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Export vini, nel confronto Italia, Francia e Spagna, performance migliori del nostro Paese grazie agli spumanti, ma Francia ancora prima per valore delle esportazioni

Il centro studi di Confagricoltura ha effettuato un confronto sull’esportazione dei vini in Italia, Francia e Spagna nel periodo 2009-2016. Di seguito, i risultati.

Dati generali. Anche nel 2016, l’Italia è stata, con Francia e Spagna, uno dei tre principali paesi esportatori di vino al mondo. Un valore, quello dell’export-import del vino, passato, dai 25,6 miliardi di dollari del 2009 (anno in cui più forti si sono fatti sentire gli effetti della crisi economico-finanziaria mondiale) ai 33,8 miliardi di dollari del 2014, per poi attestarsi intorno ai 32 miliardi di dollari del 2015 e 2016. La crescita complessiva del 2016 rispetto al 2009 è poco inferiore al 25%, con gli spumanti a +38%.

Le quote di mercato. Fra il 2009 e il 2016, Francia, Italia e Spagna hanno sommato, in valore, quote del mercato mondiale del vino comprese fra il 51% e il 56% per i vini in bottiglia, del 80-86% per gli spumanti, del 38-44% per i vini all’ingrosso. Le crescite più significative del periodo riguardano gli spumanti italiani (dal 13% del 2009 al 23% del 2016) e i vini all’ingrosso spagnoli (dal 14% del 2009 al 18% del 2016). Le quote di mercato della Francia si sono ridotte di 3-4 punti percentuali per tutte le categorie di vini.

Le quantità esportate. Per quanto riguarda le quantità esportate, il nostro Paese è stato al primo posto fino al 2013, superato poi dalla Spagna dal 2014, soprattutto grazie alle vendite all’estero di vini all’ingrosso, generalmente crescenti per gli iberici e in flessione per l’Italia. Restano invece prevalenti le nostre esportazioni di vini fermi in bottiglia e di spumanti, con una costante crescita di queste ultime (+144% nel 2016 rispetto al 2009), e una contrazione delle prime dal 2012. E’ stata più contenuta la crescita delle esportazioni di vini spumanti per Spagna (+29% nel 2016 rispetto al 2009) e Francia (+54% nel 2016 rispetto al 2009).

Il valore dell’esportazione. Ben diverso è il peso sul mercato dei tre paesi a confronto se teniamo conto del valore dei vini esportati: nel 2016, la Francia è al primo posto con 8,2 miliardi di euro, seguita dall’Italia con 5,6 e dalla Spagna con 2,6. Gli incrementi di valore esportato più consistenti, fra il 2009 e il 2016, riguardano gli spumanti italiani (+213%), i vini all’ingrosso spagnoli (+84%), gli spumanti francesi (+65%). Nello stesso periodo, gli incrementi percentuali del valore rispetto agli incrementi percentuali della quantità sono nettamente superiori per la Francia (+49% rispetto a +18%) e soprattutto per l’Italia (+60% rispetto a +5%),
evidenziando un migliore posizionamento commerciale (qualità-prezzo) del prodotto; per la Spagna, l’incremento del valore esportato è poco superiore all’incremento quantitativo (+53% rispetto a +49%).

I prezzi di esportazione. Fra il 2009 e il 2016, l’Italia ha notevolmente incrementato i prezzi delle sue vendite di vino fermo in bottiglia all’estero, riducendo così la distanza rispetto alla Francia (da 1,81 euro/litro nel 2009, 1,47 euro/litro nel 2016); è invece rimasta pressoché invariata la differenza di prezzo fra lo Champagne francese e lo spumante italiano (da 11,28 euro/litro del 2009 a 11,54 euro/litro del 2016). Le esportazioni spagnole di tutte le categorie di vini spuntano prezzi sensibilmente inferiori a quelli di Francia e Italia. Sui vini imbottigliati e all’ingrosso l’Italia, rispetto alla Francia, ha recuperato rispettivamente 13 e 5 punti percentuali; sugli spumanti 4 punti percentuali. I prezzi di tutti i vini spagnoli, fra il 2009 e il 2016, hanno perso ulteriore terreno rispetto ai concorrenti.

Conclusioni. L’Italia, fra il 2009 e il 2016, ha incrementato il valore complessivo delle proprie esportazioni di vino del 60%, facendo meglio della Spagna (+53%) e della Francia (+49%). Questo positivo risultato è legato al maggior incremento dei nostri prezzi di vendita rispetto alla Francia e alla forte crescita delle quantità esportate di spumanti (+144% contro il +55% dei Transalpini). Le nostre vendite di vino all’estero nel 2016, tuttavia, continuano a caratterizzarsi, rispetto alla Francia, per quantità maggiori (+616 milioni di litri), ma valori notevolmente inferiori (-2,65 miliardi di euro); pesa, in particolare, il prezzo di vendita dello Champagne, superiore di oltre quattro volte a quello degli spumanti italiani. La Spagna è arrivata, nel 2016, ad esportare quantità di vini superiori alle nostre del 9,5%, ma il valore complessivo non arriva alla metà (47%).

 

 

 

 

 

 

 

Presentato il XIII rapporto nazionale del turismo del vino, più ombre che luci per un settore che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’Italia enoturistica

L’enoturismo si conferma per l’Italia come una risorsa economica e culturale con ampi margini di crescita. Nonostante la qualità delle infrastrutture sia giudicata insufficiente da Comuni e Strade del Vino, nonostante il basso utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione (il 76% delle Strade non ha una App per smartphone e il 4% neanche un sito internet), e l’assenza in quasi la metà dei Comuni di un ufficio dedicato, nel 2017 operatori e amministratori locali prevedono il sorpasso sul 2016.

I dati. Per oltre l’80% del campione del XIII rapporto nazionale su Turismo del Vino – curato per conto di Città del Vino dall’Università di Salerno con il coordinamento scientifico del professor Giuseppe Festa, direttore del corso in Wine Business – il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo sono aumentati o almeno rimasti stabili rispetto all’anno precedente. Gli arrivi in cantina e il valore dell’enoturismo sono aumentati per il 40,22% dei Comuni e il 60,87% delle Strade Vino (nel 2016 il XII Rapporto stimava in 14 milioni gli arrivi enoturistici alle strutture dei territori e un valore di 2,5 miliardi di €).

Luci e ombre sull’enoturismo? Sicuramente si, ma i segnali che arrivano dal basso sono anche positivi. Tre Comuni su 4 non prevedono la tassa di soggiorno, ma chi lo fa la utilizza come una possibilità in più per la politica turistica dell’amministrazione: come l’ecomaratona del Chianti a Castelnuovo Berardenga (Si), le feste dell’uva e del vino a Bardolino (Vr), l’apertura di un ufficio dedicato a Suvereto (Li) e a Conegliano (Tv) o la manutenzione dei sentieri escursionistici ad Aymavilles (Ao). La formazione del personale di accoglienza e la conoscenza della lingua inglese sono ancora un punto debole, come in tanti casi infrastrutture, trasporti e collegamenti. Anche i rapporti tra istituzioni e operatori devono migliorare, poiché una Strada del Vino su 3 giudica ancora non propositivi e collaborativi i Comuni di riferimento, mentre gli stessi Comuni non hanno sotto controllo il numero di visite alla filiera enoturistica dei propri territori: solo il 4,17% fa la raccolta dati.

Da migliorare l’interazione tra gli operatori del settore. Di contro il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, etc.) agli enoturisti è giudicato dai Comuni sufficiente/discreto (6,76 in media), con più del 30% che si spinge a riconoscere un voto pari a 8; il 44% delle Strade ha direttamente organizzato nel 2016 più di 3 eventi e le stesse Strade del Vino sono percepite dagli operatori enoturistici come un organismo importante sul territorio nell’84% dei casi. Rimane da migliorare però l’interazione tra gli operatori del settore, i Comuni e altri soggetti pubblici, giudicata insufficiente (5,48 nella media delle risposte delle Strade del Vino).

Necessario un cordinamento regionale se non nazionale. Questi in sintesi i risultati emersi dal XIII Osservatorio, ricerca condotta attraverso due distinti questionari online coinvolgendo un campione di 25 Strade del Vino italiane e 116 Città del Vino su un totale di 420 (27,62%) e presentata durante la Convention di Città del Vino, in Umbria, al Simposio Europeo sull’Enoturismo, venerdì 23 giugno. “Alla luce di questi risultati appare sempre più indispensabile istituire una cabina di regia a livello nazionale e almeno regionale per monitorare costantemente il fenomeno e stimolarne la crescita con adeguate politiche enoturistiche – commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. C’è bisogno di norme che favoriscano lo sviluppo dei territori, il finanziamento di progetti enoturistici, nuove opportunità aperte dai PSR. Insomma, oggi più che mai il settore ha bisogno d’investimenti perché può creare tanta occupazione, come dimostrano anche i dati del libro bianco delle Città del Vino presentato durante il Trentennale dalla fondazione dell’Associazione, celebrato a Roma il 21 marzo”.

Fonte: Servizio Stampa Città del Vino

 

Vendemmia 2017 in Veneto, precoce ed inferiore al 2016

L’annata vitivinicola 2017 sarà senz’altro ricordata per la sua precocità, che risulta addirittura più marcata rispetto a quella record del 2007. Di conseguenza, stiamo andando incontro ad una vendemmia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media. Le varietà precoci (Chardonnay e Pinot) saranno infatti raccolte prima di Ferragosto, mentre subito a ruota seguiranno le altre uve. Quantità: non sarà comunque un’annata abbondante a causa della minor fertilità delle gemme, senz’altro inferiore rispetto allo scorso anno.

Sotto il profilo sanitario, ad oggi, il vigneto veneto risulta sanissimo, i problemi casomai potrebbero arrivare dalla siccità che perdura da troppo tempo. Se entro una decina di giorni non dovesse risolversi questa grave situazione di carenza idrica, l’attuale “buono stato” del vigneto veneto rischia di peggiorare. Nessun problema invece per le aziende dotate di sistemi di irrigazione artificiale che già parlano di possibile ottima vendemmia. Ecco, in estrema sintesi, le prime indicazioni sull’annata vitivinicola e la prossima vendemmia nel Veneto emerse nel corso del primo focus dello “storico” Trittico Vitivinicolo Veneto promosso da Veneto Agricoltura, Regione, ARPAV, CREA-VIT e tenutosi lo scorso 21 giugno a Conegliano presso il CIRVE dell’Università di Padova.

Gelate e fattore “siccità”. Quest’ultimo è stato marcato da Francesco Rech, del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, che ha analizzato l’andamento meteo di questo primo semestre dell’anno. Con l’esclusione del mese di febbraio, gli altri cinque mesi sono risultati infatti tra i meno piovosi di sempre. Anche le temperature sono da record, registrando fasi molto calde a partire già da maggio. Va però ricordata la gelata del 19/20 aprile che ha colpito gran parte dell’Italia e quindi anche la nostra regione. Questa “due giorni” di freddo intenso è stata analizzata dal direttore di CREA-VA, Diego Tomasi, che ha spiegato nei dettagli le conseguenze per il vigneto. Va ricordato, infatti, che la gelata si è interposta tra il germogliamento precoce dovuto alle alte temperature di marzo e la fioritura rapidissima di maggio.

Fattore umano determinante. In sostanza, le viti hanno dovuto fare i conti con oscillazioni termiche importanti e una generale carenza idrica persistente. Ciononostante, i tecnici parlano di un’annata vitivinicola che non sta andando per niente male, anzi. Gran parte del merito spetta senz’altro ai tecnici che operano in vigneto, la cui professionalità ha raggiunto livelli altissimi, coadiuvati dai centri di ricerca preposti.

Il concetto moderno di agricoltura sposa la biodiversità. Altro tema molto importante e di grande attualità affrontato durante il focus di Conegliano ha riguardato le opportunità, alcune già utilizzabili e altre futuribili, destinate a migliorare la sostenibilità del vigneto. Michele Giannini di Veneto Agricoltura e Paolo Fontana di World Biodiversity Association hanno sottolineato l’importanza di mantenere, anche in vigneto, la fertilità del suolo. Il viticoltore, dunque, amico della biodiversità e della qualità dell’ambiente. Concetti che sempre più bisognerà tenere in grande considerazione e che esperienze quali la certificazione “Biodiversity Friend”, ricerca tutta italiana, dimostrano che è questa la strada da seguire. Un modello, quello elaborato dalla veronese World Biodiverity Association, che sta suscitando grande interesse in molti Paesi (Cina e Messico compresi), che evidentemente hanno capito quanto sia importante far andare a braccetto agricoltura e biodiversità. Studiare la complessità dei processi produttivi in grado di ridurre la perdita di biodiversità in agricoltura rappresenta oggi un passaggio obbligato.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Registro vitivinicolo on line, a pochi giorni dall’attivazione, solo il 35 per cento di aziende si sono registrate

viti valle dei Laghi (TN)

È stato definito dal ministero per le Politiche agricole “un passo importante verso la semplificazione e la razionalizzazione”, ma per i viticoltori il nuovo registro dematerializzato vitivinicolo, che impone alle aziende di annotare tutte le operazioni di cantina per via telematica attraverso il portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale), rappresenta una grande preoccupazione in vista della prossima vendemmia.

Il passaggio dai vecchi registri cartacei alle nuove procedure on line, che coinvolgerà circa 3.100 aziende vitivinicole in Veneto, non è infatti così semplice, come dimostra il fatto che, a pochi giorni dal termine del 30 giugno che prevede l’attivazione del registro ufficiale, solo il 35 per cento delle aziende lo ha attuato. E per chi non adempirà all’obbligo sono previste sanzioni che vanno dai 500 ai 15.000 euro. chiediamo

Necessarie proroga del periodo finestra e sospensione delle sanzioni fino a dicembre. Confagricoltura chiede perciò di ampliare il periodo di accompagnamento delle aziende verso il nuovo sistema fino al 10 dicembre, sospendendo l’applicazione delle sanzioni previste. “La nostra organizzazione ha accolto con favore la strada intrapresa dal ministero verso la semplificazione degli adempimenti – spiega Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto -, che ci porterà a ridurre le ore dell’aggravio burocratico che fino ad oggi gravava sulle aziende nel compilare la documentazione. Rileviamo tuttavia alcune difficoltà nel passaggio al nuovo sistema, che non è ancora completamente a regime e presenta software e compilazioni articolate che potrebbero portare a compiere errori. Un timore amplificato dalla concomitanza con la vendemmia, ormai vicina, che comporterà un sovraccarico di lavoro tra la campagna e la cantina, lasciando poco tempo al disbrigo delle pratiche burocratiche. Perciò chiediamo di far arrivare il periodo di accompagnamento al 10 dicembre, termine ultimo della dichiarazione della produzione vitivinicola, in modo da avere più tempo per prendere confidenza con i nuovi software e le procedure”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

23 giugno 2017, inizia da Venissa “Incontri in cantina”, la nuova inziativa Argav a carattere enologico realizzata in collaborazione con Arte&Vino

Da giugno a dicembre 2017 Argav, in collaborazione con l’associazione Arte&Vino, propone una nuova iniziativa legata al mondo enologico. Si tratta di “Incontri in cantina”, un modo informale e gustoso per avvicinarsi alla conoscenza del “nettare degli dei”. In tutto saranno 4 uscite a tema per 20/25 persone al massimo.

Prima uscita a Venezia e precisamente a Mazzorbo, per la visita alle ore 17 di Venissa. Focus dell’incontro sarà l’analisi sensoriale e la tecnica della degustazione, con la compilazione della scheda di valutazione. Relatore sarà Ottavio Venditto, mglior Sommelier Ais d’Italia 2014, costo di partecipazione per i soci Argav 10 euro a persona. Considerato che molti non hanno la “carta venezia”, c’è la possibilità di usufruire di un trasporto privato al costo di 15 euro a persona A/R con partenza da Altino (Quarto d’Altino) alle ore 16 (non sono ammessi ritardi) e rientro da Mazzorbo tra le 20.00 e le 21.00. Saranno inviati ai soli partecipanti le specifiche del posto ad Altino dove arrivare con l’auto. Le eventuali adesioni sono da inviare prima possibile alla segretaria Argav, Mirka Cameran (cell. 339-6184508, email: argav@fastwebnet.it), esplicitando se si intende di usufruire del trasporto da Altino.

Gli altri appuntamenti in programma ad “Incontri in cantina” sono: venerdì 22 settembre 2017, ore 17, Arquà Petrarca (PD), cantina Vignalta, argomento “Mineralità, sapidità e acidità. Quali le differenze? Come si riconoscono? Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?” venerdì 3 novembre 2017 ore 17 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), cantina Aldegheri, argomento “Struttura, Persistenza, Età Evolutiva. Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?”, relatore Marco Mitola – Sommelier di Arte&Vino; venerdì 15 dicembre 2017 ore 17 Crocetta del Montello (TV) cantina Villa Sandi, argomento “Abbinamento cibo – vino. Gli aspetti principali di riferimento”, relatore Ottavio Venditto, miglior Sommelier Ais d’Italia 2014.

Vendemmia 2017 anticipata di 10 giorni, se ne parla a Conegliano (TV) mercoledì 21 giugno 2017

Mercoledì 21 giugno 2017, a partire dalle ore 9:30, a Conegliano (TV), nell’aula magna dell’Università (via Dalmasso 1), si terrà “Vigneto veneto, andamento e previsioni produttive 2017”, il primo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto organizzato da Veneto AgricolturaEurope Direct, con Regione Veneto, CREA-VIT, ARPAV e la collaborazione del CIRVE-Università di Padova.

Primissime anticipazioni. Stante l’attuale andamento climatico caratterizzato da giornate di sole e alte temperature, la vendemmia 2017 si annuncia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media. La conferma nel Veneto arriva dalle varietà precoci (Chardonnay e Pinot) che in tempi record risultano già essere in fase di chiusura del grappolo. Per quanto riguarda i vigneti, quasi ovunque nel Veneto si presentano con abbondanti esuberi fogliari che necessitano di essere “controllati” con interventi di cimatura e legatura. La sanità delle uve, al momento, è ottima. Sono queste le primissime anticipazioni sulla prossima vendemmia, ottenute dai dati raccolti da una “rete” di operatori che fanno capo ad alcune Cantine e Consorzi delle diverse aree vitivinicole del Veneto ed elaborati dai promotori dell’evento.

Gelata ad aprile, inciderà nella produzione? Da alcuni anni i tre appuntamenti del Trittico Vitivinicolo Veneto (in programma a giugno, agosto e dicembre) rappresentano importanti momenti di confronto per fotografare e analizzare il settore nelle fasi cruciali dell’annata vitivinicola. Con questa triplice iniziativa si punta infatti a tenere monitorato il vigneto veneto dalle fasi iniziali dello sviluppo vegetativo del frutto (incontro di giugno), all’avvio della raccolta dell’uva (agosto), fino al consuntivo della vendemmia (dicembre). In occasione dell’incontro del 21 giugno a Conegliano, sarà fatto il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario del vigneto veneto a inizio estate, anche in rapporto all’andamento meteo del primo semestre, caratterizzato quest’anno da una forte gelata registrata nel mese di aprile, i cui danni al momento non sono ancora quantificabili data la diversa reazione varietale. Ad oggi appare però evidente che alcune varietà, come per esempio il Merlot, hanno recuperato meglio rispetto ad altre, ad esempio il Teroldego. L’appuntamento sarà anche l’occasione per approfondire altre importanti tematiche quali le opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto.

Programma. Ore 9,30, Saluti, Vasco Boatto, direttore CIRVE-Università di Padova, Alberto Negro, direttore Veneto Agricoltura, Giuseppe Pan, assessore Agricoltura della Regione del Veneto. Ore 10.00. Andamento meteo nel 1° semestre 2017 nel Veneto, Francesco Rech, ARPAV – Servizio Meteorologico di Teolo (Pd). Ore 10.20. Stato vegetativo del vigneto veneto e primissime indicazioni produttive, Nicola Belfiore, CREA-VIT. Ore 10.50 Danni da gelo sulla vite: soglie termiche ed effetti sui tessuti, Diego Tomasi, direttore CREA-VIT. Ore 11.20 Opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto, Michele Giannini, Veneto Agricoltura, Paolo Fontana, World Biodiversity Association. Ore 11.50 Dibattito, coordina Renzo Michieletto, Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa – Europe Direct Veneto, consigliere Argav.

Iscrizione. Per una migliore organizzazione dell’evento, a partecipazione gratuita, è richiesta la pre-adesione on-line Info: Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto: europedirect@venetoagricoltura.org; tel. 049.8293716.

Nato Bubble’s Italia Magazine, periodico dedicato alle bollicine italiane

E’ stato tenuto a battesimo a Vinitaly 2017 Bubble’s Italia Magazine, nuovo magazine patinato edito dal toscano Andrea Zanfi, e dedicato alle bollicine italiane. Direttore editoriale è Giampietro Comolli, noto winemaker e winebubbler italiano.

Una scommessa editoriale controcorrente. “In epoca di grande sviluppo digitale è una scelta controcorrente, voluta ricercata e motivata, saranno 3 uscite all’anno, con due selezioni delle 100 migliori etichette come consiglio, il meglio del meglio“, racconta Andrea Zanfi.  Aggiunge Comolli: “Le bollicine sono un patrimonio del made in Italy che hanno bisogno di un palcoscenico di alto livello per competere e per emergere nella globalità: finalità e obiettivo concreto e reale del magazine, non in vendita in edicola e libreria, è quello di portare nelle case di 10.000 consumatori di eccellenze nuove proposte di consumo“.

Fonte: Servizio stampa Bubble’s Italia Magazine