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Individuata una nuova proteina alternativa ai prodotti fitosanitari per proteggere la vite

immagini di dischetti fogliari di vite, con e senza il trattamento con NoPv1 (la muffa bianca è la peronospora), foto FEM

La vite (Vitis vinifera L.) è una coltura dal grande valore economico in tutto il mondo. Basti pensare che nel 2018 sono stati prodotti in Europa, primo produttore mondiale, oltre 29 milioni di tonnellate di uva. L’Italia, con 8 milioni di tonnellate, si è assicurata un posto da primatista tra i paesi UE ed è il secondo produttore al mondo (dati ricavati da FAO STAT relativi all’anno 2018). Una produzione di questa portata è resa possibile dall’uso di prodotti fitosanitari per contrastare diverse malattie, tra le quali spicca per importanza e diffusione la peronospora della vite, causata dall’oomicete (un organismo simile ad un fungo) Plasmopara viticola. In assenza di trattamenti e in condizioni ambientali favorevoli, la peronospora può colpire fino al 75% delle colture di vite in una singola stagione, causando ingenti riduzioni della produzione.

Progetto GrAptaResistance. Cinque anni fa, i gruppi di ricerca del prof. Paolo Pesaresi, del dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, e della dott.ssa Silvia Vezzulli, della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN), hanno iniziato a studiare una nuova strategia che potesse consentire di sviluppare alternative a basso impatto ambientale ai fungicidi convenzionali.  Il progetto GrAptaResistance, finanziato dalla Fondazione Cariplo, ha permesso di sviluppare una nuova strategia nel settore degli agrofarmaci, che consente di isolare piccole proteine, costituite da 8 aminoacidi, assolutamente naturali, in grado di inibire enzimi chiave dei patogeni e quindi di contrastarne le infezioni.

La tecnica. “Nello studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports – spiega Pesaresi – abbiamo individuato la proteina NoPv1 (No Plasmopara viticola 1) capace di bloccare sul nascere l’infezione di foglie di vite da parte del patogeno. NoPv1 inoltre, non danneggia in alcun modo la crescita di altri microorganismi presenti nel suolo e benefici per la vite, oltre a non essere nociva nei confronti di cellule umane”. Seppur i risultati ottenuti siano preliminari, questa strategia rappresenta un importante passo in avanti nella ricerca di alternative a basso impatto ambientale agli agrofarmaci. “La tecnica -aggiunge Silvia Vezzulli- potrà essere utilizzata per identificare proteine naturali in grado di contrastare le infezioni causate da diversi patogeni vegetali ”. La Fondazione Mach esprime soddisfazione per i risultati di questo studio che si aggiunge alle altre azioni di ricerca FEM finalizzate alla lotta sostenibile alla peronospora. Gli ambiti riguardano l’uso di microrganismi attivi nella lotta ai patogeni, l’attività di miglioramento varietale, sia attraverso le tecniche di breeding tradizionale che hanno portato, ad esempio, alla creazione di quattro varietà tolleranti alla peronospora recentemente iscritte nel Registro nazionale delle varietà di vite, sia esplorando e studiando le nuove tecnologie di miglioramento genetico (new breeding technologies), le cosiddette “forbici molecolari”.

Fonte: Servizio stampa Unimilano – FEM

Rischio alimentare, disponibile il materiale informativo del corso Odg di formazione per giornalisti organizzato lo scorso ottobre da Argav in collaborazione con IZSVe

Per i partecipanti al corso di formazione per giornalisti, svoltosi lo scorso 22 ottobre a Legnaro (PD), proposto dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto ed organizzato da Argav in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), nonché per gli interessati all’argomento del “rischio alimentare“, rendiamo disponibili gli interventi I rischi alimentari di origine microbiologica più vicini al consumatore e la corretta gestione domestica degli alimenti a cura della Dr.ssa Lisa Barco – IZSVe; Patogeni emergenti e loro caratterizzazione, a cura della Dr.ssa Antonella Lettini – IZSVe; Alimenti, rischi e sistema dei controlli  a cura del Dr. Roberto Piro – IZSVe.

