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Radicchio di Chioggia, insalata di Lusia, aglio del Polesine, cozza di Scardovari e riso del Delta, c’è una “Strada” nel futuro delle eccellenze Dop e Igt?

3-Radicchio e birra in Polesine.ridAnche il Radicchio di Chioggia IGP protagonista degli incontri con giornalisti di testate tedesche, austriache, olandesi, danesi, svizzere e russe, che sono stati per alcuni giorni ospiti in Polesine per conoscere la variegata offerta di turismo, produzioni agricole e gastronomia che si possono godere immersi nelle bellezze naturali del Delta del Po. Un’iniziativa, promossa e realizzata da ConSviPo (Consorzio Sviluppo del Polesine) dall’8 all’11 luglio 2014, che fa seguito ad un analogo educational-tour di fine maggio dedicato alla stampa nazionale.

Cinque eccellenze gastronomiche del Polesine. Quattro giorni di full-immersion tra workshop e visite guidate a ville, abbazie, santuari, attraverso percorsi rurali, ciclabili e fluviali, nella terra dei grandi fiumi, toccando con mano il territorio di produzione dei cinque prodotti a marchio DOP e IGP coltivati totalmente o in parte in Polesine: il Radicchio di Chioggia IGP, l’Insalata di Lusia IGP, l’Aglio Bianco Polesano DOP, la Cozza di Scardovari DOP e il Riso del Delta IGP. Prodotti tipici con una storia più che centenaria, che la delegazione straniera ha potuto così conoscere da vicino, apprezzandone le qualità organolettiche, e apprendendo caratteristiche e specificità dei terreni, delle acque e dei vari sistemi produttivi. Ai diversi workshop, nei quali i responsabili dei Consorzi di Tutela hanno spiegato il ruolo e le attività di ciascun organismo e risposto alle domande dei giornalisti, sono seguiti gustosi “incontri” con la cucina tipica di vari ristoranti che sapientemente hanno valorizzato le specificità territoriali.

Radicchio Igp-Presidente Boscolo

Giuseppe Boscolo Palo

Offerta territoriale strutturata. «Queste iniziative sono utilissime per la promozione dei nostri prodotti tipici e del territorio nel suo complesso – ha affermato Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP – e ringrazio pertanto il Consorzio Sviluppo del Polesine per l’opportunità che ci è stata data. L’interesse mostrato dai giornalisti, italiani e stranieri, dimostra che è necessario creare un’offerta territoriale strutturata, per far sì che il Radicchio di Chioggia IGP sia “vissuto” pienamente da tutte le componenti economiche dell’area geografica tutelata. Ritengo che la costituzione della Strada del Radicchio di Chioggia possa essere la risposta adeguata».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia IGP)

GAL del Veneto, ridimensionati i tagli regionali inizialmente previsti nel PSR 2014-2020

mappa_gal_4Lo scorso 8 luglio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, già adottato dalla Giunta ad inizio giugno e che verrà ora inviato alla Commissione europea per la sua definitiva approvazione. Il PSR approvato dal Consiglio regionale ha accolto, almeno in parte, le istanze dei GAL del Veneto, supportate in primis dai loro soci, garantendo la presenza di almeno un GAL per provincia e la prosecuzione delle loro attività anche nelle aree di pianura,  evitando di disperdere i risultati sino ad oggi raggiunti.

Rimangono 9 GAL (da 14), aree di intervento: montagna, Polesine e aree di pianura ad agricoltura intensiva. Rispetto alla versione proposta dalla Giunta, il testo approvato dal Consiglio, infatti, prevede un parziale allargamento degli ambiti territoriali di intervento dei Gruppi di Azione Locale, che potranno perciò attivare le specifiche strategie di sviluppo locale non solo nelle aree D e C del Veneto (montagna e Polesine), ma anche nelle aree B di pianura (ad agricoltura intensiva specializzata). Va precisato che rispetto all’assetto del periodo 2007 – 2013 il testo approvato prevede comunque un ridimensionamento dei comuni di area B su cui si potrà intervenire, passando da 179 ad un massimo di 123, con una conseguente riduzione del numero dei GAL che da 14 scendono ad un massimo di 9.  Le risorse complessive messe a disposizione delle politiche e strategie dei GAL per i prossimi sette anni ammontano a circa 74 milioni di euro, pari al 6% dell’intera dotazione finanziaria del PSR 2014 – 2020 (1 miliardo e 184 milioni di euro), con una riduzione rispetto agli attuali 100 milioni di euro destinati ai GAL per il periodo 2007 – 2013.

