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I pescatori veneti diventano “manager del mare” con il percorso di alta formazione in gestione strategica delle risorse ittiche che vede una collaborazione pubblico-privato

Partecipanti e manifesto pesca_evento finale FishLab 15_10_22

La pandemia, il riscaldamento climatico, le tensioni geopolitiche e il loro impatto sul versante delle materie prime e dell’energia impongono al settore della pesca un’accelerazione verso strategie innovative, anche per rendere le imprese capaci di resistere alle incertezze e alla concorrenza europea. A questa necessità di formazione e managerializzazione degli imprenditori della filiera ittica ha voluto dare risposta e strumenti il percorso di “Alta formazione in gestione strategica delle risorse ittiche – FishLab”, che sabato scorso, a Ca’ Dolfin a Venezia, ha visto la sua ultima lezione trasformata in un evento aperto, il cui pubblico era costituito da rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categorie, oltre a responsabili di mercati ittici, aziende e operatori del settore e ricercatori.

Sono i numeri a dire quanto la partita sia importante per l’economia regionale. La pesca veneta infatti vede oggi attive più 3.800 aziende (il 15% del totale nazionale) e dà lavoro direttamente a 7.500 addetti di cui il 10% donne (dati Infocamere 2021), oltre a mobilitare un importante indotto in servizi e attività collegate, a partire da quelle di trasformazione, distribuzione e promozione. Un valore della produzione che globalmente si aggira intorno ai 140 milioni di euro, pari al 6,2% di quello nazionale, e una quantità media prodotta di 60mila tonnellate tra il 2016 e il 2020 (dati Osservatorio della pesca Agenzia veneta 2020). Per sostenere oggi le imprese di questo settore così importante per l’economia regionale servono modelli di business efficienti, processi di innovazione e un rilancio del comparto in chiave sostenibile, dal punto di vista ambientale e sociale, capace di tenere sul fronte della redditività e delle marginalità. E magari un marchio unitario per la sua promozione e commercializzazione, come emerso dal progetto.

Primo nel suo genere in Italia, il percorso è promosso da Isfid Prisma, ente di formazione e consulenza di Legacoop Veneto, in collaborazione con Fondazione Università Ca’ Foscari Venezia e Agrifood Innovation and Management Lab, laboratorio di ricerca multidisciplinare del Dipartimento di Management dell’Ateneo veneziano. È realizzato nell’ambito del progetto “Percorsi di Alta Formazione per il settore della Pesca” e finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP). Avviato a novembre 2021, si è trattato di un vero e proprio laboratorio di coprogettazione, che ha visto confrontarsi e lavorare insieme docenti e ricercatori di Università Ca’ Foscari e i sedici partecipanti (presidenti, direttori e componenti dei Cda delle maggiori cooperative venete del settore pesca, nella foto in alto) con la finalità di favorire la crescita professionale e manageriale delle aziende dell’economia blu, accompagnando i corsisti nell’acquisire competenze in quello che è definito il “management del mare”, attraverso metodi didattici innovativi come il design thinking e il lean management.

Interventi. Sul valore del percorso Christine Mauracher, direttrice di Agrifood Management and Innovation Lab e responsabile scientifica di FishLab, ha spiegato: «I cambiamenti degli stili alimentari e la ricerca di alternative alle proteine derivanti dalla carne offrono al settore diverse opportunità di sviluppo. La chiave risiede nella capacità della pesca veneta di crescere rimanendo sostenibile – vale a dire valorizzando l’enorme varietà di specie che il nostro mare offre – e di far percepire adeguatamente al consumatore la qualità del prodotto, il valore di pratiche ecologicamente e socialmente responsabili, l’importanza nutrizionale del pescato. Il nostro percorso ha ingaggiato le cooperative venete su questi temi per coprogettare possibili sviluppi su cui sia gli operatori privati che pubblici potranno investire, anche attraendo risorse dai piani di stimolo dell’economia come il Pnrr». «L’obiettivo del nostro lavoro è mettere a disposizione degli operatori del comparto i risultati aggiornati della ricerca accademica e insieme a loro declinarli all’interno di progetti concreti – ha aggiunto Vladi Finotto, ricercatore del laboratorio multidisciplinare sull’agrifood di Ca’ Foscari e delegato della rettrice alla valorizzazione della conoscenza –. Le traiettorie individuate in FishLab insistono su: l’uso del digitale per la tracciabilità e per la comunicazione della stessa ai consumatori; la valorizzazione dei dati della pesca per l’efficientamento dei processi di tutta la filiera e il recupero di redditività; l’utilizzo di strumenti digitali e analogici per comunicare organicamente l’identità della pesca veneta su tutti i canali distributivi. Finanziamenti focalizzati e impegno degli operatori potranno portare a maturazione questi progetti nel giro di alcuni mesi». «Un progetto che nella sua articolazione innovativa è facilmente replicabile ed “esportabile” – ha sottolineato Daniela Novelli, responsabile dell’area consulenza e formazione di Isfid Prisma – anche in comparti diversi, e si pone pertanto come base di sviluppo per altri possibili percorsi formativi professionali che si implementino nel tempo e contribuiscano alla strutturazione di una collaborazione pubblico-privato tra i diversi attori del comparto pesca interessati all’apprendimento permanente». «Oltre a formare competenze manageriali, il percorso ha rafforzato un’identità comune della pesca veneta e ai partecipanti ha fatto comprendere come sia importante sentirsi “sistema” e muoversi come tale, anche per essere più forti e competitivi». Sono le parole di Antonio Gottardo, presidente del Flag Veneziano e responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Veneto, che ha continuato: «Tutto ciò per un mondo estremamente complesso e diversificato. Questo ha potuto portare alla fine alla stesura di un Manifesto che ne definisce e trasmette valori e visione, nonché evidenzia il ruolo dei pescatori su molteplici versanti». «Il settore della pesca e dell’acquacoltura è di primaria importanza per il Veneto – ha sottolineato anche Francesco Calzavara, assessore alla Programmazione e al Bilancio della Regione del Veneto – e in un contesto particolare come l’attuale sta dimostrando grande resilienza. Per continuare a distinguerci in un ambito di attività vivace e con buoni margini di crescita, dobbiamo sfruttare ogni sinergia possibile creando figure ad hoc, altamente specializzate, capaci di cogliere le innovazioni per guidare la crescita del comparto: il “management del mare” va proprio in questa direzione. E pensare ed agire come sistema potrà inoltre aiutare ad avere un quadro chiaro del futuro, in cui la filiera potrà orientare le prossime strategie». Infine, ad offrire uno sguardo europeo è intervenuta Rosanna Conte, europarlamentare della Commissione Pesca: «L’acquacoltura europea può e deve essere al centro delle politiche agroalimentari dell’Ue. Dagli allevamenti Ue arriva solo il 10% del pesce consumato dai cittadini europei, mentre su scala globale la quota supera il 50%. L’Europa importa oltre il 70% dei prodotti ittici consumati. È ora di invertire la rotta, e su questo da Strasburgo arrivano chiare indicazioni. Promuovere la nostra acquacoltura vuol dire ridurre la dipendenza dall’estero, ma anche avere prodotti alimentari sostenibili e di qualità, e creare nuovi posti di lavoro. Per farlo, serve innanzitutto un quadro giuridico favorevole alle imprese, che tenga conto di tutti e tre i pilastri della sostenibilità: economico, sociale e ambientale. Il nuovo meccanismo di assistenza all’acquacoltura può essere uno strumento innovativo, ma deve coinvolgere tutte le parti interessate. Occorre inoltre rafforzare la ricerca e l’innovazione».

Fonte: Servizio stampa Legacoop Veneto

Venerdì 24 settembre 2021, la PAC 2023-2027 al centro del corso di aggiornamento professionale Odg organizzato in collaborazione con Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768La conviviale mensile di venerdì 24 settembre 2021 al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) è stata approvata dall’Ordine dei Giornalisti come corso di formazione professionale presentato da Argav, gruppo di specializzazione del Sindacato Giornalisti del Veneto. L’incontro, previsto dalle ore 19 alle ore 21, è dedicato al tema “La Politica Agricola Comune 2023-2027: inquadramento e principali novita”, attribuente 2 crediti. Di seguito il programma, invitando i colleghi giornalisti ad iscriversi, come di consueto, attraverso la piattaforma Sigef.

Programma. Durante il corso, realizzato grazie all’interessamento del consigliere Argav Renzo Michieletto, saranno spiegati i motivi per cui l’agricoltura europea continua ad essere periodicamente riformata. Il focus sarà sulle principali novità della prossima PAC, che interesserà il periodo 2023-2027. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Ore 19.00 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto Fabrizio Stelluto, presidente Argav; Relazione: Ore 19.10 Samuele Trestini (Docente di Economia e Politica Agroalimentare all’Università degli Studi di Padova-Dipartimento TESAF).

Nata a Bassano (VI) la Scuola di Politiche Sementis, dove s’incontra chi esplora, lezioni a partire dal 7 novembre 2020

Il gruppo dei giovani fondatori

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A Villa Angarano San Giuseppe a Bassano del Grappa (VI), lo scorso sabato 12 settembre ha avuto luogo la presentazione di un progetto organizzato da giovani che, ritrovatisi in videoconferenza durante il lockdown e gradualmente sempre più numerosi, hanno sentito un grande bisogno di cambiamento. Il seme di questa iniziativa era già presente prima dell’attuale situazione sanitaria ma i primi germogli hanno iniziato a svilupparsi da marzo di quest’anno e settimana dopo settimana, mese dopo mese, questo gruppo di ragazzi ha progettato questa scuola di politiche nata da una necessità diventata impellente e non più rinviabile. Un’esigenza di cambiamento dove si è incontrato “chi esplora” e “non ha paura di tracciare nuove rotte”, nella consapevolezza della corresponsabilità che tutti abbiamo affinché questo nostro mondo sia un po’ migliore; soprattutto avendo attenzione per le generazioni future.

Tre semi nel logo: dimensione personale/spirituale, dimensione sociale e dimensione politica. Forse un’esigenza nata anche per approfondire tematiche quanto mai attuali, anziché “bersi” ogni cosa che rigurgita internet. Un percorso sicuramente più faticoso. Ci hanno illustrato la mappa del cammino che intendono fare e proporre, con le dieci significative tappe: cambiamento climatico ed energia, giustizia sociale, economia e disuguaglianze, rifiuti ed economia circolare, tecnologia e impresa, ambiente e migrazioni, biodiversità, alimentazione e agricoltura, diritto alla città, interazione col territorio e mobilità, identità e cultura veneta, cambio di paradigmi e comunità. Un progetto fatto di 10 temi cardine (le tappe) da trattare in 10 incontri suddivisi in 10 mesi; un sabato al mese, dal prossimo 7 novembre.

Un momento della presentazione

Un progetto con una visione coraggiosa, lungimirante, ma anche concreto e pratico che punta non solo a poter dare risposte ma soprattutto a porsi molte domande. Il metodo considerato è infatti basato sul conoscere, per capire, per scegliere. E’ il saper sentire, per saper pianificare, per saper agire. Per ogni giornata è prevista una formazione mattutina, con l‘aiuto di esperti in materia (es: Luca Mercalli, Giustino Mezzalira, Paolo Pileri…), e azione pomeridiana. Dopo la sessione mattutina seguirà un pranzo con prodotti locali ed ecosostenibili e la sessione pomeridiana di confronto ed azione. La scuola di politiche è rivolta a giovani dai 16 ai 29 anni e ci si può iscrivere andando sul sito web: www.scuolasementis.it.

Ma è un peccato che a questa scuola non possano iscriversi adulti e attuali o aspiranti amministratori pubblici, perché ne avremmo bisogno tutti; con una unica condizione: lasciare a casa tutte le nostre convinzioni e pregiudizi (o risposte semplici – se non semplicistiche – a problemi complessi) ma mettendoci invece in gioco sapendo soprattutto porci domande (che contano di più in un percorso di crescita, valido a qualsiasi età). Una scuola che “cerca risposte che diventino proposte alle sfide del presente” è auspicabile che possa crescere e diffondersi per raccontare un altro modo di vivere possibile, “tracciando nuove rotte e con un cambio di paradigmi”. Da seguire su instagram: @scuolasementis.

 

All’Esac di Vicenza, corso per disoccupati o inoccupati di oltre 30 anni per addetti alla ristorazione collettiva sostenibile finanziato dal FSE, domande entro il 5 luglio 2019

ESAC Formazione promuove un percorso formativo per “Addetto alla ristorazione collettiva sostenibile” con tirocinio finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Si tratta di un percorso professionalizzante rivolto a disoccupati o inoccupati over 30 che intendono diventare addetti alla ristorazione collettiva sostenibile. Obiettivo: formare lavoratori che sappiano coniugare le competenze pratiche del lavoro in cucina a quelle teoriche sui principi nutrizionali e sugli aspetti della sostenibilità alimentare e ambientale.

Profilo professionale. Il percorso, completamente gratuito, grazie alle attività formative (120 ore) e al tirocinio in azienda (480 ore) intende ampliare le conoscenze e competenze richieste dalla tradizionale figura di management aziendale nel percorso di avvicinamento e introduzione di tecniche e procedure operative, finalizzate alla sostenibilità ambientale nella ristorazione collettiva, con l’obiettivo di caratterizzare l’azienda migliorandone l’immagine, l’ambiente di lavoro, le capacità di controllo gestionale e di garantirne la redditività ottimizzando e rendendo efficiente il rapporto fra costi, qualità e prezzi di vendita.

Apertura termini per la presentazione delle domande di ammissioneLe selezioni si terranno lunedì 8 luglio presso il Centro Formazione ESAC. I termini per inviare la documentazione scadono venerdì 5 luglio alle ore 10.00.

Struttura del progetto. Orientamento individuale al ruolo per definizione del progetto di tirocinio (4 ore). Attività formativa in aula (120 ore). Tirocinio in azienda (480 ore) che potrà essere avviato, qualora il progetto venga finanziato dalla Regione Veneto, a partire dal mese di settembre 2019. Attività di accompagnamento al tirocinio (12 ore).

Destinatari e requisiti di ammissione. Essere inoccupati/disoccupati beneficiari e non di prestazioni di sostegno al reddito a qualsiasi titolo. Avere un’età superiore a 30 anni. Essere residenti/domiciliati in Veneto. Verrà data priorità a coloro che sono in possesso di esperienze lavorative pregresse in ambito di preparazione e distribuzione pasti presso aziende appartenenti al mondo della ristorazione collettiva e/o commerciale.

Indennità di frequenza. Per i destinatari è prevista un’indennità di frequenza esclusivamente per le ore effettivamente svolte di tirocinio. L’indennità sarà riconosciuta al solo per le ore effettivamente svolte ed al raggiungimento di almeno il 70% del monte ore previsto in ciascuna attività. Per informazioni e adesioni segreteria didattica allo 0444 964300.

Fonte: Esac formazione

 

 

 

Università a portata di click: Coldiretti e Università telematica eCampus siglano una partnership per nuova sede a Verona

L’Università a portata di tutti con un click trova sede a Verona. Coldiretti Verona e Università telematica eCampus hanno siglato una partnership per aprire una base veronese. Negli uffici della Federazione scaligera da aprile c’è una segreteria informativa a cui le persone interessate potranno fare riferimento per ricevere chiarimenti e modalità di accesso all’Università online. In un prossimo futuro Verona potrebbe diventare sede di esami.

L’accordo prevede una convenzione per i soci Coldiretti, che vogliono intraprendere o riprendere percorsi di studio, con una scontistica del 30% sulla retta annuale e la possibilità di coinvolgere docenti di eCampus in iniziative formative e convegni della Federazione. La segreteria informativa di eCampus in sede Coldiretti sarà attiva il lunedì e giovedì dalle 14 alle 17 al numero: 045 8678250; oppure 328 5742573.

L’Università online sta riscuotendo sempre più successo perché consente, attraverso la formazione a distanza, di conciliare studio e lavoro, o più in generale, di combinare lo studio con gli impegni della vita quotidiana. Un modo per rendere accessibile lo studio a tutti. “Questo è un modo – evidenzia Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona – per dare ai nostri soci e ai veronesi la possibilità di ampliare le proprie conoscenze con percorsi universitari o master di specializzazione, anche se stanno svolgendo un lavoro o comunque impegnati in altre attività. Oggi gli imprenditori agricoli provengono da percorsi formativi diversi dall’agricoltura e spesso decidono di apprendere competenze complementari alla loro attività per avere competenze trasversali”.

Quella di Verona è la seconda sede dell’Università eCampus in Veneto, dopo Padova. La sede principale è situata a Novedrate (Como), altre sedi sono distribuite su tutto il territorio italiano. ECampus, che oggi conta 30mila studenti 5 facoltà e 44 percorsi di laurea, è strutturata come un ateneo tradizionale per quanto riguarda le sessioni d’esame e il titolo di studio rilasciato ma una diversa modalità organizzativa delle lezioni: gli studenti possono seguire online dal proprio computer o dall’App mobile in qualsiasi momento, con a disposizione un tutor personale online e le uniche attività che è indispensabile svolgere in presenza, nelle sedi accademiche, sono gli esami e la discussione della tesi. “Oggi la nostra società è costantemente connessa e informata attraverso strumenti multimediali, pertanto l’Università, che rappresenta il mondo dell’innovazione e del progresso non poteva non adeguarsi. Gli iscritti all’Università di eCampus sono oggi 30mila, raddoppiati nell’ultimo anno, a dimostrazione dell’interesse crescente per questa formazione superiore attenta e aperta alle imprese”, sottolinea Alfonso Lovito, direttore generale Università eCampus.

Testimonianza. Roberto Brun, veronese di 49 anni, è un imprenditore nel settore della commercializzazione dell’ortofrutta. E’ iscritto a eCampus  dal 2016 alla facoltà di Scienze della Comunicazione e prossimo alla laurea. “Laurearmi era il mio sogno – precisa – e tramite l’Università online si sta realizzandolo, pur continuando a lavorare. Ho trovato professionalità, correttezza e disponibilità da parte docenti per ricevere chiarimenti. Ho svolto gli esami a Padova conseguendo dei 27 come 18, quindi senza agevolazioni particolari”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

Nasce in Valpolicella (VR) il primo corso universitario pubblico-privato in Italia di Politiche e Governance del territorio

terrazzamenti in Valpolicella

Nasce in Valpolicella il primo corso universitario pubblico-privato in Italia di Politiche e Governance del territorio, promosso dal dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Verona, Scienze Giuridiche ed economiche, sotto la guida del professor Davide Gaeta, docente di Economia dell’impresa Vitivinicola e Politica Vitivinicola.

Il corso di aggiornamento professionale è stato pensato per chi è già inserito nel mondo del lavoro, o per chi ha iniziato un percorso di formazione professionale, per gli studenti e per tutte quelle persone che intendano approfondire i temi delle politiche e delle azioni di governo del territorio, con particolare riferimento alla Valpolicella ed alle sue potenzialità e criticità, ma prevede anche l’estensione ad altri territori di eccellenza nazionali ed internazionali.

La prima edizione del corso sarà focalizzata principalmente sui temi amministrativi ed economici dell’area, dal vitivinicolo al lapideo al turismo, e gli studenti, diplomati e laureati con una forte motivazione verso la cura e la gestione responsabile della Valpolicella e di possibili altri distretti di qualità, saranno chiamati ad approfondire temi e prassi oggi indispensabili per la formazione di nuovi amministratori pubblici e privati, attraverso il superamento di diversi moduli: diritto amministrativo, diritto pubblico, diritto tributario, economia politica, politica territoriale, gestione dell’impresa vitivinicola, comunicazione e promozione dei prodotti territoriali.
A fianco dell’Università di Verona, l’iniziativa è sostenuta sia dalle Amministrazioni Comunali del territorio (Fumane, che è capofila, San Pietro in Cariano, Marano, Pescantina, Negrar, Sant’Anna d’Alfaedo, Illasi, Mezzane, Dolcè e Grezzana) che dalle imprese, a partireda quelle vitivinicole. Ulteriori informazioni a questo link

Fonte: Winenews.it

Borsa di studio sul paesaggio, aperta la quarta edizione del bando 2018/2019 rivolto a laureati e post laureati, domande entro il 31 agosto 2018

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino al 31 agosto 2018 per presentare le domande per partecipare al bando della quarta edizione delle Borse di studio sul paesaggio istituite dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, nel quadro delle attività di ricerca sul paesaggio e la cura dei luoghi sviluppate con il proprio Comitato scientifico.

L’’edizione 2018/2019 prevede l’’attivazione di una borsa di studio annuale, relativa all’area tematica Teorie e politiche per il paesaggio, ispirata a Rosario Assunto (1915-1994), tra le figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione. Ai candidati viene richiesto di presentare, individualmente, un progetto di ricerca basato sui temi e sui contenuti dell’iniziativa Luoghi di valore, condotta dalla Fondazione negli anni 2007-2012, i cui materiali originali sono conservati presso l’’archivio della Fondazione e in parte pubblicati nel sito www.fbsr.it, con esiti sintetizzati nell’’omonimo volume pubblicato nel 2016. Come il progetto Luoghi di valore, la ricerca dovrà avere al centro la questione del rapporto persona-luogo e comunità-luogo in ambito locale (provincia di Treviso), proponendone una lettura aggiornata e originale.La durata della borsa di studio, residenziale e non prorogabile, è di dodici mesi, dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. Il valore della borsa è fissato in 18.000,00 euro (lordi).

Possono candidarsi alla borsa di studio laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto 40 anni alla data del 31 agosto 2018. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprono un impiego pubblico o privato e svolgono una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito www.fbsr.it oppure può essere ritirato alla segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18). La domanda, con i vari allegati, dovrà essere inviata tramite posta elettronica all’’indirizzo paesaggio@fbsr.it con oggetto “Borse di studio sul paesaggio 2018/2019” oppure fatta pervenire con altra modalità alla segreteria della Fondazione con la stessa scadenza. La selezione dei candidati, insindacabile, sarà effettuata da una commissione appositamente istituita dalla Fondazione i cui membri provengono dalla sua struttura e dal suo Comitato scientifico. I risultati saranno resi noti entro il 30 ottobre 2018 mediante pubblicazione nel sito e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

Nasce nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sede della Fondazione Cini, l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Prima iniziativa formativa in programma, la Settimana della Cultura Gastronomica, in calendario dal 2 all’8 luglio 2018.

L’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sede dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

Lo scorso 17 maggio è stata presentata a Milano, nel Palazzo della Triennale, la nascita dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, fondata da Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini con il sostegno di Banca Generali Private. Ideata e coordinata da Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli, il centro di alta formazione, che sarà ospitato nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia nella sede della Fondazione Cini, si ispira alle rivoluzionarie idee veronelliane e sarà luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola.

Destinatari dell’offerta formativa saranno gli operatori – dai titolari di aziende agroalimentari italiane agli addetti al marketing, passando per titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche -, e i futuri operatori – studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti-.

Un momento della presentazione

Le attività 2018 e 2019. L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugurerà le sue attività con un’iniziativa particolarmente interessante, aperta a professionisti, studenti e appassionati dei vini e dei cibi d’Italia: la Settimana della Cultura Gastronomica, da lunedì 2 a domenica 8 luglio 2018, nella sede della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. La settimana sarà interamente dedicata all’analisi e al ragionamento sullo “stato dell’arte” della cultura gastronomica con una sequenza di seminari, degustazioni (a pagamento), concerti, performance artistiche e incontri pubblici condotti da figure di riferimento in ambito internazionale. Ogni giorno sarà incentrato su un tema – ad esempio la terra, l’immaginazione, la parola, i sensi – approfondendo, così, ambiti fondamentali della cultura materiale. A tracciare questo percorso intellettuale sarà un organo specifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, il Laboratorio di Cultura Materiale, un tavolo di pensiero, di confronto e di discussione a cui è affidato il compito di innovare le pratiche, i linguaggi, l’immaginario e l’estetica del gusto coinvolgendo i membri del Comitato Scientifico e i docenti e arricchendo di spunti culturali l’attività formativa.

Il primo corso di alta formazione avrà titolo “Camminare le vigne – Luoghi, persone e cultura del vino italiano” prenderà avvio nel 2019 e sarà declinato su 150 ore nell’ambito di un semestre accademico, con una didattica articolata in moduli ordinari, modulo intensivo residenziale, momenti esperienziali presso aziende e partner, momenti formativi a distanza e attività di valutazione dell’apprendimento. Sono previsti, inoltre, alcuni servizi dedicati alla positiva interazione tra l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli e la cittadinanza, le istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche veneziane. È in fase di progettazione, infine, il corso di alta formazione che nel 2020 sarà dedicato alla cucina italiana. Il programma vero e proprio, come anche il costo, del corso sarà reso noto durante la Settimana della Cultura Gastronomica di luglio a Venezia.

Il Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia di Luigi Veronelli, presieduto da Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, già direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli, annovera tra i componenti: Aldo Colonetti, filosofo, storico dell’arte, del design e dell’architettura, già direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, Pasquale Gagliardi, segretario generale di Fondazione Giorgio Cini, Renata Codello, direttore degli Affari Istituzionali della Fondazione Giorgio Cini, già dirigente MiBact e Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e laguna, Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890, Dario Guerini, già professore dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università di Bergamo, Ilaria Bussoni, filosofa ed editor presso la casa editrice DeriveApprodi, curatrice indipendente di progetti espositivi per la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Roberta Sassatelli, professore ordinario di Sociologia all’Università degli Studi di Milano, Pierluigi Basso Fossali, professore ordinario di scienze del linguaggio all’Università Lumière Lyon 2 e dal 2017 presidente dell’Association Française de Sémiotique, Gianluigi Brozzoni, curatore della Guida Oro i Vini di Veronelli, Gian Arturo Rota, rappresentante della Famiglia Veronelli e custode dell’Archivio Veronelli, Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione del Seminario Veronelli e Sensory Project Manager SISS.

Alberto Capatti, presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

Luigi Veronelli, “un osservatore con i piedi per terra”. “Un approccio al vino e alla cucina, oggi, si configura anzitutto ragionando sui metodi e sui linguaggi, molteplici e interdisciplinari. Dall’immaginario alla focalizzazione del prossimo futuro, la nostra visione del presente alimentare si rinnova continuamente, e il comitato scientifico dell’Alta Scuola Veronelli ne prende atto formulando il proprio progetto. La figura di Veronelli, osservatore con i piedi per terra ed una mente sagace, instancabile, ci servirà da guida”, ha dichiarato Alberto Capatti, presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli.

Dal 22 marzo 2018, al via nel Padovano seminari e corsi gratuiti per aziende agricole su bioarchitettura e fattorie sociali

Nell’ambito del PSR per il Veneto 2014-2020, sono promossi alcuni seminari e corsi gratuiti per le aziende agricole (con partita IVA).

Bioarchitettura: edilizia e agricoltura alleate per l’ambiente, che si terrà a Monselice (Pd) in sala della Loggetta (via del Santuario 6) giovedì 22 e 29 marzo dalle 18 alle 22. Contenuti: Progettazione di edifici ecologici; Materiali naturali usati nell’architettura sostenibile; Riqualificazione e riuso degli edifici esistenti basate sull’uso di materiali di origine agroforestale; Valorizzazione della filiera dei materiali naturali e dell’edilizia ecologica. Relatore: Mario Veronese, progettista e formatore in bioedilizia. Rivolta a imprenditori agricoli (titolari, coadiuvanti, dipendenti e partecipi familiari) con sede nei comuni dell’ambito territoriale del Gal Patavino: Agna, Anguillara Veneta, Arquà Petrarca, Bagnoli di Sopra, Baone, Barbona, Battaglia Terme, Boara Pisani, Carceri, Cartura, Casale di Scodosia, Castelbaldo, Cinto Euganeo, Conselve, Due Carrare, Este, Galzignano Terme, Granze, Lozzo Atestino, Masi, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme, Ospedaletto Euganeo, Pernumia,Piacenza d’Adige, Ponso, Pozzonovo, Rovolon, Saletto, San Pietro Viminario, Santa Margherita d’Adige, Sant’Elena, Sant’Urbano, Stanghella, Teolo, Torreglia, Tribano, Urbana, Vescovana, Vighizzolo d’Este, Villa Estense e Vo’.

Agricoltura sociale: corso base per l’avvio di una fattoria sociale – Iscrizione all’elenco regionale delle Fattorie Sociali in applicazione della Legge Regionale n. 14 del 28/06/2013 – DGR n. 2334/14. Il corso si terrà per 100 ore a partire dal 26 marzo 2018 tutti i lunedì con orario 9-18 a Padova, Collegio dei Periti Industriali (via della Croce Rossa 112). Le imprese agricole che svolgono le attività dell’agricoltura sociale possono assumere il ruolo di “Fattorie sociali” proponendo sul mercato, oltre ai prodotti tradizionalmente agricoli, anche servizi di tipo culturale, educativo, assistenziale, formativo ed occupazionale, costituendo, quindi, un’importante strumento per l’attuazione delle politiche di settore a sostegno dell’agricoltura sociale della Regione del Veneto, nonché diventando soggetti coinvolti nella programmazione dei piani di zona dei servizi sociali e socio sanitari. Riservato a titolari, coadiuvanti, partecipi familiari e salariati agricoli. Obiettivi formativi: conoscere le attività dell’AS per un approccio competente alle diverse tipologie di utenti; operare con responsabilità e preparazione nella fattoria sociale; organizzare la fattoria sociale secondo criteri di multifunzionalità; predisporre le attività agricole secondo criteri di sostenibilità ambientale e biodiversità. A conclusione del percorso formativo sarà svolta una verifica degli apprendimenti. Saranno poi organizzate visite presso realtà di agricoltura sociale in altri giorni della settimana.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: Cipat Veneto tel. 041.929167 email: info@cipatveneto.it Confagricoltura Padova tel. 049.8223512 email: formazione@unioneagricoltoripd.it Impresa Verde Padova tel. 049.8997319 email: stefano.menara@coldiretti.it

Fonte: Cipat Veneto

Sensibile crescita del numero di universitari che scelgono agraria e agroalimentare. Ma nelle aziende agricole meno dell’1 per cento dei capi sono laureati in queste materie.

 

 

 

Rispetto al complesso delle immatricolazioni a tutti i corsi di laurea universitari, quelle in materie agrarie e agroalimentari presentano un andamento sensibilmente più dinamico, a conferma del crescente interesse dei giovani per l’agricoltura e le attività ad essa connesse. A confermarlo, i dati più recenti pubblicati dall’anagrafe universitaria del Ministero dell’istruzione, università e ricerca (Miur), che evidenziano come, nell’arco degli anni accademici 2003-2004 e 2016-2017, le immatricolazioni di studenti per la frequentazione di corsi attinenti il settore agrario e agroalimentare, sono passate dalle 6000-7000 del periodo 2003-2005 alle 8500-9000 del periodo 2014-2016.

Il 30 per cento dei laureati in materie agrarie e agroalimentari lavora poi nel settore. Sia pure con una lieve battuta di arresto nell’anno accademico 2016-17 (2,7%), quindi, gli studenti che scelgono di frequentare corsi universitari in materia agraria e  agroalimentare sono in sensibile crescita (+47% fra il 2003 e il 2016). Secondo il rapporto di Almalaurea 2017, il 30% dei laureati in materie agrarie e agroalimentari è occupato nel settore agricolo (gli altri operano nel campo dell’industria, commercio e servizi). Rafforzare la presenza di laureati in agraria nel sistema produttivo agricolo italiano (dove, secondo il Censimento generale dell’agricoltura Istat 2010, meno dell’1% di capi azienda è laureato in agraria) costituisce un’importante premessa per l’innovazione nel settore, particolarmente urgente alla luce della costante riduzione della superficie disponibile per le coltivazioni e dell’emergere prepotente di gravi problemi di compatibilità ambientale connessi col mutamento climatico. In prospettiva, è possibile realizzare una maggiore “iniezione” di laureati in agraria nel sistema produttivo agricolo, favorendo l’aggregazione della domanda di assistenza tecnica qualificata, mezzi di produzione e ammodernamento delle strutture produttive, attraverso l’incremento delle aziende agricole di maggiore dimensione e lo sviluppo delle Reti d’Imprese.

Preferenze accordate ai corsi, differenze tra uomini e donne. Il corso di laurea base triennale maggiormente frequentato è quello in Scienze e tecnologie agrarie e forestali (43% degli studenti); seguono Scienze e tecnologie alimentari (36%) e Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali (21%). Fra le lauree magistrali di specializzazione, è preferita Scienze e tecnologie agrarie (35%); seguono Scienze e tecnologie alimentari (32%), Scienze e tecnologie forestali e ambientali (15%), Scienze zootecniche e tecnologie animali (11%) e Biotecnologie agrarie (7%). Nel periodo 2010-2016, le immatricolazioni di donne ai corsi di laurea agrari e agroalimentari si sono stabilizzate intorno al 45-46% del totale, dopo una fase di crescita a partire dal 33% del 2003. Le donne, rispetto agli uomini, dimostrano preferenze notevolmente diverse riguardo alla scelta dei corsi di laurea triennale base: riscuote maggiore interesse il corso in Scienze e tecnologie alimentari (41%), seguito da quello in Scienze zootecniche e delle produzioni animali (31%); Scienze e tecnologie agrarie e forestali è seguito dal 28%. Per gli uomini l’ordine è: Scienze e tecnologie agrarie e forestali 57%, Scienze e tecnologie alimentari 32%, Scienze zootecniche e delle produzioni animali 11%.

Fonte: Ufficio Studi Confagricoltura