14 ottobre 2018, giornata aperta delle Fattorie didattiche, 168 le aziende agricole e agrituristiche partecipanti, visite gratuite ma su prenotazione

E fanno sedici! A tante edizioni è giunta la “Giornata aperta delle Fattorie Didattiche”, manifestazione promossa dalla Regione Veneto in collaborazione con le organizzazioni professionali del settore agricolo, in programma domenica prossima 14 ottobre.

Le aziende agricole e agrituristiche venete che hanno dato la loro adesione sono ben 168, un numero superiore a quello degli ultimi anni. Si possono visitare gratuitamente ma è indispensabile effettuare la prenotazione alla fattoria prescelta, individuandola nell’elenco completo, suddiviso per le sette province venete, pubblicato nel sito della regione Veneto e alla pagina Facebook.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

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Alla scoperta del Monte Baldo, il Giardino d’Italia tra Trentino e Veneto e di Brentonico, comune che ha messo il verde al centro della propria attività

veduta del Monte Baldo

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Lo scorso agosto si è tenuta a Brentonico (TN), sul Monte Baldo, dosso montuoso che si sviluppa per circa 35 Km in direzione Nord-Sud, a cavallo tra Trentino e Veneto, la seconda edizione di “Baldo, Bio & Benessere”, evento che ha animato il già vissuto e frequentato parco Cesare Battisti, situato al centro del paese.

La biblioteca nel parco Cesare Battisti

Un’importante area verde fulcro di attività. Il parco ospita tanti giochi e attività per bambini nonché alberi secolari che offrono la loro ombra per il riposo. E’ questa un’area che ricorda il modo di pianificazione urbanistico tedesco, con spazi verdi al centro dei quartieri e non marginali, quali risultato della spartizione delle aree migliori per l’edificazione e con un fabbricato per servizi comuni con tetto green come è oramai costume in tutto il mondo occidentale da almeno 30 anni ed una biblioteca nel parco con due sezioni di libri: per bambini e per adulti.

particolare dell’iniziativa Baldo Bio e Benessere

L’attività ferragostana. Nei giorni di Ferragosto 2018, il parco si è animato ancor più con bancarelle dedicate al biologico, al benessere e ai lavori manuali e ha visto l’organizzazione di alcuni laboratori, tra cui quello di riconoscimento delle piante (a cura della Forestale), camminate Nordic Walking, corsi per la realizzazione di fiori o di farfalle di carta, di illustrazione di un libro, per la realizzazione di ghirlande di fiori di carta, Landascapes – i panorami dell’anima- workshop creativo espressivo, attività di ballo popolare, workshop creativi espressivi, corso di cucina vegana, togheterness mandala in natura, approfondimenti sui campi elettromagnetici e radiazioni naturali, trattamenti, consulenze a cura di associazioni e operatori olistici… Un mix di attività organizzate con il contributo di Rovereto e Vallagarina Azienda per il Turismo, Altopiano di Brentonico, Parco naturale Locale Monte Baldo, Family Trentino, Il Gradino Associazione, Cassa Rurale Alto Garda.

Il giardino rinascimentale di palazzo Eccheli Baisi

Brentonico è un piccolo paesino ma ha in sé una particolarità, che costituisce nel contempo un onore e una responsabilità. E’, infatti, il comune con maggiore superficie baldense (63 Kmq) rispetto tutti gli altri comuni, sia trentini che veneti. Il risiedere nel territorio del Monte Baldo, che è stato definito Hortus Italiae, il Giardino d’Italia, ne fa, quindi, un centro di particolare interesse, tant’è che il giardino del Palazzo Eccheli Baisi, che si trova nel paese, è stato progettato e realizzato sul modello degli Orti Rinascimentali di Padova e Pisa, con un orto dei semplici e un piccolo orto botanico. Un giardino delizioso da visitare, mantenuto in ottimo stato e ricco di dettagliati cartellini di riconoscimento delle piante presenti.

Macaone

Il Giardino d’Italia. E’ utile sapere che il Monte Baldo ospita ben 1952 specie di piante, il 43% delle specie dell’intera flora alpina, pur estendendosi solo sullo 0,2% del territorio alpino. In questo massiccio di natura calcarea sono state censite 2085 specie diverse di farfalle su un totale di 5127 specie segnalate nell’intera Italia. Una varietà biologica eccezionale, in un luogo molto ristretto, a due passi da casa per i veneti e i trentini. Per capire meglio la sua importanza bisogna sapere che Linneo (1707-1778), il fondatore della sistematica moderna, considerava il Monte Baldo una vera e propria “Regione Botanica”. Nel 1566, Francesco Calzolari (1522-1609), veronese, speziale, erborista, naturalista e, unanimemente riconosciuto, capostipite degli esploratori botanici del Monte Baldo, fornì una descrizione delle piante del Baldo che rimane tra le prime opere riguardanti la flora delle Alpi e che attirò e attira tutt’oggi l’interesse di naturalisti che si sono avvicendati e si avvicendano nella sua esplorazione. A Calzolari il comune di Brentonico ha dedicato una strada mentre Daniele Zanini ha dedicato un corposo libro “Le piante di Francesco Calzolari” (WBA books).

 

A Piazzola sul Brenta (PD) c’è il Festival delle Pro Loco venete

Piazzola sul Brenta (PD) ospita fino ad oggi, domenica 23 settembre, la seconda edizione del Festival delle Pro Loco del Veneto, praticamente una festa delle feste, con tante proposte culturali e prodotti tipici veneti in mostra.

 

In Veneto ci sono 535 associazioni iscritte all’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco), quasi 70mila volontari tesserati che dedicano migliaia di ore a città, borghi, territori, oltre 5 mila eventi l’anno (una media di 10 per associazione), 1 ufficio turistico su tre gestito dalle Pro Loco. Più di 100 associazioni provenienti da tutte le province saranno presenti a Piazzola sul Brenta insieme alle delegazioni di undici regioni italiane. Ci saranno stand gastronomici, filò e cantastorie, bande musicali e gruppi folkloristici, ludobus con giochi in legno e fuochi d’artificio. Ulteriori info: www.unpliveneto.it

Fonte: Festival delle Pro Loco del Veneto

Agriturismi, domeniche in bicicletta tra Vicenza e Padova

Tornano, in questo scorcio tra la fine dell’estate e l’autunno, “Le domeniche di Agricycle”, iniziativa promossa da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, e Agricycle Veneto, la rete regionale degli agriturismi attrezzati per rispondere alle esigenze del cicloturismo, un settore che in Italia è in costante crescita.

Tre domeniche. Pedalare in campagna, alla scoperta delle bellezze naturalistiche del Veneto, gustando un buon spuntino a base di prodotti degli agriturismi è la formula dell’iniziativa, che propone per tre domeniche un’escursione guidata in bicicletta, facile e adatta alle famiglie e ai bambini, lungo strade secondarie o sterrate, alla scoperta di castelli, ville e angoli naturalistici. Ad accompagnare gli escursionisti ci sarà la guida Giada Sgaravatto. Al ritorno, negli agriturismi, verrà offerta una degustazione a base di prodotti dell’azienda o locali.

La prima tappa autunnale sarà domenica 16 settembre, alle 15, all’agriturismo Villa Feriani a Montegalda (Vicenza), con “Pedalando tra il fiume e i monti Berici”. L’itinerario sarà di circa 20 chilometri e passerà per Sant’Antonio, con visita al Castello di San Martino, Cervarese Santa Croce, Montegaldella, Montegalda, Colzè. Informazioni al 347 0833891.

Domenica 30 settembre, alle 15, ci si sposterà in provincia di Padova, all’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce. L’itinerario, di circa 20 chilometri, passerà per Montemerlo, Costigliola, Praglia, Feriole, La Montecchia, Selvazzano e poi farà ritorno per l’argine del Bacchiglione. Informazioni al 328 0770977.

Domenica 15 ottobre, alle 15,  l’ultimo itinerario che si terrà in concomitanza con la giornata regionale delle Fattorie Didattiche Aperte. Partirà da Fattoria in Valle a Bagnoli di Sopra, sempre in provincia di Padova, e avrà una lunghezza di 15 chilometri. Passerà per Anguillara Veneta, Borgoforte, con ritorno a Bagnoli di Sopra lungo l’argine del canale Gorzone e l’ultima tappa a Villa Widmann Borletti. Informazioni al 348 3225532.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

25 e 26 agosto 2018, sull’altopiano dei Sette Comuni, nel Vicentino, si festeggia la pecora di Foza

Pecora di Foza (foto Asiago.it)

Per secoli a Foza, borgo montano situato sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, l’economia ha ruotato attorno alle attività del bosco e della pastorizia. E’ in questo ambito che i pastori del luogo hanno saputo selezionare piano piano una razza di pecora dalla lana lunga e adatta alla tessitura chiamata proprio con il nome del loro paese, Foza, ma che si diffuse a tal punto da essere identificata anche come ‘pecora vicentina’.

Nel 2015 c’erano solo 163 capi. Le complesse dinamiche socio-economiche del XX° secolo determinarono però un progressivo abbandono dell’attività pastorizia, con la conseguente drastica diminuzione delle pecore di razza Foza, ridotte a soli 163 capi nel 2015. Di fronte al rischio di estinzione di questa razza autoctona e la conseguente perdita della memoria di un passato ricco di storia, l’amministrazione comunale di Foza ha intrapreso un percorso di salvaguardia delle ultime pecore rimaste. Un progetto che ha visto coinvolti anche la Regione Veneto, l’Università di Padova, Veneto Agricoltura e altri Enti. A Foza sono state così avviate numerose iniziative, fra cui una sezione dedicata alla “Pastorizia” nel locale Museo, conferenze, dibattiti e l’annuale Giornata di piazza dedicata ai lavori della lana, diventata nel corso degli anni la ‘Festa della Pecora Foza’.

Convegno sabato 25 agosto mattina con visita guidata. Quest’anno, il Comune, sempre più consapevole che le complesse vicende legate alla pastorizia sono intimamente connesse all’identità del suo territorio, in collaborazione con l’associazione Mondo Rurale di Marostica, propone un interessante convegno che si terrà sabato 25 agosto (ore 10,30) nella sala multimediale del Museo di Foza. Il focus, concepito come un momento di studio e confronto di esperienze, intende fare il punto sul processo di recupero della pecora di razza Foza. Sono previsti interventi del sindaco di Foza, Mario Oro; del presidente regionale di Coldiretti, Martino Cerantola; di Alberto Alberti (commissione Museo), che presenterà il quadro storico della pastorizia sull’Altopiano dei Sette Comuni; Giustino Mezzalira e Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura), che illustreranno rispettivamente l’attività di conservazione della biodiversità agraria nel Veneto e l’opera di recupero e conservazione della razza Foza. Isabella Bortoli (allevatrice) porterà invece la sua esperienza sul campo, delineando le problematiche con cui si trova a fare i conti; Francesca Rodeghiero (associazione Mondo Rurale) presenterà infine una serie di proposte di valorizzazione dei prodotti dell’allevamento della pecora Foza: dalla lana ai formaggi alle carni. Al termine dei lavori è prevista una visita guidata alla sezione della “Pastorizia” del Museo e una degustazione dei formaggi ‘Malghe della Marcesina’.

Domenica 26 agosto, la pecora Foza sarà celebrata con l’annuale Festa, durante la quale si potranno ammirare gli storici ovini e sarà suggellato il gemellaggio con la pecora ‘Brogna’ della Lessinia (altra razza che rischia l’estinzione). Il programma prevede, tra l’altro, la dimostrazione da parte di figuranti in costume, delle varie fasi legate alla filiera della lana: dalla tosatura alla tessitura. L’evento si configura come anteprima del Festival dell’Agricoltura in programma a Bressanvido (Vi) dal 23 al 30 settembre, che avrà come filo conduttore proprio il tema della “Biodiversità”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Il socio Efrem Tassinato firma il menù del Galà del Festival in Slovacchia dedicato all’Italia

da sx Peter Chudík, presidente della regione di Presov, Efrem Tassinato e Jozef Švagerko, sindaco di Poprad

Viva Italia, importante evento di promozione del made in Italy in Slovacchia, ha avuto quest’anno la firma del socio Argav e tesoriere Unaga Efrem Tassinato, che ha cucinato pietanze venete per il menù del Galà conclusivo, che si è tenuto a Poprad, città della regione di Presov, la più orientale della Slovacchia, lo scorso 30 giugno 2018, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Jozef Svagerko e del presidente regionale Peter Chudík.

Un piatto molto apprezzato servito da Efrem Tassinato al Galà del Festival Viva Italia in Slovacchia: gnocchi di patate trevigiane con crema diaAsparago bianco di Cimadolmo IGP

Connessioni tra comunità locali. La regione di Presov e la regione del Veneto sono connesse da La Via di Karol, l‘Itinerario europeo dei Piccoli Santuari che ha origine dai luoghi natali di Papa San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, e raggiunge Roma. Questo è stato anche il tema dell’edizione 2018 del Festival: ovvero promuovere la connessione e l’interscambio tra le comunità locali delle regioni dei paesi interessati. Non un mero percorso all’insegna del turismo religioso, peraltro dai numeri potenzialmente davvero grandi, ma anche l’occasione di scoperta dei territori, dei loro prodotti tipici, della loro offerta ricettiva e di ristorazione a base di piatti della tradizione. “Un’importante leva di marketing per uno sviluppo delle Comunità Locali in chiave solidale e sostenibile” ha commentato Tassinato, giornalista chef e presidente di Rete Wigwam, cui fa capo lo sviluppo del progetto di questa via delle fede.

Da sx Zuzana Sisakovà, chef del ristorante Vino & Tapas di Poprad, che ha ospitato e aiutato in cucina Efrem Tassinato. Zuzana èl’unica chef donna tra i 20 migliori chef della Slovacchia, nella classifica degli ultimi due anni, della rivista Top Trend di Poprad.

Buon rapporto qualità-prezzo. “Oltre a qualificati produttori di specialità enogastronomiche, i Paesi interessati da La Via di Karol dispongono di strutture di tutto rispetto, dove pellegrini e viandanti potranno ristorarsi, all’insegna del mangiare tipico e sostenibile, della buona tavola, della tradizione culinaria e a prezzi più che alla portata di ogni tasca”, ha  commentato Fabio Bortolini, presidente di Pre Mesto Poprad, la pro loco che ha organizzato il Festival.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam



		

	

Il settore agrituristico invoca regole uguali per tutti i soggetti che offrono alloggi

foto Agriturist

Più integrazione delle attività agrituristiche nel comparto del turismo veneto, valorizzazione del territorio e dei fabbricati rurali con una maggiore elasticità nella gestione dei posti letto, semplificazione per chi fa ristorazione e lotta all’abusivismo, perché in troppi offrono alloggio senza averne titolo o sottostare alle regole. Sono stati questi i temi portanti dell’assemblea annuale di Agriturist Veneto, l’associazione regionale degli agriturismi di Confagricoltura, ospitata dall’agriturismo Tenuta la Pila di Villabartolomea (Vr), alla presenza di rappresentanti e operatori provenienti da tutte le province del Veneto.

un momento dell’assemblea Agriturist

Necessaria la revisione della legge regionale. Il presidente regionale dell’associazione di Confagricoltura, Leonardo Granata, ha spiegato che i 1.465 agriturismi veneti godono di ottima salute e sono in crescita (il Veneto è la seconda regione in Italia per numero dopo la Toscana), ma per consentire loro di stare al passo con il mercato occorre una revisione in chiave più attuale della legge regionale che li riguarda e regole uguali per tutti. “A livello nazionale è partita una campagna di Agriturist contro l’abusivismo di chi offre alloggio – ha detto Granata -. Un fenomeno che tocca da vicino anche il Veneto, con troppi soggetti che offrono e affittano stanze senza sottostare ad alcuna regola. Avendo provato sulla nostra pelle cosa vuol dire essere messi all’indice da altre categorie, non vogliamo demonizzare nessuno. Chiediamo però un denominatore comune che consenta di operare nella legalità. Tre paletti sono fondamentali: l’invio delle schede delle persone alloggiate per questioni di pubblica sicurezza, la comunicazione dei dati all’Istat per una corretta politica del turismo sul territorio veneto e il pagamento della tassa di soggiorno. Naturalmente, per chi opera con continuità, va da sé che sarebbe necessaria anche la partita Iva”.

Regole chiare e uguali per tutti, ma senza alimentare burocrazia e controlli asfittici: “L’Italia è un Paese che ha il brutto vizio di concentrarsi sull’attività ispettiva e burocratica. Lasciamo vivere le imprese – ha sottolineato il presidente -. Gli agriturismi, in particolare, sono gli unici ad essere sottoposti a una percentuale di controlli del 20% su base provinciale annua, nonostante rappresentino l’1% del turismo regionale. Siamo soggetti a una pluralità di enti controllori e diversi che spesso vanno oltre i propri compiti e intervengono con sanzioni. Auspichiamo che il passaggio di competenze e il nuovo modello organizzativo della Regione Veneto, che si occuperà delle competenze in materia di verifica, riconoscimento e controllo delle attività agrituristiche, migliori la situazione attuale e sia il primo passo verso una compiuta integrazione nel sistema turistico veneto. Va superata infatti la separazione tra gli agriturismi e il resto delle strutture turistiche, che oggi sono normate a parte. Sul territorio ci siamo anche noi, con le nostre tipicità, che vogliamo siano valorizzate”.

Tra le rigidità da superare c’è quella sui posti letto, che stabilisce un tetto massimo di 30 posti al chiuso e 30 all’aperto: “Auspichiamo un monte letti annuo e senza suddivisioni aperto-chiuso, che possa essere gestito dall’azienda a seconda della stagionalità e delle tipicità aziendali. In questo modo potrà essere valorizzata l’iniziativa aziendale e sarà offerta la possibilità di recuperare i fabbricati storici e rurali che cadono in disuso”. Un’altra richiesta riguarda la ristorazione: “Chiediamo che nel 50% previsto dalla normativa per l’autoproduzione, sia prevista anche la possibilità di servire i prodotti della rete agrituristica, perché riteniamo utile favorire gli scambi e la connessione tra aziende agricole che producono sul territorio”.

In Veneto gli agriturismi associati a Confagricoltura sono 350, di cui un centinaio a Verona. In totale, secondo i dati della Regione, gli agriturismi sono 1.465, di cui 968 che offrono solo ospitalità, 129 che fanno agricampeggio e 744 che svolgono attività di ristorazione. In alcuni casi le aziende offrono sia ospitalità, sia ristorazione. Il primato appartiene alla provincia di Verona con 399 strutture, seguita da Treviso con 318, Vicenza con 236, Padova con 213, Venezia con 131, Belluno con 118 e Rovigo con 50.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto