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23-24 settembre e 30 settembre-1 ottobre 2017, Piazzola del Brenta (PD) ospita rispettivamente Caseus Veneti ed il Festival delle Pro Loco venete

Nell’arco dei due prossimi fine settimana, Piazzola sul Brenta (PD) sarà teatro di due manifestazioni a carattere culturale e gastronomico: dapprima Caseus Veneti, che si snoda tra barchesse, cantine e giardini proponendo in mostra oltre 300 formaggi regionali nonché il mercato dei produttori e dei prodotti tipici e poi la prima edizione del Festival delle Pro Loco del Veneto, praticamente una festa delle feste, con tante proposte culturali e prodotti tipici veneti in mostra.

23-24 settembre, a Villa Contarini, degustazioni al buio, corsi per piccoli casari, merende con pizze ai formaggi Dop, assaggiatori per 1 giorno, Nell’epoca in cui il cibo diventa soprattutto immagine ed estetica, Caseus Veneti ha scelto come partner la Fondazione Lucia Guderzo Onlus, che si occupa della sensibilizzazione verso le problematiche dei non vedenti, per proporre una speciale degustazione completamente al buio. Il laboratio sarà realizzato in collaborazione di Irifor Trento, potrà ospitare al massimo 25 posti a degustazione, per un totale di 200 posti, in questi orari: sabato 23 settembre, ore 15, 16 e 17 e domenica 14 settembre, ore 10.30, 12, 14,30, 16 e 17. Domenica 24 settembre si svolgeranno dei corsi per piccoli casari, con questi orari: 11:00; 14:30; 16:00; 17:30. I corsi sono tenuti da Lorenzo Maggioni, presidente di Alda, Associazione per le attività Ludico Didattiche in Agricoltura. Iscrizioni in villa presso l’Info point.  Sempre domenica, alle ore 11:30 e 15:30 si potrà anche assistere alla lavorazione in diretta del formaggio Montasio con il casaro Luigino Zoratti. La merenda sarà servita da un pluricampione del Mondo della pizza, il padovano Gianni Calaon. In entrambe le giornate verranno infornate 7 varietà di pizza, una per ogni varietà DOP che sarà possibile degustare sabato alle 14.00, alle 15,30 alle 17:30. Domenica alle 10,30, alle 12,30, alle 14,30 e alle 16.30. Sabato 22 settembre alle 17 si può partecipare alla Giuria Popolare che premia il mastro casaro (massimo 30 posti). Domenica invece si può prendere parte alle degustazioni guidate vini/formaggi curate dai Consorzi di tutela delle grandi DOP e STG (Grana Padano, Asiago, Montasio, Monteveronese, Casatella Trevigiana, Provolone Valpadana, Piave, Mozzarella STG). In abbinamento i vini DOCG del Consorzio Montello Colli Asolani. I posti disponibili sono al massimo 40 per sessione. Domenica ore 15:30 si potrà partecipare ad un approfondimento dedicato a “Momenti Montasio: Il formaggio tra due Regioni”. L’evento si terrà in sala delle Conchiglie. Conduce Mauro Gava. Per tutte le degustazioni, sempre gratuite, è necessario prenotarsi con modulo on line (www.caseusveneti.it) fino a venerdì 21 settembre, poi direttamente all’info poi in villa. Novità dell’edizione 2017 gli show cooking al femminile ChiAMAle Chef condotti da Adua Villa, sommelier master class e critica enogastronomica e Marco Colognese, selezionatore della Guida dei Ristoranti d’Italia dell’Espresso. Ai fornelli sette chef, giovani e dinamiche donne che lasceranno i loro ristoranti per dare vita ad una lezione di cucina, nei loro piatti, le grandi eccellenze casearie venete a indicazione europea. Ad iniziare sabato 23 settembre alle 13.00 Silvia Moro (Aldo Moro, Montagnana/Padova), alle 15:00 Cecilia Cortese (Rubens Stube Fest di Conco/Vicenza), alle 17 Ery Hodaj (Podere San Giuliano di San Lazzaro di Savena-Bologna). Domenica 24 settembre alle ore 11 Marianna Pillan (Vizi&Sfizi a Montebelluna (TV), seguita alle ore 12 da Beatrice Simonetti (Le Beccherie di Treviso), alle ore 14 da Chiara Campese (Radici di Padova) e alle 16 Cecilia Moro (La Porta di Bologna).  I posti a disposizione sono 40 per chef, è importante quindi prenotare attraverso il sito.

Sabato 30 settembre-domenica 1 ottobre, tutti al Festival delle Pro Loco del Veneto. In Veneto ci sono 535 associazioni iscritte all’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco), quasi 70mila volontari tesserati che dedicano migliaia di ore a città, borghi, territori, oltre 5 mila eventi l’anno (una media di 10 per associazione), 1 ufficio turistico su tre gestito dalle Pro Loco. Più di 100 associazioni provenienti da tutte le province saranno presenti a Piazzola sul Brenta insieme alle delegazioni di undici regioni italiane. Ci saranno stand gastronomici, filò e cantastorie, bande musicali e gruppi folkloristici, ludobus con giochi in legno e fuochi d’artificio. “Il nostro mondo vale a bilancio più di 37 milioni l’anno ma, pochi lo sanno, appena il 6% di queste risorse arrivano da contributi pubblici, per il 94% le Pro Loco si autofinanziano dimostrandosi la prima e più importante “industria di eventi” del Veneto. Il nostro mondo è fortemente coeso attraverso la rete Unpli, ma fino ad oggi non c’era mai stato un momento pubblico di condivisione e festa con i cittadini per dare simbolicamente significato al ruolo delle Pro Loco in Veneto – spiega il presidente regionale Unpli, Giovanni Follador per questo abbiamo voluto istituire il primo Festival Pro Loco, in cui le nostre associazioni metteranno in mostra quanto sanno fare nel campo della promozione locale, della cultura e dei prodotti tipici”. Programma. Sabato 30 settembre 2017, dalle 14.00 alle 22.00: apertura stand Consorzi e Pro Loco Veneto e rappresentanza Unpli Regionali d’Italia, ore 16.00 esibizione Bande Musicali/Gruppi folcloristici/Gruppi Pro Loco, attività di animazione per bambini nella piazza del Jutificio, ore 20.00 spettacolo di cabaret/animazione, ore 21.30 spettacolo pirotecnico. Domenica 1 ottobre 2017, dalle ore 10.00 alle 20.00 apertura stand Consorzi e Pro Loco Veneto e rappresentanza Unpli Regionali d’Italia, ore 9.00: conferenza dei Presidenti Regionali (a Piazzola sul Brenta), ore 10.00 esibizione Bande Musicali/Gruppi folcloristici/Gruppi Pro Loco, attività di animazione per bambini nel piazzale antistante Jutificio, ore 11.30 scalinata Villa Contarini inaugurazione ufficiale Festival Pro Loco alla presenza delle Autorità, ore 15.00 esibizione Bande Musicali/Gruppi folcloristici/Gruppi Pro Loco, attività di animazione nella piazza del Jutificio. Saranno inoltre presentati due progetti dell’Unpli Veneto: Spettacoli di Mistero 2017 – Presentazione della Rassegna con un momento di animazione su streghe, folletti, anguane; Concorso Scuole “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio artistico, linguistico e culturale Veneto” presentazione progetto di una Scuola partecipante edizione 2016/2017. Ulteriori info: www.unpliveneto.it

Fonte: Servizio stampa Caseus Veneti e Festival delle Pro Loco del Veneto

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23 settembre 2017, a Venezia, tra mistiche aiuole e vigneti, si degusta il “vin moro”

i soci Argav sotto la cerchiata con i vitigni coltivati dal Consorzio Vini Venezia nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) C’è una speciale “Terra Promessa” a Venezia e la si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia, sul retro della chiesa di Santa Maria di Nazareth, da tutti conosciuta come chiesa degli Scalzi. Nella fattispecie, si tratta di un vitigno di origine israeliana, il cui grappolo può raggiungere anche una cinquantina di centimetri, impiantato dal Consorzio Vini Venezia insieme ad altre varietà di vitigni, in quello che si presenta come una sorta di itinerario spirituale fuori dal turismo di massa veneziano, il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, visitato dai soci Argav lo scorso 2 settembre.

da dex, Padre Fabio illustra ai soci la storia del Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, mentre Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venzia, quella del vigneto (foto Marina Meneguzzi)

Protetto da un muro di cinta, l’orto-giardino monastico, ridimensionato a metà Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria e restaurato di recente per opera dell’architetto Giorgio Forti, oggi è aperto a visite guidate che, partendo dalla chiesa, capolavoro del Barocco veneziano del tardo Seicento, conducono a scoprire un tracciato ispirato al carisma carmelitano e alla storia dell’Ordine religioso, nonché all’opera della fondatrice, Santa Teresa d’Avila, che nel 1577 compose lo scritto “Castello Interiore“, da lei pensato come un cammino di vita cristiana diviso in 7 tappe. Nel giardino di 6 mila metri quadrati, sono presenti, quindi, 7 aiuole: dal prato verde all’orto delle erbe officinali, tra cui c’è la melissa moldavica, distillata dai monaci fin dal 1710 per divenire la celebre “Acqua di Melissa“, citata persino da Carlo Goldoni ne La Locandiera, ed oggi venduta nel piccolo negozio adiacente al giardino; le aiuole continuano con l’orto alimentare, i frutteto dei gusti perduti, l’orto degli ulivi, il bosco ed il vigneto.

particolare uva Terra Promessa coltivata nel brolo degli Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

Una collezione della biodiversità viticola veneziana. Nel vigneto, collocato nella quarta aiuola, sono piantati 17 filari (7 + 10 come i sacramenti e i comandamenti). E questo grazie al Consorzio Vini Venezia, che si è impegnato, con l’ausilio del prof. Attilio Scienza, delle Università di Padova e di Milano nonché de CRA-VIT di Conegliano (TV), a recuperare la “storia vitivinicola” veneziana rintracciando in diversi orti e giardini veneziani più di 70 esemplari, individuando ben 30 varietà di vitigni, di cui ancora 3 risultano sconosciute. Tra le varietà analizzate e mappate che trovate nel brolo degli Scalzi figurano vitigni che si trovano nella Doc Venezia, tra cui Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano, Chardonnay, Malvasia istriana, oltre alle varietà Rushaki (di origine armena) e la sopracitata Terra Promessa, queste due ultime impiantate per rendere omaggio alla storia dei Carmelitani Scalzi, iniziata nel XII Sec. in Palestina, sul monte Carmelo.

Particolare vigne e brolo Giardino mistico Carmelitani Scalzi a Venezia (foto Consorzio Vini Venezia)

Vin moro di Venezia, presentazione libro (su prenotazione) e degustazione (libera).  Questo angolo verde di paradiso sabato 23 settembre ospiterà la prima edizione di #FeelVenice, appuntamento che avrà cadenza annuale organizzato dal Consorzio Vini Venezia per portare alla ribalta le diverse denominazioni e le ricchezze enologiche del territorio. Quest’anno, la manifestazione darà risalto al Raboso con la presentazione alle ore 9.30 del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro”, nuova pubblicazione dello scrittore e sociologo Ulderico Bernardi (posti limitati, prenotazione obbligatoria a elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it – 347 3441102 ). A partire dalle ore 14.00 sino alle 19.30, in una degustazione libera, sarà possibile, invece, gustare i nettari del Consorzio Vini Venezia: dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, ai vini della Doc Venezia, insieme alle eccellenze dei produttori gastronomici del territorio. In via eccezionale, sarà anche possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento, ora in restauro, ed il giardino mistico (contributo partecipazione a partire da 10 euro, il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth).

7-10 settembre 2017, ad Asiago (VI) torna Made in Malga

foto Made in Malga

Dal 7 al 10 settembre 2017, torna ad Asiago l’evento nazionale dedicato ai formaggi di montagna (e non solo) organizzato da Guru del Gusto ed il Consorzio di Tutela Formaggio Asiago in collaborazione con le Comunità dell’Altopiano.

Mostra mercato. Dal 2013, i banchi d’assaggio dei prodotti in vetrina alla manifestazione – formaggi di malga, birre artigianali, salumi, confetture e mieli – si trovano all’interno dei negozi e delle attività del centro di Asiago, creando così tra le vie un percorso del gusto a tappe dedicato alle specialità d’alta quota (orari giovedì 7 settembre dalle ore 12.00 alle 19.00, venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 settembre dalle ore 09.30 alle ore 19.00, ingresso libero).

Mountain Wine Festival. In occasione di Made in Malga, Asiago ospita in piazza Carli la seconda edizione del Salone del vino di montagna e della viticoltura estrema, con oltre 150 etichette italiane ed estere in degustazione (ingresso libero con degustazioni regolate dall’acquisto di tcket, orari giovedì 7 e venerdì 8 settembre dalle ore 16.00 alle 22.00, sabato 9 settembre dalle 11 alle 22 e domenica 10 settembre dalle ore 11 alle ore 19.00). Lo spazio coperto in piazza Carli si trasforma nei quattro giorni nell’Osteria di Montagna, che proporrà piatti tipici di montagna, veneti e non: dalla tosela con polenta al pastin, dall’hamburger con carni di montagna agli gnocchi con le patate di Rotzo ai bigoli con ricotta affumicata e burro di malga, dai formaggi del caseificio locale Pennar al Monte Veronese Dop, dalla sopressa alle specialità molisane (caciovallo impiccato alla brace salsicce, pampanella), dai fagioli di Lamon alla torta locale Ortigara (orari giovedì 7 settembre dalle ore 16.00 alle 23.00, venerdì 8 e sabato 9 settembre dalle ore 10.30 alle ore 23 e domenica 10 settembre dalle ore 10.30 alle ore 19.00). Anche pizzerie, ristoranti e agriturismi del luogo offriranno nei giorni di festa specialità legate alla manifestazione.

Laboratori, escursioni e cani da guardia delle mandrie in sfilata. Nei quattro giorni di manifestazione saranno organizzati laboratori del formaggio e del vino (a pagamento, iscrizioni on line) e artigianali (gratuiti). Tra quest’ultimi, le proposte spaziano da come si fa il burro al formaggio, coroncine di fiori, saponi, i cuchi (famosi fischietti d’argilla), intreccio in Macramè, estrazioni di oli di montagna, ecc. E’ possibile anche prenotare delle escursioni storico-naturalistiche nell’altopiano di Asiago organizzate in collaborazione con le associazioni Asiago Guide e Guide Altopiano. Domenica 10 settembre, alle 11.15 e alle 15.45, ci sarà nelle vie del centro la sfilata del “Bovaro del Bernese“, il cane da guardia delle mandrie, a cura del Gr.a.b.ber (Gruppo amatoriale Bovaro del Bernese).

Fonte: Made in Malga

 

 

Enoturismo. Politica in vacanza e ancora non è legge. E intanto, fino al 14 agosto, torna anche in Veneto Calici di Stelle.

Colline del Prosecco

Se ne parla da anni, ma anche in questa legislatura si rischia di non avere un quadro normativo ad hoc per un settore che vale 14 milioni di arrivi enoturistici e 2,5/3 miliardi di euro (secondo l’ultimo Osservatorio di Città del Vino/Università di Salerno). E mentre impazza in tutta Italia l’estate del vino (a questo riguardo, ecco gli appuntamenti previsti ad agosto 2017 in Veneto da Calici di Stelle, manifestazione organizzata dal Movimento del Turismo del Vino) , tra feste nei luoghi pubblici, sagre, eventi serali, l’Associazione Nazionale Città del Vino ribadisce la necessità di una strategia nazionale per rilanciare il settore.

Necessaria una legge di sistema. Dopo la presa di posizione dei territori e delle Strade del Vino, rilanciata con una nota congiunta nei giorni scorsi, anche Città del Vino torna a far sentire la sua voce sulla necessità di una legge di sistema sull’enoturismo per far decollare un settore dal grande potenziale in termini economici e occupazionali. Auspicando che si arrivi all’approvazione entro fine legislatura, Città del Vino rilancia le proprie posizioni su alcuni punti chiave, condizione necessaria per dare slancio al settore, ovvero: finanziamenti ad hoc ai territori per efficaci strategie di promozione enoturistica di medio-lungo periodo; analisi e monitoraggio costante del mercato e delle tendenze; sostegno e finanziamento delle Strade del Vino, ideali cabine di regia sui territori per fare da collante tra il pubblico e gli operatori privati coinvolti a vario titolo (cantine, alberghi, ristoranti, enoteche, musei, agenzie di servizi, Comuni, proloco, etc); ma anche norme più chiare per la somministrazione e la vendita dei vini in cantina.

No a modelli privatistici di enoturismo oltreoceano, qui il turimo del vino è legato al territorio. “Pieno sostegno alle preoccupazioni di chi opera sui territori, a stretto contatto con gli enoturisti, con impegno, poche risorse e un vuoto normativo che da anni chiediamo di riempire con una legge che dia dignità e giusto peso all’enoturismo come settore strategico nazionale, un fenomeno che le Città del Vino promuovono e studiano da anni con strumenti, azioni, iniziative; tra queste l’Osservatorio realizzato con l’Università di Salerno, ad oggi l’unica e puntuale fotografia del mercato enoturistico in Italia – sottolinea il presidente di Città del Vino Floriano Zambon -. Sbaglia chi pensa a modelli all’americana o all’australiana: in Italia il turismo del vino non prescinde dai territori. Abbiamo bellezze, prodotti, tradizioni, una storia lunga secoli che ci ha lasciato in eredità patrimoni artistici e monumenti che tutto il mondo sogna di visitare. Sono questi i contesti dei vari attori in campo, dalle cantine a chi fornisce i servizi all’enoturista.

Amministrazioni locali, necessaria una visione a lungo termine. Continua Zambon: “Lasciamo quindi i modelli privatistici a chi non può vantare una storia e un’eredità come la nostra e di altri Paesi in Europa. Smettiamola anche di pensare alle amministrazioni locali come mere erogatrici di servizi, dalla raccolta differenziata alla segnaletica. L’impegno dei politici e dei sindaci, che hanno un mandato elettorale conferitogli dai cittadini sui programmi, è anche di favorire una visione di lungo periodo che faccia crescere tutti, il privato e il pubblico, entro orizzonti condivisi. Questo vale per tutto, ma riportando la questione all’enoturismo – conclude Zambon – è chiaro che le Strade del Vino possono essere uno strumento, anche se non esclusivo, per realizzare questi obiettivi sui territori. Certo, alcune funzionano, altre non sono decollate per incapacità gestionali o mancanza di risorse. Ma non generalizziamo, anzi prendiamo ad esempio quelle Strade che rappresentano una buona pratica enoturistica e ripartiamo da queste per ridisegnare il futuro”.

Fonte: Servizio stampa Città del Vino

Fieracalli 2017, sempre più spazio al turismo equestre

Fieracavalli riserva anche quest’anno ai 120mila italiani appassionati di equiturismo molte proposte legate alla vacanza a cavallo. La più importante rassegna internazionale dedicata al mondo equestre, in programma alla Fiera di Verona da giovedì 26 a domenica 29 ottobre 2017, torna quindi a puntare anche per la sua 119ª edizione sulla riscoperta dei territori attraverso il cavallo.

Dal cartaceo al web. In un intero padiglione (il numero 1) si potranno trovare tutte le informazioni necessarie per fare le valigie e saltare in sella. Si va dalla prima guida Italia a cavallo realizzata da Touring Club e Fieracavalli, fino alle soluzioni più hi-tech. Horse Touring, portale turistico online per cavalli e cavalieri, permette infatti di sperimentare prima virtualmente alcuni degli oltre 7mila chilometri di ippovie del Paese, grazie a un visore 3D. E se non bastassero gli itinerari lungo lo Stivale organizzati da maneggi, alberghi e strutture ricettive attrezzate, si può anche uscire dai confini nazionali alla scoperta delle valli francesi, del vecchio West americano o dei paesaggi desertici dell’Arabia Saudita, accompagnati da tour operator stranieri.

Primo master di turismo equestre. A Fieracavalli, poi, quest’anno l’equiturismo sale anche in cattedra, con la collaborazione di Earth Academy (European Academy for Rural Territories Hospitality) e Ciset-Cà Foscari-Università di Venezia, per dare vita in fiera al primo master di Turismo Equestre: due giornate di formazione (27 e 28 ottobre) per approfondire con esperti e operatori le potenzialità di crescita e di business in questo settore.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

Enoturismo, nella zona del Prosecco crescita a due cifre ma offerta turistica ancora troppo frammentata, costituita una rete d’imprese per rafforzarla

Il territorio del Prosecco, il vino italiano più esportato nel mondo, è una delle destinazioni più ricercate dagli enoturisti di origine anglosassone (mercati USA e GB), un interesse che riguarda anche il turismo tedesco, russo, cinese e che si riflette nei numeri delle presenze: se il 2016 è stato positivo per tutto il Veneto (18milioni di arrivi), i territori della Pedemontana Trevigiana e della Valpolicella hanno registrato incrementi percentuali a due cifre. Di fronte ad una crescita così importante, ora è nata la rete d’impresa Prosecco Hills, che si pone l’obiettivo di rafforzare il tessuto dell’economia turistica, attualmente considerato troppo fragile e frammentario per imporsi sui mercati internazionali come brand unitario e con proposte di accoglienza commercialmente appetibili.

Gli aderenti. Il contratto di rete è stato sottoscritto da 16 imprese che hanno sede in tutta la fascia pedemontana trevigiana, dalle pendici del Grappa ad Asolo, passando per le colline del Prosecco Superiore DOCG, arrivando fino a Conegliano. Esse sono: Onda Verde Viaggi–Agenzia Incoming (Follina), Ai Cadelach–Hotel e Ristorante (Revine Lago), Castelbrando–Hotel e Ristorante (Cison di Valmarino), Latteria Perenzin–Caseificio e Ristorante (S.P. di Feletto), Vesparent Dolomiti – Noleggiatore Vespe (Vittorio Veneto), Canon d’Oro–Hotel (Conegliano), Coop Altamarca –Gastronomia (Miane), Al Castello–Ristorante (Conegliano), Via Roma Bike Rental–Noleggiatore e Meccanico MTB (Paderno del Grappa), San Giacomo–Hotel (Paderno del Grappa), Bosa Service–Transfer (Borso del Grappa), Garden Relais–Hotel e Ristorante (Borso del Grappa), Antica Abbazia–Hotel , Ristorante e Campeggio (Borso del Grappa), Ciclomeccanico–Noleggiatore e Meccanico MTB Punto Rosso Wilier (Cison di Valmarino), Latteria Soligo–Società Agricola Cooperativa (Farra di Soligo), Discovering Veneto–Agenzia Incoming (Onè di Fonte).

Capofila della rete, con ruolo manageriale di indirizzo, è UNPLI Treviso, Unione della Pro Loco, presieduta da Giovanni Follador, ed ente organizzatore della rassegna Primavera del Prosecco Superiore. “Le aziende aderenti hanno colto l’opportunità messa in campo dalla Regione Veneto e dai fondi europei, chiedo ad altre aziende di iscriversi, perché più saranno più riusciremo ad affermare Prosecco Hills come meta turistica internazionale di qualità. Dobbiamo far conoscere ai turisti, troppi, che affollano le calli di Venezia, un altro Veneto, non certo inferiore”, ha affermato l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner.

Presentato un progetto di promozione da 400 mila euro. La Rete d’impresa Prosecco Hills si è candidata ad accedere ai progetti finanziati dal nuovo POR (Programma Operativo Regionale) attraverso il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale). “Abbiamo presentato un progetto per un valore di 400 mila euro, che vede  la condivisione di calendari di eventi, pacchetti di offerte turistiche, infrastrutture digitali e attività di marketing. Confidiamo che la nostra proposta risulti assegnataria, partendo quindi concretamente già a settembre. Ma il primo più importante obiettivo resta quello di educare il territorio ad un cambio radicale di mentalità, per una cultura d’impresa che, attraverso una dimensione strutturata nell’offerta e una voce univoca nella comunicazione, sia capace di affermare l’appeal internazionale del territorio del prosecco. Dobbiamo dire un grazie all’Unpli regista di questa unione e all’entusiasmo delle prime 16 imprese aderenti. Ma questa è una rete aperta e il mondo delle cantine e dei produttori è pronto ad entrare e sarà benvenuto”, ha commentato Federico Capraro, titolare di un albergo della rete nonché presidente del Gruppo Provinciale Albergatori di Treviso.

La Coop di produttori di latte apre un B&B ed una scuola di cultura casearia. “Dobbiamo aprirci di più, ricevere e accompagnare i visitatori per far capire la storia di questo territorio e i sacrifici che qui si fanno per coltivare le viti o fare gli allevatori. Non solo vino, qui c’è il turismo religioso – penso all’Abbazia di Follina -, qui c’è una ristorazione d’eccellenza”, aggiunge anche Lorenzo Brugnera, presidente di Latteria Soligo, realtà entrata nella rete e che ha di recente annunciato la volontà di realizzare attorno allo stabilimento attività ricettive (da un B&B ad una scuola di cultura casearia). Maggiori info rete d’imprese Prosecco Hills, tel. 0438.893385 – proseccohills@gmail.com

Fonte: Servizio Ufficio Stampa di Unpli Treviso e Latteria Soligo

Agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna

3 giugno, 2017, Grum di Villabruna (BL) I soci Argav nel mulino a pietra risalente al ‘500 gestito dalla cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore (BL)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) L’agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna, e non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista della conservazione della biodiversità.

da sx Eugenio Garlet e Stefano Sanson, rispettivamente presidente e consulente tecnico La Fiorita, nel mulino a pietra presentano la farina di mais Sponcio

Dare una seconda vita a cereali dimenticati. A dimostrarlo in concreto ai soci Argav, in viaggio sabato 3 giugno scorso in Val Belluna per la visita alla cooperativa agricola La Fiorita di Cesiomaggiore (BL), i campi coltivati a mais Sponcio, orzo Bellunese-Agordino e farro Spelta, cereali che gli abitanti della valle montana non erano più abituati a vedere crescere nei loro appezzamenti, in seguito all’abbandono del lavoro agricolo a favore di quello nelle industrie, soprattutto dell’occhialeria. A riportare la coltivazione delle antiche varietà, è stato un lavoro di ricerca e di sperimentazione effettuato in sinergia tra la cooperativa agricola e l’Istituto Agrario Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre, che è anche azienda agraria, quest’ultima diretta dall’insegnante Stefano Sanson, consulente tecnico de La Fiorita, nostro cicerone durante il viaggio studio insieme ad Eugenio Garlet, presidente della cooperativa.

esemplari di montoni di pecora di Lamon allevati nell’azienda agraria dell’Istituto Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre (BL)

Biodiversità coltivata e allevata. “L’azienda dell’istituto scolastico, nella sua primaria funzione di laboratorio didattico a servizio della classi, si caratterizza da sempre per l’impegno e l’attenzione alla tutela e conservazione ambientale, tanto che oggi è uno dei centri di riferimento regionale di conservazione dell’agro-biodiversità“, ha raccontato Sanson mostrandoci degli esempi di biodiversità allevata e coltivata: razze venete di anatre e polli (tra quest’ultimi, le specie Robusta Lionata, Robusta Maculata e l’Ermellinata di Rovigo), la pecora di Lamon, la vite Bianchetta trevigiana, oltre ai campi di farro Spelta e orzo Bellunese-Agordino. Sempre nell’ambito della valorizzazione dell’agro-biodiversità, Sanson ci ha parlato di due iniziative che vedono coinvolti l’istituto scolastico e la cooperativa, oltre ad altri partner, il progetto CL.A.I.M. (Cluster on Agrobiodiversity, Innovation and Malt)- Cereali e Malto per lo sviluppo integrato del territorio (PSR 2014-2020 Veneto, misura 16.1.1.), attualmente nella prima fase di studio, che, a partire dai cereali minori quali orzo, farro, mais, segale, grano saraceno, insieme ad altri prodotti agroalimentari locali (ortofrutta, officinali, lattiero caseari, ecc.), si propone di sviluppare prodotti alimentari innovativi ad elevata funzione salutistica, etica e ad alto valore aggiunto ed il progetto S.I.T.I.A.B.B. (Sistemi innovativi di trasferimento dell’innovazione per l’agricoltura biologica bellunese, PSR 2014-2020 Veneto misura 16.1.1.), che punta allo sviluppo di un distretto del biologico per la provincia di Belluno attraverso la costituzione di un centro servizi per l’agricoltura biologica centrato sull’istituto agrario, una rete di imprese per l’agricoltura biologica con le relative ed associazioni rappresentative, un collegamento fra gli enti che operano nel campo della ricerca e sperimentazione e sistema formativo per l’agricoltura biologica, di enti locali e territoriali che hanno interessi nella tutela ambientale del territorio. Una curiosità: tra lezioni in campo ed in pollaio, l’isituto scolastico tiene anche corsi di muri in pietra a secco.

solo verdura e frutta di stagione nel punto vendita della coop. La Fiorita. In questo caso, si vedono fragole e le prelibate patate cornete, ottime cotte al forno.

Il gusto tricolore della val Belluna. La cooperativa agricola, che quest’anno festeggia i 40 anni di attività, produce, trasforma – attraverso laboratori artigianali del luogo e un antico mulino a pietra gestito direttamente – nonché distribuisce specialità agroalimentari e tradizionali della valle. Annovera 320 soci, quasi tutti piccoli e piccolissimi produttori, contadini ma anche pensionati, operai, figli e nipoti di agricoltori, che conferiscono parte delle loro produzioni ortofrutticole coltivate in un territorio spesso appartenente ad area protetta (Parco nazionale Dolomiti Bellunesi), e che da sempre ha adottato tecniche colturali a basso impatto ambientale anche per le colture e gli allevamenti storicamente praticati. I prodotti della cooperativa – frutta e verdura di stagione, fagioli Gialet, i fagioli di Lamon, l’orzo, la farina, le gallette e i biscotti di mais Sponcio, la birra Dolomiti, nonché tanti altri prodotti delle aziende agricole del territorio che lavorano con loro – si possono trovare nel punto vendita all’interno del Bicigrill di Busche (via Nazionale 48), in cui trova spazio anche quello della cooperativa Valcarne. A pochi metri, c’è anche il punto vendita della cooperativa Lattebusche. Il Bicigrill è nato come punto di ristoro e appoggio per i cicloturisti e si trova lungo la via Claudia Augusta Altinate, antica strada romana risalente al I secolo d.C., che collegava la Pianura Padana alla Baviera, attraversando le Alpi ed il Danubio. Al momento, l’ingresso del Bicigrill è un po’ penalizzato dai lavori in corso per l’ampliamento della struttura. “Confidiamo in una veloce ristrutturazione, vorremmo quanto prima caratterizzare questo spazio come un’agorà del gusto tricolore della val Belluna, in cui si possono assaggiare i prodotti caseari di Lattebusche (bianco), le carni di Valcarne (rosso) ed i nostri prodotti ortofrutticoli (verde)”, ha spiegato Garlet.

La socia della cooperativa La Fiorita mentre prepara la polenta di mais Sponcio.

Dal campo alla tavola. La perfetta conclusione del viaggio studio è avvenuta a tavola, a Grum di Villabruna (Feltre), dove si trova il mulino a pietra, dalle mure cinquecentesce, gestito dalla cooperativa per la molitura dei cereali, ed in cui alcuni soci de La Fiorita hanno preparto un eccellente pranzo a base di polenta di mais Sponcio, formaggio Schiz, cavolo cappuccio, birra Dolomiti, ciliegie, biscotti di mais Sponcio e caffè d’orzo, un menù che potete assaggiare anche alla festa della patata di Cesiomaggiore De.Co, prodotta dalla cooperativa, che si tiene nel quarto fine settimana di agosto.