Meno burocrazia. Una volta trasmesso a Bruxelles, la Commissione avrà 6 mesi di tempo per presentare le sue osservazioni e quindi approvare il testo definitivo entro l’inizio del 2015. Il GAL del Veneto auspicano che ora, in fase di definizione delle specifiche condizioni applicative, si preveda una semplificazione dell’iter procedurale per l’attivazione delle misure previste dai PSL, garantendo il rispetto dei compiti assegnati ai GAL dai Regolamenti comunitari, ed un iter più snello per l’accesso ai fondi da parte dei soggetti beneficiari.

(Fonte: Gal del Veneto)

15 luglio 2014, a Lusia (RO), si parla di come riconvertire le aziende orticole in crisi con il turismo rurale nel convegno “Dalla coltura degli orti alla cultura dell’accoglienza”

10524253_804909029542829_5374543408130723279_oOraginizzata e promossa dalla Pro Loco e dall’Accademia delle Verdure dell’Adige, con il supporto dell’Amministrazione comunale, martedì 15 luglio alle ore 19,00, presso la struttura Palaeventi in piazza a Lusia (RO), si terrà il convegno sul turismo rurale “Dalla coltura degli orti alla cultura dell’accoglienza“.
Ricollocare le piccole aziende orticole in crisi per la globalizzazione. Nell’incontro, a cui parteciperà in veste di relatore principale Stefano Barbieri di Veneto Agricoltura, si parlerà anche di orticoltura sociale e sarà occasione per avviare uno studio di fattibilità volto alla ricollocazione di molte piccole aziende orticole di Lusia attualmente in crisi a causa del mercato globalizzato. Si parlerà inoltre dell’opportunità di utilizzare finanziamenti finalizzati a convertire l’azienda agricola a usi diversi dalla produzione. Maggiori info: Renato Maggiolo,  336 794014 oppure mymag@tin.it
(Fonte: Accademia delle Verdure dell’Adige)

Voglia di fare gli agricoltori? Un’opportunità arriva da “Job in country”, portale dell’occupazione in campagna di Coldiretti

job in countryDebutto in Veneto del portale Coldiretti per chi cerca e offre lavoro in campagna. Presentato ieri a Mestre (VE),  si chiama “JOB IN COUNTRY” e parte già con cento iscritti che vorrebbero fare i potatori, prendersi cura degli animali, aiutare in agriturismo, assistere gli anziani o i diversamente abili, fare l’agritata o semplicemente raccogliere frutta, verdura, oppure fare solo uno stage.

magrini2A livello nazionale, in una settimana il sito ha avuto diecimila contatti. A fianco a loro una serie di  altrettante imprese che necessitano di manodopera, di consulenti, di collaboratori. “Realtà che potranno incrociarsi – ha spiegato Romano Magrini, capo area sindacale della Confederazione – grazie agli sportelli dell’associazione presenti sul territorio. Sono tante e insolite le richieste di occupazione nel settore – ha continuato Magrini –  a livello nazionale in una sola settimana di attività google ha contato diecimila contatti, segno di un’economia sempre più green a cui si rivolgono le nuove generazioni che riscoprono il primario per gli investimenti personali e professionali diventando imprenditori ma anche coadiuvanti d’azienda”.

La situazione in Veneto. Il comparto agroalimentare  nel primo trimestre del 2014 ha registrato un trend positivo nelle assunzioni con circa +14.000 rapporti professionali instaurati e un saldo  nello stesso trimestre di + 9.300 contratti al netto delle cessazioni ( fonte Veneto Lavoro). L’attenzione di Coldiretti è rivolta anche ai Paesi dell’Est attraverso una stretta alleanza con le ambasciate presso le quali si svolgono percorsi formativi per introdurre in Italia ingressi mirati. E’ il caso della Moldavia connessa in internet per l’occasione per un saluto oltre confine da parte di una sessantina di utenti in attesa di impiego. Da segnalare, comunque, l’entusiasmo con cui i giovani italiani si approcciano alla fatica dei campi come Matteo Sottana di Mogliano Veneto (TV), diplomato in biotecnologia, che insiste nella ricerca di fare esperienza diretta nell’orticoltura, spazio in cui ha potuto già manifestare le sue capacità grazie ad uno stage in fattoria durante lo scorso inverno. “La mia difficoltà – ha spiegato – è consegnare il curriculum vitae porta a porta. Devo addentrarmi in stradine e perdermi lungo le capezzagne per raggiungere il mio obiettivo. Ben venga un sito dove si intrecciano le richieste in una videata vigilata da Coldiretti”.

Io voglio fare l’agricoltore! E’ stato proprio lui ad inserire il suo sogno on line sotto gli occhi di tutti compresi quelli dell’assessore regionale competente Elena Donazzan e del rappresentante della direzione del Ministero del Lavoro, Roberto Parrella. Interessante anche l’intervento di Giovanni Bardini, neo laureato in agraria, appassionato di zootecnia che dopo un corso di formazione promosso da Coldiretti ha trovato il suo posto in un allevamento di capre in Friuli. “Ho tutto l’occorrente per fare il consulente – ha detto al microfono – ma io voglio fare l’agricoltore e sto imparando i segreti di questo mestiere, spesso rivelati col contagocce. Non nego però il grande potenziale della relazione, della sussidarietà, della disponibilità del mondo contadino che mi ha incoraggiato a continuare”. “Piccole storie piene di talento e speranza in questo nord est che non molla” – ha commentato il presidente di Coldiretti Giorgio Piazza ricordando la fuga dei cervelli all’estero e le famiglie, anche rurali, costrette ad accettare questo distacco. “In un quadro di trasparenza e legalità – ha concluso il direttore Pietro Piccioni – poniamo le basi per costruire una banca dati costantemente aggiornata che aiuti il dialogo tra disoccupati, operatori e datori, impiegando strumenti moderni comprese le applicazioni d’avanguardia sui cellulari affinchè l’attrazione per i campi non sia considerata solo una moda ma una vera scelta di vita per tutti quelli che la vogliono intraprendere”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Taglio regionale Gal del Veneto, l’Anci Veneto si schiera contro

mappa_gal_4La Regione Veneto è in procinto di approvare i Programmi regionali 2014 – 2020, finanziati con quasi 2,5 miliardi di euro provenienti dalla Comunità Europea, che sosterranno le strategie di sviluppo che la Regione intende attivare nei prossimi sette anni.

Anci, “al territorio riconosciuta maggior responsabilità”. Ritenendo che la Regione del Veneto non possa perdere questa opportunità o sottovalutarne la portata, il Direttivo di Presidenza dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ha approvato all’unanimità un documento che sarà inviato al presidente della Regione Luca Zaia, ai membri della Giunta regionale, al èresidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato e ai capigruppo consigliari. Nel documento il Direttivo dell’ANCI sollecita un reale decentramento delle risorse, affidando ai territori, ai quali va riconosciuta una maggiore responsabilità, i fondi necessari per definire le azioni più idonee per uno sviluppo locale. Nel documento, inoltre, viene ribadita la necessità che le strategie di sviluppo locale possano essere attivate attraverso una efficace integrazione dei fondi strutturali messi a disposizione dalla Comunità europea. La posizione dell’ANCI fa eco a quanto condiviso anche dagli altri Soci dei GAL del Veneto, riunitisi in assemblea lo scorso 19 maggio a Padova, che hanno evidenziato come un taglio dei GAL sarebbe un grave passo indietro rispetto al processo di sviluppo auspicato dall’Europa.

