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28 maggio 2017, in Pian del Cansiglio (BL) riprono le visite al Giardino botanico alpino, nell’occasione presentato il volume sugli orti botanici italiani

Destinazione Cansiglio. Questo fine settimana una gita nel “Bosco dei Dogi” è quasi obbligata. Dopo la chiusura invernale, riapre infatti il Giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” di Veneto Agricoltura, che ha in gestione la foresta demaniale regionale, quasi 4000 ha a cavallo delle province di Belluno e Treviso.

Eventi in programma domenica 28 maggio: alle ore 10.00 sarà presentato il volume “Orti Botanici eccellenze italiane”, alle ore 15,00 è prevista invece una visita guidata al Giardino. La pubblicazione, un progetto editoriale articolato che presenta un’intera sezione dedicata al Giardino Botanico Alpino di Pian Cansiglio, è ricca di contributi di vari autori ed è stata realizzata dall’Associazione Nazionale Nuove Direzioni, Marina Clauser e Pietro Pavone della Società Botanica Italiana ne sono i curatori, l’editore è Thema Edizioni.

Volume in omaggio ai partecipanti. Dal testo traspare che gli Orti ed i Giardini Botanici sono un’eccellenza italiana in continua trasformazione, un patrimonio storico unico, diversificato e complesso, conosciuto e visitato da specialisti, appassionati di botanica e studenti, ma soprattutto da tanti turisti e curiosi. Il volume fornisce, inoltre, interessanti approfondimenti su queste strutture ricche di storia, cultura e arte, capaci non solo di affascinare ma anche di comunicare l’importanza di piante e fiori; gli Orti ed i Giardini botanici svolgono infatti non solo attività tecniche finalizzate alla tutela di piante rare fuori dall’habitat di provenienza o alla conservazione di semi di specie a rischio d’estinzione, ma offrono interventi formativi per gli studenti, dall’università alla scuole dell’infanzia, senza dimenticare il vasto pubblico. Tutto ciò per far acquisire comportamenti virtuosi nei confronti della natura e per diffondere la consapevolezza che la vita sul nostro Pianeta senza le piante non sarebbe possibile per l’Uomo. Il volume, di cui una copia omaggio verrà consegnata ai partecipanti (fino ad esaurimento delle scorte) è dunque un invito a conoscere e visitare questi luoghi straordinari, preziosissimi, ma anche un appello ai soggetti pubblici e privati a sostenerli, così come sta facendo in Pian Cansiglio Veneto Agricoltura con il Giardino Botanico Alpino “Lorenzoni”.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

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Perché la cucina italiana è diventata il modello dominante nella scena internazionale? Se ne parla a Vicenza il 17 maggio 2017 nella biblioteca La Vigna

Può un ricettario essere fonte per la storia? Agnese Portincasa, autrice di “Scrivere di gusto. Una storia della cucina italiana attraverso i ricettari 1776-1943” (ed. Pendragon) è convinta sia possibile, e ne spiegherà la ragione a coloro che parteciperanno alla presentazione dell’opera, che si terrà a Vicenza mercoledì 17 maggio alle ore 17.30 nlla Biblioteca “La Vigna”.

Cucina e società, evoluzione strettamente connessa. A partire da questi documenti, Portincasa delinea un quadro dell’evoluzione della cucina italiana – ma anche della società che ne produce i tratti – negli ultimi due secoli, utilizzando una selezione della trattatista italiana di settore, dalla fine del Settecento fino agli anni della seconda guerra mondiale. L’incontro con l’autrice sarà un’occasione per ragionare sulle modalità storiche attraverso cui la cucina italiana è diventata, nella seconda metà del Novecento, modello egemone dominante all’interno della scena internazionale. Dopo l’introduzione di Mario Bagnara, presidente de “La Vigna”, l’autrice dialogherà con Danilo Gasparini, docente di docente di Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione all’Università di Padova, nonché consigliere scientifico della Biblioteca.

Fonte: Biblioteca La Vigna

21 aprile, Vicenza, le signore della botanica a “La Vigna”

Venerdì 21 aprile 2017, alle ore 17.30, la Biblioteca Internazionale “La Vigna, in collaborazione con l‘Associazione Amici dei Parchi, presenterà il volume di Elena Macellari dal titolo “Le Signore della botanica” (Ed. Aboca). Presenta e modera l’incontro Paola Goretti, storica dell’arte con interventi del presidente della Biblioteca Internazionale La Vigna Mario Bagnara e dell’autrice.

Molte scoperte sono da attribuire all’altra metà del cielo. Per molto tempo le scienze botaniche, a livello ufficiale, sono state riservate agli uomini: erano loro ad essere considerati gli scienziati e gli esperti in materia. In realtà, fin dall’antichità le donne hanno fatto uso della botanica a scopo terapeutico, e sicuramente molte scoperte in questo ambito sono da attribuire al loro lavoro. Un sapere a volte praticato nell’ombra, sofferto e taciuto accanto a quello accademico degli uomini. Solo a partire dal Novecento le donne poterono far parte di accademie scientifiche e società botaniche, dando così il loro prezioso contributo come scienziate.

Le botaniche. L’autrice, con un minuzioso e attento lavoro di ricerca d’archivio, ha ricostruito gli studi e le ricerche compiute da numerose botaniche italiane del Novecento, poco conosciute al grande pubblico, come Eva Mameli Calvino, Eleonora Francini, Albina Masseri e Camela Cortini. L’autrice, con una scrittura chiara e nello stesso tempo avvolgente, prende per mano e conduce alla scoperta della vita e dell’opera di queste donne che, nonostante le discriminazioni ancora presenti in campo scientifico nel XX secolo (e con tutta probabilità anche oggi, ndr), hanno saputo dare un contributo significativo nel settore della botanica. Il libro è corredato da preziose immagini che, oltre a farci conoscere queste studiose e appassionate di botanica, ci aiutano a conoscere meglio il contesto culturale e scientifico del nostro recente passato.La botanica è anche donna: questo arriveremo ad affermare a gran voce alla fine della lettura di questo libro, grati e riconoscenti a queste donne che, con forza e determinazione e tra mille difficoltà, sono riuscite ad affermare la loro personalità e la loro opera.

L’autrice. Elena Macellari è laureata in Scienze e tecnologie agrarie e ha conseguito un dottorato in Assetto del territorio. Ha lavorato presso le facoltà di Agraria di Perugia e di Milano. Attualmente si occupa di progettazione del giardino e del paesaggio; si dedica anche alla ricerca e allo studio dell’arte del giardino e della storia della botanica. È membro della Società Botanica Italiana. Tra i suoi libri: Eva Mameli Calvino, Giardinieri ed esposizioni botaniche in Italia (1800-1915), Nello specchio di Mabel, Nabù e il giardino cosmico.

Fonte: Biblioteca internazionale La Vigna

Presentato l’Atlante Floristico della provincia di Vicenza

copertina(di Alessandro Bedin, socio Argav) Sabato 21 gennaio, alle ore 17,30, si è tenuta presso Palazzo Chiericati a Vicenza la presentazione dell’Atlante Floristico della Provincia di Vicenza, pubblicazione curata dal Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza e frutto del lavoro di Silvio Scortegagna, Davide Tomasi, Nicola Casarotto, Rizzieri Masin e Antonio Dal Lago.

achnatherumUn metodo innovativo di monitoraggio del patrimonio naturale. Si tratta di un lavoro importante che ha visto la discretizzazione del territorio in OGU (Operational Geographical Units), un metodo altamente innovativo per l’allestimento di atlanti corologici con l’individuazione di “specie target” carismatiche e di particolare valore simbolico ed evocativo per rarità. “E’ su queste specie, insieme alle endemiche e rare, che dovrebbe concentrarsi la futura azione di monitoraggio”, come indicato dal prof. Livio Poldini dell’Università di Trieste nella sua presentazione dell’Atlante. “L’augurio migliore è che questa splendida opera venga considerata strumento base per la salvaguardia del patrimonio naturale”.

Chi ben comincia…Un successo, quello del volume, registrato fin dai primi passi, visto che la sala messa a disposizione per questa iniziativa (con capacità di 120 posti) non è stata sufficiente ad accogliere i numerosi appassionati accorsi all’evento. Decine di persone, tra cui tecnici illustri, sono rimasti fuori dal palazzo dovendosi accontentare di acquistare l’Atlante messo a disposizione dall’organizzazione per consolare chi aveva intrapreso un viaggio anche di decine di chilometri per assistere alla presentazione dell’opera scientifica.

Botaniche italiane, non più sconosciute

Copertina Botaniche Italiane(di Alessandro Bedin) Lunedì 14 dicembre scorso, presso la Biblioteca La Vigna di Vicenza  – vero scrigno di tradizioni e cultura -, in presenza dei rappresentanti di tre Associazioni (la vicentina Associazione Amici dei Parchi e quelle nazionali Associazioni Direttori e Tecnici Pubblici Giardini – A.I.D.T.P.G. – e Gruppo Amici del Verde – G.A.V. -), Elena Macellari, dottore agronomo, ha presentato il suo libro “Botaniche italiane, scienziate naturaliste appassionate” (Temi Edizioni, 2015,  pp.  236).

Si tratta di un importante libro storico-botanico realizzato grazie ad un attento e impegnato lavoro di ricerca d’archivio e di indagine rigorosa che l’autrice ha fatto nella storia “sommersa” di grandi donne (ai più sconosciute) che, segretamente e in certi casi all’ombra di altri uomini, hanno svolto un ruolo determinante in molte scoperte scientifiche nell’ambito della Botanica. Ha raccontato Elena Macellari: “Alle donne per molti secoli non fu concesso di far parte di accademie scientifiche, società botaniche e naturalistiche. Solo dal Novecento il loro contributo come studiose, scienziate e cultrici della materia botanica ha avuto pieno riconoscimento  nel mondo accademico e scientifico… Donne intellettuali e viaggiatrici, alcune già note, altre finora sconosciute nella scienza botanica”.

Donne in grado di rompere le antiche convenzioni. La competenza dell’autrice ha messo in rilievo, con una retorica coinvolgente, l’originalità e l’attualità di queste figure che si sono dedicate con tenacia e determinazione agli studi naturalistici, rompendo le convenzioni dell’epoca tra Settecento e Novecento. Sono state così decantate, ad esempio, storie affascinanti sulla “Flora del Colosseo”,  altre relative a protagoniste di spicco come “la donna dei muschi”, “la donna dei licheni” e “la donna delle alghe”. Un tuffo nel passato per avanzare con più consapevolezza e decisione nel futuro.

Restauro giardini storici, in aiuto oggi c’è la “Cronologia della flora esotica italiana”

Cronologia Flora(di Alessandro Bedin) Mercoledì 11 novembre scorso, giorno di S. Martino, grazie a una iniziativa promossa dall’Associazione Amici dei Parchi, nella biblioteca La Vigna di Vicenza è stato presentato il libro di Federico ManieroCronologia della flora esotica italiana” (2015, Olschki Editore, 416 pp, 36 euro). Nel volume viene segnalato l’anno di introduzione in Italia di oltre 6.500 entità botaniche vive, esotiche o di derivazione orticola, con 1.524 generi e 250 famiglie.

Il volume è un testo indispensabile per chi debba affrontare il restauro di Giardini Storici, in quanto è estremamente importante mantenere una coerenza sull’uso delle specie arboree, arbustive ed erbacee rispetto la data della loro introduzione in Italia. E’ stato osservato come l’arrivo di specie esotiche ha prodotto modifiche impensabili nella società. Molte orticole “esotiche” introdotte secoli fa, ad esempio, sono diventate un cibo “locale” importantissimo e indispensabile. La patata, il pomodoro, il mais, ecc. Alcuni di questi sono diventati delle peculiarità “italiane” grazie alle particolari condizioni climatiche e pedologiche incontrate nel nostro paese. Per esempio il pomodoro S. Marzano è un frutto dalla tipicità inequivocabile e riconosciuta a livello mondiale come anche il mais Marano.

I colori di molte specie esotiche hanno incrementato le variabili cromatiche modificando anche le emozioni e gli stati d’animo di molte persone. Ciò che è sicuro è che questa “migrazione” ha migliorato le nostre percezioni sensoriali e quindi anche la nostra vita. Mai come in questo splendido autunno di colori possiamo aver consapevolezza di questo. Ad esempio, i colori blu-azzurro come quelli dei fiori dei plumbago (detto anche gelsomino azzurro) o del caryopteris, non erano minimamente presenti nel nostro paesaggio, mentre ora sono quasi scontati; inoltre, prima dell’introduzione dell’Olea fragrans (Osmanto arancio), avvenuta nel 1801, non si poteva apprezzarne l’intenso profumo. In conclusione, la globalizzazione della natura ha portato, e porta, sia effetti negativi che positivi ma, in generale, porta un arricchimento della società.

Editoria. Quando la pianta può cambiare il corso della storia.

Libro Ugo BelliPerché gli inglesi sono diventati estimatori di tè? Che cosa ha a che fare il “fuoco di Sant’Antonio” con la segale? Per quale motivo la coltivazione della patata ha spinto oltre un milione di irlandesi a emigrare in America? Cosa ha comportato la Xylella, ovvero il disseccamento rapido degli ulivi? Le risposte nel nuovo libro di Giuseppe Ugo BelliCome le malattie delle piante hanno inciso su vita e storia dell’uomo” che inaugura una collana di Edizioni L’Informatore Agrario dedicata alla storia e alla cultura agricola.

Non un trattato scientifico ma un affascinante viaggio dall’antichità a oggi alla scoperta dei piccoli, decisivi cambiamenti che alcune avversità delle piante hanno prodotto negli stili di vita o nella storia dell’umanità oltre che delle grandi scoperte scientifiche e mediche che hanno stimolato, come quella dei virus e dei relativi vaccini. Un approfondimento ad ampio spettro nei secoli sui risvolti sociali ed economici di calamità come la biblica invasione delle cavallette, la peronospora e la fillossera, per arrivare alla Xylella degli ulivi secolari. Ma non solo: il libro offre un ampio corredo di curiosità in chiave storica e fitosanitaria ed è completato da un utile glossario e da oltre 55 illustrazioni . “La storia ci dimostra come in assenza di una prevenzione e di una difesa efficace virus, batteri, insetti e acari possano provocare danni e conseguenze che talvolta vanno molto più in là del puro aspetto economico”, spiega Belli. Che aggiunge: “Un  tema molto attuale nell’anno di Expo2015: per sfamare oltre 9 miliardi di persone nel 2040 occorre un’agricoltura sempre più efficiente che si avvalga dei contributi della ricerca per produrre alimenti sani in modo economicamente conveniente e sostenibile”.

Chi è Giuseppe Ugo Belli. E’ stato Professore Ordinario di Patologia Vegetale all’Università degli Studi di Milano. Relatore a congressi nazionali e internazionali sulle avversità delle piante, è autore di oltre 200 studi scientifici. Ancora oggi impegnato in ricerche, nel libro “Come le malattie delle piante hanno inciso su vita e storia dell’uomo” per la prima volta fonde le conoscenze maturate con la passione per l’agricoltura e i problemi ambientali analizzati anche sotto il profilo storico. Il libro è in vendita nello store della casa editrice http://www.libreriaverde.it e nelle librerie al prezzo di 14,90 euro (Edizioni l’Informatore Agrario, 196 pagine, 2015).

Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario