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2-4 febbraio 2019, a Verona tutto pronto per Anteprima Amarone 2015

Posizionamento, internazionalizzazione e strategie di promozione del brand più iconico della Valpolicella. Sono i temi più caldi della “Red Week”, la settimana dedicata al “Grande Rosso” (29 gennaio – 4 febbraio) che culminerà con Anteprima Amarone (2-4 febbraio, Palazzo della Gran Guardia di Verona), la 16^ edizione dell’evento targato Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

Sotto i riflettori la promettente annata 2015 e non solo: storia, cultura e qualità, ma anche mercati, impatto economico, sostenibilità e formazione sono infatti al centro degli appuntamenti in programma a Verona già dal 29 gennaio, per un focus di filiera che coinvolgerà anche il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio (2 febbraio).

Ad anticipare il battesimo dell’annata 2015 sarà The Second Valpolicella Annual Conference (1 febbraio, Verona – Sala Maffeiana), il vertice socio-economico internazionale dedicato ai due focus “Amarone della Valpolicella come brand di lusso per conquistare i mercati” (ore 9.30) e al “Riconoscimento dei valori del Vino” (ore 11.30). Saranno invece il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e il ministro Gian Marco Centinaio ad aprire Anteprima Amarone 2015 in un confronto su “Brand, valore, export e turismo: Il poker per l’Italia nel calice” (2 febbraio, Verona – Palazzo della Gran Guardia, ore 11.00. Giornata riservata alla stampa). A seguire, spazio anche alle contaminazioni con “Red Passion e Sorsi di Cultura”, la sessione che vedrà protagonisti Giordano Bruno Guerri, storico, accademico e saggista e la giornalista cinematografica e scrittrice, Laura Delli Colli.

Apertura al pubblico e agli operatori del settore. Le degustazioni di Anteprima Amarone apriranno le porte al pubblico domenica 3 febbraio (dalle 10 alle 19, ingresso a pagamento), mentre il giorno successivo sarà riservato agli operatori di settore (dalle 10 alle 17). Info e prevendita biglietti Anteprima Amarone www.consorziovalpolicella.it

Sono invece dedicati alla formazione i primi giorni della “Red Week” di Anteprima Amarone: dal 29 al 31 gennaio 24 candidati da tutto il mondo, alcuni dei quali in corsa per il titolo di Master of Wine, parteciperanno al Valpolicella Education Program (VEP), il corso di alta formazione sulla viticoltura, i vini e il territorio promosso dal Consorzio. Al termine delle lezioni, i candidati sosterranno un esame per diventare Valpolicella Wine Specialists (VWS), il titolo che darà loro la possibilità di essere inseriti nel network globale di divulgatori della Valpolicella riconosciuti ufficialmente dal Consorzio.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Tutela Vini Valpolicella

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Viticoltura in Veneto, vendemmia 2018 da record, superficie vitata a bio inferiore alla media nazionale

Lonigo, tavolo dei relatori, prima da dx il consigliere Argav Renzo Michieletto

Il vigneto veneto ha prodotto nel 2018 ben 16.409.000 quintali di uva, pari ad uno stratosferico +48,87% rispetto al 2017; va però ricordato che quest’ultima era stata un’annata scarsa e che in questo dato è compresa una quota dell’8,45% di nuovi impianti entrati in produzione proprio nel 2018. Si tratta comunque di una super produzione, già annunciata nelle scorse settimane, che ieri a Lonigo (Vi, c/o Cantine Collis), in occasione del tradizionale focus, moderato dal consigliere Argav Renzo Michieletto, dedicato al consuntivo della vendemmia organizzato da Regione e Veneto Agricoltura con Avepa, ha trovato conferma nei dettagli.

Individuare nuovi mercati. “Per far fronte ad annate così abbondanti Il settore vitivinicolo dovrà necessariamente rivedere la propria programmazione, che non significa certamente limitare i produttori bensì trovare nuovi strumenti a loro sostegno, a partire dall’individuazione di nuovi mercati di sbocco del prodotto”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Del resto, il vino ottenuto nel Veneto grazie all’ultima abbondante vendemmia è pari a 13.413.777 ettolitri, contro i 9,5 del 2017, gli oltre 10 del 2016 e i 9,8 del 2015. “Un’annata certamente non facile – ha ricordato il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro – che i nostri vignaioli hanno però saputo affrontare con grande professionalità, confermando il Veneto una delle più importanti locomotive viticole del mondo”.

In dettaglio. Nel 2018 la superficie vitata nel Veneto è stata di 94.414 ettari, cresciuta di un +8,27% rispetto al 2017 (+4,78% sul 2016 e +8,27% sul 2015), in gran parte dedicata ad uve DOC, DOCG e IGT. Il Prosecco (Glera) ovviamente fa la parte del leone con una produzione di 4.696.000 di quintali (+37,4% rispetto al 2017), seguito dal Pinot Grigio “Delle Venezie” (oltre 1,7 mln di q; +28,9%), dal Conegliano-Valdobbiadene (1,278, +31,0%), quarto il Valpolicella (0,971; +4.9%), poi Soave (0,591; -12,8%), Bardolino (0,310; +32,1%), Garda (297; +22,2%), ecc.

Il vigneto veneto presenta due importanti macrosistemi: il “Sistema Prosecco”, con il Prosecco, Conegliano-Valdobbiadene e l’Asolo Prosecco, che nel 2018 ha superato i 6 milioni di quintali di uva; e il “Sistema Verona”, con il Valpolicella, Soave, Bardolino, Bianco di Custoza e Garda, che ha toccato i 2,32 milioni di quintali di uva. Insieme i due sistemi hanno prodotto ben 8,48 milioni di quintali di uva, ovvero la metà della produzione 2018. Il ragionamento cambia poco se ci si riferisce ai volumi imbottigliati. Relativamente ai vini DOCG, ai primi tre posti troviamo il Conegliano-Valdobbiadene (679.827 hl; – 0,79%), l’Amarone (103.079 hl; -7,72%) e l’Asolo (92.564 hl; +15,61%). Per quanto riguarda invece le DOC ai primi tre posti troviamo il Prosecco (3,48 milioni di hl; + 5,58%), il Soave (0,351; -12,51%) e il Valpolicella Ripasso (0,205; -1,02%).

Export vino. Nei primi 9 mesi dell’anno, ancora una volta il Veneto si posiziona al primo posto in Italia con un valore di 1,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2017) in un contesto nazionale che vale complessivamente 4,4 miliardi di euro (+3,4%). Ben lontane troviamo le regioni Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige. A Lonigo è stato presentato anche uno studio di Veneto Agricoltura sulle 19 Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto che ribadisce il loro importante ruolo per la valorizzazione/promozione del territorio. I tecnici dell’Agenzia regionale sottolineano che le Strade registrano oltre un milione di presenze all’anno, di cui l’80% estere o extra regione.

Sostenibilità in viticoltura. Pan ha reso merito ai grandi investimenti effettuati dai produttori, dalle cantine sociali e dai consorzi, nonché dalla Regione e dagli enti controllati, per il potenziamento e la qualificazione di un settore strategico del comparto primario, che vale il 35,5 per cento dell’export vinicolo nazionale. Ma, nel contempo, il titolare delle politiche agricole della Regione ha sollecitato il mondo dei produttori a porre al centro delle proprie attenzioni il tema della sostenibilità presente e futura del settore vitivinicolo. “La superficie vitata investita a biologico rappresenta il 5% del totale regionale (circa 4.500 ettari)il valore è in continua crescita, ma è tuttavia inferiore alla media nazionale (16%), anche se confrontabile con quello delle principali regioni del Nord. Quanto all’impiego di prodotti fitosanitari e a sistemi di coltura più sostenibili, la Regione Veneto finanzia con i fondi del Psr investimenti per sistemi e strumenti di meccanizzazione rispettosi dell’ambiente ed è impegnata a predisporre i disciplinari per la certificazione ministeriale integrata e a promuovere il sistema “Qualità Verificata”, nonché guarda con attenzione allo studio e alla sperimentazione di vitigni resistenti, cioè di colture che comportino una sensibile riduzione del numero di trattamenti annui e costituiscano una valida opportunità nei contesti sensibili, laddove è più forte l’interazione con l’uomo e l’abitato”. Tutti i dati sono disponibili al seguente link: http://www.veneto

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Veneto Agricoltura

Produzione vino in Veneto nel 2018, lunedì 14 gennaio a Lonigo i dati ufficiali

I dati definitivi della vendemmia 2018 in Veneto saranno presentati lunedì 14 gennaio (ore 9,30) a Lonigo (VI) nella cantina di Collis Group in occasione del tradizionale focus promosso in questo periodo da Regione Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa.

Produzione da record. I tecnici regionali, che stanno concludendo, proprio in queste ore, l’elaborazione dei dati suddivisi per area viticola e tipologia di uva sulla base delle dichiarazioni di produzione dei produttori, annunciano una produzione da record, ovvero superiore ai 16 milioni di quintali di uva, pari ad un +48%  rispetto alla vendemmia 2017 – ma va ricordato che quella era stata un’annata scarsa -, e comunque superiore del 20% rispetto alla vendemmia considerata “normale” del 2016. Quella del 2018 sarà dunque ricordata come una vendemmia straordinaria, sia per qualità che per quantità, a cui fanno eco anche i dati positivi sull’export, che sempre lunedì a Lonigo saranno presentati in maniera dettagliata per Paese di esportazione e tipologia di vino esportato.

Nei primi nove mesi del 2018 il comparto veneto del vino ha esportato il 3,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Oltre ai dati finali della vendemmia 2018 e dell’export di vino veneto, nel corso dei lavori di Lonigo è prevista la presentazione di uno studio realizzato da Veneto Agricoltura sulle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto (limitatamente all’area “vino”), importante strumento per promuovere il territorio regionale, il prodotto vino, le eccellenze agroalimentari regionali e le aziende, ovvero la sinergia tra enogastronomia e turismo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vino. Nel Vicentino sta nascendo la prima Doc Bio d’Europa

Massimo Dal Lago e Arianna Tessari dell’azienda Masari

A Maglio di Sopra, in provincia di Vicenza, sta per nascere il primo vino Doc Bio d’Europa. A realizzarlo è l’azienda vinicola Masari, condotta da due giovani viticoltori, Massimo Dal Lago e Arianna Tessari.

Una scelta difficile ma strategica. “Ho avuto modo di vedere di persona il vigneto in questione ed è davvero un esempio di scuola, ma anche di passione. Il progetto di questi due giovani, bravi e lungimiranti, si proietta in quello che dovrà essere il futuro dell’agricoltura. Mi auguro, e la Regione è e resta a disposizione di Massimo e Arianna con l’assistenza tecnica necessaria, che al più presto si possa arrivare anche all’approvazione governativa come biodistretto”, ha affermato in merito il presidente della regione Veneto Luca Zaia.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Per le uve dei vini varietali sarà obbligatoria l’origine in etichetta

L’ultimo testo del regolamento sull’etichettatura dei vini diffuso dalla Commissione Europea garantisce che anche per i vini ‘varietali’ (cioè prodotti da vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz) sarà obbligatorio indicare in etichetta l’origine delle uve.

Il testo, che sta per essere trasmesso dalla Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio, conterrà chiaramente l’obbligo di indicazione in etichetta non solo delle informazioni relative al luogo dove è avvenuta la trasformazione ma anche quelle del luogo di origine delle uve. Una specifica, come chiariscono dalla Commissione Europea “che si allinea con le regole già in vigore per altri prodotti alimentari”. Come per l’olio, insomma, sulle cui bottiglie si legge già oggi l’origine delle olive “Ue” o “extraUe” pur se la miscelazione e lavorazione avviene in Italia ed il prodotto viene venduto con forti richiami all’italianità.

Irrisolto il problema degli spumanti generici. I vini ‘varietali’ sono entrati nel mercato italiano nove anni fa sulla base del decreto ministeriale del 23 dicembre 2009 che recepiva il relativo regolamento europeo: la produzione di vini varietali da tavola viene da allora limitata dal Governo ai soli vitigni internazionali. Questi vini, che troviamo spesso sugli scaffali dei supermercati, non hanno solitamente nell’etichetta un’indicazione di origine territoriale, anche perché sono legati più alle caratteristiche dell’unico vitigno da cui sono prodotti piuttosto che a quelle di una ipotetica regione d’origine. Una situazione che resta ancora problematica per gli spumanti generici, cioè quelli non Doc o Igp: attualmente sull’etichetta viene indicato semplicemente il Paese dove avviene la spumantizzazione e non quello di provenienza delle uve.

Fonte: Garantitaly.it

14 gennaio 2019, a Lonigo (VI) tutti i numeri dell’annata viticola 2018

Lunedì 14 gennaio, alle ore 9:30, nella cantina Collis Group a Lonigo (VI) si terrà il terzo appuntamento del Trittico vitivinicolo veneto, come di consueto dedicato al consuntivo dell’ultima vendemmia e non solo.

In programma. In occasione dell’evento, vero e proprio incontro plenario del mondo vitivinicolo regionale, promosso da Veneto Agricoltura con Regione Veneto e Avepa, saranno forniti i dati consuntivi dell’ultima vendemmia in Veneto, presentati gli ultimi dati sull’export del vino veneto e fatto il punto sull’evoluzione e le prospettive future delle Strade del Vino nella nostra Regione.

Gennaio 2019, nel Padovano, i grandi terroir di Francia salgono in cattedra

A gennaio 2019 a Rubano (Pd), nel centro congressi del ristorante La Bulesca, i quattro moschettieri dell’enologia d’oltralpe saliranno in cattedra con un master di prim’ordine, organizzato dall’Associazione Arte & Vino, partner di Argav in occasione di alcuni seminari legati al vino svoltosi nei mesi scorsi. Da Bordeaux, culla della moderna civiltà del vino alla Loira, regione dalla multiforme ricchezza enologica caratterizzata da un enorme patchwork enografico e geografico; dall’Alsazia, regno dei vini bianchi, enclave dei vini tedeschi in territorio francese e tra le terre vitivinicole francesi più antiche alla Borgogna, tra abbazie, cantine storiche, villaggi medievali e canali fluviali, dove nascono le migliori interpretazioni al mondo di Pinot Noir per i rossi e Chardonnay per i bianchi.

Le date degli incontri, docenti d’eccezione. Il primo incontro sulla Borgogna si svolgerà lunedì 7 gennaio 2019 ore 20.45 e sarà guidato da Giampiero Pulcini. Il secondo incontro lunedì 14 gennaio 2019 ore 20.45 riguarderà Bordeaux e i suoi vini a cura di Samuel Cogliati. Il terzo appuntamento lunedì 21 gennaio ore 20.45 con Ciro Fontanesi si parlerà di Alsazia. L’ultimo evento lunedì 28 gennaio 2019 ore 20.45 sulla Loira guidati da Francesco Falcone. Ulteriori info: Associazione Arte & Vino

Fonte: Servizio stampa Associazione Arte & Vino