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Coltivazione del nocciolo, opportunità e prospettive per le imprese agricole, se ne parla stasera a Padova

Hazelnut (Corylus avellana) Europe

Si chiama corilicoltura e anche per gli imprenditori agricoli padovani potrebbe rappresentare un’opportunità concreta. Si tratta della coltivazione del nocciolo ed è una delle nuove strade percorribili dagli imprenditori agricoli per differenziare la propria attività e il proprio reddito, investendo su un prodotto in continua ascesa.

Industria dolciaria e pasticceria artigianale i destinatari della produzione. Per conoscere i dettagli dal punto di vista colturale, le prospettive commerciali e le opportunità di un percorso di filiera dedicato alla nocciola, Coldiretti Padova organizza un incontro aperto a tutti gli imprenditori interessati. L’appuntamento è per stasera, mercoledì 17 maggio, alle 20.30, a Padova, nella sala riunioni del Consorzio Agrario in via Vigonovese 111. Intervengono alcuni tecnici di Coldiretti Piemonte, regione in cui la coltivazione del nocciolo si è affermata con decisione e con ottimi risultati. Per approfondire e discutere insieme gli aspetti legati allo sviluppo, anche nella nostra regione e provincia, di questa filiera, rivolta soprattutto all’industria dolciaria e alla pasticceria artigianale, tutti gli imprenditori interessati sono invitati ad essere presenti.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova

Area Colli Euganei e Bassa Padovana, fino al 5 giugno 2017 le imprese agroalimentari del territorio possono accedere a investimenti per trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli

Il GAL Patavino ha pubblicato un bando che riserva 350.000 euro alle imprese agroalimentari con sede o operative nei comuni di competenza del GAL (area Colli e Bassa Padovana), che vogliono investire nella trasformazione e nella commercializzazione dei prodotti agricoli. Le imprese possono ottenere, in media, dal 30 al 40% di contributo sulle spese sostenute.

Scadenza bandi 5 giugno 2017. I contributi dedicati allo sviluppo del territorio provengono dal Programma di Sviluppo Locale del GAL, approvato dalla Regione Veneto con interventi a supporto di un miglioramento ambientale, socio-economico e turistico dell’area. L’area Colli e Bassa Padovana ha ottenuto il riconoscimento di Ambito Territoriale Designato, per aver aderito a un percorso di condivisione di problemi, loro soluzioni e obiettivi con il Programma di Sviluppo che sarà realizzato fino al 2020. C’è tempo fino al 5 giugno per fare domanda di contributo, e a breve saranno realizzati degli incontri informativi per illustrare il bando a coloro che ancora non si sono attivati.

Il bando è disponibile sul sito web del GAL Patavino; può essere spedito via mail a info@galpatavino.it; e gli uffici del GAL sono a disposizione per informazioni, dubbi e chiarimenti.

Fonte: Servizio Stampa Gal Patavino

A Rimini apre Macfrut (fino al 12 maggio), partecipazione all’insegna di sostenibilità ambientale, tracciabilità, biodiversità e gusto del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Apre oggi Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Rimini fino al 12 maggio e che vede tra i partecipanti, all’interno dello stand OPO Veneto (Padiglione B5 – Stand 35/75), anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp.

Uno stand che evoca il territorio veneto. La partecipazione rientra nel progetto di promozione ed informazione finanziato nell’ambito del Piano di Sviluppo Regionale del Veneto avviato nel 2016 assieme ai Consorzi dell’Insalata di Lusia Igp e dell’Aglio Bianco Polesano Dop. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia, perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Lo stand è collocato tra due filari di alberi che vogliono idealmente rappresentare uno scorcio di campagna veneta, per significare dove e come vengono coltivati in nostri ortaggi e la frutta: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell’ambiente.

Sullo sfondo il concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un’agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore. “E’ un messaggio – prosegue Boscolo – di salubrità, di freschezza, di stagionalità, di garanzia di qualità, certificata dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, il principale tra i radicchi veneti, e l’unico radicchio Igp ad essere in piena produzione in questo periodo, con conferimenti quotidiani all’Ortomercato di Chioggia, col quale stiamo conducendo assieme azioni sinergiche di promozione e valorizzazione del prodotto nonché del suo territorio di produzione, dalla Laguna di Venezia al Delta del Po”.

Una “dolce” sorpresa. Durante la fiera verrà proposta all’assaggio la nuova torta al Radicchio di Chioggia Igp. Si tratta di una preparazione gastronomica elaborata dalla Pasticceria Veneta di Cona (VE) a base di radicchio di Chioggia Igp essiccato (brevetto della ditta di Poiana Maggiore (VI) Aromy, associata Consorzio di Tutela) e carote. Racconta Boscolo Palo: “L’idea innovativa del radicchio essiccato permette una più agevole preparazione delle diverse ricette: dalla birra al gelato. Nei tre giorni di fiera a Rimini, così come in contemporanea al Tuttofood di Milano, proporremo in degustazione questo nuovo dolce, realizzando un primo panel-test tra buyers e visitatori che porterà alla sua definitiva messa in produzione. Avremo così a disposizione una specialità gastronomica che porterà in tutto il mondo il nome del nostro Radicchio di Chioggia Igp, essendo Pasticceria Veneta un’azienda leader nel settore del dolce surgelato (e perciò senza conservanti aggiunti), che oltre a servire la ristorazione e la grande distribuzione, esporta i suoi prodotti in tutta Europa e in altri continenti, fin’anche in Australia”.

L’ingresso al Macfrut 2017 è gratuito, previa registrazione nel sito internet della fiera o direttamente alla reception. Per gli incontri informativi e d’affari la fiera mette a disposizione una piattaforma informatica, dove, tramite un codice fornito gratuitamente, espositori, operatori e buyer possono vedere la reciproca presenza e disponibilità, concordando in totale autonomia un appuntamento durante i giorni della rassegna presso lo stand dell’espositore o, in alternativa, incontrarsi nell’area business.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Eletta la nuova giunta nazionale di Confagricoltura, il veneto Emo Capodilista chiamato ad occuparsi dell’internazionalizzazione

Giunta nazionale Confagricoltura, il primo da sinistra è Giordano Emo Capodilista

Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova, è stato eletto tra i componenti della giunta nazionale dell’associazione. La nomina è avvenuta nei giorni scorsi a Roma, nell’assemblea che ha eletto il nuovo presidente nazionale, Massimiliano Giansanti, 43 anni, romano, che succede a Mario Guidi.

Internazionalizzazione. Emo Capodilista, 54 anni, titolare di un’azienda agricola a indirizzo prevalentemente vitivinicolo a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, è una delle sette new entry della giunta di Confagricoltura nazionale, che è stata completamente rinnovata e resterà in carica per tre anni. Il presidente Giansanti ha annunciato che a ogni componente dell’esecutivo verrà affidato un incarico specifico, che affronterà insieme a un team di lavoro. L’obiettivo è creare una stretta sinergia tra organizzazione, territorio e aziende. “Sono onorato di entrare a far parte della giunta nazionale – ha commentato Emo Capodilista, che è anche vicepresidente di Confagricoltura Veneto -, dove mi impegnerò al massimo per rappresentare non solo il Veneto, ma anche il Triveneto. L’incarico che andrò a ricoprire con ogni probabilità sarà quello dell’internazionalizzazione, chiesto a gran voce da tutti i presidenti veneti perché per l’agroalimentare veneto l’export è una voce fondamentale e in continua crescita. Per questo dobbiamo mettere a punto strategie e iniziative per supportare le nostre aziende a crescere e ad espandersi sempre di più nel mercato globale”. 
”Le inefficienze del sistema Italia sono la vera spina nel fianco dell’agricoltura italiana, impedendole di essere competitiva sui mercati europei ed extraeuropei”, ha aggiunto il neo presidente Giansanti. Per questo al centro del suo programma c’è l’impresa, con gli strumenti necessari per farla crescere: semplificazione amministrativa, riforma del mercato del lavoro, costi della previdenza in linea con l’Europa, politiche energetiche e per l’ambiente, creazione di filiere, accesso al credito e a nuovi strumenti finanziari e assicurativi, sviluppo dell’innovazione. Le imprese associate a Confagricoltura sono i due terzi del totale delle imprese del comparto e assumono oltre 500.000 lavoratori.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

Apicoltura: Regione Veneto finanzia monitoraggio vespa Velutina

nido di vespa velutina rilevato in Polesine

Inizia a primavera la lotta contro la vespa velutina e i relativi nidi delle ‘regine’ del calabrone di origine asiatica, ribattezzato ‘il killer delle api’. La Regione Veneto, per parte sua, stanzia 70 mila euro per avviare un piano di monitoraggio e sorveglianza, in collaborazione con il Centro di apicoltura e il laboratorio di parassitologia dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie.

Il monitoraggio di 200 apiari, cioè di altrettante postazioni di arnie, disseminate in tutto il territorio regionale  è il primo atto di un piano di azione per debellare il proliferare dell’insetto che depaupera gli alveari. Presente dallo scorso anno nella provincia di Rovigo, la vespa velutina potrebbe diventare una minaccia per gli apicoltori dell’intera regione, se non si interverrà tempestivamente con azioni mirate. Il programma prevede la sperimentazione di sistemi di sorveglianza e di limitazione della diffusione di vespa velutina in tutto il territorio regionale, anche con il coinvolgimento e supporto delle forme associate di apicoltori presenti nel territorio.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Siccità in Veneto, falde ai minimi storici degli ultimi 20 anni, disponibilità d’acqua garantita in base a precise priorità.

L’assenza di precipitazioni, soprattutto in montagna, ha determinato in Veneto una situazione di grave criticità in termini di siccità che, per quanto riguarda le falde, sta superando in negativo ogni record storico relativamente agli ultimi 20 anni. Ma le conseguenze si vedono anche su corsi d’acqua piccoli e grandi. Analizzando il periodo ottobre 2016 – marzo 2017, c’è un deficit di 170 millimetri di precipitazioni, a fronte dei 350 millimetri attesi, che difficilmente potrà essere recuperato, in considerazione del fatto che non c’è neve da sciogliere in montagna.
Prima impiego idropotabile poi quello agricolo. Il quadro della situazione è stato tracciato, con l’apporto dell’ARPAV, nel corso di un incontro per l’emergenza convocato martedì 4 aprile scorso in Regione dall’assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin d’intesa con l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, per individuare possibili soluzioni nel breve e medio periodo sia per l’approvvigionamento idrico, sia per l’uso irriguo. “Dopo mesi di siccità che ha colpito il nord Italia – ha sottolineato Pan – la situazione si prospetta molto preoccupante per il mondo agricolo, che si trova in sofferenza in un momento delicato come quello della semina. Vanno quindi trovate soluzioni per garantire la disponibilità d’acqua in base a precise priorità. Per quanto riguarda il mondo agricolo, bisognerà capire anche come comportarsi in tema di assicurazioni“. L’assessore Bottacin ha detto che c’è da aspettarsi che la situazione non cambi nei prossimi giorni. Bisogna fare i conti con la poca acqua che c’è e gestirla nel miglior modo possibile. “Lo stiamo già facendo – ha aggiunto – attenendoci alla legge, la 152 del 2006, che dice come in caso di carenza idrica vada salvaguardato prima l’impiego idropotabile poi quello agricolo. Stiamo lavorando per venire in aiuto degli acquedotti che sono già in difficoltà. I grandi serbatoi idroelettrici vanno sfruttati al minimo e andrà “turbinata” solo l’acqua assolutamente necessaria per l’agricoltura. In linea generale, anche se si registrassero precipitazioni, non potrebbero comunque risolvere il problema a breve. Serve quindi la pianificazione più pragmatica e scientifica possibile rispetto alle diponibilità”.
Sul piano operativo, dopo che i partecipanti all’incontro hanno convenuto sull’esigenza che ognuno faccia la sua parte, è stato deciso che con delibera regionale verranno adottate le proposte in merito all’emergenza idrica formulate dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi orientali. Queste prevedono l’attivazione di un tavolo di confronto con le Province autonome di Trento e Bolzano per la gestione della risorsa idrica sul fiume Adige, che rappresenta attualmente il punto più critico del sistema sia come portata, sia per la risalita del cuneo salino alla foce; campagne di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua, soprattutto nei confronti degli operatori agricoli; misure di contingentamento dei prelievi irrigui in base alle effettive e diversificate necessità bacino per bacino che verranno individuate d’intesa con Consorzi di bonifica veneti; l’indicazione ai gestori dei serbatori idroelettrici di trattenere i volumi corrispondenti alla riduzione delle competenze agricole. La situazione resta in ogni caso costantemente monitorata.
Fonti: Servizio Stampa Regione Veneto

ANBI Veneto chiede un tavolo regionale per la gestione della crisi idrica

“Siamo in crisi idrica. Chiediamo alla Regione del Veneto che venga convocato un tavolo di concertazione per la gestione dell’emergenza, che ormai ogni anno crea danni ingentissimi al mondo dell’agricoltura e al paesaggio”. La richiesta parte da Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto, a margine degli Osservatori per le crisi idriche che si sono tenuti in questi giorni presso le Autorità di Distretto “Padano” ed “Alpi Orientali”.

Gli Osservatori sono cabine di regia, che analizzano i dati tecnici per fornire indicazioni utili alla Regione del Veneto al fine di prendere provvedimenti. Proprio durante la giornata dell’irrigazione, si è mostrata preoccupazione per la disponibilità d’acqua nel Veneto. Secondo i dati ARPAV, nei cinque mesi tra ottobre e febbraio sono caduti sul Veneto mediamente 328 mm di precipitazioni; la media del periodo 1994-2016 è di 452 mm, ovvero meno 27% di piogge. Inoltre, per quanto riguarda i serbatoi, il volume complessivamente accumulato nei primi cinque mesi dell’anno idrologico (dal 01 ottobre) risulta ora nella media per i principali serbatoi del Piave (-5%) e poco sotto per il Corlo (-21%, quarto valore più basso).

Fiumi e manto nevoso. Su tutti i principali fiumi veneti le portate registrate, sebbene stabili o in lieve calo dall’inizio del mese, sono risultate nettamente inferiori alle medie storiche ed ormai prossime, se non addirittura inferiori in alcuni casi, a quelle minime delle recenti annate siccitose. Per quanto riguardo il manto nevoso nel bacino montano del fiume Piave alla data del 5 marzo risulta assai ridotto e il valore medio è pari a circa il 58% in meno rispetto alla media degli ultimi anni. Romano chiede una presa di posizione alle Autorità: “Ad oggi la siccità è una costante ed il livello dei bacini montani può garantire acqua irrigua per circa 40 giorni. Il sistema politico sta facendo pochissimo per infrastrutturare ed ammodernare  i sistemi irrigui in modo da ottimizare l’uso delle già scarse risorse idriche”.

In Veneto esiste una zona pedemontana e di alta pianura con 200.000 ettari ad irrigazione strutturata ed un’area di 400.000 ettari di media – bassa pianura con solo  irrigazione di soccorso, che necessita di essere potenziata per rispondere alle esigenze di un’agricoltura più moderna e specializzata. I Consorzi di bonifica hanno già pronti 190 cantieri per 39 milioni di euro di investimenti. “Non possiamo più vivere di speranza, è necessario agire. Migliorare l’irrigazione significa creare un maggior prodotto interno lordo e posti di lavoro”, conclude Romano.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto