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Semplificazione della PAC al centro della discussione del Consiglio europeo

programma 27 settembre PAC bozza 3Semplificare la politica agricola europea è diventata una priorità per il Consiglio, il Parlamento e la Commissione europea, tanto che negli ultimi mesi la Presidenza di turno lettone ha consultato più volte i Ministri agricoli dei 28, sintetizzando le loro opinioni sui settori di semplificazione prioritari anche sulla base delle esperienze nazionali di attuazione della recente riforma.

L’obiettivo è quello di concentrarsi, nel breve termine, sulle misure più urgenti quali la revisione degli atti delegati e di esecuzione, il miglioramento delle note orientative, la fornitura di assistenza tecnica, l’agevolazione della cooperazione e lo scambio di buone prassi tra le amministrazioni, tenendo presente che, a lungo termine, si dovrebbero compiere sforzi di semplificazione inerenti gli stessi atti di base. Verso la fine del 2015 la Commissione presenterà al Consiglio il suo programma dettagliato di semplificazione che, in sintesi, riguarda i seguenti punti.

Pagamenti diretti. Per quanto riguarda i Pagamenti diretti, i punti oggetto di semplificazione sono numerosi. La carrellata riguarda: le misure ecosostenibili, in particolare l’applicazione delle norme sul pascolo permanente, il requisito di un periodo di diversificazione delle colture, le definizioni dei tipi di aree di interesse ecologico (EFA), i requisiti di pratiche equivalenti, dove è possibile una semplificazione dando agli Stati Membri maggiore flessibilità di attuazione, tenendo maggiormente conto delle condizioni naturali e consentendo controlli più mirati; gli agricoltori attivi, per quanto riguarda l’applicazione pratica della definizione; la valutazione delle modalità di attuazione dei diritti all’aiuto; i giovani agricoltori riguardo, tra l’altro, alla necessità di dare maggiore flessibilità agli Stati Membri quanto all’ammissibilità delle persone giuridiche al regime; la necessità di una maggiore flessibilità nel quadro del regime dei piccoli agricoltori e del sostegno accoppiato volontario.

Organizzazione Comune di Mercato (OCM). Tenendo conto dei lavori svolti dalla task force OCM, l’obiettivo è quello di evitare obblighi di segnalazione superflui; razionalizzare le norme di commercializzazione al fine di eliminare oneri inutili, riconoscendo l’importante semplificazione già attuata nel 2008 nell’ambito della riforma del settore ortofrutticolo; razionalizzare i requisiti per i programmi operativi e le organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo onde evitare oneri indebiti (revisione delle disposizioni relative al quadro ambientale, semplificazione delle relazioni annuali, monitoraggio e valutazione dei programmi operativi, strategie nazionali, ecc.); prevedere una maggiore flessibilità di attuazione per gli Stati Membri ed eliminare le norme e le procedure inutili concernenti le misure relative alla rete di sicurezza, come le scorte private e l’intervento pubblico, nonché modernizzare il sistema dei meccanismi applicabili agli scambi; valutare se sia possibile, sotto il profilo giuridico, rendere facoltativa per gli Stati Membri l’applicazione degli strumenti di crisi, qualora siano coinvolti solo piccoli quantitativi di prodotti.

Sviluppo rurale. La programmazione e l’approvazione dei Programmi di Sviluppo Rurale dovrebbero essere semplificate e il controllo e la valutazione dei medesimi dovrebbero essere resi meno onerosi. Durante l’iter di approvazione del Programma non si dovrebbero aggiungere condizioni che non siano previste dalla legislazione applicabile. Si dovrebbero compiere sforzi per armonizzare le disposizioni del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) in materia di programmazione e segnalazione con quelle vigenti per altri fondi strutturali e d’investimento europei (SIE). Per quanto riguarda gli Aiuti di Stato, l’autorizzazione dovrebbe essere concessa, nella misura del possibile, insieme all’approvazione del Programma, cercando di realizzare un approccio a sportello unico.

Disposizioni orizzontali. Applicare ai controlli un approccio più proporzionale e basato sul rischio, in cui l’intensità del controllo tenga conto del rischio e degli importi implicati, del rapporto costi-efficacia nonché dei vari obiettivi e risultati che si perseguono; evitare i controlli multipli dei requisiti di eco sostenibilità e di altri regimi e misure di sostegno; prevedere riduzioni proporzionali e sanzioni amministrative in caso di non rispetto dei requisiti di ecosostenibilità, nel caso di infrazioni di lieve entità. Il calcolo di tali sanzioni dovrebbe essere semplificato; il sistema di controllo e sanzionamento per la condizionalità incrociata dovrebbe essere altresì riveduto in base a criteri di proporzionalità; si dovrebbe esplorare la possibilità di autorizzare i pagamenti, inclusi i pagamenti anticipati, una volta ultimati i controlli amministrativi; si dovrebbe armonizzare la metodologia di calco lo dei
tassi di errore. Il Presidente di turno del Consiglio agricolo, il ministro lettone Jānis Dūklavs, a conclusione della discussione, ha sottolineato che l’impegno del Consiglio è quello di facilitare l’attuazione della nuova PAC per tutti gli attori coinvolti.

Fonte: Servizio Stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura

Macchia nera degli agrumi, chieste misure più severe sulle importazioni dal Sud Africa

 

Le Organizzazioni agricole euroAgrumi malattia macchia nerapee Copa-Cogeca hanno inviato una lettera alla Commissione europea ricordando le raccomandazioni formulate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che consiglia allo stesso Esecutivo di non sottovalutare l’elevato rischio che la macchia nera degli agrumi si diffonda e contamini i frutteti europei tramite le importazioni dal Sud Africa.

Occorrono nuove misure. Ricordiamo che la macchia nera è una malattia che non è presente in Europa e un suo ingresso potrebbe avere delle conseguenze disastrose sul settore degli agrumi nei Paesi produttori. Il settore agrumicolo europeo fornisce prodotti di qualità elevata e garantisce l’occupazione di milioni di persone in vaste aree. “Non possiamo correre il rischio di importare questa malattia – sottolinea in una nota Copa-Cogeca – l’impatto sarebbe infatti catastrofico per gli agrumicoltori europei, soprattutto in un momento in cui i Paesi del sud Europa sono già fortemente colpiti da una grave crisi economica”. La nuova stagione di importazione di agrumi dal Sud Africa sta iniziando. Vista l’esperienza acquisita nel 2013 e 2014, in cui sono state registrate rispettivamente 35 e 28 intercettazioni, l’UE dovrebbe applicare nuove misure e attuare la sua decisione di esecuzione del 2 luglio 2014 per stabilire maggiori controlli fitosanitari nei porti di entrata in particolare nei Paesi Bassi e Regno Unito. Un articolo dovrebbe essere creato nella legge europea per permettere all’UE di decidere automaticamente di chiudere le frontiere alle importazioni a titolo precauzionale in caso di rischio elevato. Si tratta di un problema fitosanitario europeo che richiede una solida strategia di protezione coordinata da Bruxelles”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Premio europeo “Natura 2000 Award 2015″, un progetto italiano in finale, ma per vincere ha bisogno dei vostri click!

AdriaWet2000Il Progetto ADRIAWET 2000, di cui Veneto Agricoltura è partner, è tra i 23 finalisti del premio “Natura 2000 Award” edizione 2015, che premia i migliori progetti finanziati dall’Unione Europea a favore di interventi  nelle aree della Rete Natura 2000.

Premiato il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Oltre ai 5 vincitori di altrettante categorie (ADRIAWET 2000 partecipa per la categoria Network), viene premiato anche il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Il voto può essere espresso attraverso internet. Per votare basta scorrere i 23 progetti in lizza (ADRIAWET 2000 è l’ultimo in basso a destra) e cliccare VOTA. Si aprirà una finestra dove va inserito il proprio indirizzo mail. Si riceverà quindi, dopo pochi secondi, una mail con il link per rientrare nello stesso sito. A questo punto si ripete l’operazione di voto che così sarà convalidato. Unico progetto italiano giunto in finale, ADRIAWET2000 risulta per ora in testa ma un progetto spagnolo lo sta tallonando da vicino, chi volesse sostenerlo nella possibile vittoria non ha che da cliccare!

Fonte: Europe Direct Veneto

Decolla l’Europa dell’energia

Fonti Rinnovabili 101La Commissione europea ha avviato i lavori per la creazione dell’Unione Europea dell’Energia, tassello fondamentale per il completamento del mercato unico dell’energia.

L’UE importa il 55% dell’energia. La sicurezza energetica è infatti ai primi posti nell’agenda politica della Commissione Juncker, tanto che il piano di investimenti per l’Europa, recentemente adottato, è stato progettato anche al fine di sbloccare i mezzi finanziari da destinare al settore energetico. Si ricorda che l’UE importa il 55% della sua energia; il 90% del suo patrimonio immobiliare non è energeticamente autosufficiente; le infrastrutture energetiche UE stanno invecchiando e il mercato interno dell’energia è lungi dall’essere completo. Occorre dunque realizzare una politica energetica europea più competitiva, sicura e sostenibile. Il progetto è ambizioso. Si punterà su un approccio coerente per creare una maggiore prevedibilità: clima, trasporti, industria, ricerca, politica estera, economia digitale e agricoltura saranno chiamati a fare tutti la loro parte.

Spediti verso Parigi. L’Unione dell’Energia dovrebbe creare le premesse per un nuovo modo di fare politica energetica in Europa. La strategia-quadro dell’Unione Energia Europea, adottata il 25 febbraio, sarà accompagnato dalla “Road to Paris“, una Comunicazione concernente i progressi dell’UE verso l‘obiettivo minimo del 10% di interconnessione elettrica. Nelle linee politiche presentate al Parlamento europeo il 15 luglio scorso, il presidente Juncker aveva sottolineato come l’Europa si affidi eccessivamente alle importazioni di combustibile e gas. In querlla occasione aveva definito la necessità di ridurre questa dipendenza, mantenendo, tuttavia, il mercato dell’energia europeo aperto ai paesi terzi. Obiettivo primario dell’Unione Europea dell’Energia è rendere gli Stati Membri meno dipendenti dalle importazioni di energia, sostenendo in tal modo la lotta al riscaldamento globale.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ogm, Parlamento Ue approva norma su libera scelta nazionale. L’Italia rinnoverà il divieto di coltivazione del mais Mon810. E Manzato chiede l’etichettatura “Ogm free”.

ogmIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il 13 gennaiio 2015 il Parlamento europeo ha dato il via libera al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola.

Una scelta che premia la distintività del modello agricolo italiano. “È un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – del ministro Galletti, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, che ha presieduto in questi mesi il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente competente sulla materia OGM. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni. Molto importante è stato anche il dialogo e il lavoro fatto dal Parlamento europeo e in particolare dalla delegazione italiana. È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’Ue. In Italia rinnoveremo il divieto di coltivazione del mais Mon810 e proprio nei prossimi giorni ci confronteremo con i Ministri Lorenzin e Galletti per procedere”.

L’accordo raggiunto con il Parlamento Europeo ha migliorato il testo approvato in prima lettura dal Consiglio europeo nel giugno scorso sotto tre aspetti rilevanti: 1- le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione che è un pilastro del diritto ambientale internazionale;
2- gli Stati Membri possono chiedere, tramite la Commissione europea, alle imprese produttrici di OGM, di escludere i loro territori dal novero dei Paesi nei quali intendono chiedere l’autorizzazione europea alla coltivazione; ma questa fase di “negoziato” con le imprese non è più obbligatoria, e gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione per le motivazioni indicate nella Direttiva; 3- gli Stati Membri, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere, ma durante questo periodo di attesa gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dall’ipotesi di divieto.

Manzato: Ogm, commercio sempre possibile, necessaria trasparenza nell’etichettatura. “E’ definitivo, ogni stato membro deciderà autonomamente se consentire, sul territorio nazionale, la coltivazione di organismi geneticamente modificati. Un traguardo notevole che consentirà all’Italia di proclamare ufficialmente la propria contrarietà alla commistione di tali colture con quelle tradizionali, ma che non riuscirà ancora ad arginare l’intrusione di Ogm nella nostra dieta alimentare, non essendone scoraggiato il commercio”. Una soddisfazione parziale quella dell’assessore all’Agricoltura Franco Manzato che ha commentato in questo modo il voto finale dell’Europarlamento in materia di Ogm. “Urge che il Ministero delle Politiche agricole intervenga con un nuovo decreto che sostituisca il precedente in scadenza – ha spiegato l’assessore – formulando parallelamente la ratifica al regolamento europeo che detta la posizione nazionale. A tal proposito suggerisco di tenere a mente anche l’opportunità di dare la possibilità, mediante legge, di etichettare i prodotti alimentari Ogm free, dando la possibilità alle aziende di trasformazione di specificare questo dettaglio nella descrizione del prodotto”. Il Veneto aveva abbozzato questa ipotesi qualche anno fa, ma la mancanza di libertà di decidere sul tema Ogm aveva limitato qualsiasi ipotesi. “A seguito dell’approvazione in sede comunitaria di questo provvedimento di autorizzazione a decidere a livello nazionale, l’Italia dovrà acquisire gli strumenti per intervenire non solo sul divieto di coltivazione, ma  anche su alcuni aspetti della commercializzazione”.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali/Regione Veneto

6 GAL Veneti in finale al Concorso Internazionale “Comunicazione PAC 2014″, votazione pubblica on line del progetto veneto fino al 25 gennaio 2015

Progetto RemIl Progetto di Cooperazione Transnazionale REM, (Rural Emotion) di cui è capofila il Gal Patavino , è uno dei 3 finalisti nella categoria “Comunicazione Innovativa” del  Concorso Internazionale “Comunicazione PAC 2014” indetto dalla Direzione Agricoltura della Commissione Europea per premiare le buone pratiche di comunicazione finanziate nell’ambito Politica Agricola Comune e sarà presentato a Bruxelles il 29 gennaio 2015.

Votare il progetto REM per sostenere un progetto italiano di qualità, riconosciuto a livello europeoIn quell’occasione sarà proclamato il vincitore del concorso selezionato da una giuria internazionale. E’ previsto anche il Premio speciale del pubblico 2014. Si potrà votare on line il progetto preferito sino a mercoledì 28 gennaio 2015.  Basta connettersi al link http://ec.europa.eu/agriculture/cap-communication-network/awards/winners/2014/index_it.htm  scorrere fino al 5^ progetto, dove troverete, con sfondo azzurro, il progetto RURAL EMOTION – REM. Cliccare, quindi, sul pulsante VOTE NOW.

Un fumetto e una caccia al tesoro tecnologica al centro del progetto italo-finlandese. Il progetto REM coinvolge 6 GAL del Veneto (GAL Patavino-capofila, Antico Dogado, Bassa Padovana, Montagna Vicentina, Pianura Veronese, Terra Berica)  ed 1 GAL Finlandese (GAL Pohjois Satakunta), finanziato nell’ambito delle attività dell’Asse IV Leader del PSR 2007-2013. Il Progetto punta a valorizzare le mete e gli itinerari culturali dei territori rurali partner di progetto.  Un fumetto, che promuove storia e cultura di 6 territori rurali veneti e una caccia al tesoro tecnologica, chiamata “geocaching”: questi sono gli strumenti più originali che hanno permesso al progetto REM, di essere selezionato tra i 3 finalisti del prestigioso concorso. I progetti presentati sono stati 146. Il fumetto “Nelle Terre dei GAL”, grazie alle avventure del protagonista “Almorò” dal veneziano antico “messaggero dei popoli”, in 6 episodi racconta la storia, il paesaggio e i personaggi illustri scelti quali testimonial di ciascun territorio: da Goldoni a Ruzante, da Petrarca a Salieri e Coltro,  da Fogazzaro a Rigoni Stern. Gli itinerari culturali dei territori rurali partner di progetto sono stati promossi tramite un ulteriore metodo innovativo: il Geocaching. Una caccia al tesoro tecnologica che conta più di sei milioni di appassionati in tutto il mondo e che unisce la tecnologia, tramite l’utilizzo di un GPS, alla voglia di vivere un’avventura all’aria aperta alla ricerca di contenitori, chiamati “geocache”, nascosti in luoghi in grado di far scoprire i “tesori” dei territori. Ai due strumenti più innovativi il progetto ha affiancato strumenti più tradizionali, che hanno permesso la realizzazione di video, la partecipazione a fiere ma, soprattutto, la Borsa del Turismo Rurale del Veneto, tenutasi lo scorso 4 ottobre 2014.

Fonte: Gal Patavino

2015, Anno Internazionale dei Suoli

Mappa suolo terraLa produzione mondiale di cibo, e non solo, richiede dei suoli sani, ma troppo spesso non prestiamo abbastanza attenzione a questo “silenzioso alleato”. Disporre di suoli sani non significa solo gettare le basi per la produzione di cibo e combustibili, ma anche creare i presupposti per sostenere gli ecosistemi, che ricoprono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, immagazzinano e filtrano l’acqua e aiutano a fronteggiare inondazioni e siccità.

805 milioni di persone che soffrono la fame. Allo scopo di sensibilizzare e promuovere un uso sostenibile di questa risorsa cruciale, l’ONU ha dichiarato il 2015 “Anno Internazionale dei Suoli”. Oggi – ricorda l’ONU – vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione e la crescita della popolazione richiederà nei prossimi anni un aumento del 60% della produzione alimentare. Dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli, è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi. Sfortunatamente, un terzo dei terreni è in condizioni di degrado e le pressioni dell’uomo stanno raggiungendo livelli critici, riducendo e a volte eliminando alcune delle loro funzioni essenziali.

Suolo, risorsa a rischio. La FAO stima che un terzo dei terreni mondiali siano degradati a causa di fenomeni quali erosione, compattazione, impermeabilizzazione, salinizzazione, erosione di materiale organico e di nutrienti, acidificazione, inquinamento e di altri processi causati da pratiche insostenibili di gestione dei terreni. Se non vengono adottati nuovi approcci, nel 2050 l’ammontare globale di terreni arabili e produttivi pro-capite sarà pari a solo un quarto del livello del 1960. Possono volerci fino a 1000 anni per formare un centimetro di suolo, e con il 33% di tutto il suolo mondiale degradato e con le pressioni umane in continua crescita si stanno raggiungendo dei limiti critici che rendono la loro buona gestione una questione urgente. I suoli sono una risorsa “quasi dimenticata”, che necessitano di maggiori investimenti e di una gestione più sostenibile, senz’altro più economica rispetto al loro ripristino. I suoli sono necessari al raggiungimento della sicurezza alimentare, dell’adattamento e della mitigazione del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile in generale.

Mappare la terra. La FAO ha avviato oltre 120 progetti relativi al suolo in tutto il mondo e ha prodotto insieme all’UNESCO la Mappa Mondiale del Suolo. Tra le priorità più stringenti vi è quella di aggiornare, standardizzare e rendere accessibile le conoscenze disponibili sui tipi di suolo e la loro distribuzione. Attualmente, i dati sui terreni sono spesso obsoleti, di copertura limitata e frammentari. Una delle priorità della FAO è quella di creare un sistema di informazioni sui suoli mondiali che possa aiutare con dati e informazioni affidabili le decisioni in materia di gestione dei terreni.

Fonte: Europe Direct Veneto Agricoltura

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