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Viva l’Italia, il festival delle eccellenze italiane in Slovacchia, presentato stasera in Fiera Campionaria a Padova dalla rete Wigwam

Oggi, mercoledì 16 maggio, alle ore 18:30, nel padiglione 7 della Fiera Campionaria Internazionale di Padova, la Rete Wigwam presenterà “Viva Italia”, il festival delle eccellenze italiane e dell’interscambio su “La Via di Karol”, che si terrà a Poprad (SK) il 27-30 giugno 2018.

Partecipazione libera, ingresso in Fiera Campionaria gratuito. L’evento di fine giugno nella città del Presidente della Repubblica di Slovacchia Andrej Kiska, sarà presentato oggi dal presidente di Rete Wigwam Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga, insieme al coordinatore delle Comunità Locali Wigwam della Slovacchia Fabio Bortolini e il rappresentante di quelle dei Monti Tatra Ladislav Raček

Il festival. “Viva Italia”, si articolerà in cinque attività: il mercato ed esposizione di prodotti tipici con degustazione dei piatti tipici nel centro storico della città di Poprad; il workshop internazionale dell’offerta turistica e di prodotti tipici delle comunità locali dislocate lungo La Via di Karol (Polonia, Slovacchia, Austria, Slovenia, Italia); il meeting internazionale tra le imprese che sarà ospitato nella sala convegni dell’Associazione degli Industriali della Regione di Prešov; il meeting delle Scuole, con particolare riferimento a quelle ad indirizzo alberghiero e turistico, che sarà ospitato dalla Tatranská akadémia di Poprad; l’incontro internazionale degli amministratori locali e regionali dei territori interessati da La Via di Karol che sarà ospitato nella sala del Consiglio comunale di Poprad.

Fonte: servizio stampa Rete Wigwam Club Italia

 

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Sino al 15 aprile 2018, a Valdagno (VI) torna la Festa della maresina erba madre e dei fiori. Tra le iniziative, mostra-mercato, passeggiate naturalistiche e alla città sociale, inaugurazione della biblioteca dei semi

Sino al 15 aprile 2018 si terrà a Valdagno (VI) la 6^ edizione della “Festa della Maresina-Erba madre e dei fiori”, organizzata dal Comune di Valdagno in collaborazione con Provaldagno e Botteghe del Centro.

Erba Madre, tra tradizione e innovazione. L’erba Maresina, che i soci ARGAV hanno avuto modo in passato di conoscere in passato in occasione di una visita alla cittadina, è un’erba oggetto di riscoperta nel territorio che presenta notevoli valenze sia farmacologiche che culinarie. A Valdagno il suo nome è legato in primis alla tradizionale “frìtola”, ma grazie alla  collaborazione di casari locali, pasticceri epanettieri viene impiegata anche in altri settori gastronomici.  Si tratta di un’erba perenne  aromatica della  famiglia delle Composite Tubiliflore, e viene detta anche Matricaria Partenio. Originaria  del Caucaso e dei Paesi balcanici, è diffusa anche in italia e viene spesso coltivata per i fiori. Ha foglie pennatopartite e ampi corimbi  di capolini  piccoli  con fiori ligulati  bianchi, simili a quelli della camomilla. Nella tradizione popolare, la Maresina ha trovato impiego per la cura di reumatismi articolari e nella  prevenzione delle cefalee; è stato anche usata come colluttorio e come antisettico per ferite e contusioni. Nella fitoterapia moderna è principalmente usata per curare l’emicrania. Da circa un decennio, la Maresina ha suscitato un acceso interesse tra ricercatori dei campi immunologico, reumatologico ed oncologico. Uno dei suoi costituenti, infatti, il partenolide, è risultato un potente anti‐infiammatorio  su modelli  sperimentali  di  malattie  invalidanti come l’artrite reumatoide ed il lupus eritematoso sistemico.

Programma della festa. Venerdì 13 aprile. Ore 18.00 Libreria Liberalibro – Presentazione del libro “Profumo di maresina” di Annalisa Castagna – presentazione a cura dell’autrice. Ore 20.00, Ex galoppatorio (Via Mons. Barbieri) – Cena “ Il pane e le viole” (su prenotazione, pagamento ad ingresso). Sabato 14 aprile. Dalle 9.30 alle 19.30, piazza Dante – Mostra mercato di fiori, corso Italia e sala Bocchese di Palazzo Festari – Mostra mercato di prodotti artigianali (Comedincanto). Dalle 10.30 alle 12.00 Biblioteca Civica Villa Valle – Inaugurazione de “La Biblioteca dei semi”. Diamo il via al prestito e impariamo a seminare e a ricavare i semi. Ore 16.00 piazza Roma – apertura stand gastronomici di Provaldagno. Ore 17.00 piazza Roma – Una storia in agrodolce : gli agrumi, frutti del sole – a cura di Vivai Ghellere di Bovolone – Storia degli agrumi, degustazione di marmellate di agrumi, esposizione agrumi. Dalle ore 19 piazza Roma – aperitivo e cena in musica – con Provaldagno. Domenica 15 aprile. Ore 9.00 partenza da piazzale Verdi – camminata naturalistico/storica a Santa Maria di Panisacco con guida del CAI Sezione di Valdagno e la storica locale Annalisa Castagna, dalle 9.30 alle 19.30 piazza Dante – Mostra mercato di fiori – corso Italia e sala Bocchese di Palazzo Festari – Mostra mercato di prodotti artigianali. Ore 11.00 Note fiorite – musica per pianoforte a cura degli allievi della scuola di musica V.E. Marzotto. Ore 12.00, piazza Roma – apertura stand gastronomici di Provaldagno. Ore 15.30 passeggiata guidata del centro storico e città sociale con Valeria Sandri – partenza da piazza del Comune. Ore 16.30 piazza Roma – Flower’s show con Chiara Salvadore della fioreria “Il Cerchio” di Valdagno. Ore 17.30 piazza del Comune Concerto di primavera per pianoforte e violini. Chiusura manifestazione ore 19.30.

Biblioteca dei semi. Sarà un vero e proprio scambio di saperi quello in programma sabato 14 aprile dalle 10:30 alle 12, nella biblioteca Villa Valle (riferimento Marta Penzo, tel. 0445-024545), dove si terrà l’inaugurazione della biblioteca dei semi, con l’inaugurazione del “servizio” di prestito ed un corso per imparare a seminare e ricavare i semi (salone centrale, età minima 11 anni). Nella biblioteca si prenderanno in prestito i semi, si porteranno a casa e si metteranno a dimora. Ci si prenderà cura della piantina che cresce e poi, a maturazione, si riporterà una parte dei semi nuovi per tenere viva la biblioteca. L’iniziativa rientra nel programma dei corsi ed eventi di Primavera in Biblioteca, che si svolgono nella Biblioteca Civica da aprile a giugno 2018.

(Fonte: Comune di Valdagno)

 

Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno 2018 in bicicletta, tra arte, gastronomia e natura

A Pasquetta tutti in bici alla scoperta dei territori di Padova e Vicenza, tra castelli, ville venete, parchi e assaggio di prodotti artigianali tipici. Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, riparte da aprile con una serie di iniziative mirate a far scoprire paesaggi e luoghi nascosti della campagna veneta, che includono una degustazione negli agriturismi con prodotti delle aziende e vini locali.

Il via sarà il lunedì dell’Angelo, con un programma di quattro escursioni cicloturistiche promosso in collaborazione con Giada Sgaravatto e Tiziano Giachelle, guide cicloturistiche di Ibikehere, associazione padovana che promuove le bellezze paesaggistiche del Veneto con escursioni su due ruote. Lunedì 2 aprile è prevista una pedalata tra i castelli, di 26 chilometri, tra le province di Padova e Vicenza. Partenza dall’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce, con sosta culinaria intermedia nell’agriturismo Villa Feriani di Montegalda. Breve sosta esterna al Castello di San Martino della Vaneza di Cervarese Santa Croce e al Castello Grimani-Sorlini di Montegalda. Rientro all’agriturismo La Buona Terra per il pranzo a base di prodotti dell’azienda.

Mercoledì 25 aprile toccherà a In Bici sulla Via del poeta Fogazzaro, escursione cicloturistica dedicata al poeta in occasione della Fiera di Montegalda. Visita a Palazzo Gualdo – Museo di Fogazzaro – e a Villa Fogazzaro – Museo delle Campane – a Montegalda. Sosta alla Gelateria San Marco di Montegalda.

Martedì 1 maggio Festa sull’Aia, evento tradizionale dell’agriturismo La Buona Terra. Ibikehere parteciperà organizzando un’escursione cicloturistica nella prima parte della giornata. Quindi pranzo all’agriturismo e pomeriggio in campagna.

Sabato 2 giugno si chiuderà con Il Fascino della cultura euganea in bicicletta, escursione cicloturistica con partenza dall’agriturismo La Buona Terra. Programmata una pedalata nel settore settentrionale dei Colli Euganei, con brevi soste esterne a Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, all’Abbazia di Praglia di Teolo e a Villa Emo Capodilista La Montecchia di Selvazzano Dentro. Informazioni ai numeri 049 9915497 o 347 0833891.

In maggio torneranno anche “Le domeniche di Agricycle”, escursioni guidate in bicicletta, facili e adatte a tutti, alla scoperta di luoghi della campagna veneta e di siti culturali di particolare rilievo, che si concludono con una degustazione negli agriturismi con prodotti delle aziende e vini locali. Sempre in maggio si svolgerà “A tavola con l’agriturismo d’autore”, manifestazione che si pone come una vetrina della migliore enogastronomia rurale, con la presentazione e degustazione dei piatti tipici di alcune aziende agrituristiche di Agriturist Veneto. Per settembre, nel Trevigiano, è programmato invece “L’agriturismo racconta”, manifestazione pensata per far conoscere e incontrare le diverse realtà produttive agricole, turistiche e commerciali del territorio.

Ampliate le sinergie. “Per il 2018 confermiamo molti degli appuntamenti che hanno incontrato grandi consensi di operatori e pubblico – spiega Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto -. Quest’anno amplieremo la sinergia con altri attori del territorio, come le guide cicloturistiche, i ristoranti e i punti vendita, per promuovere e valorizzare i prodotti e la bellezza dei nostri agriturismi. Importanti saranno anche le giornate di approfondimento sui temi turistici, che vedranno a confronto le diverse realtà produttive agricole e turistiche per evidenziare criticità e punti di forza che ci aiutino a sviluppare al meglio il nostro lavoro”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

XIV Rapporto sul turismo del vino in Italia, senza impegno politico non c’è crescita

cantina sociale di Gambellara

Un settore in buona salute ma che stenta a decollare e a non sfruttare tutto il suo potenziale economico e occupazionale per la mancanza di forti strategie pubblico-private che mettano in rete e a sistema le risorse di un Paese in cui il vino e il buon cibo sono fortemente interconnessi con le bellezze artistiche e paesaggistiche di tanti territori. E’ quanto emerge dai dati dell’anteprima del XIV Rapporto sul Turismo del Vino in Italia, curato dall’Università di Salerno per conto delle Città del Vino, forniti nei giorni scorsi alla Bit (Borsa Italiana del Turismo) di Milano, alla presenza di Floriano Zambon (presidente Città del Vino), Giuseppe Festa (professor dell’Università di Salerno, direttore scientifico del corso di perfezionamento in Wine Business e curatore del Rapporto), Carlo Pietrasanta (presidente del Movimento Turismo del Vino).

Istituzioni e privati, rapporti ancora labili. Il XIV Osservatorio evidenzia, già nel titolo – “Attualità e prospettive nell’evoluzione dell’enoturismo – Le reti di collaborazione tra enti pubblici (soprattutto “Piccoli Comuni”) e operatori del comparto” – la necessità di rafforzare la collaborazione sui territori tra istituzioni e operatori privati. Se, infatti, il livello medio dei servizi degli operatori enoturistici (cantine, ristoratori, albergatori, etc) sul territorio comunale è giudicato discreto (7,05 in media, con quasi il 40% delle risposte che riconosce un voto pari o superiore a 8), ben 2 Comuni su 3 hanno già buoni rapporti di collaborazione con la Strada dei Vini o dei sapori del territorio, il cui funzionamento però è ritenuto poco più che sufficiente (6,12 in media); ma per lo più per mancanza di risorse economiche a sostegno della programmazione di attività. Tuttavia quasi 6 Comuni su 10 hanno realizzato negli ultimi 5 anni uno o più progetti per migliorare i servizi agli enoturisti, con grande vantaggio anche per le cantine e gli altri operatori privati. Infatti, gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole, sembrano incidere in media per il 31,35% e per il 37,44% sul fatturato della filiera (ristoranti, alberghi, altri produttori tipici, etc). E ancora. Più di 2 Comuni su 3 (69,41%) non prevedono la tassa di soggiorno e circa il 40% dei Comuni non ha un ufficio turistico; quando c’è, non si procede a stime ragionate delle presenze enoturistiche. Secondo i Comuni, l’attività su cui dovrebbero investire gli operatori per migliorare i servizi agli enoturisti è al primo posto la formazione del personale (35,81%), seguita dalla pubblicità (27,16%).

Su 420 comuni, 85 hanno risposto all’indagine. Per quasi il 90% dei rispondenti il flusso di arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto ai dati del precedente Osservatorio: circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi euro. Il XIV Rapporto Turismo Vino – Anteprima 2018 ha preso a campione i Comuni associati a Città del Vino, invitati a rispondere prima tramite email (universo) e successivamente tramite promemoria telefonico (campione). Al termine dell’indagine risultano 85 rispondenti “effettivi”. Il perimetro d’indagine, in conclusione, riguarda 85 Comuni su 420 (ossia il 20,24%). “Per quanto riguarda il modello territoriale enoturistico, pensato soprattutto, ma non solo, per i piccoli Comuni – commenta il professor Giuseppe Festa – sembra emergere qualche differenza di valutazione nella rilevanza percepita dagli operatori della filiera enoturistica tra piccoli Comuni e Comuni non piccoli. In tal senso, la legge sui piccoli Comuni offre diverse soluzioni per incrementare la collaborazione enoturistica sul territorio in una prospettiva di governance. Il Rapporto evidenzia, infine, un’intensa vivacità dei Comuni rispondenti nell’impegnarsi in attività di supporto all’enoturismo. Allo stesso tempo – conclude Festa – si avverte una richiesta di maggior collaborazione, aggregazione e integrazione, per la cui realizzazione sembra naturale coinvolgere in un ruolo sempre più strategico l’Associazione Nazionale Città del Vino, a partire dal rafforzamento dell’Osservatorio del Turismo del Vino”.

Documento “programmatico” da parte delle Città del vino. “L’enoturismo è un’occasione preziosa per la promozione, l’occupazione e le economie locali. La politica deve farne tesoro, ci aspettiamo un impegno serio durante la prossima legislatura per mettere finalmente a sistema un settore dal grande potenziale che ha bisogno però d’essere guidato”, avverte il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon. Proprio nei giorni scorsi le Città del Vino hanno inviato alle segreterie dei partiti un documento “programmatico” che affronta alcuni temi chiave rappresentati dai sindaci dell’Associazione, che mette in rete oltre 420 Comuni italiani a vocazione vitivinicola. Tra i punti messi all’attenzione della politica: il piano regolatore delle Città del Vino, lo sfruttamento delle nuove tecnologie a livello turistico, il sostegno alle Città d’Identità e al terzo settore e lo sviluppo dell’enoturismo, anche con il contributo delle Strade del Vino, il punto d’incontro naturale tra cantine, operatori privati e strategie pubbliche delle istituzioni locali”.

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

Weekend in cantina nel territorio del Prosecco, iscritto nel Registro Nazionale del paesaggio rurale e candidato a sito patrimonio Unesco

vendemmia eroica nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, fonte strada del Prosecco

Una bella opportunità per scoprire la terra candidata a sito patrimonio dell’umanità UNESCO e iscritta nel Registro Nazionale del paesaggio rurale storico arriva dalla Strada del Prosecco, che promuove “Weekend in Cantina“, dando la possibilità di visite guidate e degustazioni nel corso dell’anno. Il calendario 2018 è disponibile a questo link.

Fonte: Servizio stampa Strada del Prosecco

 

Domenica 21 gennaio 2018 a Maserà (PD) si festeggia il radicchio (con scopo benefico) e si mette sotto i riflettori il tema della giusta redditività agli agricoltori

radicchio bianco fior di Maserà (foto Consorzio Ortofrutticoli e tipici padovani)

La provincia di Padova vanta il primato della produzione veneta di radicchio, a partire dalla presenza di tutti i cinque radicchi veneti a marchio Igp: variegato di Castelfranco, Treviso precoce e tardivo, Chioggia, rosso di Verona, con oltre 2.300 ettari, più di un terzo del totale regionale di 7.800 ettari. Solo nell’ultimo anno la superficie è cresciuta del 12% incrementando anche la produzione, a fronte di un’annata segnata dalla siccità. Il fatturato complessivo per il Veneto è di oltre 40 milioni di euro.

Il problema, però, del radicchio, resta il prezzo all’origine, troppo basso soprattutto nel pieno della stagione, ma destinato a triplicare o quadruplicare nei passaggi dal campo alla tavola. Il radicchio variegato di Castelfranco viene pagato ai produttori intorno meno di 1 euro al chilo, ricorda Coldiretti Padova, e il tardivo di Treviso meno di 2 euro, per poi però essere venduto al dettaglio a più di 6-7 euro. Anche il Verona viene pagato all’ingrosso circa 1 euro mentre per il Chioggia il prezzo scende a 50 centesimi. Pochi spiccioli per un prodotto che richiede un lungo lavoro in campo.

Anche per garantire la giusta redditività agli agricoltori, a Maserà, nella Bassa Padovana, un piccolo ma determinato gruppo di produttori, riuniti nel Consorzio ortofrutticoli tipici padovani, ha scommesso sulle varietà locali, molto apprezzate dai consumatori, come il radicchio Bianco Fior di Maserà e l’originale radicchio rosa, creando così un solido legame con il territorio d’origine e una forte identità del prodotto. “Abbiamo deciso non di non scendere a compromessi sul prezzo – afferma Roberto Rigato, presidente del Consorzio – stabilizzandoci sui 3 euro al chilo e non spingendo eccessivamente sulla produzione per non svalutare il prodotto. La qualità paga e devo dire che i nostri clienti, i negozi del territorio padovano, rispondono positivamente. La nostra è una piccola realtà con quattro aziende e 10 ettari, dai quali ricaviamo circa 400 quintali di radicchio l’anno. Produciamo un radicchio di qualità che il produttore sa riconoscere ed apprezzare, per questo siamo consapevoli che di aver intrapreso la strada giusta. Il Bianco Fior di Maserà è il nostro cavallo di battaglia e ora sta crescendo anche la varietà rosa. Stiamo pensando di consegnare ai negozianti nostri clienti un adesivo con il marchio del radicchio in modo da informare subito la clientela che in quel punto vendita è disponibile il vero radicchio di Maserà. Chiediamo un atto di responsabilità anche ai commercianti, invitandoli a non rincorrere le facili speculazioni a scapito dei consumatori. Il radicchio è uno dei prodotti padovani e veneti per eccellenza e può garantire il futuro di decine di aziende, a patto però che il prodotto non venga svalutato nella corsa sfrenata alla quantità che fa crollare i prezzi”.

21 gennaio, festa del radicchio in piazza. Da 19 anni a questa parte, i produttori insieme al comune di Maserà e alle Organizzazioni agricole padovane propongono con successo una manifestazione dedicata al radicchio e alle altre tipicità dell’agricoltura locale, il tutto con uno scopo benefico. Quest’anno, la festa si terrà domenica 21 gennaio e dalle 10 alle 19 la piazza del municipio ospiterà la Mostra mercato e concorso dei radicchi Padovani, del radicchio bianco Fior di Maserà e dei prodotti tipici locali “made in Padova”. Nel pomeriggio alle 16 in piazza sarà proposta la tradizionale degustazione del risotto al radicchio, distribuita ai visitatori a offerta libera in collaborazione con le associazioni del territorio: Associazione Nazionale Carabinieri, Alpini, Protezione Civile, Fidas, Combattenti e Reduci, Federcaccia, Bocciofila Don Bosco. Il ricavato degli assaggi e delle degustazioni sarà devoluto alla Fondazione Città della Speranza di Padova, a favore delle attività di ricerca e di cura dei piccoli pazienti seguiti dall’associazione nell’ospedale padovano. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a domenica 28 gennaio.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

I soci Argav visitano oggi la comunità rurale di Segusino (TV), che ha dato vita al rinomato Presepio Artistico il cui tema 2017 è “1917, Natale in trincea”

Oggi, sabato 30 dicembre i soci Argav  sono in visita al  Presepio Artistico, di Segusino (TV), il cui tema quest’anno è “1917, Natale in trincea“. Il Presepio è aperto tutti i pomeriggi fino al 4 febbraio 2018, e nei giorni festivi anche al mattino.

Piccoli produttori locali. Oltre al Presepio, i soci avranno modo di scoprire ulteriori aspetti di una comunità fortemente legata alla propria storia ed impegnata nella valorizzazione delle peculiarità culturali, ambientali ed agroalimentari del territorio. In programma nella giornata c’è, infatti, anche la visita all’azienda agricola Alessandro Coppe, allevatore e produttore di formaggi di capra stagionati e freschi, caciotta, robiola e ricotta ed una sosta, tra un presepe e l’altro, all’osteria da Romolet  nel borgo montano di Milies.

Le scene a tema del Presepio Artistico di quest’anno vogliono ricordare la notte del Natale 1917 nelle gallerie e nelle trincee del freddo e nevoso Monte Grappa, col paese di Segusino sullo sfondo, e lo si vuole fare immaginando una simbolica stretta di mano tra un militare italiano ed uno austriaco. Gli Amici del Presepio, anche correndo il rischio di andare incontro ad un “dubbio storico”, vogliono immaginare che in quel Natale 1917, in qualche modo, tutti fossero diventati amici, fratelli, mettendosi a festeggiare, in trincea, la nascita di Gesù. Anche a Segusino, infatti, insieme a Quero, Vas e Alano di Piave, nel novembre 1917-ottobre 1918, furono scritte importanti e tragiche pagine della storia d’Italia. L’Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino ha quindi organizzato una serie di eventi della memoria sui fatti della Grande Guerra, tra cui rientra le scene a tema nel Presepio, in collaborazione con altre associazioni, come la Pro Loco, il comitato Sagra Santa Lucia, la ProLoco, il gruppo Alpini, l’amministrazione comunale di Segusino e anche il paese di Fregona (Tv).

Un Natale vissuto in trincea. Al tempo bisognava sparare per fermare l’avanzata nemica, o qui sulle sponde del Piave o mai più. Ed era dal Monte Grappa, dal Monte Tomba, dal Monfenera che partiva il fuoco “amico” che doveva fermare il nemico”, racconta Carlo Stramare, dell’associazione. Che continua: “La storia ufficiale non parla di importanti tregue belliche nella notte del Natale 1917, come avvenne nelle giornate di Natale negli anni precedenti di guerra. Ma la storia ufficiale non parla nemmeno dei rapporti di amicizia che nacquero tra soldati avversari, quando non si combatteva, anche se poi si era pronti a sparare quando la tregua era finita. Le storie “segrete” dei soldati però qualcosa raccontano, perché quei soldati erano dei giovani ragazzi di 18 anni o poco più, arruolati in nome di una guerra fatta di poteri e di ambizioni di grandi Imperi, ma che fino ad allora era stata studiata solo all’interno dei comandi militari da generali che probabilmente nemmeno conoscevano così tanto bene i territori del fronte, mandando migliaia di giovani vite a morire. Col passare degli anni, alcuni racconti sono usciti dal silenzio, come il lancio del tabacco da una trincea all’altra tra i militari austro-tedeschi e quelli italiani, in cambio di un po’ di cibo o alcool; oppure la storia del soldato tedesco cognato del soldato italiano ospitato a sfamarsi nelle gallerie delle truppe italiane sulla Marmolada”.

particolare presepio artistico Segusino

Scene ricostruite nei minimi particolari. Dopo la scena a tema, le restanti scene del Presepio ritornano in clima puramente natalizio ed in un’ambientazione segusinese “doc”, ovvero quella che contraddistingue ogni edizione del Presepio Artistico di Segusino: l’ambiente semplice, povero ma genuino degli anni ’20-40-50 del secolo scorso, con la cura dei particolari fin nel minimo dettaglio, in un all’allestimento che copre una superficie di ca 100 mq tra le stanze dell’ex casa del cappellano, il tutto unito alla consolidata tecnica delle scene riflesse da abili giochi di specchi per aumentare la prospettiva di ogni profondità scenica, e con una serie di effetti luce unici ed effetti speciali di forte impatto come la neve che cade e molti altri ancora.

particolare presepio artistico Segusino

Altri eventi. Di notevole spessore anche gli eventi collegati al Presepio Artistico nell’ambito della rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, che consente di scoprire iniziative di rilievo come la mostra rievocativa-documentale su don Antonio Riva (vice parroco di Segusino durante il profugato a Fregona) e sui profughi della Grande Guerra allestita in chiesa parrocchiale dall’associazione “Drìoghe à la Stéla” e la mostra dal titolo “Per non dimenticare” allestita da Franco Canello nel centro parrocchiale. Da ricordare anche gli altri presepi ed originali alberi di Natale disseminati lungo le contrade del paese, da Riva Grassa a Riva Secca, da San Rocco e Santa Lucia, alla piazza di Segusino, a Stramare, dalla scuola primaria fino a proseguire con i numerosi presepi ed allestimenti natalizi nella borgata montana Milies. Nella notte della vigilia di Natale alle ore 18 in corte Finadri, si terrà “Natale in contrada” organizzato dalla Pro Loco, in cui si potrà seguire un percorso attraverso le borgate del paese, degustare vin brulè e le prelibatezze offerte dai gruppi spontanei, insieme alla musica natalizia, per terminare il giro alle 23:30 al Presepio Artistico e con la Santa Messa di mezzanotte.

Visite guidate col pulmino navetta gratuito ai borghi Riva Grassa, Riva Secca e la piazza per domenica 26 dicembre e domenica 7 gennaio, con l’ospitalità degli abitanti che offriranno vin brulè ed assaggi vari. Le giornate del 5 e 6 gennaio saranno dedicate alla Befana, mentre il 7 gennaio in chiesa parrocchiale ci sarà il Galà d’inizio anno col prestigioso coro di Stramare diretto dal maestro Elena Filini. Il 21 gennaio alle ore 13 è in programma la tradizionale passeggiata tra i borghi, quest’anno in due percorsi: uno facile adatto alle famiglie con bimbi in passeggino ed uno un po’ più impegnativo nel bosco, entrambi con meta finale all’antico borgo Stramare (in caso di maltempo, si faranno il 28 gennaio).