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Giornata degli alberi. L’Orto Botanico di Padova organizza nel primo pomeriggio la passeggiata “Alberi come universi”.

Oggi, martedì 21 novembre, nella Giornata nazionale degli alberi, l’Orto botanico di Padova organizza una passeggiata tra orto antico ed erbario, accompagnati da esperti.

Informazioni sull’evento. Ogni albero è un intero universo da raccontare. Ogni specie custodisce una storia evolutiva unica, nasce e cresce in specifiche condizioni ambientali e si lega profondamente alla storia e alle culture delle aree geografiche che abita. Si parte dalla biglietteria, alle ore 15. L’attività è compresa nel biglietto di ingresso all’Orto, con prenotazione consigliata chiamando il numero 049 827 3939 oppure tramite il link di prenotazione.

Fonte: Orto Botanico di Padova

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Il “passante di Mestre” diventa più verde, messi a dimora oltre trentamila tra alberi, arbusti ed erbe palustri

Veneto Agricoltura ha avviato un importante intervento di forestazione e ripristino ambientale lungo il “passante di Mestre” in corrispondenza del casello autostradale di Scorzè-Ve. Il progetto, redatto dai tecnici del Centro dell’Agenzia regionale di Montecchio Precalcino (VI), prevede la messa a dimora di 18.000 alberi ed arbusti e di 15.000 piante erbacee tipiche delle sponde di stagni e zone umide. Tutte le piante sono prodotte da Veneto Agricoltura.

L’intervento riguarda un’area recentemente acquisita al demanio idrico, nella quale il Consorzio di Bonifica “Acque Risorgive” ha effettuato imponenti movimenti di terra allo scopo di creare terrapieni a protezione del vicino centro abitato di Cappella, e depressioni umide funzionali alla gestione delle emergenze idrauliche. Le zone umide saranno inverdite mediante l’impianto delle specie erbacee igrofile (che si sviluppano su suoli ricchi d’acqua), alcune delle quali rare e minacciate, con l’obiettivo di ripristinare un importante habitat. L’impianto di questa fascia di vegetazione è già iniziato e proseguirà anche nelle prossime settimane ad opera del personale del centro di Montecchio di Veneto Agricoltura. I terreni più asciutti, invece, ospiteranno varie tipologie di bosco planiziale. Il committente dell’intera opera è il comune di Scorzè con la sponsorizzazione della San Benedetto tramite la società fiorentina di green marketing “Treedom”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

Pfas. Vietato per un anno il consumo del pesce pescato nelle acque superficiali dei 21 comuni della “zona rossa”

“I livelli di contaminazione riscontrati nelle specie ittiche di cattura, campionati nell’ultima fase del piano di monitoraggio, hanno suggerito l’opportunità di individuare misure di carattere precauzionale”. Ad affermarlo è l’Istituto Superiore di Sanità, che ha presentato ieri a Venezia i risultati del Piano di monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti della regione del Veneto, realizzato e valutato in accordo con la Regione e in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Arpav.

Ordinanza di divieto di consumo. Quindi, sulla base dei risultati della ricerca, il Presidente della Regione del Veneto ha emesso un’ordinanza nella quale viene vietato il consumo di pesce pescato nelle acque superficiali in tutti i 21 Comuni della cosiddetta “zona rossa”. Il divieto è in vigore dal 10 novembre e lo resterà per un anno.

Gli alimenti esaminati. Complessivamente, sono stati prelevati 614 campioni di alimenti di origine vegetale e 634 campioni di alimenti di origine animale. Gli alimenti vegetali campionati sono stati: frutta (mele e pere da tavola), uva da vino, ortaggi (patate, radicchio, pomodori, asparagi, cipolle, lattuga/lattughino e altre verdure a foglia, fagiolini, zucchine, peperoni, zucca, piselli, cavoli, fagioli) e cereali (mais). Quelli di origine animale: muscolo e fegato di suini, avicoli e bovini da carne, oltre che latte, uova e pesci di cattura.

Esiti. Gli alimenti di origine vegetale sono risultati esenti da contaminazione rilevabile da PFOS e PFOA ad eccezione di alcuni campioni di mais, i cui livelli di PFOA erano in ogni caso estremamente bassi”; relativamente agli alimenti di origine animale, il latte, il muscolo bovino e quello avicolo hanno mostrato per PFOS e PFOA contaminazioni assenti o trascurabili. Il fegato, in particolare quello suino e le uova di produzione familiare hanno mostrato, in una percentuale significativa di campioni, livelli variabili di contaminazione per PFOS e PFOA. Il contributo di tali alimenti in termini di esposizione ai contaminanti risulta tuttavia estremamente ridotto anche nello scenario cautelativo adottato. Anche in alcuni campioni di muscolo suino è stata rilevata presenza dei contaminanti; i bassi valori riscontrati fanno comunque stimare come estremamente ridotto il contributo di tale alimento all’esposizione della popolazione ai PFAS”.

Conclusione. “La presente stima del contributo dei singoli alimenti all’esposizione a Pfos e Pfoa in rapporto agli attuali TDI (limiti cautelativi per l’esposizione cronica ndr.) stabiliti da EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma ndr.) non ha messo in evidenza criticità sotto il profilo della sicurezza alimentare. Tale stima verrà perfezionata quando i dati sui consumi alimentari locali, raccolti nel contesto del biomonitoraggio attualmente in corso sulle persone saranno disponibili”.

Costi. Ha detto Coletto: “Abbiamo ricevuto dal Ministero della Salute la notizia di un primo stanziamento di due milioni di euro per la parte delle attività sanitarie. Non è molto, ma è già qualcosa, i costi si protrarranno per anni, perché stiamo attuando un vero e proprio screening sulle persone che durerà a lungo ed eroghiamo le eventuali cure necessarie in forma totalmente gratuita. All’appello mancano ancora gli 80 milioni promessi dal Governo per gli interventi acquedottistici”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

10 novembre, a Vittorio Veneto (Tv) il premio Argav 2016 parla di 30 anni in difesa del Cansiglio

Venerdì 10 novembre Toio de Savorgnani, alpinista e ambientalista, premio Argav 2016, sarà a Vittorio Veneto (Tv) dalle ore 20:30 alle ore 23:30 nella casa Fenderl (via del Meril 13) per presentare “30 anni in difesa del Cansiglio“, l’antica foresta della Serenissima.
Programma della serata. Alle 20.30 è prevista la presentazione del libro Quelli delle cause vinte a cura dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer; alle 21.15 proiezione in multivisione “I racconti del bosco incantato di Ferdi Terrazzani“, alle 21.35, testimonianze di Toio de Savorgnani e Giancarlo Gazzola di Mountain Wilderness – Michele Boato Ecoistituto del Veneto, Bepi Cappelletto CAI, Augusto De Nato WWF – Moreno Baccichet Legambiente – Giancarlo Silveri Lipu

Pfas. Coldiretti alla Commissione: agricoltori danneggiati, no a risorse agricole usate per tamponare responsabilità altrui.

Coldiretti ha partecipato lo scorso 30 ottobre alla seduta della commissione speciale d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto. In relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), l’associazione si è espressa commentando positivamente le azioni fin qui intraprese sul monitoraggio dei pozzi e l’avvio di una campagna di raccolta campioni per le verifiche in zona rossa. Il recente provvedimento adottato dalla Regione non grava sulle aziende agricole e per Coldiretti si tratta di un passo importante verso il riconoscimento che l’agricoltura subisce il peso di questa situazione ambientale.

Danno provocato da una matrice industriale. Tuttavia il rischio connesso alla reputazione degli alimenti è alto, perché in assenza di dati certi sulla pericolosità non si può parlare di salubrità ma solo di percezione della stessa tale da rendere necessario un atteggiamento di prudenza. Per cui Coldiretti non è d’accordo sull’eventuale mobilitazione di risorse dall’agricoltura per rispondere ad un danno provocato da una matrice industriale. Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto, si riferisce alla proposta ventilata al Tavolo di Verde di destinare 3milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale. “Oltre a sottrarre risorse alle nuove generazioni che investono in campagna la soluzione è parziale – commenta Cerantola –  perché i parametri di accesso all’aiuto sono selettivi. Meglio dunque individuare nella legge finanziaria dei fondi regionali che possono agevolare l’adesione in massa delle imprese coinvolte ed aiutarle a sopportare  i costi di gestione oltre che gli interventi strutturali. Gli agricoltori per primi vogliono assicurare alla comunità prodotti sani e per mantenere una forte alleanza con il consumatore hanno provveduto a spese proprie alla conversione dell’approvvigionamento idrico o alle analisi, non solo per responsabilità morale soprattutto per una questione di buon senso”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

A Verona l’Anbi presenta alla stampa le azioni per un Veneto più sicuro

Oggi, lunedì 6 novembre 2017, alle ore 12.30, il Consorzio di Bonifica Veronese (strada della Genovesa, 31/e, Verona) terrà la conferenza stampa “Manutenzione Veneto e Piano Invasi: azioni per un territorio più sicuro“, in cui verranno illustrati i dati relativi al Piano di Riduzione del Rischio Idrogeologico del Veneto inseriti nel piano “Manutenzione Italia 2017” presentato da Anbi al Governo, verrà inoltre illustrato il piano regionale degli Invasi, inserito nell’attuale Legge di Stabilità e fondamentale per far fronte alle problematiche della siccità.

Intervengono: Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Andrea Crestani, direttore generale Anbi Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi, Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

L’urlo dell’acqua. La memoria dell’alluvione del 1966 nelle province di Padova e Venezia. Il documentario di storia orale donato a scuole e Comuni.

Oggi, 4 novembre, ricorre il cinquantunesimo anniversario della grande alluvione che nel 1966 colpì, fra l’altro, il territorio delle province di Padova e Venezia. Per non dimenticare, il Consorzio di bonifica Bacchiglione dona alle scuole e ai Comuni un documentario che, tra ricordi e testimonianze, restituisce la voce di chi visse l’alluvione in prima persona.

Attraverso la raccolta di diciotto videointerviste, la rilettura delle cronache dell’epoca e il contributo di materiali fotografici e audiovisivi amatoriali inediti, L’urlo dell’acqua (Padova University Press 2017) descrive il ricordo e le emozioni di coloro che vissero i drammatici eventi della calamità, subendo danni alle abitazioni, agli animali e ai terreni, insieme alle testimonianze degli uomini impegnati nei soccorsi e nelle fasi successive di ritorno alla normalità. “Non è solo per l’importanza del ricordo che ci siamo impegnati affinché dell’alluvione, delle sue cause, dei suoi danni, delle popolazioni colpite, si continuasse a parlare – spiega il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso –. Il Consorzio di bonifica assolve un impegno quotidiano nella salvaguardia del territorio e nella tutela dell’ambiente attraverso la gestione della risorsa idrica operando insieme a molti altri soggetti, dalla Regione ai Comuni ai singoli cittadini. La cura del territorio è, infatti, la prima misura di prevenzione, il primo e più importante argine da rafforzare. Per questo motivo vogliamo che questa memoria non si esaurisca nella durata di una commemorazione, ma continui ad essere occasione per nuove riflessioni sul presente”.

Il documentario è stato realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova con la regia di Michele Angrisani e il finanziamento del Consorzio di bonifica Bacchiglione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Fonte: Ufficio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione