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26-29 maggio 2022, a San Donà di Piave (VE) prende il via TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica, quattro giorni dedicati al rapporto tra uomo, acqua, ambiente e sostenibilità

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ANBI Veneto con i suoi Consorzi di Bonifica e Università degli Studi di Padova inaugurano giovedì 26 maggio 2022, dalle 9.00, in piazza Indipendenza a San Donà di Piave (VE) TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica. L’iniziativa si protrarrà fino a domenica 29 maggio, con incontri, convegni, spettacoli, concerti, visite guidate e mostre dedicati al rapporto tra uomo, acqua e territorio. Curatrice e coordinatrice scientifica della manifestazione è Elisabetta Novello, docente di storia economica dell’Università di Padova; direttore artistico è l’attore Andrea Pennacchi.

A 100 anni dal congresso che ha posto le basi della bonifica moderna, il sistema dei Consorzi è chiamato a far fronte alle nuovo sfide dei mutamenti climatici. Con Terrevolute si celebra il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel marzo del 1922, pose le basi della Bonifica moderna, definita “integrale” perché unisce aspetti di sicurezza idraulica alla gestione della risorsa ad uso irriguo, pratiche bonificatorie che fino agli inizi del ‘900 erano considerate e attuate separatamente. “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.

Aspetto principale del Festival è la componente convegnistica, con confronti tra rappresentanti istituzionali, docenti universitari, rappresentanti delle attività produttive e ovviamente dei consorzi di bonifica. Ad iniziare sarà la tavola rotonda (giovedì 26 maggio, ore 10.00) “Il futuro delle nostre terre” che vedrà il direttore generale di ANBI Massimo Gargano dialogare con Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marina Colaizzi, segretaria generale Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali e i rappresentanti di Coldiretti (Andrea Colla, presidente Coldiretti Venezia); Gianmichele Passarini (presidente CIA Veneto) e Paolo Ferrarese (vicepresidente Confagricoltura Veneto), coordinati dal giornalista Beppe Gioia. Ad aprire la mattinata inaugurale (ore 9.00) saranno l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, il sindaco di San Donà Andrea Cereser, il presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (che ospita il Festival) Giorgio Piazza, il presente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro e il Prorettore dell’Università di Padova Paolo Sambo, oltre al dg di ANBI Massimo Gargano. Inaugurazione e simposi del 26 e del 27 saranno trasmessi in diretta streaming su www.facebook.com/AnbiVeneto

Momento principale del Festival è il grande simposio che si articolerà tra giovedì e venerdì in piazza Indipendenza dal titolo “Consorzi di bonifica e sviluppo sostenibile. Itinerari e azioni per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” e che vedrà il coinvolgimento di rappresentanti di istituzioni e diversi docenti di Università di tutta Italia. Si parlerà di sostenibilità e gestione del territorio declinando le sessioni sulla base dei goal dell’Agenda 2030. Sabato 28 maggio, sempre in piazza Indipendenza, si terranno i workshop “Le acque rigenerano la città: Sicurezza idraulica e qualità della vita” (con rappresentanti di enti di ricerca, mondo della bonifica, associazioni di categoria, ore 10:00-12:30). A completare la sezione convegnistica sarà un fitto programma di presentazioni di libri che avranno luogo presso il Caffè Letterario e la Corte Leonardo da Vinci. “TerrEvolute | Festival della bonifica è arrivato alla sua quinta edizione, che coincide con il centenario del Convegno dedicato alla bonifica che si tenne nel marzo 1922 a San Donà di Piave, durante il quale venne fermamente ribadita la necessità di coordinare la finalità economica delle opere con quella sociale, vale a dire miglioramento delle condizioni di vita e dei rapporti di lavoro –  spiega la curatrice del Festival Elisabetta NovelloNegli anni successivi la bonifica si arricchì di nuovi valori e responsabilità come quelli legati alla ‘bonifica ambientale’, nei primi anni Novanta, promuovendo una serie di interventi a favore del rispetto per l’ambiente. Oggi siamo all’inizio di una nuova fase, quella della “bonifica per la sostenibilità” e di questo si occuperà il Simposio. Un importante momento di confronto fra mondo accademico (23 dipartimenti di 15 diverse Università italiane), politico e mondo della bonifica.” “Mai come in questo periodo storico è fondamentale focalizzare l’attenzione sull’ambiente e il rispetto delle risorse naturali e, quindi, anche sull’acqua e sulla sua gestione – spiega Paolo Sambo, prorettore alle Politiche per le sedi decentrate dell’Università di Padova –. Ed è utile affrontare la tematica con approccio olistico che consideri non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli sociali ed economici, come fa una manifestazione che prende spunto dal passato per guardare al futuro in un’ottica di sostenibilità, guidata dagli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’ONU. Il legame fra le due ricorrenze, il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete e gli ottocento anni dell’Università di Padova, si concretizza in una manifestazione che dimostra, ancora una volta, come ateneo e territorio non solo possono, ma devono, interagire e collaborare per l’avanzamento della conoscenza e della società. Il coinvolgimento di enti territoriali, amministratori locali e ricercatori, in eventi offerti a pubblici diversi rappresenta un chiaro esempio di come l’Università di Padova declini il concetto di terza missione per e sul territorio”.

Spettacoli. Mercoledì 25 maggio si terrà la proiezione del film Welcome Venice, seguirà tavola rotonda con regista (Andrea Segre) e attori del film intervistati dai ragazzi del Giffoni Film Festival sul tema della conservazione degli ecosistemi fragili e delle tradizioni culturali ed economiche ad essi legate. Saranno presenti rappresentanti di Legambiente, Marevivo e del mondo del turismo. Evento speciale, mercoledì 25, dopo il film Welcome Venice, sarà “Idrovore Tricolore” con la proiezione, in diretta, sullo schermo di piazza Indipendenza, delle idrovore disseminate nel territorio nazionale illuminate con le luci della bandiera italiana. Giovedì 26 maggio, la compagnia di danza RBR Dance Company presenterà Boomerang – gli illusionisti della danza. Un viaggio onirico che inizia con la comparsa della vita sulla terra, la nascita dell’uomo e che si sviluppa poi in tre ambienti diversi ma tra loro collegati dalla presenza, diretta o indiretta, del genere umano. Venerdì 27 maggioValerio Aprea legge Maccox”, protagonista della trasmissione tv Propaganda, in uno spettacolo sui mutamenti climatici. Sabato 28 maggio sarà il turno del duo comico Ale e Franz con uno spettacolo su uomo e ambiente. Infine domenica 29, si terrà lo spettacolo di chiusura che ripercorre alcuni momenti della vita di Silvio Trentin, tra i principali protagonisti del Congresso di San Donà del 1922, in un monologo di Andrea Pennacchi.

Il Festival è patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dell’Agricoltura, Regione del Veneto – che l’ha inserito nel calendario dei Grandi Eventi -, ANCI Veneto, Comune di San Donà di Piave, Conferenza sindaci delle Venezia Orientale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Programma e info su www.festivalbonifica.it. Anche quest’anno il Festival si avvale del sostegno di Crédit Agricole-FriulAdria nel quadro della collaborazione strategica con ANBI Veneto finalizzata a promuovere la green economy. La banca, infatti, ha legato il proprio nome allo studio di ANBI Veneto sul sistema delle risorgive (in fase di completamento) e al Contamination Lab, il laboratorio di idee innovative organizzato dall’Università di Padova da cui ha preso forma il progetto Irribanc per l’efficientamento dell’acqua in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Consorzi di bonifica: forte rappresentanza veneta nel nuovo consiglio nazionale di Anbi

Anbi Veneto

Forte rappresentanza del Veneto nel nuovo consiglio nazionale di Anbi, l’associazione che riunisce i Consorzi di bonifica e irrigazione, il cui rinnovo si è tenuto a Roma lo scorso 21 luglio 2021.

Il nuovo consiglio vedrà infatti la partecipazione di Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto e del Consorzio di bonifica Acque isorgive (sede a Mestre-Venezia), di Michele Zanato presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo (sede a Este, PD), entrambi riconfermati, e dei due neo eletti Alex Vantini, presidente del Consorzio di bonifica Veronese (sede a Verona) e Roberto Branco, presidente del Consorzio di bonifica Adige Po (sede a Rovigo). Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto, è stato confermato, per il Nord Italia, nella terna dei direttori che fanno parte del consiglio nazionale. “Si tratta di un squadra nutrita e qualificata che conferma il grande ruolo del Veneto nel sistema nazionale dei consorzi di bonifica e la qualità del lavoro che stiamo portando avanti in questo territorio”, ha affermato il presidente di Anbi veneto, Francesco Cazzaro. Confermato all’unanimità alla presidenza di Anbi Francesco Vincenzi, 43 anni, imprenditore agricolo modenese.

