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Regione Veneto, agricoltura, bando di 60 milioni per giovani imprenditori e investimenti aziendali, 15 milioni per le imprese montane, domande entro fine maggio e fine giugno 2014

Giovani agricoltoriE’ pronto il Bando che nel Veneto mette a disposizione risorse per 60 milioni di euro complessivi con l’obiettivo di insediare giovani under 40 come titolari di nuove azienda agricole (scadenza 30 maggio) e supportare l’ammodernamento di strutture aziendali esistenti (scadenza 30 giugno). Lo ha adottato nei giorni scorsi la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato. Il provvedimento passa ora all’esame della competente commissione consiliare prima della definitiva approvazione.

A seconda degli interventi richiesti, domande da presentatre entro fine maggio o entro fine giugno. Il provvedimento, come ha spiegato l’assessore, risponde all’esigenza di favorire il ricambio generazionale in un settore che è strategico, crea lavoro, ricchezza, immagine e qualità, è ai primi posti per export nazionale. Dell’investimento disponibile, è previsto che 30 milioni siano destinate alle “start-up” agricole, mentre gli altri 30 milioni serviranno per gli investimenti capaci di rafforzare le strutture imprenditoriali già operative, anche di proprietà dei meno giovani. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un intenso lavoro del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale della Regione – ha fatto presente l’assessore – che ha saputo ottimizzare al meglio le possibilità esistenti in questo periodo di passaggio dal vecchio al nuovo Programma di Sviluppo Rurale, utilizzando i “Regolamenti transitori” per continuare comunque ad emanare bandi, senza attendere la definizione formale della futura programmazione”.

Aziende montane. “Per ciascuno dei due campi d’intervento previsti – ha sottolineato l’assessore – 7 milioni e mezzo, per un totale di 15 milioni, saranno indirizzati alle aziende della montagna. La proposta di Bando fa riferimento alla misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” del PSR 2007-2013. Tale strumento di programmazione individua, per gli agricoltori under 40 che si insediano a capo di un’azienda, la possibilità di accedere a una serie di strumenti in grado di sostenere e sviluppare le capacità imprenditoriali professionali. Attraverso la cosiddetta “progettazione integrata”, per il “Pacchetto Giovani”  è prevista l’attivazione contemporanea di più misure del PSR, coordinate e rese coerenti al progetto nel Piano aziendale. Tra queste, ci sono la misura 121, azione PGB “Ammodernamento delle aziende agricole” che consente di intervenire nella ristrutturazione aziendale, la misura 111 azione 3 “Interventi di formazione individuale in azienda” e la misura 114 azione 1 “Servizi di consulenza agricola rivolti agli imprenditori agricoli”. Per la misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole” è prevista anche la domanda singola, quindi al di fuori della progettazione integrata del Pacchetto Giovani, con una riserva di 7,5 milioni per la montagna.

(Fonte: Regione Veneto)

Gal del Veneto, risultati raggiunti e proposte sul tavolo

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Eugenzio Zaggia, presidente coordinamento Gal del Veneto

Oltre 1.500 progetti finanziati, con un contributo di oltre 93 milioni di euro, provenienti dal fondo comunitario FEASR ed un investimento di circa 155 milioni di euro. Sono questi alcuni dei risultati raggiunti dai 14 Gruppi di Azione Locale del Veneto, nell’attuazione del IV Asse Leader del Programma di Sviluppo Rurale nel corso della Programmazione 2007 – 2013.

Coinvolti nei progetti 1,7 milioni di abitanti del Veneto. Di risultati e delle proposte per la definizione dei nuovi Programmi operativi 2014-2020 si è fatto portavoce l’11 marzo scorso, il presidente del Coordinamento, Eugenio Zaggia, nel corso dell’incontro tra i 14 GAL della Regione Veneto ed il Consiglio Regionale del Veneto, organizzato dal presidente Clodovaldo Ruffato, ed a cui era presente Graziano Azzalin, vicepresidente della IV Commissione Agricoltura ed alcuni Capigruppo consiliari. I GAL, costituiti da partenariati misto pubblico-privati, hanno interessato con i loro Programmi di Sviluppo Locale una popolazione di 1,7 milioni di abitanti, distribuiti nei 378 Comuni (65% dei Comuni del Veneto) che costituiscono le “aree GAL” di riferimento. Per scaricare il documento presentato dai GAL del Veneto clicca qui.

(Fonte: Coordinamento Gal del Veneto)

Il TAR conferma, Consorzi di bonifica organismi di diritto pubblico, no a “liaison” con singole associazioni agricole di categoria

bonifica2Il TAR del Friuli Venezia Giulia, accogliendo il ricorso presentato da Confagricoltura di Gorizia e Trieste, ha disposto l’annullamento della delibera con cui il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina aveva affidato alla locale Coldiretti il servizio di assistenza legale, previdenziale e lavoristica, dietro il compenso simbolico di un euro e il rilascio, questo meno simbolico, della delega sindacale INPS.

Consorzi di bonifica, organismi di diritto pubblico. “Le ragioni che il TAR ha addotto a sostegno della propria decisione – affermano da Confagricoltura Veneto – confermano che alcuni Consorzi di bonifica talora dimenticano gli obblighi derivanti dalla loro natura di enti di diritto pubblico, portatori di interessi collettivi in rappresentanza di tutti i proprietari di immobili compresi nel comprensorio, quando si relazionano con un’associazione sindacale di categoria come la Coldiretti”.  “Confagricoltura Veneto, ad esempio, ha avanzato un ricorso al TAR, tuttora pendente, perché un Consorzio di bonifica aveva conferito mandato al proprio presidente di avviare gli atti necessari per l’adesione alla Coldiretti: un organismo di diritto pubblico, che deve essere la casa di tutti, che vuole aderire ad un’associazione di categoria, cui fanno capo per sua natura interessi di parte. Il caso esaminato dal TAR del Friuli Venezia Giulia, invece, è più sfumato, ma alla fine la natura degli argomenti che vengono messi in gioco è la stessa. Il Tribunale Amministrativo, infatti, ricorda che il Consorzio è organismo di diritto pubblico; quindi l’affidamento da parte sua a terzi di un servizio come quello di assistenza legale non è discrezionale ma assoggettato alla normativa sugli appalti”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Gal Altamarca Trevigiana: superati gli obiettivi di spesa, premiato con fondi aggiuntivi

Immagine 6Lo scorso 28 maggio si è tenuta l’Assemblea annuale del Gal dell’Alta Marca Trevigiana presso la sede di Villa Brandolini a Solighetto (TV). Il GAL rappresenta 51 soci, 32 pubblici e 28 privati tra associazioni di categoria e istituti di credito, un’area che si estende in tutta la Pedemontana Trevigiana coinvolgendo 28 Comuni da Borso del Grappa a Fregona ed è nato nel 2008 per l’attuazione in queste zone del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 con l’obiettivo strategico di diventare un’agenzia di sviluppo locale.

Impiego dei fondi pubblici sfruttato al meglio. L’assemblea dei soci, appuntamento annuale per l’approvazione del bilancio, è stata l’occasione per fare un po’ di sintesi su quanto realizzato finora e delle prospettive future. Il presidente del GAL, Franco Dal Vecchio, ha evidenziato alcuni risultati raggiunti, sottolineando il ruolo che ha il GAL ha nello sviluppo economico e nella valorizzazione e promozione delle eccellenze enogastronomiche, architettoniche e paesaggistiche dell’Alta Marca Trevigiana. Importantissimo risulta il dato, in termini di spesa, quindi di fondi pubblici assegnati, al 31 marzo 2013: è stato raggiunta la percentuale del 84%, quando l’obiettivo posto dalla Regione era fissato al 75%, e il dato aggiornato ad oggi è del 95%; a livello regionale, su 14 GAL , sono 9 quelli che hanno raggiunto l’obiettivo minimo al 31 marzo. Questo risultato – ha proseguito il Presidente – ci permetterà di ricevere risorse aggiuntive dalla Regione rispetto a quelle inizialmente assegnate che a 230.000 euro“.

In meno di 3 anni, 27 bandi aperti, 69 benificairi pubblici e privati. Risultati che è stato possibile raggiungere grazie all’impegno di tutti: dalla struttura tecnica del GAL ai soci e agli attori locali e che possono essere così sintetizzati: in meno di tre anni 27 bandi aperti su tutte le Azioni del PSL che hanno permesso il finanziamento di 69 beneficiari pubblici e privati a fronte di 103 domande presentate senza dimenticare l’importante studio sul patrimonio rurale dell’Altamarca realizzato direttamente dal GAL; accanto a questo un’intensa attività di informazione e divulgazione al territorio con numerosi incontri presso la sede, le continue telefonate e la soglia di circa 300 iscritti al sito internet che ricevono periodicamente le newsletter. Infine è opportuno ricordare i progetti avviati nell’ambito della Cooperazione: il GAL ha ricevuto il finanziamento per due progetti che coinvolgono altri GAL Veneti: entrambi i progetti mirano alla valorizzazione delle infrastrutturazioni turistiche presenti sui due assi nord-sud e est-ovest: il primo, denominato “Piave Live” coinvolge i Comuni di Pederobba, Vidor, Valdobbiadene e Sernaglia della Battaglia; il secondo, denominato “Turismo Pedemontano Veneto” i comuni di Cordignano, Vittorio Veneto, Revine Lago, Cavaso del Tomba, Castelcucco e Possagno. Complessivamente i diversi interventi che saranno realizzati a cavallo fra questo e il prossimo anno contano su circa 500.000 euro di contributi europei.

Iniziative realizzate. Dalla sua costituzione, il Gal Altamarca Trevigiana ha portato a termine numerose iniziative per il territorio: è stato di supporto al Comune di Pieve di Soligo in qualità di segreteria tecnica dell’IPA Terre Alte; ha avviato il “punto antenna” nell’ambito delle attività di politiche attive per il lavoro a favore di chi rimane disoccupato nonché i servizi all’informazione per l’accesso al micro-credito, un’iniziativa che ha riscosso un elevato successo e particolarmente utile in questo periodo di crisi acuta anche per il nostro territorio; ha  collaborato, in qualità di ente promotore, nelle attività dell’ Osservatorio sperimentale sul paesaggio delle colline dell’AltaMarca; è stato di supporto ad altri enti promotori per la Candidatura delle colline del Prosecco a Patrimonio dell’Umanità-Unesco con la costituzione il 24 luglio 2012 del Comitato Promotore della candidatura; ha collaborato con i comuni di Cison di Valmarino e di Valdobbiadene per la gestione amministrativa dei due progetti regionali di finanziamento del Programma triennale di interventi in materia di tutela e valorizzazione dell’architettura rurale (Strada Maestra e Sistema delle cordonate dell’Alta Marca Trevigiana); a livello di cooperazione transnazionale, ha collaborato alla conclusione del progetto Slow Tourism con l’inaugurazione a Valdobbiadene del progetto pilota dentro l’area naturalistica del Piave; ora il il GAL è impegnato nel creare sul territorio la “rete degli operatori slow”. Infine, ma non meno importante, ha sostenuto le iniziative proposte dai soci rientranti negli scopi sociali ai sensi dell’art. 4 dello Statuto, mettendo a disposizione per il triennio 2012-2014 risorse fino a complessivi € 60.0000,00 (€ 20.000,00 nel 2012, € 20.000,00 nel 2013 ed € 20.000,00 nel 2014). Tali risorse sono utilizzate per l’erogazione di contributi a favore dei Soci del GAL o di altri soggetti dagli stessi delegati: sono state così finanziate n. 5 importanti iniziative che contribuiscono e si integrano con quanto il GAL realizza attraverso il proprio PSL.

Progetti futuri. Nel corso dell’Assemblea, il presidente Dal Vecchio parlato delle prossima sfida che sarà intrapresa dall’agenzia di sviluppo: partecipare alla nuova programmazione europea EUROPA 2020, gestione difficile e competitiva alla luce delle importanti novità introdotte dai nuovi regolamenti comunitari, dove il focus è stato posto sul coinvolgimento dal basso dei territori per costruire i nuovi progetti per i quali chiedere il finanziamento europeo. Per questo già nei mesi scorsi il GAL, in collaborazione con gli altri GAL veneti, ha avviato una consultazione dei propri soci e attori locali, i cui risultati sono già stati elaborati e presentati alla Regione Veneto perché siano presi come riferimento nella scrittura del prossimo Programma di Sviluppo Rurale: una sfida dove per vincere serve la collaborazione di tutti.

(Fonte: GAl Altamarca Trevigiana)

Gal del Veneto, ruolo centrale nella programmazione delle attività 2014-2020 per lo sviluppo del territorio

IMG_4405Venerdì 24 maggio scorso, presso la sala convegni della Camera di Commercio di Padova, si è tenuto l’incontro organizzato dal Coordinamento dei GAL del Veneto per la programmazione 2014-2020 prevista dall’Unione Europea.

I relatori. La prima parte del convegno, che ha visto gli interventi di Loredana Margutti, coordinatrice dei GAL Padovani, e di Mauro Varotto di EURIS, si è incentrata sulla presentazione dei GAL, delle loro attività e dei risultati raggiunti nel corso dell’attuale programmazione 2007 – 2013, nonché sull’illustrazione delle indicazioni espresse dai circa 280 operatori locali consultati dai GAL tra ottobre 2012 e gennaio 2013. La seconda parte, invece, ha visto un confronto tra gli ospiti seduti alla tavola rotonda, coordinata da Mimmo Vita di Veneto Agricoltura, che ha consentito di approfondire, attraverso un interessante scambio di idee e punti di vista sul ruolo dei GAL e sui loro compiti per la prossima programmazione, i temi emersi durante il dibattito. Alla tavola rotonda hanno partecipato, oltre a Eugenio Zaggia, presidente pro tempore del Coordinamento dei 14 GAL del Veneto, Clodovaldo Ruffato, presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Marino Zorzato, vicepresidente della Regione Veneto e Assessore al Territorio, Leonardo Muraro, presidente UPI del Veneto, Diego Marchioro, ANCI del Veneto, Gian Angelo Bellati, segretario generale Unioncamere del Veneto, Walter Signora, Direzione Piani e Programmi Settore Primario della Regione Veneto, e i rappresentanti regionali delle organizzazioni Agricole e del Commercio del Veneto.

IMG_438214 i Gal veneti, 100 milioni di euro assegnati loro dalla Regioone nel 2009. Dal confronto, in vista della prossima programmazione 2014-2020, è emersa la necessità, sentita da tutte le rappresentanze presenti, di riconoscere in modo più significativo il ruolo dei GAL, visti come lo strumento più adatto ad “animare” il territorio, ed inoltre di rendere meno burocratizzato l’iter per “far arrivare” ai beneficiari finali le risorse messe a disposizione dagli stessi GAL Ricordiamo che i 14 Gruppi di Azione Locale del Veneto (GAL Alto Bellunese, GAL Prealpi Dolomiti, GAL Patavino, GAL Bassa Padovana, GAL Polesine Delta Po, GAL Polesine Adige, GAL dell’Alta Marca Trevigiana, GAL Terre di Marca, GAL Venezia Orientale, GAL Antico Dogado, GAL Montagna Vicentina, GAL Terra Berica, GAL Baldo Lessinia, GAL della Pianura Veronese) sono stati selezionati dalla Regione Veneto nel 2009 tramite bando, assegnando loro 100 milioni di euro per la realizzazione dei Programmi di Sviluppo Locale nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR 2007-2013 – Fondo FEASR.

(Fonte: Coordinamento Gal del Veneto)

Turismo rurale in Polesine alla riscossa

Gal Delta PoFare rete fra gli operatori economici e quelli dell’agricoltura. Valorizzare e promuovere le eccellenze paesaggistiche e turistiche legate agli itinerari di turismo rurale del Polesine. Partecipazione del territorio all’azione dei due GAL del Polesine per poter meglio usufruire di contributi europei finalizzati allo sviluppo economico e turistico del territorio. Sono questi i tratti salienti che hanno contraddistinto il seminario di studi “ Di là dal fiume… Il turismo rurale tra i grandi fiumi di pianura” organizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con GAL Delta Po e GAL Adige, e svoltosi mercoledì scorso a Villamarzana in provincia di Rovigo.

Avviati tavoli di lavoro per valorizzare le eccellenze locali. Nella splendida cornice di Villa Cagnoni-Boniotto a Gognano, numerosi esperti di turismo rurale si sono dati appuntamento per approfondire il tema del turismo rurale in Polesine e conoscere più da vicino il Progetto di Cooperazione interterritoriale TUR RIVER, progetto recentemente avviato dai GAL provinciali (con GAL Adige Capofila) che coinvolgerà 7 GAL di pianura, due regioni, e sei province.  Dopo i saluti di benvenuto del presidente del GAL Adige Alberto FACCIOLI, e dell’assessore al Turismo della Provincia di Rovigo Laura Negri, che ha voluto evidenziare le grandi potenzialità che il progetto TUR RIVERS e il turismo rurale in generale avrà nella crescita e nello sviluppo economico del territorio polesano, ha preso la parola Franco Norido, dirigente del Servizio Divulgazione Tecnica e Formazione di Veneto Agricoltura. “Da molti mesi Veneto Agricoltura – ha detto Norido presentando i relatori – sta lavorando con i GAL per sviluppare e valorizzare al meglio la risorsa turistica legata alle aree rurali.  Stiamo, infatti, organizzando, su tutto il territorio regionale, alcuni tavoli di lavoro (come quello dell’Alta Marca, quello legato al turismo balneare del Cavallino-Jesolo-Caorle, e del bacino termale di Abano e Montegrotto), finalizzati a favorire ed accelerare le scelte e le sinergie tra gli attori del territorio, al fine di costruire nuove opportunità di sviluppo economico per i territori.  L’agricoltura è un insieme di cose e di elementi di creatività – ha detto Norido – e noi vogliamo attaccare “tutte quelle spine” che servono per valorizzare le eccellenze locali, favorendo l’informazione sugli strumenti di sviluppo e di finanziamento che l’Europa, attraverso i GAL , mette a disposizione degli operato privati e pubblici”.

Turismo rurale, strategica risorsa di sviluppo economico. Sono seguiti gli interventi di Robert Seppi, consulente ed esperto di marketing turistico, che ha posto l’accento sull’importanza che oggi riveste il turismo rurale quale strategica risorsa di sviluppo economico per i territori, ed elemento di interesse comune. Valorizzare le eccellenze paesaggistiche, architettoniche e agroalimentari tipiche, qualificare e informare gli operatori, semplificare le pratiche amministrative, offrire un prodotto turisticamente fruibile anche “con la pioggia”, sono elementi importantissimi da cui partire per costruire un’offerta turistica accattivante e vendibile. E’ seguita la relazione di Stefano Fracasso, direttore dei due GAL provinciali, che ha messo in evidenza l’importanza del ruolo che il GAL Delta Po e il GAL Adige hanno rispettivamente nel proprio territorio di operatività (33 Comuni per il Delta Po e 17 per l’Adige) con la realizzazione del PSL (Programma di Sviluppo Locale), ed in generale all’interno del cosiddetto “approccio LEADER”.

I progetti avviati in Polesine. Una modalità di partecipazione delle comunità locali individuata dall’Europa, finalizzata ad individuare, affrontare e risolvere le priorità legate allo sviluppo locale del territorio e alla messa in rete dei suoi tematismi.  Tematismi che, in Polesine, sono rappresentati dal patrimonio paesaggistico e architettonico rurale, dalle produzioni tipiche locali, dagli itinerari cicloturistici, dall’escursionismo a cavallo, ecc., e che rappresentano il fulcro di numerosi progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale, che sono stati avviati dai due GAL provinciali negli ultimi mesi (LAPIS – Local Art & Food, Destinazione Parchi Delta Po, Eco Leader Networks, MeDIETerranea).  A questi si lega il Progetto di Cooperazione TUR RIVERS, progetto che vede coinvolti il GAL Adige come Capofila assieme ad altri 6 GAL di pianura (il GAL Delta Po, l’Antico Dogado in provincia di Venezia; il Delta 2000 per le province di Ferrara e Ravenna; il GAL Patavino e GAL Bassa Padovana per la provincia di Padova; il GAL Pianura Veronese per la provincia di Verona), nella valorizzazione e riqualificazione degli itinerari interprovinciali nell’area rurale attraversata dai gradi fiumi di pianura (Po, Adige, Brenta) e nella promozione dell’offerta turistica rurale presente nell’area rurale compresa tra le grandi mete turistiche (Venezia, Verona, Ravenna).  Fracasso ha poi evidenziato le opportunità di finanziamento per il territorio offerte attualmente dai Bandi pubblicati nelle scorse settimane (quasi 2 Mln di euro sia dal GAL Delta Po che dal GAL Adige), e in pubblicazione a breve (Misura 313/4), in scadenza il prossimo 15 luglio 2013.

Sinergie tra Gal. E’ seguita la relazione di Laura Mosca, referente della cooperazione per il GAL Delta Po, che ha presentato l’azione dei GAL nella valorizzazione e riqualificazione degli itinerari di turismo rurale, attuata attraverso un progetto a gestione diretta Gal e un progetto a Regia, che stanno coinvolgendo complessivamente 13 comuni della provincia di Rovigo, e che attraverso una rete di microcircuiti, permetteranno a molte comunità locali di intercettare i flussi turistici provenienti dalle grandi città d’arte limitrofe, valorizzando le produzioni agroalimentari locali e lo straordinario patrimonio architettonico rurale.  A questi progetti, se ne sono integrati altri, come il Contratto di Fiume finalizzato alla riqualificazione e promozione del paesaggio fluviale, e la partecipazione al Programma MAB dell’UNESCO per la candidatura dell’area interregionale del Delta del Po a Riserva di Biosfera.  Ha fatto seguito la relazione di Angela Nazzaruolo, direttore del GAL Delta 2000, operante nei territori delle province di Ferrara e Ravenna, e partner di progetto con il GAL Adige nel TUR RIVER, che ha messo in evidenza il metodo partecipato utilizzato dal GAL romagnolo per raggiungere la migliore condivisione con gli operatori del territorio sulle progettualità GAL, e successivamente la presentazione di due cases-history di successo nel campo del cicloturismo e dell’ospitalità agrituristica.

Case history. La prima con Antonio Fasolato di Girolibero, tour operator vicentino italiano specializzato nella vacanza in bicicletta in Italia e all’estero, ha evidenziato il percorso di sviluppo aziendale seguito negli ultimi 10 anni, che non poteva non seguire l’evoluzione di una domanda sempre più in crescita, come quella della vacanza all’aria aperta e del turismo lento come il cicloturismo.  La seconda esperienza di successo, è stata quella di Gabriele Corti dell’azienda agrituristica Cascina Caremma, alle porte di Milano, nel Parco del fiume Ticino.  Un’esperienza, quest’ultima, che ha destato molto interesse tra i numerosi operatori locali intervenuti, perché ricca di una storia aziendale antica legata alla tradizione familiare e al fiume Ticino, nella quale molti operatori polesani si sono riconosciuti. Corti ha evidenziato un percorso fatto di passione, ma soprattutto di “messa in rete” fra obiettivi comuni di operatori, che nati spontaneamente attorno all’azienda, hanno cercato di fare economia e dare sviluppo al territorio.  Ed è stato proprio l’intervento di Corti che ha dato al presidente Faccioli del GAL Adige e di Franco Norido di Veneto Agricoltura poi, l’occasione per rinnovare l’invito a tutti gli attori del territorio polesano “a fare squadra e fare rete” per un comune desiderio di riscatto e di sviluppo dell’offerta di turismo rurale in Polesine. Lo stesso Faccioli e il Direttore dei due GAL Stefano Fracasso, hanno concluso proponendo di rinnovare anche il prossimo anno questo appuntamento di studio così ben riuscito, ma anche di proporre proprio i due GAL del Polesine quali coordinatori del tavolo di lavoro con Veneto Agricoltura e la regione Veneto sul tema del turismo rurale in Polesine.

