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Vendemmia 2018, aumenta la produzione rispetto al 2017 ma a farla da padrone ora è il meteo

Ad oggi, la vendemmia 2018 si annuncia molto positiva. Già a partire dalla prossima settimana i primi grappoli d’uva a finire nei cesti saranno quelli delle varietà Chardonnay e Pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre. Le preoccupazioni casomai arrivano dal meteo che, proprio dai prossimi giorni potrebbe peggiorare. Così fosse, le operazioni di raccolta verrebbero ulteriormente anticipate per evitare problemi di marciume acido e botrite, che in alcune aree del Veneto vengono già segnalate.

L’incontro. Il punto sull’imminente vendemmia è stato fatto ieri mattina a Legnaro (Pd) in occasione della 44^ edizione del focus sulle “Previsioni vendemmiali nel Nord Est e non solo”, presenti anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’evento, organizzato dall’Agenzia regionale, con Regione Veneto, Avepa, Arpav, CREA-VE, con la collaborazione della Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province di Bolzano e Trento, ha visto la partecipazione di numerosi tecnici ed operatori vitivinicoli provenienti dal Veneto e dalle regioni limitrofe. Il focus è stato l’occasione per presentare i dati previsionali quali-quantitativi della vendemmia 2018 nel Triveneto, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, nonché in Francia e Spagna. Tra questi, spiccano i quasi 100.000 ettari del Veneto, al 90% a Denominazione, che si conferma prima regione vitivinicola italiana (previsti quest’anno circa 13 milioni di ettolitri di vino) e quarta potenza mondiale per quanto riguarda l’export di vino (2,13 miliardi di euro).

Sintesi situazione/1. Belluno. Le uve si presentano al momento sane. L’assenza di freddi tardivi e le belle fasi di fioritura e allegagione permettono di prevedere, salvo imprevisti, un aumento di produzione rispetto al 2017 del 10/15%. Si stima, inoltre, un pari aumento di produzione per l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Padova e Rovigo. Sulla base dell’andamento stagionale la qualità dovrebbe attestarsi su livelli medio -buoni. In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione superiore rispetto alla media di almeno il 10%, sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca, con variazioni percentuali anche superiori per le produzioni di pianura. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà con un aumento della produzione complessiva del 5-7% per la provincia di Padova e del 2% circa per quella di Rovigo.

Sintesi situazione/2. Treviso. L’annata si prospetta ottima dal punto di vista quantitativo. Anche sotto l’aspetto qualitativo i presupposti sono favorevoli con livelli di acidità sopra la media a scapito del grado zuccherino. Si prevede un incremento medio delle rese di circa il 20% rispetto alla precedente vendemmia imputabile sia all’assenza di danni da brinata e da eventi grandinigeni di portata rilevante, sia all’andamento stagionale favorevole. L’incremento produttivo derivante dall’entrata in produzione di nuovi impianti si stima di circa il 4-5%. Venezia. Si presuppone, al momento, una buona produzione con una discreta qualità, superiore rispetto al 2017 del 15-20%. La variazione, sul 2017, è dovuta alla primavera favorevole con assenza di brinate e con pochi e lievi episodi grandinigeni. L’entrata in produzione di nuovi vigneti (per lo più di varietà Glera e Pinot Grigio) incide sulla resa complessiva di circa il 4%.

Sintesi situazione/3. Verona. A fine agosto saranno raccolte le uve di varietà Pinot e Chardonnay, da metà settembre la Garganega, dal 10 settembre la Valpolicella e le uve per l’appassimento. La previsione produttiva é abbondante, probabilmente superiore del 15/20% rispetto alla vendemmia 2017. L’annata è stata finora regolare e priva di gelate primaverili. Il maggior numero di grappoli per pianta e la perfetta disponibilità idrica nella fase di moltiplicazione cellulare di post-allegagione, ha sviluppato grappoli leggermente più lunghi e spargoli, almeno per le varietà autoctone come Garganega, Corvina, Corvinone, Rondinella e Durella. Lo Chardonnay e il Pinot Grigio coltivato in pianura manifestano invece grappoli più compatti con ottime premesse produttive, ma con previsioni di inizio vendemmia sicuramente dopo Ferragosto, comunque non prima del 20 agosto. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà sulla produzione complessiva di circa il 5%. Vicenza. L’annata è stata caratterizzata da una forte spinta vegetativa e da una forte produzione. Ora i viticoltori sono nelle mani del meteo e sperano in giornate prive di ondate di calore e con buone escursioni termiche giorno/notte. Nella zona meridionale della provincia è prevista, in media, una produzione che si attesterà a una percentuale superiore del 35/40 % rispetto allo scorso anno, mentre nella zona settentrionale l’aumento sarà circa del +20% rispetto al 2017. I motivi delle variazioni produttive sono dovuti all’assenza di gelate in pianura e di siccità in collina, e ad abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate che hanno contribuito ad un elevato sviluppo vegetativo e alla presenza di grappoli più grossi e pesanti. L’entrata in produzione di nuovi vitigni incide tra il 2 ed il 5% sulla produzione complessiva.

Sintesi situazione/4. Friuli-Venezia Giulia. Stato vegetativo e profilo sanitario delle uve equilibrati e ottimali. Attacchi fungini limitati e controllati. Buono anche il rapporto acidità/zuccheri. Produzione +6/8% rispetto al 2017. Grandinate limitate nella zona del Collio. Bolzano. Stato vegetativo e sanitario buono. Pochissimi danni per malattie fungine. Alta qualità delle uve. Fenomeni grandinigeni quasi assenti. Produzione in media rispetto agli ultimi 10 anni. Sempre più marcato il controllo produttivo attraverso la tecnica del diradamento.Trento. Stato vegetativo e fitosanitario buono. Pochi e controllati gli attacchi di peronospora. Livello qualitativo delle uve molto buono. Produzione +15/20% per le uve a bacca bianca e +20/25% per le uve a bacca nera.

Sintesi situazione/5. Piemonte. Stato vegetativo discreto ma si segnalano attacchi di peronospora.  Anche il livello qualitativo delle uve viene annunciato discreto, ma si segnalano attacchi fungini. La produzione risulta essere abbondante e molto superiore a quella del 2017 (annata scarsa). Lombardia. Problematiche sanitarie per peronospora e oidio. Valtellina +25% rispetto al 2017 e qualità buona (+10/12% sulla media decennale). Franciacorta +45/50%. Oltrepò Pavese +10%. Emilia-Romagna. Si segnalano azioni di contenimento per attacchi di peronospora, mal dell’esca e cocciniglia, ma la qualità delle uve, che stanno maturando con regolarità, si presenta ottima. La produzione è abbondante (+20% sul 2017, con punte del +25%) in linea comunque con le annate classiche. E’ prevista una produzione di circa 8,5 milioni di ettolitri di vino. Toscana. Segnalati attacchi di peronospora e mal dell’esca. Grandinate in zona Brunello. Attesa comunque una produzione di alta qualità che sotto il profilo quantitativo è nella media decennale (-5%) ma superiore rispetto al 2017. Puglia. Annata caratterizzata da abbondanti precipitazioni (comprese numerose grandinate) e temperature fresche. Attacchi di peronospora diffusi. Tignoletta sotto controllo. Livello qualitativo da discreto a buono. Produzione +15/20% sul 2017. Attesi 9/9,5 milioni di ettolitri di vino. Sicilia. Attacchi di peronospora in areali ristretti. Grandinate limitate. Buono il livello qualitativo grazie ad escursioni termiche giorno/notte ideali. Buono, al momento, anche l’equilibrio acidità/zuccheri come pure l’aspetto aromatico. Produzione superiore rispetto al 2017 ma in calo sulla media decennale.

Sintesi situazione/6. Francia. Segnalate grandinate in zona Champagne. Maturazione delle uve anticipata di qualche giorno rispetto alla media e al momento sotto controllo. Livello qualitativo buono. Produzione in recupero rispetto al 2017 (annata tra le più scarse degli ultimi anni) del 30%, con punte del +50% per lo Champagne, del +45%  per il Bordeaux, del 16 per la valle del Rodano e del 10% per il Borgogna. Spagna. Annata nettamente migliore rispetto al 2017 con incrementi del +20/25%, ma nella media stagionale. Buono lo stato sanitario delle uve.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

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10-12 agosto 2018, nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) si tiene Calici di stelle Euganei

panoramica del borgo di Arquà Petrarca

(di Nadia Donato, consigliere Argav) In occasione di Calici di Stelle, manifestazione nazionale organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con le Città del Vino, da venerdì 10 a domenica 12 agosto 2018, dalle 19 alle 24, la Strada del Vino dei Colli Euganei e il Consorzio tutela Vini Colli Euganei organizzano nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) “Calici di Stelle Euganei”.

Presenti con i loro prodotti 26 produttori di vino, 14 ristoratori, 3 frantoi. Protagonisti della kermesse notturna saranno i Colli Euganei e i loro vini che ogni anno attirano migliaia di visitatori da ogni parte della provincia e della Regione. La manifestazione coinvolge ben cinque comuni: Arquà, Baone, Vo’, Rovolon e Cinto Euganeo. Il programma rende onore alle eccellenze del territorio: vino, cibo, olio. Il pubblico potrà acquistare la bisaccia, bicchiere e coupon.Sul Colle che domina il borgo saranno inoltre presenti gli astronomi per guidare i visitatori alla scoperta del cielo di agosto e delle stelle cadenti.

Ogni sera sono in programma degustazioni guidate di vini euganei e di olio evo, effettuate dai produttori e da sommelier ed accompagnate da una colonna sonora “cucita su misura per l’evento”. Il presidente della Strada Franco Zanovello tiene a sottolineare il carattere culturale della manifestazione. Nell’occasione, infatti, saranno raccolte le firme per il “luogo del Cuore” indetto dal FAI, con l’obiettivo di valorizzare e recuperare nel Monte Venda il monastero degli Olivetani, da anni abbandonato. Maggiori info e programma www.calicidistelleeuganei.it e www.stradadelvinocollieuganei.it Potete trovare tutti gli appuntamenti in Veneto di Calici di Stelle, invece, a questo link.

 

Export vino, Veneto quarta potenza mondiale. Secondo aggiornamento sulle previsioni vendemmiali 2018 in programma venerdì 10 agosto a Legnaro (PD).

In attesa del secondo focus sulle previsioni della vendemmia nel Triveneto, in Italia, Francia e Spagna, in programma il prossimo 10 agosto (ore 9,30) a Legnaro (Pd) nella sede di Veneto Agricoltura, l’Agenzia regionale pubblica un Report sull’export di vino veneto nel mondo (dati 2017).

Il vino veneto rappresenta il 35,5% del totale di vino italiano esportato (più di un terzo), tanto che la nostra regione si conferma, in questa particolare classifica, 4^ potenza mondiale alle spalle di Francia, Italia e Spagna, davanti a Cile e Australia. In linea con l’export nazionale del settore, che nell’ultimo anno ha sfiorato i 6 miliardi di euro di vendite sui mercati esteri, il trend di crescita delle esportazioni di vino veneto si mantiene costante, raggiungendo nel 2017 i 2,13 miliardi di euro di incassi e un +6,4% rispetto all’anno precedente. Di pari passo, nell’ultimo anno sono aumentati anche i quantitativi (+2,5%), con il rincaro dei prezzi (+3,8%) a tenere elevato il fatturato.

I vini. Anche nel 2017 a fare da ariete sui mercati esteri è stato il Prosecco, che presenta aumenti a doppia cifra sia per i quantitativi (+13,4%) che in valore, pari a 806 milioni di euro (+15,9%). A questo punto appare chiaro che il mercato mondiale delle bollicine è dominato da tre tipologie di vino spumante: lo Champagne francese, il Cava spagnolo e, appunto, il Prosecco. Risulta invece più stabile la situazione delle transazioni internazionali dei vini imbottigliati, che si trovano a fronteggiare la forte ascesa del comparto dei vini spumante. Infatti, per i vini imbottigliati si rileva un +1,3% in valore (1,20 miliardi/euro fatturati nel 2017) e un -1,3% per i quantitativi, con un conseguente aumento del prezzo medio (+2,6%). E’ evidente che l’intento degli esportatori veneti di vino fermo in bottiglia è quello di alzare il prezzo, cercando così di riposizionarlo su livelli più elevati nei mercati internazionali.

I Paesi. Nonostante siano oltre 150 i Paesi che importano vino veneto, si assiste ad una forte concentrazione delle vendite verso il Regno Unito, Stati Uniti e Germania. Se da una parte ciò consente un consolidamento dei rapporti commerciali tra le aziende coinvolte nelle transazioni, dall’altra il fenomeno della concentrazione delle vendite rappresenta un rischio in caso di crisi o esternalità negative per i Paesi coinvolti. Da qui la necessità di diversificare le destinazioni commerciali dei vini veneti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vino, Valpolicella: in meno di un mese, 115 siti nel mirino della task force anticontraffazione

Olga Bussinello

“A meno di un mese dalla sigla del protocollo di cooperazione tra il Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero Politiche Agricole, sono state inviate già 115 diffide ad altrettanti siti web, sia nei Paesi terzi che in Europa”. Ad annunciarlo, è stata la direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello, parlando dei primi risultati della task force anticontraffazione avviata agli inizi di luglio a difesa delle denominazioni che insistono sul territorio scaligero.

In particolare, sono state inviate alle autorità competenti le notifiche per 115 siti, di cui 50 con dominio canadese, 22 statunitense, 25 del Regno Unito e 5 irlandesi. Inoltre, sono state riscontrate irregolarità sui siti di ebay (5) e Amazon (8).

La denominazione. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni del vigneto Valpolicella (Amarone, Recioto, Valpolicella e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone che traina l’export della Dop. L’anno scorso, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%).

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

Vendemmia 2018, in Veneto al via a Ferragosto, se ne parla il 10 agosto al secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo in programma a Legnaro (Pd)

Nella settimana di Ferragosto, o al massimo a partire da lunedì 20 agosto, in Veneto si comincerà a raccogliere le uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, per poi procedere via via con tutte le altre varietà. Gli addetti ai lavori annunciano una vendemmia nella norma, nonostante l’andamento meteo fin qui assai oscillante, con tante giornate calde e umide, ma complessivamente soddisfacente.

In provincia di Padova. “Sui Colli Euganei – fa notare Roberto Toniolo della Cantina di Vo – in alcune aree ha piovuto abbondantemente, tanto che abbiamo dovuto intervenire con qualche trattamento in più rispetto alla media per far fronte agli attacchi di peronospora e oidio, in altre zone invece le precipitazioni sono state più scarse. Complessivamente però nei vigneti dei Colli padovani, in particolare su quelli posti sui versanti a sud-ovest, la situazione è più che buona, e questo vale sia per la quantità che per la qualità delle uve”.

Per tutte le varietà lo stato fitosanitario delle uve è al momento soddisfacente, anche se inevitabilmente, a causa appunto delle tante giornate umide e calde fin qui registrate, episodi di flavescenza dorata e mal dell’esca si sono presentati sia sulle uve a bacca nera che in quelle a bianca, in particolare sulla Glera (Prosecco). Nell’area trevigiana e veneziana, come pure nelle altre zone viticole venete, l’invaiatura (maturazione) delle uve precoci e del Merlot ha già raggiunto buoni livelli. Anche in queste zone, dunque, l’avvio della vendemmia è confermato a ridosso di ferragosto.

I tecnici delle cantine dislocate lungo il Piave segnalano problemi di peronospora, ma ribadiscono che la situazione è sotto controllo. I Servizi fitosanitari regionali hanno autorizzato i viticoltori ad aumentare l’utilizzo di rame da 6 a 9 kg/ha, a conferma che l’annata non è delle più tranquille, ma come si è detto, assolutamente sotto controllo.

10 agosto, secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo. In gran parte del vigneto veneto la vendemmia si annuncia più abbondante rispetto allo scorso anno, che era stata un’annata piuttosto scarsa. E su questo quadro che si inserisce la 44^ edizione  dello storico incontro sulle previsioni vendemmiali promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, AVEPA, ARPAV, CREA-VE, Province Autonome di Trento e Bolzano e Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il focus, che si svolgerà il prossimo 10 agosto a Legnaro (Pd) nella sede dell’Agenzia regionale,  farà il punto sulla prossima vendemmia nel Nord Est, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia, nonché in Francia e Spagna.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Contraffazioni vendita on line prodotti agroalimentari, nata task force tra Ispettorato Centrale tutela qualità e repressione frodi e Consorzio tutela vini Valpolicella per contrastare la vendita web di falsi Amarone e Valpolicella

È stato siglato ieri, mercoledì 4 luglio, a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), il protocollo di cooperazione tra l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF) e il Consorzio tutela vini Valpolicella.

L’accordo, firmato da Stefano Vaccari, capo dipartimento ICQRF e Andrea Sartori, presidente del Consorzio della più importante Dop di vino rosso del Veneto e una delle più importanti a livello nazionale, prevede azioni di contrasto per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti evocanti e usurpanti i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio , ossia i principali mercati di destinazione delle top denominazioni veronesi. L’attività di tutela, secondo quanto previsto dal documento, sarà effettuata anche in collaborazione con altri organi di controllo internazionali abilitati al sequestro dei prodotti illeciti.

Una denominazione tra le più falsificate sui mercati esteri. “Stop ai falsi, stop a chi pensa di guadagnare sfruttando sui mercati i nomi delle nostre indicazioni di qualità certificata. Il nostro sistema di controlli è tra i migliori al mondo. Un sistema di verifiche capillari in tutta la filiera e sul web e per questo ringrazio tutti coloro che quotidianamente lavorano all’ICQRF”, ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio. “L’accordo di cooperazione firmato rafforza ulteriormente la collaborazione già in atto tra ICQRF e il Consorzio sul fronte della tutela delle denominazioni della Valpolicella, con le due inserzioni top – Amarone e Valpolicella – tra le più imitate e falsificate sui mercati esteri – ha commentato il presidente del Consorzio Andrea Sartori.

Nel web, Amarone il vino “di lusso” più venduto. Complessivamente dal 2015 ad oggi, sono 25 le azioni di tutela dei marchi Dop promosse dal Consorzio, a cui si aggiungono 14 azioni attualmente in corso. “Un impegno – ha proseguito Sartori – che ora si estende ai canali e-commerce, dove l’Amarone è il vino più venduto nella fascia ultra premium e luxury, seguito dal Valpolicella Ripasso e dal Valpolicella*. Rilevante anche l’attività di registrazione e deposito internazionale dei marchi e delle denominazioni di origine a nome del Consorzio. Ad oggi, infatti, la protezione delle Dop rappresentate si estende a 32 paesi, con un totale di 123 depositi effettuati”.

Monitorati centinaia di siti web anglosassoni. Per Stefano Vaccari, “L’accordo consente di rafforzare l’azione di tutela della denominazione Valpolicella sui mercati anglosassoni, dove i prodotti sono diffusi e apprezzati. In particolare, sulle due denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, ICQRF ha già attivato nell’ultimo biennio ben 85 operazioni di tutela sul web e fuori dei confini nazionali, con risultati importanti. Nelle ultime settimane abbiamo monitorato centinaia di siti web canadesi, USA, britannici e irlandesi e, insieme al Consorzio, attiveremo nei prossimi giorni una massiccia azione di tutela su quei siti per rimuovere le inserzioni usurpanti i nomi Amarone e Valpolicella”.

Tra le misure contemplate dal protocollo, la nascita di una unità operativa interna al Consorzio, con personale formato dall’ICQRF e specificamente dedicato al monitoraggio web e alla segnalazione della frode. Parallelamente il Consorzio di tutela vini Valpolicella metterà a disposizione, già nei prossimi mesi, un servizio di formazione e informazione sulle specificità delle denominazioni “Amarone” e “Valpolicella”, per il personale degli organismi di polizia dei paesi esteri interessati dal controllo di autenticità dei due vini rossi della Valpolicella.

Il chi è del Consorzio. Attivo da oltre 80 anni, il Consorzio di tutela vini Valpolicella rappresenta 286 aziende di imbottigliatori e trasformatori della Dop, per una filiera che conta 7 cantine cooperative, 2286 aziende agricole produttrici di uva. Nel 2017, il vigneto Valpolicella ha raggiunto i 7994 ettari. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni (Valpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone, che traina l’export della Dop. Nel 2017, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%) (dati:indagine sull’export 2017 dell’Osservatorio Vini Valpolicella a cura di Nomisma Wine Monitor). 

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

 

Vendemmia 2018 in Veneto, il ritardo del germogliamento della vite e l’anticipo della fioritura regolarizza l’inizio della vendemmia, prevista a ridosso di Ferragosto per le uve Pinot grigio e Chardonnay

Ha preso il via mercoledì 13 giugno, a Conegliano (Tv) il Trittico Vitivinicolo Veneto 2018, “storica” iniziativa di Veneto Agricoltura, con Regione, Arpav, Avepa, Crea-Ve e Cirve dell’Università di Padova. L’incontro da oltre due decenni fotografa in tre distinti momenti dell’anno (giugno, agosto e dicembre) l’andamento del vigneto e del comparto vitivinicolo veneto.

Leggero anticipo. Quest’anno il germogliamento della vite nel Veneto è giunto con 7/8 giorni di ritardo rispetto al 2017, ma le precipitazioni e le alte temperature registrate nelle settimane a seguire, sempre rispetto allo scorso anno, ne hanno anticipato la fioritura. In pratica l’andamento vegetativo risulta essere ad oggi abbastanza nella norma, per cui stante questo quadro l’avvio della vendemmia 2018 potrebbe risultare solo leggermente anticipato rispetto al 2017, con la raccolta delle uve Pinot Grigio e Chardonnay base spumante ipotizzata a ridosso di Ferragosto.

I primi dati fanno ben sperare. Naturalmente, tutto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, per il quale già tutti gli operatori stanno incrociando le dita. In questo momento il quadro del vigneto veneto si presenta dunque molto soddisfacente sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Infatti, grazie proprio alle giuste precipitazioni e alle buone temperature registrate negli ultimi due mesi, nel Veneto lo stato vegetativo delle uve si presenta generalmente ottimo, come pure lo stato sanitario, con una tendenza produttiva nettamente superiore rispetto al 2017, che però era stata un’annata di scarsa produzione.

Gli incrementi. Su base regionale vengono annunciati, grazie ai dati raccolti da una “Rete” di operatori che fanno capo ad alcune Cantine e Consorzi, incrementi del 19% per Glera e Merlot, 17% per Pinot Grigio, 15% per Breganze, 13% per Valpantena, 12% per Corvina, 10% per Valpolicella, Chardonnay e Valdobbiadene-Conegliano DOCG, 8% per Garganega, ecc.

Focus anche sulla viticoltura di precisione e sui vitigni resistenti. Nel corso della seconda parte del primo appuntamento del “Trittico” è stato fatto il punto su alcune importanti tematiche quali le possibili opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto legate alla viticoltura di precisione e ai vitigni resistenti. Nello specifico, Luigi Sartori, dell’Università di Padova, ha illustrato i nuovi sistemi automatizzati per una migliore gestione del vigneto, in particolare le tecniche innovative della viticoltura di precisione: dalla concimazione e i trattamenti a dose variabile fino alla raccolta selettiva. Michele Giannini, di Veneto Agricoltura, ha invece fatto il punto sullo stato della sperimentazione nel campo dei vitigni resistenti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura