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Il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Rimini

Boscolo Macfrut 2019

Dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali torna “in presenza” il Macfrut, la più importante kermesse italiana della filiera ortofrutticola, di nuovo ospite nelle strutture della Fiera di Rimini da martedì 7 a giovedì 9 settembre. La voglia del settore di ritornare a “relazioni di contatto” è stata sottolineata nella conferenza stampa di presentazione evidenziando numeri definiti “miracolosi”, vista la persistente situazione di incertezza a livello internazionale: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, etc), con circa il 20% di presenza straniera, adesione dei grandi player italiani del settore, più di 500 buyer internazionali accreditati, oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni e incontri stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità nel corso della tre giorni, a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. La contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, fa della tre giorni riminese il primo grande evento “in presenza” dedicato all’agrifood. E a questa rassegna internazionale torna “in presenza” anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, con la postazione nella collettiva di OPO Veneto (Pad. B5 – Stand 035), che in grande spazio centrale allestito con materiali ecosostenibili, offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta, nella quale saranno presentati i suoi più prestigiosi e importanti prodotti tipici DOP e IGP, garantiti 100% italiani. I consorzi partner della collettiva Veneto, oltre a quello del Radicchio di Chioggia Igp, sono i consorzi del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, dell’Aglio bianco polesano, dell’Insalata di Lusia e dell’Asparago di Badoere. Durante la fiera lo staff di Verde a NordEst realizzerà dirette streaming con i protagonisti Macfrut, che saranno poi diffuse in tutto il Nord Italia con il settimanale televisivo in onda sulle più importanti emittenti tv regionali.

Sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. «Ci collochiamo all’interno dell’area di Opo Veneto, che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – perché condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Salubrità, freschezza, stagionalità, garanzia di qualità – prosegue Boscolo – sono certificati dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, che esporremo nelle sue diverse presentazioni del prodotto fresco, dalle cassette per la ristorazione, alle confezioni per le famiglie, fino al prodotto in busta già lavato per il consumatore che lo vuole pronto in tavola. Assieme al prodotto fresco porteremo in esposizione anche alcuni dei prodotti gastronomici che lo contengono: paste fresche ripiene, buste di essiccato per risotti, torte e specialità da forno, pizze e birre artigianali. A settembre – conclude il presidente del Consorzio – ha preso avvio la campagna di raccolta della tipologia tardivo autunno-invernale di Radicchio di Chioggia Igp, i cui conferimenti quotidiani già iniziati all’Ortomercato di Chioggia mostrano un prodotto di ottima qualità e pezzatura». A Macfrut, organizzato da Cesena Fiera, (orario 9.30-18.00) si potrà accedere solo con Green Pass o titolo internazionale equivalente. Per chi ne è sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera. L’ingresso alla manifestazione è aperto agli operatori specializzati, con registrazione obbligatoria al sito www.macfrut.com.

Chioggia (VE), consegnati i riconoscimenti della prima edizione del Premio “Radicio de Vero”, indetto dal Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Da sx il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo, l’ex direttore di Opo Veneto e vicepresidente del CSO Italia, Cesare Bellò e il presidente di Opo Veneto, Adriano Daminato

Si è tenuta nei giorni scorsi, presso la sala convegni dell’Ortomercato di Chioggia, la prima edizione del Radicio de Vero, ossia il premio istituito dal Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp per riaffermare l’originalità di questo pregiato ortaggio, nel panorama dell’orticoltura regionale e nazionale, e allo tesso tempo premiare l’impegno e la costanza di uomini e donne che con il proprio lavoro hanno contribuito a far conoscere e valorizzare Chioggia e il suo territorio.

Un premio “Vero” di nome e di fatto. “In Veneto – ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo –  si produce più di metà del radicchio di tutta Italia ed il Radicchio di Chioggia è primo per superficie coltivata e quantità di produzione, mentre in tutto il mondo si sono diffuse tipologie che lo imitano, ma non lo eguagliano. Unicità e autenticità vere, dunque, sono riassunte dall’oggetto del premio Radicio de Vero, ma anche il lavoro ne fa parte insieme al conseguimento di quella promozione del territorio chioggiotto di cui anche il nostro Radicchio è a tutti gli effetti ambasciatore”. E il valore dell’originalità è riassunto anche nel nome del Premio, dove la parola “Vero” sta per autentico, in quanto il vero Radicchio di Chioggia Igp è quello che, oltre a potersi fregiare dei loghi comunitari, ha alle sue spalle un secolo di storia ed è ottenuto da seme autoctono conservato gelosamente e tramandato dalle famiglie degli ortolani che lo coltivano secondo uno specifico disciplinare nel territorio di 10 comuni, delle provincie di Venezia, Padova e Rovigo. Ma de vero è anche il materiale con il quale è realizzato il premio. Un’eccellente opera d’arte che il Consorzio ha fatto realizzare dalla storica fornace Linea Valentina di Murano, proprio perché non poteva essere che un altro caratteristico storico mestiere artigianale della Laguna Veneta, riconosciuto in tutto il mondo, a realizzare un’opera preziosa per premiare l’impegno di coloro che, con il loro lavoro, si sono fatti portavoce della bellezza, della cultura, della ricchezza della città di Chioggia e del suo territorio.   

La scelta dei premiati è stata affidata ad una commissione formata dallo stesso presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo, dall’assessore all’Agricoltura del comune di Chioggia, Daniele Stecco, dal presidente della Pro Loco di Chioggia e Sottomarina, Marco Donadi, e dal responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio di tutela, il socio Argav Umberto Tiozzo.  Per la categoria Cultura, il premio Radicio de Vero è stato assegnato a Pierluca Donin, direttore di Arteven, il circuito teatrale del Veneto, e presidente dei 14 circuiti italiani, per essere il regista delle “Baruffe in Calle”: lo spettacolo itinerante, che ha compiuto 24 anni, il cui allestimento richiede la collaborazione di musicisti, comparse, barche storiche e soprattutto il coinvolgimento di Chioggia come scenografia naturale della commedia di Carlo Goldoni. “Per me – ha commentato Donin – è un grande privilegio ricevere un premio, il “Radicio de Vero”, che rappresenta uno dei simboli gastronomici della mia terra. Come nelle Baruffe, nel Radicchio di Chioggia Igp, è sedimentata l’immagine della Città, il suo passato, ma anche il suo presente e le Baruffe sono anche una rappresentazione culturale della tavola chioggiotta. Lo spettacolo finisce con un grande banchetto attorno al quale le famiglie dei pescatori si ripacificano. Quindi c’è un rapporto molto stretto tra il lavoro che stiamo portando avanti con il tetro, appena il Covid ci permetterà di tornare a calcare le scene, e l’impegno del Consorzio, ossia la tutela dell’immagine e della cultura di questa terra. E’ una responsabilità importante, ma della quale andiamo fieri”.  

Per la categoria Economia: il premio Radicio de Vero è andato a Cesare Bellò, in qualità divero esperto del settore ortofrutticolo. Ex direttore di Opo Veneto, vicepresidente del CSO Italia, Centro servizi ortofrutticoli, è di fatto “l’Uomo del Radicchio”, come gli è stato recentemente riconosciuto al MacFruit di Rimini. Un uomo che si è speso molto per i radicchi veneti e molto ha fatto anche per il Chioggia Igp.  “E’ sì, la mia è stata una vita spesa per il radicchio – ha commentato Bellò – e oggi vedermi premiato con il “Radicio de Vero” dà un significato a questo lavoro che ho portato avanti per tanti anni. Un lavoro che indubbiamente ha dato i suoi frutti: i radicchi sono stati la prima verdura ad essere chiamata per nome in Europa. Chioggia, Verona, Treviso, Castelfranco sono nomi geografici che oggi designano anche eccellenze del territorio veneto. Questa è la strada giusta perché il consumatore moderno non si accontenta più di indicazioni generiche, vuole conoscere l’origine e la provenienza di ciò che porta in tavola. Come per il vino si è passati dal sommario “vino da tavola” alla richiesta di etichette espressione dei territori, la stessa cosa deve continuare ad accadere per le produzioni orticole. La Comunità Europea ci affianca in questo, e le politiche europee non sono altro che i ‘desiderata’ dei consumatori europei, basta saperle interpretare e avremo un mercato. E sono convinto che questa situazione creata dal Covid non sia in tutto un male per il nostro settore: questa pandemia ci ha insegnato ad usare più tecnologia, penso al web come strumento capace di mettere in contatto tutto il mondo. E quindi, grazie a questo, anche la produzione locale può assumere una rilevanza internazionale”.  