Fonte: Servizio stampa Anni Veneto

Helga Fazion nuovo direttore generale del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

Helga Fazion – Direttore CB Alta Pianura Veneta

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta ha nominato Helga Fazion nel ruolo di direttore generale dell’ente consortile che si occupa della sicurezza idraulica e della gestione della risorsa irrigua in un territorio pari a 172.998 ha diviso tra 61 comuni vicentini, 30 comuni veronesi e 5 padovani.

50 anni, originaria di Verona, laurea in economia e commercio, Helga Fazion è stata scelta, dopo un’attenta selezione, in virtù dell’esperienza acquisita sia nell’ambito della bonifica – ha ricoperto il ruolo di direttore del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord – sia nel mondo delle utility pubbliche, in particolare nei settori delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, dei servizi idrici integrati e dei rapporti tra azienda e utenti. “E’ per me un piacere tornare a lavorare in un Consorzio e per giunta in Veneto, mi sento a casa” dichiara il neodirettore, ed aggiunge “ringrazio il Consiglio per la fiducia riposta che farò assolutamente in modo di meritare anche alla luce delle importanti eredità che vado a raccogliere dai miei predecessori”.

Nominato anche il vicedirettore. “Persona dinamica e di grande esperienza, la dott.ssa Helga Fazion ha il profilo ideale per dirigere il Consorzio in un periodo di grandi sfide legate alla gestione del territorio in quest’epoca di mutamenti climatici: le faccio i più sinceri auguri di buon lavoro”, afferma il presidente del Consorzio di Bonifica Silvio Parise. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre individuato in Paolo Ambroso, già dirigente dell’ente, la figura del vicedirettore generale che avrà il compito di affiancare il nuovo direttore nelle sfide che si presenteranno.

Fonte: Anbi

Irrigazione e bonifica, elementi fondamentali per la crescita del Paese

Massimo Gargano

Massimo Gargano

“Partiamo da un assunto, i Consorzi di bonifica e di irrigazione sono elementi fondanti di un’agricoltura determinante per la crescita economica del Paese secondo un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al proprio centro”. Ad affermarlo, è stato Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione (ANBI), nel corso della Conferenza Nazionale Acque Irrigue tenutasi nei giorni scorsi a Roma.

Risorsa idrica, fondamentale per il comparto agroalimentare. Oggi più che mai – continua Gargano – di fronte alla semplificazione dei livelli istituzionali con l’eliminazione di Province e Comunità Montane, i Consorzi di bonifica sono protagonisti del territorio secondo il principio di sussidiarietà, che voglio tradurre in principio di prossimità; dobbiamo dare vita, insieme ai Sindaci, a grandi campagne di ascolto, cui devono seguire azioni risolutive. In questo, grande attenzione va dedicata al Sud, dove si acuisce la forbice con lo sviluppo del Nord: per quanto ci concerne, non mancano esempi positivi come la Calabria, ma ci preoccupano la deriva di situazioni come quelle di Sicilia, Basilicata, Puglia.

Risparmio d’acqua. Il sistema irriguo esperto Irriframe, che fa già risparmiare annualmente 100 milioni di metri cubi d’acqua, punta a raggiungere i 500 nei prossimi anni. All’Unione Europea, che chiede il recupero dei costi della distribuzione irrigua, diciamo che l’irrigazione collettiva già lo fa, limitando l’intervento pubblico ai soli investimenti strutturali; allo stesso tempo, in Italia, notiamo che una legge importantissima come quella contro l’indiscriminato consumo di suolo agricolo si è arenata nella pastoie degli interessi di parte. Eppure, in questa Conferenza, presentiamo i dati di un’indagine dell’INEA, che dimostra la disponibilità degli italiani a contribuire, affinchè l’ambiente, ove l’acqua è elemento indispensabile, venga mantenuto. E’ un potenziale tesoretto, su cui riflettere in un momento, in cui servono investimenti: noi segnaliamo quelli per il Piano Irriguo Nazionale, per il Sud, per la pulizia dei bacini delle dighe!”. Conclude Gargano: “In un mondo che corre, l’Italia deve tornare a farlo; rallentare significa non fare gli interessi del Paese. All’Italia che sa di muffa, si deve contrapporre un’Italia frizzante. I Consorzi di bonifica, portatori di cultura e valori positivi, si mettono, ora come sempre, al servizio degli interessi della collettività”.

Ministro Martina, CdB vantano esperienze d’avanguardia. “Siamo consci che 300 milioni in 7 anni, destinati dal P.O.N. (Piano Operativo Nazionale) al Piano Irriguo Nazionale, non sono molti, ma è meglio averli che no. Ora dobbiamo lavorare per incrementarli attraverso il Fondo di Coesione.” Risponde così il ministro alle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Maurizio Martina, alle perplessità emerse nel corso della Conferenza. “Quello dell’acqua è uno dei fronti più esposti nei rapporti fra Paesi; i modelli idrici sono oggetto di un costante confronto internazionale. In Italia, c’è ancora da lavorare per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche anche se possiamo vantare esperienze innovative e d’avanguardia come i Consorzi di bonifica. L’Expo sarà una straordinaria opportunità per presentarle”.

Paolo De Castro: tutelare suole e risorse idriche. “Il tema centrale in Italia come in Europa, in una logica di lungo periodo, è la gestione delle risorse naturali oggi sottoposte ad un forte stress, derivante soprattutto dalla crescente domanda alimentare dai Paesi asiatici. Dobbiamo quindi concentrarci sulla tutela di suolo e risorse idriche; non c’è alcuna concorrenza fra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.” Lo afferma l’europarlamentare, Paolo De Castro, intervenendo da Bruxelles alla Conferenza Nazionale Acque Irrigue per la crescita e il lavoro, in corso di svolgimento a Roma. “Il settore agricolo-alimentare è l’unico, che sta crescendo nella difficile congiuntura economica del Paese e l’acqua ne è fattore determinante; non è più tollerabile alcuno spreco. In questo quadro, i Consorzi di bonifica hanno ed avranno un ruolo strategico; smettiamo, quindi, defatiganti discussioni sulla loro soppressione.”

(Fonte: ANBI)

 

 

 

 

 

6 luglio 2014, il Festival dei casoni e delle acque chiude a Codevigo (PD) con uno spettacolo teatrale allestito presso l’Idrovora di Santa Margherita

Idrovora CodevigoDomenica 6 luglio 2014, alle ore 21, la sesta edizione di “Scene di paglia – Festival dei casoni e delle acque” chiude con il nuovo spettacolo di teatro–canzone di Giovanni Dell’Olivo (www.giovannidellolivo.com). Si tratta di uno studio in anteprima per il festival  che racconta il tema dell’abbandono dal punto di vista delle donne protagoniste dell’Odissea, messo in scena con un allestimento unico, creato appositamente per l‘Idrovora di Santa Margherita a Codevigo (PD).

Incontri Faccia a Faccia con i luoghi della nostra terra. “Animare un luogo operativo, di lavoro quotidiano, come un impianto idrovoro con il teatro è un’occasione unica per valorizzare bellezze architettoniche che racchiudono la storia del nostro territorio e per avvicinare gli spettatori a conoscere il mondo della bonifica”  dichiara Eugenio Zaggia – presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione. “Il festival itinerante Scene di paglia – continua il presidente – ha il valore aggiunto di condurre lo spettatore in un viaggio di incontri Faccia a Faccia, come dice il titolo dell’edizione di quest’anno: Faccia a Faccia con i luoghi della nostra terra, Faccia a Faccia con tematiche attuali affrontate con l’arte del teatro, Faccia a Faccia tra attori e spettatori”.

Visite guidate gratuite a partire dalle 18. L’ impianto idrovoro di Santa Margherita è uno degli impianti di maggior valore storico–artistico del comprensorio. Realizzato nel 1888, per garantire il deflusso meccanico delle acque del territorio della Saccisica,  conserva in ottimo stato i motori Diesel degli anni ’30 ed un percorso informativo sulle vicende del bacino idrografico “Sesta Presa”.  L’impianto idrovoro, in occasione dello spettacolo, sarà aperto per visite guidate a partire dalle 18.00. Per info e prenotazioni visite: 049/871133 – 346/3221977 – comunicazione@consorziobacchiglione.it L’ingresso è libero. Prima dello spettacolo sarà offerta una degustazione di vini da parte del Consorzio di tutela vini delle Corti benedettine.