(Fonte:  Gal Polesine Adige)

Agricoltura, il Veneto insedia 450 nuovi giovani imprenditori

foto viniesapori.net

“Con il decreto firmato nei giorni scorsi dal presidente Luca Zaia, riusciamo a finanziare di fatto tutte le domande in regola presentate in base al bando del Programma di Sviluppo Rurale da giovani che intendono insediarsi come titolari di azienda nel corso di quest’anno: si tratta di oltre 450 under 40, la cui presenza darà un contributo significativo al ricambio generazionale del nostro sistema primario”. E’ quanto ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato, riferendosi all’attuazione della misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” del PSR del Veneto 2007 – 2013, la cui graduatoria è stata approvata da Avepa  lo scorso 31 maggio, con conseguente formalizzazione dei nominativi dei destinatari ammessi al contributo.

Oltre 2 mila giovani agricoltori insediati in tre anni. “Con questo ultimo bando dedicato alle nuove generazioni di imprenditori – ha spiegato Manzato – arriveremo a oltre 2 mila giovani neo-insediati in poco più di tre anni: un record, che testimonia anche l’entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova da parte dei nostri ragazzi e ragazze, che continuano a credere nell’agricoltura investono le loro idee, le loro energie e anche i loro beni nel settore primario. Ricordo che diventare titolari di un’azienda agricola significa quasi sempre darsi ad una attività nella quale si parte in partenza facendo debiti: lavorando la terra c’è molto da faticare e ben poco da speculare, anche di fronte al sostegno pubblico”. Con il “Pacchetto Giovani”, il PSR del Veneto prevede l’attivazione contemporanea di più misure, coordinate e rese coerenti nel Piano aziendale presentato dagli under 40. L’obiettivo è di sostenere la fase di avvio della nuova impresa favorendone l’assestamento strutturale iniziale, incrementando così il numero delle imprese condotte da giovani e, così facendo, migliorando l’efficienza del sistema e l’integrazione nel territorio e nella società. Abbiamo avviato nelle scorse settimane il Forum giovani PAC 2020, strumento per attivare un dialogo diretto tra e con i giovani agricoltori in vista della predisposizione della nuova programmazione agricola 2014 – 2020. Il Forum, aperto all’interno del portale PIAVe sta raccogliendo contributi costruttivi che pongono ottime basi”.

(Fonte: Regione Veneto)

Lavoratori agricoli, a Padova firmato accordo provinciale per detassazione premi produzione

agricolturaConfagricoltura, Coldiretti e Cia della provincia di Padova hanno sottoscritto con i sindacati dei lavoratori FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL e CONFEDERDIA l’accordo per attuare a favore dei lavoratori dipendenti delle imprese agricole l’agevolazione fiscale prevista per l’incremento della produttività.

Cosa prevede l’accordo. Le imprese agricole della provincia di Padova con questo accordo si impegnano ad applicare ai loro dipendenti la detassazione prevista dalla normativa nazionale sulla retribuzione di produttività. La detassazione consiste nell’applicazione sulle somme in questione di un’imposta del 10% (sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali) applicabile entro il limite complessivo di 2.500 € lordi per ciascun beneficiario, ai lavoratori che nel 2012 abbiano percepito un reddito imponibile non superiore a 40 mila euro. Si tratta di un piccolo, ma significativo incoraggiamento all’iniziativa delle imprese agricole e all’impegno dei lavoratori, tanto più importante in una situazione di crisi economica come quella attuale e di difficoltà dei lavoratori. Va infatti detto che il settore agricolo, nonostante le difficoltà del mercato interno, sta mantenendo stabili i livelli occupazionali, contribuendo così ad attenuare il grave disagio sociale del momento.

(Fonte: Confagricoltura Padova)

Gal Polesine Adige, tra le attività 2013, in serbo progetti di cooperazione interterritoriale e trasnazionale

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Anche il GAL Adige, dopo il GAL Delta del Po, ha convocato il 18 aprile u.s., presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Rovigo, i propri soci (10 enti pubblici e 12 privati tra associazioni di categoria provinciali e istituti di credito locali) per l’Assemblea annuale finalizzata all’approvazione del Bilancio 2012 e di Previsione 2013. Dopo i saluti di benvenuto ai presenti, il Presidente del GAL Adige Alberto Faccioli, ha sottolineato l’indispensabile ruolo che ha il GAL nello sviluppo economico di un territorio rurale come il Polesine, evidenziando anche come oggi questo parternariato locale, abbia bisogno “ di fare squadra attorno alla valorizzazione e alla promozione delle eccellenze architettoniche e paesaggistiche rurali del Polesine“.

Un territorio che comprende 17 comuni. All’appello del Presidente Faccioli per una forte condivisione di intenti, è seguita la relazione del Direttore Stefano Fracasso sul ruolo del GAL Adige e sulle attività che ha realizzato, non senza difficoltà, nel 2012 e da realizzare nel 2013. Un territorio di operatività che si estende su 17 Comuni (Arquà Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceregnano, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Giacciano con Baruchella, Castelguglielmo, Lendinara, Lusia, Pettorazza Grimani, Rovigo, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo). I finanziamenti erogati fino ad ora nel territorio sono stati di 3,3 Mln di euro su 7,3 Mln complessivi per l’intera programmazione del PSL 2007-2013, che hanno prodotto oltre 6 Mln. di euro di investimenti (79 progetti finanziati di cui 15 da enti pubblici). Sono stati pubblicati 13 Bandi in primavera e 4 in autunno 2012 con Misure/Azioni finalizzate alla valorizzazione e alla riqualificazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, alla realizzazione di punti informativi sul turismo rurale, e allo sviluppo dell’ospitalità agrituristica.

Avviati progetti di cooperazione interterritoriale e trasnazionale. Di rilievo l’intervento a Regia GAL (Azione 313/1) relativo alla riqualificazione e all’interconnessione degli itinerari di turismo rurale fra diversi territori del Polesine, e alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali e dell’agriturismo che stanno coinvolgendo ben 13 Comuni su 17 complessivi del territorio di operatività del GAL, ai quali si aggiungono altri 4 Comuni coinvolti nelle iniziative di cooperazione Medieterranea e Tur Rivers. Sono questi i principali elementi che sono emersi dalla relazione del Coordinatore del GAL sul 2012. Anno nel quale, ha indicato Fracasso, sono stati anche avviati tre progetti di cooperazione interterritoriale e transnazionale, come il Tur Rivers per la promozione del turismo rurale nei territori attraversati dai grandi fiumi italiani (Po e Adige), l’Eco Leader Network per la valorizzazione delle produzioni tipiche agroalimentari, e il MeDIETerranea sulla valorizzazione e promozione della cultura alimentare tradizionale del Polesine, in cui il GAL Adige è Capofila assieme ad altri GAL Italiani ed esteri (Sardegna, Basilicata, Malta).

Attività 2013. Il Direttore ha poi evidenziato l’attività di studio e ricerca svolta nel 2012 sul patrimonio architettonico rurale presentata nell’ambito di un importante seminario realizzato ad Arquà Polesine in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, e uno dedicato alle linee della nuova programmazione pluriennale della UE per il 2014-2020. Eventi che hanno registrato un largo gradimento in termini di partecipazione, ed ai quali si sono affiancate anche le presenze ad importanti manifestazioni fieristiche locali come Mens Sana e Rovigo Espone 2012. Quali le novità dell’attività del GAL Adige per il 2013? Fracasso non ha dubbi. “ E’ importante che per dare linfa alle attività legate al turismo rurale in Polesine – ha aggiunto – vi sia una maggiore condivisione di obiettivi e partecipazione alle scelte di sviluppo che con il parternariato il GAL Adige sta mettendo in atto “.. Innanzitutto, la pubblicazione avvenuta nelle scorse settimane di 9 Bandi PSL (scadenza 15 luglio p.v.), finalizzati a finanziare con quasi 2 Mln di euro, la nascita di nuove microimprese, lo sviluppo dell’ospitalità agrituristica, e la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio architettonico rurale (Misura 323a Azioni 2,3,4) molto diffuso nei 17 Comuni del territorio di operatività.

Sinergie tra territori limitrofi. E poi la proficua partecipazione degli operatori e degli enti pubblici territoriali, alla progettazione legata ai progetti di cooperazione interterritoriale come il Tur River, che realizzerà nei prossimi mesi, in collaborazione con altri territori limitrofi al Polesine (pianura veronese, bassa padovana e basso veneziano), obiettivi e progetti per favorire la valorizzazione delle risorse paesaggistiche e l’incremento dei flussi turistici dalle grandi città d’arte ai nostri territori rurali. Infine, ha proseguito Fracasso, la valorizzazione e la promozione della nostra tradizione enogastronomica e popolare locale, che con l’avvio in autunno del progetto di cooperazione Eco Laeder Network, e ancor di più con il progetto MeDIETerranea, promettono di mettere in connessione un grande evento come l’Expo 2015 (sul quale sono attesi in Italia milioni di turisti) con i territori e le eccellenze della nostra tradizione alimentare locale.

Seminari e fiere. In conclusione Fracasso ha indicato le attività di animazione istituzionale e pubblica previste per il 2013, che si concretizzeranno in circa 40 incontri con il parternariato locale (enti pubblici e partner); la realizzazione di un progetto a gestione diretta GAL a cui aderiscono diversi Comuni e finalizzato al miglioramento della segnaletica nelle zone di produzione dei prodotti tipici; un seminario sul progetto Tur Rivers organizzato con Veneto Agricoltura il prossimo 22 maggio; un seminario di monitoraggio e valutazione del PSL e sulla nuova programmazione europea 2014-2020 (Europa 2020) previsto per l’autunno; la partecipazione in settembre ad Assisi al salone UNESCO (WTE e Giornate della Dieta Mediterranea), e alle manifestazioni fieristiche locali in ottobre (Mens Sana e Rovigo Espone 2013). L’incontro è terminato con l’approvazione da parte dell’Assemblea dei soci del GAL Adige del Bilancio Consuntivo 2012 e di Previsione 2013, che prevede un forte incremento delle attività conseguenti alle numerose iniziative avviate già dal 2012.

(Fonte: Gal Delta Adige)

Ruolo Consorzi Agrari. Confagricoltura Veneto: “Devono tornare ad essere organismi economici bene amministrati al servizio di tutti gli agricoltori”.

agricolturaLa vita delle aziende agricole è sempre stata accompagnata dalla presenza certa e rassicurante dei Consorzi agrari, punti di riferimento sui quali poter contare per l’acquisto dei mezzi di produzione ma anche per la collocazione del prodotto e per la soluzione di problemi tecnici vari. La crisi, che da qualche anno ha colpito questi organismi, non può quindi lasciare indifferente il mondo agricolo, in quanto propone scenari nuovi davanti ai quali è necessario prendere posizione nell’interesse dei produttori.

Tradito il mandato a loro conferito? Il primo dato è che i Consorzi agrari, pur con le differenze anche notevoli che si registrano da un caso all’altro, nel complesso stanno tradendo il mandato loro conferito e la fiducia tradizionalmente riposta in loro dagli agricoltori. Organismi di questa natura, infatti, a base cooperativa e strettamente legati alla vita delle aziende agricole, conservano una ragione d’essere solo in presenza di alcuni requisiti essenziali, in assenza dei quali è non solo lecito ma perfino doveroso dubitare della loro utilità. Ci si riferisce, in primo luogo, a quella che, con termine semplice ma eloquente, si suole chiamare una buona gestione, basata su bilanci in ordine e in grado di restituire un utile ai soci. Questo elemento di base, invece, comincia a mancare sempre più spesso nei Consorzi agrari, molti dei quali, e non fra i più piccoli, si trovano sull’orlo del fallimento, mentre la loro situazione peggiora di giorno in giorno. Né i Consorzi, altro requisito che dovrebbero possedere, sembrano in grado di allargare la base sociale o almeno di conservare la fiducia dei soci già acquisiti, dando vita a progetti condivisi che facciano sentire tutti gli agricoltori ugualmente importanti e coinvolti nella vita di quella che dovrebbe essere la loro casa comune.Ormai da tempo, infatti, si registra il rischio che organismi nati per servire tutta l’agricoltura senza distinzioni di parte diventino dei centri di potere controllati da un’unica sigla sindacale.

Passare dalla fase critica a quella propositiva. Di che utilità possono essere per le aziende agricole, dunque, dei Consorzi agrari gestiti male, in modo poco trasparente, e che non hanno la fiducia di tutti i soci, molti dei quali, e non i meno rilevanti sul piano economico, si sentono esclusi dalle scelte adottate? La risposta è ovvia. Nello stesso tempo, però, è necessario passare dalla fase critica a quella propositiva. Posto che i Consorzi agrari così non vanno e soprattutto non servono, si può fare qualcosa perché recuperino almeno una parte della perduta credibilità ed efficacia operativa? Forse sì, ma certamente non è utile accorparli, i pochi che ancora funzionano insieme agli altri che presentano livelli diversi di dissesto, all’interno di una nuova centrale cooperativa, la cui conduzione risulta fortemente accentrata a livello nazionale e quindi dovrà obbedire a logiche che non possono coincidere con le esigenze economiche dell’agricoltura del territorio.

Rischio di frammentare ancor più il mondo agricolo. Inoltre, la costituzione di questa nuova sigla sindacale non potrà che aggravare disorientamento e frammentazione nel mondo agricolo, cioè quei difetti che ne costituiscono il principale fattore di debolezza e che altri si sforzano invece di sanare, per esempio attraverso la nascita del coordinamento Agrinsieme, che raccoglie Confagricoltura, CIA e l’Alleanza delle cooperative agroalimentari. Da una parte, dunque, il tentativo di dare una voce unica ed un punto di riferimento certo al mondo agricolo, per accrescerne la forza ed il potere contrattuale a tutti i livelli; dall’altra l’iniziativa, anacronistica e non rispondente alle attese degli agricoltori, di creare una nuova associazione in campo cooperativo, parte di un progetto più ampio che prevede l’assimilazione a diverso titolo anche dei Consorzi di difesa, delle Associazioni allevatori, dei Consorzi di bonifica. A questo punto, si potrebbe anche pensare di abbandonare a se stessi i Consorzi agrari perché espressione di un sistema non più adatto alle esigenze degli agricoltori. Eventuali tentativi di recupero si presentano sempre più difficili, a causa della adesione dei Consorzi alla nuova centrale cooperativa, adesione che li pone inevitabilmente in contrasto con il restante mondo cooperativo, al cui interno, invece, avrebbero potuto trovare un sostegno ed una nuova legittimazione sul piano operativo ed economico. Sarebbe interessante sapere che ne pensano in proposito gli agricoltori.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

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