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Negoziati UE/Mercosur, altra grana all’orizzonte?

Carne griglia Festa Agricoltura MiranoI negoziati di libero scambio che l’UE sta trattando con i Paesi dell’America Latina stanno creando forti preoccupazioni in seno all’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca, che ha chiesto ai 28 Ministri agricoli UE di rifiutare qualsiasi offerta della Commissione europea che includa i prodotti agricoli sensibili nel contesto dei negoziati Mercosur.

A soffrirne soprattutto il comparto carne. Qualsiasi tipo di accordo avrebbe un impatto grave sul settore agricolo europeo, in particolare della carne bovina. Al riguardo, il segretario generale di Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha ricordato che “gli agricoltori europei stanno affrontando una crisi senza precedenti e sono schiacciati dai bassi prezzi di mercato e dagli elevati costi dei fattori di produzione. Il commercio agroalimentare dell’UE si sta espandendo ma gli agricoltori europei non ne stanno beneficiando. Il Mercosur è già un grande esportatore di prodotti agricoli verso l’UE con l’86% delle nostre importazioni di carni bovine e il 70% delle importazioni di carni di pollame provenienti proprio da quei Paesi. Il Mercosur, quindi, non necessita di contingenti aggiuntivi esenti da dazi per aumentare il suo commercio verso l’UE anche perché le quantità di carne bovina europea esportate in America Latina è minima. Inoltre, queste importazioni non rispettano le severe norme europee in materia di protezione dell’ambiente e di qualità ed esistono ancora preoccupazioni in merito agli aspetti di sicurezza della produzione di carni latinoamericane, come la tracciabilità”.

Possibili perdite per 7 miliardi di euro. Copa-Cogeca considera, dunque, del tutto inaccettabile che la Commissione europea preveda di includere prodotti sensibili come la carne bovina, considerato tra l’altro che nell’offerta del Mercosur non ci sono stati grandi miglioramenti. Va anche detto che l’Esecutivo aveva promesso ai Ministri agricoli UE uno studio d’impatto prima di fare un’offerta, ma così non è stato. L’ultimo studio effettuato dal Centro comune di ricerca europeo rivela che il settore agricolo UE si ritroverebbe ad affrontare ingenti perdite a causa di un accordo di libero scambio UE/Mercosur per oltre 7 miliardi di euro. Pesonen ha anche aggiunto di avere “seri dubbi sul fatto che il Mercosur sia disposto ad aprire realmente i suoi mercati visto che sta ancora utilizzando dazi all’esportazione ingiustificati o strumenti di difesa commerciale. Il Mercosur, inoltre, non è un mercato unico e ciò limiterebbe fortemente il potenziale di esportazione agricola dell’UE poiché dovremmo esportare in ogni singolo mercato e rispettare norme commerciali e di commercializzazione diverse. Guidati dalla Francia, 13 Ministri UE hanno già chiesto alla Commissione di ritirare l’offerta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Etichetta “a semaforo” bocciata dall’Europarlamento

UE-bandieraIl Parlamento  europeo ha  votato a larga maggioranza per la revisione del regolamento sui claim nutrizionali e salutistici alla base del sistema di etichettatura a semaforo.

Un successo italiano. L’Italia ha sempre ostacolato il sistema di etichettatura “a semaforo”, che penalizza i prodotti agroalimentari di qualità, in primis quelli italiani. Il recente voto del Parlamento europeo su questa questione rappresenta dunque un successo per l’Italia, frutto di un lavoro di squadra che ha saputo unire le filiere produttive e “sfruttare” il lavoro svolto dai nostri europarlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci si attende che la Commissione europea faccia un salto di qualità assicurando i consumatori tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è infatti ammissibile che le aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre le bibite gassate ‘light’ ricevono il bollino verde. L’Italia – sostiene il Ministero – andrà avanti con determinazione.

Fonte: Europe Direct Veneto

L’Europa a metà del guado sul glifosato

glifosatoLa Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato con 38 voti favorevoli, 6 contrari e 18 astensioni la proposta di risoluzione del socialdemocratico Pavel Poc con la quale si invita l’Assemblea plenaria del prossimo 11 aprile a premere sull’esecutivo europeo affinché non dia il via libera per altri 15 anni al glifosato.

Residui di glifosato nell’ambiente, nei prodotti che consumiamo e nell’uomo. Questo principio attivo è presente in numerosi erbicidi, ma è fortemente contestato e oggetto di pareri diametralmente contrastanti. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha considerato potenzialmente cancerogeno, mentre l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha definito questa sostanza “probabilmente non cancerogena”. “Il fatto che dobbiamo ricorrere ad un’obiezione parlamentare dimostra che qualcosa è andato storto nel processo decisionale, ha dichiarato l’eurodeputato Pavel Poc, che ha preparato la bozza di risoluzione. “Il glifosato è stato classificato come probabilmente cancerogeno dall’Organizzazione mondiale della sanità: anche se l’industria ha sostenuto che la sostanza può essere completamente metabolizzata, è ormai chiaro che i residui sono ovunque: nell’ambiente, in molti prodotti che consumiamo ogni giorno, nei nostri corpi”.

Tabella di marcia. A maggio si riunirà nuovamente il Comitato fitosanitario, composto da esperti nominati dagli Stati membri: se, come è successo lo scorso 8 marzo, non si raggiungerà una maggioranza, toccherà alla Commissione europea decidere. A giugno, infatti, scadrà l’autorizzazione per il glifosato.

Fonte: Asterisco Informazioni

 

TTIP e crisi russa, avanti adagio

Bandiere TTIPI negoziati sul TTIP, l’accordo commerciale che Unione Europea e Stati Uniti vorrebbero chiudere nei prossimi mesi, stanno in realtà avanzando a “ritmi molto lenti e deludenti”. Lo ha detto il Commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, in occasione della Plenaria di marzo.

No ad accordo che diminuisca standard alimentari UE. “A distanza di quindici giorni dalla chiusura del 12° round negoziale possiamo dire che ad ogni settimana che passa si riducono le possibilità che l’accordo si concluda entro la presidenza Obama”, ovvero entro la fine dell’anno. Le presidenziali statunitensi si terranno infatti a novembre e il passaggio ufficiale di testimone avverrà a gennaio. Riguardo agli obbiettivi sul TTIP Hogan è categorico: “Non ci sarà un accordo che diminuirà gli standard alimentari dell’UE”, e se questo contenesse “un focus solo sulle tariffe sarebbe un cattivo accordo”. Specificatamente al comparto agricolo, il Commissario ha ribadito che il TTIP “deve proteggere i prodotti a Denominazione d’Origine”, un fattore su cui l’agroalimentare europeo punta per tutelare le produzioni di qualità. Hogan ha anche sottolineato che “non ci sarà una piena liberalizzazione del mercato per i settori sensibili” e, in ogni caso, “qualsiasi intesa verrà sottoposta al giudizio dei 28 e del Parlamento europeo”.

Russia: obiettivo normalizzazione, ma al momento “succede poco”. Per quanto riguarda invece la crisi con la Russia, il titolare europeo del portafoglio Agricoltura ha parlato di “sforzi e contatti per la normalizzazione” delle relazioni commerciali. Anche su questo fronte, sul quale gravano sanzioni e contro sanzioni legate alla crisi in Ucraina, si procede a rilento e “succede molto poco”. Hogan attribuisce a Mosca la responsabilità e fa notare come sia “difficile negoziare con il Ministro dell’Agricoltura russo, se si trova nella lista nera delle persone che non hanno accesso all’UE”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ue, Unione dell’Energia, a che punto siamo

Fonti Rinnovabili 13Maroš Šefčovič ha evidenziato che nel corso di questo primo anno sono stati compiuti quattro step importanti in direzione dell’obiettivo prefissato dalla Commissione Juncker.

Cosa è stato fatto. In primo luogo sono stati compiuti dei passi concreti verso una transizione nelle fonti energetiche, mettendo al centro l’equità sociale e gli interessi dei consumatori. In particolare l’obiettivo è stato quello di ridurre il tasso di povertà energetica, ossia la mancanza di accesso alle nuove forme di energia, che in Europa si attestava intorno al 10%. In secondo luogo è stato introdotto il report annuale sull’Unione dell’Energia, che mira a registrare i progressi dei singoli Stati Membri. In terzo luogo la Commissione europea ha presentato lo scorso febbraio il nuovo pacchetto sulla sicurezza energetica, finalizzato a fronteggiare possibili interruzioni dell’approvvigionamento energetico, come in parte avvenuto nel 2014 a seguito della guerra civile in Ucraina. Infine l’UE ha svolto un ruolo di guida nelle trattative di Parigi, che hanno portato a un accordo a livello globale sulla riduzione delle emissioni di gas serra, ribadendo così la centralità del tema tra le politiche europee.

Le tappe future. Il Vicepresidente dell’Unione Energetica ha presentato, inoltre, le prossime misure, finalizzate a completare il 90% dell’Unione Energetica entro fine anno. In particolare i progressi passeranno dall’attuazione del “modello delle 5D“, ossia: Decarbonizzazione delle economie europee; Democratizzazione nella produzione e nel consumo di energia; Digitalizzazione per migliorare il consumo di energia e l’efficienza; Diversificazione delle fonti di energia; Interruzione (Disruption) dei cicli energetici tradizionali. Un processo che dovrà tener conto degli impatti sociali, affinché non si riveli iniquo e aumenti le disuguaglianze nell’accesso all’energia, e delle esigenze dei consumatori, che potrebbero essere penalizzati da un cambiamento radicale. Infine, Šefčovič si è concentrato sulle “smart cities“, poiché le città sono le principali fonti di agenti inquinanti e un ripensamento complessivo della loro struttura porterebbe enormi benefici non solo all’ambiente ma anche alla vita dei cittadini.

Fonte: Europe Direct Veneto

Consiglio Agricolo: nuove misure per l’agricoltura europea in crisi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa gravità della crisi che ormai da troppo tempo sta investendo alcuni comparti dell’agricoltura europea (latte, carne suina e ortofrutta su tutti) ha spinto l’Esecutivo ad attivare nuove ulteriori misure eccezionali. Le nuove misure, delineate da Hogan ai Ministri dell’Agricoltura europei, completano il pacchetto di supporto di 500 milioni di euro adottato lo scorso anno. Nonostante i numerosi vincoli di bilancio, la Commissione europea ha dunque mobilitato complessivamente oltre un miliardo di euro in due anni, compreso il pacchetto già adottato lo scorso settembre.

Queste nuove misure sono “modulabili”, nel senso che spetta ora agli Stati Membri utilizzarle al meglio sulla base delle specifiche necessità nazionali. I settori dell’ortofrutta, dei prodotti lattiero-caseari e della carne suina sono ovviamente nel centro del mirino, in quanto obiettivo principale del sostegno. Vediamo in sintesi le proposte formulate nel Consiglio, servito anche a valutare l’adeguatezza e l’efficacia delle attuali misure di sostegno in atto.

OCM Unica  – Articolo 222 del Reg. UE n. 1308/2013. Dato l’eccesso di offerta di latte sul mercato, si è deciso di ricorrere ad uno strumento messo a disposizione dall’OCM Unica: l’Art. 222 del Reg. UE n. 1308/2013 – cooperazione tra le OP, le AOP o le organizzazioni interprofessionali durante i periodi di grave crisi dei mercati. In pratica, la Commissione, vista la situazione di squilibrio del mercato, potrà consentire l’adozione di accordi volontari temporanei nel settore lattiero-caseario. La Commissione dovrà ora definire le modalità di attuazione di questa misura.

Aumento temporaneo della soglia De minimis. Diversi Stati Membri hanno proposto un aumento temporaneo della soglia De minimis da 15.000 euro fino ad un importo compreso tra i 20.000 e i 30.000 euro. Data l’ampia condivisione della proposta tra le Delegazioni, il Commissario Hogan si è detto disponibile ad accettare un aumento temporaneo di tale soglia, ossia un massimale di aiuti pari a 15.000 euro per azienda all’anno (al momento è di 15.000 euro/azienda/triennio), senza massimale nazionale.

Raddoppio del massimale di intervento per il latte scremato in polvere e il burro.
Dinanzi alla richiesta degli Stati Membri di aumentare temporaneamente i massimali per l’intervento pubblico a prezzo fisso per il latte scremato in polvere e il burro (attualmente a 109.000 tonnellate e 60.000 tonnellate rispettivamente), Hogan si è detto disponibile a proporre il raddoppio dei massimali di intervento (tonnellate di prodotto) da ritirare dal mercato ad un prezzo fisso (218.000 tonnellate per il latte scremato in polvere ed a 100.000 tonnellate per il burro).

Sostegno al settore suinicolo. In risposta alle numerose proposte avanzate dalle Delegazioni per l’apertura di un nuovo regime di aiuto all’ammasso privato per le carni suine, Hogan si è detto disponibile a considerarne la reintroduzione. I dettagli, compresa la tempistica dell’apertura di un nuovo regime, saranno confermati prossimamente.

Istituzione di un Osservatorio dei mercati della carne. Dato il buon funzionamento dell’Osservatorio sul mercato del latte, Hogan si è detto disponibile ad istituire un Osservatorio sui mercati della carne (in particolare bovina e suina), in modo che gli operatori possano beneficiare di informazioni affidabili e analisi di mercato credibili.

Commercio internazionale. Hogan ha ribadito il proprio impegno su questo fronte, a partire dalle trattative in corso nell’ambito del TTIP, gli accordi Mercosur e con altri Paesi terzi, nonché attraverso specifiche campagne di promozione (110 milioni di euro saranno a disposizione nel 2016; di cui 30 milioni specificatamente destinati lo scorso settembre ai settori delle carni suine e ai prodotti lattiero-caseari. Novità: altri 30 milioni sono stati aggiunti ieri per far fronte alle perturbazioni di questi due mercati) per individuare nuovi mercati e aumentare le esportazioni dei prodotti agroalimentari dell’UE.

Embargo russo. Il Commissario Hogan ha confermato che proseguiranno gli sforzi per cercare una rapida ripresa degli scambi tra l’UE e la Russia. Al momento però, nonostante i contatti diretti tra il Presidente della Commissione europea Juncker e il Presidente russo Putin, volti alla regolarizzazione degli scambi, la situazione sembra stagnare.

Nuovi strumenti finanziari. Hogan ha ribadito l’intenzione di sviluppare, insieme alla BEI, strumenti finanziari adeguati per aiutare le imprese agricole e della trasformazione dei prodotti agricoli ad investire per il miglioramento della competitività o a compiere i necessari aggiustamenti strutturali in azienda. Il Commissario ha incoraggiato gli Stati Membri a fare pieno uso delle opportunità offerte dal Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Credito all’esportazione. Hogan ha informato le Delegazioni dei 28 Stati Membri che la Commissione europea sta esaminando la fattibilità, anche tramite la BEI, di prevedere un sistema di credito all’esportazione di base da integrare ai sistemi nazionali.

Settore ortofrutticolo. Hogan ha confermato la disponibilità di valutare una proroga delle misure eccezionali per il settore ortofrutticolo per un altro anno, dopo il 30 giugno 2016, sulla base della nuova situazione di mercato.

Sviluppo rurale. Come aveva già fatto recentemente la Corte dei Conti Europea, anche il Commissario Hogan ha “bacchettato” gli Stati Membri che non stanno facendo un uso adeguato degli strumenti a disposizione dello Sviluppo rurale (leggi PSR), importanti in questo momento di crisi. Per favorire l’adozione di determinate misure, Hogan ha informato le Delegazioni che ha già chiesto ai propri servizi di collaborare con le Autorità degli Stati Membri per velocizzare le procedure di modifica dei PSR.

Fonte: Europe Direct Veneto

Etichetta a semaforo, Martina: stop a sistema che non informa consumatori e danneggia anche i prodotti di qualità

Prosciutto Dop MontagnanaA Bruxelles, durante i lavori del Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Unione europea, l’Italia ha portato in discussione la questione dell’etichettatura a semaforo. Con l’Italia si sono schierate nettamente per il no a questo sistema: Croazia, Belgio, Cipro, Spagna, Grecia, Slovenia, Portogallo, Lussemburgo, Bulgaria, Polonia, Irlanda, Romania, Germania, Slovacchia, Lettonia.

Un sistema che non promuove una dieta sana. “Insieme ad altri 15 Paesi – ha dichiarato il Ministro Martina – chiediamo ancora una volta alla Gran Bretagna di rivedere questa scelta e alla Commissione Ue di intervenire per rimuovere questo elemento distorsivo del mercato. Fin dalla prima proposta abbiamo evidenziato che avrebbe provocato danni economici e d’immagine ai nostri prodotti e nessun beneficio ai consumatori. L’indagine Nomisma sull’etichetta a semaforo conferma le nostre perplessità ed evidenzia le distorsioni provocate sul mercato inglese. È un sistema che non promuove una dieta sana e un equilibrio nello stile alimentare, classificando i cibi con parametri discutibili e approssimativi. Possibile che un litro di latte intero inglese abbia il bollino rosso, mentre una soda light con dolcificante sintetico li abbia tutti verdi? Un paradosso che spiega bene come questo non sia uno strumento per tutelare la salute dei consumatori. È inammissibile che prodotti di qualità certificata Dop e Igp siano classificati con semaforo rosso, così come succede con altri alimenti che fanno parte della dieta mediterranea, come il pesce e l’olio d’oliva, o della grande tradizione dolciaria italiana”.

L’indagine di Nomisma. Il Ministro Martina ha anche partecipato alla presentazione dei risultati dello studio Nomisma sugli effetti dell’etichetta a “Traffic lights” sul mercato inglese.
L’indagine, condotta su tre prodotti campione (Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e Brie francese), evidenzia un calo nelle vendite e nelle quote di mercato dei prodotti quando questi vengono etichettati con il sistema a semaforo, contro un incremento delle vendite degli stessi prodotti quando non etichettati. Si va dal -8% del Brie fino al -14% per il Prosciutto di Parma Dop o al -13% fatto registrare dal Parmigiano Reggiano Dop porzionato.
In precedenza un sondaggio condotto da YouGov aveva messo in luce che 7 consumatori inglesi su 10 interpretano il bollino rosso come un invito a “non comprare”, piuttosto che “da consumare con moderazione”.

Il sistema inglese delle “traffic lights”. Nel giugno 2013 il Regno Unito ha introdotto un sistema a bollini colorati in etichetta (“etichettatura a semaforo”) riguardanti le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Con tale sistema (raccomandato dal Ministero della Salute britannico e ampiamente adottato in particolare dalla distribuzione con il 98% di adesione), quando in un determinato alimento uno di tali aspetti è presente oltre certe concentrazioni, in etichetta viene indicato con un bollino rosso, se è presente in quantità basse il colore è verde, nei casi intermedi il colore è giallo. Una previsione così semplicistica nella classificazione nutrizionale porta ad identificare molte eccellenze italiane come potenzialmente pregiudizievoli per la salute dei consumatori. Con questo meccanismo, infatti, vengono penalizzati prodotti come l’olio di oliva extravergine (ricco di acidi grassi insaturi, oltre che di sostanze antiossidanti) e il Parmigiano reggiano Dop (ricco di calcio e vitamine), ma anche alimenti come il tonno (ricco di acidi grassi polinsaturi essenziali Omega3 e Omega6). Anche nel caso dei prodotti dolciari e delle bevande si rischia di spingere l’industria verso un ricorso generalizzato a dolcificanti sintetici. Nell’ottobre 2014, a seguito dei dibattiti in Consiglio con 16 paesi contrari, tra cui Italia e Francia, e dei reclami presentati da diverse associazione europee di produttori, la Commissione europea ha deciso di aprire una procedura d’infrazione nei confronti del Regno Unito, per ora allo stadio di messa in mora.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole

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