(Fonte: Consorzio di bonifica Bacchiglione)

 

15 maggio 2014, seminario di formazione ARGAV “Acqua risorsa o minaccia” destinato ai giornalisti

Arezerello di Piove di Sacco, 11/10/11, Fabrizio Stelluto presidente ARGAV e Maurizio Conte assessore Ambiente Regione Veneto

da sx Maurizio Conte assessore Ambiente Regione Veneto e Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

Giovedì 15 maggio 2014, unitamente all’Ordine Giornalisti del Veneto ed all’Unione Veneta Bonifiche, ARGAV organizza il seminario per giornalisti (max 100 partecipanti) “Acqua: risorso o minaccia? Dalla salvaguardia idrogeologica all’irrigazione: viaggio nella bonifica veneta”, che si terrà presso la Fiera Campionaria di Padova (Pad. 8, spazio Ambiente), in occasione della Settimana dell’Ambiente indetta dalla Regione Veneto.

Programma. Inizio: ore 9.00. Saluti: Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche, Gianluca Amadori, presidente Ordine Giornalisti Veneto, Fabrizio Stelluto, presidente A.R.G.A.V. Relazione introduttiva: Anna Maria Martuccelli, direttore Generale A.N.B.I.-Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni “La Bonifica, un’attività permanente: dal bonum facere a fattore di sviluppo del territorio”. Ore 10.00. Trasferimento in pullman. Ore 10.30 Impianto idrovoro Padova. Relatore: Francesco Veronese, direttore Consorzio di bonifica Bacchiglione “La salvaguardia dei centri urbani dalle acque: dove finisce la pioggia?” Ore 11.15 Trasferimento in pullman Ore 12.00 Museo delle Idrovore Codevigo, Relatore: Francesco Veronese, “Quando l’acqua va in salita”. A seguire: brunch. Ore 14.00, Trasferimento in pullman. Ore 14.30. Oasi Ca’ di Mezzo Codevigo Relatore: Gisueppe Gasparetto, direttore Ufficio Tecnico Consorzio di bonifica Adige Euganeo, “Disinquinamento, Ambiente, Irrigazione: la funzione dei consorzi di bonifica”. Ore 15.15 Trasferimento in pullman. Ore 16.00 rientro Fiera Campionaria di Padova. Relatori: Massimo Gargano, presidente A.N.B.I. – Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni,  “I nuovi orizzonti della Bonifica”, Maurizio Conte, assessore Ambiente Regione Veneto, “I Consorzi di bonifica, un’esperienza veneta”. Conclusione: ore 16.30. A seguire ci sarà la possibilità di visitare l’allestimento della Settimana Veneta dell’Ambiente nei padiglioni della Fiera Campionaria di Padova.

Rischio idrogeologico. Nel veneziano, concluso l’intervento di manutenzione del fiume Marzenego, tra Maerne e Olmo

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fiume Marzenego

Il consorzio di bonifica Acque Risorgive ha completato nei giorni scorsi un importante intervento di manutenzione lungo il fiume Marzenego, in comune di Martellago. Il tratto interessato, per la precisione, è quello tra il molino Benvegnù in località Maerne e il molino Rocco in località Olmo: 2.800 metri di argini, sia in sinistra che in destra idraulica, quindi complessivamente 5.600 metri di argini oggetto di intervento, che sono stati rafforzati con la posa di roccia calcarea.

Intervento realizzato con mezzi e personale consortili. E’ stato inoltre possibile rialzare il corpo arginale per mettere in sicurezza le aree adiacenti, ripristinare la servitù di passaggio sugli argini per consentire il passaggio dei mezzi consortili impegnati nella manutenzione e, infine, rimuovere la sedimentazione formatasi nell’alveo del fiume. L’importo dei lavori si aggira sui 150 mila euro.“Grazie ai lavori eseguiti, che si sono rivelati utili già in occasione degli eventi meteorologici dei giorni scorsi – spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio – siamo riusciti a completare un intervento importante per la sicurezza del territorio con un cospicuo risparmio economico in quanto realizzato con mezzi e personale consortili, anche se abbiamo dovuto subire dei rallentamenti imposti dalle cattive condizioni meteo della stagione invernale”.

