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Premio Arte Laguna, entro il 18 dicembre 2017 gli artisti possono candidare le loro opere nella sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, tema 2017 il vetro

archivio Premio Arte e Laguna, opera di Evangelina Elizondo Cascade

Con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il premio Arte Laguna, giunto alla 12^ edizione, apre agli artisti per la sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, quest’anno rivolta al vetro.

Partecipazione. Possono concorrere artisti, designer, fotografi, video artisti e performer dai quali ci si attende grande originalità e creatività nella trattazione del tema proposto. La commissione auspica che il Premio non venga declinato semplicemente come “nuove estetiche” del riciclo, bensì si aspetta dai partecipanti l’inaspettato, perché come sosteneva Jean Dubuffet: “L’arte non si addormenta mai là dove le preparano il letto”. Le candidature dovranno pervenire entro il 18 dicembre 2017. Maggiori informazioni e bando di concorso sono disponibili su www.premioartelaguna.it.

Dal 2015, sezione speciale dedicata all’arte e alla sostenibilità. Il premio è promosso da MoCa, associazione culturale con sede a Venezia che opera nell’ambito dell’arte e della cultura dal 2006, quest’anno insieme a CoReVe, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro e in collaborazione con ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari Venezia. Dal 2015, il Premio Arte Laguna ha dato vita ad una sezione speciale del concorso dedicata alla Sostenibilità e all’Arte promuovendo una sensibilizzazione del gesto artistico, della creatività nel design e in generale delle arti visive e performative nei confronti delle strategie di Riuso Riduco Riciclo di alcuni materiali. Alla prima edizione, dedicata alla carta, hanno preso parte oltre 250 artisti provenienti da 46 Paesi.

Riciclo del vetro, ottimale se non mescolato con ceramica, cristallo e pyrex. Appuntamento quindi con la sostenibilità, con il riuso e il riciclo consapevole in linea con le tendenze europee e nazionali che vedono una propensione sempre più crescente negli stili di vita, attenti all’ambiente anche nel mondo dell’arte. Ma soprattutto promozione di un atto creativo consapevole dell’ambiente, in linea con la visione di CoReVe, che punta a riciclare tutti gli imballaggi in vetro che i consumatori usano in Italia, chiedendo loro però di fare attenzione a non mescolarli con altri materiali, in particolare con la ceramica, con il cristallo e con il pyrex. In questo modo, non saranno necessarie le materie prime (sabbia da cava, soda e carbonati dall’industria chimica) si risparmierà più energia (il riciclo attuale del vetro da imballaggio già permette di risparmiare ogni anno l’equivalente di metano necessario alla città di Genova per gli usi domestici), si emetterà in atmosfera meno gas serra (la diminuzione annua di emissione attualmente ottenuta riciclando il vetro equivale a quanto può assorbire una foresta grande come la Puglia).

ARS, Arte Riuso e Sostenibilità sarà dunque dedicato al vetro con un duplice obiettivo: promuovere l’arte sostenibile e contribuire alla divulgazione di un preciso messaggio legato al riciclo consapevole. La giuria sarà composta da una apposita commissione di cui faranno parte, oltre al presidente di giuria del Premio Arte Laguna e curatore Igor Zanti, un referente di ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari e uno o più rappresentanti di CoReVe. Il vincitore, a cui spetterà un premio di 3.000 euro, verrà proclamato in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra dei finalisti del Premio Arte Laguna all’Arsenale di Venezia il 17 Marzo 2018.

Partner. Gli Archivi della Sostenibilità (ArcSOS) dell’Università Ca’ Foscari Venezia sono un centro di documentazione, formazione, ricerca e divulgazione inerente ai temi della sostenibilità integrata: eco-etica, economica e socio-culturale. Gli ArcSOS organizzano incontri, conferenze, dibattiti, workshop, e promuovono mostre ed eventi in ambito nazionale e internazionale. CoReVe è il Consorzio senza fini di lucro che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano. È stato istituito dai principali gruppi vetrari italiani il 23 ottobre 1997 in ottemperanza al Decreto Legislativo 22/97 per gestire il ritiro dei rifiuti in vetro provenienti dalla raccolta differenziata, per predisporre le linee guida per le attività di prevenzione e per garantire l’avvio al riciclo del vetro raccolto. Il Consorzio considera di particolare importanza le attività di comunicazione intraprese nei riguardi dei cittadini, veri protagonisti della raccolta differenziata. In linea con questo concetto, la creazione del premio speciale vuole costituire un momento di ulteriore sensibilizzazione sui principi del riciclo. Importante sarà l’originalità delle opere e il loro impatto affinché esse illustrino le peculiarità del vetro, materiale che è la rappresentazione perfetta dell’economia circolare in quanto, senza degradarsi, può ripetere infinite volte il ciclo “produzione dell’imballaggi- riempimento-utilizzazione- rifiuto-raccolta-riciclo-produzione di un nuovo imballaggio”.

Fonte: Servizio stampa Premio Arte e Laguna

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Trentino. Accordo tra pubblico-privato per uno sviluppo del territorio più sostenibile

La Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Comunità Rotaliana Königsberg hanno sottoscritto una convenzione quadro di collaborazione per uno sviluppo più sostenibile del territorio della Piana Rotaliana, in Trentino.

Le iniziative. Riguardano la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, la realizzazione di progetti didattici ed educativi, inclusa la realizzazione di attività a favore del territorio nella filiera agroalimentare, ambientale e forestale. A ciò si aggiungono iniziative congiunte nell’ambito della certificazione Family audit, recentemente ottenuta da FEM a favore dei propri dipendenti, con l’obiettivo di sviluppare una rete territoriale “family friendly” per i cittadini che vivono in Piana Rotaliana.

Un’azione sinergica per lo sviluppo del territorio. “Da questa convenzione con la Comunità Rotaliana-Königsberg nasceranno numerose iniziative legate alle tre anime di FEM, ovvero alla formazione, alla consulenza e alla ricerca. L’accordo con un ente locale che geograficamente è il nostro “vicino di casa” rafforzerà ulteriormente il legame della Fondazione con il territorio che la ospita. Da parte nostra mettiamo a disposizione tutte le nostre conoscenze e competenze negli ambiti dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’ambiente. Credo infatti che proprio partendo dalla sfide che ci toccano più da vicino si possa poi arrivare a proporre delle soluzioni che abbiano anche ricadute globali”, ha detto il presidente FEM, Andrea Segrè.

La Comunità Rotaliana-Königsberg è una comunità di valle della provincia autonoma di Trento. È stata istituita con la legge provinciale n°3 del 16 giugno 2006 e comprende 8 comuni, prima facenti parte del comprensorio Valle dell’Adige.
Il presidente Gianluca Tait spiega: “Siamo convinti che le collaborazioni tra enti, istituzionali e privati, siano strategiche e fondamentali per il nostro territorio. La sottoscrizione dell’accordo con la prestigiosa Fondazione Edmund Mach e la Comunità Rotaliana-Königsberg è un punto di partenza, un’importante occasione per mettere in campo sinergie e iniziative comuni che vedono i nostri enti, seppur con competenze diverse, operare al servizio della nostra gente. Il confronto su tematiche sociali, ambientali, paesaggistiche e scolastiche, nonché legate al delicato tema delle pianificazioni territoriali sarà terreno fertile nel quale far crescere e raccogliere i frutti dell’impegno e dell’intesa raggiunta tra le nostre due realtà”.

Sul fronte della mobilità sostenibile si intende favorire l’utilizzo della bicicletta nella Piana Rotaliana nonchè per gli spostamenti interni alla FEM. In particolare la Comunità Rotaliana-Königsberg, su delega della Provincia Autonoma di Trento, ha installato 8 nuove ciclo stazioni nei territori dei Comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, San Michele all’Adige ed all’interno della Fondazione Mach, collegate al sistema “Bike sharing trentino e.motion”. La Fondazione Mach, da sempre attenta ai temi della sostenibilità ambientale, ha aderito pertanto al Progetto Bik Sharing promosso dalla PAT con una stazione di sgancio collocata all’interno del Campus.

Sul fronte formativo si evidenziano le attività inerenti la sicurezza stradale, in particolare per la guida sicura delle automobili e dei trattori con corsi di formazione che si sono svolti in FEM col coinvolgimento di circa 300 studenti.
La Fondazione Edmund Mach ha ottenuto recentemente il rilascio del certificato base Family Audit, strumento manageriale per l’adozione di politiche di gestione del personale orientato al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie. Ebbene, ora si fa un passo in più. Con la comunità di Valle Rotaliana saranno messe a punto azioni ed eventi attente alle esigenze delle famiglie che vivono in Piana Rotaliana.

Fonte: Servizio Stampa FEM

19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

“Eataly vuole fregare Trump con l’Italian sounding? La vaccata del giorno!” a dirlo Efrem Tassinato, presidente circuito Wigwam e socio Argav

mucche-central-park(di Efrem Tassinato, socio Argav e presidente Circuito Wigwam, rete associativa non profit per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, nata in Italia nel 1972 e che oggi connette territori, organizzati in Comunità Locali, di 21 Paesi). Se non fosse che le cronache ci hanno abituati a chi la spara più grossa che poi, si spera, finisca come nella favola di Esopo dell’Al lupo al lupo e quindi non ci creda più nessuno, ci sarebbe da scuotere la testa per l’enorme ed ennesima scemenza lanciata in titoli cubitali per amor del sensazionalismo.

italia-oggiItalian sounding…all’italiana! Mi riferisco a quanto dichiarato da Oscar Farinetti, sì proprio quello che nel mondo sta facendo un gran bel business col Made in Italy alimentare e che a Italia Oggi del 1 febbraio 2017 “svela come intende aggirare il neoprotezionismo USA”. Il titolone recita: “Faremo in USA il made in Italy italiano” e nel sottotitolo “Farinetti: se Trump ci blocca useremo materie prime locali” spiegando poi nel testo che produrrà sul posto, ma all’italiana. Vanta ad esempio che “abbiamo aggirato il divieto d’importazione delle nostre carni negli USA. Approfittando della possibilità d’esportarvi sperma di toro, vi abbiamo portato quello di stalloni di razza piemontese e oggi produciamo là dell’ottima carne che poi utilizziamo e vendiamo nei nostri negozi.” E così via continuando…Insomma, ci chiediamo. Ma quale differenza ci passa tra il prosciutto di Parma fatto in Canada e il Regianito fatto in Argentina, chiaramente evocando la tanto ambita e prestigiosa italianità, da ciò che già ha dichiarato di fare ed ancor più farà Farinetti quanto alle operazioni di taroccamento dell’italian sounding?

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Efrem Tassinato

Agricoltori e artigiani, figure da proteggere e non da immolare. Al di là della sua indiscutibile capacità di businessman, finanche meritevole per certi aspetti, qui ci troviamo di fronte alla più grande minaccia di disastro per le comunità rurali e della montagna italiana, con agricoltori e artigiani alimentaristi che faticano a marginalizzare quel che serve per sopravvivere, ai quali peraltro si chiede anche di essere manutentori del territorio, custodi delle tradizioni ed un’infinità di altre prestazioni, sempre troppo poco riconosciute dall’establishment dei burocrati europei e nostrani delle politiche agricole e falcidiati da una grande distribuzione organizzata che pretende la massima qualità ma funzionale alle operazioni del tre per due e del sottocosto.

Agricultura-spettacolo. Rispetto alla domanda potenziale del mercato globale le nostre possibilità di produzione – quantitativamente parlando – rappresentano davvero poca cosa. Ma quel che finora ci ha in qualche modo salvato è stato il prestigio, la nomea, la tradizione, l’enfatizzazione del legame coi territori che nei secoli hanno cumulato, tutt’altro che gratis, valore aggiunto per le nostre produzioni agro-alimentari. Un valore immateriale di inestimabile quantificazione che si somma a quello materiale di prodotti di assoluta qualità perché frutto di lavoro fatto con il cuore e con teste pensanti che non son più gli zotici Fontamaresi di Silone, per di più garantiti da una tra le più solerti normative igienico-sanitarie al mondo. Non ce l’ho con Farinetti, lui fa il suo business. Quello che deve preoccupare è il messaggio che sta passando con la creazione dei parchi tematici del cibo contadino, dove è tutto finto. Proprio come fantasticava, ma neanche tanto, un bell’articolo di Economist della metà degli anni settanta sull’agricoltura spettacolo: l’operatore alla mattina arrivava, timbrava il cartellino, si vestiva da contadino, prendeva il secchio ed andava mungere la vacca o a svolgere altri mestieri. Il tutto a beneficio di spettatori che vi assistevano meravigliati, avendo prima pagato il biglietto per poi acquistare prodotti, fatti però in grande serie da una super industria, super multinazionale ed ovviamente, super robotizzata.

In gioco la sopravvivenza e lo sviluppo delle Comunità locali rurali. Quel che noi diciamo è che il prodotto tipico è tale perché è intimamente legato al territorio di origine ed espresso, conservato, tramandato da quei microcosmi che sono le Comunità Locali. Ed anzi, il rapporto è così stretto ed interdipendente che la sopravvivenza e lo sviluppo duraturo e sostenibile delle Comunità Locali rurali e della montagna dipende essenzialmente dalla tutela della prerogativa di tale valore immateriale. Perché ciò non accada la soluzione è semplice: incentivare il consumo negli originari luoghi di produzione. La marginalizzazione rimarrebbe al territorio dove si manterrebbero posti di lavoro e risorse per la manutenzione e il miglioramento del territorio stesso. Se il Signor Trump chiude alle importazioni italiane, facciamo venire gli americani a consumare da noi!

 

14 ottobre 2016, al Pala Expo di Venezia sguardo sull’agricoltura del futuro

smart-agricoltureVenerdì 14 ottobre 2016, a partire dalle ore 9.30 al Pala Expo di Venezia (sala Leonardo), avrà luogo la conferenza “Smart Agricolture for a sustainable world” promossa dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna nell’ambito dell’International Inventors Exhibition organizzata da D-nest (a questo link l’articolo di presentazione dell’incontro ai soci Argav da parte del professor Giorgio Prosdocimi Gianquinto).

Interventi e relatori. “Precision Farming“, Bruno Huyghebaert, CRA-Wallonie, Gembloux, Belgio; “Space farming“, Stefania de Pascale, Università di Napoli; “Urban FarmingFrancesco Orsini, Univesità di Bologna; “Greenhouse technology“, Juan Ignacio Montero, IRTA, Barcellona, Spagna; “Environmental assessment of agricultural systems“, Pere Munoz, IRTA, Barcellona, Spagna; “Edible bugs“, Maurizio G. Paoletti, Università di Padova.  Coordina: Lisa Bellocchi, direttivo  Network Europeo Giornalisti Agricoli – Responsabile Rapporti Internazionali U.N.A.G.A. (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoli). Al termine degli interventi, è previsto un dibattito. Registrazione gratuita on line sul sito

Sostenibilità e Arte, Premio Arte Laguna 2017 lancia il concorso “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design

comiecoL’11° Premio Arte Laguna 2017 lancia il premio speciale Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design, promosso e ideato con gli Archivi della Sostenibilità dell’Università Cà Foscari di Venezia e realizzato con il sostegno di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica).

Il bando chiede la presentazione di opere, prodotti e progetti artistici estesi al design, alla fotografia, alla video-arte e alla performance, ecc. che valorizzino carta/cartone e imballaggi cellulosici nell’ambito delle strategie RRR (Riuso, Riciclo, Riduco). La commissione giudicatrice è composta da Igor Zanti, curatore d’arte e presidente di giuria del Premio Arte Laguna, Giorgio Conti, responsabile scientifico degli Archivi della Sostenibilità, Università Cà Foscari, Venezia, uno o più rappresentanti designati da Comieco.

Scadenze. 27 settembre – dicembre 2016: periodo di apertura del bando di concorso. Gennaio – febbraio 2017: valutazione progetti e selezione del vincitore. 25 Marzo 2017: cerimonia di premiazione all’Arsenale di Venezia. Aprile 2017: erogazione del premio di 3.000 euro al vincitore che si sarà distinto per l’originalità e la creatività nella trattazione del tema proposto. La partecipazione è aperta a tutti (artisti, designer, grafici, fotografi…). L’iscrizione è gratuita per coloro che sono regolarmente iscritti in una delle sezioni dell’ 11° Premio Arte Laguna. E’ possibile iscriversi anche solo al Premio “Carta RRR (Riuso Riciclo Riduco) come Arte e Design”, pagando la quota di € 55.

Fonte: Premio Arte Laguna

Arriva dall’ananas un “cuoio”di alta qualità

cuoio-vegetale-ananas-150x150Si chiama Pinatex ed è il prodotto di uno studio condotto da una ricercatrice filippina, Carmen Hijosa.

Biodegradabile al 90%. Analizzando le proprietà delle foglie di ananas, la studiosa è riuscita a trovare il modo di ricavarne un materiale estremamente resistente e flessibile che, all’apparenza e per la sua specifica duttilità, è molto simile al cuoio. Proprio perché il prodotto non ha alcuna derivazione animale, questo cuoio fatto con le foglie di ananas è definito ‘vegano’. Certamente si tratta di un prodotto ecosostenibile, anche se in realtà al momento non lo è al 100%: se ci sono voluti anni e anni di studio e ricerca per arrivare al Pinatex, questi ancora non sono considerati conclusi perché per una totale biodegradabilità è ancora necessario definire un trattamento completamente naturale per ricoprire il cuoio vegetale e renderlo più resistente.

Per un metro quadro di “cuoio”, necessari 16 frutti. Malgrado uno degli strati che compone questo innovativo cuoio non sia biodegradabile, il Pinatex è quanto di più ecologico ci si possa aspettare anche tenendo conto che per ottenere un metro quadro di cuoio di medio spessore bastano solamente 480 foglie di ananas, corrispondenti a quelle presenti su soltanto 16 frutti. Il Pinatex è il prodotto di punta di una società chiamata Ananas Anam ed è stato già scelto da alcune case di moda per la realizzazione di accessori belli, alla moda e di qualità, alcuni dei quali già disponibili sul mercato.

Fonte: Garantitaly.it