 

A Vicenza, una “Vigna” che fa crescere i saperi più antichi del mondo

Mario Bagnara

Mario Bagnara, presidente della Biblioteca La Vigna, con uno dei testi antichi custoditi nel centro

(di Marina Meneguzzi). Lo scorso 28 gennaio, il direttivo ARGAV ha avuto la bella occasione, favorita dal socio Maurizio Onorato, di riunirsi a Vicenza nelle sale di Palazzo Brusarosco-Zaccaria, edificio ottocentesco in parte restaurato dall’architetto Carlo Scarpa nel secondo dopoguerra (Casa Gallo), sede della Biblioteca Internazionale “La Vigna”,  Centro di Cultura e Civiltà Contadina, un’istituzione unica al mondo nel suo genere, polo di riferimento internazionale per gli studiosi del settore vitivinicolo e agricolo.

Un fondo librario di importanza inestimabile, che possiamo “adottare”. Ad accoglierci, il presidente della Biblioteca, Mario Bagnara, che ne ha illustrato la storia, insieme a Rita Natoli, responsabile segreteria. Il Centro è stato fondato nel 1981 dall’eclettico imprenditore vicentino Demetrio Zaccaria ((1912-1993), che negli anni ’50 iniziò a raccogliere testi che trattavano di viticoltura ed enologia (il primo volume acquistato da Zaccaria fu negli Stati Uniti, a New York, il “Dictionary of Wines” di Frank Schoonmaker) ed in seguito anche di agricoltura e gastronomia. Alla sua morte, Zaccaria lasciò casa e libri alla collettività, affidandone la gestione al Comune di Vicenza, che a sua volta ha nominato un’Assemblea dei Soci composta da Comune, Camera di Commercio di Vicenza, Regione Veneto e Accademia Olimpica e ad un CdA. Per le attività culturali e di ricerca, il Centro si avvale della consulenza di un Consiglio Scientifico e della collaborazione di importanti Atenei. Visti i tempi di “spending review”, la Biblioteca ha dato avvio anche ad interessanti iniziative di salvaguardia del proprio patrimonio librario, come Adotta un libro e l’Operazione Salva-libro.

Obiettivo. Il Centro ha lo scopo di promuovere e agevolare studi, convegni e tavole rotonde su opere e argomenti relativi al progresso dell’agricoltura e alla conoscenza e diffusione della cultura e civiltà contadina, oltre a quello di valorizzare la biblioteca “La Vigna”, migliorandone l’utilizzazione e incrementando il patrimonio librario esistente. Per quanto riguarda l’enologia si prefigge inoltre di studiare, analizzare e approfondire la ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della vita, del lavoro e della produzione, al fine di salvaguardare quelle conoscenze che, diversamente, rischierebbero progressivamente di scomparire.

particolare cartella Ampelografia Italiana

particolare cartella “Ampelografia Italiana”

Il patrimonio librario, arrivato oggi a circa 51 mila volumi, è costantemente arricchito con acquisti selettivi sul mercato antiquario e corrente di opere di agricoltura edite in lingua italiana e, per gli argomenti vite e vino, anche a livello internazionale. Tra le raccolte di particolare importanza custodite nella Biblioteca, ricordiamo il Fondo Caproni, che raccoglie oltre 6 mila volumi pubblicati tra il XVI e il XX sec. dedicati soprattutto al tema della bonifica, ai cereali e alla politica agraria condotta durante il ventennio fascista, il Fondo Galla, che raccoglie testi sulla caccia, l’ornitologia e la narrativa venatoria; ed ancora, 26 cartelle ull’Ampelografia Italiana (Torino, 1879-1890), preziosi volumi come l’ “Opus ruralium commodorum” di F. Crescenzi (1486), una ricca bibliografia sul caffè. La Biblioteca, ben fornita di sale di lettura con servizio wi-fi, possiede due tipologie di cataloghi consultabili, cartaceo (volumi acquisiti fino al 1995) ed elettronico (dopo il 1995) . Non è previsto il prestito personale dei libri, ma i volumi possono essere richiesti tramite il servizi di prestito interbibliotecario con la clausola della lettura in sede presso la biblioteca richiedente.

In vista di Expo 2015, la Biblioteca organizza un ciclo di interessanti incontri culturali legati al tema dell’alimentazione, come quello in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 18, che vedrà l’intervento di Carlo Fumian, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Padova e direttore del Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea, sul tema: Il grano. La nascita di una commodity e di un mercato globale tra Otto e Novecento“.

19-28/11/14, aziende sostenibili di Bassano e della Marca trevigiana aprono le porte per la visita di 200 giovani in cerca di lavoro

MAPPA geolocalizzazione Visite Aziendali novembre 2014 - Fondazione Opera Monte GrappaBANNER con Logo Iniziativa Giovani Veneto e scritta carattere Google Visite AziendaliOtto aziende sostenibili attente al tema ambientale, tra Bassano del Grappa (VI) e la Marca trevigiana sono pronte ad aprire le porte a 200 giovani motivati. Si parte il 19 novembre alla BAXI di Bassano, poi altri 7 appuntamenti nella Marca.

Già selezionate le imprese. Parecchi giovani, che non lavoravano e non studiavano, sono già stati inseriti a lavorare nelle imprese soprattutto con contratti di Apprendistato (esperienze di 4 mesi con assegno base di 500 euro), grazie al progetto IGV (Iniziativa Giovani Veneto) realizzato in partnership con Scuola Centrale Formazione, Regione Veneto, Provincia di Treviso e altre realtà venete partecipanti, tra cui altre aziende che hanno aderito con le Work Experience. Ora, la Fondazione Opera Montegrappa ha avviato la selezione di giovani per le visite aziendali coinvolgendo anche le classi III del Centro Formazione Professionale di Fonte Alto (TV). Grazie all’adesione delle imprese, tutte selezionate con percorso Audit attestato dalla Regione del Veneto, si stanno cercando giovani cosiddetti NEET (“Not in Education, Employment or Training“), cioè che non studiano e non lavorano.

Collaborazioni. La Fondazione ha costruito la proposta sulla scorta dell’Intesa firmata con il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro per “sperimentare percorsi di collaborazione finalizzati a sviluppare la rete territoriale in grado di coinvolgere giovani NEET”. A tale proposito, il CFP di Fonte ringrazia della collaborazione l’Osservatorio Regionale Politiche Sociali per l’attività ”FamigliaeLavoro”, profusa anche per le visite aziendali sulla base del Protocollo per la Coesione Sociale siglato a Fonte nel gennaio 2014. Il programma è stato reso possibile grazie alla disponibilità delle aziende e dei docenti del CFP di Fonte, utilizzando anche un budget di  1.250€. Si tratta di fondi europei stanziati per il tramite di Scuola Centrale Formazione nella partnership attivata con il progetto Iniziativa Giovani Veneto per “Youth Guarantee Scheme in Veneto”.

Comunicazione 2.0. La Fondazione ha scelto di comunicare il programma di visite aziendali con il linguaggio più comune ai giovani, cioè quello di Facebook, Google e connessi in rete con una serie di strumenti Web 2.0. Nel blog partecipativo www.visiteaziendali.wordpress.com c’è la possibilità di scaricare tutto il programma e di commentare. I giovani, i docenti e anche le aziende interessate, possono essere accreditati al blog come collaboratori, in modalità Web 2.0, al fine di poter postare i loro contenuti delle visite aziendali. Qui verranno anche raccolti video e immagini delle importanti esperienze che faranno le persone candidate ammesse agli eventi.

Visite aziendali con trasporto gratuito. La Fondazione Opera Monte Grappa mette a disposizione il servizio gratuito pulmino socialmente utile per le visite aziendali. Le partenze sono previste alle ore 7:45 nei giorni in programma. Il servizio è disponibile per facilitare il trasporto dei giovani che vivono nell’area montana e pedemontana dell’Intesa IPA DIAPASON, cioè il territorio compreso tra i comuni di Asolo, Borso del Grappa, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Crespano del Grappa, Fonte, Maser, Monfumo, Mussolente, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno e San Zenone degli Ezzelini.

