• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Siccità, sì ai decaloghi antispreco ma il problema è ben altro…

siccità

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Di fronte alla siccità vanno di moda i decaloghi sul risparmio idrico casalingo: utili, anzi utilissimi sempre, perché l’acqua è una risorsa preziosa. Fermarsi qui, però, equivale a guardare il dito, invece che la luna. Attenzione, quindi alle distrazioni di massa, perchè oggi il problema non sono le condutture degli acquedotti, che perdono (uno scandalo di inefficienza), ma è che non c’e’ più acqua da fare scorrere in tutte le tubature. E questo non è colpa di qualche rubinetto aperto troppo, ma dell’incapacità della classe politica ed in primis dei governi di programmare la resilienza dei territori di fronte ad emergenze largamente annunciate dagli scienzati. Il Piano Invasi per raccogliere acqua piovana venne presentato dall’Associazione dei Consorzi di bonifica e dalla Struttura di Missione Italia Sicura nel 2017. Da allora nulla o quasi è stato fatto e non e’ stato neanche inserito nel PNRR, dove solo il 2% delle risorse è destinato ad infrastrutture idriche. Quindi, di cosa stiamo parlando?

Estate, tornano le zanzare: i cittadini al fianco dei ricercatori nel tracciamento con l’app Mosquito Alert per un controllo efficace dell’insetto, nell’interesse comune e della salute pubblica. All’iniziativa, partecipano l’IZSVe e il MUSE.

Schermata 2022-06-20 alle 11.59.07

Mosquito Alert è un’app gratuita per i cittadini che vogliano collaborare al piano nazionale di tracciamento delle zanzare “Mosquito Alert Italia”, in un’ottica di scienza partecipata (citizen science), che affianca i cittadini ai ricercatori. A coordinare il progetto, Sapienza Università di Roma, con il coordinamento da parte del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, insieme ad altri enti di ricerca nazionali. quali Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, MUSE – Museo delle Scienze di Trento e Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna.

Altri partner sono i cittadini, che potranno inviare agli entomologi della task force le loro segnalazioni volontarie, tramite l’app Mosquito Alert: scaricandola gratuitamente, il cittadino potrà inviare sia segnalazioni non fotografiche delle punture, che foto di zanzare o di raccolte di acqua stagnante, che possono rappresentare potenziali siti riproduttivi dell’insetto come, per esempio, i tombini. I cittadini più appassionati potranno inviare agli esperti anche gli esemplari di zanzara che riusciranno a raccogliere. Lanciata in Spagna, l’app Mosquito Alert approda in Italia nel 2020. Interessanti i risultati internazionali raggiunti finora, con oltre 200mila download, ma si può ottenere di più. Lo scopo è quello di raccogliere e validare il maggior numero di fotografie di zanzare per mapparne le specie, con particolare attenzione alla “tigre” (Aedes albopictus) e ad altre specie invasive come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus), arrivate recentemente nel nostro paese.

Il nostro paese è uno dei più colpiti dalle zanzare in Europa, sia per numero di specie (65 attualmente conosciute) sia per la loro ampia distribuzione e densità sul territorio, considerando soprattutto le specie invasive: controllarle è importante non solo per le loro fastidiose punture, ma anche perché le zanzare sono potenziali vettori di patogeni per l’essere umano (es., virus Dengue e Chikungunya), che possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Tra le specie di zanzara più pericolose come vettori c’è Aedes aegypti che, attualmente non presente in Italia, richiede una specifica sorveglianza. Occorre ricordare, inoltre, che una massiva presenza di zanzare può danneggiare importanti settori dell’economia nazionale, come quello turistico.

