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Da aprile a luglio 2019, nell’Alta Marca si tengono gli Stati Generali del turismo. Il primo appuntamento il 5 aprile alle 14:30, coordinato dal socio Argav Efrem Tassinato, partecipazione libera su iscrizione.

foto Associazione Altamarca

Venerdì 5 aprile a Valdobbiadene (TV) alle ore 14:30 nell’auditorium “Celestino Piva” si svolgerà l’apertura degli Stati Generali del turismo dell’Alta Marca, che fanno parte del Progetto di sviluppo e marketing Alta Marca e sono promossi dall’Unpli Treviso con la collaborazione del Gal Alta Marca, della Camera di Commercio di Treviso e della Fondazione Marca Treviso.

Il progetto andrà a coprire un arco temporale di 4 mesi, da aprile a luglio, nei quali si svolgeranno incontri finalizzati alla realizzazione del progetto. Nello specifico: tavoli di lavoro, dibattiti, confronti e conferenze che coinvolgeranno tutti gli attori territoriali e chiunque altro, nella piena identità di massimo coinvolgimento del progetto, sia interessato allo sviluppo dell’Alta Marca. Info, prenotazioni ed adesioni
turismoaltamarca@atlantideitalia.com, 388 8510939.

La tavola rotonda di apertura, coordinata dal socio Argav Efrem Tassinato, sarà a carattere interattivo e verranno presentate le attività del progetto e degli Stati generali, con la spiegazione e presentazione dei “Panel Tematici”, tavoli di lavoro che vedranno coinvolti tutti gli stakeholders e l’intera comunità del territorio.

Programma degli appuntamenti. 5 aprile 2019 prima sessione di apertura. 15 aprile 2019 II^ sessione “Panel tematici” Istituto Magistrale “S. Giovanna D’Arco” Vittorio Veneto (Tv) ore 14.30 con tavoli di avoro suddivisi per i principali tematismi di sviluppo del territorio dove tutti i partecipanti dibatteranno al fine di raggiungere gli obiettivi individuati preliminarmente. Il tutto per “mettere assieme” chi si occupa di strategia, programmazione, progettazione. Ci sarà la possibilità di dare il proprio contributo in tempo reale grazie alla “Piattaforma on line” anche a chi non potrà essere presente fisicamente durante le sessioni. 6 maggio 2019 II^ sessione “Panel tematici”, Istituto Comprensivo Statale “A. Fogazzaro” Follina (Tv) ore 14.30 secondo appuntamento operativo dove dove ogni singolo tavolo di lavoro si riunirà per continuare a sviluppare il proprio tematismo. 16 maggio 2019 II^ sessione Panel Tematici Istituto “Cavanis” e Fondazione “Antonio Canova” – Possagno (Tv) ore 14.30, terzo incontro operativo dei tavoli di lavoro. 6 giugno 2019 II^ sessione “Presentazione risultati e conferenza stampa” Istituto IPSSAR – Beltrame – Vittorio Veneto ore 14.30, momento di condivisione dei risultati ottenuti nei panel tematici. 6 luglio 2019 III^ sessione “Evento finale”, presentazione ufficiale di tutto il cammino che è stato percorso per realizzare il “Progetto di Sviluppo e Marketing territoriale”:saranno illustrate le linee strategiche di sviluppo dell’Alta Marca e il
brand territoriale/marchio d’area, sarà condiviso il nuovo modello ideato per la realizzazione del prodotto turistico del territorio.

Fonte: Servizio stampa Stati generali turismo Alta Marca

 

Quando la grande distribuzione guarda al marketing ambientale: con l’iniziativa “Io sì, tutelo le acque”, valorizzati 7 progetti veneti finalizzati al rispetto dell’ambiente e delle acque

un tratto del fiume Po

Coop Alleanza 3.0, cooperativa che fa parte del sistema Coop, ha lanciato l’iniziativa “Io sì, tutelo le acque”, che prevede una raccolta fondi in 9 regioni per la realizzazione di 60 significativi progetti finalizzati al rispetto dell’ambiente e delle acque, selezionati da Coop. Sette di questi progetti sono nel territorio Veneto. Oltre al sostegno garantito da Coop, ogni progetto prevede ulteriori “step” in funzione dell’aiuto, anche di un solo euro, che i consumatori vorranno offrire.

I 7 progetti veneti. Nel Padovano, l’associazione intercomunale Brenta Sicuro, in partnership con il Gruppo archeologico Mino Meduaco, propone “Amiamo il nostro fiume Brenta”, percorso di conoscenza storico, ambientale, culturale e al rischio idrogeologico del basso corso del Brenta che comprende varie giornate di pulizia delle arginature, conferenze sulla storia, le opportunità ambientali ed il rischio idrogeologico connesso, e, come “step” successivi, corsi ambientali con le scuole ed una guida storico-ambientale del territorio. Percorso che toccherà vari comuni della provincia, da Codevigo a Piove di Sacco, Legnaro, Saonara e Limena. Nel Veneziano, a Caorle, “Acqua bene (in)finito?”, progetto contro l’inquinamento e lo spreco di risorse, promosso in collaborazione con il Circolo Legambiente Venetorientale e a Chioggia, “Acqua come risorsa di un territorio”, un’iniziativa per l’educazione ambientale nelle scuole sulla sostenibilità di mare e laguna (Associazione culturale C Plus). A Vicenza escursioni, approfondimenti e attività di pulizia lungo le vie d’acqua del territorio proposte da Legambiente di Vicenza con “Percorsi d’acqua nel vicentino”. A Mogliano Veneto (Tv), “Aree umide. Un mondo diverso” per valorizzare e salvaguardare le cave senili di Marocco, ultima riserva di biodiversità di una certa ampiezza (Comitato a difesa delle ex Cave di Marocco). Nella Sinistra Piave (Tv e Bl), “Corridoi azzurri. Dal Meschio al Monticano” (promosso da Legambiente del Vittoriese) si occupa della tutela dei fiumi, dell’acqua, della flora e della fauna, e della riqualificazione naturalistica del paesaggio fluviale. Ad Ariano nel Polesine (Ro), il progetto “Un Po per domani, nella riserva della biosfera” (Associazione Auser provinciale, soggetto capofila e Co.se.del.po – La Cooperativa del Parco, soggetto attuatore) intende promuovere la pulizia dell’Isola dei Gabbiani e sensibilizzare alcune scuole primarie e/o secondarie di primo grado.

Info. Varie le modalità per contribuire ai progetti: nei negozi Coop, da casa (per chi è socio). La raccolta fondi termina il 31 gennaio. Per l’escuzione dei programmi ci sarà tempo fino a tutto il 2019.

Fonte: Associazione Intercomunale Brenta Sicuro

Made in Malga (8-11/9/16) tiene a battesimo il primo progetto integrato per il futuro sostenibile della montagna promosso da Comune di Asiago e Consorzio Tutela Formaggio Asiago

MALGHE_ALTOPIANO_ASIAGOInsieme si vince. E’ nel segno del lavoro di squadra il progetto che vede lavorare fianco a fianco Comune di Asiago e Consorzio Tutela Formaggio Asiago per la promozione integrata di turismo, territorio e prodotto in un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio unico dell’Altopiano di Asiago che prende il via, dall’8 all’11 settembre prossimi, con la quarta edizione di Made in Malga, frutto della collaborazione con le principali istituzioni locali, associazioni ed esperti e candida Asiago e il suo Altopiano a capitale europea dei formaggi di montagna portando il grande pubblico a conoscere da vicino prodotti e produttori di montagna e richiamando nel territorio oltre 50.000 visitatori.

Una categoria per i formaggi prodotti al di sopra dei 600 metri. Comune di Asiago e Consorzio Tutela Formaggio Asiago insieme, pongono le basi per un duraturo progetto di valorizzazione di quel genius loci che ha, nell’attività dell’alpeggio estivo connessa alla gestione delle malghe, un focus vitale non solo per il turismo sostenibile ma, soprattutto, per il delicato equilibrio dell’ecosistema montano, dove i bovini che popolano gli alpeggi nel periodo estivo sono i principali “manutentori” del territorio e le malghe, i custodi della tradizione. Un impegno che consente di produrre latte e formaggio di elevata qualità come “l’Asiago Prodotto della Montagna“, categoria istituita dal Consorzio di Tutela nel 2006 per identificare la produzione di formaggio Asiago fatta al di sopra dei 600 metri e, dal 2012, esempio preso a modello a livello comunitario.

La più alta concentrazione di malghe d’alpeggio d’Europa. “Asiago e il suo Altopiano – afferma il Sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern – sono da sempre un polo d’attrazione. Qui risiede la più alta concentrazione di malghe d’alpeggio d’Europa, un luogo che, come amministrazione, abbiamo recentemente scelto di tutelare attraverso la registrazione del marchio Asiago allo scopo di impedire lo sfruttamento parassitario del nome al solo scopo di lucro puntando, invece, ad un intenso lavoro di valorizzazione, con particolare attenzione al mercato estero. Su questa linea si inserisce questa collaborazione”.

Tutela e promozione sono i due punti fermi del progetto di valorizzazione, il primo in Italia che affronta il futuro della montagna con un’azione integrata e concertata che trasforma il viaggio in un’esperienza da vivere non solo da turisti, ma, secondo le più recenti esperienze di Human Heritage, anche da scopritori delle persone, dei loro gesti e del loro saper fare, occasione per incrementare anche la quota di turismo gastronomico, in un Paese dove, il 59,1% dei turisti, quando sceglie il luogo della vacanza/viaggio, si informa sui piatti e sui prodotti enogastronomici del luogo e considera l’enogastronomia al secondo posto, dopo la cultura, come elemento di attrattiva di una località (dati indagine Contesti Turistici).

Un nuovo video promozionale di territorio e prodotto. Il piano di marketing territoriale vede proporre, il prossimo 8 settembre, in anteprima nazionale, ad Asiago, il nuovo video del Consorzio Tutela Formaggio Asiago dedicato alla promozione del territorio che andrà in onda fino al 2019 sulle reti televisive nazionali. Un omaggio all’Altopiano di Asiago e all’omonimo formaggio che si snoda in un viaggio nel cuore dell’Altopiano dei 7 Comuni raccontato attraverso la sua straordinaria singolarità, dall’altitudine dei paesaggi alla profondità dei boschi, dalla potenza espressiva di artigiani, malgari e casari al frutto di questa lunga tradizione: il formaggio Asiago DOP. “Asiago DOP è un formaggio unico e riconoscibile perché legato indissolubilmente al suo patrimonio culturale, con caratteristiche che nulla hanno a che vedere con prodotti che nascono in ampie zone senza una precisa identità. – afferma il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni – Da questa forza e comune origine si snoda il progetto con le istituzioni locali, uniti dalla consapevolezza che credere nel territorio vuol dire collaborare insieme dando voce a quel genius loci che ha il formaggio Asiago DOP parte integrante dell’identità di questa terra”.

Asiago “capitale di tutte le malghe”. Alberto Marcomini, giornalista gastronomico, organizzatore di Made in Malga, non ha dubbi: “Made in Malga è molto di più che una semplice manifestazione, deve diventare un movimento di pensiero culturale finalizzato alla valorizzazione dei prodotti fatti in malga, del suo territorio e delle tradizioni. Per questo Asiago diventerà “Osservatorio internazionale” permanente e Capitale di tutte le malghe, affinché questo immenso patrimonio non vada perduto”.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop

Presentato a Chioggia (VE) un progetto etico-sostenibile per gustare a casa i sapori del territorio clodiense

10325143_1478280159084710_8180789123411777443_nMaterie prime da produzioni locali, ricettario, confezionamento in vetro: la Fondazione Clodiense Onlus ha presentato nei giorni scorsi a Palazzo Grassi di Chioggia (VE) un progetto sostenibile ed etico che può diventare una nuova attività industriale. La novità è nel marketing, tutto territoriale: niente retail su larga scala, ma vendita in punti selezionati del territorio clodiense.

Un progetto sul cibo, ma non di ristorazione. “I sapori del territorio clodiense” è una linea commerciale di prodotti unici prodotti nel basso Veneziano tra Chioggia, Cavarzere e Cona. Non vongole in vasetto, ma il vasetto delle migliori vongole preparate secondo un rigoroso disciplinare che va dalla produzione alla ricetta finale. A Palazzo Grassi, è stata presentata una serie di prototipi della linea: il radicchio di Chioggia Igp stufato, i peoci in olio rosato, le bevarasse in cassopipa, la crema di gò, le seppie nere di Chioggia in tecia, il ragu di molluschi della laguna, le sarde in saore, le capelonghe in olio e limone.

10500335_1478280562418003_8402583944908363686_nIl cibo come testimonial del Territorio. Ciascuna di queste ricette basate su produzioni stagionali diventa così un prodotto confezionato pronto per la vendita. Stavolta, però, non nella grande distribuzione o attraverso i marchi retail di nicchia su scala nazionale. La Fondazione Clodiense Onlus ribalta la strategia canonica di promozione del prodotto tipico: chi vorrà acquistare le confezioni de “I sapori del territorio clodiense” potrà farlo solo in alcuni punti selezionati tra Chioggia, Cavarzere e Cona e cioè i comuni nei quali la Fondazione ha il compito di sostenere e promuovere economicamente le attività dei singoli e delle associazioni.

Nascita di nuova imprenditori? Dimostrata la fattibilità della linea di prodotto, la Fondazione passa di mano il progetto a chi vorrà farne la propria attività imprenditoriale, comportandosi cioè come vero e proprio business angel per una o più start up nel settore industriale del food nel Veneziano. Quindi: progetto industriale economicamente sostenibile per assorbire e valorizzare le produzioni locali, creare posti di lavoro, e inoltre leva di marketing territoriale con la vendita esclusivamente in loco.

10532762_1478279925751400_3193206066723291031_nLe fasi. Il progetto industriale si sviluppa in tre fasi lungo un arco di tempo di due anni. La prima fase consiste nell’individuazione dei prodotti di eccellenza del territorio, la schedatura geografica e scientifica, la ricognizione storica degli usi in cucina, la codifica della ricetta per il confezionamento, la verifica della conservabilità sia per la salubrità che per l’integrità organolettica del prodotto. La seconda fase consiste nello studio del packaging, che sarà basato soprattutto, ma non esclusivamente, sul confezionamento in vetro; sulla preparazione dell’etichettatura, che segue il disciplinare etico di produzione e il recupero del lessico storico per ingredienti e ricetta; i dati di tracciabilità. La terza fase consiste nella definizione del prezzo per ciascuna gamma di prodotto confezionato, la stesura del business plan aziendale, la messa in linea produttiva e la commercializzazione. Il processo industriale di confezionamento sfrutterà la saturazione di linee già esistenti, di aziende che per esempio lavorano sulla sterilizzazione del sottovetro. Quindi senza la necessità di acquistare macchinari. L’impresa che accetterà di produrre l’intera gamma de “I sapori del territorio clodiense” dovrà mettere in rete più attori nella filiera che parte dalla produzione alla commercializzazione ma sempre nel rispetto del disciplinare etico stabilito dalla Fondazione Clodiense Onlus.

I partner del progetto: il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, la scuola di cucina Boscolo Etoile Academy, il Conservificio Allevatori Molluschi (C.a.m. Srl) di Chioggia, la Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco. L’adesione di questi partner ha permesso che la Fondazione Clodiense Onlus raddoppiasse, come da statuto, sino a 20 mila euro il budget per la fase iniziale del progetto, che è stato già rifinanziato per l’anno 2015 con un plafond di 10 mila euro (da raddoppiare). I partner della fase iniziale sono certi che il numero di investitori interessati alla messa in produzione industriale de “I sapori del territorio clodiense” aumenteranno per la fase successiva di completamento del progetto, che va esteso a tutte le associazioni di categoria e dei produttori, alle cooperative, al Mercato orticolo di Chioggia, al Gal.

Fonte: Fondazione Clodiense onlus/Foto Consorzio Radicchio Chioggia Igp

San Michele al Tagliamento (VE) si interroga sulla capacità attrattiva del territorio nelle varie stagioni

Il gruppo di lavoro

gruppo di lavoro “Il Tagliamento d’Autunno”

Nella Sala municipale di San Michele al Tagliamento (VE) si è svolto nei giorni scorsi un incontro aperto al pubblico con l’obiettivo di valutare le capacità del territorio di attrarre flussi turistici anche in quella considerata da sempre “stagionalità minore”.Numerosa e coinvolta la platea dei presenti che ha ascoltato i relatori, Fausto Faggioli, progettista ed esperto europeo di marketing territoriale, Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento, Robertino Driusso, assessore al Commercio ed Attività Produttive del Comune impegnati nel Progetto di sviluppo territoriale “Il Tagliamento d’Autunno”, tema “collante” o “linea guida” fra l’offerta territoriale e quella imprenditoriale, filtrata attraverso l’identità culturale, intesa come patrimonio della Comunità. Un incontro di sinergie e spinte propulsive, di idealità e di riscoperta dei vari elementi per questo Progetto di promozione integrata.

Un’offerta dall’alto potenziale. Dal dibattito è emerso chiaramente che l’ambito Tagliamento con il suo variegato mosaico di vigneti, frutteti, boschi e valli offre numerosi prodotti di qualità, frutto di un’eredità culturale e spirituale che si tramandano di padre in figlio unendo, in una straordinaria suggestione, la verità con la leggenda, la poesia con la narrazione, per divenire patrimonio condiviso per sempre da tutti. “Se le caratteristiche naturali rendono l’area molto interessante dal punto di vista turistico – ha sottolineato Faggioli – le risorse umane possono farla diventare unica e inimitabile. Ogni stagione ha i suoi grandi attrattori e non esiste la “bassa stagione”, ma vi sono solo stagioni di cui abbiamo trascurato il potenziale. Lo spazio di miglioramento è quindi molto ampio, così come il potenziale di molti asset, come ad esempio la cultura, la gastronomia, l’ospitalità e le produzioni tipiche.”

Un patrimonio di valori che si può tramutare in un’esperienza di vacanza. “Il progetto “Il Tagliamento d’Autunno” – ha aggiunto il sindaco Codognotto – utilizzerà questo grande patrimonio con l’obiettivo di valorizzare la parte del territorio meno conosciuta, ma non per questo meno significativa. Questo grande patrimonio permetterà al progetto di essere un prodotto specifico, con una sua forza ed una sua identità d’offerta. Non si parlerà più di basse stagioni, o di destagionalizzazione, ma di un prodotto ben specifico: Autunno nel Tagliamento. Una proposta in grado di offrire un’immagine del territorio desiderabile, precisa e sempre diversa. Uno stimolo per invogliare il turista a ritornare, sicuro di trovare sempre qualcosa di diverso che appaghi la sua curiosità e la sua voglia di nuove informazioni. È un dato statistico che il “turista attuale” è sempre meno portato ad accettare prodotti anonimi, perché oggi non si muove per destinazione, ma per motivazione e la vacanza quindi non è consumo ma è una ricerca di significati. E questo produce emozioni.” “Dobbiamo lavorare insieme – ha terminato Codognotto – per rendere il territorio competitivo attraverso la capacità degli attori pubblici e privati di condividere progetti, iniziative, manifestazioni, in cui sia la Comunità al centro dello sviluppo territoriale.”  Nell’occasione è stata presentata e consegnata la Guida informativa del Comune di San Michele al Tagliamento e delle Aziende aderenti a VIVIVERDE. Un documento che racconta un territorio e le sue genti (http://www.comunesanmichele.it/pubblicazioni-viviverde).

 

Export “Made in Italy”, nel vicentino nasce Egonitaly per rendere più semplice l’incontro fra vini italiani e gastronomia cinese

Dario Marin Egonitaly

Dario Marin Egonitaly

Il socio ARGAV Pietro Casetta ci rende partecipi di un’interessante iniziativa intrapresa da Ethan, gruppo con sede nel vicentino attivo nei settori ecologia ed energia ed ora anche enogastronomia. In particolare,  Ethan sta coordinando un programma, sotto l’egida di Egonitaly, per l’export di vini veneti e friulani in Cina, nell’Est Europa e prossimamente in Africa attraverso l’abbinamento dei vini con i prodotti gastronomici dei Paesi in questione.

L’azione in Cina. Innanzitutto è stata fatta una selezione di vini appositamente per il mercato cinese, quindi basata sulla reale possibilità di garantire abbinamenti gradevoli con i cibi presenti nella tradizione di questa nazione. Non quindi una banale operazione di export, ma la manifestazione della volontà di promuovere l’incontro fra la cultura enologica italiana e la cultura gastronomica cinese. Questa prima fase è inoltre stata accompagnata dalla messa a punto di abbinamenti fra la selezione di vini veneti con piatti italiani, e quindi da un’offerta enogastronomica tipicamente made in Italy, considerata con particolare interesse dalla nazione cinese. Il programma procederà quindi con l’apertura di shop center pilota in cui il pubblico cinese potrà essere informato e orientato, più che all’acquisto, alla conoscenza dei prodotti vinicoli ed enogastronomici della selezione veneta che gli viene offerta.

Apripista a piccole realtà artigianali. “L’idea è sorta da una considerazione molto concreta” afferma l’arch. Dario Marin, responsabile del Settore Food & Wine di Egonitaly. “Premesso che il made in Italy è costituito, almeno per quanto riguarda l’enogastronomia, soprattutto da prodotti locali di alto artigianato, si ha come conseguenza che tali prodotti non possano essere industrializzati. Questo fatto comporta che i produttori sono e devono rimanere piccole realtà, ma data questa loro ridotta dimensione si trovano privi della forza di proporsi autonomamente a mercati molto ampi. Abbiamo quindi pensato di riunire alcune piccole realtà vinicole che abbiamo ritenuto più significative per il mercato cinese, offrendo loro la possibilità di affrontarlo senza perdere la loro identità, ma semplicemente entrando a far parte di una realtà che ha come scopo proprio la valorizzazione di tale identità individuale.” Quattro le linee individuate da progetto: Friendly, composta da una selezione di Cabernet Franc, Merlot, Soave, Pinot Grigio;  Deluxe, composta da Brut, Prosecco, Orange Flower, Serprino, Rosè;  Elegance, composta da Cabernet Souvignon, Refosco, Friulano, Chardonnay, Pinot Bianco;  Superior, composta da Torcolato, Pàssio, Vin del Doge.

Chioggia (Ve), al concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” vince il piatto del ristorante “El Gato”

Chioggia (Ve), ristorante El Gato, piatto vincitore concorso 2012 “C’è davvero del sale in zucca” Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca (foto Lamberto Mazzotti)

(di Maurizio Drago, socio Argav) Con la cerimonia di premiazione svoltasi mercoledì 21 novembre scorso nella Sala del Consiglio Comunale di Chioggia si è concluso il concorso gastronomico “C’è davvero del sale in zucca” per il miglior piatto a base di Zucca Marina, organizzato da Chioggia Ortomercato del Veneto, nell’ambito delle attività tese a valorizzare i prodotti del territorio. Tra le tredici ricette in gara di altrettanti ristoranti di Chioggia e dintorni la giuria ha decretato vincitore il piatto “Spaghettini al nero di seppia, triglie e crema di zucca” preparato da Karen Boscolo del ristorante “El Gato” di Chioggia. Presenti all’evento il vicesindaco di Chioggia e assessore alle Attività produttive, Maurizio Salvagno, e l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni. Entrambi hanno espresso il loro plauso all’iniziativa e l’auspicio che continuino tali iniziative utili per l’impulso turistico ed economico del territorio.

La vincitrice Karen Boscolo (ristorante El Gato) con a sx Giuseppe Boscolo Palo (presidente Chioggia Ortomercato), Maurizio Salvagno (vicesindaco Chioggia) e Lucio Gianni (assessore provincia all’Agricoltura). Foto Ruggero Donaggio.

Giurati in incognito nei ristoranti. La giuria, presieduta da Maurizio Drago, redattore della rivista “Sapori d’Italia” e socio ARGAV, era costituita da giornalisti e comunicatori dell’agroalimentare, alcuni dei quali facenti parte del direttivo Argav: il presidente Fabrizio Stelluto, la segretaria Mirka Cameran Schweiger, Nadia Donato, Umberto Tiozzo (Ufficio Stampa Chioggia Ortomercato). E poi Enrico Bellinelli (Corriere del Veneto), Fosca Maurizzi e Stefano Bugamelli (Mondo del Gusto, Bologna), Daiana Paoli (Rai), Cristina De Rossi (Asterisco Informazioni), Mauro Gambin (La Piazza), Mario Stramazzo (Difesa del Popolo), Lamberto Mazzotti (Gustando) e Ruggero Donaggio (Nuova Scintilla). I giurati , alternandosi in 3 o 4 componenti per volta, si sono presentati presso i diversi locali in incognito, al fine di non influenzare il ristoratore. In tal modo è stato possibile formulare un giudizio oggettivo, sia del piatto a base di zucca sia dell’insieme del pranzo o della cena, che al termine sono stati regolarmente pagati.

Il gruppo di ristoratori che hanno partecipato al concorso “C’è davvero del sale in zucca” (foto Ruggero Donaggio)

I ristoranti in gara. Positivo il coinvolgimento dei titolari, degli chef e del personale dei 13 ristoranti in gara: “Al Caminetto”, “Alle Baruffe Chiozzotte”, “Antica Osteria al Cavallo”, “Bella Venezia”, “El Gato”, “Fronte del Porto”, “La Sgura” e “Mano Amica” di Chioggia; “Facecook”, “Il Tavernino”e “Park” di Sottomarina; “Big Fish” di Sant’Anna e “Zafferano” di Porto Viro. Tutti hanno mostrato apprezzamento per questa iniziativa, auspicando si possa continuare con successive edizioni, in quanto è stata riconosciuta la disponibilità a mettersi in gioco e a concorrere da parte degli stessi titolari e chef. Un fatto positivo, questo, che dimostra la volontà di perfezionare le lavorazioni dei piatti, in sintonia con i prodotti del territorio, e il servizio a favore dei fruitori degli stessi ristoranti.

Zucca, posto d’onore in tavola. «Grazie all’entusiasmo e alla bravura dei ristoranti partecipanti – ha affermato nel suo intervento il presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo Palo – è stata data vita ad una iniziativa, che non solo ha mostrato come anche un prodotto povero come la zucca possa essere “nobilitata in tavola”, ma che ha anche inaugurato un format di evento riproponibile in un’ottica di stagionalità legata ai prodotti del territorio, che può costituire un’offerta di “turismo del territorio” forse unica nel suo genere, grazie all’unione sinergica delle specificità degli orti “marinanti” con quelle della pesca e dell’itticoltura clodiensi».