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19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

“Eataly vuole fregare Trump con l’Italian sounding? La vaccata del giorno!” a dirlo Efrem Tassinato, presidente circuito Wigwam e socio Argav

mucche-central-park(di Efrem Tassinato, socio Argav e presidente Circuito Wigwam, rete associativa non profit per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, nata in Italia nel 1972 e che oggi connette territori, organizzati in Comunità Locali, di 21 Paesi). Se non fosse che le cronache ci hanno abituati a chi la spara più grossa che poi, si spera, finisca come nella favola di Esopo dell’Al lupo al lupo e quindi non ci creda più nessuno, ci sarebbe da scuotere la testa per l’enorme ed ennesima scemenza lanciata in titoli cubitali per amor del sensazionalismo.

italia-oggiItalian sounding…all’italiana! Mi riferisco a quanto dichiarato da Oscar Farinetti, sì proprio quello che nel mondo sta facendo un gran bel business col Made in Italy alimentare e che a Italia Oggi del 1 febbraio 2017 “svela come intende aggirare il neoprotezionismo USA”. Il titolone recita: “Faremo in USA il made in Italy italiano” e nel sottotitolo “Farinetti: se Trump ci blocca useremo materie prime locali” spiegando poi nel testo che produrrà sul posto, ma all’italiana. Vanta ad esempio che “abbiamo aggirato il divieto d’importazione delle nostre carni negli USA. Approfittando della possibilità d’esportarvi sperma di toro, vi abbiamo portato quello di stalloni di razza piemontese e oggi produciamo là dell’ottima carne che poi utilizziamo e vendiamo nei nostri negozi.” E così via continuando…Insomma, ci chiediamo. Ma quale differenza ci passa tra il prosciutto di Parma fatto in Canada e il Regianito fatto in Argentina, chiaramente evocando la tanto ambita e prestigiosa italianità, da ciò che già ha dichiarato di fare ed ancor più farà Farinetti quanto alle operazioni di taroccamento dell’italian sounding?

efrem-tassinato

Efrem Tassinato

Agricoltori e artigiani, figure da proteggere e non da immolare. Al di là della sua indiscutibile capacità di businessman, finanche meritevole per certi aspetti, qui ci troviamo di fronte alla più grande minaccia di disastro per le comunità rurali e della montagna italiana, con agricoltori e artigiani alimentaristi che faticano a marginalizzare quel che serve per sopravvivere, ai quali peraltro si chiede anche di essere manutentori del territorio, custodi delle tradizioni ed un’infinità di altre prestazioni, sempre troppo poco riconosciute dall’establishment dei burocrati europei e nostrani delle politiche agricole e falcidiati da una grande distribuzione organizzata che pretende la massima qualità ma funzionale alle operazioni del tre per due e del sottocosto.

Agricultura-spettacolo. Rispetto alla domanda potenziale del mercato globale le nostre possibilità di produzione – quantitativamente parlando – rappresentano davvero poca cosa. Ma quel che finora ci ha in qualche modo salvato è stato il prestigio, la nomea, la tradizione, l’enfatizzazione del legame coi territori che nei secoli hanno cumulato, tutt’altro che gratis, valore aggiunto per le nostre produzioni agro-alimentari. Un valore immateriale di inestimabile quantificazione che si somma a quello materiale di prodotti di assoluta qualità perché frutto di lavoro fatto con il cuore e con teste pensanti che non son più gli zotici Fontamaresi di Silone, per di più garantiti da una tra le più solerti normative igienico-sanitarie al mondo. Non ce l’ho con Farinetti, lui fa il suo business. Quello che deve preoccupare è il messaggio che sta passando con la creazione dei parchi tematici del cibo contadino, dove è tutto finto. Proprio come fantasticava, ma neanche tanto, un bell’articolo di Economist della metà degli anni settanta sull’agricoltura spettacolo: l’operatore alla mattina arrivava, timbrava il cartellino, si vestiva da contadino, prendeva il secchio ed andava mungere la vacca o a svolgere altri mestieri. Il tutto a beneficio di spettatori che vi assistevano meravigliati, avendo prima pagato il biglietto per poi acquistare prodotti, fatti però in grande serie da una super industria, super multinazionale ed ovviamente, super robotizzata.

In gioco la sopravvivenza e lo sviluppo delle Comunità locali rurali. Quel che noi diciamo è che il prodotto tipico è tale perché è intimamente legato al territorio di origine ed espresso, conservato, tramandato da quei microcosmi che sono le Comunità Locali. Ed anzi, il rapporto è così stretto ed interdipendente che la sopravvivenza e lo sviluppo duraturo e sostenibile delle Comunità Locali rurali e della montagna dipende essenzialmente dalla tutela della prerogativa di tale valore immateriale. Perché ciò non accada la soluzione è semplice: incentivare il consumo negli originari luoghi di produzione. La marginalizzazione rimarrebbe al territorio dove si manterrebbero posti di lavoro e risorse per la manutenzione e il miglioramento del territorio stesso. Se il Signor Trump chiude alle importazioni italiane, facciamo venire gli americani a consumare da noi!

 

14 ottobre 2016, al Pala Expo di Venezia sguardo sull’agricoltura del futuro

smart-agricoltureVenerdì 14 ottobre 2016, a partire dalle ore 9.30 al Pala Expo di Venezia (sala Leonardo), avrà luogo la conferenza “Smart Agricolture for a sustainable world” promossa dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna nell’ambito dell’International Inventors Exhibition organizzata da D-nest (a questo link l’articolo di presentazione dell’incontro ai soci Argav da parte del professor Giorgio Prosdocimi Gianquinto).

Interventi e relatori. “Precision Farming“, Bruno Huyghebaert, CRA-Wallonie, Gembloux, Belgio; “Space farming“, Stefania de Pascale, Università di Napoli; “Urban FarmingFrancesco Orsini, Univesità di Bologna; “Greenhouse technology“, Juan Ignacio Montero, IRTA, Barcellona, Spagna; “Environmental assessment of agricultural systems“, Pere Munoz, IRTA, Barcellona, Spagna; “Edible bugs“, Maurizio G. Paoletti, Università di Padova.  Coordina: Lisa Bellocchi, direttivo  Network Europeo Giornalisti Agricoli – Responsabile Rapporti Internazionali U.N.A.G.A. (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoli). Al termine degli interventi, è previsto un dibattito. Registrazione gratuita on line sul sito

Sostenibilità e Arte, Premio Arte Laguna 2017 lancia il concorso “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design

comiecoL’11° Premio Arte Laguna 2017 lancia il premio speciale Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design, promosso e ideato con gli Archivi della Sostenibilità dell’Università Cà Foscari di Venezia e realizzato con il sostegno di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).

Il bando chiede la presentazione di opere, prodotti e progetti artistici estesi al design, alla fotografia, alla video-arte e alla performance, ecc. che valorizzino carta/cartone e imballaggi cellulosici nell’ambito delle strategie RRR (Riuso, Riciclo, Riduco). La commissione giudicatrice è composta da Igor Zanti, curatore d’arte e presidente di giuria del Premio Arte Laguna, Giorgio Conti, responsabile scientifico degli Archivi della Sostenibilità, Università Cà Foscari, Venezia, uno o più rappresentanti designati da Comieco.

Scadenze. 27 settembre – dicembre 2016: periodo di apertura del bando di concorso. Gennaio – febbraio 2017: valutazione progetti e selezione del vincitore. 25 Marzo 2017: cerimonia di premiazione all’Arsenale di Venezia. Aprile 2017: erogazione del premio di 3.000 euro al vincitore che si sarà distinto per l’originalità e la creatività nella trattazione del tema proposto. La partecipazione è aperta a tutti (artisti, designer, grafici, fotografi…). L’iscrizione è gratuita per coloro che sono regolarmente iscritti in una delle sezioni dell’ 11° Premio Arte Laguna. E’ possibile iscriversi anche solo al Premio “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design”, pagando la quota di € 55.

Fonte: Premio Arte Laguna

Arriva dall’ananas un “cuoio”di alta qualità

cuoio-vegetale-ananas-150x150Si chiama Pinatex ed è il prodotto di uno studio condotto da una ricercatrice filippina, Carmen Hijosa.

Biodegradabile al 90%. Analizzando le proprietà delle foglie di ananas, la studiosa è riuscita a trovare il modo di ricavarne un materiale estremamente resistente e flessibile che, all’apparenza e per la sua specifica duttilità, è molto simile al cuoio. Proprio perché il prodotto non ha alcuna derivazione animale, questo cuoio fatto con le foglie di ananas è definito ‘vegano’. Certamente si tratta di un prodotto ecosostenibile, anche se in realtà al momento non lo è al 100%: se ci sono voluti anni e anni di studio e ricerca per arrivare al Pinatex, questi ancora non sono considerati conclusi perché per una totale biodegradabilità è ancora necessario definire un trattamento completamente naturale per ricoprire il cuoio vegetale e renderlo più resistente.

Per un metro quadro di “cuoio”, necessari 16 frutti. Malgrado uno degli strati che compone questo innovativo cuoio non sia biodegradabile, il Pinatex è quanto di più ecologico ci si possa aspettare anche tenendo conto che per ottenere un metro quadro di cuoio di medio spessore bastano solamente 480 foglie di ananas, corrispondenti a quelle presenti su soltanto 16 frutti. Il Pinatex è il prodotto di punta di una società chiamata Ananas Anam ed è stato già scelto da alcune case di moda per la realizzazione di accessori belli, alla moda e di qualità, alcuni dei quali già disponibili sul mercato.

Fonte: Garantitaly.it

Dagli scarti di lavorazione dei fagioli, nasce la carta da imballaggio eco-sostenibile

Si chiama carta “CRUSH Fagiolo” la prima carta per il packaging eco-sostenibile, 100% riciclabile, ottenuta dagli scarti di lavorazione dei fagioli. A realizzarla, nell’ambito del progetto etico “Save the Waste” (metti da parte lo scarto) è stata l’azienda vicentina Pedon, oggi tra i big player mondiali del settore dei cereali e legumi.

Coinvolte filiere etiche e sostenibili in Etiopia. Il processo di realizzazione della carta “CRUSH Fagiolo”, l’unica ad essere certificata per il contatto diretto con gli alimenti, inizia con la selezione delle sementi garantite NO OGM coltivate da migliaia di famiglie di agricoltori all’interno di programmi per lo sviluppo economico e agricolo, come l’accordo di coltivazione siglato nel 2013 da ACOS Ethiopia PLC, società del Gruppo Pedon, con due Unions, le cooperative agricole che lavorano nello stato di Oromia della Repubblica Federale di Etiopia. Un accordo che rientra nel progetto “Filiere agricole in Oromia”, realizzato in collaborazione con la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con l’obiettivo di promuovere filiere etiche e sostenibili, permettendo agli agricoltori etiopi di partecipare in modo attivo al miglioramento della qualità dei loro prodotti, nel rispetto degli standard internazionali di produzione, di un rigoroso approccio di filiera, e di contribuire alla loro commercializzazione.

SaveTheWaste_pack100 per cento riciclabile. La carta “CRUSH Fagiolo”, ottenuta per l’appunto con gli scarti della lavorazione del legume, riduce del 15% l’impiego di cellulosa vergine proveniente da alberi e diminuisce del 20% l’emissione di gas effetto serra. Il risultato è un astuccio certificato FSC e OGM Free, che può stare a contatto diretto con il prodotto, eliminando così la busta interna al pack, e che racchiude il 30% di fibra riciclata post-consumo. Gli inchiostri ecologici e la finestra trasparente in PLA ottenuta sempre da scarti vegetali rendono il packaging eco-sostenibile e al 100% riciclabile. Inoltre, l’energia utilizzata lungo l’intero processo, dalla produzione della carta al confezionamento, proviene da fonte rinnovabile.

Scopi umanitari. Il nuovo packaging vestirà già da quest’anno la lenticchia etica di Pedon, che da oltre dieci anni sostiene campagne umanitarie in difesa dei diritti e della salute dei bambini, destinando quindici centesimi per ogni confezione venduta al progetto Every One, la campagna globale lanciata nel 2009 da Save The Children per combattere la mortalità infantile e garantire salute e assistenza a mamme e bambini in trentotto Paesi del mondo. “Siamo orgogliosi di questo progetto che segna il passaggio da un modello lineare ad una economia circolare. Save the Waste comporta enormi vantaggi con ricadute sull’ambiente, creando e distribuendo valore per la Comunità e coinvolgendo tutti gli attori della filiera”, dichiara Remo Pedon, AD dell’omonimo Gruppo, 90 milioni di euro di fatturato, con oltre il 50% di quota di mercato Italia e 40% di export in 45 Paesi, 600 addetti e stabilimenti in Italia, Egitto, Etiopia, Argentina e Cina.

Sinergie eco-sostenibili attivate con due aziende vicentine. Da segnalare anche la sinergica collaborazione all’interno del progetto con due aziende vicentine, Favini e Lucaprint, che hanno condiviso conoscenze e ricerca, generando così innovazione. Carta CRUSH Fagiolo è stata realizzata da Favini, azienda specializzata nella produzione di carte ecologiche e in particolare di CRUSH contenente sottoprodotti della filiera agro-industriale, che ha dato vita a questa nuova carta perfetta per il packaging Pedon. Di LucaPrint invece lo sviluppo della soluzione cartotecnica, l’astuccio eco-sostenibile.

Fonte: Servizio Stampa Pedon

Premio Laura Bacci 2014, due premi di studio sulla tematica “Innovazione per la sostenibilità in agricoltura”, domande entro il 1 settembre 2015

Drone Agricoltura

Drone utilizzato in agricoltura

L’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr ha indetto una selezione pubblica per titoli, per il conferimento di due Premi di studio intitolati alla memoria della ricercatrice Laura Bacci, destinati a una tesi di laurea magistrale e a una tesi di dottorato, discusse nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014. Le tesi devono dimostrare risultati di particolare eccellenza e rilevanza strategica, nazionale e internazionale e riguardare ricerche sul tema ‘Innovazione per la sostenibilità in agricoltura’.

Possono partecipare alla selezione tutti i laureati e i dottori di ricerca che al 1 settembre 2015, giorno di scadenza del bando, non abbiano compiuto rispettivamente i 30 e i 35 anni di età. La domanda di ammissione va inviata in formato elettronico all’indirizzo e-mail: segreteriapremio@ibimet.cnr.it o spedita a: Segreteria premio, Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di biometeorologia – via G. Caproni 8, 50145 Firenze. Le modalità di presentazione della domanda di partecipazione sono reperibili nella documentazione relativa al bando scaricabile dal sito dell’Istituto.La commissione esaminatrice formula la graduatoria di merito che, dopo l’approvazione del direttore dell’Istituto, viene pubblicata sui siti internet www.urp.cnr.it e www.ibimet.cnr.it. I due premi in palio, del valore di 1.500 euro ciascuno, vengono consegnati ai vincitori durante una cerimonia pubblica a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, entro il 2015. Informazioni: tel. 055/3033711; www.fi.ibimet.cnr.it

Fonte: Ibimet Cnr