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3-4 maggio 2014, a Fonte Alto (TV) si tiene Expo Km zero 2014. Tra le iniziative, degustazioni di prodotti della Pedemontana del Grappa e “Passeggiata tra le fonti”.

foto Fondazione Opera Monte Grappa Fonte orizzonte Monte Grappa e colli asolaniEnogastronomia, turismo, artigianato, golosità, mostre, giochi e incontri: tante e tutte interessanti le iniziative in serbo a Expo Km zero 2014,  manifestazione organizzata a Fonte Alto (TV) dal 3 al 4 maggio 2014 da Fondazione Opera Monte Grappa con l’obiettivo di favorire le relazioni tra persone, comunità territoriali, istituzioni pubbliche e aziende.

pdf-festa-maggio-2014-fondazione-opera-monte-grappaTra gli eventi in programma a carattere enogastronomico, segnaliamo la degustazione di prodotti della Pedemontana del Grappa prevista sabato 3 maggio alle ore 18:30. In particolare, si assaggeranno le carni fontesi BIO di “Attilio”, le specialità della trattoria “da Cioro” e dell’azienda agricola “Muncio” dei f.lli Reginato; ed ancora, i prodotti della Comunità dei produttori di mele antiche di Monfumo e della pasticceria cioccolateria “Fonte del Dolce”, il miele dell’Associazione Apicoltori del Grappa. Domenica 4 maggio, alle ore 18:30, è prevista la degustazione “Trippa a Km zero” con Nino dal Bello dell’“Enoiteca” di Fonte, i prodotti da forno della “Bottega del Pane” e i vini dell’azienda agricolaDal Bello”.

1^ edizione di “Passeggiata tra le fonti”. Per gli appassionati camminatori, domenica 4 maggio, con raduno in piazza S. Pietro a Fonte Alto alle ore 14:30, accompagnati da istruttori di Nordic Walking si terrà la passeggiata da Fonte ad Asolo, 70 i posti disponibili, partecipazione gratuita (in omaggio bottiglia Acqua di Fonte), iscrizioni con SMS al n. 340 2545687, email: discovering.veneto@marcatreviso.it, telefono 0423 538275.

In entrambe le giornate sarà in funzione la macchina dello zucchero filato e divertimenti per i piccoli con strutture gioco gonfiabili.

(Fonte: Expo Km zero 2014 Fondazione Opera Monte Grappa)

 

 

Cuochi a km zero, ancora possibile partecipare al corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona e GAL Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr)

Verdura paniereEnogastronomia a kilometro zero: è questo il tema del corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona in collaborazione con il GAL della Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr). Obiettivo del percorso formativo, a cui è ancora possibile iscriversi (info ufficio formazione Coldiretti Verona, tel. 045-8678248-244 – stefania.barana@coldiretti.it) articolato in tre seminari per la durata complessiva di 27 ore, rivolto a imprenditori agricoli e loro familiari o collaboratori, residenti o con l’azienda in area del GAL della Pianura Veronese, è diffondere la conoscenza dell’utilizzo dei prodotti locali per un uso delle risorse del territorio. Il corso mira, altresì, alla divulgazione in cucina degli aspetti ambientali legati al non spreco e alla gestione ecocompatibile dei rifiuti.

A guadagnarci il gusto e l’ambiente. Quella del kilometro zero è una filosofia e significa acquistare e utilizzare, anche in cucina, prodotti freschi, maturati sulla pianta che fanno bene alla salute ma anche alla promozione del territorio. Con questo sistema, infatti, si dà maggiore rilievo alla storicità del prodotto e al suo legame con il luogo d’origine oltre ad alimentare l’indotto economico locale. Con il kilometro zero ci guadagna anche l’ambiente con una diminuzione d’inquinamento per i minori spostamenti della merce.

Il corso prevede tre appuntamenti aperti al pubblico in cui gustare i piatti preparati dagli allievi con la supervisione di uno chef. Il 30 ottobre alle ore 20 ci sarà la presentazione del libro “Antichi mestieri” di Laura Simeoni, il 20 novembre alle ore 20 si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Occhi. La serata conclusiva del corso, il 4 dicembre, vedrà protagonisti gli allievi in una gara gastronomica con una giuria di esperti guidati dallo chef Fabrizio Rivaroli che ha partecipato al programma su Rai Uno “La terra dei cuochi” condotto da Antonella Clerici. Per informazioni sugli eventi, a cui è necessario prenotare per partecipare: Castello di Bevilacqua, tel. 0442 93655 – marketing@castellobevilacqua.com

(Fonte: Coldiretti Verona)

Avviato l’iter parlamentare della proposta di legge sul km zero per aiutare ambiente e tasche dei cittadini

Km zeroE’ iniziato ieri l’iter parlamentare in sede referente in Commissione Agricoltura alla Camera della proposta di legge presentata da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero.

Promuovere in agricoltura la qualità italiana. “La proposta, di cui è relatrice l’On. Mongiello – spiega Realacci, primo firmatario della proposta di legge “Norme per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta a chilometro zero e di qualità, nonché modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228″ (AC 77)” -,  intende promuove l’agricoltura di qualità legata al territorio, alla stagionalità dei prodotti, alla sana alimentazione e ai mercati locali, rispettando l’ambiente. Si tratta di un testo importante per promuovere anche in agricoltura la qualità italiana e per favorire nuovi modelli di consumo che meglio rispondono alla crisi. Elaborata grazie anche al contributo della Coldiretti, la proposta vuole essere trasversale e ha già raccolto la firma di molti colleghi di diversi gruppi politici, a partire dall’On. Cenni”.

Promuovere la filiera corta, ossia alimenti prodotti a una distanza non superiore ai 70 km. “Consumare prodotti del territorio fa bene all’ambiente, alla salute e alle tasche dei cittadini – continua Realacci -, tra gli scopi prioritari della legge c’è quello di favorire il consumo di alimenti provenienti da filiera corta, ossia prodotti a una distanza non superiore a un raggio di 70 chilometri dal luogo di consumo, per venire incontro alle esigenze di molti cittadini che da una parte ricercano prodotti con prezzi più contenuti e dall’altra sono attenti alle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza degli alimenti”. “La filiera corta – conclude Realacci – garantisce la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto carico di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera. Proprio per promuovere e garantire questa forma di commercio la legge istituisce e regolamenta il marchio di filiera ‘Chilometro zero’”.

(Fonte: Ansa.it)

Km zero, il punto di vista del presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, direttore di Garantitaly.it) Stavolta, l’ingordigia mediatica del presidente della Regione Veneto, Zaia (o di chi lo consiglia) ha fatto flop: una cosa è parlare della primogenitura (autentica) della pasta “a kilometri zero” da parte di un’azienda (Jolly Sgambaro) di Castello di Godego, in provincia di Treviso; altra cosa è indicarlo come prodotto “autarchico” in contrapposizione ad analogo progetto, presentato a Roma da Coldiretti e Coop.

La conoscenza viaggia anche attraverso il cibo. Innanzitutto il termine autarchia non evoca proprio un periodo felice per il nostro Paese, né fu una scelta a tutela del prodotto, bensì un’opzione dettata dalla guerra. In secondo luogo, sostengo da tempo per il ruolo che mi compete, la scelta “kilometri zero” va interpretata come un escamotage di promozione del territorio, non come una scelta “culturale”. Altrimenti, qualcuno mi deve spiegare perché, se un prodotto italiano (il prosecco, ad esempio…) va all’estero, affermiamo sia ambasciatore della storia e delle tradizioni del nostro Paese (anche per questo lo promuoviamo), mentre al percorso inverso (prodotto straniero in Italia) non riconosciamo analoghe caratteristiche.

Viviamo in un mondo senza confini, il cui futuro è segnato dalla conoscenza, non dalla paura degli altri; stiamo costruendo una generazione di europei e parliamo di “autarchia”? Ma se gli altri applicassero tale filosofia, che fine farebbe il tanto decantato “made in Italy agroalimentare”? Affermiamo, invece, una cosa diversa: fatti salvi i prerequisiti di salubrità alimentare (devono esserci regole eguali per tutti), acquistiamo pasta fatta con grano duro italiano perché è più buona e privilegiamo i “kilometri zero”, perché abbattiamo l’inquinamento. Queste sono motivazioni assai diverse da un’opzione autarchica, controproducente soprattutto per un Paese vocato all’export come l’Italia. Sposando il “siamo ciò che mangiamo” del filosofo Feuerbach, consumiamo opportunamente, ma senza sensi di colpa, mango, kebab o sushi: conosceremo e saremo migliori.

Coldiretti, dopo i farmer market al via il kmzeropoint

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il cuoco ha bisogno per il suo ristorante di una cassetta di insalata, della carne macinata di cavallo, dei buoni formaggi e di alcuni  salami? Semplice. Va al suo computer, clicca  su www.kmzeropoint.it e ordina l’insalata del contadino Franco, la carne di cavallo della ditta di Lorella, i formaggi di Luciano e i buoni salami di Bruno.

Una rivoluzione. Dall’altra parte del computer Franco, Lorella, Luciano e Bruno leggono la richiesta e preparano i prodotti. Il furgone kmzeropoint passa il giorno dopo nelle loro aziende  e raccoglie  i prodotti richiesti, per poi portarli direttamente ai committenti, in questo caso al nostro cuoco.  Tutto in regola, con tanto di documenti di trasporto e fattura. Si saltano intermediari, grossisti, tempi. Dal produttore direttamente al cuoco del ristorante che  prepara il piatto richiesto dal cliente. I prodotti sono freschissimi, c’è la tracciabilità delle aziende, i tempi veloci e un notevole risparmio economico, con il drastico taglio dei passaggi.

A far da capofila, la provincia di Padova. La presentazione di questo progetto (che costituirà di fatto una rivoluzione nella logistica) è avvenuta in una nutrita conferenza stampa promossa da Coldiretti Padova.  La Camera di Commercio di Padova  ha da due anni lavorato su questo progetto che Coldiretti ha seguito passo dopo passo e ha trovato la sponda delle associazioni dei ristoratori APPE e Confesercenti del Veneto, quelle stesse associazioni dei commercianti che vedevano con sospetto l’avvio dei farmer markets  qualche anno fa. Il presidente Coldiretti di Padova Marco Calaon lo ha ricordato e, con un pizzico di orgoglio, ha sottolineato le fatiche che Coldiretti aveva fatto per promuovere i mercati dei contadini, il primo di questi è nato proprio in provincia di Padova, a Monselice, e ha determinato la successiva legge nazionale.

Coinvolti una sessantina di produttori. Il direttore Coldiretti Padova Walter Luchetta snocciola alcuni numeri. Una sessantina di selezionati produttori, certificati, sono già attivi per conferire a una settantina di ristoranti, bar, esercizi pubblici e negozi associati APPE e della Confesercenti. Contenti il direttore Confesercenti Veneto Maurizio Francescon (“la collaborazione con i produttori porterà buoni frutti in un veneto dove si fa impresa con il cuore”) e Mario Mescolin ristoratore dell’APPE (“ci auguriamo di vendere prodotti di qualità con prezzi incoraggianti”). In mezzo sta il “furgone”. Monica Franceschetto è la responsabile della promozione della ditta Mungi e bevi. Un sistema programmato coordinerà il furgone che andrà a prendere i prodotti per portarli ai committenti.

Per il futuro…un ritorno al passato. Questa evoluzione permetterà la qualità, la tracciabilità, la territorialità, la trasparenza (nel menu i ristoratori potranno indicare le aziende da cui si sono approvvigionati) e la giusta remunerazione, tagliando i costi di passaggi di mano e intermediari. In tempi come i nostri questo è sicuramente un eccezionale passo in avanti. Si ritorna “all’agricoltura del passato proiettata al futuro” chiosa Monica Franceschetto.  E’ la sfida vincente, in tempi di “globalizzazione”e di ipercentri commerciali. Pensiamo quando una volta  nelle nostre case di campagna arrivava il lattaio, o il pescivendolo di Chioggia con la cassetta del pesce sulla bicicletta coperto di ghiaccio…  Il ritorno a quello che era buono del passato, sfruttando la tecnologia odierna, significa ritornare all’equilibrio e al rispetto della natura, dell’agricoltura e di tutti noi.

13 settembre 2011, a Verona Coldiretti presenta le “botteghe” di Campagna amica

“Campagna Amica, un nuovo modello distributivo per il Made in Italy” è il convegno organizzato da Coldiretti Verona e Fondazione Campagna Amica martedì 13 settembre 2011 alle ore 10 al Palazzo della Gran Guardia di Verona. L’evento è l’occasione per presentare il nuovo progetto di Coldiretti che prevede, con il neonato Consorzio Produttori di Campagna Amica, l’organizzazione di una grande rete di punti vendita dal nome “Campagna Amica, La Bottega”.

Nelle Botteghe, i produttori potranno vendere i loro prodotti sul territorio o distribuirli in punti vendita dislocati a livello nazionale. Solo prodotti rigorosamente agricoli e italiani provenienti da campi e allevamenti italiani e venduti dalle aziende socie “accreditate” all’Albo Nazionale di Campagna Amica per garantire la filiera agricola tutta italiana. Il Gestore della Bottega di Campagna Amica potrà essere anche un soggetto non agricolo.

Al convegno, aperto a tutti, in cui saranno illustrate le novità dell’iniziativa, saranno presenti: Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona, Toni de Amicis, direttore generale Fondazione Campagna Amica, Roberto Weber, presidente di SWG Trieste (società specializzata in indagini statitistiche), Rosario Trefiletti, presidente nazionale di Federconsumatori. Seguiranno gli interventi di Flavio Tosi, Sindaco di Verona, Giovanni Miozzi, Presidente della Provincia di Verona, Giorgio Dal Negro, presidente Anci Veneto, Davide Bendinelli, presidente IV Commissione Agricoltura Regionale Veneto. Concluderà il convegno Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto. Moderatore, Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona. Dalle ore 8 alle ore 11.30 il Loggiato della Gran Guardia ospiterà un mercato a kilometro zero aperto a tutti i consumatori.

(fonte Coldiretti Verona)

Agricoltura “alla frutta”, a Rovigo le pesche a kmzero vanno a ruba, a Verona sfilata di trattori con pesche in beneficenza

Venti quintali di pesche letteralmente bruciati lo scorso 2 agosto a Rovigo in Piazza Vittorio, in occasione della manifestazione della Coldiretti Polesana organizzata per denunciare lo stato di crisi in cui versano gli agricoltori rodigini costretti a “regalare” frutta e ortaggi a causa delle speculazioni della filiera ortofrutticola.

I cittadini hanno lasciato un’offerta volontaria e simbolica per premiare il lavoro dei produttori che, secondo Mauro Giuriolo, presidente provinciale di Coldiretti Rovigo, a fronte del crollo dei prezzi in campo registrano una remunerazione pari al 50% del costo di produzione, mentre al consumo si assiste all’aumento medio  del 14 % rispetto all’anno scorso.A peggiorare la situazione anche la Grande Distribuzione Organizzata che preferisce siglare accordi con l’estero, scegliendo prodotti a qualità inferiore rispetto alle eccellenze del Made in Italy”.

Le Istituzioni insieme agli agricoltori. A fianco degli agricoltori durante la manifestazione c’erano anche il vice presidente della IV commissione consiliare agricoltura Graziano Azzalin, il consigliere regionale Cristiano Corazzari, il vice prefetto Carmine Fruncillo, l’assessore provinciale all’agricoltura Claudio Bellan,  l’assessore delle attività produttive del comune di Rovigo Matteo Zangirolami. Puntuale l’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato che ha sollecitato l’Unione Europea di farsi carico completamente del prelievo dell’invenduto, innalzando il prezzo del ritiro della merce a 30 centesimi al chilo.  Servono strumenti politici – insiste Giuriolo – che incentivino filiere tutte agricole e italiane, che permettano il giusto riconoscimento economico a tutti i soggetti coinvolti  per impedire le speculazioni a cui stiamo assistendo».

Situazione critica anche per la raccolta pere. Coldiretti Rovigo che manifesta  preoccupazione anche per l’imminente campagna di raccolta pere già critica come quella appena conclusa di pesche e nettarine, in accordo con le altre organizzazioni professionali, chiede un intervento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nei confronti della grande distribuzione al fine di sottoscrivere intese eque e regolamentare l’uso del sottocosto e ridurre i tempi di pagamento.

E domani a Verona, pesche in beneficenza. Contro la speculazione che sta facendo chiudere le aziende agricole e impedisce ai consumatori di gustare al giusto prezzo l’ottima frutta e verdura italiana, Coldiretti Verona ha promosso per domani, venerdì 5 agosto, l’iniziativa “Trattori a Verona. Meglio regalare le pesche che svenderle”. I trattori degli agricoltori di Coldiretti Verona sfileranno per la città, per consegnare ad alcuni enti caritatevoli ottime pesche locali. L’obiettivo dell’iniziativa è denunciare le speculazioni che trasformano i pochi centesimi pagati nei campi ai produttori in euro per il portafoglio dei consumatori.La consegna della frutta avverrà verso le ore 9.30 alla Ronda della Carità in Via Silvestrini e alle ore 10.15 ai Frati Cappuccini del Barana in Via Colonnello Fincato. L’iniziativa si concluderà verso le ore 11.00 in Prefettura in cui il Vice Prefetto Dott. Iginio Olito riceverà i vertici della Coldiretti di Verona e i gli agricoltori. Al Vice Prefetto sarà affidato un documento che evidenzia la crisi di mercato e gli interventi urgenti per il settore ortofrutticolo.

Meglio far beneficenza che essere vittime del mercato. “I prezzi delle pesche – sottolinea Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – come abbiamo già più volte denunciato, aumentano di oltre cinque volte (+427 per cento) nel passaggio dal campo alla tavola. Pertanto, in Italia i coltivatori sono costretti a svendere il frutto dell’estate a poche decine di centesimi di euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione delle imprese agricole che rischiano di dover abbattere le piante. Meglio, quindi,  regalare le proprie pesche ai più poveri piuttosto che essere vittime dei ricatti del mercato”. “Con questo gesto gli agricoltori – dice Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona –  vogliono far conoscere il valore di prodotti di qualità ai quali tantissime persone devono rinunciare per i prezzi elevati al dettaglio mentre è crisi profonda nei campi e a rischio il primato della frutta  e della verdura Made in Italy”. Basta pensare che per acquistare un caffè occorre 3,5 kg di pesche e che per comprare un pacchetto di sigarette servono 23 kg di pesche.“Occorre – aggiunge Piccioni – ridisegnare le regole con la grande distribuzione (GDO), agevolare interventi sul credito, definire un piano di ristrutturazione del settore per ridurre il trend negativo degli ultimi anni e interventi immediati e urgenti a sostegno delle imprese in crisi”.

(fonte Coldiretti Rovigo/Coldiretti Verona)

Coldiretti, stop al cocco, in spiaggia arrivano le carote abbronzanti

Stop al cocco in spiaggia dove per la prima volta arrivano le carote abbronzanti che verranno distribuite… ombrellone per ombrellone. Il progetto è della Coldiretti e sarà inaugurato sabato 18 giugno sul lungomare di Pescara, in occasione dell’iniziativa “INNOVABIO”, con il più grande mercato di prodotti biologici dell’estate italiana promosso dalla Fondazione  Campagna Amica nel capoluogo abruzzese, con le bio-curiosità offerte dagli agricoltori provenienti dalle diverse Regioni.

In Abruzzo, turismo leva importante per la ripresa economica post-terremoto. L’appuntamento è per il fine settimana a partire da sabato 18 giugno alle ore 10,00 sul lungomare Giacomo Matteotti a Pescara in Abruzzo dove lo sviluppo dell’enogastronomia locale e del turismo rappresentano leve determinanti per la ripresa dell’economia nel dopo terremoto.  L’Abruzzo è considerato la “capitale” italiana della produzione di carote. Ai turisti e ai cittadini presenti in spiaggia a caccia della tintarella verranno offerte carote e altri ortaggi  ricchi in Vitamina A che – sottolinea la Coldiretti – favorisce la produzione nell’epidermide del pigmento melanina per donare il classico colore ambrato alla pelle.

Si tratta di una iniziativa pilota che vedrà coinvolti con l’arrivo dell’estate i mercati degli agricoltori di Campagna Amica presenti per la prima volta in molte località turistiche nazionali dove finalmente sarà possibile portare in spiaggia frutta e verdura italiana di produzione locale a chilometri zero.

(fonte Coldiretti.it)

Dal 28 maggio al 26 giugno 2011, in autostrada i farmer market a km zero

Per la prima volta nelle aree di servizio delle autostrade aprono i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, i cosiddetti farmer market. Un’assoluta novità per conoscere e gustare direttamente dagli agricoltori i prodotti del territorio circostante alla rete autostradale, realizzata dalla collaborazione tra Autostrade per l’Italia, che ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi,  e Coldiretti nei weekend a partire dal 28 maggio fino al 26 giugno 2011, il sabato dalle 9.00 alle 14.00 e la domenica dalle 14.00 alle 19.00.

Prodotti tipici souvenir preferito dai turisti. L’iniziativa consiste nell’apertura in alcune aree di servizio di nuovi “Mercati Campagna Amica”, portando così in autostrada l’esperienza di successo dei mercati cittadini. D’altra parte, i prodotti alimentari tipici locali sono proprio il souvenir preferito da sei vacanzieri su dieci (57 per cento) secondo un sondaggio on line condotto dal sito http://www.coldiretti.it. I prodotti in vendita nei Mercati Campagna Amica in Area di Servizio sono rappresentati principalmente da frutta, ortaggi e verdura di stagione, ma sarà possibile trovare anche altri prodotti tipici in funzione delle località in cui si tengono i mercati. Non mancheranno peraltro offerte e curiosità. Se nel Lazio sarà possibile acquistare un cesto di ciliegie della Sabina a km 0 al prezzo di 3 euro, in Emilia Romagna il kit per la tintarella naturale a base di frutta e verdura sarà in vendita a 5 euro mentre in Toscana si potranno anche acquistare piante ornamentali e aromatiche.

I prezzi dei prodotti saranno tutti sottoposti a un preciso controllo e risultano inferiori almeno del 30% rispetto ai prezzi giornalieri rilevati e pubblicati dal servizio “SMS consumatori (numero gratuito 47947 – servizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali)”. Il contenimento dei prezzi è reso possibile dal taglio delle intermediazioni, che offre la possibilità di fare un acquisto al giusto prezzo ma anche di guardare in faccia l’agricoltore, farsi raccontare direttamente la storia del prodotto che si acquista e contribuire a salvaguardare le tradizioni culturali e colturali del luogo che si attraversa.

Inizialmente i Mercati saranno presenti in 5 aree di servizio: Prenestina Ovest (zona Roma), A1 direzione Sud, il sabato, Prenestina Est (zona Roma), A1 direzione Nord, la domenica; Arno Est (zona Firenze ) A1 direzione Nord, sia sabato che domenica, Sillaro Ovest (zona Bologna) A14 direzione Sud, il sabato La Pioppa Est (zona Bologna) A14 direzione Nord, la domenica. In caso di successo, si prevede di estendere l’iniziativa entro l’autunno a tutta la Rete di Autostrade per l’Italia con la presenza dei Mercati Campagna Amica in circa 40-50 Aree di Servizio.

Altri benefit legati all’iniziativa. Grazie alla collaborazione di Autogrill e Chef Express, i clienti che acquisteranno uno o più prodotti dei Mercati Campagna Amica, riceveranno un buono caffè in omaggio da consumare nella stessa giornata presso l’ Area di Servizio. Presso gli Hi Point di Autostrade per l’Italia verrà inoltre resa disponibile la bacheca informativa “Italive” su tutto ciò che accade nel territorio circostante l’area di servizio: eventi, sagre, mostre, ospitalità nelle aziende agricole. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Codacons, che verifica la convenienza dei prodotti dei Mercati Campagna Amica e informa sulla provenienza, vicinanza del luogo di produzione, assenza di intermediazioni di filiera, specifica qualità locale, tutto per una corretta alimentazione.

(fonte Coldiretti)

Giornalisti ARGAV al test degustativo “Insalata di Lusia Igp”

Lusia (Ro), serre lattuga gentile

Hanno nomi come Aquarel, Susybel, Bovary, Madita, Ghibli, Tuareg: come un romanzo dell’Ottocento e come il vento del deserto. Sono le varietà di lattuga Gentile e Cappuccia che venerdì 13 maggio scorso, durante il primo test gustativo (panel test) dell’Insalata di Lusia Igp (indicazione d’origine protetta) hanno ottenuto i migliori punteggi. Ad assegnarli un gruppo di assaggiatori, giornalisti appartenenti principalmente all’ARGAV, che sono convenuti appositamente alla Trattoria Al Ponte di Bornio, su invito del Consorzio di tutela dell’insalata di Lusia Igp, di Veneto agricoltura e del Mercato ortofrutticolo.

Sui tavoli del panel test c’erano ben 16 varietà da provare in giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igpsensazione tattile, colore, croccantezza, tendenza amarognola o dolce, aromaticità. Ogni assaggiatore ha compilato una scheda di valutazione sotto la guida di Renato Maggiolo, enogastronomo esperto di orticole tipiche. Le lattughe del test avevano già superato le prove in campo presso l’azienda agricola Fabrizio Zuolo, dove uno staff guidato dal tecnico Franco Tosini del Centro sperimentale ortofrutticolo Po Brondolo di Veneto agricoltura e con l’intervento di Massimo Pezzuolo, del comitato tecnico del Consorzio, aveva trapiantato e osservato oltre 40 varietà di lattughe (22 cappucce e 20 gentili). I risultati del panel test dovevano servire a selezionare ulteriormente le lattughe sotto il profilo del gusto, al fine di orientare i tecnici su una varietà che diventi riferimento per tutta la produzione dell’Insalata di Lusia marchiata Igp.

Lusia (Ro) Campi prova varietale

 L’arrivo dei giornalisti ha fatto tappa alla Centrale ortofrutticola di Lusia, dove il direttore Rossano Fontan, insieme al presidente del Consorzio di tutela, Alessandro Braggion e ai tecnici Tosini e Pezzuolo, hanno spiegato la filiera della lattuga, dal seme al consumatore, dando spazio all’impegno dei coltivatori, uomini e donne che in un secolo di produzioni, sono arrivati a coltivare un’eccellente insalata, ripristinando e curando il paesaggio rurale, integrandosi in un ambiente naturale pulito, lavorando per utilizzare tecniche di irrigazione a risparmio e, soprattutto, amando la propria terra.

Alla presentazione c’erano il sindaco di Lusia, Sergio Vignaga, che ha ribadito il proprio orgoglio per il suo territorio, e le associazioni di categoria, Coldiretti col direttore Adriano Toffoli, e Confagricoltura col direttore Massimo Chiarelli, che hanno contribuito al raggiungimento della certificazione Igp. Per dimostrare dal vivo il mondo dell’insalata, i giornalisti sono stati accompagnati alla sede di Translusia, dove molti produttori conferiscono le orticole locali per spedirle in mezza Italia: si caricano ogni giorno un centinaio di bilici da 15-18 tonnellate ciascuno. Quindi la visita all’unica azienda agricola italiana certificata “Biodiversity Friend”, che appartiene a Luca Callegaro, un produttore di Lusia. La certificazione garantisce l’impegno dell’azienda in direzione di un incremento progressivo della diversità biologica, che corrisponde, in ultima analisi, ad un miglioramento della salubrità ambientale e della qualità dei prodotti. A seguire la visita all’azienda Zuolo ai campi di prove varietali, dove si è sperimentata anche la pacciamatura con materiale biodegradabile derivante dall’amido di mais, e alle coltivazioni in serra dell’azienda Mauro Magon, per una dimostrazione pratica del funzionamento degli impianti di irrigazione a goccia.

Lusia (Ro), giornalisti ARGAV al panel test insalata Lusia Igp

Infine, tutti alla Trattoria Al Ponte dove il titolare Luciano Rizzato, già insignito dalla Coldiretti polesana della targa di “ristorante a km zero” per la sensibilità verso il prodotto locale stagionale, aveva predisposto il materiale per il test delle lattughe ed una cena conclusiva della giornata, sul tema conduttore dell’Insalata di Lusia Igp, dall’aperitivo al dolce.

(fonte Coldiretti Rovigo)