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Avviso pubblico di gara per la concessione dell’area di sosta e del casone ad uso piccolo bar a Vallevecchia (Caorle, VE), domande entro le ore 12 dell’1 ottobre 2018

Vallevecchia, litorale

ValleVecchia, a Caorle, nel Veneziano, gestita da Veneto Agricoltura, l’agenzia regionale per l’innovazione nel settore primario, non è soltanto una bella ed importante azienda agricola. L’area, di fatto un’isola, strappata al mare dalle ultime attività di bonifica che interessarono il Veneto orientale negli anni ’60 del secolo scorso, a cavallo tra la fine del 1990 e i primi anni 2000, è stata oggetto di un innovativo progetto di riqualificazione ambientale. L’acqua, dolce e salmastra, è tornata su circa 200 ettari dietro la barriera di conifere che per circa 7 km si erge tra la spiaggia e le coltivazioni agricole, frutto di un rimboschimento contemporaneo alla bonifica.

Oggi ValleVecchia è Sito di Importanza Comunitaria della Rete europea Natura 2000 per la conservazione della biodiversità (molte le specie soprattutto uccelli che approfittano di questo mirabile sito) e, nel contempo, è un luogo in cui si fa agricoltura d’avanguardia al servizio dell’imprenditoria veneta ed europea. Ben tre sono i progetti innovativi finanziati dalla UE operativi a ValleVecchia, unico esempio in Europa.

Servizi “ecosistemici”. Nella gestione integrata dell’azienda, l’Agenzia regionale è impegnata anche nella  promozione e valorizzazione dei cosiddetti servizi “ecosistemici”, ovvero l’animazione, la divulgazione naturalistica e lo sviluppo dell’escursionismo ambientale, solo per fare qualche esempio. In particolare quest’ultimo aspetto viene gestito governando con attenzione l’afflusso di visitatori e turisti, avvalendosi delle strutture realizzate nell’ultimo decennio nell’area dell’azienda agricola. Quindi: il Centro Visitatori, il recentissimo pontile pubblico di attracco, nonché l’area di sosta per le autovetture nei pressi della pineta ed il “Casone – piccolo bar”. Veneto Agricoltura ha dimostrato di essere in grado di gestire queste strutture, ma è certamente più opportuno che si concentri verso le attività legate al governo dell’area, sia per la parte agricola che quella di grande valenza ambientale. Non a caso lo slogan di ValleVecchia è “800 ettari tra Natura e Agricoltura”.

Il bando. Per questo motivo l’Agenzia vuole avviare una collaborazione con un soggetto qualificato sul territorio al fine di ottimizzare l’efficienza delle strutture sopra citate coinvolgendo al contempo il tessuto economico locale. Un connubio che certamente favorirà l’avvio di un volano virtuoso per la tutela ambientale e per la produzione di benefici sociali. Proprio per questi motivi Veneto Agricoltura ha messo a bando la concessione in uso dell’area di sosta e del “Casone – piccolo bar”, attraverso un avviso pubblico, la cui scadenza delle offerte è fissata, come detto, per le ore 12:00 del prossimo 01 ottobre 2018. Tutte le informazioni sul bando a questo link.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

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A.A.A. Cercansi animatori per il grest Wigwam “Bimbi botanici” ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Il Grest Bimbi Botanici al Wigwam 2018, che si svolgerà l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre, cerca giovani animatori e aiuto animatori, possibilmente con studi in indirizzo agrario, forestale, naturalistico, scienze del territorio. Questo speciale Grest, che si svolge ogni anno ad Arzerello, è organizzato dall’Associazione Si Può Fare e da Wigwam Green Children, in collaborazione con Tesaf dell’Università di Padova e col patrocinio di Veneto Agricoltura.

Sarà una piccola country school ambientale che realizzerà il percorso formativo denominato “Vivere con gli alberi della nostra campagna” mirato all’educazione dei più piccoli a conoscere e a rispettare la natura che ci circonda. Svolgendosi nel Circolo che ospita la sede nazionale della Rete Wigwam per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali, realizzerà anche dei contenuti pilota che si trasformeranno in prassi da trasferire poi in tutti gli altri Grest e scuole primarie e secondarie di tutt’Italia connessi alla rete. Gli animatori selezionati avranno così anche l’opportunità di proseguire il loro percorso di supporto e assistenza su scala regionale e nazionale.

Il programma ludico-educativo si articola in tre attività. Bimbi Botanici: conoscere e realizzare un erbario con le specie autoctone e/o di un quadretto collage di fiori e foglie. Bimbi Artisti di…natura: piccolo corso di disegno e fumetto naturalistico. Bimbi Costruttori: piccolo cantiere per imparare a costruire un wigwam (capanna delle popolazioni native dei Grandi Laghi canadesi). Il programma comprende anche un’escursione lungo il “troso (sentiero campestre) botanico alla scoperta delle essenze arboree/arbustive catalogate; il rinnovo e il ricollocamento di cartelli coi nomi delle piante sull’itinerario botanico. Al termine, una giornata finale di presentazione dei lavori con attestato di Wigwam e Tesaf Università di Padova.

I curricula per l’attività di animatori e vice vanno inviati a: associazionesipuofarearzerello@gmail.com  Info sul progetto nazionale Bimbi Botanici:  bimbibotanici@wigwam.it   maggiori info tel. 327 7787778.

Fonte: Servizio Stampa Wigwam

 

Lupi: Veneto avvia progetto sperimentale di monitoraggio con radiocollare, con il benestare di Ispra e Ministero Ambiente

Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. E’ quanto ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato a Venezia nei giorni scorsi.

Obiettivo del monitoraggio 10 lupi in circa 6 mesi. La cattura di alcuni esemplari e la loro geolocalizzazione mediante radiocollare permanente (con sgancio da remoto) è la nuova proposta presentata dalla Regione Veneto, e già approvata in via preliminare dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra, per una gestione ‘proattiva’ dell’animale carnivoro che da qualche anno ha ripopolato l’area montana del Veneto. Potranno essere catturati e anestetizzati fino a 10 esemplari (l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha specificato tecniche, modalità e presidi ai fini di garantire l’incolumità) tra la metà dell’estate e sino alla fine dell’inverno, al fine di dotarli di collari GPS-VHF per monitorarne con precisione abitudini di vita, spostamenti e attività.

Gestione “proattiva”. I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del Parco, agenti dei Carabinieri Forestale, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno ‘barriere virtuali’ e segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e da scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici. “L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche – sottolinea Pan – saranno determinanti per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali. L’obiettivo è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio, proattivo, di gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnìa e presenza del lupo”.

Azioni già intraprese. Negli ultimi tre anni, la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con tutti i mezzi consentiti nel rispetto del regime di protezione: monitoraggio dei branchi, indennizzo dei capi predati, fornitura di 200 recinti elettrificati, consegna di 10 pastori maremmani abruzzesi come cani da guardianìa, formazione e supporto agli allevatori per gestire correttamente mandrie e greggi. “Il progetto – specifica l’assessore – servirà anche per lo studio scientifico e la mappatura genetica dei branchi favorendo una migliore conoscenza della specie in un territorio che, nel secolo scorso, ha perso confidenza con la presenza del lupo e si trova impreparato a difendere il proprio patrimonio zootecnico. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi (la cui presenza per ora non è stata rilevata in Veneto), e a favorirne la cattura. Per la realizzazione del progetto si preventiva una spesa di circa 150 mila euro nell’arco del biennio”.

Quanti sono i lupi in Veneto. I dati più aggiornati del monitoraggio con campioni genetici effettuato nella stagione invernale 2017/2018 nell’ambito del progetto WOLFALPS documentano la presenza in Veneto di 6 branchi, per un totale di almeno 43 lupi, di cui 42 associati ai branchi e 1 vagante, campionato in Cansiglio al confine con il Friuli Venezia Giulia. La dimensione media dei 6 branchi monitorati è di 7 lupi, segno di una buona capacità riproduttiva della specie. La popolazione del lupo sulle Alpi Orientali, dal 2014 ad oggi, risulta in espansione sia a livello demografico sia spaziale (dalla presenza documentata di un branco in Veneto nel 2014/2015 per un totale di almeno 11 lupi stimati, si è passati ad un branco e una coppia nel 2015/2016 per un totale di almeno 14 lupi stimati, ai 6 branchi di oggi). Nel 2017/2018, 4 dei 6 branchi monitorati sono distribuiti lungo il confine regionale con la provincia di Trento. Nell’arco alpino, versante italiano, la presenza del lupo è molto più consistente nel settore Nord-Occidentale, dove è stata censita la presenza di 46 branchi più 5 coppie, per un totale di 51 unità riproduttive e una stima di almeno 287 esemplari. La regione più interessata è il Piemonte, dove si concentra il 95 per cento dei lupi delle Alpi occidentali italiane: in provincia di Cuneo i branchi monitorati sono 19, in quella di Torino 13.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Danni a Padova da eventi meteo, Ferraresso del Consorzio di bonifica Bacchiglione: “Si deve ripensare alla conformazione delle caditoie lungo le strade dei centri abitati e ricordare che l’acqua ha bisogno del suo spazio”

L’estate 2018 è caratterizzata da ripetuti temporali con precipitazioni intense. Ad esempio, sabato 21 luglio scorso, a Padova, in venti minuti si sono registrati 30 mm d’acqua (vale a dire 30 litri d’acqua per metro quadrato). Quasi contemporaneamente, a Bovolenta e Codevigo, comuni della provincia padovana, si sono registrati rispettivamente 36 mm e 34 mm d’acqua. A causa del forte vento, numerosi alberi sono stati sradicati ed i loro rami si sono spezzati; le foglie e la vegetazione hanno rapidamente intasato le caditoie stradali impedendo all’acqua di defluire.

Allagamenti. Pre-alleartati dalle previsioni meteo, gli impianti idrovori gestiti dal Consorzio di bonifica Bacchiglione sono entrati in funzione scaricando nei fiumi Brenta e Bacchiglione oltre 350 mila metri cubi d’acqua. Cinque squadre, composte complessivamente da 18 operai del Consorzio, hanno operato dalle ore 18.00 di sabato alle ore 3.00 di domenica, con il coordinamento del personale tecnico, intervenendo sul territorio padovano per il controllo di canali e manufatti e per la pulizia delle griglie dal materiale trasportato dalla corrente. Ciò nonostante, in alcune zone di Padova ed in alcuni comuni della provincia si sono verificati degli allagamenti.

Il punto critico sono state le caditoie lungo le strade dei centri abitati che, durante questi eventi meteo, si intasano in breve tempo. “Bisognerà ripensare alla conformazione delle caditoie ma, soprattutto, dobbiamo imparare che l’acqua ha bisogno del suo spazio”, commenta in proposito Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio Bacchiglione.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

 

Nato Venetoambientenews.it, il nuovo portale della Regione Veneto dedicato ad ambiente e protezione civile

Quasi mille persone sono all’opera ogni giorno per il controllo ambientale in Veneto. Un lavoro silenzioso ma fondamentale che, tranne in caso di emergenze, arriva all’attenzione dell’opinione pubblica. Per farlo conoscere, ma anche per restare aggiornati in materia di ambiente, difesa del suolo e protezione civile è stato attivato dalla Regione Veneto il nuovo portale www.venetoambientenews.it.

Nel sito web sono stati fatti confluire link e notizie utili agli addetti ai lavori e al cittadino. Sono infatti presenti documentazione e modulistica utili a partecipare, ad esempio, ai bandi aperti dalla Regione, come quelli per la rottamazione delle vecchie stufe e dei veicoli inquinanti. Nel portale si possono consultare le previsioni meteo dell’Arpav – “le uniche veramente attendibili”, ha detto Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente – e gli avvisi di criticità emessi dal Centro Funzionale Decentrato della protezione civile regionale. Inoltre, sono stati inseriti anche gli interventi effettuati in Veneto per la difesa del territorio, opere per 500 milioni di euro e altre in progettazione per 400 milioni.

Protezione civile. Nel corso della presentazione, Bottacin ha evidenziato la parte dedicata alla protezione civile. “In Veneto – ha detto – possiamo contare sul prezioso apporto dei volontari. Oltre 500 organizzazioni, con circa 18 mila volontari altamente addestrati. Credo che debbano essere valorizzati e vogliamo dare la massima visibilità al loro lavoro, che vale anche sotto il profilo economico. Solo l’ANA (Associazione Nazionale Alpini) ha calcolato nel 2017 un’attività pari a 2.351.000 ore-uomo, corrispondenti a 65 milioni di euro, che non sono stati a carico dei cittadini”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

22 luglio 2018, in Cansiglio (Bl) si parla di lupi e orsi tra i fiori del Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni

Quattro chiacchiere sul ritorno in Cansiglio dei grandi predatori sulle Alpi – orsi e lupi -, l’importanza del loro ruolo per biodiversità e catene alimentari. Questo l’argomento proposto dall’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino Botanico Alpino che, nel corso dell’estate, oganizza eventi e visite guidate al Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni, gestito da Veneto Agricoltura, insieme al Museo dell’Uomo in Cansiglio (info eventi a questo link)

L’evento, a ingresso gratuito, è organizzato in collaborazione con NaturalmenteGuide, inizia alle 16.30, dopo la visita guidata al Giardino, in programma alle 15.00, per terminare verso le 17.30 (costo ingresso al Giardino: biglietto intero adulti 3 euro, biglietto ridotto ragazzi di età 14-18 anni 1 euro, gruppi adulti oltre 10 persone 2 euro. Ingresso gratuito minori di 14 anni accompagnati da un adulto, disabili e loro accompagnatori).

Il Giardino Botanico Alpino del Cansiglio, dedicato alla memoria del prof. Giovanni Giorgio Lorenzoni, docente all’università di Padova, è localizzato in una posizione centrale dell’altipiano del Cansiglio. Attualmente occupa un’area carsica di tre ettari a 1.000 metri di quota ed è articolato in diversi livelli con aiuole, prati e zone boscate dove vengono ospitate più di 700 specie botaniche tipiche dell’aerale circostante. La struttura in questi anni ha continuato ad evolversi e a perfezionarsi, mantenendo le sue finalità didattiche, di ricerca scientifica e di tutela della fauna alpina. Il Giardino è  aperto da giugno a settembre il Mercoledì, Giovedì, Venerdì: ore 10.00 – 12.00 / 13.00 – 17.00 Chiuso Lunedì e Martedì Sabato, Domenica e festivi : ore 10.00 – 12.30 / 14.00 – 18.00. Visite guidate alla domenica ore 15.00 Agosto: sabato ore 15.00 domenica e Ferragosto ore 10.30 – 15.00

Fonte: Associazione Naturalistica Lorenzoni -Amici del Giardino Botanico Alpino

Concorso di comunicazione e creatività sui cambiamenti climatici, opere da presentare entro il 15 ottobre 2018

L’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia e con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, del CMCC – Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, del WWF Italia, di Legambiente e di ISDE Italia – Medici per l’ambiente, indicono la sesta edizione del concorso internazionale di comunicazione e creatività “Climate change 2018-The grand challange” per opere sul tema dei cambiamenti climatici.

Obiettivo del concorso. E’ quello di incentivare un approccio interpretativo e attivo nei confronti di temi ambientali, con richiamo alla Strategia 2020, in particolare al pilastro dell’Europa Sostenibile. Il target del concorso sono tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 15 anni al momento della scadenza della consegna degli elaborati. Sono ammessi sia autori individuali sia in forma di collettivo o enti formali.

Tipologia delle opere. Opere di scrittura inedite: elaborati di scrittura di qualsiasi genere, in lingua italiana. Sono previsti limiti massimi di lunghezza.
Altri tipi di opere e progetti: opere e progetti inediti di comunicazione creativa realizzati attraverso le tecniche e le modalità espressive più diverse. Le opere dovranno essere inviate attraverso posta elettronica all’indirizzo concorso@cut.it entro le ore 24.00 del 15 ottobre 2018. La premiazione avrà luogo venerdì 30 novembre 2018 a Venezia con la presentazione delle opere creative e degli autori selezionati dal concorso.

Maggiori info: www.cut.it oppure www.unive.it/cambiamenticlimatici Comune di Venezia Europe Direct Venezia Veneto Ca’ Farsetti, San Marco 4136 – 30124 Venezia numero verde 800 496200
www.comune.venezia.it/europedirect 
infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct Venezia Veneto