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17 luglio 2018, a Caorle (Ve) s’impara la gestione delle malerbe con ricorso minimo ai mezzi chimici

Martedì 17 luglio, dalle ore 9:30 alle 13:00, appuntamento con i tecnici di Veneto Agricoltura in località Brussa di Caorle (Ve) nel’azienda pilota e dimostrativa ValleVecchia, gestita dall’Agenzia regionale, per una visita guidata alle diverse prove in corso sulla gestione delle malerbe con minimo utilizzo di mezzi chimici.

Aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali. L’iniziativa rientra nell’ambito di un importante progetto europeo del programma Horizon 2020, che vede capofila l’Università danese di Aarhus e il coinvolgimento di altri soggetti, tra cui Veneto Agricoltura. Il progetto affronta il delicato tema del diserbo in agricoltura e del controllo delle malerbe con un utilizzo minimo dei prodotti chimici. Tutto ciò con l’obiettivo finale di aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali, rendendoli più resilienti al cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche senza, nel contempo, compromettere la redditività delle imprese e la produzione di derrate alimentari.

Destinatari. Nell’occasione saranno presentati anche alcune attrezzature innovative per il diserbo in agricoltura di precisione. La giornata, aperta a tecnici, agricoltori, studenti, appassionati, offrirà ai partecipanti l’opportunità di visitare tutte le attività in corso di svolgimento a ValleVecchia e di apprendere dalla viva voce dei tecnici di Veneto Agricoltura il loro stato di attuazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

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12-20 maggio 2018: dal Veneto alla Campania, dalla Toscana alla Slovacchia alla Turchia: le attività e i prodotti equo, solidali e sostenibili della Rete Wigwam alla Fiera Campionaria di Padova

Efrem Tassinato, presidente nazionale Rete Wigwam, chef-giornalista, socio Argav e tesoriere Unaga con alcuni prodotti equo, sostenibili e solidali prodotti dalle comunità locali Wigwam

Rete Wigwam, partner di Argav nei periodici incontri che si tengono nella sede del circuito ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), sarà alla Fiera Campionaria Internazionale di Padova (12-20 maggio 2018) con una significativa rappresentanza delle oltre cento Comunità Locali di Offerta e Interscambio di diverse regioni italiane e slovacche e una testimonianza delle nascenti della Turchia.

Spazio Wigwam al Padiglione 7 della Fiera, sarà un open space che proporrà degustazioni con possibilità di acquisto dei prodotti agroalimentari dei diversi territori, presentazioni, piccoli show cooking, ma anche un luogo dove venire a conoscere e toccare con mano la molteplicità delle forme di impegno di Rete Wigwam per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità Locali nei 21 Paesi del mondo dove oggi si estende. Il programma si va via via completando ed ecco le prime attività confermate.

Veneto. Wigwam Local Community della Saccisica (Padova), Consorzio I Buoni Convivi di Piove di Sacco (Pd) propone il lardo della Saccisica e i Burci o Dolcetti di Pontelongo. Wigwam Local Community di Padova Nord-Ovest, Caffè Sempre di Piazzola sul Brenta (Pd) oltre ai propri tostati di miscele di caffè, tutte rigorosamente “We Think Natural”, presenterà in anteprima assoluta la bevanda di spezie chiamata “Kaynar Baharati” tipica dei territori delle nascenti Wigwam Local Community della Turchia nelle province di Adana e Mersin.

Campania. Wigwam Local Community dei Monti Alburni parteciperà con il Frantoio artigianale Gigino Rosolia di Sicignano (Sa) che proporrà l’olio extravergine di oliva e i prodotti tipici degli Alburni.

