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Apre a Brunico il nuovo museo di Reinhold Messner dedicato ai popoli della montagna

Castello di Brunico

Aprira’ il prossimo 3 luglio, nel Castello di Brunico il Messner Mountain Museum ”Ripa” dedicato ai popoli delle montagne. Il museo si propone come un luogo d’incontro e di scambio culturale tra la popolazione rurale autoctona e gli ospiti provenienti dalle altre regioni montane del mondo, che ogni anno saranno ospitati in Val Pusteria. A Brunico, Messner vuole creare un punto di informazione e di approfondimento sulle problematiche legate al rapporto tra cultura alpina e cultura urbana, agricoltura di mointagna e turismo. ”Solo se riuscira’ a contribuire ad una strategia di sopravvivenza della cultura di montagna, minacciata in tutto il mondo – dice Messner – l’Alto Adige potra’ giustificare la sua pretesa leadership sul tema della montagna”.

(fonte Ansa.it)

25/6-11/9/11, a Torre di Mosto (Ve) la mostra “Terre nuove. Paesaggi di Bonifica nel Veneto Orientale”

Un nuovo paesaggio italiano si è creato a partire dall’Unità d’Italia sino alla prima metà del Novecento, frutto dell’ enorme intervento ambientale conosciuto come Bonifica integrale. Dal 1861 sino allo scoppio della seconda guerra mondiale l’intervento ha riguardato oltre 5 milioni di ettari di territorio agrario, distribuiti su terreni pianeggianti e a ridosso delle coste di quasi tutta la penisola e delle isole.  All’interno dell’intervento generale, particolare importanza ha avuto il recupero ad uso produttivo di un terreno prima totalmente sommerso dalle paludi, normalmente collocato sotto il livello del mare: si tratta di oltre 600. 000 Ha, distribuiti soprattutto tra Friuli, Veneto e d Emilia Romagna.

Nuove terre conquistate alle paludi. Di questa nuova terra emersa dalla palude, circa 100. 000 ha si trovano nel Veneto Orientale, la metà dei quali nel territorio del Basso Piave.  Questo territorio emerso da fine ‘800 dalle acque basse della palude, si è formato quasi integralmente nei suoi segni fisici e spaziali, nella sua struttura produttiva, nel suo paesaggio, all’interno del processo della Bonifica integrale.  Per questo la ricerca condotta in questa mostra sul paesaggio del Basso Piave, dal momento della sua nascita alla sua forma compiuta, è emblematica rispetto all’intero paesaggio italiano della Bonifica novecentesca; ad esso implicitamente l’esposizione costantemente rinvia, ad esso ricorre per il suo sfondo.

L’esposizione si sviluppa in due sezioni. La sezione fotografica presenta la riproduzione di oltre 120 fotografie del periodo compreso tra il 1900 e il 1950, provenienti dal Fondo fotografico del Museo della Bonifica di San Donà di Piave, frutto di una donazione dei Consorzi di Bonifica del Basso Piave.  Esse riportano gli scatti di fotografi appositamente incaricati dai Consorzi di fissare visivamente il prima, durante e dopo del grande intervento con lo scopo di rendicontare ai proprietari terrieri e allo Stato italiano, che in gran parte finanziò la Bonifica, l’efficacia della stessa.

La sezione artistica presenta oltre 70 dipinti, dall’immediato secondo dopoguerra sino al tempo presente.  Gli artisti, che questa terra ha avuto la fortuna di avere in folto numero, si sono formati a Venezia, a contatto con la temperie artistica e culturale della città e dei suoi istituti dal secondo dopoguerra ad oggi. Le opere selezionate narrano il romanzo visivo del rapporto sentimentale e culturale tra la società del Basso Piave e la natura-artificio che la circonda. Orari Mostra. Terre Nuove. Mostra Collettiva. Paesaggi di Bonifica nel Veneto Orientale.  A cura di: Giorgio Baldo. Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00 Periodo: 25/06/11 – 11/09/11  MUSEO DEL PAESAGGIO Località Boccafossa Torre di Mosto (VE)  Tel. 0421 324440 (int.1)

(fonte Unione Veneta Bonifiche)

Sabato 21 maggio 2011 giornata studio ARGAV a Bassano del Grappa (VI)

Da qualche tempo, opera nel territorio del Grappa un nuovo centro di ricerca ambientale. Si chiama CERCA e per conoscerlo ARGAV ha creato un’opportunità per sabato 21 maggio p.v.  in concomitanza con la possibilità di visitare la mostra “Un fiume di legno”, dedicata alla pratica della fluitazione del legname e già frequentata da circa 6.000 persone.

Il programma.  Ore 10.00 Appuntamento davanti alla chiesa di Campolongo sul Brenta (VI). Per arrivare: dopo Bassano del Grappa, si prosegue lungo la strada Valsugana, il primo comune che si incontra è Campolongo sul Brenta. A seguire: visita a Cerca dell’Associazione Inveneto; Ore 11:30, visita alla mostra “Un fiume di legno” a palazzo Bonaguro di Bassano del Grappa (VI). Ore 12.30 aperitivo sul Ponte degli Alpini. Come sempre, il costo di partecipazione è fissato in € 5,00 per i soci, € 10,00 per gli ospiti. Per chi vorrà, al termine della mattinata, ci sarà la possibilità di pranzo a base di uova ed asparagi D.O.P. di Bassano, al prezzo (convenzionato) di € 22,00 nel ristorante “Il Melograno” di Valrovina. Per gli interessati, al pomeriggio, prenderà il via a Bassano del Grappa il Festival dell’Arrampicata Sportiva. Le adesioni vanno comunicate alla segretaria, Mirka Cameran, entro giovedì 19 maggio p.v.

Nel bellunese la mostra “Il cibo in forma”, aperta fino al 30 giugno 2011

La mostra Il cibo in forma. La collezione di rami da cucina di Elio Dal Cin, allestita presso il Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, a Seravella di Cesiomaggiore (BL), è stata prorogata fino al 30 giugno 2011.

La mostra costituisce un elemento di riferimento importante nell’ambito del progetto “Montagne di cibo. la cucina veneta tra storia e memoria”, frutto di un accordo di programma tra la Regione del Veneto e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Ad essa si legano infatti gli eventi che il museo organizza sui temi dell’alimentazione tradizionale, allo scopo di valorizzare le ricerche di carattere storico e antropologico. Con l’anno nuovo sono previsti seminari, workshop e cene a tema sulla lavorazione del rame e il suo uso in cucina, sul caffè e cioccolato, sul vino, sul maiale, sui formaggi e i latticini. A giugno un convegno dedicato al rapporto tra cibo e identità dovrebbe concludere la prima serie di iniziative.

La mostra propone una splendida collezione di rami utilizzati in cucina, appartenuta a Elio Dal Cin e ora generosamente messa a disposizione dal figlio Florio. Alcuni pezzi sono invece stati prestati da collezionisti bellunesi e trevigiani. Si tratta di recipienti per la preparazione degli alimenti (pentole, paioli, stampi, leccarde, bricchi per il caffé, cioccolatiere, colini), contenitori per il trasporto dell’acqua e del latte, con bellissime decorazioni a sbalzo, ma soprattutto di stampi e stampini con motivi floreali, geometrici, figurazioni mitologiche, animali, ritratti di personaggi illustri. Una piccola sezione propone manufatti in rame che ritraggono in maniera realistica i pesci della laguna veneta, opera dei pescatori di Murano. I materiali esposti sono stati raccolti, a partire dagli anni ’50 del ‘900 in diverse zone del Veneto e del Friuli e coprono un arco temporale compreso tra il secolo XVIII e il sec. XX. Il percorso espositivo è arricchito da documenti originali e inediti sulle miniere di Valle Imperina (collezione privata dei conti Brandolini), da una ricca iconografia e da ricette utilizzate soprattutto per i cibi da mettere in forma negli stampi.

Info. Orario invernale (fino al 30 aprile) da martedì a venerdì 9.00-13.00 e 15.00-17.30, sabato e domenica 9.00-12.30 e 15.00-18.00; Orario estivo (dal 1 maggio fino alla chiusura della mostra), martedì a venerdì 9,00 – 13,00  e  15,00-18,30, sabato e domenica  9,00 – 12,30  e  15,00-18,30. Chiuso il lunedì (ad esclusione del lunedì di Pasqua), festività nazionali e religiose. Biglietti.Intero euro 3,00, Ridotto euro 2,00 (fino a 18 anni e gruppi di almeno 10 persone), gratuito bambini fino a 6 anni. Tel. 0439. 438 355 e-mail: museoseravella@provincia.belluno.it

(fonte Provincia Belluno)

A Vittorio Veneto (TV) aperto il Museo del Baco da seta

foto Museo del baco da seta, Vittorio Veneto (TV)

E’ stato inaugurato nei giorni scorsi a Vittorio Veneto (TV) il Museo del Baco da Seta. L’attività bachisericola ha svolto per molto tempo un ruolo fondamentale nell’economia vittoriese, connotando anche il paesaggio con la presenza di gelsi diffusi un po’ ovunque,  e di cui rimangono ancora numerosi esemplari. L’allevamento del baco da seta è iniziato come piccola attività a carattere famigliare integrativa del lavoro agricolo, per poi assumere consistenza sempre più rilevante. A partire dalla fine dell’Ottocento sono sorti stabilimenti e osservatori bacologici di ricerca applicata che hanno portato l’industria del seme bachi di Vittorio Veneto all’avanguardia in campo nazionale. L’allevamento dei bachi, il lavoro in filanda e nei centri bacologici hanno riguardato la grande maggioranza  della popolazione locale fino a un passato recente. Il Museo restituisce alcune tracce di queste memorie personali e collettive, per raccontare alle nuove generazioni e ai visitatori esterni il complesso mondo agricolo, industriale, scientifico e sociale che per lungo tempo  è ruotato attorno a questo insetto così utile. Orario d’apertura: venerdì dalle 15.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

(fonte Museo del Baco da seta)