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Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione, sino al 27 maggio 2018 tante iniziative in programma nel Bel Paese. A San Donà di Piave (Ve), dal 24 maggio c’è anche il Festival Terrevolute.

Idrovora di Codevigo (Pd)

Si terrà sino al 27 maggio la tradizionale Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, promossa ogni anno dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) e giunta alla 17° edizione; lo slogan di quest’anno – Politiche dell’acqua, motore di vita ed investimento per l’economia. i consorzi di bonifica protagonisti per lo sviluppo dei territori – si inserisce nell’impegno di ANBI per promuovere le potenzialità produttive ed occupazionali di investimenti infrastrutturali nella gestione delle risorse idriche.

Durante la “Settimana” i Consorzi di bonifica “apriranno le porte” al territorio con centinaia di iniziative (visite guidate, concorsi scolastici, contest artistici, convegni, manifestazioni sportive, passeggiate, biciclettate, concerti…) lungo tutta la Penisola; ne saranno protagoniste assolute le “cattedrali dell’acqua”, autentici capolavori dell’ingegneria e dell’architettura idrauliche, aperti straordinariamente al pubblico (maggiori info eventi Italia www.anbi.it, eventi in Veneto www.anbiveneto.it).

Il Festival. Si naugura giovedì 24 maggio alle 9.30 nell’auditorium del Centro Culturale Leonardo da Vinci di San Donà di Piave Terrevolute, il Festival della Bonifica organizzato da Anbi Veneto e Università di Padova a San Donà di Piave (Ve). La manifestazione si protrarrà fino a domenica 27 maggio con spettacoli, convegni, esposizioni e tour e rappresenta l’evento a caratura nazionale della Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione 2018. Al taglio del nastro parteciperanno il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi, il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, il vice presidente della Regione del Veneto Gianluca Forcolin, il sindaco di San Donà di Piave Andrea Cereser, la curatrice della manifestazione prof. Elisabetta Novello (Università di Padova); il prorettore dell’Università degli Studi di Padova prof. Tomaso Patarnello; il presidente del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale Giorgio Piazza.

Programma. Dopo l’inaugurazione, sempre nell’auditorium Leonardo da Vinci si terrà il primo simposio scientifico dal titolo “Rigenerare la Città”, coordinato da Lucia Bortolini docente dell’Università di Padova Tesaf (Dipartimento Territorio e Sistemi; nel pomeriggio, moderato da Graziano Paulon, direttore tecnico del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (sempre all’auditorium Leonardo da Vinci) sarà proiettato alle 18 nella Sala Ronchi, sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (Piazza Indipendenza), il documentario Terrevolute diretto da Elisabetta Novello e Michele Angrisani. Alle 21.00 in piazza dell’Indipendenza sarà allestito lo spettacolo “Pescatori di frodo” con Mirko Artuso e Massimo Cirri, quest’ultimoconduttore della trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2. Lo spettacolo è gratuito, priorità di posto sarà data a coloro che si sono registrati nel sito www.festivalbonifica.it

Numeri e nomi del Festival. 4 giorni, 8 spettacoli in piazza, 5 convegni, oltre 40 esperti da tutta Italia (e non solo), e poi tour in bicicletta, in bus, in barca e anche in aereo (questi a pagamento, prenotazione sempre sul sito dell’evento), esposizioni e mercatini. Tutto questo è il Festival della Bonifica evento dedicato a territorio e paesaggio, al rapporto tra uomo e ambiente, alla storia e alle attività produttive in primis l’agricoltura: punto di partenza è l’assunto che gran parte dei territori di pianura sono stati resi abitabili grazie a un lavoro plurisecolare di riconfigurazione e gestione dei corsi d’acqua. L’iniziativa si rivolge alla cittadinanza ma anche a professionisti ed esperti e proprio per questo si articola in più sezioni. Dal piglio leggero e divulgativo saranno gli spettacoli in piazza dell’Indipendenza che vedranno avvicendarsi Massimo Cirri e Mirko Esposito (24/5, ore 21.00), Patrizio Roversi (25/5, ore 17.30), Mario Tozzi (“Un pianeta a secco”, 25/5, ore 21.00), Antonio Pennacchi (26/5, ore 17.30), Andrea Pennacchi e Giorgio Gobbo (“Uomini di palude” 26/5, ore 21). Chiude il Festival Luca Mercalli con la Banda Osiris con “Non ci sono più le quattro stagioni” domenica 27, alle ore 21.00, al Teatro Astra. Completano il programma i concerti di Mr Wob and the Canes (25/5, 22.30) e Giorgio Gobbo (26/5 ore 22.30) e l’incontro con lo scrittore Ulderico Bernardi (27/5, ore 12.00). L’Auditorium Da Vinci ospiterà cinque simposi scientifici con studiosi provenienti da tutta Italia e dall’estero. Sabato e domenica si terranno tour guidati nei luoghi della bonifica, iniziative gastronomiche (nel cortile del Consorzio Veneto Orientale) e mercatini a cura di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Le iniziative sono tutte gratuite previa registrazione sul sito del festival. Completa la manifestazione la mostra fotografica in piazza Indipendenza “Immingini dalla Bonifica”. Terrevolute è patrocinato da: Ministero dell’Ambiente, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Anbi, Regione del Veneto, Anci Veneto e Comune di San Donà di Piave.

Fonte: servizio stampa Anbi/Terrevolute

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Inquinamento da Pfas, giunta veneta amplia aree d’impatto e di attenzione e allarga lo screening alla popolazione pediatrica

La Giunta Regionale ha approvato ieri una delibera che ha apportato importanti modifiche al “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)”, varato nel 2016 con la delibera nr. 2133, che prevede un percorso di prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico delle patologie cronico-degenerative potenzialmente associate a Pfas, attraverso la determinazione su siero di parametri ematochimici definiti e la determinazione delle concentrazioni di dodici sostanze Pfas per valutare il loro bio-accumulo nei soggetti valutati. Con l’atto approvato, sono state ridefinite l’Area di impatto (Area Rossa A e B), l’Area riferita alle captazioni autonome ad uso potabile (Area Arancione) e l’Area di attenzione (Area Gialla), ricomprendendo al loro interno nuovi Comuni o parti di Comuni rispetto a quelli già individuati con la delibera 2133/2016, individuati sulla base dei limiti geografici comunali, ma con un metodo più preciso basato sulla identificazione della rete idrica di distribuzione.

Nella nuova “Area Rossa A” sono compresi: Alonte (VI), Asigliano Veneto (VI), Brendola (VI), Cologna Veneta (VR), Lonigo (VI), Montagnana (PD), Noventa Vicentina (VI), Orgiano (VI-nuovo), Poiana Maggiore (VI), Pressana (VR), Roveredo di Guà (VR), Sarego (VI), Zimella (VR). Nella nuova “Area Rossa B” sono, invece, ricompresi: una frazione minima del Comune di Agugliaro (VI-nuovo), Albaredo d’Adige (VR), Arcole (VR), Bevilacqua (VR), Bonavigo (VR), parzialmente il Comune di Borgo Veneto (PD-nuovo), Boschi Sant’Anna (VR), parzialmente il Comune di Casale di Scodosia (PD-nuovo), Legnago (VR), una frazione minima del Comune di Lozzo Atestino (PD-nuovo), una frazione minima (Catena) del Comune di Megliadino San Vitale (PD-nuovo), una frazione minima del Comune di Merlara (PD-nuovo), Minerbe (VR), Terrazzo (VR), Urbana (PD), parzialmente il Comune di Val Liona (VI-nuovo), Veronella (VR).

Ridefiniti i confini di estensione dell’Area Arancione, attraverso la ricostruzione aggiornata del plume di inquinamento a cui si è aggiunta un’ulteriore fascia perimetrale cautelativa di 500 metri di ampiezza, in considerazione dell’incertezza nella misurazione e delle possibili variazioni geometriche del plume, in relazione a fattori idrochimici, idrologici e storici.Pertanto, sono ricompresi i seguenti Comuni: parzialmente il Comune di Altavilla Vicentina (VI), una frazione minima del Comune di Arcugnano (VI), parzialmente il Comune di Arzignano (VI) (Confine est), parzialmente il Comune di Creazzo (VI), una frazione minima del Comune di Gambellara (VI), parzialmente il Comune di Montebello Vicentino (VI), parzialmente il Comune di Montecchio Maggiore (VI), una frazione minima del Comune di Monteviale (VI), parzialmente il Comune di San Bonifacio (VR) (Locara- Lobia), parzialmente il Comune di Sovizzo (VI), parzialmente il Comune di Trissino (VI) (Colombara), parzialmente il Comune di Vicenza (Vicenza Ovest).

Modificata l’Area Gialla (area di attenzione), come di seguito descritto: Agna (PD), una frazione maggiore di Agugliaro (VI), Albettone (VI), Anguillara Veneta (PD), una frazione maggiore di Arcugnano (VI), Arre (PD), Bagnoli di Sopra (PD), Baone (PD), Barbarano Mossano (VI), Battaglia Terme (PD), Campiglia dei Berici (VI), parzialmente Casale di Scodosia (PD), Castegnero (VI), Castelbaldo (PD), Cavarzere (VE), Cervarese Santa Croce (PD), Cinto Euganeo (PD), Cona (VE), Conselve (PD), Este (PD), Granze (PD), Longare (VI), una frazione maggiore di Lozzo Atestino (PD), Masi (PD), una frazione maggiore di Megliadino San Vitale (PD), una frazione maggiore di Merlara (PD), Monselice (PD), Montegaldella (VI), Nanto (VI), Pernumia (PD), Piacenza d’Adige (PD), Pozzonovo (PD), Rovolon (PD), San Pietro Viminario (PD), Sant’Elena (PD), Sant’Urbano (PD), Solesino (PD), Sossano (VI), Tribano (PD), parzialmente Val Liona (VI), Vescovana (PD), Vighizzolo d’Este (PD), Villa Estense (PD), Villaga (VI), Vo’ (PD). Resta invece invariata la definizione di Area Verde, di cui alla D.G.R. n. 2133/2016.

“Chiamata attiva”, aggiornamento procedura. Sulla base dell’esperienza acquisita nel primo periodo di avvio della sorveglianza, e al fine di migliorare il flusso comunicativo con la popolazione coinvolta, con la nuova delibera si è reso necessario procedere anche ad un aggiornamento della procedura organizzativa di invito e di somministrazione del questionario, rispetto al percorso di “chiamata attiva” della popolazione target. Inoltre, con riferimento al sottogruppo della popolazione dei “lavoratori” ed ex-lavoratori della Ditta Miteni S.p.A. di Trissino (VI), continua la loro chiamata attiva di cui alla delibera 1191 del 01/08/2017, che ha esteso anche a questi soggetti super-esposti il Piano di sorveglianza sanitaria, approvando altresì il relativo Questionario.

Piano esteso a bambini e adolescenti. Con la nuova delibera, sulla base dei dati osservati dopo il primo anno di sorveglianza, si è ritenuto opportuno, a partire dal 2018, estendere il Piano di sorveglianza sanitaria anche alla popolazione pediatrica residente nell’area di massima esposizione, invitando attivamente i bambini di 9 e 10 anni (coorti 2009-2008) e gli adolescenti di 15 anni di età (coorte 2003). L’intervento seguirà i principi ispiratori del Piano di sorveglianza sanitaria già in essere, ponendosi come obiettivo la prevenzione e individuazione precoce delle alterazioni endocrino-metaboliche potenzialmente associate all’esposizione a Pfas e ad altri fattori di rischio genetici e comportamentali nel bambino/adolescente. Nell’arco di cinque anni si raggiungerà il saldo delle coorti coprendo tutti i nati dal 2014, anno di piena funzionalità dei filtri a carboni attivi, con conseguentemente significativo abbattimento delle sostanze Pfas presenti nelle acque potabili. Se nell’ambito del biomonitoraggio si dovesse mantenere elevata la concentrazione di Pfas nel plasma dei soggetti testati, la chiamata attiva continuerà a regime con la coorte dei nati del 2015.

Controllo. Infine, nella nuova delibera si è precisato che ai soggetti che hanno effettuato il primo studio di biomonitoraggio con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, previsto dalla delibera n. 565/2015, sarà effettuato dopo almeno 24 mesi il controllo delle sostanze Pfas e degli esami ematochimici offerti attualmente alla popolazione presa in carico. Saranno chiamati anche quei soggetti dell’area di controllo già coinvolti.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto

24 maggio 2018, evento formativo per giornalisti organizzato da Argav/Odg Veneto in collaborazione con Anbi e Università di Padova a San Donà di Piave (VE) nell’ambito del Festival della Bonifica. Il 16 maggio, direttivo Argav ad Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Si intitola “Nuove sfide per il governo del territorio: rigenerare le città” l’evento organizzato da Argav nell’ambito della formazione professionale promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto (già disponibile in piattaforma, 7 crediti formativi) e che si svolgerà giovedì 24 maggio dalle 9.30 alle 17.30 nell’auditorium del centro culturale “Leonardo Da Vinci” di San Donà di Piave (Ve), in piazza Indipendenza 13.

Il Festival. L’evento si tiene in occasione della prima giornata del Festival della Bonifica “Terrevolute”, organizzato da Anbi e Università di Padova sino al 27 maggio e che porrà per quattro giorni San Donà di Piave al centro del dibattito nazionale sul rapporto tra uomo e territorio.

Temi trattati. Nel corso della giornata saranno affrontati i seguenti argomenti: aspetti tecnico normativi della rigenerazione urbana; strategie e approcci innovativi; infrastrutture verdi e gestione dei deflussi di pioggia; una proposta per prevenire le perdite delle reti idriche; nuove strategie di gestione delle acque superficiali urbane; il Rinascimento nelle manutenzioni; il caso di Firenze e dei suoi fiumi; bonifica integrata: quando la bonifica rigenera il passaggio … anche urbano. In programma anche la visita al sistema di centrali idrovore nel Veneto Orientale (trasferimento in bus).

Coordinatore della giornata il presidente Fabrizio Stelluto. Docenti saranno: Lcia Bortolini, Giuseppe Cappochin, Michelangelo Savino, Francesco Ferrini, Vincenzo Mauro Cannizzo, Marco Cattalini, Alessandro Paoletti, Marco Bottino, Carlo Bendoricchio, Sergio Grego, Lucia Bortolini, Marco Cattalini.

Direttivo Argav. Si terrà invece ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), nel circolo di campagna Wigwam, il prossimo 16 maggio alle 18.30 il direttivo Argav, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; assemblea ARGAV 2018; proposta di una commissione per selezionare i premi ARGAV; programmazione prossime attività 2017; varie ed eventuali.

12 e 13 maggio 2018, a Treviso tutto sui “Céide Fields”, gli antichi campi con muretti a secco irlandesi insigniti del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018

I Céide Fields (i campi di “Céide”, in gaelico irlandese la “collina dalla sommità piatta”) nel villaggio di Ballycastle in Irlanda, luogo scelto dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 della Fondazione Benetton Studi Ricerche, saranno al centro di alcuni momenti pubblici, in programma a Treviso sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, tra cui la cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa ed un concerto di musica antica irlandese.

Il premio. Gli appuntamenti sono organizzati nell’ambito della campagna di studio e di divulgazione del Premio, che annualmente, dal 1990, accende lo sguardo su un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione. Céide Fields è un luogo che nel secolo scorso ha rivelato, nei terreni che si spingono sul bordo della costa settentrionale della contea di Mayo, in Irlanda, la presenza ancora tangibile ed estesa di un paesaggio rurale del Neolitico, oggi forse la testimonianza europea più importante e remota delle origini del paesaggio coltivato. In questo paesaggio aspro, affacciato sull’Atlantico, il lavoro degli archeologi ha messo in luce, a partire dagli anni trenta del Novecento – con Patrick Caulfield , maestro elementare di Belderrig, la cui opera è stata proseguita dagli archeologi Seamas Caulfield , Gretta Byrne e altri – in un territorio ricco di diverse testimonianze archeologiche, un vasto reticolo di muretti destinati a suddividere il territorio in pascoli e coltivi, una geometria sommersa dai cambiamenti climatici, con il ritiro delle foreste, la sparizione dei prati e il lento accumulo di uno spesso manto di torba, che ha preservato questo sistema di manufatti fino ai nostri giorni, per oltre cinquemila anni. Studiosi e testimoni del luogo designato, con il Comitato scientifico della Fondazione, interverranno nei diversi momenti pubblici in programma a Treviso.

sabato 12 maggio pomeriggio. ore 17, Teatro Comunale Mario Del Monaco, Treviso. Cerimonia pubblica del Premio Carlo Scarpa. La cerimonia, coordinata da Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, prevede: la proiezione del film documentario realizzato dalla Fondazione Céide Fields. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018, regia di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi; un racconto di Luigi Latini sul luogo designato e le parole chiavi di questa edizione del Premio; la lettura della Motivazione del Premio, a cura di Patrizia Boschiero (coordinatrice della attività del Premio Carlo Scarpa) e la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa, simbolo del riconoscimento per l’impegno e la cura profusa nei confronti del luogo designato, da parte di Luciano Benetton (presidente della Fondazione) all’archeologa Gretta Byrne (Office of Public Works), direttrice del sito di Céide Fields. Seguono le testimonianze di rappresentanti di istituzioni culturali e pubbliche irlandesi, in particolare dell’Office of Public Works, della Contea di Mayo e dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia. A seguire, Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, e rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. La cerimonia prosegue con musica antica irlandese eseguita dal trio Elsafty, Armstrong & Browne: Roisin Elsafty, voce; Ronan Browne, cornamusa e flauti irlandesi; Siobhán Armstrong, antica arpa irlandese, e si chiude con un momento conviviale. Sarà disponibile il volume annuale del Premio Carlo Scarpa, dedicato nel 2018 a Céide Fields, a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini, con Seamas Caulfield, pubblicato dalla Fondazione Benetton in italiano e in inglese, distribuito in libreria dal coeditore Antiga.

domenica 13 maggio, ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso. Concerto per Céide Fields Musica antica irlandese del trio Elsafty, Armstrong & Browne: Roisin Elsafty, voce; Ronan Browne, cornamusa e flauti irlandesi; Siobhán Armstrong, antica arpa irlandese. Ingresso intero 18 euro, ridotto 13 euro. Prevendita presso la sede della Fondazione, via Cornarotta 7, Treviso (lun–ven ore 9–13, 14–18 e sab–dom ore 10–20) e nel sito http://www.liveticket.it

Fino a domenica 1° luglio, I Céide Fields nei paesaggi irlandesi. Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca. Mostra fotografica e documentaria del Premio Carlo Scarpa 2018, a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini, con la collaborazione di Gretta Byrne e Seamas Caulfield. Fotografie di Andrea Rizza Goldstein e altri; video, interviste e film documentario di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi. Progetto di allestimento e grafica: Anna Costa; ricerche cartografiche: Massimo Rossi; ricerche bibliografiche: Irene Beringher e Francesca Ghersetti; spazi espositivi: Diana Gentili. Il filo conduttore della mostra tiene insieme il luogo del Premio Carlo Scarpa 2018 – i Céide Fields – e il viaggio compiuto in Irlanda per un’indagine sul paesaggio dell’isola. Aperta fino a domenica 3 giugno il giovedì e il venerdì ore 15-20, sabato e domenica ore 10-20. Poi, fino a domenica 1° luglio, il sabato e la domenica, ore 10-20. Ingresso libero

Fonte: Servizio Stampa Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino

5 maggio 2018, cittadinanza invitata a partecipare alla manifestazione pro “riconquista” del Parco dei Colli Euganei

Il Coordinamento delle Associazioni ambientaliste del Parco dei Colli Euganei invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione “Un Parco da rinconquistare” organizzata sabato 5 maggio 2018 alle ore 15.30 nella sede del Parco dei Colli Euganei, in via Ca’ Mori a Este (Pd). L’iniziativa è volta a sensibilizzare opinione pubblica e addetti ai lavori sulla situazione del Parco.

Un Parco dalle grande potenzialità ma che necessita di una svolta profonda. Gianni Sandon e Flores Baccini, che fanno parte del Coordinamento, affermano: “E’ un momento decisivo: tra progetti di riforma confusi, taglio dei fondi, un inutile e punitivo commissariamento, veniamo da un lungo periodo di funzionamento del tutto insoddisfacente dell’Ente e da una serie di provvedimenti della Regione che non hanno fatto altro che aggravare la situazione. La Regione stessa, che in questi giorni sta discutendo la proposta di legge sui Parchi, ha fatto ora una parziale retromarcia su alcune sue posizioni da noi ritenute deleterie, ma non sembra invece aver colto l’importanza di riorganizzare il Parco in modo più aperto e partecipato. Non brilla certo in questo momento neanche la spinta da parte degli amministratori locali. In questa situazione, se si vuol cercare di riavviare l’Ente su basi più convincenti, diventa indispensabile dare un forte segnale dal basso. E’ questo l’obiettivo della manifestazione”.

In cammino nei luoghi più significativi e suggestivi di Este. Al termine della manifestazione, ci sarà una passeggiata in alcuni dei luoghi più affascinanti del centro storico di Este e della collina. Dalla sede del Parco, si procederà verso il Castello di Villa Kunkler, la pineta, Villa Benvenuti – dove ci sarà un ristoro – per ritornare poi in via Ca’ Mori.

Fonte: Coordinamento Associazioni ambientalisti del Parco dei Colli Euganei

 

Emergenze ambientali in Veneto, istituito il gruppo di lavoro tecnico interistituzionale

gruppo di lavoro emergenze ambientali

Sono oltre un migliaio le aziende che nel Veneto si occupano della gestione dei rifiuti e il Veneto sarà la prima Regione ad attuare un programma di prevenzione concreta dei rischi che possono derivare dagli incendi. Sarà inoltre la prima a dotare i sindaci di linee guida per la comunicazione ai cittadini nelle emergenze ambientali e sanitarie che riguardano il loro territorio. Ad annunciarlo, l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin in occasione della riunione del Gruppo di lavoro che sta definendo le linee guida da applicare sul territorio del Veneto in caso di emergenze ambientali. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il Ten. Col. Roberto Rapino del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, Fabio Dattilo, Comandante Interregionale dei Vigili del Fuoco, Nicola Dell’Acqua, direttore generale di Arpav, Giuseppe Maschio dell’Università di Padova che è anche membro della Commissione nazionale Grandi Rischi, Renato Ceccato per Anci Veneto.

Incendi negli impianti di trattamento rifiuti. Negli ultimi anni si sono verificati diversi incendi in impianti di trattamento di rifiuti, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. In Veneto, ad esempio, nel 2017 si sono registrati un incendio in provincia di Treviso, 2 in provincia di Vicenza e 3 in quella di Venezia. Al di là dell’individuazione delle cause e delle responsabilità, altrettanto importante – ha detto l’assessore – è il coordinamento tra i soggetti istituzionalmente preposti all’attuazione delle procedure di emergenza, per favorirne l’integrazione e la collaborazione, assicurando interventi più efficaci e tempestivi ed un flusso informativo univoco anche nei confronti della popolazione nelle varie fasi dell’evento.

Migliorare sicurezza e comunicazione alla cittadinanza. Per questo è stato costituito un gruppo di lavoro tecnico interistituzionale con lo scopo di aumentare il livello di sicurezza, la protezione ambientale, la consapevolezza dei rischi, con priorità agli impianti di stoccaggio e di trattamento rifiuti oggetto di autorizzazione regionale. L’altro obiettivo è migliorare la gestione della comunicazione nelle emergenze ambientali che possono avere ripercussioni sulla salute dei lavoratori e della popolazione esposta. “Il cittadino chiede infatti di sapere – ha detto Bottacin – che è stato fatto il massimo, dal momento che il rischio zero non esiste, per minimizzare gli impatti di questi incendi a livello sanitario e ambientale”.

Il lavoro in corso – è stato spiegato – riguarda da un lato l’individuazione dei dispositivi tecnici di controllo e monitoraggio e delle misure di protezione di tipo attivo e passivo per diminuire la probabilità di innesco di incendio e dall’altro l’analisi del rischio per sito, per valutarne la pericolosità e prevenire nuovi eventi. Le linee guida del Veneto potrebbero fungere da indirizzo per la normativa nazionale su un tema urgente per gli aspetti di tutela dei cittadini e di emersione di fenomeni illeciti. Sono allo studio anche meccanismi di premialità per favorire la collaborazione da parte delle aziende e sollecitarle ad adottare comportamenti virtuosi. Il gruppo di lavoro predisporrà anche delle linee guida per la comunicazione in emergenza per aiutare i sindaci a gestire una comunicazione essenziale, competente, autorevole, corretta e innovativa sia durante la fase emergenziale che a conclusione della stessa utilizzando i mezzi più appropriati.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Foreste venete, opportunità per la bioeconomia e la valorizzazione dell’ambiente

Sono 465.000 gli ettari di superficie forestale nel Veneto, pari al 25% del territorio regionale. Un patrimonio, quello dei boschi veneti, gestito con oculatezza fin dai tempi della Repubblica Serenissima che, principalmente dal Cadore, Cansiglio e Montello, traeva il legname che ha contribuito a far grande la sua potenza. Oggi le politiche forestali, a partire da quelle dettate dall’Unione Europea, si pongono una serie di obiettivi che, considerata la loro straordinaria importanza, non possono essere trascurati o sottovalutati. Anzi, sempre più devono essere definiti con precisione e perseguiti.

Il ruolo delle foreste nella lotta ai cambiamenti climatici, per esempio, è sotto gli occhi di tutti, come pure per la conservazione della biodiversità, di cui questi luoghi sono ricchi; ma le foreste sono parimenti importanti anche quando si parla di bioeconomia, vale a dire di economia sostenibile sotto il profilo ecologico e sociale, nonché di politiche di sviluppo rurale. In altre parole, i boschi e le foreste, oggi più che mai, svolgono una duplice funzione di “fabbrica di legname” e di “fornitori di beni e servizi”, non solo di carattere ambientale, che interessano l’intera comunità. Di questi importanti temi, e in particolare delle tante opportunità offerte dalle foreste, si è discusso lo scorso 23 marzo a Longarone (Bl) in occasione della fiera Agrimont in cui si è tenuto il convegno “Il risveglio della foresta. Le politiche forestali dalla Serenissima ad oggi”, promosso da Veneto Agricoltura (editore di una pubblicazione omonima) e Regione, con Università di Padova, Eustafor e Crea.

Veneto, “patria della selvicoltura”. Due le sessioni proposte: un focus con esperti e tecnici europei e regionali, incentrato sulle politiche forestali in atto in Europa, Italia e Veneto; una tavola rotonda con gli operatori della filiera foresta-legno-energia. In sintesi, i lavori di Longarone hanno confermato che oggi il Veneto è attraversato da numerosi fermenti che spingono verso una valorizzazione a 360° delle foreste, vale a dire sia dal punto di vista ambientale che da quello dei prodotti e i servizi offerti. Di conseguenza, si rende necessario generare politiche forestali sempre più efficaci da parte della Pubblica Amministrazione e avviare iniziative da parte delle imprese, dei proprietari boschivi e degli Enti locali. Il Veneto, che a livello mondiale può essere definito “la Patria della selvicoltura” per aver saputo introdurre già nel XV secolo principi e tecniche di oculata gestione del bosco, deve continuare a fare la sua parte per valorizzare al massimo il suo straordinario patrimonio forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura