena – Lavarone (0464 783106) .

Tutela della biodiversità. L’Asiago Dop “prodotto della montagna”, nelle due tipologie fresco e stagionato, è un prodotto a carattere limitato in sole 61.000 forme all’anno ed esprime un’altissima qualità caratterizzata da un profumo intenso dovuto alle erbe dei pascoli alpini e al fieno dei prati montani. Proprio questo patrimonio unico di biodiversità, vede le malghe e i caseifici del più vasto sistema di monticazione dell’arco alpino impegnati nel garantire la corretta manutenzione dei pascoli dei boschi e dei prati e preservare per le future generazioni una produzione d’eccellenza. Un lavoro che, nello spirito della Carta di Milano, sottoscritta dal Consorzio di Tutela in occasione di Expo 2015, interpreta l’impegno di tutti a considerare il cibo un patrimonio culturale da valorizzare nella sua origine e originalità riconoscendo all’attività agricola “un ruolo fondamentale non solo per la produzione di beni alimentari ma anche per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità.”

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela Asiago Dop