Il programma si svolgerà dal 19 al 28 novembre. Tutte le iniziative sono di mattina tra le 9:00 e le 13:00. Si inizia mercoledì 19 alla BAXI di Bassano del Grappa, azienda leader nella produzione di caldaie. Il giorno dopo si andrà a Montebelluna, dal più importante Gruppo trevigiano di aziende del Terzo Settore, CASTEL MONTE. Venerdì 21 novembre i giovani delle classi scelte dal CFP di Fonte andranno a Spresiano dalla CONTARINA, che è tra le più innovative aziende europee specializzate nella gestione di tutto il ciclo Raccolta Differenziata. La settimana successiva inizierà con tappa a Silea, lunedì 24 apre le porte la CRIVERTRADE che opera nel visual merchandising, in rete con un network di 20 laboratori esterni per la produzione di soluzioni espositive eco sostenibili. Il 25 novembre è prevista la visita all’azienda ITLAS di Cordignano, ai confini con il Friuli Venezia Giulia operante nel comparto pavimenti in legno di qualità. Il 26 novembre i giovani selezionati dai coordinatori del CFP di Fonte incontreranno la INGLASS di San Polo di Piave, azienda ad alta tecnologia che ingegnerizza e produce sistemi a “canale caldo” per settori applicativi quali Automotive, Medicale e Cosmetico, tappi e packaging. La penultima tappa, riservata solo per i meccanici autoriparatori in fase di Qualifica al CFP di Fonte, sarà il 27 presso la TEXA a Monastier, con oltre 450 dipendenti è tra i leader globali per l’ideazione e la produzione di strumenti diagnostici. Il programma termina venerdì 28 a Conegliano, presso la storica azienda KEYLINE, fondata nel 1770, dalla quale sono state tramandate e innovate le tecniche di progettazione e produzione di chiavi con transponder e macchine duplicatrici.

Crediti formativi. Le visite aziendali sono un’ottima opportunità per parlare di Sviluppo Sostenibile e conoscere dal vivo le produzioni innovative insieme ai qualificati tecnici delle imprese eccellenti partecipanti. Durante gli eventi, i diversi responsabili del personale aziendali illustreranno le competenze ricercate per i vari ruoli all’interno dell’impresa e spiegheranno le modalità di reclutamento del personale. Seguirà il feedback dei giovani che metteranno in evidenzia i propri punti di forza facendo riferimento alle competenze professionali richieste dalle aziende. Al termine di ogni evento i partecipanti consegneranno il proprio CV all’azienda e riceveranno l’Attestato di Partecipazione valido anche per eventuali Crediti Formativi nel caso i giovani avessero in mente di iscriversi all’Università. Anche le aziende, per l’attività Etica Sociale realizzata, riceveranno dalla Fondazione un riconoscimento che possono allegare al Modello OT24 per ottenere punti circa lo “sconto prevenzione INAIL”.

Il chi è della Fondazione. La Fondazione ha chiesto alla Commissione UNESCO Italia di poter inserire gli 8 eventi nel calendario della Settimana Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità che si svolgerà in tutta Italia, a fine novembre. “La Fondazione Opera Monte Grappa – spiega il presidente don Roberto Trevisan – eroga servizi per la Formazione Professionale dal 1955 e si impegna attivamente nei territori veneti ed europei secondo i principi della CSR Responsabilità Sociale d’Impresa e della DSC Dottrina Sociale della Chiesa. Lavora con il sostegno della Diocesi di Treviso e della Regione Veneto, in cooperazione territoriale con oltre 500 aziende fidelizzate e le loro Associazioni di Categoria. Ha relazioni dirette ed indirette con più di 70 enti della Pubblica Amministrazione tra comuni, ULSS, amministrazioni provinciali, assessorati regionali e ministeri. Mediante la sottoscrizione di specifiche intese, sono in atto diverse attività con i comuni, per il servizio Sportello Lavoro, e con numerose realtà del Terzo Settore, anche per promuovere Coesione Sociale nel concept “Campus del Grappa“.

Fonte: Fondazione Opera Monte Grappa

Arzerello di Piove di Sacco (PD), storie di uomini controcorrente all’incontro di inizio estate ARGAV-Wigwam

Platea

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, gremita platea di soci ARGAV e ospiti Wigwam

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Roberto Padoan, capitano e subacqueo professionista, Luciano Sanavia e Gianni Sandon, animatori del territorio padovano, Pier Antonio Sgambaro, presidente Jolly Sgambaro, pastificio trevigiano: ad accomunare le diverse storie di scienza, ambiente e alimentazione narrate dagli ospiti all’incontro ARGAV- Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), svoltosi venerdì 28 giugno scorso, è il desiderio di battersi contro le convenzioni del pensiero unico.

Stelluto e Padoan

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, Fabrizio Stelluto e Roberto Padoan

Gel resina Padoan

28 giugno 2013. incontro ARGAV-Wigwam, la resina-gel brevettata da Roberto Padoan

Scienza. Una resina-gel in grado di salvaguardare opere d’arte e Natura. “Nella mia vita, come i salmoni, ho nuotato sempre controcorrente”. A dirlo è Roberto Padoan, veneziano, trent’anni di lavori subacquei alle spalle e il pallino per la ricerca. Al nostro incontro è intervenuto per parlare di un suo brevetto internazionale che presenta interessanti applicazioni nel campo della tutela ambientale ed artistica. Si tratta di una resina-gel, più resistente e malleabile del calcestruzzo e del cemento, che si solidifica a contatto con l’acqua e che, cambiando i volumi – da liquidi a solidi – sempre però a parità di peso, può essere impiegata per consolidare cavità formatesi nel tempo in manufatti presenti in ambito marino (vedi palafitte degli edifici veneziani danneggiate dal moto ondoso e dalle teredini, molluschi che “mangiano” il legno dei pali), in ambienti fluviali (vedi argini dei fiumi indeboliti dalle tane delle nutrie) e per sanare problematiche legate alle falde acquifere (vedi fondamenta della celebre Cappella degli Scrovegni di Padova). Proprio nell’importante sito culturale padovano, noto in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto, la resina-gel di Padoan dovrebbe essere presto applicata per deviare la falda acquifera che, secondo alcuni studiosi, sta minando l’integrità della Cappella. Trattandosi di un capolavoro della pittura del Trecento, è d’obbligo la massima cautela, anche perché è in atto un dibattito tra studiosi sull’opportunità o meno di intervenire. In ogni caso, prima di procedere, Padoan effettuerà una tomografia delle fondamenta della Cappella, una specie di TAC da lui preferita di gran lunga ai carotaggi come metodo d’indagine, in quanto viene evidenziato con esattezza il problema e consente di intervenire in modo chirurgico. Se poi Padoan diventerà, grazie alla sua tenacia e intelligenza, celebre nel mondo per aver “salvato” dalle acque l’arte di Giotto a Padova, spetterà solo ai posteri dirlo.

Stelluto Sanavia Sandon

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luciano Sanavia, Fabrizio Stelluto e Gianni Sandon

Ambiente. Anello ciclabile dei Colli Euganei ed Ecomuseo della Saccisica. Altri ospiti…altra corsa, seppur “lenta”! E’ proprio il caso di dirlo nel parlare di Gianni Sandon, storico presidente del Comitato Difesa Colli Euganei, intervenuto nella serata ARGAV- Wigwam per presentare l’anello ciclabile Euganeo da poco inaugurato. Si tratta di un circuito di 64 km che si snoda all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, lungo la rete idrografica, dunque lungo gli argini di storici corsi d’acqua, e che presenta itinerari scorrevoli e pianeggianti, adatti ai cicloturisti (chi non fosse dotato del mezzo, può noleggiarlo in loco), da fare anche in 2/3 giorni in modo da apprezzare pienamente i beni storici, artistici e ambientali presenti nonché le prelibatezze enogastronomiche offerte dal territorio. “Il progetto della ciclabile risale a 20 anni fa ma si è potuto realizzare compiutamente solo oggi”, ha ricordato con un certo rammarico Sandon, sottolineando il valore culturale e turistico del circuito ed i possibili interessanti risvolti economici derivanti da un’iniziativa tesa a valorizzare l’intero gruppo collinare Euganeo ma collegabile anche ad altri circuiti ciclabili e realtà culturali del padovano. Come ad esempio, il progetto Ecomuseo della Saccisica, presentato ai soci ARGAV da Luciano Sanavia. già sindaco di Piove di Sacco, autore di testi di storia locale. “Parlare di Ecomuseo significa parlare di aspetti culturali e storici che uniscono territorio, ambiente e persone”, ha spiegato Sanavia. “Nel caso della Saccisica – ha aggiunto Sanavia – l’area interessata va ben oltre i comuni del padovano (Piove di Sacco, Arzegrande, Bovolenta, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo e S. Angelo), comprendendo anche zone del veneziano come Cona-Cavarzere e Strà. Con il progetto dell’Ecomuseo l’intento è di far incontrare tra loro realtà territoriali che, nonostante la vicinanza, ancora non si conoscono e di favorire, attraverso pubblicazioni a carattere storico-culturale, il recupero di opere d’arte della Saccisica”.

Sgambaro Stelluto De Agostini

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Pier Antonio Sgambaro, Fabrizio Stelluto, responsabile commerciale Mancini Nadia srl e Marco De Agostini

Martinello Basile Stelluto e

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luigi Rosolia e Fabrizio Stelluto

Alimentare. Pesce, pasta, ceci e tigelle. Tra gli ospiti della serata, anche Marco De Agostini, presidente di Mancini Nadia srl, azienda con sede nel Delta del Po Veneto. Attiva da trent’anni, l’impresa è specializzata nella lavorazione e nella trasformazione dei prodotti ittici e nella produzione di pesce marinato, che vende con successo (12 milioni di euro di fatturato, 60 dipendenti) sia con marchio proprio sia con linee specifiche per la Gdo in Italia, Europa, Canada, Stati Uniti e Russia. Vista la quantità di prodotto commercializzato, solo una piccola parte del pescato proviene dal Delta, il resto arriva surgelato dall’estero, da Paesi come Argentina, Kenia e Sudest Asiatico. Il ruolo di antesignani in italia in fatto di sostenibilità aziendale per la produzione di pasta 100% grano duro italiano, iniziata una decina d’anni fa e, più di recente, per la produzione di pasta a km zero,  spetta di diritto a Pier Antonio Sgambaro, presidente di Jolly Sgambaro di Castello di Godego (TV). L’azienda, che ha 60 anni di storia alle spalle ed è tutt’oggi a conduzione familiare, “gode già di una bassa impronta ambientale in fatto di produzione di CO2 – ha spiegato Sgambaro – ma si appresta a migliorare ancora la propria attitudine “green” grazie a investimenti volontari di foreste n Veneto, finalizzati alla compensazione di ulteriori emissioni di CO2″. A parlare della qualità dei prodotti “Jolly Sgambaro”, a fine incontro c’è stato un “panel test pastaiolo” a cura del nostro anfitrione Efrem Tassinato, giornalista chef, consigliere UNAGA, presidente nazionale Wigwam. Insieme ad Antonio Rosolia, titolare del ristorante “La Taverna” di Wigwam Comunità degli Alburni, Efrem ha proposto pasta Sgambaro a km zero (quella in confezione gialla) e ceci di Cicerale (un cece dalle piccole dimensioni e dal gusto intenso che si coltiva nel territorio del comune di Cicerale), zuppa di ceci, sempre di Cicerale, insieme a deliziose friselle, vino e formaggi e all’olio di montagna dell’azienda di Luigi Rosolia, che avevamo già incontrato a inizio anno, sempre al Wigwam.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sfida la crisi, in bilancio oltre 2 milioni di utile

Istituto Zooprofilattico delle VenezieNonostante la crisi economica l‘Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro (PD) non solo tiene i conti in ordine, ma chiude il bilancio del 2012, approvato nell’ultima seduta del 30 maggio, con un utile che supera i 2 milioni di euro.

Utile dovuto a un’aumento delle attività e al contenimento dei costi. Il risultato non è di poco conto se si considera il difficile momento economico vissuto anche dalla pubblica amministrazione. Oltre due milioni di utile rappresentano infatti, in termini percentuali, il 5% del valore della produzione complessiva, rendimento molto simile a quello di un’industria. L’utile conseguito nel 2012, risultato superiore di circa il 20% a parità di condizioni tecnico – economiche, è conseguente ad un aumento delle attività (9%) e soprattutto ad un serrato contenimento dei costi, soprattutto di quelli relativi al personale, all’acquisto di beni non sanitari e alle collaborazioni esterne. Insomma, le economie messe in atto hanno portato i loro frutti. L’incremento dell’attività e l’avanzo di bilancio, l’ulteriore miglioramento dell’efficienza del sistema IZSVe sono conseguenza della laboriosità di tutto il personale e di una programmazione basata su solidi e concreti criteri. Una linea che ha visti concordi tutti gli organi gestori l’Ente.

(Fonte: Istituto Zooprofilattico delle Venezie)

Dal vino rosso e the verde, una nuova speranza per la ricerca medica

Vino con grappoloGli estratti di te’ verde e di vino rosso possono interrompere un meccanismo cellulare chiave nella progressione del morbo di Alzheimer. La scoperta è stata effettuata della University of Leeds ed ha trovato ufficializzazione con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Journal of Biological Chemistry.

Inizio promettente. I ricercatori dell’università inglese hanno identificato il processo che permette agli accumuli dannosi di proteine di formarsi nelle cellule cerebrali, portandole poi alla morte. Gli scienziati sono stati capaci di interrompere questo meccanismo usando estratti purificati di EGCG dal te’ verde e resveratrolo da vino rosso. Dopo aver formato aggregati di proteine amiloidi in laboratorio e averle aggiunte a cellule cerebrali umane e animali, gli scienziati hanno scoperto che gli estratti da vino rosso e te’ verde facevano in modo che questi aggregati non avessero più un effetto nocivo. «Il prossimo passo – ha spiegato il professor Nigel Hooper, uno fra gli autori della ricerca – sarà comprendere come, esattamente, l’interazione delle proteine amiloidi con le cellule porti alla morte dei neuroni». I tempi della ricerca non saranno quindi brevi, ma la direzione imboccata sembra essere assai promettente.

(Fonte: Garantitaly.it)

Agrofarmaco naturale contro le malattie delle piante scoperto in Trentino

4886_muffa_grigiaSi chiama “Trichoderma atroviride” ed è un microorganismo in grado di combattere numerose malattie delle piante senza dover utilizzare prodotti chimici. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che l’hanno brevettato affidandone a Trentino Sviluppo la gestione.

Presto sul mercato il rivoluzionario agrofarmaco. In seguito ad una delicata trattativa è stato siglato un accordo con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, terzo gruppo mondiale nel settore della chimica farmaceutica, che produrrà questo prodotto ecosostenibile mettendo sul mercato un agro farmaco nuovo e rivoluzionario. Un traguardo importante per il “Fondo Brevetti”, nato con l’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca finanziata dalla Provincia autonoma di Trento. «Lo sviluppo di innovazioni e tecnologie a sostegno di un’agricoltura sempre più sostenibile sono obiettivi prioritari – afferma Roberto Viola, direttore del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Mach -. Nel campo del biocontrollo – prosegue – la nostra ricerca è all’avanguardia a livello internazionale e questo risultato lo dimostra. Abbiamo in cantiere altri prodotti che amplieranno la gamma disponibile, riducendo il bisogno di interventi chimici. Si tratta di un settore estremamente interessante nel quale abbiamo investito molto e che potrà dare altre soddisfazioni nel breve e medio termine».

Ricaduta economica sul territorio. «Sono molto soddisfatta della chiusura importante ottenuta per il brevetto in questione – sottolinea Antonietta Tomasulo, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – e soprattutto del rapporto che si è instaurato con la BIPA e delle possibilità future che tale relazione potrà fornire al territorio, in termini di finanziamenti, prodotti di uso commerciale garantiti localmente in maniera favorita, attrazione e creazione di nuove imprese. Ricordo che le tecnologie sono solo un mezzo e che la valorizzazione delle tecnologie applicate passa attraverso i contratti, ma questi li firmano le persone. È il dialogo costante, quindi, e tra persone desiderose di realizzare, che mi rende molto fiduciosa, e che sono sicura non potrà che portare ad ulteriori successi e ad avere, a regime, un sistema coordinato di sfruttamento di ricerca applicata e di massimizzazione dei risultati».

Un fungo in grado di sconfiggere malattie di foglie, legno e radici. In questo caso, brevetto e licenza nascono dalla scoperta di un microorganismo – per la precisione un fungo, il “Trichoderma atroviride SC1” – che presenta grandi capacità contro le malattie delle piante. Un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele (Trento), coordinati da Ilaria Pertot, ha utilizzato le caratteristiche di questo microorganismo per costituire il principio attivo di un biofungicida commerciale che può sconfiggere le malattie delle foglie (muffa grigia), del legno (mal dell’esca della vite) e delle radici (marciumi radicali). Il “Trichoderma” è stato quindi tutelato attraverso un brevetto internazionale, depositato in Europa, Stati Uniti, Brasile, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. La scoperta può avere un grande impatto sul mercato poiché il principio attivo in questione è di origine naturale e va nella direzione auspicata dalle politiche agricole internazionali, che chiedono strumenti ecosostenibili.

Un successo per il “sistema trentino”. Nell’ottica della commercializzazione è stato indispensabile l’accordo di licenza per il principio attivo di un nuovo e rivoluzionario agrofarmaco, basato appunto sul “Trichoderma atroviride”. Accordo che è stato siglato con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, al termine di una due giorni di visita in Trentino. La negoziazione con il gruppo Belchim era partita nel già 2009 ed è stata ora formalizzata nei giorni scorsi con BIPA, società che fa capo alla multinazionale e che segue in particolare il settore dei biopesticidi. Questa esperienza rappresenta un successo dell’intero sistema trentino, che ha visto protagonisti la Fondazione Edmund Mach per la parte di ricerca scientifica e Trentino Sviluppo che ha saputo valorizzare le potenzialità del brevetto. Si tratta, infatti, di uno dei principali risultati del sistema di gestione e valorizzazione dei risultati della ricerca messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento attraverso il cosiddetto “Fondo Brevetti”, che trova in Trentino Sviluppo il catalizzatore ed il motore del processo di concretizzazione sul mercato delle tecnologie sviluppate dai centri di ricerca trentini.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Ricerca: all’italiana Ilaria Capua, l’ “Oscar” per lotta a virus animali

Un ‘Oscar’ per la ricerca sui virus animali: e’ il premio assegnato a Ilaria Capua, direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, del ministero della Salute. E’ la prima volta che il Penn Vet World Leadership in Animal Health viene assegnato a una donna e la prima volta che va a un ricercatore che abbia meno di 60 anni. Capua ha detto che e’ motivo di orgoglio ”per tutte le persone che lavorano affinche’ il servizio pubblico italiano sia capace di eccellenze’.

(fonte Ansa.it)

A S. Michele all’Adige (Tn) si studiano case economiche, sicure e sostenibili in legno e pietra per la ricostruzione di Haiti

Sono in corso e proseguiranno per tutto agosto nei laboratori dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr) di San Michele all’Adige (Tn) le prove di resistenza sismica di un prototipo di abitazione in legno e pietra, da impiegare per la ricostruzione post-terremoto di Haiti. I test si inquadrano nel progetto ‘REparH’, realizzato da Universita’ e Scuola superiore di architettura ‘CRATerre-Ensag’ di Grenoble con la ong ‘Misereor’, per mettere a punto un sistema costruttivo misto con telaio in legno e muratura in pietra che garantisca all’isola caraibica, colpita da un drammatico sisma nel 2010, una ricostruzione economica, sicura e sostenibile, grazie all’impiego di materiali poco costosi e facilmente reperibili in loco.

(fonte Ansa)