(Fonte: Coordinamento Gal del Veneto)

Riduzione Irap 10% per il settore agricolo, niente Imu sui fabbricati rurali

Imu1Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il decreto legge “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice”, approvato lo scorso 18 aprile dal Consiglio dei Ministri, non contiene la reintroduzione dell’Imu sui fabbricati rurali ad uso strumentale.

Le misure a favore dell’agricoltura. Sono state inoltre salvaguardate le agevolazioni per il gasolio agricolo, l’esenzione IRES per le cooperative agricole e di piccola pesca e il regime speciale dell’IVA per le imprese agricole. Il decreto contiene una rimodulazione della base imponibile per i terreni montani e collinari e una correzione fiscale sulla produzione di energie rinnovabili da imprese agricole. Infine, un importante taglio del cuneo fiscale per il settore agricolo deriva dalla riduzione dell’aliquota IRAP del 10%.

(Fonte: Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Regione Veneto, agricoltura, bando di 60 milioni per giovani imprenditori e investimenti aziendali, 15 milioni per le imprese montane, domande entro fine maggio e fine giugno 2014

Giovani agricoltoriE’ pronto il Bando che nel Veneto mette a disposizione risorse per 60 milioni di euro complessivi con l’obiettivo di insediare giovani under 40 come titolari di nuove azienda agricole (scadenza 30 maggio) e supportare l’ammodernamento di strutture aziendali esistenti (scadenza 30 giugno). Lo ha adottato nei giorni scorsi la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato. Il provvedimento passa ora all’esame della competente commissione consiliare prima della definitiva approvazione.

A seconda degli interventi richiesti, domande da presentatre entro fine maggio o entro fine giugno. Il provvedimento, come ha spiegato l’assessore, risponde all’esigenza di favorire il ricambio generazionale in un settore che è strategico, crea lavoro, ricchezza, immagine e qualità, è ai primi posti per export nazionale. Dell’investimento disponibile, è previsto che 30 milioni siano destinate alle “start-up” agricole, mentre gli altri 30 milioni serviranno per gli investimenti capaci di rafforzare le strutture imprenditoriali già operative, anche di proprietà dei meno giovani. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un intenso lavoro del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale della Regione – ha fatto presente l’assessore – che ha saputo ottimizzare al meglio le possibilità esistenti in questo periodo di passaggio dal vecchio al nuovo Programma di Sviluppo Rurale, utilizzando i “Regolamenti transitori” per continuare comunque ad emanare bandi, senza attendere la definizione formale della futura programmazione”.

Aziende montane. “Per ciascuno dei due campi d’intervento previsti – ha sottolineato l’assessore – 7 milioni e mezzo, per un totale di 15 milioni, saranno indirizzati alle aziende della montagna. La proposta di Bando fa riferimento alla misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” del PSR 2007-2013. Tale strumento di programmazione individua, per gli agricoltori under 40 che si insediano a capo di un’azienda, la possibilità di accedere a una serie di strumenti in grado di sostenere e sviluppare le capacità imprenditoriali professionali. Attraverso la cosiddetta “progettazione integrata”, per il “Pacchetto Giovani”  è prevista l’attivazione contemporanea di più misure del PSR, coordinate e rese coerenti al progetto nel Piano aziendale. Tra queste, ci sono la misura 121, azione PGB “Ammodernamento delle aziende agricole” che consente di intervenire nella ristrutturazione aziendale, la misura 111 azione 3 “Interventi di formazione individuale in azienda” e la misura 114 azione 1 “Servizi di consulenza agricola rivolti agli imprenditori agricoli”. Per la misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole” è prevista anche la domanda singola, quindi al di fuori della progettazione integrata del Pacchetto Giovani, con una riserva di 7,5 milioni per la montagna.

(Fonte: Regione Veneto)

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