Usare l’app Mosquito Alert è molto facile: per conoscere la specie in tempo reale, basterà fotografare una zanzara e inviare lo scatto, che deve essere di qualità per consentire una valida identificazione della specie, alla task force degli esperti che, sempre tramite smartphone, informeranno l’utente sulla zanzara fotografata ed elaboreranno mappe delle specie presenti sul territorio, utili a gestire e indirizzare le disinfestazioni. Le segnalazioni dei cittadini, una volta validate, verranno inserite nella mappa interattiva sul sito di Mosquito Alert Italia e potranno aiutare a mirare efficacemente gli interventi di controllo. Per non vanificare i risultati delle disinfestazioni in aree pubbliche condotte dagli enti locali, sarà importante sensibilizzare i cittadini anche rispetto alla gestione delle aree private in cui le zanzare potrebbero svilupparsi, come le raccolte domestiche di acqua stagnante.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) è un ente sanitario di diritto pubblico che svolge attività di prevenzione, controllo e ricerca nell’ambito della salute animale e della sicurezza alimentare. L’IZSVe è stato di recente insignito del prestigioso riconoscimento internazionale di Laboratorio di referenza WOAH (Organizzazione mondiale della sanità animale) per le micoplasmosi aviarie, che provocano infezioni a carico soprattutto dell’apparato respiratorio e articolare degli animale e possono generare perdite economiche rilevanti per l’industria avicola. Alla direzione del laboratorio è stato nominato il dott. Salvatore Catania, direttore della sezione di Verona dell’IZSVe, che negli anni si è affermata come presidio territoriale per la prevenzione e il controllo delle malattie diffusive del settore avicolo, e ha sviluppato capacità tecniche e scientifiche in grado di far fronte a importanti crisi sanitarie, come nel caso della recente epidemia di influenza aviaria. La nomina, sostenuta dal Ministero della Salute, arriva a pochi giorni dal riconoscimento all’IZSVe del Centro di referenza FAO per i coronavirus zoonotici e porta a 18 il numero dei Centri di referenza nazionali e internazionali che hanno sede all’IZSVe.

Il Museo delle Scienze di Trento (MUSE) svolge attività di ricerca e monitoraggio ambientale, divulgazione e formazione sui temi della natura, società e sviluppo sostenibile. Dal 2010 svolge il monitoraggio della zanzara tigre e altre specie di zanzara nella città di Trento in collaborazione con l’amministrazione comunale e mantiene un allevamento di zanzara tigre in laboratorio aperto al pubblico, usato anche per divulgare le attività di Mosquito Alert. Fin dalle fasi iniziali ha partecipato allo sviluppo dell’app Mosquito Alert, in particolare gli entomologi dell’unità di zoologia degli invertebrati e idrobiologia hanno contribuito allo sviluppo dei contenuti dell’app e al riconoscimento delle specie di zanzare a partire dalle foto scattate dai cittadini e inviate con la app. Il MUSE è impegnato inoltre nello sviluppare, assieme a Sapienza Università di Roma, la parte educativa del progetto proponendo ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado corsi di formazione su biologia, ecologia delle zanzare e sull’uso dell’App Mosquito Alert coinvolgendo gli studenti con appositi percorsi didattici che il docente può sviluppare in autonomia o con il supporto degli esperti.

Fonte: servizio stampa IZSVe

 

Trento. Il paesaggio forestale della Valsugana al centro del progetto rivolto alle scuole “Il giro della Rete in 14 alberi”, coadiuvato dal vice presidente Argav, Giancarlo Orsingher, e tradotto in un monologo teatrale, in scena dal 25 giugno al 26 agosto 2022

WhatsApp Image 2022-06-15 at 08.10.58 (1)

Si chiama “Alberi parlanti – Storie piantate nella terra” il monologo teatrale che rappresenta la fase pressoché conclusiva del progetto comunicativo-didattico “Il giro della Rete in 14 alberi”, coadiuvato dal vicepresidente Argav Giancarlo Orsingher e che da gennaio a giugno ha visto coinvolte 14 classi di scuola primaria in cui è stato approfondito, con incontri e laboratori, il tema del paesaggio forestale della Valsugana (TN).

Un lavoro in sinergia. Le classi interessate sono state due del plesso di Madrano e una ciascuna per le “Rodari” e Canale di Pergine, Tenna, Caldonazzo, Novaledo, Marter, Roncegno, Ronchi, Telve di Sopra, Borgo, Strigno e Villa Agnedo. Con i ragazzi, oltre a un inquadramento generale sul paesaggio forestale della valle sono stati affrontati in particolare, rispettivamente, noce e ontano, carpino e faggio, farnia, robinia, sorbo, pino silvestre, gelso, castagno, larice, abete bianco, abete rosso e salice. L’iniziativa, molto apprezzata da insegnanti e ragazzi, è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse persone, a partire dal professor Franco Frisanco, dai forestali della stazione di Pergine Alberto Aprili e Giuliano Paoli, dal custode forestale Giacomo Bernardi, dal maresciallo dell’Agenzia provinciale delle foreste demaniali Davide Pozzo e dall’esperto Franco Gioppi, passando attraverso le varie persone che si sono prestate a portare in classe la propria conoscenza di fatti e tradizioni che legano una specifica specie forestale al territorio.

Messi a dimora 14 alberi. Nel corso degli incontri in classe, grazie alle testimonianze di queste ultime, sono emersi aneddoti e storie curiose su ciascuno dei 14 alberi trattati, uno per ciascuna classe. Dopodiché, i ragazzi hanno tradotto in immagini la specie arborea sotto la guida di Lorena Martinello, producendo una grande rappresentazione su stoffa di ogni albero. Negli ultimi giorni dell’anno scolastico, ogni classe ha messo a dimora un esemplare della “propria” specie.

Alberi parlanti calendario al 10 giugno 2022

Spettacolo in scena nel corso dell’estate, la prima si terrà il 25 giugno. Dall’insieme dei diversi aspetti toccati in classe è nato il monologo teatrale che Giuliano Comin in questi giorni sta limando per poi portarlo in scena nel corso dell’estate. Si tratterà di un’oretta di piacevole racconto adatto ai ragazzi ma anche, anzi, soprattutto, agli adulti di tutte le età, che oltre a richiamare alcune delle narrazioni riportate in classe farà riflettere sull’importanza dei boschi e della memoria di cui gli alberi sono testimoni. Silvio Boschi infatti è l’unico uomo al mondo che ha il privilegio di poter dialogare con gli alberi e in particolare con le piante delle foreste della Valsugana. Ha potuto sentirle parlare, discutere con loro, apprendere da loro aneddoti e storie che le legano al territorio a cui – è proprio il caso di dirlo – sono radicate. In programma dieci repliche in altrettante aree aperte della Rete di Riserve del fiume Brenta, alcune sicuramente suggestive come la prima, sabato 25 giugno, nell’ ”aula nel bosco” della scuola di Ronchi. E poi avanti con il lago Pudro di Pergine, il parco delle Terme di Roncegno, Novaledo, il parco Pineta di Caldonazzo, il vivaio forestale San Giorgio di Borgo, il parco Pietre d’acqua di Castel Ivano, il lariceto di Casapinello a Torcegno, il parco della darsena di San Cristoforo per concludere venerdì 26 agosto nella conca di Alberé di Tenna. La scenografia sarà costituita dall’ambiente naturale che circonderà attore e pubblico con però un tocco in più: le rappresentazioni su tela realizzate dai ragazzi che faranno da sfondo a tutta la narrazione (nella foto in alto, .

Riconversione irrigua nel veronese, inaugurato impianto a Villafranca (VR). Tra Psrn e Pnrr, il Veneto della bonifica sta vivendo una lunga “stagione di cantieri”.

impianto coronini Villafranca di Verona

Alla presenza del Sottosegretario all’Agricoltura Francesco Battistoni, il Consorzio di Bonifica Veronese, ANBI e ANBI Veneto hanno inaugurato mercoledì 8 giugno scorso l’impianto pluvirriguo Coronini a Villafranca di Verona, che consentirà un risparmio fino al 50% di risorsa irrigua in 500 ettari di area pedecollinare tra Villafranca di Verona e Sommacampagna coltivata a vigneti (è la zona di celebri doc come Custoza e Bardolino), seminativi e alberi da frutto.

L’intervento è il primo ad essere inaugurato di una progettualità più ampia avviata dal Consorzio di Bonifica Veronese che include anche la riconversione irrigua, da scorrimento a pressione, nei comuni di Sona (località Palazzolo) e Oppeano (località Ca’ degli Oppi), il cui valore complessivo ammonta a 20 milioni di euro finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole tramite Piano Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN 2014-2020). Una volta ultimati gli interventi, la rete in pressione nel comprensorio di bonifica Veronese aumenterà di 160 km passando da 830 a 990 km, mentre la superficie agricola irrigata a pressione aumenterà di 1.800 ettari passando da 9.060 ettari a 10.860 per un risparmio di risorsa del 50% in tutta l’area infrastrutturata. Oltre al sottosegretario Battistoni, hanno partecipato all’inaugurazione dell’impianto di Coronini, il vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Roberta Toffanin, il direttore Generale di ANBI Massimo Gargano, i vertici del Consorzio Veronese Alex Vantini, presidente, e Roberto Bin, il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, oltre a rappresentanti delle istituzioni del territorio. L’inaugurazione si inserisce nel contesto di Terrevolute – Centenario del Congresso della Bonifica di San Donà di Piave del 1922 e de “La stagione dei Cantieri” dei Consorzi di Bonifica del Veneto.

Il quadro regionale. Complessivamente i Consorzi di Bonifica del Veneto sono riusciti ad attrarre 85 milioni di euro dal PSRN 2014-2020 per 11 progetti di efficientamento della distribuzione irrigua. Si tratta di interventi non più procrastinabili visti i periodi siccitosi sempre più lunghi e vista la disposizione comunitaria del Deflusso Ecologico che imporrà un maggiore rilascio di acqua nei fiumi. In ambito di efficientamento, ai fondi PSRN si sommano altri tre grossi interventi, ad opera del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (46 milioni di euro tramite “Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”), del Consorzio Brenta (12 milioni di euro  tramite DPCM L 145 /2018) e ancora del Veronese (12 milioni di euro tramite  DPCM 188/2020) per un valore totale  che supera i 155 milioni di euro con i quali, oltre al recupero e al miglioramento della capacità di invaso di vasta parte della rete in gestione ai consorzi, saranno riconvertiti 15.000 ettari di campagne (che si aggiungono ai 40.000 già presenti) da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pressione, con un risparmio di risorsa del 50% nelle nuove aree infrastrutturate. Guardando al futuro e alle risorse ancora in attesa di essere assegnate, nel processo di efficientamento della rete irrigua grande importanza avrà anche il PNRR per il quale i Consorzi del Veneto concorrono con 21 progettualità per un totale di circa 225 milioni di euro. A questi si aggiungono 13 progetti per 100 milioni di euro che attendono di essere finanziati tramite legge 178/2020.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

L’Ordine degli agronomi e forestali di Verona lancia una campagna di sensibilizzazione a favore delle api

Api

Se scompaiono le api o se sono ammalate la natura è ammalata”. Questo è il grido di allarme di alcuni ricercatori che fanno notare quanto la simbiosi ape-uomo natura sia la cartina di tornasole del sistema naturale che ci circonda. Le buone pratiche agronomiche, quando applicate, consentono di fare agricoltura rispettando i pronubi e le api in particolare. Con riferimento ai trattamenti fitosanitari esse prescrivono di eseguirli solo quando necessario, mai durante la fioritura e solo dopo aver sfalciato il cotico erboso in modo da evitare la contaminazione dei fiori spontanei. Lorenzo Tosi, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Verona, in occasione della giornata mondiale delle api, occorsa il 20 maggio scorso, ha evidenziato la problematica legata all’insetto e annunciato che l’Ordine avvierà a breve una campagna di sensibilizzazione per difendere questo insetto che svolge un ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo.

In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. “Dobbiamo avere consapevolezza che il ruolo che le api e tutti gli insetti impollinatori hanno sull’ecosistema è importantissimo, fondamentale ed insostituibile”, ha precisato Tosi, che ha aggiunto: è solamente attraverso la conoscenza che si può imparare ed apprezzare l’importantissimo ruolo che l’ape svolge a all’interno dell’ecosistema così da rispettarla e proteggerla”. “Le api – ha sottolineato Giuseppe Palleschi, consigliere dell’Ordine – impollinano da più di 100mila anni le piante fanerogame entomofile che rappresentano la maggioranza dei vegetali utilizzati dall’uomo da per scopi alimentari; quindi, se dovessero scomparire le api automaticamente scomparirebbero le piante e tutte le loro produzioni. La specie umana infatti è strettamente dipendente dalla presenza delle api e di tutti gli insetti impollinatori. Una decina comuni nella provincia di Verona si sono fregiati del titolo di ‘Amici delle api’, diffondiamo il messaggio e cerchiamo che molti più comuni possano diventare amici di questi meravigliosi insetti”.

Fonte: Servizio stampa Ordine agronomi e forestali di Verona

Alberi non nativi, il punto alla FEM con esperti internazionali

albero-non-nativo-campus-FEM_medium

Le specie arboree non native sono state introdotte nell’area alpina per scopi ornamentali perché si adattano meglio agli ambienti cittadini e risultano più resistenti ai cambiamenti climatici. Possono però causare problemi ecologici perché alcune di loro, se sfuggono agli ambienti urbani, possono diventare selvatiche e quindi competere e sovrastare le specie autoctone, trasformando significativamente gli equilibri degli ecosistemi. Ne deriva che questi alberi esotici vanno, quindi, attentamente studiati e monitorati singolarmente per creare adeguati piani di azione e gestione. Il progetto europeo ALPTREES, che ha visto nei giorni scorsi l’incontro conclusivo alla Fondazione Edmund Mach, promuove la conoscenza degli alberi non nativi finalizzata ad una strategia transnazionale europea per una loro gestione sostenibile (in inglese “Non Native Trees” NNT) indagando benefici e potenziali rischi.

Il progetto è coordinato dall’Istituto di ricerca forestale, rischi naturali e paesaggio di Vienna. Accanto ai partner istituzionali francesi, tedeschi, austriaci e sloveni, l’Italia è rappresentata dal Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che coordina il WorkpackagePolicy implementation, stakeholder engagement & capacity building” del progetto, dal Comune di Trento e dal Consorzio Langhe Monferrato e Roero. Con il ruolo di “osservatore” è presente il Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento. Nello Spazio Alpino Europeo, che comprende le regioni dei paesi europei che si affacciano sulle Alpi, sono presenti circa 150 specie arboree autoctone e oltre 500 specie non autoctone. La maggior parte di queste ultime sono esclusivamente per ornamento e quindi per scopi urbani. Ad esempio, la robinia, l’ailanto, l’acero americano, il ciliegio tardivo, l’abete di Douglas, il pioppo ibrido e l’olmo siberiano sono solo alcune delle circa 100 specie di alberi non nativi presenti in Italia.

Ma quali sono i vantaggi e i rischi che possono causare queste specie esotiche? I vantaggi includono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, il contributo alla bioeconomia, le infrastrutture verdi urbane e periurbane più resilienti e la riduzione dei rischi di eventi naturali distruttivi. Tuttavia, l’albero non nativo può, in determinati casi, diventare invasivo e quindi può comportare rischi per la biodiversità autoctona e il funzionamento dell’ecosistema.  Nel corso dell’evento sono presentati i principali risultati delle attività di ricerca, che includono anche un docufilm divulgativo di 50 minuti sul progetto, realizzato nel 2021 in 5 paesi (Italia, Francia, Germania, Austria e Slovenia) e 14 location con la collaborazione di 21 istituzioni italiane ed europee.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Edmund Mach

Sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api” e l’Oasi Lipu a Gaggio di Marcon (VE)

Unknown

Oggi, sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api”, a Gaggio di Marcon (VE). Si tratta della prima struttura pubblica nel Veneto realizzata per far conoscere un insetto fondamentale per la nostra catena vitale. Per rispettare i bioritmi delle api, l’appuntamento è alle ore 9.00 in piazza della Chiesa, a Gaggio di Marcon, da dove ci muoveremo per la vicina Oasi Lipu (lega italia protezione uccelli), diventato un importante biotopo sulle rotte dei migratori e che visiteremo. Consigliato portare un binocolo con sé per meglio vivere l’esperienza del birdwatching nella stagione delle cove.

26-29 maggio 2022, a San Donà di Piave (VE) prende il via TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica, quattro giorni dedicati al rapporto tra uomo, acqua, ambiente e sostenibilità

Schermata 2022-05-24 alle 13.44.42

ANBI Veneto con i suoi Consorzi di Bonifica e Università degli Studi di Padova inaugurano giovedì 26 maggio 2022, dalle 9.00, in piazza Indipendenza a San Donà di Piave (VE) TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica. L’iniziativa si protrarrà fino a domenica 29 maggio, con incontri, convegni, spettacoli, concerti, visite guidate e mostre dedicati al rapporto tra uomo, acqua e territorio. Curatrice e coordinatrice scientifica della manifestazione è Elisabetta Novello, docente di storia economica dell’Università di Padova; direttore artistico è l’attore Andrea Pennacchi.

A 100 anni dal congresso che ha posto le basi della bonifica moderna, il sistema dei Consorzi è chiamato a far fronte alle nuovo sfide dei mutamenti climatici. Con Terrevolute si celebra il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel marzo del 1922, pose le basi della Bonifica moderna, definita “integrale” perché unisce aspetti di sicurezza idraulica alla gestione della risorsa ad uso irriguo, pratiche bonificatorie che fino agli inizi del ‘900 erano considerate e attuate separatamente. “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.

Aspetto principale del Festival è la componente convegnistica, con confronti tra rappresentanti istituzionali, docenti universitari, rappresentanti delle attività produttive e ovviamente dei consorzi di bonifica. Ad iniziare sarà la tavola rotonda (giovedì 26 maggio, ore 10.00) “Il futuro delle nostre terre” che vedrà il direttore generale di ANBI Massimo Gargano dialogare con Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marina Colaizzi, segretaria generale Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali e i rappresentanti di Coldiretti (Andrea Colla, presidente Coldiretti Venezia); Gianmichele Passarini (presidente CIA Veneto) e Paolo Ferrarese (vicepresidente Confagricoltura Veneto), coordinati dal giornalista Beppe Gioia. Ad aprire la mattinata inaugurale (ore 9.00) saranno l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, il sindaco di San Donà Andrea Cereser, il presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (che ospita il Festival) Giorgio Piazza, il presente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro e il Prorettore dell’Università di Padova Paolo Sambo, oltre al dg di ANBI Massimo Gargano. Inaugurazione e simposi del 26 e del 27 saranno trasmessi in diretta streaming su www.facebook.com/AnbiVeneto

Momento principale del Festival è il grande simposio che si articolerà tra giovedì e venerdì in piazza Indipendenza dal titolo “Consorzi di bonifica e sviluppo sostenibile. Itinerari e azioni per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” e che vedrà il coinvolgimento di rappresentanti di istituzioni e diversi docenti di Università di tutta Italia. Si parlerà di sostenibilità e gestione del territorio declinando le sessioni sulla base dei goal dell’Agenda 2030. Sabato 28 maggio, sempre in piazza Indipendenza, si terranno i workshop “Le acque rigenerano la città: Sicurezza idraulica e qualità della vita” (con rappresentanti di enti di ricerca, mondo della bonifica, associazioni di categoria, ore 10:00-12:30). A completare la sezione convegnistica sarà un fitto programma di presentazioni di libri che avranno luogo presso il Caffè Letterario e la Corte Leonardo da Vinci. “TerrEvolute | Festival della bonifica è arrivato alla sua quinta edizione, che coincide con il centenario del Convegno dedicato alla bonifica che si tenne nel marzo 1922 a San Donà di Piave, durante il quale venne fermamente ribadita la necessità di coordinare la finalità economica delle opere con quella sociale, vale a dire miglioramento delle condizioni di vita e dei rapporti di lavoro –  spiega la curatrice del Festival Elisabetta NovelloNegli anni successivi la bonifica si arricchì di nuovi valori e responsabilità come quelli legati alla ‘bonifica ambientale’, nei primi anni Novanta, promuovendo una serie di interventi a favore del rispetto per l’ambiente. Oggi siamo all’inizio di una nuova fase, quella della “bonifica per la sostenibilità” e di questo si occuperà il Simposio. Un importante momento di confronto fra mondo accademico (23 dipartimenti di 15 diverse Università italiane), politico e mondo della bonifica.” “Mai come in questo periodo storico è fondamentale focalizzare l’attenzione sull’ambiente e il rispetto delle risorse naturali e, quindi, anche sull’acqua e sulla sua gestione – spiega Paolo Sambo, prorettore alle Politiche per le sedi decentrate dell’Università di Padova –. Ed è utile affrontare la tematica con approccio olistico che consideri non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli sociali ed economici, come fa una manifestazione che prende spunto dal passato per guardare al futuro in un’ottica di sostenibilità, guidata dagli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’ONU. Il legame fra le due ricorrenze, il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete e gli ottocento anni dell’Università di Padova, si concretizza in una manifestazione che dimostra, ancora una volta, come ateneo e territorio non solo possono, ma devono, interagire e collaborare per l’avanzamento della conoscenza e della società. Il coinvolgimento di enti territoriali, amministratori locali e ricercatori, in eventi offerti a pubblici diversi rappresenta un chiaro esempio di come l’Università di Padova declini il concetto di terza missione per e sul territorio”.

Spettacoli. Mercoledì 25 maggio si terrà la proiezione del film Welcome Venice, seguirà tavola rotonda con regista (Andrea Segre) e attori del film intervistati dai ragazzi del Giffoni Film Festival sul tema della conservazione degli ecosistemi fragili e delle tradizioni culturali ed economiche ad essi legate. Saranno presenti rappresentanti di Legambiente, Marevivo e del mondo del turismo. Evento speciale, mercoledì 25, dopo il film Welcome Venice, sarà “Idrovore Tricolore” con la proiezione, in diretta, sullo schermo di piazza Indipendenza, delle idrovore disseminate nel territorio nazionale illuminate con le luci della bandiera italiana. Giovedì 26 maggio, la compagnia di danza RBR Dance Company presenterà Boomerang – gli illusionisti della danza. Un viaggio onirico che inizia con la comparsa della vita sulla terra, la nascita dell’uomo e che si sviluppa poi in tre ambienti diversi ma tra loro collegati dalla presenza, diretta o indiretta, del genere umano. Venerdì 27 maggioValerio Aprea legge Maccox”, protagonista della trasmissione tv Propaganda, in uno spettacolo sui mutamenti climatici. Sabato 28 maggio sarà il turno del duo comico Ale e Franz con uno spettacolo su uomo e ambiente. Infine domenica 29, si terrà lo spettacolo di chiusura che ripercorre alcuni momenti della vita di Silvio Trentin, tra i principali protagonisti del Congresso di San Donà del 1922, in un monologo di Andrea Pennacchi.

Il Festival è patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dell’Agricoltura, Regione del Veneto – che l’ha inserito nel calendario dei Grandi Eventi -, ANCI Veneto, Comune di San Donà di Piave, Conferenza sindaci delle Venezia Orientale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Programma e info su www.festivalbonifica.it. Anche quest’anno il Festival si avvale del sostegno di Crédit Agricole-FriulAdria nel quadro della collaborazione strategica con ANBI Veneto finalizzata a promuovere la green economy. La banca, infatti, ha legato il proprio nome allo studio di ANBI Veneto sul sistema delle risorgive (in fase di completamento) e al Contamination Lab, il laboratorio di idee innovative organizzato dall’Università di Padova da cui ha preso forma il progetto Irribanc per l’efficientamento dell’acqua in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Domenica 22 maggio 2022, ore 18, al “Manegium” di Fratta Polesine (RO) si parla dell’impegno profuso da Giuseppe Romanato per l’ottenimento della legge 1097/71 che salvò i Colli Euganei

IMG-20220519-WA0000

Il socio Argav Giorgio Pavan ha organizzato a Fratta Polesine (RO), nella sede del “Manegium” (via Riviera Scolo 11), alle ore 18,  l’incontro “I Colli Euganei salvati, la legge 1097/71 cinquant’anni dopo e l’impegno di Giuseppe Romanato“, originario proprio di Fratta Polesine.

Programma. Dopo la presentazione di Adriano Azzi, sono previsti gli interventi del giornalista Renato Malaman, Gianni Sandon, del Comitato difesa Colli Euganei, Gianluigi Ceruti, ex parlamentare e Carlo Fracanzani, ex ministro e coautore, insieme a Giuseppe Romanato, della legge 1097. Le conclusioni saranno affidato a Gianpaolo Romanato.

22 maggio 2022, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità, concerto nel bosco in onore di Dino Buzzati e per celebrare il Cansiglio, prima foresta al mondo ad essere certificata Pefc per la biodiversità

Schermata 2022-05-17 alle 17.55.38

La “Foresta dei Dogi” in Pian del Cansiglio (BL) è la prima area certificata nel mondo per il servizio ecosistemico della tutela della biodiversità secondo il nuovissimo standard PEFC. In questo straordinario contesto, domenica 22 maggio (ore 12:00), si terrà un concerto per celebrare la Giornata Mondiale della Biodiversità.

Un’area di 1.292 ettari. La prima area a valorizzare i propri servizi ecosistemici aderendo al nuovo standard e ricevendo la certificazione di PEFC Italia è, dunque, la Foresta demaniale regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura, che rientra nel Gruppo di certificazione forestale PEFC “Foresta Amica” gestita da Coldiretti Belluno. I veneti sono quindi il primo soggetto non solo in Italia ma in tutto il mondo a poter vantare questa certificazione PEFC, poiché lo standard italiano per i servizi ecosistemici è il primo creato per valorizzare i Servizi ecosistemici in tutta la famiglia PEFC. Si tratta di un’area di 1.292 ettari in cui predomina la faggeta autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma in cui sono presenti anche conifere alpine, come l’abete rosso e l’abete bianco.

Con questo nuovo standard, le aree certificate PEFC potranno essere verificate da un organismo di parte terza per azioni volontarie finalizzate allo stoccaggio, assorbimento e non emissione della CO2, alle funzioni turistico ricreative e alla tutela della biodiversità. Nella realizzazione dello standard, il PEFC Italia ha sviluppato una metodologia che consente ai proprietari forestali e di piantagioni arboree certificate PEFC di dichiarare il proprio contributo in termini di tutela e incremento di Servizi Ecosistemici. Per quanto riguarda il servizio ecosistemico “biodiversità”, PEFC Italia ha avuto la possibilità di adottare e adattare la metodologia e gli indici di biodiversità precedentemente messi a punto nell’ambito del progetto europeo INTERREG Italia-Austria “BioDelta4” di cui Veneto Agricoltura è stato capofila. È questo lo scenario nel quale Veneto Agricoltura organizza, in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità, il 22 maggio 2022, alle ore 12:00 un concerto con intermezzi recitati tratti da “Il segreto del Bosco Vecchio” di Dino Buzzati: al pianoforte Gloria Campaner, voce recitante Andrea Bellacicco.