šIl premio consegnato ai vincitori

Per la categoria Sport, il nome prescelto è stato quello di Franco Cerilli, riferimento importante nel mondo del calcio chioggiotto e non solo, grazie ad una carriera calcistica importante, costruita tra gli anni ’70 e ’80, indossando le maglie dell’Inter e del Lanerossi Vicenza, vivendo, con quest’ultima, la straordinaria annata del cosiddetto Real Vicenza, nel ‘78, segnata dallo storico secondo posto in serie A insieme a Paolo Rossi, scomparso in questi giorni. E proprio la vicinanza e l’amicizia di Cerilli con l’eroe del Mundial ’82, e il conseguente lutto, è stato il motivo per il quale l’ex calciatore chioggiotto non ha potuto presenziare alla cerimonia di premiazione. “Questo premio – ha concluso il presidente Giuseppe Boscolo Palo – rappresenta la volontà del Consorzio di non fermarsi neanche in questo momento dominato dalle paure create dal Covid-19. E’, anzi, rappresenta un modo per reagire e continuare con il nostro impegno di promozione di  questo straordinario prodotto della terra chioggiotta. Di continuare ad aggiungere pagine importanti a questa storia che ha quasi raggiunto la soglia dei 100 anni e che ancora deve andare avanti. Siamo convinti che ‘il prodotto promuove il territorio’ e questo territorio, lo abbiamo visto coinvolgendo gli altri storici mestieri della laguna, è una fucina di creatività, oltre ad essere una terra fertile nella quale l’orticoltura rappresenta un posto di eccellenza per le buone pratiche agricole e ambientali che continuano ad essere il faro di questa produzione. E’ questa la terra che vogliamo far conoscere e sempre più valorizzare”.  

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp/Speak Out

7-8 giugno 2018, il Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Rosolina (RO) festeggia i suoi primi trenta anni

Oltre 50 espositori tra associazioni, enti e ditte di prodotti per l’ortofloricoltura; 13 aziende specializzate che presentano 25 diverse attrezzature per le piccole-medie imprese orticole professionali; visite guidate a ben 25 prove sperimentali ortofloricole; due convegni, incontri, dirette web-radio e molto altro.Questi i numeri che annunciano le celebrazioni per il trentennale (1998-2018) del Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura, in programma nei giorni 7 e o 8 giugno prossimo a Rosolina (Ro).

Un appuntamento imperdibile per tecnici, operatori e appassionati di ortofloricoltura che durante la “due giorni” troveranno utili risposte per la loro attività.Del resto, “Po di Tramontana”, grazie al lavoro svolto negli ultimi tre decenni, è divenuto un fondamentale punto di riferimento per il comparto, operando costantemente sulla valorizzazione delle produzioni tipiche regionali. Basti pensare al recupero e alla conservazione del germoplasma autoctono tipico del Veneto di colture quali l’asparago, i radicchi veneti, l’aglio bianco polesano, il carciofo violetto di S. Erasmo e di Chioggia, la patata dolce (americana) con prove in campo, di moltiplicazione e conservazione in vitro presso il laboratorio di micropropagazione del Centro stesso.

Innovazione orticola e floricola. Di pari passo, proprio qui, l’Agenzia regionale ha messo a punto negli anni interessanti tecniche agronomiche di coltivazione a basso impatto ambientale e sostenibili, anche dal punto di vista economico. Particolarmente importanti risultano le prove di confronto varietale e di tecnica di coltivazione effettuate sulle novità orticole di maggior interesse per il Veneto, sui materiali di produzione innovativi e sulle novità varietali resistenti e/o tolleranti alle principali fitopatie per una produzione a basso input chimico. Anche in floricoltura il Centro “Po di Tramontana” ha svolto una costante attività di verifica in campo delle condizioni colturali, climatiche e di mercato locali, considerato che le nuove varietà delle più importanti colture da vaso fiorito vengono costituite principalmente all’estero in ambienti spesso profondamente diversi da quello veneto. Tutto questo know how, a partire dalle prove sperimentali in campo, sarà a disposizione di tecnici e appassionati in occasione delle celebrazioni per il trentennale del Centro “Po di Tramontana”.

È previsto lo svolgimento di due convegni: “L’innovazione per l’ortofloricoltura, i 30 anni del Centro Po di Tramontana”  (7 giugno) e “Il recapito fitosanitario ortoflorovivaistico: un servizio per tecnici e imprese” (8 giugno) ai quali interverranno prestigiosi esperti del settore e i tecnici che hanno segnato la storia del Centro, ricordiamo un’eccellenza a livello non solo nazionale.In attesa delle celebrazioni del 7 e 8 giugno p.v., Veneto Agricoltura ha già reso disponibile uno spazio ad hoc su Facebook ricco di informazioni sull’evento.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

9-11 maggio 2018, torna a Rimini Macfrut, presenza nutrita dei prodotti veneti, tra cui il radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo Palo mentre raccoglie il radicchio di Chioggia Igp

Da oggi, mercoledì 9 a venerdì 11 maggio a Rimini si tiene Macfrut, il salone nazionale dell’ortofrutta che porta in vetrina il meglio della produzione orticola e della filiera ‘made in Italy.

Veneto quarta regione italiana per produzione. Con oltre 855 milioni di euro di valore di produzione, il settore ortofrutticolo vale poco meno di un sesto dell’intero comparto agricolo regionale (5,4 miliardi di euro) e tira la volata all’export veneto. Su scala nazionale, la frutta e gli ortaggi prodotti in Veneto rappresentano l’8 per cento del ‘made in Italy: il Veneto è infatti la quarta regione per volume di produzione, dopo Sicilia, Puglia, Emilia Romagna e ex-aequo Campania.

I primati del Veneto nel settore ortofrutticolo sono le insalate (160 milioni di euro di fatturato) e le patate (68 milioni di euro), la frutta a guscio (primi in Italia con oltre mille ettari coltivati e 13 milioni di fatturato), le mele (secondi al Trentino Alto Adige) e le pere (dopo l’Emilia Romagna), i kiwi (oltre 35 milioni di fatturato), i funghi (60 milioni).La ‘palma’ nella vocazione ortofrutticola va alla provincia di Verona, che da sola rappresenta il 51 per cento dell’intera produzione regionale e quasi il 70 per cento dei frutteti veneti: è infatti ‘regina’ nella produzione mele, pere, fragole, kiwi, pesche e ciliegie. L’intero Veneto sale sul podio del ‘made in Italy’ con le sue varietà di radicchio (siamo i primi produttori in Italia, con 40 milioni di fatturato) e di asparagi.

Gli interventi regionali a favore dell’ortofrutta. “In Veneto uno su tre è associato ad una delle 18 organizzazioni di produttori, acquistando, così, più competitività sul piano delle produzioni, della qualità e della globalizzazione”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Pan. Che ricorda una serie di azioni intraprese dalla regione a loro favore: dai disciplinari di qualità del marchio ‘Qualità Verificata’ alle misure del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 dedicate alla salvaguardia dell’agroambiente, al finanziamento di programmi specifici di ricerca per prevenire e contrastare con metodi naturali i diversi ‘killer’ della frutta e degli ortaggi.

Il “principe rosso”. A proposito di organizzazioni di produttori, alla fiera partecipa il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, all’interno dell’area di OPO Veneto (Padiglione B5 – Stand 35/75) assieme ad altri Consorzi in associazione temporanea d’impresa. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia, perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. L’ambientazione degli stand, collocati tra filari di alberi, vuole idealmente rappresentare come e dove coltiviamo i nostri ortaggi: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell’ambiente. E’ l’applicazione del concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un’agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore. E’ un messaggio – prosegue Boscolo – di salubrità, di freschezza, di stagionalità, di garanzia di qualità, certificata dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia. Maggio è il periodo di piena produzione della tipologia precoce primaverile di radicchio di Chioggia Igp, con conferimenti quotidiani al nostro Ortomercato, che purtroppo quest’anno, a causa dell’avverso andamento climatico di fine inverno, sono in considerevole calo essendo la resa produttiva per ettaro molto inferiore alla norma”.

Ingresso gratuito a Macfrut con orario 9.30-18.00 previa registrazione nel sito internet della fiera o direttamente alla reception.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Consorzio Radicchio di Chioggia Igp

Ortofrutta, la Commissione europea proroga di un anno gli aiuti post embargo russo

Le azioni di monitoraggio del mercato condotte dalla Commissione europea indicano chiaramente che le misure fin qui adottate per sostenere il comparto ortofrutticolo dell’UE colpito fin dal 2014 dall’embargo russo hanno sensibilmente migliorato la situazione di mercato per le colture non permanenti (ad esempio gli ortaggi). La maggior parte della produzione colpita dall’embargo è stata così reindirizzata verso mercati alternativi e i prezzi di mercato si sono stabilizzati. Tuttavia, poiché le cosiddette colture permanenti (alberi da frutto) sono meno adattabili ai cambiamenti, dal 1 luglio 2017 si è ritenuto di destinare delle nuove misure proprio a questo settore.

Nel dettaglio. Nell’ambito delle misure eccezionali, i produttori individuali beneficiano di tassi di cofinanziamento UE più elevati rispetto a quelli delle misure di sostegno ordinarie. Gli agricoltori ricevono un finanziamento europeo del 100% per i ritiri destinati alla cosiddetta distribuzione gratuita (ossia, cessione della frutta in beneficienza a fini di consumo), che consente di evitare gli sprechi alimentari. La frutta ritirata dal mercato ma non effettivamente consumata (ad esempio, inviata direttamente al compostaggio), o raccolta prima della maturazione (la cosiddetta vendemmia verde) o non raccolta affatto, riceve livelli di sostegno più bassi. Il regime copre un quantitativo massimo di 165.835 tonnellate di frutta, suddivisa in quattro categorie di piante: mele e pere; prugne; agrumi; pesche e pesche noci. La misura riguarda 12 Stati Membri, a cui verranno applicati volumi di ritiro differenziati per garantire che il sostegno finanziario arrivi ai produttori che più ne hanno bisogno.

Il quadro del sostegno. In aggiunta alla proroga di queste misure eccezionali, i produttori ortofrutticoli europei continuano a beneficiare di altre misure nell’ambito della PAC come i pagamenti diretti, il finanziamento dello Sviluppo rurale e il sostegno finanziario per le Organizzazioni di Produttori, per un importo complessivo di circa 700 milioni di euro all’anno.

Fonte: Europe Direct Veneto

A Macfrut 2016, il “principe rosso” di Chioggia prende i visitatori per la gola

tagliolini-con-fasolari-e-radicchio-igpApre i battenti mercoledì 14 settembre a Rimini Fiera la 33a edizione Macfrut a cui partecipa anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, a fianco della postazione dell’Ortomercato di Chioggia.

Prodotti di qualità in ambienti di qualità. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto (Padiglione B5 – Stand 115/118/155) che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato, perché ne condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità”, spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo.

Tra le iniziative del Consorzio in programma durante la fiera, nella mattinata di giovedì 15, c’è la degustazione di Radicchio di Chioggia e fasolari in collaborazione con la coop. “La Sciabica”, che mostrerà come gustare a tavola i gustosi molluschi che si pescano in Alto Adriatico a poche miglia dalle coste di Chioggia insieme al rinomato “principe rosso”. L’ingresso al Macfrut 2016 (fino al 16 settembre) è gratuito, previa registrazione nel sito della Fiera o direttamente alla reception.

Fonte: Consorzio Radicchio di Chioggia Igp

Produttori ortofrutticoli veneti in squadra a Macfrut 2016 all’insegna della sostenibilità. E intanto, in Veneto, si inizia a raccogliere il radicchio precoce Igp.

precoceOpo Veneto (Organizzazione produttori ortofrutticoli) a Macfrut 2016,  che si terrà a Rimini dal 14 al 16 settembre, (Padiglione B5 – Stand 118) giocherà la carta della sostenibilità: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in un ambiente di qualità.

Una grande squadra. Il suo stand replicherà l’immagine di una “grande nave” in viaggio con un carico di positive attese per i produttori e i consumatori. Rispetto alla passata edizione sono stati rivoluzionati gli spazi per dare con più forza l’idea di una grande squadra, che rappresenti il fiore dei prodotti veneti e di aree dove opera OPO Veneto. Saranno presenti in grande evidenza i Consorzi di tutela dei radicchi Igp (precoce e tardivo di Treviso, variegato di Castelfranco, tondo di Chioggia e semilungo di Verona), delle insalate di Lusia, dell’aglio bianco Dop polesano, dell’asparago Igp di Badoere, di aziende, e di autorevoli cooperative ortofrutticole. Una novità: la cooperativa “Freschi di Puglia”, una “new entry” nella squadra OPO Veneto. Nella stessa area si troveranno il Mercato ortofrutticolo di Chioggia, la Cooperativa Bronte, CoopCredit, SpazioVerdeWBAColdiretti Veneto con l’ Associazione Rete Bio Innovativa del Veneto e gli associati OPO Veneto (Consorzio Freschissimi, Soc. Agricola Mancon, Soc. Agricola Menin, La Perla con i topinambur, Soc. Agricola Funghi Piave, Cooperativa Terre Euganee, Cooperativa PAF dal Fucino, Cooperativa Freschi di Puglia,gruppo di produttori area Chioggia, Piattaforma di Lusia, Magazzino Mezzi tecnici).

Fruit Bar. OPO Veneto, inoltre, si è impegnata con “Fruit  & Veg Fantasy Show”, che, in uno spazio centrale, aprirà un Fruit Bar per esaltare gli aspetti salutistici e gustativi dei prodotti. Saranno presentate  proposte curate da  Cooking Academy e Gambero Rosso. Al centro dello stand, in posizione strategica per facilitare i contatti, sarà organizzata una spaziosa reception dove saranno accolti i visitatori e gli operatori, mentre lungo il corridoio perimetrale si distingueranno sei grafiche con il codice QR, che inviteranno ad andare in internet per scoprire la gamma dei  prodotti OPO Veneto così suddivisa: DOP-IGP, Radicchi, Freschissimi, Funghi, Ortaggi a foglia e a frutto, Ortaggi da radice. “L’obiettivo, commenta il presidente di OPO Veneto Adriano Daminato, che sarà a Rimini con il consigliere delegato Cesare Bellò, il direttore Francesco Arrigoni e lo staff commerciale, è di presentare, con grande autorevolezza,  la nostra squadra, di valorizzare relazioni e potenzialità e di proporre i  nostri  servizi strategici e di supporto, ai fini di sviluppare opportunità di sinergie commerciali e di reddito per i produttori”.

Inziata la raccolta del radicchio precoce. Nel frattempo, in Veneto, lo scorso primo settembre, è iniziata la stagione del Radicchio Rosso di Treviso IGP. Da disciplinare, infatti, è con l’inizio di settembre che può prendere avvio la raccolta in campo e commercializzazione della varietà Precoce dell’Indicazione Geografica Protetta, coltivata inelle province di Treviso, Padova e Venezia. L’annata si presenta buona dal punto di vista qualitativo, grazie alle escursioni termiche giornaliere e al buon andamento climatico estivo che non ha comportato stress idrici per le piante coltivate in pieno campo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce – se coltivato secondo il disciplinare IGP – si presenta con cespi compatti. “Registriamo un ritardo di una settimana sui tempi di raccolta – spiega il presidente del Consorzio, Paolo Manzanma ci si aspetta una buona qualità dal punto di vista organolettico per il prodotto della zona di origine e prezzi interessanti all’ingrosso attorno ai 2 € al kg”. Va ricordato che la varietà Precoce, da non confondere con il Tardivo che arriverà dopo la seconda brinata di novembre, si distingue per la differente tecnica di coltivazione (con forzatura che avviene in campo, tramite legatura dei cespi per 15/20 giorni, mentre per il Tardivo l’imbianchimento si realizza in acqua) e per la forma tipica allungata con foglia e costolatura più larghe.

Fonte: Servizio Stampa Opo Veneto e Consorzio Radicchio Rosso Treviso Igp

Giuseppe Boscolo Palo torna alla guida dell’Ortomercato di Chioggia (VE)

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Giuseppe Boscolo Paolo con i soci ARGAV al Festival delle Dop Venete brinda con la Rossa di Chioggia (birra artigianale) e i dolcetti a base di radicchio di Chioggia Igp

Dopo la conferma a presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo, socio ARGAV,  torna anche alla guida dell’Ortomercato di Chioggia. L’insediamento è avvenuto qualche giorno fa, ma la nomina ad Amministratore Unico della Società di Gestione di Ortomercato è stata deliberata nell’assemblea straordinaria del 6 maggio scorso, che ne ha anche modificato lo statuto per adeguarlo alle nuove disposizioni di legge sulle società partecipate.

Mercato, condizioni detoriorate. “Vorrei poter dire che ricominceremo da dove abbiamo lasciato – esordisce Giuseppe Boscolo – ma in questi tre anni e più si sono progressivamente deteriorate sia le condizioni generali esterne che la situazione interna del mercato. A detta degli esperti, la nostra tipologia di radicchio ha delle potenzialità incredibili, ma qui non siamo ancora riusciti ad esprimerle. I conferimenti dell’ultimo periodo sono in calo, così come le quotazioni sono crollate sotto i costi di produzione, che vanno dai 40 agli 80 centesimi al chilo, a seconda che si tratti di radicchio tardivo o precoce”.

Chioggia, brand ricco di valore territoriale. “L’Ortomercato è collocato all’interno della zona di produzione del Radicchio di Chioggia Igp – spiega Giuseppe Boscolo – dove deteniamo un patrimonio di esclusività che può permetterci di distinguere il radicchio coltivato qui dall’universo dei radicchi tondi: si tratta del seme autoctono. Perciò la strada da percorrere per me è chiara: negli anni ci siamo specializzati nella produzione di radicchio, “Chioggia” è un brand ricco di valore territoriale, quindi l’alternativa al generico radicchio tondo è il “Radicchio di Chioggia Igp”. E’ l’unica, e forse l’ultima, possibilità che abbiamo. E’ mia intenzione farmi affiancare nella gestione da un comitato tecnico, costituito dai rappresentanti delle Organizzazioni dei Produttori che partecipano alla società Chioggia Ortomercato: Opo Veneto e Apo Veneto Friulana. Così, mentre il Consorzio di tutela si deve occupare della promozione, l’Ortomercato deve diventare “Il Mercato del Radicchio di Chioggia Igp”, occupandosi della commercializzazione, grazie soprattutto alle Op, che possono rappresentare l’anello di congiunzione fra il Consorzio, il Mercato e la Grande Distribuzione Organizzata”.

Prossime mosse. “Il lavoro da svolgere assieme è tanto e difficile – conclude Boscolo Palo – ma dobbiamo agire con rapidità per recuperare il tempo perduto. In stretta intesa fra Consorzio e Op possiamo redigere un elenco di produttori, conoscere gli ettari investiti a radicchio e prevedere le tonnellate in gioco anno per anno, per riuscire a governare l’offerta. Serve poi anche avviare una stretta collaborazione per poi arrivare all’unificazione fra i due Mercati alla produzione del territorio dell’Igp, vale a dire Chioggia e Rosolina, attraverso i quali oggi transita circa il 30 per cento del prodotto, per riuscire ad attrarre la restante parte che attualmente viene commercializzata attraverso altri canali”.

Fonte: Servizio Stampa Ortomercato di Chioggia

Consorzio Tutela Radicchio Igp di Chioggia, riconfermato alla presidenza Giuseppe Boscolo Palo

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da sx, Gazzola, Boscolo e Dughiero durante la partecipazione del Consorzio alla fiera di Berlino

Giuseppe Boscolo Palo, socio ARGAV, è stato riconfermato per acclamazione presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia. Come previsto dal nuovo statuto, sarà affiancato anche da un vicepresidente, il produttore e confezionatore Patrizio Garbin, anch’egli acclamato dal CdA, nel quale l’assemblea del 26 aprile scorso ha confermato anche Michele Boscolo Nale, Roberto Boscolo Bacchetto, Claudio Ferro, Cesare Bellò e Roberto Pavan, assieme alle matricole Vittorio Agostini ed Emanuele Baldin.

Berlino- G.Boscolo e P.Garbin

Sempre alla fiera di Berlino, da sx Giuseppe Boscolo e Patrizio Garbin

Gli obiettivi del prossimo mandato. «Questo nuovo gruppo dirigente – spiega Giuseppe Boscolo – è costituito da persone fortemente motivate e decise ad agire per l’affermazione sul mercato del Radicchio di Chioggia Igp. Assieme intendiamo proseguire nella sua valorizzazione e conoscenza con azioni ancora più stringenti per tentare di sollevare le sorti dei produttori e dell’intero comparto, sempre più schiacciato da una politica dei prezzi che ancora non tiene conto del valore aggiunto, in termini di tracciabilità e qualità, espresso nell’area a Indicazione Geografica Protetta. Il lavoro del nuovo Consiglio Direttivo sarà impegnativo, i tempi sono difficili, e soprattutto dovrà riuscire là dove finora l’azione intrapresa dal Consorzio non si è tradotta in una piena affermazione, ossia nell’aumento delle produzioni certificate e in una ancor più marcata identificazione del Radicchio di Chioggia attraverso la sua storia, le sue peculiarità e le caratteristiche che lo rendono unico e irriproducibile».

Consorzio, ora può anche agire sulla tutela del prodotto. «Le azioni sviluppate in questi tre anni trascorsi – prosegue il presidente – ci ha fatto conseguire visibilità anche oltre i confini nazionali. Inoltre, è di pochi giorni fa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 99 del 29/04/2016, N.d.R.) del Decreto di riconoscimento da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che attribuisce autorevolezza e nuove funzioni al Consorzio, infatti alla promozione si aggiunge la tutela del prodotto, cosa che ci permette di collaborare nella azione di vigilanza con l’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari».

Successo del prodotto legato a specificità qualitative e ambientali. «Ma per ricostruire un sistema strutturato – precisa Giuseppe Boscolo Palo – serve anche un cambio culturale e operativo. Le possibilità di successo sul mercato del Radicchio di Chioggia sono collegate alla organizzazione della fase produttiva, all’efficienza logistica, alla reputazione dell’intero sistema. Si potranno aprire spazi importanti se si sarà in grado di vendere vera credibilità, in quanto meritata sul campo, e in grado di presentare fatti concreti in termini di qualità, anche sovrastrutturale. E tutto questo, per me, sta dentro alla denominazione IGP. Fondamentale, per questo, è l’inserimento del Radicchio di Chioggia nel progetto regionale di “Caratterizzazione qualitativa e ambientale”, grazie al quale, oggi, abbiamo schede aggiornate non solo sulle proprietà organolettiche e salutistiche del Radicchio di Chioggia, ma anche sulla salubrità del territorio di coltivazione. Inoltre, anche gli approfondimenti gustativi programmati in questi giorni da Veneto Agricoltura, con i quali si valuteranno le differenze al palato tra il Radicchio di Chioggia prodotto da seme professionale autoctono e il radicchio tondo generico prodotto da seme commerciale ibrido, saranno utilissimi per azioni informative rivolte non solo alle catene distributive e commerciali, ma anche e soprattutto ai consumatori, che, scegliendo in modo consapevole, potranno essere il nostro migliore alleato».

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Radicchio Igp di Chioggia

Internazionalizzazione, sostenibilità e innovazione, gli obiettivi di Fruit&VegSystem, dal 4 al 6 maggio 2016 a Verona

ortofruttaInternazionalizzazione, logistica, packaging, ricerca genetica e informatica, ma anche certificazione del processo e del prodotto e analisi sensoriali per promuovere l’ortofrutta. Sono questi i temi di Fruit&Veg System, la start-up promossa da Veronafiere e Agrifood Consulting, in programma (con ingresso gratuito) da oggi a venerdì 6 maggio a Verona, con focus importanti per favorire la commercializzazione di un comparto come quello dell’ortofrutta, con un fatturato complessivo in Italia di oltre 20 miliardi di euro. Tra i partner della nuova iniziativa CSQA Certificazioni, CSO – Centro Servizi Ortofrutticoli, ENAMA-Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola e IAM-Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari.

Osservatorio. Insieme al Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona, la manifestazione dedicherà una specifica attenzione alle tendenze del mercato e al consumatore. Oggi, alle ore 10, nell’area Agorà del padiglione 1, sarà infatti presentato «Foodchoice Forecast», un osservatorio in grado di prevedere, attraverso le abitudini di acquisto e di consumo, le esigenze del consumatore e del mercato in materia di ortofrutta e di internazionalizzazione.

Una giornata dedicata alla logistica e ai trasporti. Produttori, imprese, enti, consorzi, trasformatori, trader, mondo accademico si confronteranno, invece, giovedì 5 maggio (dalle 10 alle 18, programma sul sito) nel Logistic Day, giornata interamente dedicata alla logistica e ai trasporti, elemento determinante per lo sviluppo della commercializzazione e dell’internazionalizzazione dell’ortofrutta. Dal territorio non mancheranno i casi di successo della piattaforma di Veronamercato (fondamentale polo logistico strategico verso i mercati esteri), del nodo intermodale del Quadrante Europa (primo interporto europeo) e del polo aeroportuale Verona Villafranca-Montichiari, con la sua vocazione al cargo perishable.

Revisione termini embargo Russia in vista? Venerdì 6 maggio, alle ore 10, nell’area Agorà del padiglione 1, è in programma il bilaterale Italia-Russia, grazie alla partnership tra Fruit&Veg System, Eurasiatx ed Eurasian Communication Center. Con una probabile revisione a breve del regime sanzionatorio dell’embargo e una ripresa degli scambi anche nel settore agroalimentare, per l’ortofrutta italiana si riaffaccia l’opportunità di accedere a un mercato comune da 180 milioni di abitanti che, sull’esempio di quello europeo, introdurrà le regole della libera circolazione delle merci tra Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.

Sostenibilità. A Fruit&Veg System, inoltre, l’ente certificatore CSQA dialogherà con tutti gli attori della filiera (produttori, distributori, trasformatori, fino al consumatore) per definire un modello condiviso di sostenibilità ambientale, economica e sociale per le produzioni ortofrutticole italiane di eccellenza e, più in generale, per quelle del bacino mediterraneo.

Diventare giudice sensoriale. Con la collaborazione del Centro Studi Assaggiatori, Fruit&Veg System ospiterà corsi per la formazione di giudice sensoriale. Lo scopo è quello di comunicare la tradizione, la cultura e la specificità dei prodotti e dei territori da cui proviene l’ortofrutta mediterranea. Alla manifestazione saranno presentati anche casi di eccellenza nelle nuove frontiere della produzione, che privilegiano – accanto alla qualità e alla quantità delle produzioni – gli aspetti nutrizionali.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere