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I vantaggi di piante e aree verde in città per riqualificare quartieri e salvaguardare l’ambiente

Da sinistra a destra: Cantù, Mühlmann, Vendramin, Crema, Oliboni, Pasqualini e Angeli

Anti smog, anti stress, anti rumore, salva ambiente. Sono numerosi i benefici di piante e aree verdi nelle città ma serve una progettazione e una collaborazione tra professionisti per ottenere maggiori funzionalità e costi minori. Agronomi e architetti si sono confrontati mercoledì durante il convegno «Il verde della città: un bene da progettare, valorizzare e gestire. Nuove tematiche e motivi di discussione per una visione contemporanea del verde» organizzato dagli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti della provincia di Verona, nella sede di questi ultimi, a cui hanno partecipato numerosi professionisti, tecnici e Amministratori pubblici.

Collaborazione tra specialisti delle piante e professionisti dell’aspetto urbanistico. «Dobbiamo progettare insieme agli architetti paesaggisti spazi per il verde urbano – ha precisato Luca Crema, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali Veneto e di Verona – al fine mettere insieme specialisti delle piante con professionisti dell’aspetto urbanistico per la creazione di volumi residenziali e funzionali. Oggi il verde non deve essere più considerato solo come arredo e abbellimento urbano ma come una vera infrastruttura all’interno dei quartieri delle città per recuperarli e rigenerarli». Gli ha fatto eco Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine degli architetti, sottolineando: «Il verde deve essere riposizionato nelle questioni urbane in modo diverso, affinché non sia solo soddisfacimento di standard urbanistici, ma diventi un verde di qualità, attraverso lo scambio di esperienze tra le due professioni principali coinvolte: architetti e agronomi».

Si chiama Med_net la rete che mette in contatto i paesaggisti del Mediterraneo. L’architetto Uta Zorzi Mühlmann, delegata IFLA, International Federation of Library Associations and Institutions e socia Aiapp, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio ha illustrato med_net, rete che consente di  condividere informazioni, conoscenze ed esperienze tra paesaggisti di Paesi che si affacciano sul mediterraneo (Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Israele) con l’Italia, capofila e coordinatrice del progetto. L’architetto Fabio Pasqualini, vice presidente Aiapp e l’agronomo Annachiara Vendramin si sono confrontati sulla progettazione del verde contemporaneo a dimostrazione che professionisti che si occupano di paesaggio in modo diverso possano affrontare in tandem problematiche di progettazione del verde.

A Verona, in progettazione un verde non più solo estetico e di contorno ma strutturale ed ecologico. Attinente al territorio scaligero l’intervento di Stefano Oliboni, agronomo specialista Gestione Verde Pubblico del comune di Verona, che ha presentato «Il regolamento del verde di Verona» in fase di definizione. Attualmente, l’Amministrazione comunale scaligera ha attivato un tavolo di lavoro a cui collaborano AMIA, che gestisce la manutenzione ordinaria del verde in città, gli Ordini professionali degli Agronomi e Architetti, associazioni cittadine e comitati. Il regolamento conterrà indicazioni e buone pratiche non solo per il verde pubblico ma anche per quello privato, l’inserimento del documento sui patti di sussidiarietà tra Comune e cittadini per la manutenzione e il decoro dei beni comune, e la regolamentazione sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari e degli erbicidi. Con il regolamento si cercherà, quindi, di progettare un verde non più solo estetico e di contorno ma strutturale ed ecologico, cercando di sensibilizzare ed educare la gente, più che a imporre divieti.

Utilizzo delle piante perenni a bass manutenzione.Valter Angeli ha riportato alcuni esempi virtuosi di utilizzo di piante perenni a bassa (o nulla) manutenzione e con ridotte esigenze idriche, evidenziando sottolineato l’importanza di usare piante autoctone già abituare al nostro clima/ambiente. Ambrogio Cantù, agronomo, direttore esecutivo del Contratto per il Servizio Globale di manutenzione del verde pubblico del comune di Monza, ha evidenziato l’importanza del ruolo dell’agronomo nella gestione del verde urbano, raccontando poi il caso pratico e virtuoso di Monza. Ha inoltre evidenziato: «Siamo disposti ad accettare rischi elevati e danneggiamo l’ambiente usando l’auto mentre non accettiamo rischi ridotti come piantare alberi per avere enormi vantaggi».

Fonte: Servizio stampa Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali

 

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Nata Radio Veneto Agricoltura, sul web tutte le puntate di approfondimento di tematiche a carattere agricolo e ambientale

a sinistra, il consigliere Argav Renzo Michieletto

E’ nata Radio Veneto Agricoltura, interessante servizio di approfondimento su tematiche di carattere agricolo e ambientale, disponibile sul sito internet e sui profili Facebook e YouTube dell’Agenzia. Diciannove le puntate fino ad oggi realizzate, condotte in studio dal consigliere Renzo Michieletto e socio Argav Mimmo Vita, già presidente Unaga.

Le puntate che si possono vedere/ascoltare. Vitigni resistenti (Puntata n. 1 con Giustino Mezzaleira); Agroforestazione (2, con Federico Correale); La Foresta del Cansiglio (3, Elena Piutti); Agricoltura di precisione (4, Lorenzo Furlan); Il comparto veneto dell’ortofrutta (5, Renzo Rossetto); La biodiversità in agricoltura (6, Maurizio Arduin); Il settore della pesca nel Veneto (7, Alessandra Liviero); I 30 anni del Centro Po di Tramontana (8, Franco Tosini); Il Bosco Nordio (9, Federico Vianello); La fauna selvatica nel Veneto (10, Michele Bottazzo); Gli eventi estivi in Cansiglio (11, Elena Piutti); Innovazione nel settore lattiero-caseario (12, Dino Spolaor); Report sulla congiuntura agroalimentare del Veneto (13, Alessandra Liviero); Conservazione delle razze avicole venete (14, Maristella Baruchello); Ambienti naturalistici litoranei (15, Giovanna Bullo/Simonetta Mazzucco); Progetto “Biodi.Ve”, ovvero la biodiversità nel Veneto (16, Maurizio Arduin); Varietà antiche e moderne di cereali (17, Renzo Converso); Primissime anticipazioni sulla vendemmia 2018 (18, Mimmo Vita/Renzo Michieletto); Apicoltura, che passione!!! (19, Giustino Mezzalira).

Fonte: Veneto Agricoltura

Accordo di Bacino Padano per la qualità dell’aria, entro il 2020 armonizzazione di tutte le misure contro l’inquinamento

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa congiunta degli assessori all’Ambiente delle quattro Regioni che nel 2017 hanno siglato l’Accordo di Bacino Padano (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte).

“La qualità dell’aria va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un’aria più pulita. Entro il 2020 l’obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il 1^ ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento”.

Sforamento limiti polveri sottili. Parlano a una sola voce gli assessori regionali all’Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte). “Già a luglio abbiamo incontrato il Ministro all’Ambiente, Costa, per ribadire la volontà di continuare l’impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell’Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un’intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti”. “Ora- proseguono- serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l’impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l’Agenda 2030 dell’Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell’ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

Fonte: Servizio stampa congiunto assessorati all’Ambiente di Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte

Il veronese Daniele Salvagno neo presidente di Coldiretti Veneto

Daniele Salvagno

Daniele Salvagno è il nuovo presidente di Coldiretti Veneto. 46enne, sposato e padre di due figlie, veronese d’origine, produttore di olio veneto Dop, titolare di un’azienda leader di settore che produce anche vino, esperto di marketing, Salvagno guiderà la Coldiretti regionale per cinque anni e sarà affiancato da una squadra di dirigenti con l’età media di quarant’anni. L’assise riunitasi lo scorso 25 luglio a Mestre (VE) ha visto il passaggio di testimone dall’uscente Martino Cerantola, che rimarrà in carica nella sua provincia di Vicenza.

Il nuovo Direttivo

Il nuovo consiglio direttivo è così composto: Andrea Colla e Sebastiano Cassandro per Coldiretti Venezia, Carlo Salvan con Simone Moretti in rappresentanza di Coldiretti Rovigo, Massimo Bressan e Giovanni Dal Toso di Coldiretti Padova, Alessandro De Rocco Coldiretti Belluno, Giorgio Polegato insieme a Mattia Mattiuzzo di Coldiretti Treviso, lo stesso Daniele Salvagno già numero uno di Coldiretti Verona e la sua Vice Franca Castellani, Martino Cerantola e Cristina Zen per Coldiretti Vicenza, Chiara Bortolas, responsabile di Donne Impresa, Alex Vantini, delegato di Giovani Impresa e Marino Bianchi leader dei senior over 65.

Il mandato di Salvagno. “Oltre ad intensificare la rete dei mercati coperti, incrementare intese di filiera, daremo gambe a progetti che coinvolgono consumatori e famiglie tutte, prendendo spunto dalla vitalità dei nostri giovani, i più aperti alle sfide professionali, dalla sensibilità delle imprenditrici vocate più di altri ai valori della sana alimentazione. Gli anziani avranno il loro spazio: sono loro che ci hanno consegnato un vero e proprio tesoro che dobbiamo lasciare intatto per le future generazioni”, ha affermato Salvagno nel parlare di alcuni degli obiettivi del suo mandato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Recupero plastica in mare, a breve una legge del Governo che guardi all’economia circolare, al riuso della plastica e al ruolo socio-ambientale dei pescatori

Una legge per consentire il recupero della plastica in mare, con il coinvolgimento dei pescatori, “grande risorsa del Paese”. Ad annunciarlo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto a Roma alla presentazione di “Mediterraneo da remare”, campagna promossa da Univerde e Marevivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare il mare.

Anticipare le indicazioni europee. “Penso di incardinare nelle prossime settimane la prima legge sul mare che parla in particolare della plastica nel mare seguendo la linea indicata dalle direttive comunitarie, che intendiamo anticipare in Italia. Ma non si tratta di una legge contro qualcuno, inseriremo un primo step sull’economia circolare, quindi punteremo sul riuso della plastica. Gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”, ha spiegato il Ministro.

La risorsa “pescatore”. Il passo successivo, ha continuato il Ministro “sarà quello di utilizzare la grande risorsa del Paese che sono i nostri pescatori. Ormai – ha aggiunto – il 50% del loro pescato è plastica. Attualmente non lo possono nemmeno portare a terra, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006, il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra. In questo modo potranno svolgere un servizio sociale, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente. Potranno pulire il mare senza rischiare conseguenze giuridiche e alimentando i consorzi del riciclo”.

2-7 luglio 2018, Isola di San Giorgio Maggiore (Ve), l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli presenta “NutriMenti – Settimana della Cultura Gastronomica”. Aperte le registrazioni agli eventi in programma.

Isola di San Giorgio (Ve), chiostro dei Cipressi

Luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola, l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugura le sue attività con NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica, manifestazione che si terrà da lunedì 2 a sabato 7 luglio nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, in un contesto di grande valore storico e architettonico.

Luigi Veronelli

Attraverso seminari, degustazioni, dibattiti e incontri pubblici sarà indagato lo “stato dell’arte” della cultura gastronomica italiana, dando vita ad un vero e proprio laboratorio in cui studiosi e cultori di discipline diverse, – dall’ambito scientifico a quello artistico e letterario fino a quello filosofico e antropologico – porteranno il loro contributo offrendosi al confronto con i partecipanti. NutriMenti, primo appuntamento organizzato dall’Alta Scuola Veronelli, non propone un programma di lezioni classiche ma incontri in cui agli interventi dei relatori seguirà un momento partecipativo, aperto all’interlocuzione con il pubblico. La Settimana della Cultura Gastronomica sarà, quindi, un’occasione per sperimentare il nuovo approccio alla cultura del cibo e del vino che caratterizzerà l’offerta formativa dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, progetto nato dalla collaborazione tra Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini con il sostegno di Banca Generali Private.

Da mercoledì 4 luglio le attività aperte al pubblico. L’appuntamento prenderà avvio lunedì 2 luglio con due giornate di lavoro “a porte chiuse” riservate ai componenti del Comitato Scientifico, della faculty e agli esponenti della «rete di supporto al progetto» riuniti nel Laboratorio di Cultura Materiale. Da mercoledì 4 partiranno, invece, le attività aperte al pubblico con un convegno che presenterà nel dettaglio i valori e la missione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, nonché la molteplicità di sguardi e discipline che concorrono a svilupparne le attività. Seguirà, sino a sabato 7 luglio, un ricco programma di incontri di approfondimento gratuiti (previa registrazione sul sito www.altascuolaveronelli.it) e degustazioni d’autore focalizzati su quattro ambiti tematici: Terra, Immaginazione, Parola e Sensi, scelti sia come temi caratterizzanti per i quattro giorni, sia come termini primi per articolare un nuovo discorso gastronomico.
Nuovo punto di vista sulla cultura materiale. “Parleremo di cibo e di vino utilizzando linguaggi diversi e apparentemente non connessi tra loro per costruire un nuovo punto di vista sulla cultura materiale. Partiremo da un omaggio a Veronelli, con “la terra, la terra, la terra” da indagare in ogni sua possibile declinazione per coglierne l’identità in evoluzione continua. E proseguiremo puntando al futuro, dunque all’immaginazione, per liberare la gastronomia dall’autoreferenzialità in cui tende a rinchiudersi. Ancora: la parola, per raccontare il patrimonio agroalimentare del nostro Paese provando ad andare oltre le formule stereotipate delle narrazioni culinarie. Infine i sensi, come chiavi di una conoscenza che passa attraverso l’ascolto, la degustazione, l’osservazione. Le intuizioni e l’opera di Luigi Veronelli, gli interventi dei relatori e, infine, le sollecitazioni di coloro che prenderanno parte agli eventi contribuiranno a rendere innovativa la visione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli» – spiega Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli e coordinatore del progetto.
Evento del 4 luglio. La tavola rotonda «Il sapere della terra» che concluderà la prima giornata, chiamerà a confronto alcuni dei punti di vista e delle competenze che saranno mobilitate dall’offerta formativa dell’Alta Scuola Veronelli. Saperi da tutelare, promuovere e diffondere, come spiegheranno Alberto Capatti, Storico della gastronomia e presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana Luigi VeronelliRenata Codello, direttrice Affari Istituzionali Fondazione Giorgio CiniStefano Castriota, economista alla Libera Università di BolzanoMassimo Bertamini, responsabile del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso C3A di Trento e Andrea Alpi, responsabile didattico dell’Alta Scuola Veronelli. E, parlando di terra, sarà d’obbligo un ricordo vitale e non agiografico di Luigi Veronelli, affidato anche alla voce di Joško Gravner, autore di vini e di pensieri enoici che con lui ha condiviso analisi, valori e progetti.
Evento del 5 luglio, la lente sarà puntata su «Immagine e Nutrimento» per approfondire come l’agricoltura e l’alimentazione appaiono nella fotografia, nella grafica, nel design, con la collaborazione del fotografo Francesco Radino che indagherà se e come due linguaggi apparentemente distanti possano incontrarsi e persino fondersi in un’immagine. Con lui Aldo Colonetti, filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, e Giacomo Bersanetti, designer e grafico. A seguire «Vivi e vegeti», approfondimento dedicato a «prassi ed estetica delle relazioni vegetali» condotto da Ilaria Bussoni, filosofa, editrice e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Veronelli, con Marco Martella, filosofo e storico dei giardini, Enzo Mescalchin, responsabile unità agricoltura biologica della Fondazione Edmund Mach, e Simonetta Lorigliola, responsabile delle attività culturali dell’Alta Scuola Veronelli.
Evento del 6 luglio. Il cammino nel mondo della gastronomia veronelliana proseguirà con accento su «Lingua, gusto, parola nell’opera di Piero Camporesi». Straordinario innovatore del linguaggio e del pensiero gastronomico, antropologo, storico e filologo, Camporesi gettò uno sguardo nuovo sulla cultura materiale, portando alla luce quanto nei secoli era stato volutamente ignorato per supposta scarsa rilevanza. Alberto Natale, coordinatore del Centro Studi Camporesi dell’Università di Bologna, avvicinerà i partecipanti al camino, ai fornelli, agli orti e alle tavole (povere o imbandite) che fanno di Camporesi un riferimento imprescindibile per ogni indagine sul nostro sistema alimentare. A seguire, l’incontro «Dare voce al vino: il messaggio nella bottiglia» vuol essere un’occasione per confrontarsi sulle parole del cibo e del vino per una comunicazione più autentica e saporita, con la partecipazione di grandi degustatori italiani coordinati da Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera.
Evento del 7 luglio. Protagonisti saranno i sensi, considerati sia come passaggio obbligato della conoscenza, sia come fonti di stimoli capaci di tradursi in esperienze estetiche profonde quanto utilizzati nella degustazione. A guidare gli interventi saranno i criteri estetico-percettivo, ma anche teorico, semantico e filosofico, in un dialogo libero e aperto. Al mattino, con la partecipazione di Andrea BoniniAndrea Alpi e Alberto Capatti, sarà presentato «Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano», l’innovativo corso di alta formazione al via da maggio 2019. Nel pomeriggio, all’incontro «Che natura mangiamo?» parteciperanno, invece, Alberto CapattiPierluigi Basso Fossali, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola VeronelliAlberto Grandi dell’Università degli Studi di Parma e Michele Spanò, filosofo e giurista all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Conclusione ideale della settimana sarà «Sesto senso. Sei brani musicali, sei vini, sei racconti», un concerto per vini e musiche condotto da Luca Damiani, scrittore e musicologo, conduttore RadioTre Rai, che unirà nell’ascolto e nella degustazione terra, immaginazione, parola e sensi.
Degustazioni. Da giovedì 5 a sabato 7 luglio, inoltre, sarà proposto nel Cenacolo Palladiano di Fondazione Giorgio Cini il Sensorium dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Strumento fondamentale per la futura attività formativa residenziale, Sensorium è il banco d’assaggio riservato ai corsisti e rappresentativo delle migliori produzioni vitivinicole italiane. In occasione di NutriMenti il pubblico potrà accedere a pagamento, tramite acquisto online di un apposito ticket, a una selezione di capolavori enologici insigniti delle Super Tre Stelle, massimo riconoscimento della Guida Oro I Vini Veronelli. Attraverso questo ricco programma NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica comunicherà un approccio originale ai temi agricoli e alimentari grazie agli interventi degli ideatori, dei docenti, delle istituzioni e dei sostenitori del progetto, con la presentazione e l’apertura ufficiale delle iscrizioni al primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano.
Fonte: Servizio stampa Alta Scuola di Gastronomia Luigi Veronelli

Piano irriguo, mappate dai Consorzi di bonifica veneti le priorità del territorio, Regione Veneto finanzia i primi interventi

La Giunta della regione Veneto ha approvato i primi interventi del piano irriguo nazionale da affidare ai Consorzi di bonifica attraverso l’istituto della concessione. Il provvedimento, che ora passa all’esame della competente commissione del Consiglio regionale, individua i primi interventi da attuare entro l’anno. Il contributo regionale arriverà a coprire fino al 90 per cento della spesa, che avrà un valore complessivo di investimento di 1,3 milioni di euro.

Le opere finanziate sono: Il completamento delle opere di adduzione per l’impinguamento del bacino irriguo Valcinta (contributo regionale di 150 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Euganeo di Este); il potenziamento dell’impianto irriguo Cavana, a Villadose, a servizio del sistema di adduzione principale (95 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Po di Rovigo); l’ammodernamento di canalette e manufatti irrigui nel bacino Delta Brenta, nel territorio dei comuni di Codevigo e di Chioggia (120 mila euro al Consorzio di bonifica Bacchiglione di Padova); l’ammodernamento del sistema di automazione dell’impianto di irrigazione collinare a Pianezze e Marostica e del sostegno ad uso irriguo in località Lupia di Sandrigo, nel fiume Tesina, nonché la riqualificazione della risorgiva del Fontanon del Diavolo, a Gazzo (tre interventi, rispettivamente di 40 mila, 54 mila e 55 mila euro, per un totale di 149 mila euro di contributo al Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella);il completamento dell’impianto irriguo di Caerano (250 mila euro al Consorzio di Bonifica Piave di Montebelluna); l’ammodernamento della centrale di sollevamento dell’impianto in pressione Spolverina a san Giorgio dei Salici, località del comune di Sona (157 mila euro per un intervento del costo complessivo di oltre 350 mila euro, a carico del Consorzio di bonifica Veronese di Verona); il ripristino della funzionalità, con lavori di somma urgenza, dell’opera di regolazione del fiume Guà Frassine, a Cologna Veneta (79 mila euro al Consorzio di bonifica Lessinio Euganeo Berico di Cologna Veneta, Verona).

Mappate dai Consorzi di bonifica le priorità del territorio. “Dei 600 mila ettari di superficie agricola del Veneto – spiega l’assessore all’agricoltura Pan – poco più di un terzo, circa 250 mila sono dotati di una rete irrigua dedicata. Il resto attinge acqua dai canali, che sono ad uso promiscuo, cioè sia di scolo che di irrigazione. Sono queste le aree che vanno maggiormente in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici in atto, in particolare nei mesi del grande caldo o di assenza prolungata di precipitazioni, per le quali è necessario pensare un programma generale di interventi irrigui, a breve, medio e lungo termine. Con la legge di bilancio 2018 la Regione Veneto si è dotata di un programma di opere e interventi  predisponendo anche un piano straordinario delle priorità, grazie alla banca dati dei progetti infrastrutturali dei Consorzi di bonifica del Veneto che hanno mappato le necessità del territorio e gli interventi più urgenti da realizzare. Ora con il questo primo stanziamento di 1 milione di euro la Regione fa da ‘starter’ e mette in moto la ‘macchina’ degli investimenti consortili”.