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Incontro Argav in collaborazione con Arte&Vino nelle cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr)

i soci Argav nella cantina Aldegheri

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Dopo Venissa (isola di Mazzorbo, Venezia, 23 giugno) e Vignalta (Arquà Petrarca in provincia di Padova, 22 settembre), si è svolto venerdì 3 novembre 2017 nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr) il terzo di quattro “Incontri in cantina” organizzati da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per avvicinarsi alla conoscenza del vino e formare, sul tema, gli operatori dell’informazione e della comunicazione.

Un momento della lezione

Il relatore Marco Mitola, ingegnere e sommelier di Arte&Vino presente con la presidente Carmen Terranegra, ha parlato di struttura, persistenza, età evolutiva e su come questi fattori finiscano per determinare le peculiarità di un vino ed il suo spettro di abbinamento col cibo.

L’azienda vitivinicola. E’ stata l’occasione per conoscere una della realtà storiche del settore vitivinicolo della Valpolicella ospiti di Paolo Aldegheri, uno dei fratelli alla guida della maison che ha evidenziato come “il carattere familiare dell’Azienda Aldegheri e la perfetta coordinazione tra tecnologia e amore per la natura e i suoi frutti ci hanno permesso di raggiungere nel corso degli anni un alto livello qualitativo frutto di una particolare attenzione ai vigneti, una rigorosa e attenta selezione delle uve e un costante perfezionamento delle tecnologie di vinificazione”. Parliamo di una realtà da ottocentomila bottiglie all’anno in buona parte Valpolicella (in tutte le declinazioni) e Lugana. Non si usa silicone nei tappi, solo sughero. In piena Valpolicella, quattro valli scavate negli anni dai torrenti provenienti dagli antichi ghiacciai della Lessinia, con un microclima in grado di temperare l’aria montana con le brezze del lago di Garda, gli Aldigheri vinificano uve coltivare su 42 ettari, in parte di proprietà in parte in conferite da viticoltori storici. “Per la maggior parte – sottolinea Aldegheri – si tratta di vigneti di collina, rivolti a sud-est che vanno ad impreziosire alcuni dei suggestivi paesaggi della Valpolicella. Come quelli situati ai piedi della contrada di S.Giorgio, famosa per la sua pieve romanica, dai quali si ottiene il prestigioso Amarone, o quelli della Grola, dove fin dai tempi dei Romani si praticava la tecnica dell’appassimento delle uve lì coltivate, ora indiscusse protagoniste del migliore Recioto”. I principali uvaggi utilizzati per produrre i vini Aldegheri sono Corvina, Rondinella, Molinara, le tre uve base di tutti i vini tipici della Valpolicella; fondamentali sono inoltre apporti di Cabernet, Merlot, Garganega, Pinot e Dindarella, il vitigno autoctono per eccellenza. Spaziamo dal Valpolicella Classico al Valpolicella Classico Superiore I Lastari, nome che fa riferimento ai vigneti sorti dove, un tempo, i cavatori di pietre estraevano le lastre di marmo utilizzate per realizzare muri e tetti delle vecchie case. Infine, il Valpolicella Superiore Ripasso Santambrogio, ottenuto rifermentando il Valpolicella Classico sulle vinacce del Recioto e dell’Amarone. Tra gli altri rossi si arriva ai più prestigiosi Recioto e Amarone che richiedono entrambi un lungo periodo di preparazione che comincia con la fase di appassimento dell’uva. “I migliori grappoli vengono selezionati manualmente e posti ad appassire in parte su graticci e in parte in moderni plateau in attesa della pigiatura, che da noi si effettua mediamente nei primi giorni di febbraio”. Tra i vini bianchi Aldegheri, oltre al più noto Passito troviamo il Custoza Zaleo e Zerbara, il Lugana Le Querce e il Soave Mondello dell’azienda.

I vini in degustazione. Tralasciamo la qualità eccelsa riscontrata dell’Amarone della Valpolicella Riserva 2007 e del Recioto della Valpolicella Classico 2015 Docg per soffermarci su uve e vini meno noti propostici da Aldegheri in degustazione. Sengia Rossa 2014: uvaggio di corvina, merlot, rondinella ed altri vitigni autoctoni a completare, vendemmiati manualmente a metà ottobre con leggera surmaturazione e tutti situati in alta collina e con vent’anni di età media. Fa diciotto mesi in botti di rovere affinando profumi complessi di sottobosco. Corpo pieno e robusto. Armonico. Alcol 14,5%, residuo zuccherino 7 grammi/litro, estratto netto 29,80. Dodicimila le bottiglie prodotte. Si abbina con formaggi stravecchi e carni rosse.

Dindarella 2011 è il nome di uno dei vitigni storici della valpolicella, caratterizzato da una produzione alterna e piuttosto contenuta. Uvaggio di Dindarella in purezza, dopo l’appassimento ne deriva un vino rosso rubino carico, che dopo qualche anno di invecchiamento si presenta con un bouquet di profumi di frutta cotta, spezie con pepe verde e nero, zenzero, sottobosco e macchia mediterranea. Persistente, di corpo, armonico ed equilibrato. Vigneti sono situati tutti a nord-ovest di Verona, sulle colline della zona storica della Valpolicella, ad un’altitudine che va dai 150 ai 300 metri con età media di 30 anni. Tutto a pergoletta veronese, con oltre 2.000 viti/ettaro. Si vendemmiano i grappoli raccolti a mano fra la metà e la fine di settembre e dopo una sosta di qualche mese nei plateau la vinificazione tra fine novembre e fine dicembre. Macerazione per oltre 40 giorni con due rimontaggi settimanali. Verso maggio-giugno si trasferisce per l’invecchiamento in botti di legno di piccola capacità. Esalta il piacere di carne alla brace, selvaggina e dei formaggi stravecchi e piccanti. Titolo Alcolometrico 13,25%. Zuccheri residui 8 grammi/litro. Estratto netto 28,5. N. bottiglie prodotte 2.500.

Custoza Le Rune, ottenuto dalle uve della parte sud est del lago di garda, ha colore giallo paglierino ed un profumo leggermente aromatico, balsamico, fruttato e floreale. L’uvaggio elenca trebbiano toscano, garganega, fernanda, cortese, malvasia, riesling italico, pinot bianco, chardonnay a completare. I vigneti sono situati a sud-est dell’anfiteatro morenico del lago di garda e l’età media dei vigneti è di circa 30 anni. Impianto a guyot con circa 5.000 viti/ettaro e pergoletta veronese per 3500 viti/ettaro. La vendemmia avviene in due momenti: fine agosto e dopo metà settembre, a seconda della varietà. L’uva è raccolta manualmente a completa maturazione e deposta in casse. Subito vinificate dopo la pigiatura a rulli, si effettua la macerazione pellicolare a freddo, che favorisce l’estrazione dei profumi tipici varietali. Il mosto così ottenuto viene sottoposto a fermentazione termocontrollata (circa 16°). Segue la sosta in acciaio. Si segnala per antipasti, pesce e primi piatti in genere.

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19 novembre 2017, all’Abbazia di Praglia di Teolo (Pd), i vignaioli di Langa presentano la loro idea di viticoltura, tra tradizione e innovazione

Domenica 19 novembre 2017 l’Associazione Arte&Vino, con cui Argav collabora nell’organizzazione di eventi legati alla conoscenza del mondo del vino, propone nel centro congressi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd) la seconda edizione della manifestazione I Giganti di Langa.

Un lungo banco d’assaggio
. Dalle ore 11.30 alle ore 19.30 si potranno degustare le migliori produzioni di Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Barbera, Roero assieme a rappresentativi vini bianchi del territorio: dalle grandi firme di riferimento a interessanti produttori emergenti (ingresso inter0 18 euro, ridotto 15 euro per i soci Ais, Fis, Fisar e Onav, ridotto speciale soci Arte&Vino e Ferpi 13 euro).

Incontro di inaugurazione ad ingresso libero. Il vino è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. E’ un prodotto della terra e del territorio che sapienti mani trasformano in un’esperienza unica per chi lo assaggia. Quanto è importante “il vestito” che indossa per diventare esperienza? Quanto influiscono territorio e comunicazione sul valore percepito di un vino? Se ne parlerà al convegno che aprirà la manifestazione alle ore 11.00, dal titolo “Il successo di un vino: questione di qualità, di territorio o di comunicazione?“, realizzato in collaborazione con Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana). Intervengono: Jole Dellapiana, Azienda Vitivinicola Rizzi, Treiso (CN), Irene Graziotto, comunicatrice specializzata nel settore vino, Nadia Pasqual, esperta di relazioni pubbliche, socia FERPI, Michele Rematelli, direttore creativo Tessari Associati, Franco Zanovello, viticoltore, presidente Strada del vino dei Colli Euganei, conduce Mariapaola La Caria, esperta di relazioni pubbliche, socia FERPI.

Workshop con degustazioni e…caccia al tartufo! Alle ore 12, seguirà il workshop “Il Barbaresco: orizzontale annata 2014” a cura di Ottavio Venditto, miglior Sommelier d’Italia Ais 2014 (biglietto su prenotazione). Alle ore 15.00, si terrà un’emozionante momento all’aria aperta, la caccia simulata al tartufo (solo su prenotazione e a numero chiuso). Accompagnati dal presidente Trifulau Colline di Langa Piercarlo Vacchina e da abilissimi cani ricercatori di tartufo, si vivrà all’interno dello storico e suggestivo giardino dell’Abbazia di Praglia l’esperienza della caccia simulata al pregiato fungo (contributo 5 euro). Alle ore 16.30, si terrà la Master Class “I crus di Barolo” presieduta dal Maestro Sommelier Roberto Gardini, docente ALMA (biglietto su prenotazione). Maggiori info: Associazione Arte&Vino, segreteria.artevino@gmail.com 392/755.92.06 391/346.51.87 e

Fonte: Associazione Arte&Vino

 

 

3 novembre 2017, nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella il terzo incontro Argav-Arte&Vino di approccio al mondo enologico

Dopo Venissa (isola di Mazzorbo, Venezia, 23 giugno) e Vignalta (Arquà Petrarca in provincia di Padova, 22 settembre), venerdì 3 novembre 2017 è previsto il terzo “Incontro in cantina” organizzato da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per avvicinarsi alla conoscenza del vino.
Tema dell’incontro, tenuto da Marco Mitola, sommelier di Arte&Vino, sarà “Struttura, Persistenza, Età Evolutiva. Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?” e si svolgerà a partire dalle ore 17 nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr).

Più Prosecco per tutti: accolta la richiesta del Consorzio alla Regione, incrementata di 1200 ettari la superficie dei vigneti di glera in Veneto e Friuli

La Regione Veneto ha accolto la richiesta del Consorzio di tutela del Prosecco Doc di incrementare di 1200 ettari la superficie dei vigneti destinati a produrre le ‘bollicine’ a denominazione d’origine controllata.

Incremento graduale. La decisione di estendere la superficie iscritta nello Schedario viticolo interessa l’intero areale della superficie vocata a Prosecco ed è ripartita in modo proporzionale tra il Veneto (978 ettari) e il Friuli Venezia Giulia (222 ettari). L’incremento, concordato con le associazioni dei produttori, sarà graduale e sposterà, nel 2019, a 24.450 ettari il limite complessivo delle superfici del vigneto a glera.

Le regole di concessione degli ampliamenti sono state stabilite dalla Regione. Verranno ammesse all’assegnazione di ulteriori appezzamenti, nella misura massima di 3 ettari per azienda, le aziende agricole esistenti da almeno due anni o costituite da giovani imprenditori (under 40), che abbiano già impiantato la Glera o che procedano a sovrainnesti, estirpi o reimpianti nell’area della Doc. Nelle nuove assegnazioni verranno riconosciuti criteri di priorità alle aziende che adottano metodi di coltura biologici o che aderiscono al Sistema qualità nazionale di produzione integrata, o che mantengono accanto ai vigneti anche alberature e siepi in una misura non inferiore al 5 per cento della superficie oggetto di ampliamento”.

Regione: “Favoriti i giovani viticoltori e le piccole imprese”. “Abbiamo accolto la domanda del Consorzio  sposandone la politica di aumento controllato, con l’attenzione a favorire in particolare le micro imprese e la permanenza dei giovani in agricoltura. I criteri di punteggio nel bando per l’assegnazione delle superfici incrementali avvantaggeranno chi non ha grandi superfici sulle quali espandere i vigneti glera e cerca di farli certificare come Doc. In questo modo consentiremo ai giovani viticoltori e alle imprese che stanno ancora crescendo di rafforzarsi sul mercato, senza mettere a rischio i delicati equilibri di mercato che regolano l’economia della produzione Doc del vino più conosciuto e venduto al mondo”, spiega l’assessore veneto all’Agricoltura Pan.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

1 ottobre 2017, degustazioni, visite guidate e abbinamenti insoliti per la quattordicesima edizione di Grapperie Aperte dell’Istituto Nazionale Grappa

I tempi e la frutta sono maturi per la quattordicesima edizione di Grapperie Aperte, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa che, domenica 1 ottobre, manda in scena una giornata all’insegna delle degustazioni, delle visite guidate e degli abbinamenti con prodotti tipici del territorio ma soprattutto con la frutta, tema conduttore 2017.

Quattro le distillerie venete aperte. Sono 17 le distillerie che hanno risposto all’appello dell’Istituto Nazionale Grappa, appartenenti a sei regioni italiane: Valle d’Aosta, Lombardia, Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. A rappresentare il Veneto in particolare saranno una distilleria trevigiana, Roberto Castagner Acquaviti di Visnà di Vazzola (TV) e tre vicentine ovvero Distilleria F.lli Brunello di Montegalda, Distilleria Li.Di.A. di Villaga e Poli Distillerie di Schiavon.

Partiamo da Visnà di Vazzola (TV) con Roberto Castagner Acquaviti (via Bosco 43, tel 0438 793111) che dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 propone visita guidata agli impianti di distillazione con degustazione finale di distillati di produzione propria e cocktail; spostiamoci poi nel vicentino per curiosare tra i programmi della Distilleria F.lli Brunello a Montegalda (via G.Roi 91, tel 0444 737253), che dalle 10 alle 19 apre gli impianti di produzione per gli appassionati e i curiosi interessati a conoscere l’intero ciclo di come nasce la grappa con assaggio finale di distillati in abbinamento a prodotti tipici del territorio – della Distilleria Li.Di.A. a Villaga (Strada Provinciale Berico Euganea, 30, tel. 0444-885074) che partecipa alla giornata aprendo le porte dalle 10 alle 18 per visite guidate alla distilleria con possibilità di assistere alle varie fasi della lavorazione e la degustazione di grappe in abbinamento con frutta e prodotti locali, prima di concludere il giro a Schiavon dove la Distilleria Poli (via Marconi 46 tel. 0444 -665007) punta sull’emozione riproponendo insieme alla degustazione di grappe e liquori i luoghi, gli aneddoti e i backstage della fiction “Di padre in figlia” girata in larga parte proprio all’interno dei locali della distilleria.
Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

Export vino veneto, fatturato record nel 2016

Nel 2016 le vendite di vino veneto oltre confine sono cresciute del 9,1% (in valore) rispetto al 2015 arrivando, dopo sette anni di crescita continua, ad un fatturato record di due miliardi di euro. Anche i quantitativi commercializzati oltre confine sono risultati in aumento (+8,6% annuo, 696 milioni/kg/vino). Queste le stime che gli esperti di Veneto Agricoltura hanno tratto dall’analisi dei dati ISTAT sul commercio estero.

Riposizionamento verso l’alto dei prezzi dei vini fermi. Se nell’ultimo quinquennio i quantitativi prodotti si sono assestati intorno ai 6-7 mio/hl, in decisa crescita risultano il prezzo medio di vendita (+19,2%, 2,87 €/kg) e, conseguentemente, il fatturato totale (+38,6%). Nel complesso però, nonostante la forte ascesa del comparto dei vini spumante (grazie al Prosecco), le transazioni internazionali per i vini imbottigliati veneti si mantengono stabili in termini di quantità. Infatti, continua l’analisi di veneto Agricoltura, le vendite all’estero dei vini fermi in bottiglia registrano un calo dei quantitativi del -1,4% rispetto al 2015 e solo un rincaro dei prezzi medi, passati da 3,05 a 3,13 euro/kg (+2,6%), ha permesso un lieve aumento del fatturato (+1,1%). Di fatto, rimanendo sostanzialmente stabili i quantitativi esportati nell’ultimo quinquennio (compresi tra 380 e 390 milioni di kg), a variare nel periodo sono il valore del fatturato ed il prezzo medio (+17%) del vino veneto, conseguenza della chiara volontà da parte dei produttori di riposizionare i vini fermi in bottiglia ad una scala di prezzo più elevata sui mercati internazionali.

Le esportazioni complessive del vino veneto raggiungono 151 destinazioni nel mondo, anche se il 94% di queste si concentra in soli 20 paesi; e il 56% nei soli Regno Unito, USA e Germania. La leadership degli acquisti dal Veneto, bollicine e non, dicono dall’Agenzia regionale, va ai britannici, con un incremento annuo a doppia cifra rispetto al 2015 (+17,7%), mentre i mercati degli Stati Uniti e della Germania continuano ad andare a velocità differenti, con il mercato teutonico che si presenta in piena fase di stagnazione (+0,6%). Nelle posizioni di rincalzo si registra una discreta crescita di Paesi Bassi, Austria, Francia, Polonia e Belgio, mentre calano solo le esportazione verso Norvegia (-5,7%) e Giappone (-9,5%).

Prosecco, un “mito” per il mercato anglosassone. Nel Regno Unito, dopo il sorpasso dell’anno scorso del Prosecco ai danni dello Champagne in termini di valore importato, le “bollicine nostrane” consolidano ulteriormente la loro quota (+32,3%), imponendosi sempre più come lo spumante preferito dai britannici. Ad avvalorare l’esistenza del fenomeno “Prosecco” veneto negli UK e USA, basta rilevare che le esportazioni di spumanti verso questi paesi hanno registrato un incremento pari a quattro volte tanto il valore di cinque anni fa per quanto riguarda il primo e quasi un raddoppio per il secondo. In generale il comparto dei vini spumante nel 2016, vede salire i quantitativi esportati sul 2015 del +17,9%, con un prezzo medio annuo in rialzo del +6,1% (3,74 euro/kg) che ha spinto verso l’alto il fatturato, cresciuto del +25,1%.

Per le “bollicine”, i prezzi invece vengono contenuti. La quota di mercato degli spumanti sul totale dei vini veneti è salita nell’ultimo anno dal 30% a quasi il 35%, erodendo 5 punti percentuali a scapito dei vini fermi in bottiglia, scesi dal 64 al 59%, mentre resta stabile la quota del vino sfuso, ferma al 6% del totale. Dal 2009, anno di introduzione delle denominazioni del Prosecco Doc e Docg, le esportazioni sono quasi triplicate sia in termini quantitativi che di valore, mentre il prezzo medio ha avuto un andamento alquanto altalenante ed è cresciuto solo dello +0,7%: tutto ciò sembra indicare l’intento, da parte dei produttori veneti di vini spumante, di attuare una strategia aggressiva di penetrazione dei mercati internazionali basata su una politica di contenimento dei prezzi.

Le destinazioni finali dei vini fermi in bottiglia vedono in prima posizione della classifica la Germania, che però nell’ultimo anno mostra una variazione negativa del fatturato (-2,1%). Crescono debolmente le esportazioni di vini in bottiglia verso USA (+0,5%) e Svizzera (+0,7%), mentre il Regno Unito presenta un calo del -2,8%. Per il primo trimestre 2017, l’analisi dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario evidenzia che, con un fatturato che sfiora i 470 mio/€, le esportazioni di vino del Veneto salgono del +7,9% sul 2016; andamento perfettamente in linea con quello nazionale, di cui rappresenta il 35,6% dell’intero fatturato italiano del settore.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europa

22 settembre 2017, il secondo “Incontro in cantina” organizzato da Argav e Arte&Vino è nel Padovano, nei colli Euganei, alla cantina Vignalta

Proseguono gli “Incontri in Cantina” di aggiornamento professionale legati al mondo enologico organizzati per i soci da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino. Dopo Venissa a Mazzorbo (VE), venerdì 22 settembre alle ore 17 si andrà nel Padovano, alla cantina Vignalta di Arquà Petrarca, nei colli Euganei. Relatore dell’incontro sarà Andrea Alpi del Seminario Veronelli, che parlerà di “Mineralità, sapidità e acidità. Quali le differenze? Come si riconoscono? Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?