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Biodiversità, in Pian Cansiglio (BL) la prima certificazione di prati e pascoli in Italia

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La tutela della biodiversità e il benessere animale rappresentano valori e impegni imprescindibili per garantire sostenibilità e risorse per le nuove generazioni. E’ in questo contesto che il CSQA, leader nella certificazione nel campo agroalimentare, ha rilasciato la prima attestazione in Italia riguardante i prodotti lattiero-caseari; attestazione attribuita al Centro Caseario e Agrituristico dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio (Bl) per prodotti derivanti da animali che vivono in prati e pascoli con alti livello di biodiversità.  L’iter certificativo, avvenuto secondo lo standard “Biodiversity Friend®” della World Biodiversity Association, ha verificato l’elevato livello di biodiversità di prati e pascoli del Pian del Cansiglio. L’importante comunicazione è avvenuta in occasione della Fiera e Festival delle Foreste, organizzata l’11-12 settembre scorso da Longarone Fiere, Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, nella piana della foresta demaniale regionale del Cansiglio.

Questi alti livelli di biodiversità assicurano un ambiente sano e un’alimentazione ricca di essenze per il bestiame al pascolo con ricadute eccellenti  sui prodotti lattiero-caseari da questi derivati. Si ricorda che “Biodiversity Friend®” è uno strumento di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti che permette di misurare l’eccellente valore ambientale del Cansiglio: nascono così latte fresco e ottimi formaggi, interamente provenienti da  un territorio che rappresenta un’eccellenza ambientale. “Siamo molto orgogliosi – dichiara Federico Caner, assessore Regionale all’Agricoltura – che sia stato riconosciuto e misurato attraverso un sistema di certificazione nazionale l’enorme valore ambientale di prati e pascoli del Pian Cansiglio. Un patrimonio ambientale veneto che assicura biodiversità del territorio, valore sociale e corretta gestione della fauna. Ci auguriamo che questo importante riconoscimento, che rappresenta una best practice dell’agricoltura veneta, possa aprire la strada ad altre realtà di questa come di altre aree montane del nostro territorio. Va inoltre ricordato che i prodotti veneti rappresentano una leva importante non solo dal punto di vista enogastronomico ma anche da quello turistico. Anche per questo tali eccellenze potranno fregiarsi del marchio “VENETO, THE LAND OF VENICE”  riservato ai prodotti tipici e di qualità della nostra regione”. Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura, ha sottolineato che “l’Agenzia regionale ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto sui territori di proprietà della Regione Veneto per valorizzare una delle aree di maggior rilievo storico e naturalistico a livello regionale e nazionale. Siamo convinti che la sostenibilità sia volano anche per la crescita economica e sociale di un territorio”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Fino al 30 settembre 2021, a Rovereto (TN) la mostra itinerante “Binario 1 – biodiversità in transito”

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Fino al 30 settembre 2021, dal martedì alla domenica, sarà aperta presso il Museo della Città a Rovereto (TN) la mostra itinerante sulla flora ferroviaria nata da un progetto della Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e l’Università di Innsbruck, grazie a un finanziamento EUREGIO.

Sono stati studiati gli effetti sulla biodiversità floristica presente nella tratta di linea ferroviaria del Brennero, nata tra il 1859 e il 1867, che ha collegato Verona con Innsbruck. Le piante si spostano e per farlo sfruttano sia gli animali che l’uomo. E’ il meccanismo di diffusione dei semi indicato con il termine zoocoro; al di là del tramite svolto dagli animali, l’uomo non è per niente da meno e i tratti ferroviari, in particolare, si sono dimostrati delle vere e proprie “autostrade di Biodiversità”.

Molte le possibili applicazioni di questo progetto, non solo nel campo della ricerca. “Lo studio ha infatti permesso di comprendere le dinamiche di diffusione di molte specie, anche in rapporto ai cambiamenti climatici in atto e alle ricadute in termini di modificazione della biodiversità autoctona sulla salute umana (allergie) e su aspetti gestionali (sfalci, diserbi), anche in conseguenza alla globalizzazione”.

Andare a Rovereto può essere l’occasione per scoprire la “città della Quercia” nella quale è possibile trovare due corposi tomi sulla “Flora del Trentino” o la “Flora illustrata del Monte Baldo”; il massiccio montuoso conosciuto come il “giardino d’Italia” grazie alla sua ricchezza floristica caratterizzata anche da molti endemismi (ovvero specie che esistono solo sul Monte Baldo). Può essere un modo per fare scoperte inusuali e magari anche trovare spunti per quell’ideale di umanità che Henry David Thoreau proponeva di realizzare simboleggiato da una figura d’uomo capace di misurarsi con la Natura, nato da essa e fedele alla sua logica.

20 maggio 2021, maratona web veneta per la Giornata nazionale della biodiversità agricola e alimentare, con speciale tributo alle api

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Regione e Veneto Agricoltura, in occasione della Giornata nazionale della Biodiversità agricola e alimentare, organizzano nella mattinata di giovedì 20 maggio (ore 8:00-14:00)BiodiversiThon 2021”, una maratona online non-stop per far conoscere le diverse specificità della biodiversità agraria: da quella animale, a quella vegetale e microbica.

Ma che cos’è la biodiversità agraria? In estrema sintesi, si potrebbe dire che la biodiversità di interesse agricolo e alimentare è un patrimonio immenso, sia in termini economici che storico-culturali, che necessita di essere salvaguardato e promosso, ma prima ancora conosciuto. Da qui l’idea di realizzare “BiodiversiThon 2021”, un evento unico nel suo genere: per tutta la mattinata sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura è in programma un fitto susseguirsi di interviste ad esperti, focus, collegamenti in diretta, presentazione di video, interventi di agricoltori e allevatori custodi, ecc. dedicati ai temi della biodiversità agricola e alimentare del Veneto.

Allo scoccare di ogni ora, a partire dalle ore 8:00, sarà approfondito un argomento diverso: il via verrà dato da “Buongiorno Biodiversità”, uno spazio introduttivo per presentare la situazione italiana e regionale in fatto di sostegno alla conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura. A seguire (ore 9:00), è in scaletta il punto sul ruolo delle Istituzioni in rapporto alla biodiversità agraria, a partire dalla Legge nazionale che dal 2015 disciplina il comparto attraverso precise disposizioni di tutela, conservazione e valorizzazione; in questo spazio interverranno rappresentanti del mondo istituzionale (Ministero, Regione, Veneto Agricoltura, ecc.), scientifico e accademico (Università, CREA, Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, ecc.) e politico (è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner).

Alle ore 10:00 i riflettori si accenderanno sulla biodiversità vegetale, ovvero sulle varietà antiche di frutta, vitigni, orticole, cereali, ecc. del Veneto. Sono previsti collegamenti con i Centri di ricerca di Veneto Agricoltura, ancora con il CREA, alcuni Istituti agrari regionali. Alle ore 11:00 sarà l’ora della biodiversità animale con focus sulle specie zootecniche venete a rischio di estinzione o per le quali si sta lavorando per incrementare la mandria regionale: da quella bovina (Burlina, Rendena, Grigia) a quella ovicaprina (Alpagota, Lamon, Brogna), da quella suina a quella equina. Nell’occasione, con l’aiuto di esperti, si parlerà di un mondo zootecnico antico da proteggere e salvaguardare. Alle ore 12:00, entra in scena la biodiversità microbica, argomento quanto mai di attualità, coordinato dagli esperti di Veneto Agricoltura (Centro per la qualità agroalimentare di Thiene, VI); tra gli ospiti l’IZSV di Legnaro (Pd) e la sua direttrice Antonia Ricci. In questo spazio si parlerà anche dell’importanza della sorveglianza epidemiologica per i centri di conservazione e per gli allevatori custodi nonché di un interessante progetto Interreg sui fermenti che ha dato importanti risultati.

Alle ore 13:00, collegamento con l’agriturismo “La Cascina” di Mestre (Ve), dove prenderà il via il rush finale di “BiodiversiThon 2021” con una serie di focus sulle Comunità del Cibo e, più concretamente, sulla valorizzazione della biodiversità a tavola. Nell’occasione, l’agrichef Diego Scaramuzza (presidente nazionale Terranostra) presenterà alcuni piatti e materie prime del territorio, tradizionali e DOP/IGP, mentre il sommelier Gianpaolo Breda di AIS Veneto illustrerà le caratteristiche di sette vini prodotti da altrettanti vitigni autoctoni. In chiusura BiodiversiThon celebrerà anche la Giornata mondiale delle api, in calendario sempre il 20 Maggio. Con gli esperti Giustino Mezzalira e Paolo Fontana verranno descritte e possiamo dire decantate (con video e foto) le funzioni indispensabili di questo insetto per gli equilibri e la salvaguardia dell’ambiente e dei suoi ecosistemi, anche quello agrario.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Salvezza ghepardo in natura, a farlo da trent’anni è il Cheetah Conservation Fund, quartier generale in Namibia, nel Corno d’Africa, ma con sede anche in Italia

Nel corso del webinar Argav tenutosi lo scorso 17 luglio, abbiamo incontrato virtualmente Betty von Hoenning O’Carroll, presidente Cheetah Conservation Fund (CCF) Italia, organizzazione internazionale non-profit fondata nel 1990 con quartier generale in Namibia, leader globale di ricerca e conservazione dei ghepardi,

Salvezza del ghepardo in natura. A questo proposito, CCF ci ha informati che il Ministero per l’Ambiente e lo Sviluppo Rurale della Repubblica del Somaliland (MoERD) (Terra dei Somali), nel cui mandato c’è la promozione della pastorizia tramite lo sviluppo sostenibile che mira ad eradicare la povertà, incrementando le condizioni di vita, assicurando alle generazioni future un ambiente protetto e conservato, l’Amministrazione regionale Selel e le Forze di Polizia del Somaliland, con il supporto del Cheetah Conservation Fund e di Torrid Analytics, società con sede in Somaliland, specializzata in ricerche complesse, che agevola e sostiene la capacity-building in aree di criticità per il governo e per i partner non-profit in tutto il Corno d’Africa, hanno salvato otto cuccioli di ghepardo nel corso di tre distinte operazioni successive nelle regioni di Selel e Awdal (18-29 luglio). Sette cuccioli hanno un’età che varia dalle 2,5 settimane alle 10 settimane, mentre l’ottavo ha circa sei mesi. Le autorità ritengono che i sette cuccioli siano stati sottratti alle madri nel Corno d’Africa, nelle regioni occidentali confinanti con l’Etiopia nel mese di luglio. Il cucciolo più grande è stato trattenuto da un membro della comunità locale per diversi mesi, dopoche il trafficante di un’altra regione non è riuscito a trovare un acquirente. Tutti e otto dovevano essere smerciati nel traffico illegale di animali esotici. Il Dr. Muse Saed Jama formato in veterinaria dal CCF, ha prestato le prime cure ai cuccioli e li ha preparati ad effettuare il lungo viaggio di ritorno verso il Rifugio Sicuro del CCF e nell’ambulatorio veterinario di Hargeisa.“La nostra sincera gratitudine va ai membri della comunità delle regioni di Awdal e Selel, il cui aiuto prezioso ha permesso il successo delle missioni della settimana scorsa”, ha ricordato Abdinasir Hersi, direttore generale del MoERD. Con il recupero degli otto cuccioli dal Somaliland occidentale, il numero di ghepardi in cura presso il CCF di Hargeisa è salito a 41, una cifra record per questo progetto.

Specie in estinzione. “Dati i pochi esemplari che restano nel Corno d’Africa, la vita di ogni singolo cucciolo è importante”, ha detto la Dr. Laurie Marker, fondatrice e direttore esecutivo del CCF. “ Molte persone ci chiedono se, nonostante il COVID-19, i traffici illeciti continuino, e sappiamo che la risposta è affermativa. Ci siamo resi conto di come i coronavirus possono diffondersi, cioè anche tramite gli animali selvatici che attraversano i confini internazionali, cosicché dobbiamo fermare coloro che tolgono gli animali selvatici dal loro habitat naturale. Per la loro salute, certo, ma anche per la nostra”. Per gli interessati a ricevere maggiori informazioni o prestare aiuto, si può visitare il sito www.cheetah.org.

Fonte: Servizio stampa CCF Italia, Susan Yannetti, susan@cheetah.org +12027167756

Difesa biodiversità agraria, continua l’attività in Veneto della rete Bionet

Quando si parla di biodiversità, molti dimenticano che una certa “semplificazione” avvenuta dal secondo dopoguerra in poi, specie per i territori agrari non solo veneti, padani e italiani, legati anche ad una evoluzione dell’agricoltura in senso imprenditoriale, ha comportato la compromissione della complessità animale e vegetale storicamente presente sui  nostri territori.

Agricoltori e allevatori custodi della biodiversità. Bionet, rete creata dalla Regione Veneto, grazie al Programma di Sviluppo Rurale (PSR), ha proprio lo scopo di conservare la “biodiversità animale e vegetale”. Un interessante progetto che vede il coinvolgimento di Veneto Agricoltura, ma anche quello dei centri di conservazione presenti sul territorio veneto e numerosi agricoltori/allevatori definiti “custodi” della biodiversità. Nello specifico, l’Agenzia regionale è coinvolta in due importanti misure del PSR, Programma di Sviluppo Rurale: la prima (Misura 10.2.1) prevede la realizzazione di interventi di conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura; mentre la seconda (Misura 16.5.1) opera per la realizzazione di progetti collettivi a carattere ambientale funzionali alle priorità previste dal PSR stesso.

Conservazione delle risorse genetiche locali. Tra i diversi progetti in corso, merita senz’altro di essere segnalato uno di cui Veneto Agricoltura è coordinatore e che vede tra i soggetti partner sette Istituti Agrari Professionali (uno per provincia), di cui alcuni riconosciuti come centri di conservazione. Finalità primaria sono proprio le attività di conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri e la condivisione tra i partner di un regolamento che definisca le modalità di cessione delle risorse genetiche al fine di implementare il cosiddetto sistema di conservazione “dinamico”, previsto dalla Legge 184 del 2015. Di cosa si tratta? Questo sistema si basa sulla contemporanea conservazione delle risorse genetiche da parte di due tipologie distinte di strutture di conservazione. Le prime, che già esistono per molte delle risorse genetiche attualmente raccolte, sono rappresentate dai “Centri di Conservazione”; le seconde sono denominate “Agricoltori e Allevatori Custodi”, vale a dire gli attori chiamati a contribuire alla conservazione della risorsa genetica attraverso la coltivazione o l’allevamento in azienda, secondo le normali condizioni per permetterne l’adattamento al “terroir” inteso come l’insieme di fattori quali le tecniche di coltivazione, l’ambiente pedoclimatico, le conoscenze e la cultura di un territorio.

Il piano in corso. Oggi il sistema di conservazione attuato dal progetto BIONET prevede esclusivamente la conservazione delle specie animali e delle varietà di piante nei Centri di Conservazione. Entro il 2022, anno di conclusione del progetto, è previsto però il coinvolgimento completo anche degli “Agricoltori e Allevatori Custodi”. Nel frattempo, sono già stati chiariti importanti aspetti utili all’obiettivo del progetto quali: le implicazioni legate alla legislazione riguardante la commercializzazione delle sementi o la messa in atto del registro anagrafico relativa agli avicoli. Da parte loro, gli Istituti Agrari coinvolti hanno attuato una ricerca di accessioni orticole tipiche delle loro rispettive provincie e, appena possibile (l’iter è stato rallentato dalle restrizioni dovute al Covid19), inizieranno le prime coltivazioni utili alla caratterizzazione delle diverse varietà.

La formazione avverrà attraverso l’apprendimento dello standard di certificazione “Biodiversity Friend” che è uno dei più collaudati del settore presenti in Italia. Purtroppo, come accennato, a causa dell’emergenza per Covid19, anche l’attività di formazione prevista dal progetto ha subito un notevole rallentamento. Sono state però pianificate diverse “call conference” che prevedono il coinvolgimento dei rappresentanti dei gruppi di lavoro, dei soggetti partner, di esperti, ecc. proprio per consentire il confronto in questa importante fase del progetto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

19 giugno 2020, biodiversità agraria e forestale “locale” a rischio, webinar Argav-Unaga in collaborazione con Veneto Agricoltura

Cos’è la biodiversità? Tanti ne parlano, spesso riferendosi solo alla biodiversità dell’Amazzonia o di altri luoghi esotici, ma in realtà è a rischio anche quella di casa nostra, a partire dalla biodiversità agraria e forestale. Il tema è al centro del prossimo videoincontro “Salvaguardia della biodiversità agraria e forestale: cuore pulsante delle strategie ambientali locali, nazionali e dell’Ue” organizzato venerdì 19 giugno a partire dalle ore 18:00 sino alle 19:30 da Argav e Unaga (Associazione Nazionale della Stampa Agroambientale), con la fondamentale collaborazione di Veneto Agricoltura.

A moderare gli interventi Mimmo Vita, giornalista e presidente del CTS di UNARGA. A dar vita al seminario web saranno: Giustino Mezzalira, direttore della Sezione Ricerca e Gestioni Agro-Forestali di Veneto Agricoltura, che parlerà de “La biodiversità in poche parole“; Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, esperto internazionale di difesa integrata, che parlerà di “Api e biodiversità agraria“; Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia, direttore responsabile della rivista online Ecodelleforeste.it, che parlerà de “La biodiversità forestale“.

Per partecipare al webinar vi sono possibilità: cliccare sul link https://us02web.zoom.us/j/85132432646 scaricando così l’app (in automatico) di Zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar; entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (a destra nel menù principale) e inserire la user ID 851 3243 2646.

Settimana della biodiversità, le iniziative “agili” di Veneto Agricoltura

È questa la settimana della biodiversità e delle api, che sarà celebrata in tutto il mondo con tantissimi eventi, ovviamente tutti proposti in modalità smart a causa delle restrizioni per Covid-19. Anche Veneto Agricoltura ha dovuto adeguarsi alla situazione che si è venuta a creare predisponendo per l’occasione un carnet di approfondimenti a tema, alcuni dei quali già presenti sui Social (YouTube, Facebook, Twitter), mentre altri saranno postati con cadenza quotidiana da oggi fino a sabato 23 maggio.

20 e 22 maggio, le date clou di questa “lunga” settimana dell’anno dedicata alla Natura: mercoledì 20 maggio in Italia si celebra la Giornata nazionale della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare; lo stesso giorno ricorre anche la Giornata mondiale delle api, proclamata dalle Nazioni Unite a partire dal 2017; infine venerdì 22 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Biodiversità animale e vegetale. Il ventaglio di argomenti che fanno capo alla “Biodiversità” è ampio e coinvolgente: dal mondo delle api ai boschi biodiversi; dalle razze ovine e bovine a quelle avicole del Veneto a rischio di estinzione o di erosione genetica; dalle varietà antiche di frutta e cereali alle fioriture dei Giardini Botanici gestiti da Veneto Agricoltura.

Approfondimenti/1. Per l’occasione, sul canale YouTube dell’Agenzia (https://www.youtube.com/user/VenetoAgricolturaTv), accanto alla playlist contenente tutte le 95 puntate a tema realizzate nell’ultimo anno e mezzo da Radio Veneto Agricoltura, sono stati creati degli altri interessanti contenitori dedicati all’ambiente e alla natura che ci circonda, che tanto impreziosisce la nostra Regione. Così, nella playlist “Giornate della Biodiversità” sono già disponibili degli interessanti approfondimenti sul mondo delle api (intervista all’esperto di fama internazionale Paolo Fontana, della Fondazione “E. Mach” di San Michele all’Adige, nonché assiduo frequentatore in qualità di esperto della trasmissione Geo su Rai Tre) e sul progetto regionale “Bionet”, incentrato sulla conservazione della biodiversità agraria (con intervista a Michele Giannini di Veneto Agricoltura). Da oggi, nella stessa playlist, sarà disponibile il video “Il bosco biodinamico”, con intervista all’esperto faunista Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura.

Approfondimenti/2. Seguiranno nel corso della settimana altri interessanti approfondimenti, a partire da una puntata speciale di Radio Veneto Agricoltura, programmata per il 20 maggio (ore 11:00 sui Social e sul sito web di Veneto Agricoltura), interamente dedicata alle Giornate 2020 della Biodiversità. Collegata a questi importanti temi è pure la playlist “Giardini botanici di Veneto Agricoltura”, con brevi video “quasi in diretta” sulle fioriture in Cansiglio e sui Colli Euganei. Di rimbalzo, questi stessi argomenti troveranno ampio spazio di approfondimento, arricchiti da un prezioso corredo di foto (straordinario quello in arrivo dal biotopo Bonello di Veneto Agricoltura sul Delta del Po), nella homepage del sito internet di Veneto Agricoltura, nonché sui profili Facebook e Twitter dell’Agenzia.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Razze avicole autoctone venete, nati oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon a Ceregnano (RO)

Oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon sono nati sotto l’occhio vigile della telecamera – i tempi cambiano – presso l’azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (RO).

Un breve video sull’avvenimento é a disposizione sui profili Social Facebook, Twitter e YouTube dell’Agenzia, https://youtu.be/nVSogqOQqNY: dalla prima fase di schiusa, dove gli anatroccoli forano il guscio dell’uovo per muovere i primi passi ancora tutti bagnati; alle ore successive dove i pulcini appaiono già belli asciutti accolti in apposite cassette: sono di color marrone i pulcini di razza Germanata veneta, gialli quelli di razza Mignon; fino al loro trasferimento dall’incubatoio al caldo pollaio dove cresceranno. Le diverse fasi dell’evento, raccolte appunto in un breve video, testimoniano l’importanza dell’attività di conservazione delle razze autoctone venete, e quindi della biodiversità animale, a tutela del patrimonio avicolo, culturale e storico svolta nell’azienda dell’agenzia regionale.

In dettaglio. A Ceregnano vengono allevate e quindi conservate cinque diverse specie avicole suddivise in ben 15 razze autoctone: Pollo (Robusta Lionata, Robusta Maculata, Ermellinata di Rovigo, Pepoi, Polverara Bianca, Polverara Nera, Padovana, Camosciata, Padovana Dorata, Padovana Argentata); Anatra (Germanata veneta e Mignon); Faraona (Camosciata); Oca (Padovana); Tacchino (Comune Bronzato, Ermellinato di Rovigo). Per ogni razza avicola l’azienda “Sasse Rami” dispone di un gruppo di riproduttori composto da 60 capi. Per informazioni sull’attività di conservazione delle razze autoctone venete scrivere a: sasserami@venetoagricoltura.org, il personale di Veneto Agricoltura contatterà gli interessati.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna

3 giugno, 2017, Grum di Villabruna (BL) I soci Argav nel mulino a pietra risalente al ‘500 gestito dalla cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore (BL)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) L’agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna, e non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista della conservazione della biodiversità.

da sx Eugenio Garlet e Stefano Sanson, rispettivamente presidente e consulente tecnico La Fiorita, nel mulino a pietra presentano la farina di mais Sponcio

Dare una seconda vita a cereali dimenticati. A dimostrarlo in concreto ai soci Argav, in viaggio sabato 3 giugno scorso in Val Belluna per la visita alla cooperativa agricola La Fiorita di Cesiomaggiore (BL), i campi coltivati a mais Sponcio, orzo Bellunese-Agordino e farro Spelta, cereali che gli abitanti della valle montana non erano più abituati a vedere crescere nei loro appezzamenti, in seguito all’abbandono del lavoro agricolo a favore di quello nelle industrie, soprattutto dell’occhialeria. A riportare la coltivazione delle antiche varietà, è stato un lavoro di ricerca e di sperimentazione effettuato in sinergia tra la cooperativa agricola e l’Istituto Agrario Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre, che è anche azienda agraria, quest’ultima diretta dall’insegnante Stefano Sanson, consulente tecnico de La Fiorita, nostro cicerone durante il viaggio studio insieme ad Eugenio Garlet, presidente della cooperativa.

esemplari di montoni di pecora di Lamon allevati nell’azienda agraria dell’Istituto Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre (BL)

Biodiversità coltivata e allevata. “L’azienda dell’istituto scolastico, nella sua primaria funzione di laboratorio didattico a servizio della classi, si caratterizza da sempre per l’impegno e l’attenzione alla tutela e conservazione ambientale, tanto che oggi è uno dei centri di riferimento regionale di conservazione dell’agro-biodiversità“, ha raccontato Sanson mostrandoci degli esempi di biodiversità allevata e coltivata: razze venete di anatre e polli (tra quest’ultimi, le specie Robusta Lionata, Robusta Maculata e l’Ermellinata di Rovigo), la pecora di Lamon, la vite Bianchetta trevigiana, oltre ai campi di farro Spelta e orzo Bellunese-Agordino. Sempre nell’ambito della valorizzazione dell’agro-biodiversità, Sanson ci ha parlato di due iniziative che vedono coinvolti l’istituto scolastico e la cooperativa, oltre ad altri partner, il progetto CL.A.I.M. (Cluster on Agrobiodiversity, Innovation and Malt)- Cereali e Malto per lo sviluppo integrato del territorio (PSR 2014-2020 Veneto, misura 16.1.1.), attualmente nella prima fase di studio, che, a partire dai cereali minori quali orzo, farro, mais, segale, grano saraceno, insieme ad altri prodotti agroalimentari locali (ortofrutta, officinali, lattiero caseari, ecc.), si propone di sviluppare prodotti alimentari innovativi ad elevata funzione salutistica, etica e ad alto valore aggiunto ed il progetto S.I.T.I.A.B.B. (Sistemi innovativi di trasferimento dell’innovazione per l’agricoltura biologica bellunese, PSR 2014-2020 Veneto misura 16.1.1.), che punta allo sviluppo di un distretto del biologico per la provincia di Belluno attraverso la costituzione di un centro servizi per l’agricoltura biologica centrato sull’istituto agrario, una rete di imprese per l’agricoltura biologica con le relative ed associazioni rappresentative, un collegamento fra gli enti che operano nel campo della ricerca e sperimentazione e sistema formativo per l’agricoltura biologica, di enti locali e territoriali che hanno interessi nella tutela ambientale del territorio. Una curiosità: tra lezioni in campo ed in pollaio, l’isituto scolastico tiene anche corsi di muri in pietra a secco.

solo verdura e frutta di stagione nel punto vendita della coop. La Fiorita. In questo caso, si vedono fragole e le prelibate patate cornete, ottime cotte al forno.

Il gusto tricolore della val Belluna. La cooperativa agricola, che quest’anno festeggia i 40 anni di attività, produce, trasforma – attraverso laboratori artigianali del luogo e un antico mulino a pietra gestito direttamente – nonché distribuisce specialità agroalimentari e tradizionali della valle. Annovera 320 soci, quasi tutti piccoli e piccolissimi produttori, contadini ma anche pensionati, operai, figli e nipoti di agricoltori, che conferiscono parte delle loro produzioni ortofrutticole coltivate in un territorio spesso appartenente ad area protetta (Parco nazionale Dolomiti Bellunesi), e che da sempre ha adottato tecniche colturali a basso impatto ambientale anche per le colture e gli allevamenti storicamente praticati. I prodotti della cooperativa – frutta e verdura di stagione, fagioli Gialet, i fagioli di Lamon, l’orzo, la farina, le gallette e i biscotti di mais Sponcio, la birra Dolomiti, nonché tanti altri prodotti delle aziende agricole del territorio che lavorano con loro – si possono trovare nel punto vendita all’interno del Bicigrill di Busche (via Nazionale 48), in cui trova spazio anche quello della cooperativa Valcarne. A pochi metri, c’è anche il punto vendita della cooperativa Lattebusche. Il Bicigrill è nato come punto di ristoro e appoggio per i cicloturisti e si trova lungo la via Claudia Augusta Altinate, antica strada romana risalente al I secolo d.C., che collegava la Pianura Padana alla Baviera, attraversando le Alpi ed il Danubio. Al momento, l’ingresso del Bicigrill è un po’ penalizzato dai lavori in corso per l’ampliamento della struttura. “Confidiamo in una veloce ristrutturazione, vorremmo quanto prima caratterizzare questo spazio come un’agorà del gusto tricolore della val Belluna, in cui si possono assaggiare i prodotti caseari di Lattebusche (bianco), le carni di Valcarne (rosso) ed i nostri prodotti ortofrutticoli (verde)”, ha spiegato Garlet.

La socia della cooperativa La Fiorita mentre prepara la polenta di mais Sponcio.

Dal campo alla tavola. La perfetta conclusione del viaggio studio è avvenuta a tavola, a Grum di Villabruna (Feltre), dove si trova il mulino a pietra, dalle mure cinquecentesce, gestito dalla cooperativa per la molitura dei cereali, ed in cui alcuni soci de La Fiorita hanno preparto un eccellente pranzo a base di polenta di mais Sponcio, formaggio Schiz, cavolo cappuccio, birra Dolomiti, ciliegie, biscotti di mais Sponcio e caffè d’orzo, un menù che potete assaggiare anche alla festa della patata di Cesiomaggiore De.Co, prodotta dalla cooperativa, che si tiene nel quarto fine settimana di agosto.

Approvata la legge di tutela della biodiversità

biodiversità argavIeri, giovedì 19 novembre 2015, è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il provvedimento sulla tutela della biodiversità.

Traguardo raggiunto nell’anno di Expo. “L’approvazione all’unanimità della legge – ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura Martina – conferma l’importanza cruciale dell’agricoltura per un Paese come il nostro, che vanta un patrimonio unico per biodiversità che dobbiamo salvaguardare e promuovere in tutta la sua specificità. La norma sottolinea il ruolo primario e insostituibile dei nostri agricoltori nel presidiare e conservare il territorio. Una funzione che trova nella bellezza dei nostri paesaggi, plasmati negli anni dall’attività agricola, una testimonianza concreta e immediata con ricadute positive anche sul turismo. Quello di oggi è un altro traguardo importante raggiunto nell’anno di Expo”.

Agricoltore, custode della biodiversità. “Con questa legge dotiamo il settore di strumenti efficaci e concreti – ha commentato il Vice Ministro Andrea Olivero – non solo per la tutela della biodiversità, ma per la valorizzazione della ricchezza agricola dell’Italia, riconoscendo all’agricoltore il ruolo di ‘Custode’ di questo inestimabile patrimonio”.

Cosa prevede la legge. Istituzione di un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare che prevede 4 strumenti operativi: 1. Anagrafe della biodiversità, dove saranno indicate le risorse genetiche a rischio di estinzione; 2. Comitato permanente, che garantirà il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di governo; 3. Rete nazionale, che si occuperà di preservare le risorse genetiche locali; 4. Portale nazionale, composto da un sistema di banche dati contenenti le risorse genetiche presenti su tutto il territorio italiano. Avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo; istituzione di un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori; all’interno del piano triennale di attività del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – CREA interventi per la ricerca sulla biodiversità agraria e alimentare, sulle tecniche necessarie per favorirla, tutelarla e svilupparla.

Fonte: Servizio Stampa Ministero delle politiche agricole alimentari forestali