(Fonte: Consorzio Bonifica Acque Risorgive)

Dissesto idrogeologico, i Consorzi di bonifica si uniscono al governatore Zaia nel dire no ai vincoli del Patto di Stabilità

da sx, Giuseppe Romano, presidente UVB, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, Andrea Crestani, direttore UVB

da sx, Giuseppe Romano, presidente UVB, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, Andrea Crestani, direttore UVB

Non è ancora finita. Nei prossimi giorni sono previste altre 4 perturbazioni, anche se, secondo i meteorologi ARPAV, meno intense.

I numeri messi in campo dalla bonifica. Da una settimana e per i prossimi giorni, più di cinquecento uomini della bonifica sono impegnati a sorvegliare, 24 ore su 24, il livello dei fiumi, il funzionamento degli impianti e manufatti con l’impiego di circa un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili), lungo le reti idrauliche.Inoltre, 400 impianti idrovori, grazie alle loro 1000 pompe, muovono 1milione e mezzo di litri d’acqua al secondo, continuando l’incessante attività di pompaggio per evitare la sommersione di ampie distese di territorio e per ripristinare le situazioni più critiche. Sono queste le forze impegnate dai Consorzi di bonifica per monitorare il fenomeno alluvionale di questo febbraio atipico, cercando di limitare i danni ad abitati e campagne.

I valori di pioggia caduti in 6 giorni. Si tratta di un’emergenza, che a differenza del 2010, ha messo a dura prova la rete fluviale secondaria, spesso impossibilitata a smaltire l’acqua in eccesso verso i grandi fiumi, perché già saturi o a scaricare verso mare per via delle continue alte maree. Non solo, quattro anni fa il fenomeno alluvionale durò tre giorni, con piogge in pianura da 75 millimetri a 150, mentre quest’anno si sono concentrate in sei giorni con valori dai 150 ai 250 millimetri.

Non c’è più tempo di aspettare e riflettere. Una situazione dalla quale emerge sempre più la necessità di destinare risorse al settore della difesa idraulica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie per mettere in sicurezza il Veneto. Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche: “In primis, faccio un plauso agli “uomini della bonifica”, che, ormai da una settimana, operano senza sosta per risolvere le criticità e contenere le piene. Senza il loro lavoro e l’ottimo coordinamento con la Protezione Civile staremo qui a parlare di ben altri fatti. Non dobbiamo dimenticare che, dopo decenni di cementificazione non governata e, alla luce della frequenza degli eventi meteoclimatici alluvionali degli ultimi anni, credo sia giunta l’ora di invertire la rotta. Per questo ci uniamo al pensiero del governatore Zaia, sostenendo che le risorse per la difesa idraulica non possono più trovare vincoli nel Patto di Stabilità. Con mezza Italia sott’acqua, non c’è più tempo di aspettare e riflettere. È giunta l’ora di investire risorse per i nostri cittadini.”

Che opere servono a questo Veneto? Romano risponde così: “Per garantire la difesa idraulica veneta, i Consorzi di bonifica del Veneto hanno presentato, già dal 2010 e non solo, un piano quinquennale di difesa idraulica di 629 progetti e del valore di 1 miliardo e 350 milioni euro, che è inserito nel più grande piano di difesa idraulica della Regione. Si tratta di opere infrastrutturali necessarie come il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti idrovori, la realizzazione di casse di espansione per contenere le ondate di piena e di canali scolmatori o collettori, consolidamenti arginali e sistemazioni idrauliche; tutti interventi necessari la maggior sicurezza del territorio veneto.”

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Rischio alluvione: è allarme rosso nel Basso Vicentino e Veronese

Consorzio Bonifica Alta Pianura VenetaMentre a Vicenza è stavolta l’altissimo livello del fiume Retrone, già esondato in più punti, a destare gravi preoccupazioni per la città, il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha ritenuto opportuno avvertire tutti i Sindaci del proprio comprensorio sul possibile rischio allagamenti, particolarmente alto nelle zone idraulicamente depresse delle province di Vicenza e Verona.

Nel Basso Vicentino, la situazione è critica per i comuni di Sossano, Agugliaro, Albettone, S. Germano dei Berici, Grancona, Villaga, Barbarano, Mossano, Nanto, Castegnero; a minacciare il territorio è soprattutto il fiume Liona, il cui fluire verso il mare, attraverso la confluenza con il fiume Bisatto, è impedito dalle avverse condizioni meteorologiche, che impediscono alle acque di sfociare in mare. I bacini di laminazione di S.Germano dei Berici e Campiglia sono ormai colmi d’acqua ed i campi fradici non assorbono più: il pericolo di esondazione è quindi molto alto e si temono anche imprevedibili rotture di argini.

Situazione altrettanto grave si registra nel Basso Veronese, interessando i comuni di Terrazzo, Minerbe, Legnago, Cologna Veneta, Pressana, Zimella, Bevilacqua e, nel padovano, Merlara: le 5 idrovore consortili, che “sollevano” 10 metri cubi d’acqua al secondo, tenendo asciutta l’area, sono state spente, su ordinanza della Regione Veneto, per l’impossibilità di continuare a sversare nel fiume Fratta, ormai al colmo. In queste condizioni, nel caso continuassero le piogge, sarà inevitabile l’allagamento del territorio.  Peggiora costantemente anche la situazione del bacino di Montebello (a salvaguardia di territori vicentini e padovani), ormai vicino all’esaurimento della capienza idrica. Nelle scorse ore, sul comprensorio del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta sono caduti oltre 120 millimetri di pioggia.

La situazione nel Veneto orientale. Dopo la tregua di domenica, che ha visto le quote dei fiumi esterni al sistema di bonifica in sensibile diminuzione, ed anche le quote della rete di bonifica rientrare su livelli di maggior sicurezza, purtroppo il perdurare delle condizioni meteorologiche avverse induce ad un nuovo, elevato stato di attenzione.  Infatti, dopo i 60-70 mm di pioggia caduti fra ieri e oggi, i livelli dei corsi d’acqua esterni alla bonifica: Brian, Piavon, Grassaga, Malgher, Fosson, Loncon, Reghena, Lemene, Lugugnana, Taglio, le rogge della zona di San Michele al Tagliamento nonché i collettori a questi collegati, sono nuovamente in risalita e potranno raggiungere quote oltre il limite di sicurezza posto a 50 cm dalla sommità arginale. I modelli di previsione relativi a domani, 4 febbraio, parlano di un’ulteriore precipitazione stimata fra i 70 e i 90 mm che andrà a gravare su di un sistema già messo a durissima prova dagli eventi dello scorso fine settimana. Non si possono pertanto escludere ulteriori tracimazioni arginali, fontanazzi e sifonamenti.  I tre fiumi principali che attraversano il comprensorio di bonifica e che ricevono i deflussi dei bacini montani: Piave, Livenza e Tagliamento, al momento non destano particolari preoccupazioni.  Per questa notte, alle 23.55, è atteso un picco di alta marea di 100 cm sul medio mare con cui, fortunatamente, si esaurirà la fase di maree molto sostenute degli ultimi giorni, favorendo così il deflusso a mare. Per quanto riguarda il sistema di bonifica, l’incessante funzionamento degli impianti idrovori sta riuscendo a mantenere le quote interne su livelli accettabili, sebbene si registrino vaste aree agricole ancora allagate. Il Genio civile e le Protezioni civili dei comuni del comprensorio, in coordinamento con il Consorzio, stanno individuando i punti più critici ove installare sistemi supplementari di pompaggio o i tratti di argine ove intervenire con saccate e coronelle arginali, cercando di far fronte alla gravità della situazione con tutti i mezzi disponibili. Il Consorzio sta a sua volta facendo arrivare due ulteriori pompe da 1200 l/sec da Taglio di Po da installare a sostegno degli impianti idrovori Sette Sorelle e I Bacino – Eridania, bacini ricadenti rispettivamente in Comune di S. Stino di Livenza e di S. Michele al Tagliamento, che nei giorni scorsi hanno evidenziato le maggiori criticità. Si riscontrano ancora problemi nella zona a scolo naturale, posta al confine fra sandonatese e opitergino, così come permane la gravità della situazione del 1° Bacino consorziale nella zona a nord del Comune di San Michele al Tagliamento, ove si è fatto ricorso massiccio all’uso di numerose motopompe.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Consorzi di bonifica veneti: “Investire in irrigazione porta più occupazione e ricchezza (anche ambientale)

Impronta idricaI cambiamenti climatici degli ultimi anni (eventi alluvionali come quelli che hanno colpito l’Italia in questi ultimi giorni, ma anche forte siccità come nel 2003, 2006 e 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare le criticità nell’utilizzo della risorsa idrica.

Investire in irrigazione significa migliorare la bilancia economica ed occupazionale veneta. I Consorzi di bonifica del Veneto, che annualmente provvedono a fornire acqua ad un territorio da 600.000 ettari (200.000 con irrigazione strutturata e 400.000 con irrigazione di soccorso), evidenziano la necessità di una più moderna ed efficiente gestione dell’irrigazione in agricoltura, in quanto primo fattore di produzione e di valorizzazione dell’ambiente. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “L’agricoltura viene facilmente vista come la maggior responsabile dei consumi idrici, quando invece, attraverso l’irrigazione, genera ambiente, paesaggio e contribuisce alla ricarica delle nostre falde. Proprio per questo l’impronta idrica dei prodotti, sia agricoli che non (Water Foot Print) e la loro provenienza aprono una grande riflessione sulla sostenibilità dei consumi di questa importante risorsa.”

Necessario sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua. Un chilo di carne di manzo ha un’impronta idrica ben più elevata di tanti altri prodotti, perché derivante dal consumo diretto di acqua da parte dei bovini e da quella utilizzata per l’irrigazione delle foraggere di cui si nutrono, ma è ancora più significativo che i beni materiali di non “prima necessità” come scarpe, abbigliamento, carta (1 foglio = 13 litri), ma anche caffè, cioccolata e birra, ormai di uso quotidiano, se sommati producano sicuramente un’impronta idrica ben maggiore di quella agricola. “Sono dati su cui invitiamo a riflettere – prosegue Romano – Non è certamente nostra intenzione sostenere una politica finalizzata a mantenere gli attuali consumi irrigui, quanto piuttosto sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua, volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree, dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero ed il riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene.”

Mdifiche colturaliModifiche colturali. Continua Romano: “Una migliore disponibilità d’acqua, sulla base delle esperienze degli ultimi anni, ha comportato modifiche colturali, differenti turnazioni, migliore strutturazione ed efficienza delle aziende agricole. Ad esempio, un’eventuale riconversione da seminativo (grano/mais) a colture specializzate (melo/pero/vite) porta un incremento medio di produzione lorda vendibile di 14.500 euro all’ettaro ed un aumento medio di giornate lavorative pari a 90 giorni ad ettaro.” Esistono poi altrettanto importanti esperienze come il “Sistema Intelligente Irriframe”, una piattaforma informatica a supporto delle aziende agricole, che fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, un consiglio irriguo puntuale e preciso su ogni tipologia di coltura. Il sistema permetterà di ottimizzare l’utilizzo d’acqua, risparmiandone il consumo fino al 30%, riducendo i costi di produzione e, in prospettiva futura, migliorando il sistema delle turnazioni, rendendole più efficienti e razionali. I Consorzi di bonifica sono inoltre molto impegnati in interventi per preservare il buono stato dell’acqua, con aree di fitodepurazione per la riduzione dei carichi di nutrienti in Laguna di Venezia, azioni per la ricarica della falda acquifera e lo scongiurare della scomparsa delle risorgive, aree di vivificazione lagunare, aree umide ed opere di sbarramento anti-sale contro la risalita del cuneo salino.”

In vista dell’Expo, conoscere meglio le vie d’acqua. Conclude il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “Siamo inoltre grandi produttori di energia pulita, idroelettrica per la precisione: nel 2013 i 34 impianti idroelettrici e fotovoltaici consortili disseminati nel Veneto hanno prodotto 36 milioni di chilowattora annui”. Il 2014, sarà inoltre un anno di grandi confronti sul tema dell’acqua come fattore di produzione; aderendo al tema di Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, i Consorzi di bonifica del Veneto, in collaborazione con i G.A.L. (Gruppi d’Azione Locale) della regione, parteciperanno all’importante appuntamento con un progetto mirato alla conoscenza delle vie d’acqua e delle peculiarità di un vasto territorio, che va dal Delta Po al litorale del Veneto Orientale.

(Fonte: Uione Veneta Bonfiche)