• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Certificazione dei biocarburanti: la Corte dei Conti Europea denuncia carenze nel riconoscimento e nella supervisione del sistema di controllo

biomasseCarenze nel sistema di certificazione sostenibile dei biocarburanti potrebbero minare la base degli obiettivi 2020 dell’UE per le energie rinnovabili nel settore dei trasporti: a denunciarlo è una recente relazione della Corte dei Conti Europea (ECA), (relazione speciale n 18/2016: “Il sistema UE per la certificazione dei biocarburanti sostenibili), effettuata nei quattro Stati membri che producono e/o consumano il maggior volume di biocarburanti: Germania, Francia, Polonia e Regno Unito.

Biocarburanti Ue certificati attraverso sistemi volontari. Secondo la Direttiva sulle Energie Rinnovabili, gli Stati membri UE possono utilizzare solo biocarburanti sostenibili certificati per raggiungere l’obiettivo 2020 del 10 per cento di approvigionamento da fonti rinnovabili per l’energia impiegata nei trasporti. La maggior parte dei biocarburanti immessi nel mercato UE sono certificati attraverso sistemi di controllo volontari riconosciuti dalla Commissione Europea. Ma i revisori hanno verificato che questi  soffrono di carenze nella procedura di riconoscimento e supervisione da parte della Commissione. “Gli obiettivi 2020 per l’energia sostenibile nei trasporti sono importanti sia per l’ambiente dell’Unione Europea che per gli utenti. Ma la tracciabilità della realizzazione degli obiettivi deve basarsi su dati audio e un sistema di certificazione affidabile. Questo era l’obiettivo del nostro controllo“, ha dichiarato Bettina Jakobsen, membro della Corte dei Conti Europea, responsabile della relazione.

Le carenze/1. I revisori hanno verificato che la Commissione non richiede controlli sul fatto che la produzione di biocarburanti sia fatta senza rischi socio-economici, come il conflitto sulla proprietà del suolo, il lavoro forzato o minorile, precarie condizioni di lavoro per gli agricoltori e pericoli per la salute e la sicurezza. Inoltre, le valutazioni non rilevano l’impatto indiretto sulla sostenibilità dei biocarburanti provocato dal cambio d’uso del suolo (nel caso in cui più terreno venga coltivato per il cibo in modo da compensare quello usato per la produzione di biocarburanti). La Commissione, inoltre, riconosce sistemi di controllo che non danno garanzia sulla provenienza dei biocarburanti da rifiuti o materie prime che non soddisfano i requisiti ambientali.

Le carenze/2. Alcuni sistemi di controllo sono apparsi ai revisori insufficientemente trasparenti o “governati” da un ristretto numero di membri, aumentando così il rischio di conflitti di interesse ed impedendo una comunicazione efficace con gli altri portatori d’interesse. Inoltre, la Commissione non supervisiona le operazioni dei sistemi di controllo volontari, quindi non può essere sicura che siano state applicate realmente le norme di certificazione come non è in grado di rilevare eventuali infrazioni alle regole. Gli Stati membri sono responsabili per l’affidabilità delle loro statistiche sui biocarburanti sostenibili ed il conteggio verso il raggiungimento dell’obiettivo del 10 per cento per l’energia impiegata nei trasporti. Tuttavia, i revisori trovano che le statistiche possano essere sovrastimate, perché gli Stati membri potrebbero aver incluso biocarburanti la cui sostenibilità non è stata verificata. Sono stati rilevati problemi anche per quanto riguarda la comparabilità dei dati. I revisori sono consci che questo tipo di valutazione presenti delle difficoltà tecniche, ciononostante, la mancanza di queste informazioni mina la rilevanza del sistema di certificazione.

Osservazioni. I revisori hanno invitato la Commissione a garantire che i sistemi di certificazione siano in grado di valutare quanto incidano nella produzione di biocarburanti i rischi socio-economici significativi ed il cambiamento indiretto dell’uso del suolo; siano in grado di verificare che i produttori di materie prime in agricoltura rispettino i requisiti ambientali; siano in grado di fornire prove sufficienti sull’origine dei rifiuti e dei residui utilizzati per la produzione di biocarburanti. La stessa Commissione dovrebbe valutare se la governance dei sistemi di controllo riduca il rischio di conflitto di interessi e sia sufficientemente trasparente; dovrebbe inoltre controllare che le operazioni dei sistemi di controllo certificati siano conformi alle norme presentate al momento del riconoscimento e che siano istituiti sistemi di reclamo trasparenti; infine, che raccolga dagli Stati membri elementi sull’affidabilità delle loro statistiche inerenti ai biocarburanti e che armonizzi la definizione delle sostanze di scarto.

Da tener presente. La legislazione europea definisce biocarburanti “liquidi o combustibili gassosi per i trasporti ricavati da biomassa”, per esempio da prodotti biodegradabili di origine agricola, forestale o dalla pesca, rifiuti o residui oppure da rifiuti industriali e urbani biodegradabili. La Direttiva sulle Energie Rinnovabili impone agli Stati membri dell’Unione europea di assicurare che entro il 2020 la quota di energia da fonti rinnovabili utilizzate nei trasporti sia pari almeno al dieci per cento sul consumo finale. Considerando l’attuale fase di sviluppo tecnico e la possibilità di utilizzare energie alternative nel settore dei trasporti, l’obiettivo del dieci per cento deve essere raggiunto solo attraverso un uso consistente di biocarburanti. I biocarburanti emettono meno gas serra, il biossido di carbonio, in particolare, rispetto ai combustibili fossili. Ma questo funziona solo se non ci sono ulteriori emissioni dovute ai cambiamenti di uso del suolo. Se l’uso del suolo  cambia, le emissioni aggiuntive sono causate dal recupero e  dalla coltivazione di nuove aree di  colture alimentari. Non c’è concorrenza con la produzione alimentare in cui i biocarburanti sono prodotti a partire da rifiuti, residui o altre biomasse non alimentari.

Fonte: Servizio Stampa Corte dei Conti Europea

 

Ai minimi storici la fiducia degli agricoltori europei

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiMessa a dura prova dalla recessione economica, dal collasso dei prezzi del petrolio, dagli elevati costi dei fattori di produzione e dall’embargo russo sulle esportazioni, la fiducia degli agricoltori europei è crollata, come mostrano i risultati di un’inchiesta condotta dall’organizzazione agricola europea Copa-Cogeca.

Il sondaggio, realizzato generalmente due volte all’anno, è stato condotto nel primo trimestre del 2016 in 11 Stati Membri e ha previsto l’intervista di oltre 8.000 agricoltori. In 9 degli 11 Stati Membri (Italia, Belgio-Fiandre, Germania, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Regno Unito) la fiducia degli agricoltori sulla situazione presente e futura è diminuita drasticamente. Anche le preoccupazioni legate all’attuazione della PAC 2014-2020 e la burocrazia hanno causato molte difficoltà ad agricoltori e coltivatori. Soltanto due Stati Membri (Danimarca e Svezia) sono risultati più ottimisti rospetto al precedente rilevamento circa la situazione presente e futura.

Le richieste di Copa-Cogeca alla Commissione europea. “Il nostro barometro agricolo – ha sottolineato il presidente di Copa-Cogeca, Pekka Pesonen – conferma che gli agricoltori europei stanno davvero subendo una forte pressione, strangolati da prezzi alla produzione bassi e da costi di produzione elevati. I prezzi della maggior parte dei prodotti di base sono diminuiti nell’ultimo anno e non si intravede alcun miglioramento. A causa di un mercato penalizzato da un’eccessiva volatilità, dall’embargo russo sulle esportazioni agricole, dalla riduzione dei prezzi del petrolio, che ha esercitato una pressione al ribasso sui prezzi dei prodotti di base, e dell’imprevedibilità della domanda cinese, che ha esacerbato la volatilità dei mercati, gli agricoltori restano pessimisti circa le loro prospettive a breve e lungo termine.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consiglio dei ministri agricoli UE, sintesi dei temi trattati nella sessione di giugno 2016

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’ultimo Consiglio dei ministri agricoli dell’UE svoltosi il 27-28 giugno scorso ha discusso di crisi dei mercati agricoli, agricoltura biologica, sprechi alimentari, silvicoltura e pesca. Ecco una sintesi dei principali risultati raggiunti.

Crisi mercati agricoli, chiesto entro luglio un nuovo pacchetto di misure. La Commissione europea ha aggiornato il Consiglio in merito agli ultimi sviluppi del mercato nei principali settori agricoli. Nell’occasione, ha fatto anche il punto sulle misure di sostegno varate nelle sessioni del Consiglio di settembre 2015 e marzo 2016. Nel dibattito che è seguito sono state valutate nei dettagli le misure in vigore al momento. Alcuni Ministri hanno espresso la loro grande preoccupazione per l’attuale situazione del mercato e hanno sottolineato la necessità di migliorare la difficile situazione cui fanno fronte gli agricoltori europei e di contribuire alla sostenibilità dei settori più colpiti. Alla fine della sessione, la Presidenza ha tratto le sue conclusioni, invitando la Commissione a proporre, in questo mese di luglio, una serie di misure che siano in grado di alleviare l’attuale pressione sul mercato e al contempo compatibili con i vincoli di bilancio esistenti. “Nonostante i due pacchetti di misure adottati nel mese di settembre 2015 e a marzo 2016, a causa di un persistente squilibrio tra domanda e offerta, la crisi nei settori lattiero-caseario, della carne suina e ortofrutticolo continua, con ripercussioni negative sui redditi degli agricoltori. Questa situazione complicata richiede al più presto ulteriori misure. Per questo abbiamo esortato la Commissione a presentare un nuovo pacchetto finanziario aggiuntivo entro luglio”. Così il Ministro dell’Agricoltura olandese Martijn van Dam, presidente di turno del Consiglio, ha motivato la richiesta dei Ministri europei.

Agricoltura biologica. La Presidenza di turno olandese ha informato i Ministri sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Parlamento europeo sull’agricoltura biologica. In sintesi, è stato sottolineato che sono stati conseguiti significativi progressi sulla maggior parte delle questioni, inclusi alcuni punti sensibili quali le importazioni, i controlli, nonché le questioni inerenti i prodotti e le sostanze non autorizzate.

Perdite alimentari e spreco di cibo. Ogni anno nell’Unione Europea quasi un terzo del cibo a disposizione viene perso o sprecato. Per far fronte a questo scempio, il Consiglio Europeo ha definito una serie di misure che comprendono l’invito agli Stati Membri e alla Commissione europea a migliorare il monitoraggio e la raccolta di dati per comprendere meglio il problema, concentrarsi sulla prevenzione dei rifiuti e le perdite alimentari e potenziare l’uso della biomassa. La futura legislazione europea dovrà, infine, facilitare la donazione di prodotti alimentari invenduti a enti di beneficenza (testo del documento a questo link

Legname illegale. Il Consiglio ha adottato, inoltre, le conclusioni sulla valutazione del Piano d’azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) relativo l’applicazione delle normative, la governance e il commercio in ambito forestale e del regolamento europeo sul legname (EUTR). Le conclusioni mettono in evidenza il contributo positivo che questi strumenti hanno fatto nel ridurre importazioni nell’UE di legname illegale e di aumentare la consapevolezza degli operatori pubblici e di mercato in merito alla questione del disboscamento illegale. Le conclusioni invitano inoltre gli Stati Membri e la Commissione a fare ancora di più per affrontare questo fenomeno, al fine di realizzare una gestione sostenibile delle foreste a livello globale. Maggiori informazioni su FLEFT e EUTR a questo link.

Pesca, verso una gestione più sostenibile. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un orientamento generale sulla gestione sostenibile delle flotte di pesca esterne. La proposta punta a modernizzare e semplificare l’attuale quadro per la gestione delle autorizzazioni concesse alle navi dell’UE che pescano nelle acque extraunionali e delle autorizzazioni concesse ai pescherecci di Paesi terzi che pescano nelle acque dell’UE. Il testo affronta anche questioni cruciali quali il cambio di bandiera abusivo e gli accordi privati di pesca delle flotte dell’UE nelle acque extraunionali. L’orientamento generale del Consiglio si concentra sui miglioramenti tecnici, le procedure amministrative semplificate e un migliore allineamento al regolamento sul controllo di cui alla Politica Comune della Pesca.

Pesca, regole più semplici. L’orientamento generale del Consiglio conferma l’ambizioso ampliamento del campo di applicazione del regolamento così da includere questioni quali le licenze dirette di Paesi terzi, il noleggio e il cambio di bandiera. Sostiene inoltre l’approccio della Commissione relativamente all’introduzione di una banca dati congiunta al fine di migliorare ulteriormente la trasparenza delle attività di pesca esterne e semplificare il monitoraggio. Prima di poter pescare al di fuori delle acque dell’Unione, una nave dell’UE necessita di un’autorizzazione rilasciata dal Paese terzo o dall’organizzazione internazionale di gestione della pesca interessati oppure di un accordo con essi. Inoltre, ora una nave dell’UE necessita anche di un’autorizzazione rilasciata dal proprio Stato membro di bandiera. L’orientamento generale del Consiglio introduce modifiche alle varie procedure di autorizzazione al fine di limitare gli oneri amministrativi, accrescere la certezza del diritto, garantire il pari trattamento di flotte interne ed esterne e ridurre i tempi di risposta a chi presenta domanda.

Pesca, migliori obblighi di comunicazione. Gli obblighi di comunicazione sono riveduti al fine di renderli complementari ai canali e alle pratiche esistenti a norma degli accordi di pesca. La proposta di regolamento sulle flotte da pesca esterne integra i regolamenti sui controlli e sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), che sono pilastri fondamentali per l’attuazione della PCP. La Commissione ha inoltrato la propria proposta nel dicembre 2015 e il Consiglio ne ha avviato l’esame nel gennaio 2016 a livello di gruppo di lavoro. Possibilità di pesca per il 2017. I Ministri europei sono stati informati in merito a una comunicazione della Commissione relativa alle possibilità di pesca per il 2017. In linea di massima, gli Stati Membri hanno accolto con favore la comunicazione, riconoscendo il miglioramento complessivo dello stato delle risorse ittiche e sottolineando la necessità di migliorare la comunicazione relativa agli sforzi intrapresi nell’UE per ridurre il livello di pesca. Alcune delegazioni hanno espresso il loro sostegno al raggiungimento del rendimento massimo sostenibile (MSY) entro il 2017 per il maggior numero possibile di stock, essendo al tempo stesso pronte a considerare gli aspetti socioeconomici in caso di necessità. Altre delegazioni hanno evidenziato che l’attuazione dell’obbligo di sbarco potrebbe essere problematica nel prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda le specie a contingente limitante. Le possibilità di pesca per il 2017, su cui il Consiglio dovrà raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, saranno fissate nel rispetto degli obiettivi della PCP del 2014 e si baseranno su pareri scientifici indipendenti. Nell’ambito della PCP, la pressione di pesca sugli stock dovrebbe essere allineata all’MSY il più rapidamente possibile, e al più tardi entro il 2020. Ciò contribuirà a garantire il raggiungimento del buono stato ecologico nei mari europei e a ridurre l’impatto della pesca sull’ecosistema marino.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ortofrutta, sostegni europei estesi fino al 30 giugno 2017

ortofruttaLa decisione della Commissione europea di estendere a tutto il primo semestre del prossimo anno i sostegni per far fronte alla crisi del comparto ortofrutta è stata ritenuta, però, non sufficiente dai rappresentanti degli agricoltori.

Azione insufficiente. Le Organizzazioni agricole UE Copa-Cogeca hanno affermato che questo rappresenta un passo nella giusta direzione ma assolutamente insufficiente per avere un impatto o a compensare i produttori per le loro perdite. “I produttori di frutta e verdura europei – si legge in una nota di Copa-Cogeca – stanno affrontando una situazione di grande crisi legata all’embargo sulle esportazioni agricole UE deciso dalla Russia, uno dei principali sbocchi per le nostre esportazioni. Pertanto, accogliamo positivamente il senso di urgenza impresso dalla Commissione alla tematica e il fatto che l’aiuto sia stato esteso al periodo 1° luglio 2016 – 30 giugno 2017, tuttavia é inaccettabile che l’Esecutivo abbia ridotto del 70% le quantità ammissibili per il sussidio nell’ambito del nuovo regime di aiuti UE e che la compensazione ai produttori per i ritiri sia così bassa”.

Le richieste di Copa-Cogeca. Da qui, la richiesta dell’Organizzazione agricola UE affinché la Commissione provveda a: fissare i quantitativi massimi garantiti attribuiti agli Stati Membri in base ai volumi precedentemente esportati verso la Russia e alla loro produzione di ortofrutticoli; aumentare il livello dell’aiuto compensativo per il ritiro della produzione dal mercato, dando priorità a soluzioni alternative rispetto alla distribuzione gratuita; garantire che le scadenze per il pagamento degli agricoltori vengano abbreviate; aumentare il volume destinato agli Stati Membri da 3.000 a 5.000 tonnellate e lasciare flessibilità agli Stati Membri circa l’ammissibilità dei prodotti.

Fonte: Europe Direct Veneto

L’UE boccia il glifosato

glifosatoIl Comitato permanente dell’UE per le piante, gli animali e i mangimi ha espresso un’opinione sfavorevole al rinnovo dell’autorizzazione del glifosato (sostanza attiva ampiamente utilizzata nei pesticidi), rovesciando così una precedente valutazione espressa dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).

Il parere di Copa-Cogeca. Forte delusione é stata espressa al riguardo dall’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca che ricorda come “gli agricoltori ricorrano, in assenza di aratura (pratica agricola sostenibile), al glifosato, sostanza che riduce i costi e garantisce buone condizioni al suolo. Dunque uno strumento importante, insieme alle colture intercalari, per prevenire l’erosione del suolo e ridurre le emissioni di gas a effetto serra”. In pratica, sostiene Copa-Cogeca, senza il glifosato e in assenza di alternative, la competitività degli agricoltori viene messa a repentaglio e la produzione alimentare dell’UE risulterebbe a rischio.

Oggi a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente Ue, i punti in discussione

UE-bandieraOggi, lunedì 20 giugno, si tiene a Bruxelles il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei 28 Stati Membri, l’ultimo a Presidenza olandese, che dal 1° luglio passerà alla Slovacchia. Tanti i temi all’ordine del giorno, eccoli di seguito in sintesi.

Accordo di Parigi. I Ministri dell’Ambiente adotteranno una dichiarazione sulla ratifica dell’Accordo di Parigi, l’accordo globale sul clima giuridicamente vincolante concluso nel dicembre 2015. Emissioni di gas a effetto serra. I Ministri terranno un dibattito orientativo sulla revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS), uno dei principali strumenti dell’UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. La Commissione europea ha presentato la sua proposta nel luglio 2015, che il Consiglio sta esaminando prima di avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Qualità dell’aria. Il Consiglio esaminerà anche la proposta di direttiva concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, la cosiddetta direttiva NEC. Economia circolare. Il Consiglio dovrebbe adottare conclusioni sul piano d’azione dell’Unione Europea per l’economia circolare, che mira a preservare il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse il più a lungo possibile nell’economia e a ridurre i rifiuti. Varie. Il Consiglio si occuperà di emissioni dei veicoli diesel e di interferenti endocrini. Infine, la delegazione slovacca presenterà il programma di lavoro del suo Paese che eserciterà la prossima Presidenza (luglio-dicembre 2016).

Fonte: Europe Direct Veneto

Negoziati UE/Mercosur, altra grana all’orizzonte?

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoI negoziati di libero scambio che l’UE sta trattando con i Paesi dell’America Latina stanno creando forti preoccupazioni in seno all’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca, che ha chiesto ai 28 Ministri agricoli UE di rifiutare qualsiasi offerta della Commissione europea che includa i prodotti agricoli sensibili nel contesto dei negoziati Mercosur.

A soffrirne soprattutto il comparto carne. Qualsiasi tipo di accordo avrebbe un impatto grave sul settore agricolo europeo, in particolare della carne bovina. Al riguardo, il segretario generale di Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha ricordato che “gli agricoltori europei stanno affrontando una crisi senza precedenti e sono schiacciati dai bassi prezzi di mercato e dagli elevati costi dei fattori di produzione. Il commercio agroalimentare dell’UE si sta espandendo ma gli agricoltori europei non ne stanno beneficiando. Il Mercosur è già un grande esportatore di prodotti agricoli verso l’UE con l’86% delle nostre importazioni di carni bovine e il 70% delle importazioni di carni di pollame provenienti proprio da quei Paesi. Il Mercosur, quindi, non necessita di contingenti aggiuntivi esenti da dazi per aumentare il suo commercio verso l’UE anche perché le quantità di carne bovina europea esportate in America Latina è minima. Inoltre, queste importazioni non rispettano le severe norme europee in materia di protezione dell’ambiente e di qualità ed esistono ancora preoccupazioni in merito agli aspetti di sicurezza della produzione di carni latinoamericane, come la tracciabilità”.

Possibili perdite per 7 miliardi di euro. Copa-Cogeca considera, dunque, del tutto inaccettabile che la Commissione europea preveda di includere prodotti sensibili come la carne bovina, considerato tra l’altro che nell’offerta del Mercosur non ci sono stati grandi miglioramenti. Va anche detto che l’Esecutivo aveva promesso ai Ministri agricoli UE uno studio d’impatto prima di fare un’offerta, ma così non è stato. L’ultimo studio effettuato dal Centro comune di ricerca europeo rivela che il settore agricolo UE si ritroverebbe ad affrontare ingenti perdite a causa di un accordo di libero scambio UE/Mercosur per oltre 7 miliardi di euro. Pesonen ha anche aggiunto di avere “seri dubbi sul fatto che il Mercosur sia disposto ad aprire realmente i suoi mercati visto che sta ancora utilizzando dazi all’esportazione ingiustificati o strumenti di difesa commerciale. Il Mercosur, inoltre, non è un mercato unico e ciò limiterebbe fortemente il potenziale di esportazione agricola dell’UE poiché dovremmo esportare in ogni singolo mercato e rispettare norme commerciali e di commercializzazione diverse. Guidati dalla Francia, 13 Ministri UE hanno già chiesto alla Commissione di ritirare l’offerta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 182 follower