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Possibilità occupazionale al Gal Patavino, scadenza del bando 7 novembre 2018

ambito territoriale Gal patavino

Il GAL Patavino pubblica un concorso per selezionare figure idonee a svolgere l’attività di servizio tecnico, redigendo una graduatoria utile per l’eventuale sostituzione del personale in organico.

La figura selezionata dovrà svolgere attività inerenti a: predisposizione bandi e atti amministrativi relativi alle singole operazioni del PSL; gestione monitoraggio procedurale, fisico, finanziario e rendicontativo di tutti gli interventi relativi all’implementazione del PSL; attività di supporto nella corretta diffusione delle informazioni correlate alle opportunità del PSL organizzando e partecipando agli incontri sul territorio; avviare i procedimenti amministrativi per l’acquisizione di beni e servizi ex D.Lgs 50/2016 e s.m.i.

La selezione avverrà sulla base dei titoli, dei curricula professionali e delle capacità dei candidati, che saranno valutate da un’apposita commissione.
La scadenza del bando per la selezione dei candidati è il 07 novembre 2018 ore 12.00. Per ulteriori informazioni consultare il sito del GAL Patavino www.galpatavino.it; eventuali quesiti possono essere inviati a: galpatavino@pec.it

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Quattro città venete premiate al Flormart 2012: CIA Veneto invita tutti i sindaci a ripensare il verde pubblico

Il Giardino dei giusti del mondo a Padova

Più verde urbano nei comuni del Veneto, per la qualità della vita dei cittadini e favorire momenti di socializzazione. Cia Veneto, plaude alle amministrazioni di Padova, Venezia, Verona e Cavallino Treporti (Ve) che ieri all’apertura di Flormart 2012, il Salone internazionale del florovivaismo a Padova, hanno ricevuto premi e segnalazioni di merito nell’ambito del concorso “La città per il Verde”, il riconoscimento assegnato agli enti pubblici per aver migliorato le condizioni ambientali del proprio territorio.

Settore primario, valore sociale oltre che economico. Il premio rappresenta una sorta di “termometro” del verde pubblico in Italia: 5 le amministrazioni premiate e 18 segnalate per merito in arrivo da diverse regioni. Cia Veneto riconosce ai Comuni premiati il lodevole sforzo amministrativo fatto, in un momento di tagli alle risorse dei comuni che tocca anche la manutenzione del verde pubblico. Con un documento proposto a tutti i sindaci d’Italia, esattamente un anno fa, la Confederazione italiana agricoltori aveva invitato i primi cittadini a riconoscere il valore oltre che economico anche sociale del settore primario, in tutte le sue forme e ad attuare politiche a favore della tutela del territorio, del paesaggio dell’ambiente.

I comuni veneti vincitori de “La città per il verde”. Tra i comuni virtuosi premiati al Flormart 2012, la città di Padova, che ha ricevuto il premio nella categoria comuni con più di 50 mila abitanti, per le iniziative intraprese nella manutenzione del verde pubblico e la realizzazione di aree verdi e piste ciclabili. In particolare è stata segnalata la valenza sociale, oltre che paesaggistica, del “Giardino dei giusti del mondo”, pensato come luogo della memoria delle vittime dei genocidi. Segnalazioni di merito sono andate poi ai comuni di Venezia per la riqualificazione dell’area verde di piazzale Roma, la porta di accesso alla città, alla città di Verona per il recupero di aree incolte e degradate trasformate in aree gioco. Al Comune veneziano di Cavallino- Treporti il riconoscimento la realizzazione del parco Baden-Powell, tra la laguna e il mare Adriatico diventato parco scolastico e pubblico.

Ripensare il verde pubblico. In attesa che prosegua l’iter del disegno di legge per lo sviluppo del verde urbano, ddl 2472 –B con le applicazioni a livello locale e le sue ricadute sul miglioramento della qualità urbana, Cia Veneto invita tutte le amministrazioni comunali a ripensare gli spazi verdi urbani come parte integrante della pianificazione e come elemento compositivo del tessuto urbano.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori Veneto)

I Gal del Polesine “aprono” alle imprese qualificate a fornire beni, servizi e lavori

E’ stato istituito presso la sede dei GAL Delta Po e Adige, l’elenco dei fornitori che potrà essere utilizzato come strumento di individuazione delle imprese qualificate a fornire beni servizi e lavori.

L’elenco prevede le seguenti categorie: arredamento, attrezzature e macchine per ufficio (fotocopiatrici, fax, ecc…), e attrezzature informatiche compresa manutenzione, licenze software, cancelleria e materiale di consumo, servizi di consulenza contabile-fiscale, del lavoro, legale, sicurezza sul lavoro, privacy e similari, servizi di pulizia locali, servizi di comunicazione, pubblicitari e multimediali, tipografici, segnaletica, servizi  di consulenza per l’attuazione degli interventi previsti dal PSL 2007/2013 dei GAL che riguardano i seguenti settori di interesse (agricoltura e agriturismo, ambiente, valorizzazazione risorse naturali, turismo rurale, patrimonio culturale, iniziative culturali, PMI, artigianato e servizi, cooperazione europea).

Le imprese che intendono iscriversi all’elenco dei fornitori, dovranno presentare domanda di iscrizione a: per il GAL Polesine Delta Po, Piazza Garibaldi, 6 – 45100 Rovigo, per il GAL Polesine Adige, Piazza Garibaldi, 6 – 45100 Rovigo. La domanda, redatta utilizzando l’apposito modulo che si può trovare sui rispettivi siti, www.galadige.it e www.galdeltapo.it potrà essere recapitata per posta, oppure via fax o consegna a mano presso gli uffici del GAL, ubicati al palazzo Retroborsa della Camera di Commercio, al secondo piano, restando esclusa ogni responsabilità dell’ente per il mancato recapito a causa di disguidi postali o di altra natura.

(fonte Gal Delta Po e Adige)

I soci Argav in visita al Mose

25/06/10 I soci Argav durante la visita al MO.S.E. organizzata dal Consorzio Venezia Nuova (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Beatrice Tessarin) Mosè salvò il popolo ebraico dalle acque del mar Rosso, mentre fuggiva inseguito dai carri da guerra degli egiziani. Il MO.S.E., con una straordinaria assonanza tecnologica (è infatti l’acronimo di “modulo sperimentale elettromeccanico”) dovrebbe salvare Venezia dalle acque dell’Adriatico, nonostante l’inseguimento degli strascichi dei partiti del “no”.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

L’Arsenale il futuro centro operatativo di controllo del Mose . Per dare un’occhiata da vicino, il 25 giugno, una trentina di soci dell’Argav sono stati ospiti del Consorzio Venezia Nuova, che ha messo a disposizione un intero staff tecnico per accompagnare i giornalisti all’Arsenale restaurato (che diventerà il centro operativo di controllo del “sistema Mose”), sui cantieri aperti alla bocca di Lido (dove sono in costruzione i giganteschi cassoni di calcestruzzo) e nella laguna Nord, per visitare la ricostruzione dell’ambiente morfologico delle barene. Una squisita ospitalità che ha permesso di vedere cose normalmente precluse ai cittadini comuni, anche perché, nonostante le dimensioni ciclopiche, i cantieri (circa 15 chilometri) sono tutti fronte mare e riforniti via acqua con circa 1600 metri di lavori subacquei. Nel solo cantiere della bocca di Lido, lavorano 180 operai, ma sono circa tremila le persone impegnate nelle opere dirette e nell’indotto.

25/06/10 I soci Argav in visita ai cantieri Mose (foto Beatrice Tessarin)

Cos’è il MO.S.E. Il “progetto Mose” è un sistema di dighe mobili (4 in tutto), costituite da paratoie allineate (78 complessivamente) che vanno dai 3,6 ai 4,5 metri di spessore per un’altezza variabile dai 18,5 ai 29,6 metri e lunghe 20 metri e che si alzeranno dal loro alloggiamento sottomarino in caso di pericolo di marea superiore ai 110 centimetri (ma potrebbero funzionare anche per livelli inferiori) e andranno ad isolare la laguna veneziana, chiudendo le tre bocche di porto (Lido, Malamocco e Chioggia) che la collegano col mare Adriatico. Insomma, 1600 metri di dighe fantasma, che in mezzora risalgono dal mare: una cosetta da niente nei giochi per bambini, un problemino maggiore nei giochi per ingegnere idraulico, tenendo conto dell’ambiente naturale in equilibrio terra-acqua, dell’impatto ambientale sugli habitat, del fatto che tutto si deve mimetizzare e far vivere le attività portuali come se niente fosse. Eppure si può fare. Il Mose è al 63 per cento e sarà operativo nel 2014.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Le opere di difesa passiva. Il lavoro maggiore e forse meno eclatante è, però, cominciato nel 1987, col recupero del litorale, il restauro dei moli, il rialzo delle rive urbane, l’escavo dei canali, il consolidamento delle difese a mare contro le mareggiate, il ripristino dell’ambiente morfologico con la creazione di nuove barene in laguna. Tutte opere di cosiddetta difesa passiva che mirano ad impedire l’erosione marina, a rompere il moto ondoso, a ridurre gli effetti del vento per “aiutare la natura a difendere Venezia”, come dicono al Consorzio Venezia Nuova. E consentire così alla tecnologia del Mose di essere l’ultima barriera della città, da attivare in caso di fallimento di un efficace sistema di difese passive, che oggi sono all’85 per cento del progetto. Un costo complessivo di circa 4.700 milioni di euro. Deve funzionare per forza. Ma, l’insieme delle opere e delle sperimentazioni multidisciplinari di questi vent’anni sono forse il vero miracolo del progetto Mose, perché hanno permesso di accumulare una mole di sapere unico al mondo. Tutto l’ingegno, la creatività, la tecnologia, la biologia e le scienze ambientali, unite all’esperienza dei veneziani, alla conoscenza anche storica del loro territorio, hanno creato uno know how economicamente monetizzabile ed esportabile.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Venezia e l’acqua: da sempre una relazione complicata. Si dice che il mondo salverà Venezia, perché tutte le migliori menti mondiali hanno concorso per tutelare la città serenissima, ma è possibile che sia invece Venezia a salvare il mondo, esportando le sue ormai millenarie conoscenze di come si sopravvive ai bordi di un mare che si alza costantemente.

Incontri formativi Argav: il 15 giugno ad Arzerello si parla di Mose

Mose - Malamocco verso il mare

In vista della visita che i soci Argav faranno prossimamente ai cantieri del Mose, martedì 15 giugno alle ore 19:00 si svolgerà nella consueta sede del circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd) una serata di confronto e dibattito su questa grande opera di ingegneria idraulica veneziana, tornata di recente sulla scena mediatica internazionale. A condurre l’incontro sarà il socio Massimo Marco ROSSI, che ha avuto modo di produrre numerosi materiali sulla questione ed esporrà ai presenti i propri risultati. Nell’occasione, chi desidera potrà fermarsi a cena con contributo di € 15,00 (necessaria conferma allo 049 9703015).

Zaia visita il MOSE

(di Fabrizio Stelluto, Asterisco Informazioni e Presidente Argav)

Imponente schieramento mediatico per la visita che il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha svolto ai cantieri del Mose, la più grande opera idraulica moderna, destinata a preservare Venezia dalle alte maree fino a 3 metri. Il termine dei lavori, costati 4678 milioni di euro, è previsto per il 2014; attualmente lo stato di avanzamento ha raggiunto il 63%. Nel corso dell’incontro, Zaia ha più volte sottolineato come il Mose sia il principale committente della Regione dando occupazione a circa 3000 persone. Va infine evidenziato come siano già 12 i Paesi stranieri, che hanno chiesto di insediare un gruppo di studio all’Arsenale per seguire l’evolversi del cantiere e dell’attivazione del sistema Mose.