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Olio extra vergine d’oliva, come per l’uva, annata 2017 in forte calo ma qualità buona

foto Coldiretti Padova

In occasione della raccolta delle olive effettuata nei giorni scorsi nei colli Euganei, nel Padovano, anche al chiaro di luna, (azienda Evo del Borgo ad Arquà Petrarca), Aipo Veneto, l’associazione che rappresenta i produttori olivicoli, ha fatto il punto con Coldiretti Padova sull’annata 2017.

In Veneto, la metà della produzione di olio d’oliva del Nord Italia. “La nostra regione è all’avanguardia e copre circa la metà della produzione di olio d’oliva del Nord Italia con 120 mila quintali di olive e oltre 13 mila quintali di olio. La produzione quest’anno sarà in calo, con flessioni anche significative a seconda delle zone, in media intorno al 40 per cento. Va detto, però, che lo scorso anno avevamo raccolto una quantità ben sopra la media. La qualità comunque, promette molto bene perché le olive sono sane. Certo, conta molto anche la tecnica di spremitura e l’attenzione delle risorse singoli produttori”, ha spiegato Enzo Garbin, direttore di Aipo Veneto.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Olio di oliva, Italia al secondo posto per l’export (ma produzione nazionale insufficiente), al primo per il prezzo medio di esportazione

Nel 2016, il valore degli scambi internazionali di olio d’oliva si è attestato intorno ai 6,9 miliardi di dollari, 400 milioni di dollari meno dell’anno precedente ma comunque in crescita del 41%, confrontando il 2009 con la media dell’ultimo triennio.

Le quote di mercato. L’Italia si conferma il secondo paese esportatore di olio d’oliva dopo la Spagna, precedendo con ampio margine gli altri principali esportatori, Grecia, Portogallo e Tunisia. Confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, l’Italia ha perduto circa il 12% della propria quota di mercato; la Tunisia ha perduto il 7%; tutti gli altri concorrenti hanno invece incrementato la quota di mercato per valori compresi fra il 4% e il 9%, tranne il Portogallo che ha segnato un forte avanzamento (+78%). Complessivamente la quota di mercato dei principali paesi esportatori è cresciuta di circa il 4%.

Le quantità esportate. Per quantità esportate, nel 2016, la Spagna precede l’Italia di oltre due volte e mezzo (9,2 contro 3,5 milioni di quintali). Confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, l’incremento della
Spagna (+41%) è pressoché doppio di quello dell’Italia (+21%). Anche per questo indicatore, il Portogallo segna il valore più alto con +208%. L’Italia, per far fronte ai consumi interni e all’esportazione, ha importato, nel triennio 2014-2016, olio
d’oliva in quantità comprese fra 3,2 e 3,8 milioni di quintali. Nel 2014 e nel 2016
l’esportazione è stata superiore alla produzione nazionale.

Il valore dell’esportazione. Il valore complessivo dell’esportazione di olio d’oliva spagnolo è, nel 2016, circa doppio di quello italiano. E la Spagna, confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016, ha registrato un incremento del 55% contro il 25% dell’Italia. Dunque il valore delle esportazioni spagnole è cresciuto di circa 14 punti percentuali più della quantità (55,5% contro 41,4%), mentre questa differenza per l’Italia è di 4,5 punti percentuali (25,1% contro 20,6%). Ciò significa che, nell’intervallo temporale considerato, il prezzo medio all’esportazione dell’olio spagnolo è aumentato più di quello dell’olio italiano.

I prezzi di esportazione. Il prezzo medio all’esportazione dell’olio d’oliva italiano è superiore, negli anni considerati, a quello di tutti i concorrenti. Dietro l’Italia si posizionano, nell’ordine, Grecia, Portogallo, Spagna e Tunisia. Ma confrontando il 2009 con la media del triennio 2014-2016 vediamo che il prezzo italiano è cresciuto meno (+4%) di quello di Grecia e Tunisia (+18%) e dalla Spagna (+10%). Solo il Portogallo segna un andamento del prezzo negativo (-8%).

Conclusioni. Nell’ultimo triennio, rispetto al 2009, gli scambi internazionali di olio d’oliva sono cresciuti del 41% attestandosi intorno ai 7 miliardi di dollari. Nel 2016 i principali paesi esportatori (Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e Tunisia) hanno rappresentato una quota di mercato del 96%. L’Italia è il secondo paese esportatore di olio d’oliva dopo la Spagna e il primo per prezzo medio all’esportazione. Tuttavia la nostra esportazione è sostenuta in misura notevole dall’importazione essendo la produzione nazionale insufficiente a soddisfare il consumo interno e la stessa esportazione. Nel 2014 e nel 2016 la produzione nazionale è stata inferiore all’esportazione. Nel triennio 2014-2016 la quota media di mercato dell’Italia si è attestata intorno al 24% mentre quella della Spagna ha raggiunto il 47%. Confrontando il prezzo medio all’esportazione dell’ultimo triennio con quello del 2009, si evidenzia per il nostro Paese un incremento sensibilmente inferiore a quello dei concorrenti, con l’esclusione del Portogallo. Nel 2016 il prezzo all’esportazione dell’olio d’oliva italiano è stato superiore del 26% al prezzo medio all’esportazione dei paesi concorrenti.

Fonte: Centro studi Confagricoltura

 

 

 

 

Olio di oliva, crolla la produzione nazionale (ma cresce in Veneto) e volano i prezzi

olioE’ carestia a livello mondiale di olio d’oliva, lo comunica Coldiretti che segnala anche un crollo della produzione nazionale del 38%.  Il Veneto però tiene duro, con una realtà di nicchia pari a 1.761 tonnellate  nel 2015 e una previsione di incremento del 30%.

Mobilitazione nazionale. “Merito dell’alta professionalità degli olivicoltori del territorio regionale – spiega Enzo Gambin, direttore Aipo, la più importante  associazione del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, a cui aderiscono circa 5000 imprese olivicole singole, cooperative e consorzi di produzione, lavorazione e trasformazione delle olive. “Gli agricoltori – continua Gambin – non si sono fatti scoraggiare dalle avversità atmosferiche e dagli attacchi funginei alle piante dimostrando capacità imprenditoriali di alto livello e rispondendo con corrette strategie di difesa puntando ovviamente tutto sull’alta qualità”. I dati del settore sono stati rivelati da Coldiretti sulla base di studi Ismea/Unaprol in occasione della Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Mandela Forum di Firenze in Toscana dove diecimila agricoltori con i trattori si sono mobilitati per difendere il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea.

Spagna leader mondiale. Minacciato dalla concorrenza sleale, dalle speculazioni e dalla mancanza di trasparenza in etichetta, con truffe ed inganni l’olio d’oliva italiano rispecchia un andamento che si riflette sulla produzione a livello globale dove si prevede una storica diminuzione dei raccolti per effetto di difficoltà segnalate anche in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%) mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso. In controtendenza la Turchia che aumenta la produzione del 33% per un totale di 190 milioni di chili. Il risultato è una previsione di produzione totale a 2,785 miliardi di chili in calo del 9%, con conseguenti tensioni sui prezzi che si prevedono in forte rialzo per effetto della corsa all’acquisto dell’olio nuovo. I cambiamenti si faranno sentire sul carrello della spesa soprattutto in Italia dove i consumi di olio di oliva a persona sono attorno ai 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento, con un balzo nell’ultima settimana del 14% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno. Le previsioni Ismea/Unaprol che classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17, indicano che la Puglia si conferma essere la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino piu’ basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa  delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura. Complessivamente, nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10% mentre al centro del 29%, con la Toscana in linea con questa riduzione.

In Italia, il più vasto patrimonio di varietà d’ulivo. “Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si è aperto un percorso di crescita del vero “made in Italy” sul quale fare leva per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia puo’ contare su oltre 250 milioni di piante di ulivo su oltre un milione di ettari di terreno coltivato con il maggior numero di oli extravergine a denominazione (44) in Europa e sul più vasto patrimonio di varietà d’ulivo del mondo (395) che garantiscono un fatturato al consumo stimato in 3,2 miliardi di euro nel 2015”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

L’olio “novello” non esiste, dicitura sul collarino passibile di sanzione

olioSu alcune bottiglie e sul collarino dell’olio extra vergine di oliva della nuova campagna olearia possiamo trovare la dicitura “novello”. Tale dicitura non è però prevista da alcuna normativa e può anche indurre in errore.

Produzione uguale al restante extra vergine. Al contrario del vino novello, prodotto con procedure diverse da quello del vino comune, l’olio dichiarato novello è infatti prodotto allo stesso modo del restante extra vergine. La dicitura “novello” è quindi passibile di sanzione, ai sensi dell’articolo 7 del regolamento comunitario 1169/2011 sull’etichettatura dei prodotti alimentari.

Olio nuovo torbido, da consumare entro qualche settimana. Se l’olio novello non esiste, l’olio nuovo, ovvero della campagna olearia avviata da qualche settimana in tutta Italia, non solo esiste ma è particolarmente apprezzato e ricercato. L’intenso fruttato, l’amaro e il piccante sono caratteristiche tipiche dell’olio appena estratto e la bruschetta con l’olio nuovo è una tradizione dell’autunno. Spesso l’extra vergine venduto in queste prime settimane di campagna olearia non è filtrato né decantato e si presenta particolarmente torbido. Man mano che passano le settimane, però, le sostanze in sospensione, che conferiscono torbidezza, si vanno a depositare nella bottiglia e possono fermentare, dando luogo a difetti organolettici. Non è quindi consigliabile conservare l’olio nuovo torbido per più di qualche settimana. Come dimostrato da molte ricerche, tra le ultime quelle del Laboratorio Chimico di PromoFirenze, la degradazione nel tempo è più marcata per l’olio non filtrato che, al termine del periodo di conservazione, risulta più impoverito nelle componenti nutrizionali caratteristiche dell’extra vergine, come i polifenoli.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere/Solagrifood

Frode olio extra vergine d’oliva, la denominazione d’origine protetta tutela i consumatori

olio“Chi compra olio extravergine di oliva certificato con la denominazione d’origine protetta DOP, può stare tranquillo sulla sicurezza e la qualità di ciò che consuma. In particolare chi compra l’olio del Garda Dop o l’olio Veneto Dop ha la certezza di gustare il prodotto della spremitura di olive selezionate nei nostri territori, coltivate e lavorate  secondo precisi disciplinari, macinate in frantoi che garantiscono l’esclusività della provenienza, del gusto e della biodiversità”. A dirlo è l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, commentando la recente frode dell’olio extravergine, che a seguito dei controlli operati dai laboratori dell’agenzia delle dogane e dei monopoli, è risultato non essere ‘extra’.

Oltre 900 olivicoltori in Veneto. “L’olio del Veneto si è guadagnato la fiducia dei mercati e dei consumatori grazie all’attività di due Consorzi di tutela, degli oltre 900 olivicoltori che lavorano il prodotto certificato anche attraverso molti frantoi aziendali, indice questo di una grande dinamicità e capacità di valorizzare direttamente il proprio prodotto”, aggiunge Pan. Sono 10 le varietà di olivo autoctone del Veneto che danno vita ai due oli a denominazione di origine protetta: Garda Dop e Veneto Dop. Quest’ultimo comprende tre sottozone:  “Valpolicella”, “Euganei e Berici” e “del Grappa”. L’80% del prodotto è riconducibile agli oliveti della collina veronese e del Garda, nel territorio della Valpolicella; il restante proviene dai  Colli Euganei, in provincia di Padova, dai colli Berici (in provincia di Vicenza) e dalla Lessinia, in provincia di Verona, e dalla pedemontana  veneta, in provincia di Treviso.  “La filiera dell’olio nella nostra regione, per quanto di nicchia – sottolinea l’assessore all’agricoltura – rappresenta una peculiarità e un vanto della tradizione veneta ed è tutelata da un sistema di tracciabilità che la rende sicura. Ma anche in questo settore non va mai abbassata la guardia e la Regione è impegnata a garantire la massima vigilanza sulla filiera delle due Dop”, conclude Pan.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

12/9/14, a Monselice (PD) si tiene il Festival dell’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei

logo 3 soluzioniVenerdi 12 settembre, dalle ore 18.00 alle ore 23.30, nel Castello di Lispida a Monselice (PD) si svolgerà  “Coll’Olio, Festival dell’olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei.”

Il programma. Sono previste degustazioni di piatti celebrativi preparati dagli chef del territorio, degustazioni di olio extravergine di oliva dei Colli Euganei e di prestigiosi vini (sempre dei Colli) nonché degustazioni di birra artigianale. Nell’occasione, sarà premiato il miglior olio e.v.o. tra 45 aziende in concorso, i premi sono appositamente creati dalla Vetreria di Murano “Seguso Gianni”. In programma anche un concerto di violino di Alberto De Meis. Si consiglia di prenotare visitando il sito http://www.collolio.it.

Fonte: Coll’Olio

Olio: biologico col trucco, ma scoperti contraffattori

olioPlauso di Unaprol per l’azione anticontraffazione della Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore della Repubblica di Trani Carlo Maria Capristo, e dal pm Antonio Savasta. Gli inquirenti hanno scoperchiato un giro d’affari illecito, stimato in 30 milioni di euro, e che ha portato all’arresto di 16 persone in Puglia al sequestro di 400 tonnellate di prodotto di dubbia e incerta provenienza. Gli imprenditori accusati, con la complicità di indagati calabresi trasformavano olio di oliva comunitario in olio 100% italiano biologico che poi spacciavano fraudolentemente come tale sul mercato sfruttando il valore aggiunto delle menzioni made in Italy e biologico.

Produzione olio bio in Italia. In Italia, secondo l’osservatorio economico di Unaprol, il 14% di tutta la superficie coltivata a biologico è olivicola pari a circa 165mila ettari. La produzione Bio risulta maggiormente concentrata in Puglia (33%), Calabria (30%) e Sicilia (11%). Produrre biologico costa di più ma proprio per questo si possono scontare sul mercato prezzi maggiori facendo leva sul concetto di produzione rispettosa dell’ambiente, molto apprezzata anche sotto il profilo etico. L’olio extra vergine di oliva 100% biologico veramente italiano, comunica Unaprol sconta, all’origine, prezzi maggiori che oscillano tra il 15 ed il 20% in più dell’extra vergine convenzionale. Margine di prezzo che al consumo registra aumenti anche del 105%; più del doppio – in pratica – rispetto al prezzo dell’extra vergine convenzionale sullo scaffale degli iper e supermercati.

Il danno di immagine ha molte facce. Economico, perché truffa i consumatori e ruba ai produttori onesti; di bandiera, perché indebolisce il made in Italy in tutto il mondo con una predita di immagine; di origine perché in questo modo il vero prodotto italiano perde valore sui mercati. Bene quindi l’indagine della Procura della Repubblica di Trani e della Guardia di Finanza per l’azione trasparenza sul falso biologico. “In Italia – afferma Unaprol i controlli ci sono e funzionano meglio di altrove perché c’è competenza e inquirenti ed investigatori sanno dove guardare grazie anche a leggi come la salva made in Italy per l’olio extra vergine di oliva varata dal Parlamento italiano”.

Olio i dati del settore: la scheda Unaprol. L’azione di Unaprol, consorzio olivicolo italiano si svolge, da sempre, in un settore in continua espansione dei mercati ed evoluzione dei consumi. Il consorzio olivicolo italiano opera in armonia con la legislazione nazionale e comunitaria e nel rispetto della normativa COI (Consiglio Oleicolo Internazionale) e sostiene l’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare costituito da Coldiretti e presieduto dal Giancarlo Caselli. In base ai dati elaborati dall’osservatorio economico di Unaprol risulta che la produzione mondiale di olio di oliva, (3milioni di tonnellate circa), si concentra nell’Unione europea che registra un livello produttivo pari a circa 2,3 milioni di tonnellate e mostra una progressione del 58% rispetto alla campagna 2012/2013. L’Italia detiene una quota pari al 20% della produzione comunitaria. L’olivicoltura italiana si estende su una superficie di 1.123.330 ha, con un numero di aziende agricole che sfiora le 900.00 unità.

I consumi a livello mondiale mostrano stabilità (circa 3 milioni di tonnellate). Le aree di consumo più importanti sono l’Europa con il 57% e Gli Stati Uniti d’America con il 10% del totale. Nel Paese operano, secondo i dati Agea riferiti a giugno 2013, circa 3760 frantoi attivi. La produzione nazionale della campagna 2013/2014, in base alle previsioni Ismea, dovrebbe attestarsi intorno alle 480 mila tonnellate (-8% rispetto alla precedente). Per gli scambi con l’estero alla fine del 2013 la bilancia risulta attiva con +151 milioni di euro. A giugno 2014, secondo i dati forniti dal Mipaaf il settore presenta la seguente situazione: produzione 465mila ton.; import 593mila ton.; export 354mila ton.; consumi 699mila ton.. Il 76% delle vendite made in Italy all’estero appartiene alla categoria degli oli di pregio (vergini + extravergini). I principali mercati di sbocco sono rappresentati da Usa e Germania; ottima anche la posizione del Giappone. Per le Dop l’Italia con 43 denominazioni (42 Dop e 1 Igp), detiene il 38% delle designazioni di origine dei marchi europei. Segue la Grecia con 29 e la Spagna con 27. Per le produzioni Bio, il 14% delle superfici Bio, pari a 164.488 ha, sono appannaggio dell’olivicoltura e la produzione di olio biologico risulta maggiormente concentrata in Puglia (33%), Calabria (30%) e Sicilia (11%).

Fonte: Asterisco Informazione

#UEverofalso: ulivi abbattuti in Puglia per favorire l’importazione di olio straniero. Sarà vero?

ulivi_flickr_aleefra_piccolaE’ falso. Gli ulivi abbattuti erano malati, infestati dal batterio Xylella fastidiosa, comunque destinati all’essiccamento e quindi alla morte.

L’abbattimento degli ulivi è stato deciso dalla regione Puglia, sulla base della decisione della Commissione Europea, con lo scopo di fermare l’epidemia del batterio killer Xylella fastidiosa e salvare, in questo modo, le zone limitrofe dal contagio, in rapida espansione. Questo, del resto, trova conferma in uno dei siti che hanno tanto criticato la scelta dell’UE, specificando che la propagazione della Xylella fastidiosa, è arrivata fino al Capo di Leuca e dei 10 milioni di ulivi presenti nel Salento, un quarto è stato aggredito dal batterio.

Le misure preventive. La decisione della Commissione prevede due zone di prevenzione, un cordone sanitario, e un cuscinetto intorno alla zona dove è presente il batterio, proprio per evitare la possibilità che il patogeno investa anche le piante di ulivo non ancora infette.

Ogni speculazione, quindi, sul secondo fine dell’Ue è puramente infondata. Infatti l’obiettivo di questa decisione, è stato quello di tutelare, e non distruggere, la regione Puglia che ricopre un ruolo importante sul panorama nazionale, con oltre 377.000 ettari coltivati ad olio, pari a circa il 32% del totale nazionale, è la prima regione olivicola in termini di superficie, e la direttiva mira proprio a mantenere su questi livello il settore, non esponendolo ad ulteriori rischi

Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Nasce Olitalyshop, portale e-commerce di Unaprol

Olio De CarloGli acquisti di olio extra vergine viaggiano su smartphone e tablet. La crisi economica sta generando nuove tendenze di consumo e i cambiamenti aprono la strada a nuove opportunità per le imprese che operano in un mercato in mutamento.

E-commerce nel mondo: nel 2012 valeva mille miliardi di dollari.  “Opportunità per ripensare un posizionamento di quei prodotti per i quali si rende necessaria un’esaltazione di fattori immateriali in grado di cogliere aspetti della tipicità della tradizione, etici e di difesa culturale, sociale ed ambientale”. Lo ha affermato Massimo Gargano a Sol 2014, durante la presentazione di Olitalyshop il portale e-commerce di Unaprol e aggiunge “con Il nuovo posizionamento il prodotto deve essere collocato nella mente del consumatore”. A livello mondiale l’e-commerce ha superato nel 2012 i mille miliardi di dollari, delineando un mercato globale in cui concorrere. La diffusione dei dispositivi mobili, smartphone e tablet e del mobile commerce, entro il 2015 spingerà il 50% della popolazione ad effettuare acquisti on line. A livello europeo il mercato dell’e-commerce ha raggiunto nel 2012 un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro, con una crescita del 22% rispetto al 2011.

In Italia, nel 2012 il settore e–commerce è cresciuto del 12%, raggiungendo una valore di 21,1 miliardi di euro. “Il dato fa riflettere, perché in un momento di congiuntura sfavorevole come l’attuale, lo sviluppo dell’e-commerce – sottolinea Pietro Sandali direttore generale di Unaprol – può rappresentare un’opportunità per promuovere il Made in Italy in generale e anche per rilanciare settori come l’agroalimentare. Analizzando la distribuzione del fatturato e-commerce nei vari settori si evidenzia che quelli che registrano il fatturato maggiore sono il tempo libero (57%) e il turismo(24%). L’alimentare pesa ancora troppo poco: solo l’1,2%. Per questo motivo Unaprol ha pensato di offrire una nuova opportunità alle proprie imprese che fanno alta qualità certificata.

Il portale dei soci Unaprol. L’indagine per soddisfare la richiesta di commercio elettronico delle aziende è partita da ciò che offre oggi la rete. L’immagine più ricorrente è quella dell’azienda agricola (38%), solitamente integrata verticalmente con un frantoio, cui segue il sito commerciale con il 35%. All’interno dei siti commerciali c’è posto anche per altri prodotti della dieta mediterranea e l’olio fa parte dell’assortimento proposto. Nel 54% dei casi la lingua presente all’interno del sito è solo quella italiana. Olitalyshop.it è il portale e-commerce dei produttori associati a Unaprol che accoglie i migliori oli extra vergine del nostro territorio, originali e non replicabili in altri posti del mondo. Il consumatore che sceglie l’acquisto on line ha la certezza dell’origine; acquista da chi produce le olive; contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio e porta a casa un olio extra vergine italiano unico. Gli oli extra vergine di Olitalyshop provengono solo dalle migliori varietà di olive, scelte dalle migliori aziende tutte inserite nel programma di tracciabilità di Unaprol. I prodotti vengono analizzati per accertarsi che rispondano ai rigidi standard del disciplinare di produzione Unaprol. Gli oli extra vergine di oliva sono poi certificati da un ente terzo per garantire al consumatore un prodotto 100% italiano, sicuro e di qualità. Tradotto in inglese e tedesco e in futuro anche in cinese e giapponese, punta ad incrociare la domanda mondiale di alta qualità italiana che proviene da consumatori evoluti culturalmente e con buone capacità di acquisto alla ricerca di un’origine certa catturata dalla grande rete di internet.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Concorso Sol d’Oro, tra 10 Paesi in competizione, Italia batte Spagna 10 a 5 (medaglie)

Concorso Intle Sol d'OroUn derby latino vinto dall’Italia 10 a 5 contro la Spagna. È la sintesi della 12ª edizione del Concorso Internazionale Sol d’Oro, vera e propria “Olimpiade” dell’olio extravergine d’oliva organizzata da Veronafiere come anteprima di Sol&Agrifood (6-9 aprile 2014), che si svolge in contemporanea con Vinitaly.

Elenco dei vincitori edizione 2014. Categoria oli fruttato leggero: Sol d’Oro all’Azienda Explotacion Jame s.l. di Villargordo (Jaen) – Spagna; Sol d’Argento alla Azienda S.C.A. Del Campo San Juan di Jean – Spagna; Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo. Categoria oli fruttato medio: Sol d’Oro alla Azienda Romano Vincenzo & C. snc di Bronte (Catania) – Sicilia; Sol d’Argento alla Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige; Sol di Bronzo alla Azienda Agricola Cetrone Alfredo di Sonnino (Latina) – Lazio.  Categoria oli fruttato intenso: Sol d’Oro alla Fattoria Nittardi di Castellina in Chianti (Siena) – Toscana; Sol d’Argento alla Muela-Oliva s.l. di Priego de Cordoba – Spagna; Sol di Bronzo all’Azienda Galgon 99 s.l. di Villanueva de la Reina (Jean) – Spagna. Categoria oli biologici: Sol d’Oro alla Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna; Sol d’Argento alla Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige; Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Quattrociocchi Americo di Alatri (Frosinone) – Lazio. Categoria oli monovarietali: Sol d’Oro all’Azienda Agricola La Quagliera di Spoltore (Pescara) – Abruzzo; Sol d’Argento alla Società Agricola Il Conventino di Monteciccardo (Monteciccardo, Pesaro e Urbino)- Marche; Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Miccione di Buccheri (Siracusa) – Sicilia.

A settembre, si inaugura in Cile Sol d’Oro Emisfero Sud. Una settimana di degustazioni alla “cieca” – da domenica 16 a sabato 22 febbraio – da parte di un qualificato panel di 13 giudici internazionali provenienti da Italia, Cile, Grecia, Slovenia e Spagna ha decretato i migliori oli extravergine d’oliva, suddivisi in cinque categorie: fruttato leggero, medio, intenso, monovarietale e biologico. «Anche in questa edizione di Sol d’Oro abbiamo avuto la conferma della straordinaria qualità degli oli in concorso presentati da aziende di tutte le aree produttive del mondo che hanno in Sol&Agrifood l’unico palcoscenico internazionale per dialogare e farsi conoscere – sottolinea Damiano Berzacola, vice presidente vicario di Veronafiere –. Da settembre di quest’anno presentiamo anche Sol d’Oro Emisfero Sud per incontrare le esigenze dei produttori di quell’area. Si inizia dal Cile per poi proseguire ogni anno in un paese a maggiore produzione olivicola, dalla Nuova Zelanda all’Argentina: una iniziativa che aggiunge una tappa importante al processo di internazionalizzazione dellerassegne made in Veronafiere».

(Fonte: Veronafiere)