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Due prodotti veneti di piccole comunità locali al Parlamento Europeo per dimostrare il valore, anche economico, della sostenibilità

Il 26 settembre 2018 a Bruxelles, al convegno sullo sviluppo sostenibile e lo stato di attuazione dei 17 obbiettivi per il Terzo Millennio, il padovano Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga, nonché presidente Wigwam, ha portato, presentato e fatto degustare due prodotti simbolo di economie virtuose delle comunità locali di Colli Euganei e Saccisica, nel Padovano.

Sostenibilità, già in atto ma va incoraggiata e diffusa.  Giornalista-chef e profondo conoscitore delle produzioni tipiche locali, Efrem Tassinato non è nuovo a queste sortite per dimostrare, in specie ai più autorevoli livelli, dove si fanno le politiche per la governance e lo sviluppo, che abbracciare il paradigma della sostenibilità non solo è possibile ma è già in atto e ne va senz’altro incoraggiata la pratica e la diffusione a tutti i livelli.

Olio evo e burci. Al convegno, organizzato dal parlamentare europeo Marco Zullo, la cinquantina di rappresentanti del mondo delle imprese e delle politiche economiche e per l’ambiente, sono quindi illustrati e fatti degustare l’olio extravergine di oliva Bio e Dop prodotto nel territorio del Parco regionale dei Colli Euganei (Azienda Agricola Brecà di Cinto Euganeo) simbolo di un territorio salvato dalla distruzione delle cave e dei cementifici ed oggi luogo di produzioni di altissima qualità e i Burci altrimenti conosciuti come Dolcetti di Pontelongo (Consorzio I Buoni Convivi di Piove di Sacco), che nascono dalla presenza storica dello zuccherificio, uno dei due superstiti in Italia dopo il taglio europeo delle quote zucchero, senz’altro il più antico (1908): a dimostrare che anche un prodotto industriale come questo, derivato dalla lavorazione della barbabietola, può essere molto di più che una semplice ed anonima commodity bensì, anche promotore di attrattiva turistica e stimolatore per nuove attività economiche in un territorio come la Saccisica.

Fonte: Servizio stampa rete Wigwam

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Agli agricoltori USA 12 mld di dollari, per quelli europei solo tagli di bilancio

Sugli agricoltori dell’Unione Europea, e quindi anche italiani, pende la scure di un taglio fino al 12% in termini reali del bilancio agricolo UE 2021-2027, mentre gli agricoltori USA riceveranno un sussidio di 12 miliardi di dollari dall’Amministrazione americana per compensare le ritorsioni collegate all’introduzione di dazi e barriere al commercio. A questo proposito, l’europarlamentare Paolo De Castro rileva la disparità di trattamento e critica fortemente la linea che sta tenendo l’UE nei confronti del capitolo agricolo del prossimo bilancio pluriennale europeo.

Bilancio PAC salvadanaio a cui si attinge per le altre politiche europee. “Come per gli americani – sottolinea De Castro – anche i nostri produttori vanno salvaguardati. Così mentre gli agricoltori americani potranno beneficiare di ulteriori aiuti diretti, di acquisti di surplus produttivi e di promozioni al commercio, la nostra Politica Agricola Comune continua a pagare le conseguenze negative della crisi diplomatica con la Russia. Con i suoi risparmi la PAC si sobbarca gli oneri dell’emergenza migratoria e, non ultimo, la richiesta agli agricoltori europei di farsi carico della Brexit, la decisione dei cittadini inglesi di lasciare l’UE. Il bilancio della PAC 2021-2027 deve sostenere gli agricoltori e l’intera filiera agroalimentare a superare le numerose sfide a cui sono confrontati, e non diventare il salvadanaio delle altre politiche europee”.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Prende forma la Pac 2021-2027: fra tagli, innovazioni e attenzione all’ambiente, si va verso una maggiore flessibilità decisionale dei singoli Stati Membri

Il Consiglio dei Ministri agricoli dell’UE ha discusso le proposte della Commissione relative la riforma della PAC post 2020. Le proposte, presentate lo scorso 1° giugno, delineano un nuovo modello di attuazione della politica agricola europea in cui gli Stati Membri disporrebbero di maggiore flessibilità per adattare le loro decisioni a bisogni e situazioni locali specifiche.

Luci e ombre. I ministri dell’Agricoltura hanno manifestato soddisfazione per alcuni elementi innovativi contenuti nel pacchetto di proposte, ma allo stesso tempo hanno espresso forti preoccupazioni per i tagli che la stessa Commissione ha paventato per il bilancio della PAC in generale e dello Sviluppo rurale in particolare. In occasione dell’ultimo Consiglio Agricoltura, è emerso anche grande scetticismo sulla capacità della nuova PAC di pervenire a una reale semplificazione a favore delle Autorità nazionali e degli agricoltori.

Lo stato dei lavori. Le proposte, che puntano a preparare la PAC del periodo 2021-2027, ruotano attorno ad un regolamento sui Piani Strategici che ciascun Stato Membro dovrà elaborare, un regolamento sull’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) unica e un regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC.

Obiettivi e strumenti a livello di Unione Europea. Le proposte della Commissione includono iniziative a livello europeo quali: un insieme unico di obiettivi fissati al livello di UE per la PAC nel suo insieme, che definiscono ciò che tale politica punta a conseguire per gli agricoltori, i cittadini e il clima; un ampio strumentario di tipi di intervento convenuti a livello europeo, che definiscono ciò che gli Stati Membri possono fare con i finanziamenti loro attribuiti; un insieme comune di indicatori per garantire parità di condizioni nella valutazione dell’efficacia delle misure adottate. In pratica, gli Stati Membri godranno di una maggiore flessibilità per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle dotazioni loro assegnate e potranno progettare programmi su misura che rispondano più efficacemente alle preoccupazioni degli agricoltori e delle comunità rurali in senso ampio. Gli Stati Membri avranno anche la possibilità di trasferire fino al 15% delle proprie dotazioni PAC dai pagamenti diretti allo Sviluppo rurale e viceversa, per assicurare il finanziamento delle proprie priorità e misure. Saranno assicurate condizioni di parità tra gli Stati Membri attraverso: Piani Strategici definiti per l’intero periodo che stabiliscano le modalità con cui ciascuno Stato Membro intende conseguire nuovi obiettivi economici, ambientali e sociali, utilizzando sia il sostegno sotto forma di pagamenti diretti che quello per lo Sviluppo rurale. La Commissione approverà ogni Piano per assicurare la coerenza e la tutela del Mercato Unico; la Commissione seguirà da vicino i risultati di ciascun Paese e i progressi verso il raggiungimento dei target concordati.

Un Piano Strategico PAC per ogni Stato Membro. Le proposte includono anche iniziative a livello degli Stati Membri. In sintesi: ogni Stato Membro dovrà effettuare un’analisi di ampio respiro delle proprie esigenze specifiche e mettere a punto un Piano Strategico PAC; ogni Piano Strategico illustrerà come lo Stato Membro utilizzerà i finanziamenti della PAC per soddisfare tali esigenze, indicando anche gli strumenti cui ricorrere e definendo obiettivi specifici; ogni Piano Strategico dovrà essere approvato preventivamente dalla Commissione al fine di garantirne la coerenza con gli obiettivi a livello di Unione Europea; ogni anno gli Stati Membri dovranno presentare alla Commissione una relazione sull’efficacia dell’attuazione per illustrare i progressi verso gli obiettivi fissati, confrontandoli con i risultati pianificati. I Piani Strategici saranno controllati per garantire che non distorcano il Mercato Unico né creino oneri eccessivi per i beneficiari o le Amministrazioni. La Commissione riesaminerà in seguito le relazioni annuali e, se necessario, proporrà raccomandazioni per migliorare le prestazioni.

Una PAC più equa e un sostegno più mirato. I pagamenti diretti rimarranno una componente essenziale della nuova PAC, assicurandone la stabilità e la prevedibilità per gli agricoltori. Sarà data priorità al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che costituiscono la maggioranza nel settore agricolo dell’UE, e agli aiuti ai giovani agricoltori. La Commissione continuerà ad adoperarsi per una distribuzione più equa dei pagamenti diretti tra gli Stati Membri mediante la convergenza esterna. Inoltre, i pagamenti diretti agli agricoltori saranno ridotti a partire da 60.000 € e limitati a 100.000 € per azienda agricola. Si terrà debitamente conto del costo del lavoro. In questo modo si assicura una distribuzione più equa dei pagamenti; le aziende agricole di piccole e medie dimensioni riceveranno un sostegno più elevato per ettaro; gli Stati Membri dovranno accantonare almeno il 2% della dotazione relativa i pagamenti diretti per aiutare i giovani agricoltori ad avviare la propria attività. Tale iniziativa sarà integrata da un sostegno finanziario per lo Sviluppo rurale e diverse misure per facilitare l’accesso alla terra e i trasferimenti di terreni.

Azioni per favorire ricambio generazionale, qualità alimentare, salute umana e benessere animale. Le proposte della Commissione intendono incoraggiare il ricambio generazionale e la rigorosa conformità per salvaguardare la qualità degli alimenti, la salute umana e il benessere animale attraverso: il tutoraggio dei giovani agricoltori da parte di agricoltori più esperti; il miglioramento del trasferimento di conoscenze da una generazione all’altra o elaborazione di piani di successione; requisiti più rigorosi affinché gli agricoltori soddisfino le aspettative in materie di alimenti e salute; un collegamento più stretto tra sostegno finanziario e rispetto delle norme in materia di riduzione dell’uso di pesticidi; incoraggiamento della riduzione dell’uso di antibiotici.

Maggiori ambizioni per ambiente e clima. I cambiamenti climatici, le risorse naturali, la biodiversità, gli habitat e i paesaggi sono tutti aspetti compresi nelle proposte della Commissione. Il sostegno al reddito degli agricoltori dipende già dall’attuazione di pratiche rispettose dell’ambiente e del clima, ma la nuova PAC richiederà agli agricoltori di conseguire obiettivi ancora più ambiziosi grazie a misure obbligatorie e basate su incentivi: i pagamenti diretti saranno subordinati a requisiti ambientali e climatici più rigorosi; ciascuno Stato Membro dovrà offrire regimi ecologici che aiuteranno gli agricoltori ad andare oltre i requisiti obbligatori e che saranno finanziati con una quota delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti; almeno il 30% di ciascuna dotazione nazionale per lo Sviluppo rurale sarà dedicata alle misure ambientali e climatiche; il 40% del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all’azione per il clima; oltre alla possibilità di trasferire il 15% delle dotazioni tra i pilastri, gli Stati Membri avranno anche la possibilità di trasferire un ulteriore 15% dal pilastro 1 al pilastro 2 per le spese relative alle misure climatiche e ambientali (senza cofinanziamento nazionale). Le proposte della Commissione delineano inoltre nuovi obblighi, quali: la conservazione dei suoli ricchi di carbonio attraverso la protezione di paludi e torbiere; uno strumento obbligatorio di gestione dei nutrienti al fine di migliorare la qualità dell’acqua e ridurre i livelli di ammoniaca e di ossido nitroso; rotazione anziché diversificazione delle colture; inclusione, da parte degli Stati Membri, di regimi ecologici nei Piani Strategici volti a sostenere e/o incentivare gli agricoltori a rispettare le pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente, spingendosi oltre ai requisiti obbligatori.

Rafforzare l’utilizzo di conoscenze e innovazioni. Una PAC più moderna si avvarrà delle tecnologie e delle innovazioni più recenti, fornendo un aiuto sul campo agli agricoltori e alle pubbliche amministrazioni, in particolare: mettendo a disposizione un bilancio di 10 miliardi di € nell’ambito del programma di ricerca dell’UE Orizzonte Europa destinati a progetti di ricerca e innovazione nel settore dell’alimentazione, dell’agricoltura, dello Sviluppo rurale e della bioeconomia; incoraggiando gli Stati Membri a utilizzare i big data e le nuove tecnologie per i controlli e il monitoraggio (ad esempio, verificando le dimensioni dell’azienda agricola ai fini delle domande di pagamenti diretti mediante dati satellitari), con una conseguente diminuzione della necessità di effettuare controlli in loco; promuovendo la digitalizzazione della vita rurale, ad esempio ampliando l’accesso alla banda larga nelle regioni rurali, migliorando così la qualità della vita in queste regioni e contribuendo ulteriormente alla competitività della produzione agricola europea.

Prossime tappe. Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo (2021-2027), garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct

La Commissione europea autorizza a sostituire i controlli in azienda con i dati satellitari

Secondo le attuali norme della Pac (Politica Agricola Comune), gli Stati Membri dell’UE sono tenuti ad effettuare una serie di controlli sulle aziende agricole come parte del sistema integrato di gestione e controllo, garantendo che tutti i pagamenti effettuati agli agricoltori siano effettuati correttamente. A questo proposito, con l’obiettivo di semplificare e modernizzare la Pac, la Commissione europea ha adottato nuove regole che consentiranno di utilizzare una gamma di tecnologie moderne per l’esecuzione di verifiche nell’ambito dei pagamenti Pac. Ciò include la possibilità di sostituire completamente i controlli fisici nelle aziende agricole con un sistema di controlli automatici basati sull’analisi dei dati di osservazione della Terra.

Geo-tag e droni. Le nuove regole, che sono entrate in vigore lo scorso 22 maggio, permetteranno di utilizzare come prova i dati dai satelliti Copernicus Sentinel dell’UE e altri dati di osservazione della Terra per verificare l’adempimento degli agricoltori dei requisiti per i pagamenti basati sulla superficie (diretti o indiretti), i pagamenti nell’ambito dello Sviluppo rurale, così come i requisiti di condizionalità. Altre nuove forme di prova come le foto con geo-tag, le informazioni provenienti dai droni e la documentazione di supporto pertinente degli agricoltori, come le etichette dei semi, saranno accettate per la prima volta come parte di un più ampio spostamento verso un cosiddetto approccio di monitoraggio. Ciò comporterà una diminuzione del numero di controlli in azienda; le visite al campo saranno infatti necessarie solo quando le prove digitali non sono sufficienti per verificare la conformità.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

Bilancio Ue 2021-2027, chiesti tagli alla Politica Agricola Comune (Pac) per sopperire a Brexit e nuove emergenze

La Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione sono finiti nel frullatore dei possibili tagli al bilancio UE post 2020. L’operazione si renderebbe necessaria per far fronte al “buco” di bilancio determinato dall’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

Le discussioni in Europarlamento. Tagliare alcuni capitoli del futuro bilancio europeo oppure chiedere agli Stati Membri di aumentare i propri contributi all’Unione o addirittura prevedere un’estensione delle fonti di entrate della stessa UE? Considerato che delle ultime due opzioni nessuno ne ha voluto sentir parlare, la Commissione ha dovuto puntare proprio sui tagli al bilancio, con la Politica Agricola Comune e la Politica di Coesione nel mirino dei cecchini contabili. A inizio maggio, l’Esecutivo ha così presentato al Parlamento europeo una proposta di bilancio pluriennale per il periodo 2021-2027 che prevede forti tagli proprio alla PAC (7%) e alla Politica di Coesione (5%). In particolare, le disponibilità per l’agricoltura e le questioni climatico-ambientali passerebbero da 408,3 miliardi di euro del periodo di programmazione attuale (2014-2020) a 378,9 miliardi di euro del periodo 2021-2027.

Un piano negoziale appena iniziato. 1.279 miliardi di euro per il bilancio UE 2021-2027. E’ questo l’ammontare totale della proposta di bilancio pluriennale per il settennio post 2020, che prevede un leggero aumento rispetto al bilancio dell’attuale periodo di programmazione 2014-2020 che ammonta a 1.087 miliardi di euro. L’annunciato nuovo budget presenta però diverse difficoltà: innanzitutto bisogna risolvere la questione del “buco finanziario” lasciato dalla Brexit, inoltre vanno trovate le risorse per le nuove  priorità dell’UE, tra le quali l’immigrazione, la sicurezza e la ricerca. Ricordiamo che i costi aggiuntivi della Brexit si aggirano intorno ai 22 miliardi di euro. Sono queste le principali ragioni per cui nella prima bozza di bilancio UE 2021-2027 sono stati proposti dei tagli ai due principali pilastri della politica europea: l’Agricoltura e la Coesione. Riguardo alla PAC, il
Commissario Phil Hogan è stato lapidario: “Alla luce della Brexit e di altre emergenze europee, come l’immigrazione e la sicurezza, non è stato possibile evitare questi tagli (2,7 miliradi di euro all’anno), ma rassicuro gli agricoltori europei che i pagamenti diretti non diminuiranno oltre il 4% in tutti gli Stati Membri”. I livelli dei pagamenti diretti per ettaro dovrebbero essere armonizzati tra i Paesi e più mirati, continuando a convergere verso la media dell’Unione Europea.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europa

Agricoltura biologica, approvate dall’Europarlamento le nuove norme, che entreranno in vigore nel 2021. Europarlamentari italiani contro il provvedimento in quanto poco restrittivo su soglia contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati e deroghe concesse a importazione prodotti bio da Paesi terzi.

Le nuove norme sul biologico, che dovranno essere formalmente approvate dal Consiglio UE prima di essere applicate, arrivano dopo quattro anni di negoziato ed entreranno in vigore a partire dal 2021.

Il regolamento prevede controlli annuali antifrode per tutti gli operatori della filiera del bio, quindi non solo agricoltori, con le ispezioni che diventano a cadenza biennale per chi risulta in regola per tre anni di fila. I produttori con aziende di piccole dimensioni potranno aggregarsi e ottenere una certificazione bio di gruppo, riducendo i costi.  Potranno continuare a essere usate sementi convenzionali, ma sarà creato un database europeo per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di quelli bio. Le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, mentre sulle importazioni viene sancito il principio che prodotti bio provenienti da Paesi terzi debbano rispettare gli standard europei e non solo, come oggi, essere ad essi equivalenti. Numerose sono però le deroghe a questo principio che, per esempio, non viene riconosciuto per gli accordi commerciali bilaterali.

Europarlamentari italiani, voto contro il provvedimento. I prodotti che accidentalmente vengono contaminati da pesticidi non autorizzati nel settore biologico potranno continuare ad avere la certificazione. I Paesi che, come l’Italia, hanno un meccanismo di decertificazione automatico potranno mantenerlo, ma non impedire la commercializzazione nel proprio mercato di prodotti di altri Paesi europei che si comportano diversamente. Quest’ultimo aspetto, insieme alle numerose deroghe al principio di conformità dei prodotti importati, hanno spinto gli europarlamentari italiani a votare contro, confermando l’orientamento già espresso dagli eurodeputati della Commissione agricoltura.

In dettaglio le nuove regole approvate. Garantire l’alta qualità dei prodotti biologici attraverso controlli rigidi e basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento. Grazie all’insistenza del Parlamento, i controlli saranno effettuati in sede per tutti gli operatori, annualmente di regola o ogni due anni se nessuna irregolarità è stata riscontrata nel corso di tre anni. Tutti i prodotti importati da Paesi extra UE dovranno rispettare gli standard dell’UE. Le attuali norme in materia di “equivalenza”, che impongono ai Paesi terzi di conformarsi a norme simili ma non identiche, saranno eliminate entro cinque anni dall’entrata in vigore. Aumentare l’offerta di semi biologici per soddisfare i bisogni degli agricoltori: le deroghe che permettono l’utilizzo di semi convenzionali nella produzione biologica saranno eliminati entro il 2035. Aziende agricole miste per incoraggiare la produzione: le aziende agricole che producono sia prodotti convenzionali che biologici continuano a essere autorizzate, a condizione che le due attività agricole siano chiaramente ed efficacemente separate.

Certificazioni più facili per i piccoli coltivatori. Le certificazioni di gruppo permetterebbero ai piccoli coltivatori che si convertono al biologico di risparmiare soldi e tempo. Evitare la contaminazione da pesticidi chimici o fertilizzanti sintetici. Misure precauzionali: i coltivatori e altri operatori nella catena di approvvigionamento saranno obbligati ad applicare una serie di misure per evitare la contaminazione; se si sospetta la presenza di un pesticida o un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà essere etichettato come biologico fino ad ulteriori indagini; se la contaminazione risulterà volontaria o se l’operatore non ha applicato le misure precauzionali, il prodotto perderà lo status di alimento biologico. Gli Stati Membri che al momento applicano soglie massime per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come pesticidi, potranno continuare a farlo, a condizione che permettano ai prodotti biologici provenienti da altri Paesi UE e che rispettano le regole dell’Unione di entrare nel loro mercato. Valutazione dell’efficacia. Quattro anni dopo l’entrata in vigore di questo regolamento la Commissione valuterà l’efficacia delle norme europee contro la contaminazione e le soglie nazionali e, se necessario, elaborerà un progetto di legge per armonizzarle.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura Europa

Energia, nuovi obiettivi europei su efficienza e rinnovabili

L’Europarlamento intende negoziare precisi obiettivi vincolanti con i Ministri dell’UE al fine di aumentare entro il 2030 l’efficienza energetica e la quota delle energie rinnovabili nel mix energetico totale. Ha quindi approvato nuovi obiettivi vincolanti a livello UE per un miglioramento del 35% dell’efficienza energetica, una quota minima pari almeno al 35% di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia e una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti entro il 2030.

Per raggiungere tali obiettivi, gli Stati Membri dell’UE sono invitati a fissare le necessarie misure nazionali, che saranno monitorate secondo le nuove regole sulla governance dell’Unione dell’energia. Vediamo in sintesi i contenuti dei nuovi obiettivi europei.

Efficienza energetica dell’UE: obiettivo vincolante del 35%. Per quanto riguarda l’efficienza energetica, il Parlamento ha votato in favore di un obiettivo minimo vincolante del 35% e di obiettivi nazionali indicativi. Tale obiettivo sarà definito sulla base del consumo energetico previsto per il 2030 seguendo il modello PRIMES (simulando il consumo energetico e il sistema di approvvigionamento energetico nell’UE). La risoluzione sull’efficienza energetica è stata approvata con 485 voti favorevoli, 132 contrari e 58 astensioni.

Energia rinnovabile: obiettivo vincolante del 35%. In una risoluzione legislativa separata, approvata con 492 voti favorevoli, 88 contrari e 107 astensioni, i deputati hanno affermato che nel 2030 la quota di energie rinnovabili deve essere pari al 35% del consumo energetico dell’UE. Dovrebbero inoltre essere fissati obiettivi nazionali, dai quali gli Stati Membri sarebbero autorizzati a discostarsi, a determinate condizioni, fino a un massimo del 10%.

Trasporti: biocarburanti più avanzati, olio di palma vietato entro il 2021.
Nel 2030, ogni Stato Membro dovrà garantire che il 12% dell’energia consumata nei trasporti provenga da fonti rinnovabili. Il contributo dei biocarburanti cosiddetti di “prima generazione” (composti da colture alimentari e da mangimi) dovrà essere limitato ai livelli del 2017 con al massimo il 7% del trasporto stradale e ferroviario. I deputati intendono inoltre vietare l’uso dell’olio di palma a partire dal 2021. La quota dei biocarburanti avanzati (che hanno un impatto minore sull’uso del suolo rispetto a quelli basati sulle colture alimentari), dei carburanti rinnovabili per i trasporti di origine non biologica, dei combustibili fossili a base di rifiuti e dell‘elettricità rinnovabile, dovrà essere pari almeno all’1,5% nel 2021, con un aumento fino al 10% nel 2030.

Stazioni di ricarica. Entro il 2022, il 90% delle stazioni di rifornimento lungo le strade delle reti transeuropee dovrà essere dotato di punti di ricarica ad alta potenza per i veicoli elettrici.

Biomassa. I regimi di sostegno alle rinnovabili derivanti dalla biomassa devono essere concepiti in modo tale da non incoraggiare un uso inappropriato della biomassa ove esistano impieghi industriali o materiali che offrono un valore aggiunto più elevato, in quanto il carbonio catturato nel legno verrebbe liberato se fosse bruciato per riscaldamento. Per quanto riguarda la produzione di energia, occorre pertanto dare priorità alla combustione dei rifiuti di legno e residui.

Autoconsumo e comunità energetiche. Il Parlamento europeo vuole garantire che i consumatori che producono energia elettrica nei loro edifici (autoconsumo) abbiano il diritto di consumarla e di installare sistemi di stoccaggio senza dover pagare oneri, canoni o imposte. Il mandato negoziale chiede inoltre agli Stati Membri di valutare gli ostacoli esistenti all’autoconsumo di energia prodotta nei territori dei consumatori, di promuovere tale consumo e di garantire che i consumatori, in particolare le famiglie, possano aderire alle comunità delle energie rinnovabili senza essere soggetti a condizioni o procedure ingiustificate.

Piani nazionali e ruolo della Commissione europea. Per raggiungere gli obiettivi dell’Unione dell’energia, ogni Stato Membro deve notificare alla Commissione un “Piano nazionale integrato per l’energia e il clima” alla Commissione europea entro il 1° gennaio 2019 e, successivamente, ogni dieci anni. Il primo Piano coprirà il periodo dal 2021 al 2030, mentre i Piani seguenti copriranno il periodo di dieci anni immediatamente successivo alla fine del periodo coperto dal Piano precedente. La Commissione dovrebbe valutare i “Piani nazionali integrati per l’energia e il clima” e formulare raccomandazioni o adottare misure correttive qualora ritenesse che i progressi compiuti siano insufficienti o che siano state adottate azioni insufficienti. La risoluzione sulla governance dell’Unione dell’energia è stata approvata con 466 voti favorevoli, 139 contrari e 38 astensioni.

Prossime tappe. I negoziati potranno iniziare immediatamente poiché il Consiglio ha approvato i suoi orientamenti generali sull’efficienza energetica il 26 giugno e sulle energie rinnovabili e la governance dell’Unione dell’energia il 18 dicembre del 2017.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa