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Il Premio Argav 2016 va a Toio De Savorgnani, alpinista e ambientalista. Il premio sarà consegnato sabato 17 dicembre, in occasione dell’Assemblea Argav a Padova.

toio-de-savorgnaniVa all’alpinista e ambientalista Toio De Savorgnani il Premio Argav 2016,  riconoscimento che la nostra associazione attribuisce ogni anno a persone che, con la loro attività, danno risalto al territorio locale nell’ambito delle tematiche da noi trattate, agricoltura e ambiente in primis.

La motivazione. “Toio De Savorgnani ha promosso costantemente il rispetto per l’ambiente, non solo attraverso iniziative di sensibilizzazione della collettività, ma anche con i numerosi racconti che sempre mostrano la forza del suo amore per la natura che ci circonda”, ha convenuto il Direttivo Argav nell’assegnargli il Premio. Che gli sarà consegnato sabato 17 dicembre 2016 in occasione dell’Assemblea associativa di fine anno. Che quest’anno si terrà negli spazi del ristorante Forcellini 172 a Padova, successivamente alla relazione annuale del presidente, Fabrizio Stelluto.

 

 

 

 

 

In Polesine, storia di rispetto e amicizia tra uomini e cavalli: Cascabel e la famiglia Caniato del Giona Show

DiegoCaniato

Diego Caniato nel Giona Show

(di Marina Meneguzzi). Come di consueto, la nostra associazione tiene la propria Assemblea di metà anno “a casa” del vincitore del Premio Argav dell’anno precedente. Lo scorso 2 giugno, quindi, siamo andati in Polesine, terra del Giona Show, società di spettacoli equestri che la famiglia Caniato, in arte Giona, gestisce con successo internazionale da tre generazioni. Precisamente, eravamo a Trecenta (RO) nella tenuta agricola La Bisa, vera oasi ambientale in cui i Caniato tengono i propri cavalli. Non bastasse l’articolo che  abbiamo pubblicato in occasione della consegna del premio Argav 2015 al Giona Show, per comprendere al meglio il carattere straordinario di questa famiglia, può essere interessante conoscere la storia di Cascabel (in italiano, campanello), splendido cavallo spagnolo.

Pierre Caniato

Pierre Caniato nel Giona Show

Originario dall’Andalusia, la “regione più calda e passionale della Spagna” – recita lo slogan turistico -, fin dalla nascita Cascabel era un cavallo molto ambito dagli appassionati di sport equestri per la sua innata ed elegante imponenza, nonché per il colore nero del mantello, una rarità tra i cavalli andalusi, per la maggior parte bianchi, sauri e grigi. Ma una parte della passionalità e del calore tipici dell’area in cui è nato, Cascabel ce l’ha nel sangue: mosso da uno spirito indomito, mal sopporta le pratiche di addestramento, e così, di anno in anno, passa continuamente di proprietà per il “brutto” carattere. Dall’Andalusia, Cascabel è arrivato in Italia, dapprima a Varese, poi ad Arezzo, quindi a Roma. Proprio nella città eterna, sembrava fosse arrivata la sua ultima ora, visto che si era scrollato piuttosto malamente dalla groppa l’ultimo proprietario che tentava di addestrarlo. La voce della sventurata sorte che attendeva Cascabel arriva, però, all’orecchio di Osvaldo Caniato, il capostipite della famiglia di artisti equestri di Castelgugliemo. Che, di tutta fretta, calò a Roma e convinse il proprietario a cedergli Cascabel. Esattamente 4 giorni dopo il passaggio di proprietà, Cascabel si esibiva – e lo fa tuttora con tutti gli onori – nel Giona Show.