Toscana. Wigwam Local Community della Maremma Toscana, parteciperà con l’azienda agrituristica Poggio all’Oca in località panoramica Santa Croce, in conversione al biologico, comune di Scansano (Gr): l’agriturismo è dotato di due strutture ricettive per un totale di 18 posti, sala per organizzazione eventi e degustazioni, percorsi vita aziendali e produzione di vino e olio extra vergine di oliva, dove si possono acquistare su ordinazione tutti i prodotti della rete; Podere San Giovanni di Andrea Valurta, azienda biologica, comune di Scansano (Gr): produzione di olio extra vergine di oliva e di carne da allevamento aziendale di bovini Limousine liberi allo stato semibrado, alimentati al pascolo e con integrazione di soli foraggi e granaglie di provenienza aziendale (solo propria linea genetica, propria mandria ottenuta nel corso di 5 anni di riproduzione naturale sul posto, no ingrasso di vitelli di provenienza esterna, no finissaggio delle carni, solo operazioni naturali), si possono acquistare su ordinazione tutti i prodotti della rete; La Sabatina, comune di Campagnatico (Gr), azienda pioniera del biologico (la prima di tutta l’area) con produzione di farro, ceci, fagioli, carciofi e pomodori freschi, farine di grano tenero, di ceci, di farro e carciofini sott’olio. È situata ai piedi delle colonne della Sabatina – resti dell’omonimo castello dove Guy de Montfort, al servizio di Carlo d’Angiò, si rifugiò dopo la scomunica – sul colle omonimo, che viene ricordato nella Divina Commedia (Inf. XII) dove Dante situa Montfort nel VII cerchio; Caseificio aziendale Vergari, comune di Roccalbegna (Gr), azienda agricola con allevamento al pascolo delle pecore di razza Massese (pecora in biodiversità) su oltre sessanta ettari di terreno dedicato e alimentazione totalmente naturale, con produzione di minori quantità di latte con più valore proteico. I prodotti stagionati, lo “stracchinato” e tutte le basi per i prodotti freschi, come ricotta, ravaggiolo e primo sale, sono lavorati senza alcun tipo di conservanti; Podere Santa Clorinda, agricampeggio: vino, olio e ospitalità all’aperto a Gavorrano (Gr), località Bivio di Ravi. 25 ampie piazzole nel silenzio e nella tranquillità di una azienda biologica che offre servizi su misura per gli ospiti e forme di turismo esperienziale; Podere Veranello di Giancarlo Bucci, comune di Scansano (Gr), a pochi passi dalle terme di Saturnia: frutta e verdura di stagione, conserve (ottima la crema di topinambour e la zucca in agrodolce) e coordinamento del Wwoof Toscana.

Slovacchia. Wigwam Local Community di Poprad-Vysoké Tatry (Regione di Presov). Una nutrita rappresentanza di piccole fattorie e artigiani alimentari, presenteranno e proporranno in degustazione i bryndzové pirohy, un tipo di ravioli ripieni che sono tipici anche della cucina di altri paesi dell’area slava. Le zemiakové placky (frittelle di patate), o le lokše (sottili frittelle di patate cotte su piastra o in padella senza grassi), che accompagnano ad esempio carni o crauti. Le lángoš, un tipo di pizza fritta di origine ungherese, fatta di un impasto di farina, lievito, acqua e sale (ed eventualmente latte o panna acida) che viene condito con formaggio e/o aglio. Queste tre specialità sono tra i più tipici cibi da strada in Slovacchia, assolutamente da provare, insieme a vari tipi di salsicce e alla cigánska pečienka, un panino con carne di coppa di maiale e spezie, molto saporito e popolarissimo quanto altrove l’hamburger.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Sostenibilità in agricoltura, nell’arco di vent’anni, migliorati in Italia tutti gli indici sull’impatto ambientale

L’agricoltura pesa il 6% sul totale delle emissioni di CO2 che si riversano sull’ambiente contro il 63% prodotto da trasporti, processi industriali e manifatturiero. Inoltre, in Italia, il trend degli ultimi 20 anni sulla sostenibilità del settore è più che positivo: crescono le colture green e le energie rinnovabili; diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; aumenta la manutenzione del verde realizzata dagli agricoltori, che vale 2,4 miliardi di euro l’anno. Questi alcuni dati dello studio, che parte dalla rielaborazione degli ultimi documenti ufficiali della FAO, presentato da Cia-Agricoltori Italiani in occasione della VII Assemblea elettiva, in corso a Roma, che ha visto la riconferma alla presidenza di Dino Scanavino.

Gli indici in miglioramento. Troppo spesso – sottolinea l’organizzazione agricola – intorno all’agricoltura circolano messaggi fuorvianti e non suffragati dai dati, come l’idea che il settore inquini e consumi troppe risorse. Al contrario, in Italia migliorano tutti gli indici sull’impatto ambientale: -25% emissioni di CO2, -27% di pesticidi, -31% di erbicidi e -28% di fungicidi. In più, crescono sia la produzione di energia green (+690%) che le superfici biologiche (+56%). Si registra anche una riduzione dell’uso di acqua, grazie al miglioramento delle tecniche di irrigazione, che puntano sulla precisione, per esempio con il passaggio dall’impianto a pioggia con quello a goccia.A oggi, il consumo rimane però consistente, la risorsa acqua resta indispensabile per coltivare quei prodotti agroalimentari di qualità che, solo nell’ultimo anno, hanno fruttato 41 miliardi di euro sui mercati stranieri.

Punto di debolezza, sostenibilità economica. Se migliora la sostenibilità ambientale, però, le imprese agricole italiane faticano ancora sul fronte della sostenibilità economica, afferma l’organizzazione agricola. Una situazione che ha cause ben precise: poche risorse destinate a ricerca e sviluppo, burocrazia elefantiaca e alti costi di produzione. In più mancano strumenti strutturali, ormai indispensabili, come quelli relativi alla gestione del rischio in agricoltura con gli imprenditori esposti sempre più spesso a lunghi periodi di maltempo e siccità senza alcun “ombrello” assicurativo e con il moltiplicarsi di eventi metereologici estremi per effetto dei cambiamenti climatici. Rimangono senza soluzione anche le questioni legate al governo della fauna selvatica e al funzionamento di Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura dove continuano disservizi e anomalie. La politica nazionale, insomma, resta ancora poco attenta al settore, salvo attestarsi, di volta in volta, i meriti e i successi del made in Italy agroalimentare nel mondo, che nascono piuttosto dai sacrifici e dalle intuizioni degli imprenditori agricoli. L’unica nota positiva  – conclude la nota Cia – arriva dall’incremento annuo del reddito agricolo che nel 2017 cresce, seppur di un modesto 2%, dopo tanti anni caratterizzati dal segno meno.

Fonte: Servizio stampa Cia-Agricoltori italiani

Premio Arte Laguna, entro il 18 dicembre 2017 gli artisti possono candidare le loro opere nella sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, tema 2017 il vetro

archivio Premio Arte e Laguna, opera di Evangelina Elizondo Cascade

Con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il premio Arte Laguna, giunto alla 12^ edizione, apre agli artisti per la sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, quest’anno rivolta al vetro.

Partecipazione. Possono concorrere artisti, designer, fotografi, video artisti e performer dai quali ci si attende grande originalità e creatività nella trattazione del tema proposto. La commissione auspica che il Premio non venga declinato semplicemente come “nuove estetiche” del riciclo, bensì si aspetta dai partecipanti l’inaspettato, perché come sosteneva Jean Dubuffet: “L’arte non si addormenta mai là dove le preparano il letto”. Le candidature dovranno pervenire entro il 18 dicembre 2017. Maggiori informazioni e bando di concorso sono disponibili su www.premioartelaguna.it.

Dal 2015, sezione speciale dedicata all’arte e alla sostenibilità. Il premio è promosso da MoCa, associazione culturale con sede a Venezia che opera nell’ambito dell’arte e della cultura dal 2006, quest’anno insieme a CoReVe, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro e in collaborazione con ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari Venezia. Dal 2015, il Premio Arte Laguna ha dato vita ad una sezione speciale del concorso dedicata alla Sostenibilità e all’Arte promuovendo una sensibilizzazione del gesto artistico, della creatività nel design e in generale delle arti visive e performative nei confronti delle strategie di Riuso Riduco Riciclo di alcuni materiali. Alla prima edizione, dedicata alla carta, hanno preso parte oltre 250 artisti provenienti da 46 Paesi.

Riciclo del vetro, ottimale se non mescolato con ceramica, cristallo e pyrex. Appuntamento quindi con la sostenibilità, con il riuso e il riciclo consapevole in linea con le tendenze europee e nazionali che vedono una propensione sempre più crescente negli stili di vita, attenti all’ambiente anche nel mondo dell’arte. Ma soprattutto promozione di un atto creativo consapevole dell’ambiente, in linea con la visione di CoReVe, che punta a riciclare tutti gli imballaggi in vetro che i consumatori usano in Italia, chiedendo loro però di fare attenzione a non mescolarli con altri materiali, in particolare con la ceramica, con il cristallo e con il pyrex. In questo modo, non saranno necessarie le materie prime (sabbia da cava, soda e carbonati dall’industria chimica) si risparmierà più energia (il riciclo attuale del vetro da imballaggio già permette di risparmiare ogni anno l’equivalente di metano necessario alla città di Genova per gli usi domestici), si emetterà in atmosfera meno gas serra (la diminuzione annua di emissione attualmente ottenuta riciclando il vetro equivale a quanto può assorbire una foresta grande come la Puglia).

ARS, Arte Riuso e Sostenibilità sarà dunque dedicato al vetro con un duplice obiettivo: promuovere l’arte sostenibile e contribuire alla divulgazione di un preciso messaggio legato al riciclo consapevole. La giuria sarà composta da una apposita commissione di cui faranno parte, oltre al presidente di giuria del Premio Arte Laguna e curatore Igor Zanti, un referente di ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari e uno o più rappresentanti di CoReVe. Il vincitore, a cui spetterà un premio di 3.000 euro, verrà proclamato in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra dei finalisti del Premio Arte Laguna all’Arsenale di Venezia il 17 Marzo 2018.

Partner. Gli Archivi della Sostenibilità (ArcSOS) dell’Università Ca’ Foscari Venezia sono un centro di documentazione, formazione, ricerca e divulgazione inerente ai temi della sostenibilità integrata: eco-etica, economica e socio-culturale. Gli ArcSOS organizzano incontri, conferenze, dibattiti, workshop, e promuovono mostre ed eventi in ambito nazionale e internazionale. CoReVe è il Consorzio senza fini di lucro che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano. È stato istituito dai principali gruppi vetrari italiani il 23 ottobre 1997 in ottemperanza al Decreto Legislativo 22/97 per gestire il ritiro dei rifiuti in vetro provenienti dalla raccolta differenziata, per predisporre le linee guida per le attività di prevenzione e per garantire l’avvio al riciclo del vetro raccolto. Il Consorzio considera di particolare importanza le attività di comunicazione intraprese nei riguardi dei cittadini, veri protagonisti della raccolta differenziata. In linea con questo concetto, la creazione del premio speciale vuole costituire un momento di ulteriore sensibilizzazione sui principi del riciclo. Importante sarà l’originalità delle opere e il loro impatto affinché esse illustrino le peculiarità del vetro, materiale che è la rappresentazione perfetta dell’economia circolare in quanto, senza degradarsi, può ripetere infinite volte il ciclo “produzione dell’imballaggi- riempimento-utilizzazione- rifiuto-raccolta-riciclo-produzione di un nuovo imballaggio”.

Fonte: Servizio stampa Premio Arte e Laguna

Trentino. Accordo tra pubblico-privato per uno sviluppo del territorio più sostenibile

La Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Comunità Rotaliana Königsberg hanno sottoscritto una convenzione quadro di collaborazione per uno sviluppo più sostenibile del territorio della Piana Rotaliana, in Trentino.

Le iniziative. Riguardano la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, la realizzazione di progetti didattici ed educativi, inclusa la realizzazione di attività a favore del territorio nella filiera agroalimentare, ambientale e forestale. A ciò si aggiungono iniziative congiunte nell’ambito della certificazione Family audit, recentemente ottenuta da FEM a favore dei propri dipendenti, con l’obiettivo di sviluppare una rete territoriale “family friendly” per i cittadini che vivono in Piana Rotaliana.

Un’azione sinergica per lo sviluppo del territorio. “Da questa convenzione con la Comunità Rotaliana-Königsberg nasceranno numerose iniziative legate alle tre anime di FEM, ovvero alla formazione, alla consulenza e alla ricerca. L’accordo con un ente locale che geograficamente è il nostro “vicino di casa” rafforzerà ulteriormente il legame della Fondazione con il territorio che la ospita. Da parte nostra mettiamo a disposizione tutte le nostre conoscenze e competenze negli ambiti dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Credo infatti che proprio partendo dalla sfide che ci toccano più da vicino si possa poi arrivare a proporre delle soluzioni che abbiano anche ricadute globali”, ha detto il presidente FEM, Andrea Segrè.

La Comunità Rotaliana-Königsberg è una comunità di valle della provincia autonoma di Trento. È stata istituita con la legge provinciale n°3 del 16 giugno 2006 e comprende 8 comuni, prima facenti parte del comprensorio Valle dell’Adige.
Il presidente Gianluca Tait spiega: “Siamo convinti che le collaborazioni tra enti, istituzionali e privati, siano strategiche e fondamentali per il nostro territorio. La sottoscrizione dell’accordo con la prestigiosa Fondazione Edmund Mach e la Comunità Rotaliana-Königsberg è un punto di partenza, un’importante occasione per mettere in campo sinergie e iniziative comuni che vedono i nostri enti, seppur con competenze diverse, operare al servizio della nostra gente. Il confronto su tematiche sociali, ambientali, paesaggistiche e scolastiche, nonché legate al delicato tema delle pianificazioni territoriali sarà terreno fertile nel quale far crescere e raccogliere i frutti dell’impegno e dell’intesa raggiunta tra le nostre due realtà”.

Sul fronte della mobilità sostenibile si intende favorire l’utilizzo della bicicletta nella Piana Rotaliana nonchè per gli spostamenti interni alla FEM. In particolare la Comunità Rotaliana-Königsberg, su delega della Provincia Autonoma di Trento, ha installato 8 nuove ciclo stazioni nei territori dei Comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele all’Adige ed all’interno della Fondazione Mach, collegate al sistema “Bike sharing trentino e.motion”. La Fondazione Mach, da sempre attenta ai temi della sostenibilità ambientale, ha aderito pertanto al Progetto Bik Sharing promosso dalla PAT con una stazione di sgancio collocata all’interno del Campus.

Sul fronte formativo si evidenziano le attività inerenti la sicurezza stradale, in particolare per la guida sicura delle automobili e dei trattori con corsi di formazione che si sono svolti in FEM col coinvolgimento di circa 300 studenti.
La Fondazione Edmund Mach ha ottenuto recentemente il rilascio del certificato base Family Audit, strumento manageriale per l’adozione di politiche di gestione del personale orientato al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Ebbene, ora si fa un passo in più. Con la comunità di Valle Rotaliana saranno messe a punto azioni ed eventi attente alle esigenze delle famiglie che vivono in Piana Rotaliana.

Fonte: Servizio Stampa FEM

19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

“Eataly vuole fregare Trump con l’Italian sounding? La vaccata del giorno!” a dirlo Efrem Tassinato, presidente circuito Wigwam e socio Argav

mucche-central-park(di Efrem Tassinato, socio Argav e presidente Circuito Wigwam, rete associativa non profit per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, nata in Italia nel 1972 e che oggi connette territori, organizzati in Comunità Locali, di 21 Paesi). Se non fosse che le cronache ci hanno abituati a chi la spara più grossa che poi, si spera, finisca come nella favola di Esopo dell’Al lupo al lupo e quindi non ci creda più nessuno, ci sarebbe da scuotere la testa per l’enorme ed ennesima scemenza lanciata in titoli cubitali per amor del sensazionalismo.

italia-oggiItalian sounding…all’italiana! Mi riferisco a quanto dichiarato da Oscar Farinetti, sì proprio quello che nel mondo sta facendo un gran bel business col Made in Italy alimentare e che a Italia Oggi del 1 febbraio 2017 “svela come intende aggirare il neoprotezionismo USA”. Il titolone recita: “Faremo in USA il made in Italy italiano” e nel sottotitolo “Farinetti: se Trump ci blocca useremo materie prime locali” spiegando poi nel testo che produrrà sul posto, ma all’italiana. Vanta ad esempio che “abbiamo aggirato il divieto d’importazione delle nostre carni negli USA. Approfittando della possibilità d’esportarvi sperma di toro, vi abbiamo portato quello di stalloni di razza piemontese e oggi produciamo là dell’ottima carne che poi utilizziamo e vendiamo nei nostri negozi.” E così via continuando…Insomma, ci chiediamo. Ma quale differenza ci passa tra il prosciutto di Parma fatto in Canada e il Regianito fatto in Argentina, chiaramente evocando la tanto ambita e prestigiosa italianità, da ciò che già ha dichiarato di fare ed ancor più farà Farinetti quanto alle operazioni di taroccamento dell’italian sounding?

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Efrem Tassinato

Agricoltori e artigiani, figure da proteggere e non da immolare. Al di là della sua indiscutibile capacità di businessman, finanche meritevole per certi aspetti, qui ci troviamo di fronte alla più grande minaccia di disastro per le comunità rurali e della montagna italiana, con agricoltori e artigiani alimentaristi che faticano a marginalizzare quel che serve per sopravvivere, ai quali peraltro si chiede anche di essere manutentori del territorio, custodi delle tradizioni ed un’infinità di altre prestazioni, sempre troppo poco riconosciute dall’establishment dei burocrati europei e nostrani delle politiche agricole e falcidiati da una grande distribuzione organizzata che pretende la massima qualità ma funzionale alle operazioni del tre per due e del sottocosto.

Agricultura-spettacolo. Rispetto alla domanda potenziale del mercato globale le nostre possibilità di produzione – quantitativamente parlando – rappresentano davvero poca cosa. Ma quel che finora ci ha in qualche modo salvato è stato il prestigio, la nomea, la tradizione, l’enfatizzazione del legame coi territori che nei secoli hanno cumulato, tutt’altro che gratis, valore aggiunto per le nostre produzioni agro-alimentari. Un valore immateriale di inestimabile quantificazione che si somma a quello materiale di prodotti di assoluta qualità perché frutto di lavoro fatto con il cuore e con teste pensanti che non son più gli zotici Fontamaresi di Silone, per di più garantiti da una tra le più solerti normative igienico-sanitarie al mondo. Non ce l’ho con Farinetti, lui fa il suo business. Quello che deve preoccupare è il messaggio che sta passando con la creazione dei parchi tematici del cibo contadino, dove è tutto finto. Proprio come fantasticava, ma neanche tanto, un bell’articolo di Economist della metà degli anni settanta sull’agricoltura spettacolo: l’operatore alla mattina arrivava, timbrava il cartellino, si vestiva da contadino, prendeva il secchio ed andava mungere la vacca o a svolgere altri mestieri. Il tutto a beneficio di spettatori che vi assistevano meravigliati, avendo prima pagato il biglietto per poi acquistare prodotti, fatti però in grande serie da una super industria, super multinazionale ed ovviamente, super robotizzata.

In gioco la sopravvivenza e lo sviluppo delle Comunità locali rurali. Quel che noi diciamo è che il prodotto tipico è tale perché è intimamente legato al territorio di origine ed espresso, conservato, tramandato da quei microcosmi che sono le Comunità Locali. Ed anzi, il rapporto è così stretto ed interdipendente che la sopravvivenza e lo sviluppo duraturo e sostenibile delle Comunità Locali rurali e della montagna dipende essenzialmente dalla tutela della prerogativa di tale valore immateriale. Perché ciò non accada la soluzione è semplice: incentivare il consumo negli originari luoghi di produzione. La marginalizzazione rimarrebbe al territorio dove si manterrebbero posti di lavoro e risorse per la manutenzione e il miglioramento del territorio stesso. Se il Signor Trump chiude alle importazioni italiane, facciamo venire gli americani a consumare da noi!