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Agricoltura, più investimenti, ma la Pac non sempre è un affare

C’era anche (virtualmente) Paolo De Castro, vice presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento UE, all’incontro dello scorso 8 marzo a Veneto Agricoltura su Investire in agricoltura e Nuova PAC: dall’assessore regionale Giuseppe Pan, al direttore dell’Agenzia Alberto Negro, i presidenti delle organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri), le banche (FriulAdria/Credit Agricole), l’Università di Padova (il Tesaf), il CREA, etc.; tutti presenti per capire il trend “economico” del settore primario e cosa dovranno aspettarsi gli agricoltori dalla futura politica agricola europea, la PAC.

A Bruxelles avviate le discussioni slla Pac post 2020. Un focus, quello organizzato a Legnaro (Pd) da Veneto Agricoltura-Europe Direct, d’intesa con Regione e Università di Padova, per fornire al mondo agricolo e istituzionale strumenti di discernimento. Non solo parole ma dati. Che facevano riferimento al volumetto appena pubblicato da Veneto Agricoltura-Europe Direct proprio su “Investire in agricoltura”. Del resto in questi giorni a Bruxelles sono state avviate le discussioni sulla PAC post 2020, con la messa in rete da parte della Commissione europea di una consultazione pubblica aperta (fino al 2 maggio).

Lo scenario dell’agricoltura veneta è stato descritto da Renzo Rossetto (Veneto Agricoltura). Negli ultimi dieci anni (periodo 2005-2015) le superfici investite nelle principali colture agricole in Veneto sono passate da circa 645 mila ettari a 580 mila, con un calo del -10%: giù gli ettari coltivati a cereali (-20%), orticole (-32%) e frutticole (-23%); in crescita (+8%) la vite (effetto Prosecco) e le colture industriali (+19%), trainate dall’espansione della soia. Anche il numero di allevamenti segna il passo: 3.600 quelli di bovini da latte nel 2015 (-60% rispetto al 2005), che registrano la flessione più rilevante; circa 2.200 quelli di suini (-45%), in calo anche gli allevamenti di bovini da carne (-7%) e avicoli (-6%). Nonostante ciò, l’investimento medio per azienda, vera cartina di tornasole, evidenzia una maggiore propensione delle aziende ad investire: in crescita gli ettari mediamente coltivati dalle aziende per tutte le principali colture (gli aumenti maggiori per vite e cereali). Anche gli allevamenti vedono aumentare il numero medio di capi per azienda: raddoppiano, ad esempio, il numero di vacche da latte per allevamento, in forte crescita anche il numero di capi avicoli (+45%) e suini, mentre scende leggermente il numero di capi bovini per allevamento.

Conviene o non conviene investire in agricoltura? Prova del nove è il valore della produzione per ettaro o per singolo allevamento: quasi raddoppiato, sostengono gli economisti dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario il valore prodotto da un ettaro di vite, che supera gli 11.000 euro, in forte crescita anche quello delle orticole (da poco meno di 38 mila a oltre 43 mila euro/ettaro), cereali (+35%) e frutticole (+24%). Per quanto riguarda la zootecnia, triplicato il valore prodotto per singolo allevamento di vacche da latte, quasi raddoppiato quello suinicolo, +83% per l’allevamento avicolo. Ciò significa che nonostante il calo di superficie e di aziende, quelle rimaste riescono ad impiegare in maniera più efficiente ed efficace i fattori produttivi e ad aumentare la produttività aziendale.

Strategia. In questa logica, l’assessore regionale Giuseppe Pan, che ha aperto i lavori, è stato chiaro: “L’obiettivo più importante è quello di mantenere, come minimo, gli attuali finanziamenti comunitari. Non sarà facile, perché tutto dipenderà dal bilancio che l’Unione Europea avrà a disposizione nel periodo 2020-2027 e dalla consistenza del relativo capitolo agricolo. Inoltre, sono prevedibili forti pressioni da parte di tutti gli Stati Membri, a cominciare da quelli dell’Est Europa. L’Italia dell’agricoltura, a differenza di quanto accaduto in passato, dovrà fin da subito fare fronte comune e lavorare in squadra per far sì che la nuova PAC possa sostenere le filiere produttive più deboli”.

Possibili scenari. Anche per il direttore dell’Agenzia Veneto Agricoltura, Alberto Negro è giunto il tempo di avviare il dibattito sul futuro della PAC. Futuro che, al momento, sulla base di quanto si sta delineando a livello europeo, vede vari possibili scenari: mantenimento delle regole attuali della PAC; una PAC che punti solo su alcune priorità quali per esempio la gestione del rischio, i servizi a favore dei cambiamenti climatici e degli ecosistemi, ecc.; una PAC che metta in sinergia i Pagamenti diretti e la gestione del rischio; una PAC che preveda una nuova ridistribuzione delle risorse; fino ad arrivare addirittura all’ipotesi di un possibile smantellamento della politica agricola europea e una conseguente completa sua liberalizzazione, come chiedono alcuni vari del Nord Europa. Fortunatamente alcuni di questi sono solo scenari ipotetici con scarse possibilità di affermazione. La PAC post 2020 è dunque tutta da costruire ma proprio per questo è importante monitorare il dibattito in atto a livello europeo e risultare propositivi a livello nazionale e regionale.

Parola d’ordine, semplificare. Anche gli interventi dell’Università di Padova (proff. Luca Rossetto, Samuele Trestini) e di Crea (Andrea Povellato) hanno messo a confronto la futura PAC con i possibili strumenti a disposizione degli agricoltori, offrendo valutazioni e proiezioni sugli scenari in campo e strumenti di analisi utili alla Regione e agli stakeholders per definire la piattaforma che sarà di riferimento per i negoziati che andranno intrapresi con la burocrazia di Bruxelles. Quest’ultima è stata una dei grandi imputati nella discussione apertasi grazie alla tavola rotonda coordinata da Alberto Andrioli de L’Informatore Agrario. Dal neo presidente di Confagricoltura Veneto Lodovico Giustiniani a quello della CIA regionale Flavio Furlani a quello di Coldiretti Padova Federico Miotto (sostituiva quello veneto Cerantola, impossibilitato), tutti hanno puntato il dito contro una PAC densa di carichi amministrativi e dunque da semplificare. Ma non basta, serve facilitare l’accesso a strumenti finanziari a sostegno degli investimenti dell’imprenditoria agricola, che necessitano anche di ombrelli assicurativi. In questo senso si è espresso Davide Goldoni di FriulAdria. Ma l’interrogativo più pesante l’ha posto sul tavolo il prof. Vasco Boatto (Univ. di Padova), che ha denunciato come il Veneto in tutti questi anni ha più perso che guadagnato dalla Politica Agricola Comunitaria, che ha favorito maggiormente le agricolture del Nord Europa.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europa

Investire in agricoltura di fronte alla nuova PAC, se ne parla l’8 marzo 2017 a Legnaro (PD)

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSi terrà mercoledì 8 marzo (ore 9,30) a Legnaro (Pd) ad Agripolis, nella sede centrale dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, un workshop che punta ad analizzare la convenienza degli investimenti in agricoltura di fronte alla PAC post 2020. L’evento è promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct d’intesa con Regione e Università di Padova. L’invito è rivolto a tutto il complesso settore primario regionale.

Consultazione pubblica sul futuro della Pac. Sarà un momento di confronto e discussione su alcuni temi “caldi” che interessano da vicino il mondo agricolo. Il momento per farlo è propizio: in queste settimane, infatti, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul futuro della Politica Agricola Comune (aperta fino al prossimo 2 maggio #futurepac), il  cui  obiettivo è quello di disegnare la nuova PAC post 2020, impostata su criteri di semplificazione, modernizzazione e sostenibilità. Con il 2017,  il futuro della PAC sarà dunque oggetto di discussione nelle varie sedi istituzionali europee, nazionali e regionali. Nel  confronto di Legnaro, con il contributo di alcuni autori della pubblicazione, il tema degli investimenti in agricoltura sarà ulteriormente approfondito e posto di fronte alla nuova politica agricola e rurale europea che si sta disegnando. Nel corso dei lavori verrà così analizzata l’evoluzione degli investimenti nell’agricoltura veneta e spiegato perché investire in agricoltura  conviene ancora, soprattutto in alcuni comparti. Altri argomenti di grande interesse per gli operatori del mondo agricolo, su cui si focalizzerà l’attenzione dei relatori, saranno i nuovi strumenti a disposizione  degli imprenditori per affrontare i rischi in agricoltura e il sostegno  pubblico agli investimenti nel settore primario.

Programma. Ore 9,30 Saluti Alberto Negro, direttore Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario; Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura della  Regione Veneto, L’evoluzione degli investimenti nell’agricoltura veneta; Renzo Rossetto, Veneto Agricoltura, Perché investire in agricoltura; Luca Rossetto, Università di Padova, Nuovi strumenti per la gestione del rischio in agricoltura; Samuele Trestini, Università di Padova, Il sostegno pubblico agli investimenti in agricoltura; Andrea Comacchio, Regione Veneto, Prospettive per la riforma della PAC post 2020; Andrea Povellato, CREA-Centro Politiche e Bioeconomia, Obiettivi della PAC post 2020; Paolo De Castro, vice-presidente Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, (video-clip). Coordina: Mimmo Vita,Veneto Agricoltura.

Tavola rotonda. Ore 11,00. Investire in agricoltura di fronte alla nuova PAC, discussione con: Giuseppe Pan e Andrea Comacchio – Regione Veneto, Alberto Negro – Veneto Agricoltura, Vasco Boatto – Università di Padova, Flavio Furlani – Cia Veneto, Pietro Piccioni – Coldiretti Veneto, Lodovico Giustiniani – Confagricoltura Veneto, rappresentante mondo bancario. Modera: Pietro Bertanza – L’Informatore Agrario. Info: europedirect@venetoagricoltura.org  tel.: 049 8293716.

Fonte: Europe Direct Veneto

 

 

3,5 miliardi di euro al Veneto: Pac e Psr al via, convegno a Legnaro (Pd) il 1° aprile 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiDa qui al 2020 il Veneto potrà contare su risorse finanziarie pari a 3,5 miliardi di euro provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC). Una bella cifra che nello specifico sarà destinata, sottoforma di aiuto, ai pagamenti diretti agli agricoltori (2,3 miliardi), mentre la parte restante (1,184 miliardi) sarà a disposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, per il quale la Regione Veneto sta attendendo il via libera da parte della Commissione europea (vedi paragrafo sottostante). Come si può facilmente capire, per il mondo agricolo è dunque in arrivo un’iniezione di linfa vitale che consentirà il rafforzamento e l’ammodernamento delle imprese, il ricambio generazionale e una maggiore attenzione alle questioni ambientali. Attorno a questi importanti temi ruoterà il convegno “PAC e Sviluppo rurale verso il 2020” che Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione, poli universitari regionali e CRA-INEA, organizzerà a Legnaro (PD) il prossimo 1° aprile in Corte Bendettina a partire dalle ore 9,15.

I relatori. Per conoscere nei dettagli tutte le novità, le opportunità, ma anche le difficoltà applicative della nuova programmazione agricola e rurale europea 2014-2020, i promotori dell’evento hanno invitato in qualità di relatori i massimi esperti in circolazione: Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, affronterà i temi più scottanti della PAC riformata; Vasco Boatto, dell’Università di Padova, presenterà le prime ipotesi d’impatto della nuova PAC e del PSR Veneto sull’economia regionale, messe a punto in collaborazione con l’Università di Verona; Andrea Povellato, di CRA-INEA, inquadrerà i possibili scenari di cambiamento climatico e i relativi impatti sull’agricoltura veneta, si tratta di un atteso lavoro messo a punto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Comacchio, direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, presenterà il nuovo PSR Veneto. Al convegno di Legnaro è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, nonché la presentazione della pubblicazione “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020”, Quaderno della Collana editoriale curata da Europe Direct Veneto, una cui copia sarà consegnata ai partecipanti. La partecipazione al convegno è gratuita e non richiede la pre-registrazione.

Psr del Veneto inviato alla Commissione Europea. “Gli uffici del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale hanno provveduto  al caricamento  sul sistema informativo della Commissione Europea e al successivo invio del testo revisionato del nuovo Programma di Sviluppo Rurale. Siamo i primi in Italia insieme a Bolzano. La fase finale del negoziato tra Regione Veneto e Europa si chiuderà a maggio con l’auspicata approvazione definitiva del nuovo PSR 2014-2020 da parte della Commissione Europea”.  A darne notizia è l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, che sta seguendo tutti gli step necessari all’approvazione definitiva del testo, che consentirà al Veneto di avviare tutte le misure di bando rivolte alle aziende agricole. “Nei limiti di quanto i regolamenti consentivano – riferisce Manzato – abbiamo intanto avviato le procedure per attivare il primo bando da 144 milioni di euro, approvato ieri in Commissione agricoltura del Consiglio regionale”. L’operazione è stata possibile in quanto il negoziato sul nuovo PSR in Veneto è avanzato. In questi casi la Commissione europea consente alle Regioni di approvare i primi bandi per le misure che non richiedono applicazione di “criteri di selezione”, condizionando comunque le domande a recepire le eventuali ultime minime correzioni. Nello specifico si tratta delle misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone montane), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Guida alla nuova PAC, Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura ne spiega tutti i dettagli in una nuova pubblicazione disponibile anche on line

Copertina Quaderno 16Dal 1° gennaio 2015 è entrata in vigore la nuova PAC (Politica Agricola Comune) che accompagnerà le sorti dell’agricoltura europea fino al 2020. In questo momento, gli agricoltori sono in forte fermento perché vogliono capire cosa sortirà di buono questa ennesima riforma, la quinta in vent’anni.

Approfondimenti dei diversi capitoli della nuova riforma agricola. In loro soccorso arriva il Quaderno n. 16 della Collana editoriale di Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, intitolato “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020” che approfondisce i diversi capitoli di questa complessa riforma già delineati nel fortunato precedente Quaderno n. 15 pubblicato lo scorso anno. Dopo aver inquadrato la recente Riforma, la pubblicazione entra subito nei dettagli del nuovo regime dei pagamenti diretti, asse portante della politica agricola europea al quale gli agricoltori dovranno sottostare almeno fino al 2020. Viene poi illustrato il funzionamento del pagamento di base e di tutti gli altri previsti dal regolamento comunitario: ecologico, per i giovani agricoltori, accoppiato (comprese le discusse scelte nazionali) e per i piccoli agricoltori. L’analisi prosegue con la spiegazione di tutte le altre novità della riforma, tra cui quelle inerenti l’Organizzazione Comune di Mercato Unica e la prossima Politica di Sviluppo rurale, oramai al via.

Focus sul Veneto. Non poteva mancare un capitolo riguardante gli scenari che si apriranno per l’agricoltura veneta di fronte alla nuova Riforma. In particolare, vengono tratteggiate le storture che con ogni probabilità si creeranno nel Veneto a seguito delle scelte nazionali relative il pagamento accoppiato. Con questa pubblicazione, Europe Direct Veneto riprende dunque il filo del discorso sulla Riforma della PAC 2014-2020 con l’obiettivo di approfondire, sulla base dei provvedimenti finali adottati a livello europeo e nazionale, i contenuti della nuova politica agricola europea, portando così un ulteriore contributo alla comprensione dei tanti e complessi meccanismi legati all’applicazione in Italia (e nel Veneto) della PAC riformata. Gli agricoltori e operatori del mondo agricolo, utilizzando questo Quaderno, avranno finalmente a disposizione uno strumento divulgativo, ma allo stesso tempo assolutamente tecnico, utile per potersi destreggiare tra le tante novità della nuova PAC.

Come richiederla. La versione cartacea del Quaderno n. 16 può essere richiesta gratuitamente a: europedirect@venetoagricoltura.org (ricordarsi di indicare l’indirizzo di posta ordinaria a cui effettuare la spedizione). La versione in PDF può invece essere scaricata da questo link.

Fonte: Veneto Agricoltura

Ttip, De Castro nominato “rapporteur permanent”, rischi e opportunità dell’accordo di libero scambio tra Ue e USA in discussione a Bruxelles

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi«L’attuale stretta sui prezzi è un effetto a catena dell’embargo russo. Dobbiamo trovare una soluzione che non faccia male solo a noi, perché le sanzioni dell’Unione europea alla Russia hanno un effetto più dannoso per noi che per loro». A sostenerlo l’europarlamentare Paolo De Castro, che è intervenuto nei giorni scorsi a Veronafiere per l’assemblea annuale di Uniceb, l’Unione nazionale degli importatori, esportatori, industriali, commissionari, grossisti, ingrassatori, macellatori, spedizionieri di carne e derivati. Che ha registrato anche un passaggio storico: l’elezione alla guida di Carlo Siciliani, dopo 44 anni di presidenza ininterrotta di Fossato.

Ttip, il 9 dicembre riunione a Bruxelles con gli esponenti dell’agoalimentare europei. Con l’assemblea di Uniceb ospitata ancora una volta nel proprio quartiere espositivo, Veronafiere conferma la propria leadership nel comparto carneo, che vedrà l’intera filiera protagonista dal 10 al 13 maggio durante la 26ª edizione di Eurocarne, rassegna internazionale dedicata alla carne. «La Russia pesa per l’Unione europea 14-15 miliardi di euro, quasi quanto gli Stati Uniti, che “valgono” 17 miliardi di export – ha detto De Castro, recentemente nominato rapporteur permanent per il Ttip, l’accordo di libero scambio commerciale fra Ue e Usa –. Dove trovare mercati alternativi che valgono per l’Ue 14 miliardi di euro? Non è immediato, servirebbero almeno 20 anni». De Castro ha annunciato che il prossimo 9 dicembre, a Bruxelles, convocherà «una riunione con tutta la rappresentanza agroalimentare europea, per parlare di rischi e opportunità derivanti dal Ttip». Secondo De Castro, «gli Stati Uniti sono un paese di 350 milioni di abitanti, con un reddito pro capite medio che è quasi il doppio del nostro; anche il saldo commerciale, con esportazioni per 17 miliardi e importazioni per 10, è positivo per l’Unione europea».

Nuova Pac, greening, slitterà al 2016 l’applicazione? Sulla Pac, che entrerà in vigore dal prossimo gennaio, De Castro ha ribadito la richiesta avanzata al commissario europeo Phil Hogan: «Far slittare al 1° gennaio 2016 l’applicazione del greening, perché i margini di errore in questa fase, secondo la Corte dei Conti europea, sono dell’ordine del 7-8%, che significa 2-3 miliardi di euro. Abbiamo gioito questa mattina perché Ecofin ha annullato il taglio di 450 milioni dal settore agricolo, rischiamo però con il greening di perdere una somma ben superiore».

Fonte: Veronafiere

 

Nuovi fondi in arrivo per chi semina su sodo, l’Informatore Agrario ne parla il 14 novembre a Bolognafiere. Workshop gratuiti per i giovani agricoltori.

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’agricoltura “verde” premiata nei Programmi di Sviluppo Rurale della PAC 2014-2020 in base alle prime anticipazioni raccolte da L’Informatore Agrario mentre le Regioni sono impegnate proprio in questi giorni a valutare i feedback della Commissione Europea sulle prime proposte di PSR.

Priorità, uso sostenibile del suolo. Spiccato, infatti, l’accento posto dalla Ue sulle pratiche per la sostenibilità ambientale nella futura Pac, tenendo conto anche delle sfide imposte dal cambiamento climatico e soprattutto della priorità “uso sostenibile del suolo”. Quali le prospettive per le aziende agricole italiane? Se ne parlerà in uno dei 6 workshop specializzati de L’Informatore Agrario, “Sostenibilità e agricoltura conservativa: le misure di sostegno dei nuovi Psr” in programma il 14 novembre alle 10.30 nell’area Quadriportico di BolognaFiere. “Se nella precedente PAC erano solo 3, oggi sono balzate a 14 le Regioni che intendono attivare uno schema di pagamento agro-climatico ambientale (Paca) (Misura 10) per gli agricoltori che adotteranno volontariamente metodi di coltivazione a ridotto impatto sul suolo come la semina su sodo – spiega Danilo Marandola, di INEA. La semina su sodo (no tillage) verrà sostenuta perchè favorisce la lotta all’erosione e la conservazione della biodiversità del suolo e permette di ridurre le emissioni di CO2 in agricoltura”.

I contributi. In base alle proposte contenute nelle prime versioni dei PSR presentati, gli agricoltori che sceglieranno la semina su sodo potranno ricevere infatti contributi tra i 135 e i 400 euro/ha per 5-7 anni in base ai territori e alle tipologie di seminativi interessati. Naturalmente l’importo dei pagamenti agro-ambientali, una volta approvato, dovrà tener conto del pagamento greening, per cui nessun agricoltore dovrà essere pagato due volte per adottare le stessa pratica “verde”. I pagamenti agroambientali sono uno strumento ormai consolidato dei Psr. Nel periodo 2007-2013, sotto forma di Misura 214, questi pagamenti hanno erogato alle aziende agricole italiane circa 2,7 miliardi di euro per supportare oltre 100.000 aziende nell’adottare impegni volontari di maggiore sostenibilità ambientale su oltre 2,6 milioni di ettari. Nel 2014-2020 la stessa misura viene rinominata Misura 10 – pagamenti agro-climatico-ambientali (Paca) e viene disegnata come linea di intervento chiave per il raggiungimento delle priorità climatiche e ambientali dei Psr, a cui i Regolamenti comunitari chiedono di destinare almeno il 30% delle risorse totali programmate per i Psr. I Paca, sono dunque lo strumento attraverso il quale l’Ue si appresta a compensare gli agricoltori che volontariamente decidono di adottare metodi produttivi più rispettosi del clima e di risorse naturali come acqua, biodiversità e suolo.

Giovani e innovazione: 6 workshop per crescere. Sono espressamente dedicati alle nuove leve dell’agricoltura anche i workshop di formazione gratuiti organizzati da L’Informatore Agrario con esperti dal 13 al 15 novembre (area Quadriportico). Sei le tematiche: Agrofarmaci, innovazione nell’applicazione dell’uso sostenibile (13 novembre ore 10.30); Agroalimentare, le possibilità di occupazione per gli agronomi e l’integrazione di filiera (13 novembre ore 14.30); Sostenibilità e agricoltura conservativa: le misure di sostegno nei nuovi Psr (14 novembre ore 10.30); Elettronica e sensori nella moderna agricoltura, le potenzialità nell’immediato futuro (14 novembre ore 14.30); Biostimolanti, la frontiera della fertilizzazione: cosa sono e come agiscono (15 novembre, ore 10.30); Agronomi: nuove professionalità richieste dal mercato e il ruolo dell’Ordine professionale (15 novembre, ore 14.30).

Fonte: Edizioni Informatore Agrario