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I soci Argav in visita alle scuderie del Giona Show guidati da Osvaldo Caniato

Nessun “miracolo”, solo amore e rispetto. Questo piccolo ma significativo aneddoto raccontatoci da Osvaldo durante la visita guidata post Assemblea alle scuderie, può aiutare a capire  il rapporto di amore e rispetto che lega questa famiglia ai cavalli. Un rapporto speciale che si concretizza in spettacoli di pura bellezza, destrezza e armonia, in cui cavallo e cavaliere si impegnano a dare il meglio di loro stessi senza prevaricarsi l’un l’altro. Ne abbiamo avuto prova anche nello spettacolo che il Giona Show ha allestito gratuitamente in occasione della festa della solidarietà organizzata a La Bisa dal comune di Trecenta e dall’Associazione Anteas “Villa Pepoli” in collaborazione con le associazioni di volontariato locali, per festeggiare i 70 anni della Repubblica e raccogliere fondi a favore degli anziani.

Giulia Caniato mentre prepara i cavalli

Giulia Caniato mentre prepara i cavalli

Nessun timore per il passaggio generazionale. Prima dello spettacolo, a cui non ha preso parte Cascabel, che abbiamo però visto impegnato in esercizi, abbiamo via via incontrato i figli di Osvaldo Caniato: Gianluca, che cura la regia e il montaggio delle musiche degli spettacoli, Alex, “domatore” anche di Cascabel, che al posto di frustini e finimenti sfrutta psicologia e carattere dei cavalli per condurli a sé, e Pierre, uno dei più spettacolari e spericolati volteggiatori su cavalli in corsa d’Europa, che abbiamo visto all’opera nello show. C’era anche la terza generazione Caniato, la nipote Giulia, 18 anni, acrobata alle fasce elastiche, impegnata in questa occasione a prepare i cavalli, il nipote Diego, 16 anni, già acclamatissimo e richiesto all’estero, di cui abbiamo potuto ammirare la naturale predisposizione per la “posta in piedi” durante lo spettacolo ed il piccolo Lorenzo, 8 anni, che già volteggia con il suo pony. Per tutti noi, è stata una bella occasione per incontrare una famiglia che del benessere animale ha fatto una scelta di vita e per scoprire, ancora una volta, quanto è “ricca” di belle persone e storie la provincia italiana e veneta.

Roberta Franco saluta i soci ARGAV

L’assessore ai Servizi Sociali di Trecenta porta i saluti del comune in Assemblea

Un’oasi tra i laghetti di pesca sportiva. Ultimo, ma non meno importante, un grazie va a Roberta Franco, assessore ai Servizi Sociali di Trecenta, che è venuta a portare in Assemblea i saluti dell’amministrazione comunale, spiegandoci come la località ospiti una struttura d’eccellenza per la terza età. Ma soprattutto, un sentito ringraziamento va alla famiglia Davì, che gestisce all’interno de La Bisa l’Oasi Rio Bravo, ed in particolare a Giada Davì, che ci ha ospitato nelle sale del circolo per l’Assemblea.

 

Il Premio ARGAV 2015 va al “Giona Show” della famiglia polesana Caniato, artisti equestri celebri in tutto il mondo. Il “segreto” del loro successo sta nelle forti radici agricole.

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da sx Alessandra Sgarbossa (Ordine Giornalisti Veneto), Fabrizio Stelluto, (presidente Argav), Osvaldo Caniato (premio ARGAV 2015), Beatrice Tessarin, vice presidente vicario Argav e ufficio stampa Coldiretti Rovigo

(di Beatrice Tessarin) “Ero piccolo ed il mio primo cavallo è stato un bastone con due cordini come redini e andavo come un fulmine sentendomi come Zorro. E’ li che comincia la storia della mia famiglia e che comincia la storia di ogni giovane che vuole intraprendere una qualsiasi attività, in particolare in agricoltura: cioè deve avere passione e cuore. Questo mi sento di lanciare come messaggio: ragazzi, guardatevi attorno, agite con coraggio, seguite la passione e abbiate orgoglio di essere agricoltori e di essere italiani, perché all’estero invidiano la nostra fantasia e italianità”.

Giona Show Caniato

Un momento del Giona Show

Un premio all’innovazione dell’arte equestre. E’ un fiume esondante esperienze, aneddoti, idee, Osvaldo Caniato, capostipite della famiglia di artisti equestri di Castelgugliemo, in Polesine, intervenuto oggi, sabato 12 dicembre, nel centro congressi del ristorante La Bulesca a Selvazzano Dentro (Pd), per ritirare il premio ARGAV 2015, il riconoscimento che la nostra associazione attribuisce ogni anno a personalità, aziende od enti che hanno dato lustro al territorio veneto con la loro attività. Quest’anno, il premio è stato attribuito al “Giona show”, ossia la società di spettacoli equestri che la famiglia Caniato, in arte Giona, gestisce ormai da tre generazioni, portando i suoi numeri spettacolari in giro per il mondo. La motivazione ufficiale del premio incisa su una pergamena recita: “al Giona Show per aver innovato l’arte equestre, valorizzando il rapporto diretto tra uomo e cavallo, improntandolo al reciproco rispetto, alla passione, all’umiltà com’era originariamente nella tradizione rurale”; mentre una penna creata appositamente dall’Argav per i premiati simboleggia la divulgazione giornalistica.

Giona Show 2

Un momento del Giona Show

Stelluto: “Cavalli che si esibiscono senza forzature, soltanto al richiamo del domatore”. Davanti all’assemblea dell’associazione il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto ha introdotto la candidatura della famiglia Caniato parlando di “ammaestramento dolce”. “Quello che colpisce nel lavoro dei Giona – ha spiegato – è il legame di complicità tra uomo e cavallo, dove non ci sono fruste e si percepisce che gli animali si esibiscono senza forzature, soltanto al richiamo del domatore che li nomina tutti per nome e che li coordina col solo suono della sua voce. La cosa incredibile – ha aggiunto – è che il Giona Show che si esibisce nei palazzetti dello sport di mezzo mondo, ha vinto il Clown d’argento al Festiva internazionale del circo di Montecarlo nel 2009, ha sede in Polesine, ma qui in nei nostri territori è poco conosciuto. Con questo premio ci auguriamo anche di dare la giusta visibilità al lavoro di questi artisti”.

L’umiltà contadina alla base di un’attività di grande successo. “Noi non siamo originari da una famiglia circense – ha spiegato Osvaldo Caniato – siamo agricoltori di Coldiretti, partiti da un’azienda agricola di 15 ettari, che abbiamo ancora a Castelguglielmo, da cui, con tre figli piccoli, rischiavo di non portare a casa la pagnotta. Avevamo un agriturismo con maneggio e da qui, un poco alla volta, dalla necessità e dalla passione per i nostri animali siamo cresciuti, con tanto sacrificio e cercando di mantenerci sempre umili per poterci confrontare con chi era più grande di noi”.

Una famiglia in cui non c’è il problema del passaggio generazionale. Attualmente la famiglia Caniato si esibisce con i due figli di Osvaldo, Alex che ha rivoluzionato la tecnica del domare i cavalli, senza uso di frustini e finimenti, ma solo sfruttandone la psicologia ed il carattere; e Pierre che è uno dei più spericolati e spettacolari volteggiatori su cavalli in corsa d’Europa; poi c’è la terza generazione, Giulia (18 anni) e Diego (16 anni), acrobata alle fasce elastiche la prima, cavaliere con posta in piedi il secondo, ed il piccolo Lorenzo (8 anni) che volteggia col suo pony. Osvaldo fa lo speaker, ma dietro le quinte c’è suo figlio minore Gianluca che cura la regia e il montaggio delle musiche, tutte originali. Ovviamente i protagonisti sono una quarantina di splendidi cavalli spagnoli: lusitani, andalusi e frisoni, sauri, grigi e bai. In questo periodo la maggioranza dei componenti della famiglia è impegnata nel galà Apassionata, il più famoso show equestre d’Europa, che sarà in tour per tutto l’inverno in una trentina di città fra Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Svezia e Finlandia.

Un successo dalle forti radici agricole. Se si volesse ricercare il “segreto del successo” per il Giona Show bisognerebbe ritornare proprio alle sue radici agricole, al legame con la terra, al valore dell’animale che è importante per la vita della famiglia rurale, al senso del conquistarsi gli obiettivi con costanza uno per volta; al lavoro continuo nella stalla perché i cavalli vanno ferrati, puliti e alimentati anche nei giorni festivi; lo stesso nome d’arte “Giona”, non è altro che la denominazione di quel fondo agricolo dove la famiglia ancora abita e ritorna dopo le tournée, in quel paesino adagiato sotto il Canabianco che è Castelguglielmo. Questo è quello che li contraddistingue dal circo tradizionale e ne fa artisti con un’anima.

 

 

 

 

Gianni Gaggiani, ideatore di Grow the Planet, premio ARGAV 2013: “Giornalisti, non temete la rivoluzione digitale, imparate ad usarla per guardare al futuro della professione”

Fabrizio Stelluto e Gianni Gaggiani Premio ARGAV 2013(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “La rivoluzione digitale ha portato grandi cambiamenti, a volte anche traumatici, nei settori della musica, del cinema, dell’editoria  ed ora anche nell’informazione, ma cari giornalisti agroambientali, a voi va la mia stima per i temi che trattate, da sempre anche la mia passione di vita, e vi esorto a gettare il cuore oltre l’ostacolo e di imparare a conoscere lo strumento per usarlo. Perché il futuro della comunicazione verde sta anche o, probabilmente, soprattutto, nel digitale”. Così Gianni Gaggiani, ideatore di Grow the Planet, “il social network dedicato a chi ama il cibo buono e sano, a chi ha l’orto o a chi semplicemente vuole imparare, in modo semplice e divertente, come coltivare un po’ di quel che mangia” ha salutato e ringraziato i soci  in Assemblea nel ricevere il premio ARGAV 2013 nelle sale dell’Hotel Piroga di Selvazzano Dentro (PD) lo scorso 7 dicembre.

Gianni Gaggiani Premio ARGAV 2013Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV: “Madre Terra non ha Avatar, è una realtà unica ed irripetibile”. Cresciuto in un paesino a cavallo fra tre province toscane, Arezzo, Siena e Firenze, da sempre appassionato dei lavori di campagna (con il cruccio del nonno che non gli ha mai fatto guidare la motozappa quando era piccolo) Gianni Gaggiani ha “coltivato” la sua passione per l’orto e il digitale nello straordinario incubatore d’idee che è H Farm, che da Roncade (TV) investe nel mondo globale in piccole imprese innovative in grado di supportare la trasformazione delle aziende italiane in un’ottica digitale (al Premio ARGAV, a rappresentare l’azienda, era presente Maurizio Donadelli, tra gli Angels di H-Farm). Gianni Gaggiani ha ricevuto il premio ARGAV, la bella scultura dell’artista padovano Mauro Marcato,  dalle mani del presidente dell’associazione Fabrizio Stelluto, che ha così motivato il riconoscimento: “Per interpretare in chiave costruttiva, pratica ed etica, le opportunità offerte dalla rete. Un sito, come una canzone, non può cambiare il mondo, ma è pur vero che dal confronto, soprattutto se planetario, possono nascere i cambiamenti. Non credere unicamente nelle opportunità del virtuale, ma abbinarvi l’esperienza diretta sul campo è la strada corretta per ricordarci che la Madre Terra non ha Avatar, ma è una realtà unica ed irripetibile. Imparare a goderne dei frutti, coltivandoli, è un esercizio di igiene mentale in una società che, per troppo tempo, ha dimenticato che senza acqua, aria e cibo non esistiamo. Complimenti a Gianni Gaggiani!”.

7 dicembre 2013 Assemblea ARGAV

Alessandra Sgarbossa, segretario Ordine Giornalisti del Veneto

Massimo Zennaro

Massimo Zennaro, segretario Sindacato Giornalisti del Veneto

I rappresentanti delle istituzioni giornalistiche venete presenti in Assemblea. In un momento in cui la stampa, anche quella agroambientale, risente fortemente nel settore occupazionale della crisi economica globale, l’Assemblea dei soci ARGAV 2013 ha salutato con piacere la presenza di Alessandra Sgarbossa, segretario dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e di Massimo Zennaro, segretario del Sindacato dei Giornalisti del Veneto, impegnati a difendere e a rivalutare il settore dell’informazione in Veneto.

A “Grow the Planet”, start up di “H Farm”, il premio ARGAV 2013. Ad essere premiato il 7 dicembre 2013 all’Ht Piroga di Selvazzano (Pd) l’ideatore, Gianni Gaggiani

Gianni GaggianiE’ stato assegnato a Gianni Gaggiani, ideatore di “Grow the planet”, il premio che annualmente ARGAV attribuisce a persone che, con la loro attività, danno lustro al territorio locale nelle materie di competenza del gruppo di specializzazione professionale del Sindacato Giornalisti. Negli anni più recenti il riconoscimento era andato all’attore, Marco Paolini, al poeta e musicista, Bepi De Marzi e alla scienziata ed ora deputata, Ilaria Capua. La consegna del premio ARGAV 2013 avrà luogo sabato 7 dicembre p.v. alle ore 12.00 nel Centro Congressi dell’Hotel Piroga a Selvazzano Dentro, nel padovano.

La “Sile Valley” italiana. “Quest’anno, a conclusione del nostro mandato direttivo – commenta il Presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto – abbiamo voluto premiare un’innovativa esperienza imprenditoriale, nata all’interno di quella fucina di idee ed opportunità che, a Ca’Tron nel trevigiano, è H Farm, realtà creativa, georeferenziata nell’immaginario collettivo giovanile come Sile Valley. Lì, l’ideatore di Grow the planet, il toscano Gianni Gaggiani, ha avuto la possibilità di realizzare l’idea di una comunità virtuale, punto di riferimento per il crescente numero di appassionati di agricoltura urbana”.

Grow the Planet è oggi “il social network dedicato a chi ama il cibo buono e sano, a chi ha l’orto o a chi semplicemente vuole imparare, in modo semplice e divertente, come coltivare un po’ di quel che mangia”, aggiunge il presidente Stelluto. Che continua: “Conoscere bene quello che consumiamo quotidianamente è sempre più importante, soprattutto in una società, dove il cibo è sempre meno naturale e sempre più frutto di procedimenti industriali”. Disponibile in rete sia in italiano che in inglese, www.growtheplanet.com si adatta alle diverse zone climatiche del Pianeta ed è in grado di personalizzare il diario di coltivazione in base alle temperature medie stagionali.Grazie alla rete, Grow the Planet sa cosa stai per raccogliere e per questo ha sempre la ricetta adatta per portare in tavola e valorizzare al meglio i frutti del tuo orto. Non solo: insegna a scoprire virtù e proprietà benefiche delle piante e dei loro frutti, a conservarle e a mangiarle in modo corretto, ma anche ad utilizzarle per creare cosmetici, creme, detergenti naturali. “Nell’idea di Gaggiani – conclude Stelluto – abbiamo individuato la capacità di essere un moderno volano di elementi economici e di socialità, abbinando la virtualità della comunità on-line alla fisicità degli incontri fra persone per scambiarsi opinioni attorno all’esperienza della Madre Terra.”

Premio ARGAV 2012 alla virologa Ilaria Capua, che ritrova nel riconoscimento le proprie radici familiari

Premio e Assemblea ARGAV dicembre 2012(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Lungi da voler prendere parte a polemiche contingenti, con questo premio vogliamo testimoniare il nostro impegno civile a favore dello sviluppo della ricerca. Il premio ARGAV ad Ilaria Capua è un piccolo gesto, fatto però con il cuore e con la testa, per quanti quotidianamente sono impegnati a studiare i molteplici aspetti della vita, contribuendo a migliorarla giorno dopo giorno. Vogliamo anche scusarci, come operatori di un’informazione che vorremmo più responsabile, per non riuscire a porre adeguata luce sul vostro lavoro. Se è vero che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, noi le vogliamo testimoniare l’impegno ad essere grancasse del silente lavoro suo e della sua equipe, augurandoci che Babbo Natale le porti le risorse necessarie a poterlo proseguire nella maniera necessaria nell’interesse della collettività. Grazie a Ilaria Capua, premio ARGAV 2012“.

Queste le parole con cui Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, ha accolto lo scorso 15 dicembre, nelle sale del Centro Congressi Hotel La Piroga di Selvazzano (PD), Ilaria Capua, una delle più note virologhe in Europa e responsabile del Dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, per consegnarle il tradizionale riconoscimento che la nostra associazione  attribuisce a personalità che, con la loro attività, illustrino il territorio di Veneto e Trentino-Alto Adige.

Ilaria Capua Premio ARGAV 2012Agricoltura, una “passione” di famiglia. Nell’occasione, Ilaria Capua ha raccontato come il premio ARGAV la riconduca in qualche modo alle proprie radici, visto che il nonno materno, che operò negli anni ’50 del secolo scorso per le riforme agrarie in India e poi in Egitto, è una figura a lei molto cara ed in qualche modo “ispiratrice” del suo operare a beneficio del mondo e dei Paesi in via di sviluppo. Ricordiamo, infatti, che dopo gli studi a Roma e Perugia, Ilaria Capua ha lavorato in vari centri di ricerca internazionali. Nel 2000, quando era già all’IzsVe, ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione contro l’influenza aviaria e in seguito ha messo i dati a disposizione della comunità scientifica in un database “open access”, suscitando ampio dibattito – e un inedito precedente di “modus operandi”, oggi sempre più seguito – nel mondo della ricerca. Di recente, si è cimentata anche nel ruolo di scrittrice dando alle stampe per Marsilio  “I virus non aspettano”, già in seconda ristampa. E a chi le chiede se si è mai sentita discriminata come donna nella sua professione, lei risponde serafica “Se è accaduto, è stato non come donna, ma come persona meritevole”, aggiungendo tanti ringraziamenti al marito scozzese perché “dietro a ogni grande donna c’è un grande uomo”.

“Non sarò mai una farfalla nel barattolo”! Inevitabile, poi, qualche domanda alla ricercatrice sulla questione del suo mancato trasferimento nella torre della ricerca pediatrica costruita a Padova dalla Fondazione Città della Speranza, questione divenuta oramai un caso nazionale, dopo l’appello lanciato a Giorgio Napolitano da politici, ricercatori e parti sociali affinchè la veterinaria che ha sequenziato il virus dell’aviaria non scappi all’estero. “Al momento non sono in grado di fare previsioni, è una situazione molto complessa che risale a due anni orsono – ha raccontato la virologa – e che implica, più che una questione di denaro, una scelta strategica. Ho fatto tutto il possibile per tenermi fuori dalla diatriba e posso dire che non ho la valigia in mano, anche se mi adeguerò alla situazione. La ricerca per sopravvivere deve essere competitiva a livello internazionale, e se questo non fosse più possibile, sarei costretta a lasciare, non potrei mai fare la farfalla nel barattolo”.

“Senza ricerca non si va lontano, è la molla per un futuro più dinamico per il Paese. In Italia – ha continuato Ilaria Capua – è molto facile parlar male del servizio pubblico ma in realtà ci sono centri d’eccellenza, come l’IzsVe, a cui sono molto riconoscente perché in tutti questi anni (saranno 15 a marzo 2013, ndr) mi ha permesso di far ricerche che in altre parti d’Italia non avrei potuto effettuare, ed io ho cercato di restituire al territorio ciò che mi è stato dato. In Italia non esiste, in generale, una selezione del merito e del talento, è un problema culturale, ma il sistema si scardina se ciascuno di noi ha un atteggiamento critico nei confronti delle consuetudini,  ed io lo faccio dando lavoro a dei bravissimi giovani ricercatori”.

L’opera. Si chiama “Stop” la scultura in lastra di ferro realizzata dall’artista padovano Mauro Marcato, che ha voluto rappresentare la Natura: “Che per la sua bellezza suscita sentimenti di ammirazione e stupore, ma che ogni tanto si rivolta, trasformandosi in una forza distruttrice. Le foglie agitate dal vento diventano fiamme e assumendo la forma di una mano danno lo stop allo scempio della cementificazione selvaggia che produce costruzioni orrende, inutili, invivibili ed inquietanti, atte a soddisfare meri interessi economici, sottraendo sempre più spazi vitali al verde e all’agricoltura”.

Omaggio natalizio del direttivo Argav al presidente onorario Placido Manoli

Da sx Renzo Michieletto, Mimmo Vita, Placido Manoli, Mirka Cameran, Fabrizio Stelluto e dietro, l'obiettivo, Umberto Tiozzo

(di Umberto Tiozzo, socio Argav). Nei giorni scorsi una delegazione del direttivo Argav, costituita dal presidente Fabrizio Stelluto, dal vicepresidente Umberto Tiozzo, dalla segretaria Mirka Cameran, dal consigliere Renzo Michieletto e dal presidente nazionale Unaga Mimmo Vita, ha portato gli auguri di Buon Natale, a nome di tutti gli associati, al giornalista Palcido Manoli, che per una indisposizione non aveva potuto partecipare all’incontro dell’11 dicembre all’Hotel Piroga di Selvazzano (PD). All’amico e collega Manoli, che ci ha accolto con la moglie Paola nella sua casa di Mestre, il presidente Stelluto ha consegnato una penna con una dedica dell’Argav, quale segno di gratitudine per l’impegno da lui profuso per il riconoscimento del ruolo specifico del giornalismo agricolo.

Placido Manoli infatti è stato tra i fondatori, nel febbraio del 1988 – al tempo ricopriva il ruolo di capo ufficio stampa dell’Ente di sviluppo agricolo della Regione Veneto – della “prima” Argav (la “nuova” Argav – Associazione regionale giornalisti di agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie rinnovabili del Veneto e Trentino Alto Adige – è stata ricostituita nel dicembre del 2009 con l’adozione di uno statuto adeguato alle ampliate competenze dell’informazione di settore. n.d.r.), con sede presso la Fiera di Padova e presidente Sebastiano Carron. Successivamente l’assemblea dei soci lo elesse alla presidenza, nominando segretario Renzo Michieletto. Più volte riconfermato, verso la metà degli anni ’90 Manoli lascia la presidenza a Lucio Bonamano e viene, quindi, proclamato presidente onorario. Nel 1999, dopo la scomparsa in gennaio di Bonamano, diventa presidente Mimmo Vita, che nell’assemblea di quel fine anno gli conferisce il premio Argav.

Assegnati i premi Argav e Piroga 2010: la stampa ne parla

No a un’agricoltura vissuta come “parco tematico” l’auspicio dell’attore-autore-regista Marco Paolini, vincitore del premio Argav 2010

da sx Umberto Tiozzo (vicepresidente vicario Argav), Marco Paolini, Fabrizio Stelluto (presidente Argav), Pietro Bertanza (vicepresidente Argav) e Mimmo Vita (presidente Unaga)

“E’ stato un anno di grande lavoro, ma anche di soddisfazione: abbiamo aumentato il numero degli iscritti ed abbiamo incrementato la nostra offerta formativa; il nostro sito, che ha superato le 37.000 visite in 10 mesi, è diventato un punto di riferimento per quanti si interessano dei temi di nostra competenza. Per il 2011 dobbiamo puntare ad accreditarci ulteriormente verso l’opinione pubblica, ma soprattutto verso le istituzioni”. Questa, in sintesi, la traccia dell’intervento che il presidente Fabrizio Stelluto, ha tenuto in apertura dell’annuale assemblea pre-natalizia di A.R.G.A.V., l’Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili di Veneto e Trentino Alto Adige. Ai lavori è intervenuto il presidente U.N.A.G.A. (gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa), Mimmo Vita, che ha ragguagliato sul lavoro svolto in altre regioni e che sta portando alla nascita di nuove associazioni professionali.

da sx Mimmo Vita, Fabrizio Stelluto e Marco Paolini

Nell’occasione si è proceduto anche alla consegna del premio A.R.G.A.V. 2010, assegnato all’attore-autore-regista, Marco Paolini che, nella sua riflessione sul futuro del settore primario, ha rifiutato l’ipotesi di un’agricoltura, vissuta ormai come “parco tematico”, arricchendo il concetto con un esempio: “Oggi adattiamo i terreni alle esigenze della meccanizzazione, dimenticando la saggezza, ad esempio idraulica, che sottende alla cultura agricola dei veci; dobbiamo invece riappropriarcene.”

foto Maurizio Drago, da sx Enoch Soranzo, Fabrizio Stelluto, Roberto Paladin e Monica Soranzo

Premio Flavio Soranzo Piroga 2010. Nel corso della mattinata è stato anche consegnato il premio Piroga 2010 a Roberto Paladin, imprenditore assieme ai fratelli nell’azienda vitivinicola di famiglia che, nata nel Veneto Orientale e indirizzata verso i 50 anni di attività, oggi  conta produzioni prestigiose anche in Toscana e Franciacorta.

La motivazione del premio Argvav. Marco Paolini è autentico interprete dello spirito veneto, ricco di umanità vera, altrove spesso rappresentata con superficiale ironia. L’esempio dato dalle genti venete nei giorni dell’alluvione è figlio di una cultura della solidarietà e del lavoro, gia’ protagoniste del fenomeno economico nord-est, caratterizzato da agiatezza senza mai dimenticare pero’ le radici, fatte anche di grande poverta’e sofferenza. Del Veneto si puo’, anzi si deve, saper ridere e Paolini ne è l’intelligente maestro, perche’ sa indicare come dietro l’apparente semplicita’, ci siano i valori, che fanno di queste terre un’invidiabile comunita’. Il teatro di Marco Paolini ne e’ ambasciatore di sagace ironia e grande qualita’, evidenziando  con sorrisi, talvolta rabbiosi, i difetti, senza pero’ dileggiarli, ma invitandoci a riflettere per essere migliori.

foto Maurizio Drago, Marco Paolini con il premio Argav 2010, la scultura "Metamorfosi" di Mauro Marcato

Autore del premio Argav “METAMORFOSI” l’artista Mauro Marcato. La bella scultura -premio consegnata a Marco Paolini rappresenta un soffio di vento che sollecita un piccolo notes e che, dapprima sposta i foglietti, poi li alza librandoli nell’aria e, nello scompiglio totale i fogli diventano foglie di un ramo rigoglioso: la metamorfosi è compiuta. L’oggetto è stato realizzato con un blocco quadrato di ferro pieno da 30mm, per la parte iniziale e quindi con lamierini quadri da 2 mm di 12 cm di lato per foglietti e foglie. La finitura e’ ferro naturale spazzolato e carteggiato ad eccezione dell’ossidazione a caldo delle foglie.

11 dicembre: si assegnano il premio Argav e Piroga 2010, la stampa ne parla