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Gestione dei residui della potatura agricola, il 13 dicembre 2018 a Lozzo Atestino (Pd) il primo di due incontri volti a dare valore alla biomassa

L’area del GAL Patavino sta affrontando i problemi ambientali che derivano dalla cattiva gestione della biomassa agricola da potatura di colture legnose, tramite il progetto Biomassa A+. A tal fine, sono organizzate 2 serate informative rivolte ad aziende agricole del territorio, Enti pubblici, Associazioni di categoria del mondo agricolo, cooperative sociali agricole. Il primo incontro è previsto il 13 dicembre 2018 dalle ore 20.30 nella sala congressi del Credito Cooperativo Colli Euganei, piazza delle Fratte n. 1 a Lozzo Atestino (PD).

Il progetto. In un’area a coltivazione agricola, è ampiamente riconosciuto che la scorretta gestione dei residui della potatura costituisce un serio pericolo per la salubrità ambientale e colturale, con una serie di ripercussioni sulle redditività aziendali. E’ ormai noto che nel caso di problematiche legate alla presenza di piante non sane, la trinciatura dei residui e il successivo interramento possono comportare un ritorno fitosanitario negativo.

Innovativi modelli organizzativi. Il progetto Biomassa A+ intende agire sulla filiera biomassa di scarto delle filiere viticola, olivicola e frutticola nel territorio della bassa padovana. La proposta, attraverso un percorso di innovation brokering, è incentrata sulla creazione della filiera attraverso l’applicazione di innovativi modelli organizzativi, con la partecipazione in un gruppo di lavoro delle aziende agricole che producono il residuo di potatura, le strutture intermedie che si occuperanno di raccolta e gli Enti pubblici rappresentativi del territorio. L’obiettivo è ottenere risultati concreti in termini di raccolta della biomassa e al successivo conferimento ad impianti termici e/o centrali di cogenerazione in grado di assorbire la materia prima raccolta, dando valore alla filiera. Il progetto si inserisce nell’ambito del Progetto Chiave del PSL del GAL Patavino “Le nuove energie, la nostra accoglienza”.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

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4 Dicembre 2018, nell’ambito di For, il Festival per la Terra in corso a Venezia, appuntamento con la Natura anche in Orto Botanico di Padova

Martedì 4 Dicembre, dalle 14, l‘Orto botanico di Padova organizza un interessante appuntamento nell’ambito di For- Festival per la Terra in corso a  Venezia.

Dalle 14 alle 15.30 ci sarà la proiezione di Before the Flood, il documentario di Fisher Stevens presentato al Toronto International Film Festival, che raccoglie le interviste di Leonardo Di Caprio alle più importanti personalità internazionali sul cambiamento climatico che sta investendo il pianeta. La proiezione del film sarà seguità dalla discussione con il giornalista Marco Cattaneo, direttore de “Le Scienze” e “National Geographic Italia”.

Dalle 15.30, si parlerà di arte e scienza con l’artista e curatore tedesco Freddy Paul Grunert e l’architetto museografo e docente del Politecnico di Milano Cristina Fiordimela. Entrambi gli appuntamenti sono gratuiti, su prenotazione: Before the Flood e Conversazione.

Fonte: Servizio stampa Orto botanico di Padova

Grandi margini di sviluppo in Veneto nell’energia verde

“In un Italia che corre verso il “green” c’è un Veneto forte in alcune produzioni ma, nel complesso, ancora indietro rispetto alla media nazionale”, ha affermato Agostino Bonomo,  presidente Confartigianato Imprese Veneto, nel corso del secondo incontro del ciclo, patrocinato da Argav, “Innovare e competere con l’Economia Circolare”, in questo caso dedicato all’energia, organizzato dall’associazione lo scorso 24 novembre a Villa Ottoboni di Padova.

A moderare il dibattito, il consigliere Renzo Michieletto. Ai saluti di Roberto Boschetto e Agostino Bonomo, rispettivamente presidente di Confartigianato Imprese Padova e Veneto, sono seguiti gli interventi di: Renato Grimaldi (Ministero dell’Ambiente Direzione Generale per il Clima e l’Energia), Antonio Disi (Enea), Edoardo Battisti (Arera – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) e Loris Rui (Caem – Consorzio Acquisti Energia e Multiutility). Due le esperienze concrete: Eleonora Carta The Energy Audit; Antonio Iacchetti Ribes Tech. Le conclusioni sono state a cura di Francesco Giacomin, direttore di Confartigianato Imprese Veneto.

L’incremento dei prezzi delle commodities energetiche importate ha rimesso al centro dell’agenda i temi della dipendenza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili (FER). A luglio 2018 si consolida al 30,1% il rialzo dei prezzi delle importazioni di energia e, nell’ultimo Documento di economia e finanza, si stima che quest’anno l’aumento del prezzo del petrolio determini un effetto depressivo di 0,4 punti di PIL. La dipendenza energetica dell’Italia, misurata dal rapporto percentuale tra importazioni nette e consumo interno lordo, è al 77,5%, di 23,9 punti più alta della media Ue ed è la più elevata tra i maggiori paesi Ue.

Energia da fonti rinnovabili, Veneto al quattordicesimo posto in Italia. In parallelo, l’ultimo confronto europeo disponibile per il 2016 indica che in Italia la quota di energia da fonti rinnovabili è salita al 17,4%, di 4 decimi superiore al 17,0% dell’Unione europea a 28. In particolare nel settore elettrico la quota di FER è del 34,0%, maggiore di quasi cinque punti al 29,6% dell’Ue a 28. I dati certificati dal dossier realizzato dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto, su fonte Terna e UnionCamere, per il 2018 fanno emergere infatti che, la produzione media da FER per abitante, in Italia vale 1.718 kWh ed è più elevata che nella nostra Regione. Sono infatti 1.418 i kilowatt/ora che ogni veneto “genera” attraverso le fonti di energia rinnovabile quali l’idroelettrico, l’eolico, il fotovoltaico e le biomasse. Un dato che pone il Veneto al quattordicesimo posto in Italia, in una classifica che vede ai primi tre posti Valle d’Aosta, Basilicata e Molise. Per fortuna che il fotovoltaico nella nostra regione ha il secondo tasso di crescita (+9,2%) d’Italia dietro al Friuli Venezia Giulia (+11,4%)”.

Un comparto economico vivace nonostante la crisi. Consistente anche il numero delle imprese interessate che operano, direttamente o indirettamente, nel settore; oggi sono 7.842 quelle che realizzano, montano e manutengono motori, generatori, impianti elettrici, turbine, e pannelli fotovoltaici, che producono energia, e trasformano le biomasse. “Nonostante la crisi e le incertezze legate al drastico ridimensionamento degli incentivi statali per le rinnovabili – commenta Bonomo – cresce la produzione e reggono bene anche le aziende legate ai servizi, alla manutenzione degli impianti e alla generazione dell’energia stessa. Ciò fa bene all’ambiente e all’economia. I numeri sottolineano la vivacità di un comparto che punta sull’eco-efficienza e che offre grandi potenzialità di sviluppo alle piccole imprese, sia in termini di innovazione, sia del mantenimento dei posti di lavoro. Stiamo subendo enormi perdite economiche a causa dei cambiamenti climatici, ultimo solo in termini di tempo quanto avvenuto nelle nostre montagne quasi un mese fa”.

Tecnologie dell’energia occasione di innovazione e competitività. Ma al di là delle stime di lungo periodo, che hanno come noto un’attendibilità relativa, è indubbio che siamo di fronte ad uno scenario, sia sul piano locale, che sul quello globale, fortemente orientato a generare interesse e peso economico crescente, attorno al tema dell’energia. Per fortuna, la tecnologia è dalla nostra parte in questa battaglia, aiutandoci a rendere possibile il raggiungimento di obiettivi ambiziosi, a cominciare dalle tecnologie dell’energia che diviene quindi, oggi più di ieri, una formidabile occasione d’innovazione e di competitività. Il sistema veneto di Confartigianato, a fianco delle imprese associate, è impegnato a trovare risposte alla duplice esigenza di limitare, da un lato, gli aspetti problematici legati all’energia, come i costi e gli effetti ambientali, e di massimizzare, dall’altro, le opportunità per le imprese. Nella convinzione che oggi, più di ieri, possiamo coniugare ambiente e sviluppo intelligente, l’iniziativa di Confartigianato nasce quindi dalla necessità di poter essere più efficacemente leva di sviluppo a fianco delle imprese, facilitandone l’accesso alle opportunità, dall’altro di essere attori propositivi nelle politiche che possono accelerare questi processi.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Ambiente, siglato protocollo tra Direzione nazionale antimafia e Commissario alle bonifiche e discariche abusive contro il traffico illecito di rifuti

Il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e il Commissario straordinario alle bonifiche e discariche abusive Giuseppe Vadalà hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori di bonifica e messa in sicurezza del territorio, e contro il traffico illecito dei rifiuti.

Mappa di legalità. Il protocollo consentirà di realizzare, per ogni sito da regolarizzare, una ‘mappa di legalità’ volta a monitorare società, mezzi e manodopera impegnate nei cantieri, al fine di bloccare per tempo le possibili infiltrazioni criminali. “Una collaborazione che punta a migliorare la circolarità informativa e agevolare il monitoraggio sulla filiera del ciclo dei rifiuti – ha dichiarato Cafiero de Raho – nella prospettiva di approntare strumenti sempre più efficaci per far fronte agli allarmanti fenomeni che sempre più spesso interessano il territorio nazionale. Si pensi – ha aggiunto – al preoccupante sviluppo di incendi all’interno dei centri di deposito e trattamento di rifiuti che, oltre a essere fonte di danni all’ambiente e alla salute pubblica, è un chiaro indice di condotte riconducibili al traffico illecito di rifiuti potenzialmente a rischio di infiltrazione mafiosa“.

Una collaborazione virtuosa da replicare. “Siamo grati al Procuratore nazionale, che non ha esitato a cogliere gli aspetti innovativi di questa collaborazione – ha dichiarato Vadalà – dando la possibilità all’ufficio del Commissario di migliorare la conoscenza di fatti e persone, per poter prevenire al meglio le infiltrazioni della criminalità organizzata in questo settore e in questi appalti. Così facendo – ha aggiunto – si attua una importante operazione di salvaguardia della legalità nei momenti di esecuzione dei lavori. Inoltre, questa attività ci consentirà di tracciare una mappa aggiornata sulla presenza e virulenza territoriale delle mafie nel settore delle bonifiche, messa in sicurezza e gestione dei rifiuti. Un esempio virtuoso da replicare anche in altri settori di prevenzione e contrasto dei crimini ambientali”.

Fonte: Ministero dell’Ambiente

Uragano nel Bellunese, problematico il recupero del legname delle piante abbattute, Confartigianato Imprese Veneto chiede a Zaia l’apertura di un tavolo guida per ridurre dispersioni e privilegi

“Ogni giorno che passa è un piccolo regalo che facciamo agli speculatori! A dirlo è Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, che ha scritto al Commissario per l’emergenza Luca Zaia chiedendo l’apertura di un Tavolo Guida che riduca dispersioni e privilegi.

Le problematiche. A tre settimane dalla tempesta di vento e pioggia che si è abbattuta sul Veneto, non è ancora possibile, infatti, fare una conta precisa. Restano le stime di milioni di alberi tra Veneto Friuli e Trentino, di cui circa 1 milione solo in Veneto tra le province di Treviso Belluno e Vicenza, fatte a poche ore dal disastro. Eppure il sistema satellitare europeo Copernicus avrebbe dovuto, in 15 giorni, dare una lettura precisa sia del numero di piante abbattute, della loro localizzazione e soprattutto una mappatura delle tipologie di alberi a terra. “C’è confusione di proposte di scelte da parte dei diversi proprietari, privati o regole che siano -spiega Bonomo -. C’è la pressione speculativa di operatori fuori Veneto (Trentini e Austriaci). Abbiamo chiesto in sede di audizione sul bilancio di previsione 2019 uno stanziamento per interventi a favore della componente produttiva e di stoccaggio. Potremmo anche immaginare di riaprire impianti, di prima lavorazione del legno, chiusi negli scorsi anni”.

Disponibilità del mondo artigianale. Continua Bonomo: “Desidero ribadire la piena disponibilità della Federazione Regionale che presiedo a collaborare sui temi posti dalle conseguenze del maltempo. Come sistema abbiamo già stanziato linee di intervento, per imprese e lavoratori, operate dagli Enti Bilaterali dell’artigianato Veneto EBAV, Edilcassa Veneto e dal sistema dei nostri Confidi che hanno già concordato con gli istituti di credito condizioni di favore per le imprese colpite e la sterilizzazione dei cosi di istruttoria. La Confartigianato Imprese Veneto resta a disposizione, anche con l’apporto che può dare la collega Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno e titolare di un impianto di prima lavorazione del legno in Forno di Zoldo”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

“Chiudere da subito la stagione venatoria sulle Dolomiti venete, friulane, trentine e bolzanine”: è l’appello di Mountain Wilderness Italia alle amministrazioni regionali delle Dolomiti. E domenica 11 novembre, l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer organizza la 31^ marcia in difesa della Foresta del Cansiglio.

Mountain Wilderness Italia, associazione di alpinisti per la tutela dell’ambiente montano ha fatto un appello – che volentieri condividiamo di seguito – alle amministrazioni regionali delle Dolomiti chiedendo di sospendere da subito la caccia dopo il disastro alluvionale occorso a fine ottobre nel Triveneto.

“La frustata di vento subita da tutte le aree boscate delle Dolomiti è stata impressionante. Una prima valutazione porta a una schiantata diffusa che si aggira sui 5 milioni di metri cubi di legname. Sono state abbattute foreste mature ma anche boschi giovani, ancora perticaie. Migliaia di ettari di superfici impervie sono devastate. Si impiegheranno decenni per recuperare queste enormi aree, per vederle ancora coperte di vegetazione varia. Decenni di impegno dei servizi forestali, dei proprietari pubblici e privati dei boschi sono stati cancellati in poche ore”.

“Una foresta distrutta non significa solo piante. La foresta è come una città, è un insieme di vite e significati che l’uomo ancora non è riuscito a comprendere nella sua complessità. In queste enormi distese sono rimasti uccisi decine di migliaia di animali selvatici, non solo i grandi ungulati (cervi, caprioli, daini), ma anche altra pregiata fauna selvatica. Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti, a quelle delle province autonome, perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia. Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare, tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile”.

“Il prossimo anno andranno ripresi i censimenti, seri, attuati certo dai volontari, ma anche con l’apporto diffuso delle autorità preposte alla vigilanza: carabinieri – forestali, agenti venatori, polizia locale di vigilanza boschiva. Solo sulla base di censimenti gestiti e controllati dall’ente pubblico si potrà poi valutare se vi saranno o meno le condizioni per riaprire l’attività venatoria a qualche specie faunistica. Al momento, un minimo di rispetto deve portare tutte le sensibilità culturali e politiche dei territori delle Dolomiti a sostenere l’immediata e definitiva chiusura della caccia per la stagione 2018″.

11 novembre, tutti in marcia in difesa della foresta. Nel 1987 erano meno di una decina, l’anno dopo, in 2000. Da quell’anno in poi, alpinisti e ambientalisti non hanno mai smesso di trovarsi per marciare in difesa della Natura e, in particolare, dell’Antica Foresta del Cansiglio e lo stesso faranno domenica 11 novembre. Il ritrovo è alle ore 9.30 nel piazzale del ristorante S. Osvaldo al centro della Piana. Il maltempo di fine ottobre ha provocato dei danni notevoli anche alla foresta del Cansiglio, molto minori di quelli subiti dalle foreste del Cadore, Carnia, Altopiano di Asiago, Paneveggio, Latemar ecc… ma comunque rilevanti. Le aree più colpite in Cansiglio sono state Pian Rosada, Vivaio, Pian Canaie, proprio le zone da cui tradizionalmente si parte con la marcia verso Casera Palantina. Vista la difficile situazione, così come anche consigliato dal CAI nei giorni scorsi di evitare i sentieri nelle aree di foresta compromessa, è stato deciso di spostare l’incontro in Pian Cansiglio. Si parte alle ore 10 per il villaggio Cimbro de Le Rotte e da qui, attraverso il sentiero dei Cimbri, fino al villaggio di Vallorch per poi scendere fino al Rifugio escursionistico Casa Vallorch, l’edificio a cui con un incendio doloso un anno fa, ad una settimana dalla manifestazione contro la vendita dell’ex albergo San Marco, è stato bruciato il tetto. Arrivati al Rifugio Vallorch circa alle ore 12, ci si fermerà per una colazione al sacco, per fare il punto sul Cansiglio in generale, sui lavori di recupero al rifugio stesso, sulla situazione attuale dopo le avversità atmosferiche e sul futuro della gestione della foresta, sui tentativi ancora in atto di vendita del San Marco, sulle nostre possibili azioni future e in più qualche intervento musicale. Partenza circa alle 14 per proseguire lungo il sentiero naturalistico S nella faggeta, per poi scendere lungo il perimetro della ex base Nato ( Caserma Bianchin), costruita negli anni ’60 del secolo scorso in pieno periodo di Guerra Fredda, ora tutta bonificata tranne un hangar adibito a spazio multiuso (ricettivo e culturale), per ritornare al parcheggio del S. Osvaldo circa alle 15 e concludere la giornata con la presenza davanti all’ex albergo San Marco. Per informazioni, Ecoistituto del Veneto Alex Langer 041.935666 329.9611323.

Fonte: Mountain Wilderness Italia ed Ecoistituto del Veneto Alex Langer

#Venetoinginocchio. Post alluvione, fronte comune aree montane del Veneto per chiedere interventi eccezionali di sgombero e stoccaggio piante cadute

Un allarme nell’emergenza post alluvione di fine ottobre arriva dal sistema veneto delle imprese boschive. Confartigianato Imprese Veneto, Confartigianato Belluno e Confartigianato Vicenza, assieme al Consorzio Imprese Forestali del Triveneto hanno spedito ieri un’accorata lettera di richiesta di aiuto al Governatore Luca Zaia, agli assessori regionali competenti oltre che alle Unità Organizzative Forestali di Belluno e Vicenza chiedendo interventi straordinari che aiutino a gestire l’urgente sgombero del materiale schiantato a terra (si stima in Veneto superi abbondantemente il milione di metri cubi), il suo stoccaggio e a programmare il risanamento e ripristino delle foreste danneggiate da fitopatie, infestazioni parassitarie ed eventi climatici.

Le azioni richieste. Le quattro organizzazioni chiedono prioritariamente: di aumentare la disponibilità finanziaria della misura 8.6.1 F.A. 2A (investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali), concedendo anche la possibilità di eventuali deroghe sostanziali rispetto agli investimenti ammessi a finanziamento; stilare prontamente un altro bando, prima della fine del periodo programmatico, per la misura 8.6.1 F.A. “2A” e “5C”, provvedendo a ridistribuire le dotazioni del PSR tra le diverse misure e mutando la cronologia dei bandi. Queste azioni permetterebbero di aumentare il grado di competitività delle imprese in loco, che potrebbero assumere nuova forza lavoro, a tutto vantaggio del tessuto imprenditoriale veneto, nonché dell’economia locale e montana in generale, affrontando le criticità in essere con le maggiori ricadute sociali.

Ridurre al minimo le possibili speculazioni estere. “Chiediamo – recita ancora la lettera – un coordinamento regionale per gestire l’emergenza al fine di organizzare attentamente le operazioni di sgombero e di vendita del materiale schiantato e pericolante, mediante un’azione condivisa con i proprietari pubblici e privati, le comunità locali, le imprese dei territori colpiti e quelle italiane di settore, riducendo al minimo le possibili speculazioni estere. Per questo riteniamo necessario un appoggio scientifico dell’Università degli studi di Padova allo scopo di rafforzare le operazioni del personale regionale dei vari uffici forestali. In tal senso, si ritiene utile ipotizzare soluzioni alternative ed estreme di stoccaggio del materiale legnoso più pregiato, anche mediate l’utilizzo dei principali laghi montani, nonché coordinare lo stoccaggio su piazzali in zone agricole disseminate nel Triveneto, al fine di calmierare il mercato e sostenere i proprietari e le imprese locali”.

Priorità d’intevento a imprese venete e poi italiane. Si ritiene che, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, in questa situazione di emergenza, i cui effetti a lungo termine ricadranno nuovamente sul territorio colpito e sulle imprese locali in primis, dovrebbe essere data una priorità d’intervento alle imprese venete e successivamente italiane, al fine di non “svendere” o peggio ancora “regalare” il nostro legname al mercato estero calmierando i prezzi e ponendo in essere un efficace contenimento degli effetti negativi.

Rivedere le misure già esistenti. “Le nostre imprese regionali -spiegano da Confartigianato- si stanno organizzando per realizzare piazzali di stoccaggio, almeno dei tronchi conservabili, al fine di regolare lo sfruttamento in modo progressivo, cercando di sostenere il mercato di filiera. Riteniamo che vadano velocemente ripresentate e adeguatamente sostenute con risorse proporzionate le misure già esistenti del Piano di Sviluppo Rurale in grado di poter contribuire ed affrontare l’attuale crisi: 8.4.1 – Risanamento e ripristino foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie e eventi climatici; 8.5.1 – Investimenti per aumentare la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione delle foreste; 4.3.1 – Sostegno a investimenti nell’infrastruttura necessaria allo sviluppo, all’ammodernamento e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura. Quest’ultima dovrebbe essere modificata allo scopo di permettere la reale manutenzione straordinaria della rete viaria silvopastorale regionale, al fine di consentire lo sgombero del materiale schiantato ed evitare un massiccio abbandono del territorio, con conseguenze pesantissime “oltre alle risorse straordinarie che dovrebbero sostenere i proprietari forestali pubblici e privati o attraverso indennizzi o attraverso contributi per il recupero dei boschi schiantati”.

Necessario un piano pluriennale. “Nel medio e lungo periodo -conclude la nota-, risulta altresì doveroso e auspicabile iniziare a programmare fin da subito il nuovo periodo programmatico “2021-2027” del Piano di Sviluppo Rurale con azioni ad hoc, precise e specifiche a sostegno del settore forestale, dei proprietari e delle imprese della filiera con lo scopo di contenere i danni, risolvere e sostenere l’economia locale e contribuire alla predisposizione di un modus operandi volto a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, non dimenticando la cura del paesaggio e dell’ambiente quale volano per questi territori”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto