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21 marzo 2017, Agriturist Veneto apre la stagione con un’escursione gratuita rivolta agli operatori turistici. Meta, le bellezze del Parco del Delta del Po. Iscrizioni entro venerdì 17 marzo 2017.

Una giornata di full immersion nella natura incontaminata, a piedi, in barca e in bicicletta. Parte con un’escursione formativa, in programma martedì 21 marzo, dedicata agli operatori di turismo rurale, la programmazione 2017 di Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura.

La giornata prevede un viaggio alla scoperta del Parco del Delta del Po e ha l’obiettivo di far scoprire agli operatori agrituristici e di turismo rurale gli angoli nascosti del territorio regionale, per promuoverlo agli ospiti delle proprie strutture. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Agricycle Veneto e Eridano – Idee in movimento sul fiume. Il programma prevede il ritrovo alle 9.30 al Museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin, a Taglio di Po, dove la guida Sandro Vidali porterà gli operatori a visitare l’impianto idrovoro, costruito nei primi anni del ‘900, un tempo strumento indispensabile per la trasformazione del paesaggio, oggi esempio straordinario di archeologia industriale. Seguirà il trasferimento a Pila, dov’è previsto l’imbarco per raggiungere il punto in cui il fiume incontra il mare, un paesaggio fatto di canneti e lagune, caratterizzati dal silenzio e dal volo di uccelli. Quindi lo sbarco e la pausa pranzo con prodotti delle aziende del territorio. Alle 14 si partirà per una breve escursione in bicicletta lungo la via delle Valli, un percorso affascinante che corre in mezzo a lagune e valli di pesca.

L’escursione è gratuita e le bici per l’escursione verranno messe a disposizione dal Consorzio Delta Pool Service. Il termine per le iscrizioni è venerdì 17 marzo. Informazioni al 049 8223544 o alla mail segreteria@agrituristveneto.it

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

A Segusino (TV), il successo del borgo “paese dei presepi” si festeggia con prosecco “Quattro Gatti”

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Presepio artistico di Segusino, particolare della fontana della frazione Milies riprodotta nel presepe (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav, video di Edoardo Comiotto, socio Argav) Quando si dicono le coincidenze. Il Presepio Artistico di Segusino, con cui i soci Argav hanno uno speciale legame per le tematiche legate al mondo rurale che lo animano, ha compiuto  i primi trent’anni di attività e, nel festeggiarli insieme lo scorso 7 gennaio, il presidente dell’associazione Amici del Presepio Carlo Stramare ha ricordato chi ne fu il promotore primigenio, don Odilio Longhin, oggi parroco nella parrocchia di chi scrive. Davvero, il mondo è piccolo!

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Presepio artistico di Segusino, particolare scena “Patire la fame”, tema 2016/17

Sacro e quotidiano. Certo, don Odilio a quel tempo non immaginava  di aver dato avvio ad un Presepe che oggi richiama migliaia di persone da tutto il Veneto, senza dubbio per la bellezza di esecuzione, che denota la maestria raggiunta dagli appassionati segusinesi che fin dall’estate progettano le novità da presentare ai visitatori il Natale seguente (da quest’anno, anche la registrazione vocale che illustra le varie scene). Un successo dato anche dal fatto che tanti visitatori possono “ritrovarsi” nelle scene di vita quotidiana proposte di anno anno, mentre i più giovani hanno la possibilità di vedere come vivevano i loro nonni e genitori quando non c’erano cellulari e internet. La Segusino del ‘900 condivideva infatti con il resto del Nordest situazioni di grande povertà – da qui il fenomeno della migrazione all’estero (tema 2014/15) e il patir la fame (tema 2016/17) -, nonché tragedie come il Vajont (tema 2013/14), la voglia di riscatto e l’insediamento delle prime industrie (tema 2016/17), l’amore per le tradizioni rurali, come la smonticazione (tema 2015/16).

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presepe di Milies

Un paese sempre più ricco di presepi. Nel corso del tempo, il succcesso del Presepe allestito nell’ex casa del cappellano, visibile fino al 5 febbraio tutti i pomeriggi e, nei giorni festivi, anche al mattino, e poi su prenotazione fino al 27 agosto (tel. 334.3797867), ha favorito l’allestimento di tanti altri presepi nelle frazioni e nei borghi, in alcuni casi molto particolari, come quelli di Milies, quest’anno fatti anche con sassi, tralci di vite oppure foglie di pannocchia.

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da sinistra, Carlo Stramare, presidente Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino e Marcello, cuoco del Bar alla Pesa di Segusino

Tra un presepe e l’altro, d’obbligo una sosta ristoratrice. La nostra, è stata al Bar alla Pesa, in centro paese (viale Italia 90, tel. 0423 979130), locale dotato di diverse salette-ristorante molto confortevoli. Ad accogliere gli avventori con calore e simpatia c’è Mirka, mentre ai fornelli c’è Marcello, che prepara gustosi primi piatti con pasta fatta in casa e secondi che guardano alla tradizione locale e veneta (formaggio s-céch, spezzatino di manzo, coniglio), il tutto a prezzi decisamente contenuti.

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soci Argav visitano la Cantina Produttori di Valdobbiadene-Val d’Oca

Non solo presepi. Segusino si trova a pochi chilometri dalla Cantina Produttori di Valdobbiadene, che abbiamo visitato nell’occasione grazie alla disponibilità del direttore Aldo Franchi. Fondata nel 1952, oggi la Cantina conta oltre seicento soci e una produzione annuale di 13 milioni di bottiglie, per il 90 per cento, prosecco Doc e Docg, commercializzate dal 2008 con le insegne Val D’Oca. Una cifra enorme che denuncia il grande successo internazionale conseguito dalla denominazione.

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Da sinistra, Aldo Franchi, Egidio Vettoretti (membro CdA Cantina Produttori Valdobbiadene), Denis Coppe, presidente pro loco Segusino, Giuseppe Stramare, produttore 4 Gatti, Damiano Mello, produttore 4 Gatti e sommelier

Investimenti. Un successo in continua crescita, tanto che la Cantina (fatturato 2015/16 pari a 40,9 mln di euro) ha investito 10 milioni di euro nella realizzazione di nuovi reparti di produzione, imbottigliamento e di uno straordinario magazzino automatizzato, comparti che dovrebbero essere inaugurati nel corso del 2017 e che dovrebbero portare al raddoppio della produzione nell’arco del prossimo ventennio.

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L’etichetta Quattro Gatti

Non solo quantità. La Cantina è molto attenta all’offerta di qualità e ha diversificato le linee con etichette di terroir, tra cui figura anche il prosecco Doc Extra Dry Quattro Gatti di Segusino, fatto con le uve conferite da 18 segusinesi che, visto il numero circoscritto, hanno scelto un modo simpatico per definire il loro eccellente vino, con cui abbiamo brindato.

Un borgo dalle tante meraviglie. Sarà per l’intima atmosfera che solo certi paesini di montagna sanno suscitare o per la genuina accoglienza della gente del posto, sta di fatto che la voglia di tornare nel borgo il prossimo Natale, ma anche a maggio per la fioritura dei narcisi oppure ad ottobre per la fiera franca, in noi è sempre viva. A ulteriore dimostrazione dell’incanto del Presepio Artistico, ecco due bei video girati dal collega Edoardo Comiotto.

 

 

7 gennaio 2017, soci Argav in visita al Presepio Artistico di Segusino e alla Cantina Produttori di Valdobbiadene (TV)

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Presepio Artistico di Segusino, particolare

Sabato 7 gennaio 2017 i soci Argav visiteranno il Presepio Artistico di Segusino, rinsaldando il legame pluriennale di amicizia con l’ospitale comunità locale, impegnata nella valorizzazione delle piccole produzioni locali.

cantinavaldobbiadene_chisiamo1Storia e tradizione. Dopo la visita al Presepio, che ha dedicato l’edizione del trentennale al tema “Patire la fame“, per parlare di povertà, patita e sconfitta, ma anche di solidarietà, i soci visiteranno la Cantina Produttori di Valdobbiadene, fondata anche da alcuni “S-céch da Segusin“, affettuoso nomignolo con cui gli abitanti del luogo vengono chiamati per il forte legame che li lega al prodotto più tipico, il formaggio S-cék, e che oggi, conferendo le uve alla Cantina, producono Prosecco Doc con la loro etichetta “Quattro gatti“, ad un tempo spiritosa e descrittiva del numero circoscritto di viticoltori. La Cantina Produttori di Valdobbiadene rappresenta un’importante risorsa per gli oltre cinquecento soci. Nella visita, si avrà modo di conoscere com’è organizzata la produzione e la denominazione del vino Doc e Docg del territorio di Valdobbiadene, Segusino e zone limitrofe.
Borgo Stramare particolare riprodotto presepio

Stramare, particolare del borgo ripreso anche nel Presepio Artistico di Segusino

15 gennaio, passeggiata tra i borghi. Tempo a disposizione permettendo, i soci potranno visitare anche alcune delle natività inserite nell’itinerario “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, rassegna che, oltra al Presepio Artistico, (visibile tutti i pomeriggi fino al 5 febbraio 2017 e, nei giorni festivi, anche al mattino) comprende i presepi allestiti negli antichi borghi del paese – Riva Secca, Riva Grassa, Stramare -,  come anche quelli della frazione di Milies. Inoltre, domenica 15 gennaio si terrà la 2^edizione della passeggiata non competitiva per i borghi di Segusino con arrivo a Stramare, che consentirà di ammirare l’incanto del borgo antico e poi alle ore 16:30, in chiesa parrocchiale, di assistere al concerto organizzato per i trent’anni di Presepio.

Segusino (Tv): dedicata al tema “patire la fame” l’edizione 2016 del Presepio Artistico, che quest’anno festeggia il trentennale

Natività Presepe Segusino 2015Dedicata al tema “Patire la fame” l’edizione 2016 del Presepio Artistico di Segusino (TV), che quest’anno festeggia il trentennale. “Abbiamo scelto questo tematica per ricordare  i tempi, non così lontani, in cui anche nel nostro paese si poteva patire, fino a morire, di fame“, racconta Carlo Stramare, presidente dell’associazione parrochiale che lo realizza con grande passione.

Le 5 scene in mostra. Racconta Stramare: “Dopo la prima scena che racconta la vita in montagna, tema 2015, ci si trova immersi nella scena di rappresentazione della povertà: in una casa dove c’è poco o nulla da mangiare e perfino la legna da ardere viene risparmiata, il cuore grande di chi per povertà patisce la fame è talmente grande da condividere quel poco che ha con chi, bussando alla porta, elemosina qualcosa da mangiare. Il presepio prosegue con la rievocazione di una scena storica, ovvero il ritorno dall’emigrazione (tema 2014), imposta dalla necessità di cercare fortuna in qualche altro luogo del mondo meno sofferente e meno povero. Con la quarta scena vogliamo ricordare la sconfitta della povertà. Un passaggio generato dal lavoro, dal sudore, ma soprattutto dalla buona volontà e dalla creatività dei segusinesi. Nel 70^ di fondazione, vogliamo ricordare, infatti, la prima fabbrica di occhiali a Segusino, la Filos, che per merito del suo fondatore (il capitano Guglielmo Zancaner, nel 50mo della sua scomparsa), ha siglato una svolta epocale del paese generando ricchezza e benessere. Ecco, infine, la scena della Natività, sempre ambientata nel borgo di Stramare a Segusino“.

Presepio SegusinoEventi ed orari di visita. Il Presepio Artistico di Segusino fa parte dell’evento “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, rassegna che comprende i Presepi allestiti nella frazione di Milies, le visite guidate con la navetta ai borghi di Riva Secca e Riva Grassa in programma domenica 26 dicembre e domenica 8 gennaio, mentre domenica 15 gennaio si terrà la 2^edizione della passeggiata non competitiva per i borghi di Segusino, con arrivo a Stramare, che consentirà di ammirare l’incanto del borgo antico e poi alle ore 16:30, in chiesa parrocchiale, assistere al concerto organizzato per i trent’anni di Presepio. Il Presepio Artistico sarà aperto tutti i pomeriggi da Natale fino al 5 febbraio 2017, e nei giorni festivi anche al mattino. Info eventi:  tel. 334.3797867 Facebook:  Presepio Segusino

Il turista (anche rurale) globalizzato va educato al bello

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Martellago in provincia di Venezia: convegno sul turismo rurale e la ricorrente sensazione di essere di fronte ad un parterre di relatori marziani ad iniziare dall’assessore al turismo della Regione Veneto, Federico Caner, che magnifica l’articolo 48 del Collegato alla Legge di Stabilità, grazie al quale si potrà costruire a fini turistici case ovunque: sugli alberi, sui fiumi, nelle botti da caccia, nelle grotte; aldilà di qualsiasi giustificata osservazione di carattere ambientalista, bisogna domandarsi: la questione è ampliare l’offerta turistica o piuttosto qualificarla? Vale a dire: c’è bisogno di attrarre visitatori bizzarri, che vogliono dormire su un ramo o piuttosto completare il Museo Archeologico d’Altino (Ve)?

La questione è la solita: dobbiamo sempre rincorrere le mode turistiche o vogliamo educare i nostri ospiti a frequentare il nostro Paese per quello che è e che ha, cioè il più grande concentrato di bellezze (artistiche, produttive, paesaggistiche, enogastronomiche…) del mondo? Qualcuno, insomma, vuole cominciare a spiegare ad uno straniero che Venezia non la si può visitare in mezza giornata intruppati dagli intromettitori e che se si sceglie un agriturismo non si può pretendere la piscina e la televisione in camera, bensì animali da cortile e filò serale?

Le domande sono sempre le stesse di fronte ad un Paese turisticamente mal frequentato; le risposte purtroppo anche.

Turismo equestre, un esempio di multifunzionalità in agricoltura. Itinerari e DDl presentati da Regione Veneto.

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Zaia, Caner e Pan insieme ad alcuni cavalieri a Fieracavalli 2016

“Anche per quanto riguarda il binomio uomo-cavallo dobbiamo pensare in maniera digitale e non analogica: nel Veneto stiamo mettendo al servizio di un patrimonio antico gli strumenti informatici moderni per far sì che il nostro territorio, le sue risorse ambientali ed enogastronomiche, compongano un’offerta originale di turismo equestre”. A dirlo, il presidente veneto, Luca Zaia, in occasione della 118.a edizione di Fieracavalli, appena conclusasi, per illustrare, insieme agli assessori al turismo, Federico Caner e all’agricoltura, Giuseppe Pan, le iniziative e i progetti promossi dalla Regione per lo sviluppo del turismo equestre.

Si tratta di dodici percorsi a cavallo lungo la Pedemontana, dal Garda al Cansiglio, attraverso le province di Verona, Vicenza, Belluno e Treviso, oltre 350 chilometri dedicati ai cavalieri, ma anche agli appassionati di mountain bike e di trekking (vedi pdf allegato) “L’obiettivo è quello di favorire la percorrenza di questi itinerari con le stesse modalità di chi sceglie le piste da sci – ha spiegato il presidente –. I cavalieri potranno decidere quale percorso fare, quali luoghi visitare, dove fermarsi, dove mangiare, di quali servizi disporre, pianificando così le loro giornate a cavallo. Questo è un progetto definitivo ma è anche l’embrione di un intervento più ampio che, grazie al lavoro delle Pro Loco e delle associazioni del settore ippico, implementeremo costantemente sino a censire tutte le risorse disponibili, formando una grande banca dati che sarà consultabile attraverso una applicazione che per il momento chiamiamo Veneto Sentieri”.

Entro l’estate 2017, la tabellazione dei tracciati. Dopo che l’assessore Pan ha sottolineato l’importanza del turismo equestre come strumento di diversificazione e di integrazione al reddito delle imprese agricole, ma anche di promozione dei prodotti di eccellenza di cui il nostro territorio è ricco, l’assessore al turismo Caner ha spiegato le tre fasi per la creazione degli itinerari: la prima dedicata all’individuazione dei tracciati; la seconda che prevede la tabellazione e il posizionamento e messa in opera di un’appropriata segnaletica, ma anche la  creazione della traccia GPS dei percorsi per fornire elementi di spostamento sfruttando i nuovi e moderni sistemi di “navigazione”; la terza incentrata sulla promozione e valorizzazione degli itinerari. “Stiamo lavorando – ha detto Caner – insieme alle Pro Loco, ai volontari, alle associazioni e agli esperti del settore per concludere la tabellazione dei tracciati entro la prossima estate. A questi percorsi, nei prossimi anni, se ne potranno aggiungere altri per arrivare alla definizione di una vera e propria rete regionale di itinerari a cavallo, che vogliamo rendere vivi, animati e interessanti anche in termini di sviluppo delle attività economiche che insistono lungo i percorsi”.

Cosa prevede il DDL. Caner ha quindi ricordato la recente approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge che vuole essere la cornice normativa sulla quale operare, disciplinando e definendo i vari aspetti legati alle attività equestri. “In particolare – ha sottolineato l’assessore al turismo – abbiamo previsto la semplificazione delle procedure e talune deroghe alle norme urbanistiche per favorire la riconversione di strutture da destinare allo sviluppo di questo settore e per l’installazione di strutture leggere al servizio delle attività di ricovero e di accoglienza dei cavalli e dei cavalieri”. “Il turismo equestre non è un turismo da grandi numeri – ha concluso Caner –, ma è sicuramente un turismo dai grandi risultati in quanto ci consente di ampliare l’offerta turistica regionale e fare di più e meglio dei nostri concorrenti”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

29-30 ottobre 2016, a Candiana (PD), ma non solo, c’è il Festival delle Terre Benedettine

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Da sx, Stefania Piccolo (assessore comune di Tribano), Vincenzo Gottardo (consigliere provinciale), Mirco Scudellaro (consigliere comune di Candiana), Chiara Brazzo (sindaco di Candiana), Alberto Panfilio (sindaco di Cona), Anna Pittarello (sindaco di Bovolenta), Edoardo Battisti (assessore comune di Pontelongo)

Da sabato 29 a domenica 30 ottobre 2016 si tiene a Candiana (PD) il Festival delle Terre Benedettine. La manifestazione è stata ideata e voluta da 13 comuni insieme alle associazioni e alle aziende per la promozione del territorio, che si estende dai Colli Euganei, all’Adige, fino al mare. L’edizione di quest’anno verrà ospitata nella storica villa Renier di Pontecasale, ma sarà un’iniziativa itinerante.

Programma sabato 29 ottobre 
Ore 14.00 Apertura della Fiera Mercato Borgo del Gusto. Parteciperanno le aziende del territorio portando in piazza i loro prodotti sia dell’agroalimentare che dell’artigianato.
Ore 14.30 Inizia la Rassegna enologica Candiana Vinum con oltre 60 etichette in degustazione.
 Ore 18.00 Apertura del Festival. Tavola rotonda con tutti i sindaci aderenti al marchio Terre Benedettine, presentazione del marchio e dibattito sul futuro di questo territorio dal punto di vista dell’offerta culturale e turistica con esponenti del Ministero, della Regione e della Provincia.
 Ore 19.00 -19.30 Aperitivo a cura dei sommelier dell’associazione Ais con le etichette del territorio delle Terre Benedettine. 
Ore 20.00 Rassegna gastronomica: Cinque postazioni per cinque rinomati chef in rappresentanza dei loro territori: Colli Euganei, Adige, Città Murate, Gronda Lagunare e Terre Benedettine. Questo il teatro di una singolare sfida ai fornelli in cui ciascuno chef realizzerà un piatto con i prodotti simbolo della propria terra. A decretare il migliore sarà una giuria di giornalisti enogastronomi e il voto degli ospiti che parteciperanno alla degustazione. 
Dalle ore 21.00 Racconti in villa. Visita guidata di villa Renier e del secolo XVII attraverso aneddoti teatrali per gruppi di 40 persone. Alcune sale della villa diventeranno un palco di teatro dove verranno portati in scena i protagonisti del passato che hanno abitato qui o fatti avvenuti nelle stesse stanze. 
Ore 21.30. Serata in musica. The Fireplaces, il gruppo musicale italiano fondato da Andrea Scarso alias Caterino Washboard Riccardi: chitarrista, percussionista e voce che nel 2013 ha accompagnato Bruce Spingsteen nel suo concerto italiano. La serata è un viaggio che attraversa il folk roots rock e le influenze blues, tra tradizione popolare americana e british invasion



Programma domenica 30 ottobre.Ore 10.00. Apertura della piccola Fiera Mercato e partenza in bicicletta: “A spasso nella terra delle Corti Benedettine”, due ruote per un viaggio di due ore in campagna e conoscere da vicino il prezioso tesoro di arte e paesaggio lasciato dai Benedettini. Visita guidata al Duomo di Candiana e a villa Garzoni.
Ore 11.00 Convegno sulla stagione agricola. Le date del festival coincidono con la fine dei lavori agricoli (un tempo era San Martin) e dunque si prestano ad un bilancio del settore. Grazie alla presenza delle associazioni di categoria (Cia, Coldiretti, Confagricoltura) verranno presentati gli andamenti della stagione 2016. Seguirà la presentazione del libro “L’artigiano Alchimista” studio sociologico sulle aziende dell’agroalimentare al tempo della crisi, a cura di Ludovico Ferro.  
Ore 12.00 Continua la rassegna enogastronomica: Degustazione di piatti e calici con la possibilità di dare il proprio voto al migliore abbinamento. 
Ore 15.00 Racconti in villa. Visita guidata di villa Renier e del secolo XVII attraverso aneddoti teatrali per gruppi di 40 persone. Alcune sale della villa diventeranno un palco di teatro dove verranno portati in scena i protagonisti del passato che hanno abitato qui o fatti avvenuti nelle stesse stanze
Dalle 15.00 sarà attivo un miniprogramma di animazione per i più piccoli 
Ore 15.30 Nelle cantine di Villa Renier degustazione guidata con i sommelier dell’associazione Fisar del celebre vin Friularo 
Ore 16.00 Guida alla conoscenza e degustazione dell’extravergine di oliva. I giorni del Festival sono i giorni in cui la nuova campagna olearia entra nel vivo della sua stagione. Conosceremo, grazie a Ivano Giacomin, come si produce l’extravergine di oliva e ci accompagnerà nella degustazione
 Ore 16.30 Transumanze: pecorini dalla montagna alla pianura. Presentazione e degustazione guidata a cura di Michele Grassi, esperto di tecnologia casearia, si occupa di ricerca sui formaggi a latte crudo, è autore di alcune guide sui formaggi come “Manuale del casaro” e “Aromi”. 
Ore 17.00 Premiazioni. Verranno premiati il ristorante che avrà interpretato al meglio le caratteristiche del proprio territorio e le cantine che avranno raccolto il miglior punteggio.  
Ore 18.00 Conclusione del Festival

Un festival esempio di sinergia di promozione del territorio. Risale allo scorso 13 giugno il momento in cui undici sindaci di altrettanti comuni (Agna, Anguillara Veneta, Arre, Bagnoli di Sopra, Bovolenta, Candiana, Cona, Correzzola, Pontelongo, Terrassa Padovana, Tribano)  hanno sottoscritto l’adesione al marchio Terre Benedettine per condurre un’azione partecipata e condivisa nel riscoprire e far scoprire alcuni preziosi gioielli del patrimonio artistico, storico ed enogastronomico di questa parte della provincia padovana e veneziana. 
“Un tripudio di attività – ha detto Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato all’Agricoltura – una vetrina delle migliori produzioni della terra, una combinazione unica tra passato e futuro. Un orgoglio per la Provincia di Padova che sostiene manifestazioni come questa perché offrono la possibilità di valorizzare gli aspetti produttivi ed economici, turistici e culturali, facendo assaporare nel contempo l’identità propria di ogni luogo. A fronte della globalizzazione dell’agro-alimentare che sta condizionando i gusti dei cittadini, questa iniziativa serve anche a mantenere vivi i sapori di una “terra di mezzo”, contesa dalla natura, nell’eterna lotta tra terra ed acqua e dall’uomo, che nell’avvicendarsi delle civiltà si è sempre battuto per il controllo di queste aree strategiche. Un ringraziamento particolare quindi a tutti i Comuni che hanno ideato e voluto questa manifestazione, perché sa incentivare gli aspetti sociali e culturali, economici e folcloristici”.

Nella bonifica il comune denominatore. Un territorio che da allora è andato ulteriormente ingrandendosi (grazie alla partecipazione al marchio anche del comune di Conselve e di San Pietro Viminario) arrivando a mettere sotto lo stesso simbolo un’area che va dalle sabbie delle sponde dell’Adige, alle propaggini delle vulcaniche pendici dei Colli Euganei, arrivando fino alle terre salse che precedono il mare. Un territorio ricco di diversità dunque, soprattutto per quanto riguarda le produzioni, ma che trova nella storia il proprio comune denominatore, per essere caratterizzato dall’azione di bonifica e organizzazione agraria che i monaci Benedettini hanno portato avanti con determinazione per secoli. E nei contenuti del Festival delle Terre Benedettine ci sarà tutto questo: storia, paesaggio e ovviamente i prodotti che sono l’immagine di un territorio così eterogeneo. Sarà una festa, ma anche un momento di incontro e di approfondimento sui temi dell’agricoltura, del turismo di visitazione sul patrimonio artistico come elementi e forme di uno sviluppo possibile.

La sfida del festival. E’ quella di dimostrare che i tanti patrimoni della ruralità possono dialogare con i patrimoni dell’arte e dell’architettura nelle forme di una proposta che da queste parti ha per forza le forme dell’ospitalità. Un’iniziativa che nasce per unire, ed infatti, alle date del 29 e del 30 di ottobre di Candiana si uniscono quelle che vanno dal 20 al 23 ottobre per la promozione della patata americana Deco di Anguillara Veneta e quelle del comune di Pontelongo con i tre appuntamenti del 27 novembre, “Festival della dolcezza”, del 30, “l’Antica fiera di Sant’Andrea” e dell’8 dicembre con la consolidata marcia podistica “Quattro passi fra sucaro e farina”.


Genuinità vera. “Questo è un territorio splendido – spiega il sindaco di Candiana, Chiara Brazzoricco di storia, di bellezze paesaggistiche, di bravi artigiani che sanno fare bene il loro lavoro. Troppe volte, però, sento commentare la nostra Bassa Padovana con un tono di rassegnazione, insistendo più su quello che manca che su quello che c’è. E invece c’è molto: la qualità della vita data dalla tranquillità del paesaggio, la sostenibilità della nostra economia legata ancora profondamente alla campagna, il valore dei nostri prodotti: vino, carni, animali di bassa corte, orticole, latte sono emblemi di una genuinità vera, nemmeno lontana parente di quei prodotti della grande distribuzione per i quali la parola naturalezza e solo uno slogan nella campagna di marketing. Le aziende locali hanno i nomi delle nostre famiglie, persone che credono nel nostro territorio, che contribuiscono a tenerlo ordinato, efficiente e in loro confidiamo molto come Amministrazione. É proprio questo che ci spinge oggi ad insistere su questo legame con il territorio, perché è il nostro valore, vogliamo sia conosciuto e che su questo si imperni anche il futuro del nostro comune. Quando penso al futuro, penso ai miei nipoti: vorrei vivessero in una Candiana immersa nel verde, in un ambiente sano, ordinato, con aziende vive capaci di offrire opportunità di lavoro”.

Scoprire la bellezza dei borghi. “Il Festival delle Terre Benedettine – aggiunge il consigliere di Candiana Mirco Scudellaroè un cartellone nato per mettere insieme tutte le iniziative del territorio che si legano ai prodotti tipici o alla visitazione del paesaggio o degli aspetti monumentali. Un modo per presentare l’insieme dell’offerta per evitare doppioni e accompagnare la promozione con strumenti capaci di intercettare presenze anche al di fuori della nostra area. Nella fattispecie, con le date del 29 e del 30 ottobre, abbiamo deciso di partire da Candiana per valorizzare il nostro piccolo ma bellissimo borgo di Pontecasale, con le sue ville: Garzoni, in primis, Renier, che ospiterà il Festival, la Loggetta fresca di restauro e riempirlo con i prodotti del territorio, di cultura, di un’aria di festa tra tradizione e folklore”.

Fonte: Servizio Stampa Festivel delle Terre Benedettine