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Il veronese Daniele Salvagno neo presidente di Coldiretti Veneto

Daniele Salvagno

Daniele Salvagno è il nuovo presidente di Coldiretti Veneto. 46enne, sposato e padre di due figlie, veronese d’origine, produttore di olio veneto Dop, titolare di un’azienda leader di settore che produce anche vino, esperto di marketing, Salvagno guiderà la Coldiretti regionale per cinque anni e sarà affiancato da una squadra di dirigenti con l’età media di quarant’anni. L’assise riunitasi lo scorso 25 luglio a Mestre (VE) ha visto il passaggio di testimone dall’uscente Martino Cerantola, che rimarrà in carica nella sua provincia di Vicenza.

Il nuovo Direttivo

Il nuovo consiglio direttivo è così composto: Andrea Colla e Sebastiano Cassandro per Coldiretti Venezia, Carlo Salvan con Simone Moretti in rappresentanza di Coldiretti Rovigo, Massimo Bressan e Giovanni Dal Toso di Coldiretti Padova, Alessandro De Rocco Coldiretti Belluno, Giorgio Polegato insieme a Mattia Mattiuzzo di Coldiretti Treviso, lo stesso Daniele Salvagno già numero uno di Coldiretti Verona e la sua Vice Franca Castellani, Martino Cerantola e Cristina Zen per Coldiretti Vicenza, Chiara Bortolas, responsabile di Donne Impresa, Alex Vantini, delegato di Giovani Impresa e Marino Bianchi leader dei senior over 65.

Il mandato di Salvagno. “Oltre ad intensificare la rete dei mercati coperti, incrementare intese di filiera, daremo gambe a progetti che coinvolgono consumatori e famiglie tutte, prendendo spunto dalla vitalità dei nostri giovani, i più aperti alle sfide professionali, dalla sensibilità delle imprenditrici vocate più di altri ai valori della sana alimentazione. Gli anziani avranno il loro spazio: sono loro che ci hanno consegnato un vero e proprio tesoro che dobbiamo lasciare intatto per le future generazioni”, ha affermato Salvagno nel parlare di alcuni degli obiettivi del suo mandato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

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Recupero plastica in mare, a breve una legge del Governo che guardi all’economia circolare, al riuso della plastica e al ruolo socio-ambientale dei pescatori

Una legge per consentire il recupero della plastica in mare, con il coinvolgimento dei pescatori, “grande risorsa del Paese”. Ad annunciarlo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto a Roma alla presentazione di “Mediterraneo da remare”, campagna promossa da Univerde e Marevivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare il mare.

Anticipare le indicazioni europee. “Penso di incardinare nelle prossime settimane la prima legge sul mare che parla in particolare della plastica nel mare seguendo la linea indicata dalle direttive comunitarie, che intendiamo anticipare in Italia. Ma non si tratta di una legge contro qualcuno, inseriremo un primo step sull’economia circolare, quindi punteremo sul riuso della plastica. Gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”, ha spiegato il Ministro.

La risorsa “pescatore”. Il passo successivo, ha continuato il Ministro “sarà quello di utilizzare la grande risorsa del Paese che sono i nostri pescatori. Ormai – ha aggiunto – il 50% del loro pescato è plastica. Attualmente non lo possono nemmeno portare a terra, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006, il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra. In questo modo potranno svolgere un servizio sociale, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente. Potranno pulire il mare senza rischiare conseguenze giuridiche e alimentando i consorzi del riciclo”.

2-7 luglio 2018, Isola di San Giorgio Maggiore (Ve), l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli presenta “NutriMenti – Settimana della Cultura Gastronomica”. Aperte le registrazioni agli eventi in programma.

Isola di San Giorgio (Ve), chiostro dei Cipressi

Luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola, l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugura le sue attività con NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica, manifestazione che si terrà da lunedì 2 a sabato 7 luglio nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, in un contesto di grande valore storico e architettonico.

Luigi Veronelli

Attraverso seminari, degustazioni, dibattiti e incontri pubblici sarà indagato lo “stato dell’arte” della cultura gastronomica italiana, dando vita ad un vero e proprio laboratorio in cui studiosi e cultori di discipline diverse, – dall’ambito scientifico a quello artistico e letterario fino a quello filosofico e antropologico – porteranno il loro contributo offrendosi al confronto con i partecipanti. NutriMenti, primo appuntamento organizzato dall’Alta Scuola Veronelli, non propone un programma di lezioni classiche ma incontri in cui agli interventi dei relatori seguirà un momento partecipativo, aperto all’interlocuzione con il pubblico. La Settimana della Cultura Gastronomica sarà, quindi, un’occasione per sperimentare il nuovo approccio alla cultura del cibo e del vino che caratterizzerà l’offerta formativa dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, progetto nato dalla collaborazione tra Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini con il sostegno di Banca Generali Private.

Da mercoledì 4 luglio le attività aperte al pubblico. L’appuntamento prenderà avvio lunedì 2 luglio con due giornate di lavoro “a porte chiuse” riservate ai componenti del Comitato Scientifico, della faculty e agli esponenti della «rete di supporto al progetto» riuniti nel Laboratorio di Cultura Materiale. Da mercoledì 4 partiranno, invece, le attività aperte al pubblico con un convegno che presenterà nel dettaglio i valori e la missione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, nonché la molteplicità di sguardi e discipline che concorrono a svilupparne le attività. Seguirà, sino a sabato 7 luglio, un ricco programma di incontri di approfondimento gratuiti (previa registrazione sul sito www.altascuolaveronelli.it) e degustazioni d’autore focalizzati su quattro ambiti tematici: Terra, Immaginazione, Parola e Sensi, scelti sia come temi caratterizzanti per i quattro giorni, sia come termini primi per articolare un nuovo discorso gastronomico.
Nuovo punto di vista sulla cultura materiale. “Parleremo di cibo e di vino utilizzando linguaggi diversi e apparentemente non connessi tra loro per costruire un nuovo punto di vista sulla cultura materiale. Partiremo da un omaggio a Veronelli, con “la terra, la terra, la terra” da indagare in ogni sua possibile declinazione per coglierne l’identità in evoluzione continua. E proseguiremo puntando al futuro, dunque all’immaginazione, per liberare la gastronomia dall’autoreferenzialità in cui tende a rinchiudersi. Ancora: la parola, per raccontare il patrimonio agroalimentare del nostro Paese provando ad andare oltre le formule stereotipate delle narrazioni culinarie. Infine i sensi, come chiavi di una conoscenza che passa attraverso l’ascolto, la degustazione, l’osservazione. Le intuizioni e l’opera di Luigi Veronelli, gli interventi dei relatori e, infine, le sollecitazioni di coloro che prenderanno parte agli eventi contribuiranno a rendere innovativa la visione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli» – spiega Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli e coordinatore del progetto.
Evento del 4 luglio. La tavola rotonda «Il sapere della terra» che concluderà la prima giornata, chiamerà a confronto alcuni dei punti di vista e delle competenze che saranno mobilitate dall’offerta formativa dell’Alta Scuola Veronelli. Saperi da tutelare, promuovere e diffondere, come spiegheranno Alberto Capatti, Storico della gastronomia e presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana Luigi VeronelliRenata Codello, direttrice Affari Istituzionali Fondazione Giorgio CiniStefano Castriota, economista alla Libera Università di BolzanoMassimo Bertamini, responsabile del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso C3A di Trento e Andrea Alpi, responsabile didattico dell’Alta Scuola Veronelli. E, parlando di terra, sarà d’obbligo un ricordo vitale e non agiografico di Luigi Veronelli, affidato anche alla voce di Joško Gravner, autore di vini e di pensieri enoici che con lui ha condiviso analisi, valori e progetti.
Evento del 5 luglio, la lente sarà puntata su «Immagine e Nutrimento» per approfondire come l’agricoltura e l’alimentazione appaiono nella fotografia, nella grafica, nel design, con la collaborazione del fotografo Francesco Radino che indagherà se e come due linguaggi apparentemente distanti possano incontrarsi e persino fondersi in un’immagine. Con lui Aldo Colonetti, filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, e Giacomo Bersanetti, designer e grafico. A seguire «Vivi e vegeti», approfondimento dedicato a «prassi ed estetica delle relazioni vegetali» condotto da Ilaria Bussoni, filosofa, editrice e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Veronelli, con Marco Martella, filosofo e storico dei giardini, Enzo Mescalchin, responsabile unità agricoltura biologica della Fondazione Edmund Mach, e Simonetta Lorigliola, responsabile delle attività culturali dell’Alta Scuola Veronelli.
Evento del 6 luglio. Il cammino nel mondo della gastronomia veronelliana proseguirà con accento su «Lingua, gusto, parola nell’opera di Piero Camporesi». Straordinario innovatore del linguaggio e del pensiero gastronomico, antropologo, storico e filologo, Camporesi gettò uno sguardo nuovo sulla cultura materiale, portando alla luce quanto nei secoli era stato volutamente ignorato per supposta scarsa rilevanza. Alberto Natale, coordinatore del Centro Studi Camporesi dell’Università di Bologna, avvicinerà i partecipanti al camino, ai fornelli, agli orti e alle tavole (povere o imbandite) che fanno di Camporesi un riferimento imprescindibile per ogni indagine sul nostro sistema alimentare. A seguire, l’incontro «Dare voce al vino: il messaggio nella bottiglia» vuol essere un’occasione per confrontarsi sulle parole del cibo e del vino per una comunicazione più autentica e saporita, con la partecipazione di grandi degustatori italiani coordinati da Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera.
Evento del 7 luglio. Protagonisti saranno i sensi, considerati sia come passaggio obbligato della conoscenza, sia come fonti di stimoli capaci di tradursi in esperienze estetiche profonde quanto utilizzati nella degustazione. A guidare gli interventi saranno i criteri estetico-percettivo, ma anche teorico, semantico e filosofico, in un dialogo libero e aperto. Al mattino, con la partecipazione di Andrea BoniniAndrea Alpi e Alberto Capatti, sarà presentato «Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano», l’innovativo corso di alta formazione al via da maggio 2019. Nel pomeriggio, all’incontro «Che natura mangiamo?» parteciperanno, invece, Alberto CapattiPierluigi Basso Fossali, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola VeronelliAlberto Grandi dell’Università degli Studi di Parma e Michele Spanò, filosofo e giurista all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Conclusione ideale della settimana sarà «Sesto senso. Sei brani musicali, sei vini, sei racconti», un concerto per vini e musiche condotto da Luca Damiani, scrittore e musicologo, conduttore RadioTre Rai, che unirà nell’ascolto e nella degustazione terra, immaginazione, parola e sensi.
Degustazioni. Da giovedì 5 a sabato 7 luglio, inoltre, sarà proposto nel Cenacolo Palladiano di Fondazione Giorgio Cini il Sensorium dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Strumento fondamentale per la futura attività formativa residenziale, Sensorium è il banco d’assaggio riservato ai corsisti e rappresentativo delle migliori produzioni vitivinicole italiane. In occasione di NutriMenti il pubblico potrà accedere a pagamento, tramite acquisto online di un apposito ticket, a una selezione di capolavori enologici insigniti delle Super Tre Stelle, massimo riconoscimento della Guida Oro I Vini Veronelli. Attraverso questo ricco programma NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica comunicherà un approccio originale ai temi agricoli e alimentari grazie agli interventi degli ideatori, dei docenti, delle istituzioni e dei sostenitori del progetto, con la presentazione e l’apertura ufficiale delle iscrizioni al primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano.
Fonte: Servizio stampa Alta Scuola di Gastronomia Luigi Veronelli

Piano irriguo, mappate dai Consorzi di bonifica veneti le priorità del territorio, Regione Veneto finanzia i primi interventi

La Giunta della regione Veneto ha approvato i primi interventi del piano irriguo nazionale da affidare ai Consorzi di bonifica attraverso l’istituto della concessione. Il provvedimento, che ora passa all’esame della competente commissione del Consiglio regionale, individua i primi interventi da attuare entro l’anno. Il contributo regionale arriverà a coprire fino al 90 per cento della spesa, che avrà un valore complessivo di investimento di 1,3 milioni di euro.

Le opere finanziate sono: Il completamento delle opere di adduzione per l’impinguamento del bacino irriguo Valcinta (contributo regionale di 150 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Euganeo di Este); il potenziamento dell’impianto irriguo Cavana, a Villadose, a servizio del sistema di adduzione principale (95 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Po di Rovigo); l’ammodernamento di canalette e manufatti irrigui nel bacino Delta Brenta, nel territorio dei comuni di Codevigo e di Chioggia (120 mila euro al Consorzio di bonifica Bacchiglione di Padova); l’ammodernamento del sistema di automazione dell’impianto di irrigazione collinare a Pianezze e Marostica e del sostegno ad uso irriguo in località Lupia di Sandrigo, nel fiume Tesina, nonché la riqualificazione della risorgiva del Fontanon del Diavolo, a Gazzo (tre interventi, rispettivamente di 40 mila, 54 mila e 55 mila euro, per un totale di 149 mila euro di contributo al Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella);il completamento dell’impianto irriguo di Caerano (250 mila euro al Consorzio di Bonifica Piave di Montebelluna); l’ammodernamento della centrale di sollevamento dell’impianto in pressione Spolverina a san Giorgio dei Salici, località del comune di Sona (157 mila euro per un intervento del costo complessivo di oltre 350 mila euro, a carico del Consorzio di bonifica Veronese di Verona); il ripristino della funzionalità, con lavori di somma urgenza, dell’opera di regolazione del fiume Guà Frassine, a Cologna Veneta (79 mila euro al Consorzio di bonifica Lessinio Euganeo Berico di Cologna Veneta, Verona).

Mappate dai Consorzi di bonifica le priorità del territorio. “Dei 600 mila ettari di superficie agricola del Veneto – spiega l’assessore all’agricoltura Pan – poco più di un terzo, circa 250 mila sono dotati di una rete irrigua dedicata. Il resto attinge acqua dai canali, che sono ad uso promiscuo, cioè sia di scolo che di irrigazione. Sono queste le aree che vanno maggiormente in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici in atto, in particolare nei mesi del grande caldo o di assenza prolungata di precipitazioni, per le quali è necessario pensare un programma generale di interventi irrigui, a breve, medio e lungo termine. Con la legge di bilancio 2018 la Regione Veneto si è dotata di un programma di opere e interventi  predisponendo anche un piano straordinario delle priorità, grazie alla banca dati dei progetti infrastrutturali dei Consorzi di bonifica del Veneto che hanno mappato le necessità del territorio e gli interventi più urgenti da realizzare. Ora con il questo primo stanziamento di 1 milione di euro la Regione fa da ‘starter’ e mette in moto la ‘macchina’ degli investimenti consortili”.

E’ nato a Soave (Vr) il Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Complice il caldo di questi giorni, non poteva avvenire che nelle fresche sale di una cantina il battesimo del Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. Atto costitutivo e statuto della neonata associazione sono stati firmati lo scorso 12 giugno dai rappresentanti delle 12 Strade che la compongono nella cantina Monte Tondo a Soave, nell’Est Veronese.

Le nomine. A far da padrino all’evento, Francesco Antoniolli, vice presidente del Coordinamento nazionale delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori italiane, nonché presidente della Strada del vino e dei sapori del Trentino. Presidente e vice presidente dell’associazione, in carica per tre anni, sono stati nominati rispettivamente Paolo Menapace, presidente della Strada del vino Soave e Isidoro Rebuli, presidente della Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene.

Le 12 Strade aderenti. Al Coordinamento regionale hanno aderito: Strada del vino Arcole Doc, Strada del vino Colli Berici, Strada del vino Colli Euganei, Strada del vino Lessini Durello, Strada vini Doc Lison Pramaggiore, Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Strada del Radicchio Rosso di Treviso, Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc. Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp, Strada del vino Soave, Strada del Torcolato e dei vini di Breganze, Strada del vino Valpolicella. Oltre che da Menapace e Rebuli, il Comitato di gestione del Coordinamento regionale è formato da Franco Zanovello (Strada del vino Colli Euganei), Rino Polacco (Strada del vino Colli Berici, Cristian Zulianello (presidente Strada vini Doc Lison Pramaggiore). Il Coordinamento regionale avrà sede per i prossimi tre anni a Soave, in quanto è la località della Strada che ne esprime la presidenza.

Obiettivi. “Le 12 strade che fanno parte del Coordinamento regionale rappresentano centinaia di aziende agricole e cantine, imprese dell’accoglienza e della ristorazione, dell’artigianato tradizionale, oltre a tanti Enti locali e territori che, nel loro insieme, danno vita a percorsi enogastronomici considerati oggi in Veneto una delle più importanti forme di turismo emergente. Il nostro intento è quello di operare, in stretta collaborazione con la Regione, per promuovere e valorizzare questi percorsi attraverso un’offerta turistica integrata, senza dimenticare l’importanza della formazione degli addetti ai lavori nonché il recupero delle risorse per attuare i diversi programmi”, afferma il presidente del Coordinamento regionale Paolo Menapace, assertore delle prima ora dell’unitarietà di intenti delle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. “La saggezza popolare insegna che l’unione fa la forza, avere quindi una voce univoca nel confronti delle Istituzioni e degli altri interlocutori regionali sarà importante per riuscire a realizzare progetti comuni di ampio respiro”, conferma il vice presidente Isidoro Rebuli. Una delle prime azioni di promozione attuate dal Coordinamento regionale riguarda i social network, con la creazione della pagina Facebook Strade del vino, dell’olio e dei Sapori del Veneto in cui saranno inserite tutte le iniziative create per il pubblico dalle 12 Strade. Maggiori info: Strada del vino Soave, tel. 045-7681407, www.stradadelvinosoave.com

Fonte: Coordinamento regionale Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

 

Storia di Francesco e Maria, che da oltre cinquant’anni custodiscono l’ultimo lembo verde nella zona industriale di Padova

Alcuni componenti del direttivo Argav insieme a Francesco (terzo da sx) e Maria (quinta da sx) Pagnin nel circolo di campagna Wigwam Il Presidio sotto il portico

“Se ad un contadino togli la terra, è come se gli togliessi l’anima”. Parla chiaro Stefano Pagnin del Circolo Wigwam Il Presidio sotto il portico, sorto nel 2004 per tentare di ricostruire un tessuto sociale disperso da più di cinquant’anni di devastazioni urbanistiche intorno a casa Pagnin, in via Gramogne, uno degli ultimi esempi di edilizia rurale nella Zip (Zona Industriale di Padova).

Francesco e Maria, custodi del territorio in tutti i sensi. Lo scorso 16 febbraio il direttivo Argav ha avuto l’opportunità di riunirsi nella casa colonica sede del circolo e di conoscere Francesco e Maria Pagnin, genitori di Stefano, che porta avanti con loro una bellissima testimonianza di vita dedicata al lavoro agricolo, alla custodia e alla difesa di quest’angolo verde di territorio, un “luogo – affermano gli autori del documentario che potete vedere di seguito – diventato simbolo di una memoria storica che non vuole scomparire, dispersa da un progresso che ha poco rispetto per le proprie origini, e per le persone”.

Psr, Veneto primo per volume e velocità di spesa, già pronti 12 bandi per altri 70 mln, dai fondi europei risorse per aviaria, Pfas, contrasto animali nocivi

da sx, Signora, Pan, Contarin e Tomasutti

Al giro di boa del ciclo settennale di impegno dei fondi europei del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 la Regione Veneto è ai primi posti in classifica per risorse impegnate, pagamenti effettuati e tempi di spesa: dai 1.169 milioni del “pacchetto” complessivo del Psr veneto, gli aiuti già concessi superano i 600 milioni, sono 338 i milioni impegnati (pari a circa il 30% del totale), 27 mila le domande finanziate, con tempi medi di pagamento di 45 giorni. Su un totale di 120 mila aziende attive in Veneto nel settore agricolo, in pratica una su 5 ha beneficiato degli aiuti del Psr.

Aumentate le risorse, affinato bandi e obiettivi, dimezzati tempi di impegno e pagamento, potenziata la comunicazione. “Il Programma di sviluppo rurale è il grande volano di sviluppo e di innovazione per la nostra agricoltura”, ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, tracciando il bilancio di metà settennato, insieme a Fabrizio Stella, direttore di Avepa (l’ente pagatore), a Franco Contarin, responsabile della gestione del Psr, Walter Signora, direttore dell’unità organizzativa regionale. “Rispetto alla programmazione precedente 2007-2013, abbiamo aumentato le risorse, affinato bandi e obiettivi, dimezzato i tempi di impegno e di pagamento e potenziato la comunicazione: oltre mille imprenditori sono stati protagonisti in queste settimane dei ‘dialoghi’ sul Psr, condotti nelle sette province venete, per far conoscere agli agricoltori opportunità e risultati del programma”.

Per il 2018 sono giù pronti altri 12 bandi, finanziati con 70 milioni: sono rivolti a sostenere i giovani in agricoltura (13 milioni), la capacità di investimento delle aziende del primario (40 milioni), i progetti di cooperazione in ambito agroclimatico e ambientale (5 milioni), nonché progetti di rete per fattorie sociali e fattorie didattiche (2 milioni). “La Regione Veneto sta investendo, e in modo significativo, nel ricambio generazionale, nell’innovazione, nell’agricoltura in montagna, nella tutela dell’ambiente e nella funzione sociale delle aziende agricole – ha ricordato Pan – articolando i bandi in ragione delle molteplici esigenze del settore primario. I fondi del Psr intervengono anche per fronteggiare le grandi emergenze del settore primario: l’influenza aviaria (5 milioni per migliorare gli allevamenti), i Pfas (3 milioni per portare acqua pulita ai 1500 allevamenti della ‘zona rossa’), la cimice asiatica, la vespa velutina e la drosophila suzuki, il moscerino della frutta che ha messo in ginocchio i produttori di ciliegie, albicocche e pesche di Verona, Vicenza e Padova. Con la risorse del Psr la Regione sostiene programmi sperimentali di ricerca delle università di Padova e di Verona per individuare parassitoidi e metodiche biologiche di contrasto”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto