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Ehi ragazzi, a Milies (Tv), da Romolet, si dice “osteria” ma si legge “ristorante”

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Ehi ragazzi, stavolta il consiglio è per l’osteria Romolet, a Milies, borgata prealpina del comune di Segusino, in provincia di Treviso. Si mangia bene (si dice “osteria”, ma si legge “ristorante”) e soprattutto è un locale che valorizza i prodotti del territorio. Ecco allora proporre piatti di stagione: ora formaggi di malga e di capra, insaccati, cappucci, patate, fagioli, mais sponcio, noci…tutto con l’indicazione del produttore “a km. 0”. Finalmente, quindi, un ristoratore, che ha capito che promuovendo il territorio, promuove anche se stesso (pare impossibile, ma non è facile a trovarsi). L’ambiente è caldo e sa di montagna; il camino centrale ne fa una via di mezzo tra uno chalet ed un cason di valle. Dimenticavo: prezzi giusti.

Ehi ragazzi! Per “star bene insieme” si va a Runzi di Bagnolo di Po (RO), nel relais di campagna Valgrande

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Dalla profonda campagna alto-polesana è luogo comu­ne aspettarsi nebbie, afa e zanzare. Pochissimi centri urbani, poca densità abitativa. Ma le campagne sono enormi distese di terre grasse e feconde. E la cultura e la tradizione contadina radicate e caratteristiche così come la cucina.

Un relais di campagna multifunzionale. L’agriturismo Valgrande di Alberto Faccioli e Monica Bimbatti a Runzi di Bagnolo di Po, in cui si è riunito il direttivo Argav a novembre 2017, è nato sulla scia di un’azienda agricola che il padre e il nonno di Alberto hanno gestito per decenni. Con Alberto e la sua famiglia c’è stata l’evoluzione per aprirsi alla possibilità di pernottamento prima e proposta gastronomica poi. Un relais di campagna multifunzionale che, oltre ad essere fattoria didattica certificata dalla Regione Veneto, è anche fattoria sociale. “Siamo con orgoglio la struttura capofila del progetto “Star bene insieme”, in essere con l’Ulss 5″, sottolinea Monica. “Accogliamo ragazzi con disagio familiare che lavorano manualmente nei nostri laboratori e siamo contenti di contribuire al fatto che queste nuove competenze si trasformino per loro in opportunità diverse di inserimento nel mondo del lavoro”.

Un sogno realizzato. Complessivamente l’azienda poggia su venti ettari di superficie utile, la stessa da sempre. “L’attività di frutticoltura — sottolinea Alberto — esisteva prima dell’attività agrituristica; ora in azienda esiste un piccolo frutteto per le produzioni aziendali inerenti l’attività agricola”. Oltre agli animali di bassa corte c’è stato anche il periodo dell’allevamento bovino con stalle capienti fino a trenta capi al massimo. “Poi — continua — la crisi generalizzata del comparto carni ha coinvolto anche noi e per questo abbiamo accantonato l’attività”. Il sogno di evolvere in agriturismo come struttura dedita alla ricezione e al pernottamento degli ospiti risale a quindici anni fa. “Già da qualche tempo si parlava di multifunzionalità delle aziende agricole. Vedevo colleghi toscani e trentini che aprivano l’attività agli esterni e piano piano siamo partiti anche noi, cominciando con la ristrutturazione della casa colonica”.

Piatti con i prodotti del territorio. All’inizio solo alloggio con cinque stanze e quattordici posti letto a disposizione e prima colazione. “Poi però la richiesta degli ospiti di poter consumare un pranzo o una cena è stata sempre più frequente. Da lì abbiamo iniziato ad affinare e costruire una proposta gastronomica e ad attrezzare la cucina. La voce si è diffusa tra gli amici, che sempre più numerosi ci hanno spinto a cucinare anche per loro, e così abbiamo allargato la ristorazione agli esterni scegliendo di proporre quello che da sempre si consuma nelle famiglie rurali. È il nostro punto di forza: proporre piatti con i prodotti del territorio coltivati per buona parte in azienda, ma non solo. E così siamo arrivati ai quaranta posti a sedere, aumentabili eccezionalmente. Numeri limitati per poter servire esclusivamente prodotti locali e stagionali. Di fatto siamo sempre aperti e sempre chiusi perché lavoriamo esclusivamente su prenotazione“.

Ricerca e riscoperta della tradizione gastronomica polesana la base su cui poggia l’offerta al Valgrande. “Esiste una cultura e una tradizione gastronomica polesana, per quanto la provincia di Rovigo non elenchi tanti piatti strettamente territoriali. Ma l’anatra, la faraona e gli animali di bassa corte allevati e preparati in modi diversi stanno a pieno nella nostra migliore tradizione, così come il maiale che lavoriamo con salumi e insaccati di nostra produzione, dai salami ai cotechini, alle pancette. E poi il riso, in particolare quello col tastasal (la carne macinata e conciata per fare i salumi), le paste fatte in casa come le tagliatelle”. I maiali provengono da un allevamento distante pochi chilometri dall’azienda, gestito da una cooperativa di cui è stato parte anche Alberto. “L’avicolo, invece, tranne le oche, è tutto nostro: anatre, faraone, galline. E così i conigli”.

Il cliente rispetto a 10 anni fa è molto attento. “L’invasione di programmi televisivi inneggianti alla cucina fanno sì che si sentano tutti esperti e cuochi capaci”, rileva Alberto. In ogni caso cercano ancora il prodotto locale e con esso piatti che si stanno perdendo anche nel modo di concepirli e proporli. Si mangia meno carne e per questo abbiamo anche un menù completamente vegetariano. I piatti forti? I bigoli fatti in casa con ragù di corte e la faraona. Gli ospiti arrivano per lo più dall’Italia settentrionale, soprattutto dalla Lombardia, e, per quanto riguarda gli stranieri, dal Nord Europa. Tre i collaboratori agricoli applicati in azienda. Investimenti strutturali importanti non sono in previsione, a parte qualche piantumazione nel frutteto. Comunque stiamo chiudendo la fase di conversione e presto la nostra azienda diventerà biologica“.

i lacci e lacciuoli della burocrazia. Alberto è anche vicepresidente veneto di Agriturist e da vicepresidente sottolinea l’eccessivo carico normativo e burocratico cui siamo soggetti. “Troppi controlli per l’attività che facciamo, considerato che sono tutte piccole e medie aziende. Troppi vincoli. Siamo l’unica regione che chiede che il 65% del proposto sia aziendale, con riduzione al 50% se si utilizzano Dop e Igp. Nel nostro caso utilizziamo il prosciutto Veneto Berico-Euganeo Dop, l’insalata di Lusia Igp e il riso polesano del Delta del Po Dop, oltre ai vini, tutti Dop, del Trevigiano, dei Colli Euganei e del Veronese”. Una buona cucina tradizionale, insomma, servita con garbo e presentata con eleganza. Che si distingue per una ricerca e una sperimentazione continua, fino al recupero e alla rivisitazione di ricette rinvenute negli archivi degli istituti alberghieri locali. Maggiori info: www.agrivalgrande.it

Ehi ragazzi! C’è la montagna…in cono a Santo Stefano di Cadore (BL)

Tarassaco

Tarassaco

(contributo di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, agosto 2013) Ehi ragazzi, se passate dal Cadore (e già questa è una bella idea), fermatevi a Santo Stefano di Cadore nella gelateria Molin all’inizio della strada, che conduce al campeggio di Campolongo.

Gusto tarassaco, ortica, margherita e sambuco, L’esterno del locale non è granchè, né lo è l’interno normal-montanaro ed anche il banco gelati è “sacrificato” e poco visibile ma, quando è aperto, scoprite, accanto ai consueti gusti, la delicatezza di “palline” al tarassaco, all’ortica, alla margherita, al sambuco (a seconda del periodo); sono pastose, artigianali, frutto del lavoro di qualche “raccoglitore locale” di prodotti boscaioli e dell’intuizione di una gelataia polacca, che dimostra più attenzione al territorio dei colleghi indigeni. Per questo va sostenuta, affinchè trovi il coraggio di puntare decisamente verso una clientela, che sappia apprezzare la montagna anche nei gelati, lasciando ad altre occasioni i gusti standard. Dimenticavo: la pallina, abbondante, costa 1 euro ed anche questo, abbinato alla qualità, è una nota di merito.

Ehi ragazzi! A Chirignago (VE), la pizza si mangia con il cornicione farcito.

Elisa e Marco Pizzeria Positano 10 gennaio 2013

Elisa Vecchiato e Marco Savastano

(contributo di Marina Meneguzzi, socio ARGAV, gennaio 2013) Ehi ragazzi, c’è un locale in quel di Chirignago, vicino a Marghera-Mestre (VE), che fa una pizza buonissima e nel contempo particolare: la pizza con il cornicione farcito! Sto parlando della Trattoria Pizzeria Positano (via Trieste 210, tel. 041-915493).

Cucina amalfitana. Ad accogliervi nel locale, semplice e dall’atmosfera familiare, sono i giovani Marco Savastano ed Elisa Vecchiato, marito e moglie, coadiuvati da un ottimo staff. Marco è un pizzaiolo di ventennale esperienza tramandata dal padre Erasmo, che da Cetara, in provincia di Salerno, è salito al nord una cinquantina d’anni fa per “importare” nel veneziano l’arte dei pizzaioli amalfitani. Elisa, originaria del veneziano, ha conquistato il marito a suon di “capricciose” acquistate, ed è davvero un’anfitrione deliziosa che dirige con grazia la “danza” delle ordinazioni ai tavoli.

Pizza con il cornicione pizzeria Positano 10 gennaio 2013120 pizze in listino, guest star pizza con il bordo ripieno! Vasta la scelta di prodotti freschi, tipici della costiera amalfitana, come i primi piatti a base di pesce, gli ottimi scialatielli allo scoglio, i paccheri con i pelatini di Corbara e le acciughe di Cetara, le pennette con code di gambero imperiale, pomodorini e zucchine. Per i golosi, a fine pasto ci sono i dolci tradizionali campani, dalla pastiera napoletana ai babbà, dalla sfogliatella alla delizia al limone (menu a partire da 25 euro). Ma il vero punto di forza del locale è naturalmente la pizza napoletana, cucinata da Marco nel forno a legna. Ben 120 le pizze in listino, tra cui spiccono per “fama” la pizza bianca con salsiccia e friarelli e grana e la pizza con mozzarella di bufala, pomodorini, porcini freschi e basilico. Tuttavia la più innovativa e particolare è quella con il cornicione ovvero, il bordo ripieno farcito con ricotta e zucchine oppure con bufala e pomodorini, con provola e melanzane fritte o con scarola, aggiughe, capperi e olive (a partire da 12,50 euro). Insomma, una specialità da assaggiare almeno una volta nella vita!

Ehi ragazzi! La via per il “paradiso” dei vegetariani porta a Lusia (RO)

Trattoria Al Ponte, Lusia (RO)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Ehi ragazzi! Se siete nei pressi di Rovigo, magari per una visita a quella splendida riserva naturale che è il Delta del Po, c’è un’ottima trattoria che serve ogni giorno, accanto ai piatti di tradizione locale, un menù vegetariano, raffinato e semplice nello stesso tempo e dal prezzo onesto (25 euro dall’antipasto al dolce). E’ la Trattoria al Ponte di Lusia, cittadina celebre per la coltivazione delle verdure e in particolare per le insalate Igp, tutelate dal Consorzio.

da sx Enrico, Luciano, Giuliana e Silvia Rizzato, titolari Trattoria Al Ponte

Il ristorante, peraltro sede dell’Accademia delle verdure dell’Adige, presieduta da Renato Maggiolo, è un locale storico di proprietà fin dai primi del ‘900 della famiglia Rizzato, oggi rappresentata da Luciano, insieme alla moglie Giuliana e ai figli Enrico e Silvia. Proprio il venticinquenne Enrico, fresco di stage dal maestro Gualtiero Marchesi, si adopera con passione in cucina per servire piatti preparati con ingredienti di stagione e di provenienza locale, che deliziano l’occhio oltre che il palato.

Antipasto

Gateau di patate

Plum Cake alle verdure

Gelato alle verdure

Tra le pietanze che ho gustato con particolare soddisfazione cito gli spaghetti alle verdure, preparati con una decina di ortaggi, ciascuno di essi cotto da solo secondo i tempi richiesti dal tipo di verdura. Il risultato? Una pasta con verdure croccanti e saporite, davvero deliziosa e salutare. Buoni anche gli antipasti, dal maki di porro alla parmigiana al rotolino di melanzana con crema di piselli al tortino di cavolfiore gratinato, come anche il gateau di patate ripieno di verdure con piselli e salsa di parmigiano. Da appassionata di dolci, ho apprezzato molto anche il plum cake di verdure nonché il gelato alla carota e alla lattuga, quest’ultimo una “sperimentazione”, davvero ben riuscita a mio avviso, specie per il gusto a base di insalata di Lusia Igp, della gelateria La Dolce Idea di Lendinara (via Varliero 14, tel. 392 1359507), paesino nei pressi di Lusia. Come arrivare a questo “paradiso” per vegetariani (ma non solo)? La trattoria, che è chiusa il lunedì, si trova a meno di 10 km dall’uscita dell’autostrada A13, in località Bornio a Lusia di Rovigo, in via Bertolda 27, tel. 0425 669890.

Ehi ragazzi! C’è del buono, in qualità e prezzo, a Spoleto!

Il menù del Casual Restaurant Novecento di Spoleto

Ecco un altro prezioso contributo per la nostra rubrica di servizio ai lettori “Ehi ragazzi!”  in merito a posti di ristoro “testati” dai soci ARGAV e accomunati da un unico fattore: l’offerta di un buon rapporto qualità/prezzo.

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Ehi ragazzi! Ho appena mangiato un’ottima tagliata al tartufo (€ 12.50) nel “casual restaurant Novecento” a Spoleto; ad accompagnarla un abbondante tris di verdure cotte (bieta, cicoria e spinaci: € 2.90). Debole, invece, l’olio: Monini; è vero che la fabbrica è di Spoleto, ma la bottiglia in tavola non rende (sa da supermercato). C’è sicuramente di meglio e, se è per una questione di prezzo, quantomeno andrebbe usata un’oliera. Per il resto, il locale, che si trova nel bel centro storico spoletano è carinissimo: arredamento minimalista, coloratissimo ma con gusto, frequentazione giovanile, servizio informale ma garbato, musica jazz e lounge di sottofondo; insomma, l’ambiente giusto da consigliare per una serata rilassante con allegria. In tutto (con acqua minerale, caffè e coperto) ho speso 18 euro: da provare, così come Spoleto.

Ehi ragazzi!

Risotto al petto di fagianella e verdure, Trattoria Brunello di Scandolara, Zero Branco (TV)

Da oggi, venerdì 3 giugno 2011, inauguriamo una nuova rubrica di servizio per i nostri lettori, si chiama “Ehi ragazzi!” e raccoglierà contributi e segnalazioni in merito a posti di ristoro  – agriturismi, osterie, trattorie, ristoranti – “testati” dai soci ARGAV e accomunati da un unico fattore: l’offerta di un buon rapporto qualità/prezzo. Una volta pubblicate, le notizie saranno “archiviate” nella sezione omonima che sarà visibile on line sul nostro sito in alternanza alla rubrica “Agricultura in scena”.

Franca, chef Trattoria Brunello di Scandolara-Zero Branco (TV)

(contributo del socio ARGAV Marina Meneguzzi). Ehi ragazzi, se amate i risotti, c’è un locale in quel di Scandolara, frazione di Zero Branco (TV) che ne serve di buonissimi. Si tratta della Trattoria Brunello (tel. 0422.345106), da sempre luogo di ritrovo del paese e dunque, volutamente, rimasto un locale semplice nell’aspetto.

La specialità della casa è il risotto al petto di fagianella e verdure, (per il riso, rigorosamente il vicentino vialone nano di Grumolo delle Abbadesse), preparato con assoluta maestria dalla “chef de cuisine” Franca Cazzaro, mamma di Andrea Brunello, giovane patron del locale che, dopo esperienze in ristoranti quotati, ha deciso di “giocare in casa” puntando sulla qualità e su un’offerta culinaria mai banale.

Andrea Brunello, patron della Trattoria Brunello, Scandolara-Zero Branco (TV)

Pietanze davvero sorprendenti. Dagli antipasti (il prosciutto di Sauris con asparagi gratinati al forno era davvero delizioso) ai primi (oltre al risotto, da provare anche la sopa coada, la tipica ministra a base di piccione), dai secondi (il loro fiore all’occhiello è la cacciagione) ai dolci (il millefoglie con crema Chantilly e fragoline fresche era da applauso), tutto sorprende per la bontà dei sapori e degli accostamenti. Quanto al vino, grande passione di Andrea, si può scegliere fra 300 etichette nazionali ed estere. Il locale è chiuso il lunedì, in sala ha posto per 50 coperti, prezzi con ricarichi onesti vista la qualità offerta, con menu completo a 40 euro vini inclusi.