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Domenica 27 marzo 2022, ore 10:30, all’Abbazia di Praglia di Teolo (PD) seminario sulla sostenibilità del vino nell’ambito della manifestazione “I Giganti di Langa”, modera l’incontro il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Secondo la relazione di Francesca Ghirardi, (Ca’ Foscari Sostenibile): “Sostenibilità del vino significa produrre vino cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future e di ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente. La sostenibilità del vino viene anche definita “viticoltura integrata” perché mette insieme i migliori metodi dei diversi ambiti: lotta biologica e non, sistemi agronomici, ecologia della vigna, ecc… E’ un sistema in continua evoluzione che affonda le proprie radici nella tradizione e utilizza innumerevoli innovazioni. In questi ultimi anni i consumatori hanno mostrato sempre più interesse verso la “sostenibilità” dei prodotti, quindi la “sostenibilità” è diventato un tema di primaria importanza anche nel settore vitivinicolo a livello globale. Il primo progetto significativo nato con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità nel mondo del vino fu il “Pest Management Programme”, implementato in California nel 1992. I primi paesi che aderirono a importanti iniziative di sostenibilità furono gli Stati Uniti d’America con il “California Sustainable Winegrowing”, l’Australia con “Entwine” e la Nuova Zelanda con il “Sustainable Winerowing”. Questi paesi pionieri sono definiti come il “nuovo mondo del vino” e i loro programmi prevedono l’adesione a una serie di standard e codici volontari per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione vitivinicola. In Europa si possono trovare interessanti iniziative come quella franceseVignerons en Developpment Durable” e in Italia il “V.i.v.a-Sustainable Wine” un dettagliato Programma sviluppato dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare che è basato sull’utilizzo di quattro indicatori : Aria, Acqua, Vigneto e Territorio”.

Seminario a ingresso gratuito su prenotazione. Partendo da queste riflessioni, domenica 27 marzo 2022, alle ore 10:30, nell’Abbazia di Praglia di Teolo (PD), nell’ambito della 4^ manifestazione enologica “I Giganti di Langa“, si parlerà di sostenibilità ambientale in vigna, grazie al privilegiato racconto di alcuni vignerons e la condivisione delle loro personali visioni ed esperienze, nel seminario organizzato da Associazione Culturale Arte & Vino in collaborazione e con il patrocinio di Argav. I partecipanti al seminario, a ingresso libero su prenotazione al link https://bit.ly/3J30H63, oppure inviando una mail a segreteria.artevino@gmail.com,sono: Dom Stefano Visintin – Abate di Praglia, con un saluto di preludio, Gabriele Stringa – socio e partner presso Zai Urban Winery, Massimo Rivetti, titolare Az. Agricola Massimo Rivetti, Sergio Germano, titolare Az. Agricola Ettore Germano, Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità Azienda Agricola Cecchetto Giorgio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav. La giornata proseguirà con un ricco programma di appuntamenti di degustazione, ulteriori informazioni al  link : https://www.associazionearte-vino.it/seminario-la-sostenibilita-del-vino/

Nel 2021 balzo vendite italiano negli Usa, +18% . Ad OperaWine 2022, manifestazione-anteprima di Vinitaly (10-13 aprile), in degustazione i 130 migliori vini d’Italia per la rivista americana Wine Spectator

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Per “Wine Spectator”, la più diffusa rivista enoica americana, sono i 130 migliori vini d’Italia, testimoni della diversità e dell’autenticità del vino tricolore sul mercato americano e da oggi sono ufficialmente i protagonisti dell’11ª edizione di OperaWine 2022, la super degustazione in programma sabato 9 aprile alle ex Gallerie Mercatali e che, come da tradizione, fa da anteprima a Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). La lista dei 130 produttori portabandiera, selezionati in rappresentanza di tutte le regioni italiane dalla più importante rivista enoica degli States nonché la più influente al mondo, è stata presentata a New York nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, aperta anche agli operatori professionali statunitensi, al ristorante Gattopardo nell’ambito del roadshow di promozione e incoming per il 54° Salone internazionale dei vini e distillati.

Sul podio della classifica regionale, la Toscana guida la squadra enoica di OperaWine 2022 con 36 produttori, seguita da Piemonte (20) e Veneto (19). A dominare, nelle valutazioni di “Wine Spectator”, sono i rossi con 97 etichette in degustazione il 9 aprile a Verona. Tra queste primeggiano le denominazioni di Barolo (15), Brunello (13), Amarone e Chianti Classico entrambe a quota 9. Completano il super tasting dell’Italia enoica 22 vini bianchi, 9 sparkling e 2 vini dolci/passiti. Da Nord a Sud, sono nove le cantine new entry di OperaWine 2022, mentre sono 21 le ‘all timer’ ossia presenti dalla prima edizione del 2012. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Gli Stati Uniti sono sempre più mercato di riferimento per i Paesi produttori; la domanda Usa – come rileva l’Osservatorio Uiv-Vinitaly – nel 2021 ha azzerato il Covid con gli interessi grazie a un incremento delle importazioni complessive a valore del 26% sul 2020, ma anche del 14% rispetto all’anno pre-pandemico 2019. In questo contesto – prosegue Mantovani – l’Italia si conferma, assieme alla Francia, produttore di riferimento con quasi 1/3 del mercato di vini di importazione e un balzo a valore del 18%, a 2,26 miliardi di dollari. L’ampliamento della selezione di Wine Spectator a 130 vini è il segnale della costante crescita qualitativa del vino italiano su questa piazza strategica. Non è un caso – conclude il direttore generale di Veronafiere – se al prossimo Vinitaly, oltre alla fondamentale partnership con Wine Spectator per OperaWine, il focus inaugurale sarà dedicato al nostro primo mercato al mondo e al Canada, che saranno presenti alla quattro giorni b2b con un contingente straordinario di buyer, grazie anche alla collaborazione di Ice Agenzia”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere
 

Le Vigne Urbane, tra cui quelle di Venezia, protagoniste a Expo Dubai 2020

893a1605-1625059407 La Urban Vineyards Association (U.V.A.), l’associazione internazionale che a oggi riunisce 11 vigneti nati in città – ne fanno parte le vigne di Torino, Milano, Venezia, Siena, Catania, Palermo, Parigi, Lione, Avignone e New York – dal 28 febbraio al 3 marzo volerà negli Emirati Arabi e sarà fra i protagonisti di Dubai Expo 2020. All’interno del Padiglione Italia, nello spazio della Regione Piemonte, parteciperà alla più grande mostra espositiva mondiale per promuovere il vigneto urbano, un’eccellenza dal respiro tutto italiano, come modello di turismo e di sviluppo cittadino sostenibile.

Le azioni del progetto. La presenza all’Expo di Dubai ha come obiettivo quello di affacciarsi a una delle vetrine più importanti in fatto di innovazione e sviluppo, per promuovere la vigna urbana come esempio di rigenerazione delle città sia sul piano del turismo sia su quello della qualità della vita per i cittadini. Un unicum in grado di rivoluzionare le aree urbane e di diventare il simbolo di un modello di vita più sostenibile. Quattro le principali direttrici del progetto: diffondere una delle più preziose eccellenze enogastronomiche come il vino; sostenere una pianta con un ruolo centrale nell’aridocultura (o dry farming); dare vita a spazi di aggregazione verdi che ospitino piccole comunità in totale rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; sviluppare un asset turistico, dato dal mix fra sostenibile e smart, in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale.

Tematiche di estrema attualità che saranno il focus della conferenza U.V.A. in programma mercoledì 2 marzo alle ore 13.30 (orario italiano) presso il Padiglione Italia, in occasione del Piemonte Regional Day. L’evento, fruibile anche in diretta streaming al link https://youtu.be/hJGJWegKSng sarà l’occasione per presentare a un parterre di grande prestigio l’Associazione, i suoi soci e la filosofia alla base del progetto U.V.A., ma anche per promuovere il vigneto di città come spazio urbano di nuova generazione, efficiente e innovativo e come nuovo asset per un futuribile modello di turismo intelligente, sostenibile e inclusivo. La presenza di U.V.A. a Dubai punta pertanto ad allargare la platea di soci e investitori in tutto il mondo, attestando la forte impronta italiana in un contesto sempre più internazionale. U.V.A. sarà tra i protagonisti all’interno dello spazio dedicato alla Regione Piemonte che, fin da subito, ha accettato con entusiasmo di collaborare per il legame a doppio filo che la lega all’Associazione. Il cuore di UVA ha infatti iniziato a battere proprio nella regione sabauda, in occasione della manifestazione “Vendemmia a Torino” del 2019: fondatore e presidente è Luca Balbiano, produttore vitivinicolo della provincia di Torino che dal 2009 gestisce Vigna Villa della Regina, la vigna metropolitana del capoluogo piemontese da cui tutto è iniziato.

Le vigne urbane riunite nella Urban Vineyards Association sono: Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino, la vigna Clos Montmartre di Parigi, il Clos de Canuts a Lione, i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia (due nelle isole di San Michele e Sant’Elena in monasteri del XIII secolo e un altro all’isola delle Vignole), la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena, la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano, la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo, i filari di San Francesco della Vigna a Venezia (foto in alto), il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone, i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti  di Brooklyn a New York, la Etna Urban Winery di Catania . Fanno parte di U.V.A. Anche: Amici di Villa della regina, Coldiretti Piemonte, Benedetto Carella, Associazione Nazionale Città del Vino.

Fonte: Servizio stampa U.v.a.

Un progetto di viti-cultura e agri-cultura per Venezia capitale mondiale della cultura e della storia del vino e del vitigno Malvasia

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Nei giorni scorsi si è tenuto nella Biblioteca Internazionale La Vigna un incontro fra l’associazione AIKAL di Venezia e Veneto Agricoltura per istituire un gruppo di lavoro che faccia luce sull’antico legame fra la Repubblica di Venezia ed il vino denominato “malvagia o marvasiae”, che ha segnato per oltre 500 anni la vita e l’economia della Serenissima, diventando un grande vitigno diffuso in tutta Europa, oggi coltivato in 30 località sparse nel mondo, di cui 17 in Italia. A dare il benvenuto, il presidente del comitato scientifico della Biblioteca Internazionale La Vigna, Danilo Gasparini, e Giustino Mezzalira, vicepresidente della Biblioteca. Il gruppo di lavoro è composto, tra gli altri, da Ettore Bonalberti e Mario Guadalupi di AIKAL, Michele Giannini e Stefano Soligo di Conegliano Veneto Agricoltura, ha proposto di organizzare nell’autunno 2022 un seminario di carattere internazionale sulla Malvasia, sottolineando il valore agri-culturale dell’iniziativa. Senza la Serenissima, oggi il vitigno e il vino Malvasia non esisterebbero.

Venezia, è stato detto dai presenti all’unanimità, può assumere il titolo di simbolo-emblema per raccontare il mondo produttivo dei vini “malvasiae”. Ettore Bonalberti ha presentato il progetto diviso in tre momenti: il seminario aperto, uno sviluppo etnografico scientifico del vitigno e vino “Malvasia”, un evento fisso che coinvolga la produzione dell’intero bacino mediterraneo. E’ stato condiviso che il progetto, duraturo, abbia una formula scientifica e divulgativa insieme con la città di Venezia quale punto di riferimento in base alla storia. Si è accennato anche alle nuove figure dei viti-cultori del terzo millennio in considerazione dell’ attualità e delle diverse prospettive generazionali. Oggi in Veneto sono solo 73 gli ettari coltivati con viti di Malvasia, ha detto Stefano Soligo. Giampietro Comolli, ex produttore di Malvasia, presidente del centro analitico CevesUni e dell’osservatorio economico Ovse, membro del comitato scientifico di AIKAL, ha illustrato la provenienza del vino originario, l’identificazione scientifica dei diversi vitigni sparsi nel mondo e, la peculiarità nell’essere una delle cultivar che più si è adattata e mutata naturalmente nei millenni di coltivazione, portando con sé caratteri solidi della Vitis Vinifera che non vanno persi, proprio con la ricerca della resistenza.

Venezia e la Repubblica sono stati il baricentro della conoscenza e della diffusione del vino Malvasia nel mondo. Un vino di pregio a un costo molto superiore ad altri, talmente noto da dare nome a calli e alle esclusive botteghe “malvagie” veneziane. Un vitigno derivante dalla grande famiglia viticola dei “muskat”, riconosciuto ampelograficamente e denominato in diverse varietà solo agli inizi dell’Ottocento. Comolli ha lanciato l’idea di un premio “Venezia” dell’eno-concorso internazionale delle Malvasie e la realizzazione di una “Vigna Urbana”, identitaria come hanno già altre metropoli turistiche internazionali. La Regione Veneto, già attivata e fortemente interessata al progetto, potrebbe assumere  il ruolo strategico nazionale per un “nomen vitis” legato alla storia millenaria della Serenissima di tutela della Vitis Vinifera come patrimonio di tutti, di incentivazione della presenza proattiva agricola in aree difficili disagiate al servizio di tutta la collettività anche di fondovalle e di pianura, presidio proattivo verso cambi climatici e situazioni ambientali difficili, prendendo  spunto da un grande vino di Venezia diventato il nome di un vitigno che coinvolge 17 distretti nazionali in quasi tutte le regioni italiane… e nelle terre che furono parti importanti della Repubblica, come la  Croazia e la Slovenia.

Si prevede, quindi, un programma che vada oltre il seminario in un’ottica di tutela e di riconoscimento dell’ ”icona” ampelografica ed enologica che il vino, prima, il vitigno poi, ha avuto per millenni di storia vitivinicola dell’intero Mediterraneo. La Biblioteca La Vigna può essere partner fondamentale in quanto da 40 anni promuove studi, ricerche, convegni su temi di agricoltura, di cultura e civiltà della viticoltura, di alimentazione e gastronomia, oltre a possedere una delle biblioteche al mondo più ricche con oltre 60.000 volumi, classificati e consultabili da ricercatori, derivanti da fondi privati e pubblici. Svolge anche azioni di ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della viticoltura-viticultura italiana e non solo che, diversamente, rischierebbero  di scomparire. Interessante anche la visita, aperta per appuntamento, dell’antico palazzo Brusarosco che all’ultimo piano riserva il meraviglioso spazio di 600 mq disegnato come una opera d’arte intera dell’arch Carlo Scarpa. L’incontro si è concluso con un brindisi a base di tre tipologie di Malvasia, effervescente, tranquilla e passita.

Fonte: Gruppo di lavoro Malvasia-Marvasiae-Malvagia & Venezia capitale mondiale

28 gennaio 2022, incontro Argav-Wigwam dedicato alla comunicazione del vino

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Nel rispetto delle normative sanitarie, i soci Argav ritornano con il nuovo anno ad incontrarsi al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per parlare di “Il vino…non si puo’ non comunicare”. L’incontro, realizzato su proposta del consigliere Emanuele Cenghiaro, si svolgerà venerdì 28 gennaio prossimo alle ore 18:30.

Interventi. Nella serata si avvicenderanno: Alice Lupi, giornalista e sommelier, direttrice de IL Sommelier della Fisar (rivista vincitrice del premio Gourmand Award 2021 – sezione Magazine World of WInes) ed autrice dell’e-book “Il Cervello di Bacco”. Alessandro Lazzarin, fotografo professionista, già vincitore dei premi Wine Photo Festival e Scatti Divini del Toscana Foto Festival. Collabora con studi grafici ed agenzie marketing, sviluppando progetti sia nel mondo del vino che della ristorazione. Sandro Bottega, imprenditore, contitolare dell’omonima azienda vitivinicola, il cui prosecco è il prodotto “a bollicine” più venduto nei “traveller shop” e nei “duty free” di tutto il mondo dopo il celebre Moet Chandon.  E’ l’uomo, che ha “reinventato” la grappa ed è conosciuto per la ricerca anche estetica delle sue bottiglie. Patrizia Loiola, coordinatrice Guida Slow Wine per il Veneto e Carmen Terranegra, presidente associazione “Arte&Vino”. Al termine (ore 20.30), Vittorio Pierobon, giornalista, presenterà il suo libro “Ecosfide – 20 storie di scelte alternative nel rispetto della natura. Sarà, inoltre, ospite La Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (Treviso) per presentarci attività e prodotti, che avremo successivamente possibilità di degustare, abbinati a vini Bottega. Partecipazione su prenotazione con Green Pass

17-19 ottobre 2021, a Verona una speciale edizione di Vinitaly. E Coldiretti mette in mostra il vigneto d’Italia.

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Per la prima volta il Vinitaly (17-19 ottobre) apre in piena vendemmia con l’esposizione di tutti i grappoli d’Italia portati a Verona dalle diverse regioni nel salone “Vigneto Italia” creato dalla Coldiretti per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino made in Italy. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,30 di domenica 17 ottobre nella Casa Coldiretti di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), nel padiglione 4 stand D3 con il presidente nazionale Ettore Prandini.

Un viaggio fra i grappoli che permette di conoscere, vedere e toccare con mano le antiche varietà di uva che sono la fonte dei grandi bianchi, rosati e rossi nazionali, i colori, le caratteristiche e le consistenze, curate dal sapiente lavoro di generazioni di viticoltori che garantiscono quelle proprietà uniche ed irripetibili dalla vigna alla tavola. Nel giorno di apertura sarà presentato nello stand della Coldiretti lo studio con la top ten delle denominazioni che hanno avuto il maggior incremento dei consumi in Italia.

Nei tre giorni della fiera saranno organizzati dalla Coldiretti momenti dedicati ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilità ma anche degustazioni e curiosità con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate.  Le nuove tecnologie e la difesa delle produzioni italiane saranno al centro dell’incontro “Nuove frontiere della viticoltura e tutela del Made in Italy” in programma lunedì 18 ottobre alle ore 11 nella sala Argento del Palaexpo al piano -1, con la presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini, del Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, del governatore del Veneto Luca Zaia, del segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, Riccardo Velasco, direttore del Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia Crea, Mario Pezzotti, presidente della Società italiana di genetica agraria, Riccardo Cotarella, coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Attilio Scienza, professore dell’Università degli Studi di Milano,  Gabriella De Lorenzis, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali di Milano. Le prospettive dei mercati internazionali verranno, invece, trattate alle 14 sempre lunedì 18 ottobre nella sala Argento del Palaexpo al piano -1 nel convegno su “Il vino italiano alla prova della ripresa post Covid” (diretta streaming su www.coldiretti.it) con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, i produttori Francesco Ferreri, che è anche coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Giorgio Polegato (Astoria), Francesca Moretti (Terre Moretti) Gianmaria Cesari (Umberto Cesari), assieme a un esponente dell’Ice e a buyers internazionali.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

 

1- 3 ottobre 2021, a Montagnana (PD) si tiene la seconda edizione di “VINO nel Castello”

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Dopo il successo del Montagnana Wine Festival dello scorso luglio, dall’1 al 3 ottobre Montagnana (PD) torna ad ospitare “VINO nel Castello“,  versione “Diamante” del format dedicato alla degustazione e promozione dei prodotti vitivinicoli e dell’agroalimentare del territorio compreso tra le provincie di Padova, Verona e Vicenza, arricchita di nuovi contenuti. La tre giorni enogastronomica si svolgerà in uno degli angoli più affascinanti della città, ossia “Castel San Zeno”, allestito per l’occasione come una vetrina dei sapori.

Prodotti e produttori. Vini, certo, ma anche tutte quelle eccellenze nate dalla tradizione alimentare del territorio, riconosciute come espressione della grande biodiversità che caratterizza questa parte del Veneto e oggi vero vanto dell’enogastronomia regionale. I suoli vulcanici degli Euganei, dei Lessini e della Pedemontana Vicentina, e quelli calcarei dell’area Berica saranno rappresentati da più di 50 produttori vitivinicoli e da 11 consorzi vinicoli che concorreranno nel creare un unico grande racconto di questa terra fatto di profumi, gusti e sapori ai quali si accompagneranno, ovviamente, quelli dei cibi.

Aree Food. Ai piatti in degustazione saranno dedicate delle Aree Food con un’offerta che spazierà dalle cruditè di pesce, (in abbinamento alle bollicine e ai vini fermi Durello Monti Lessini, Soave, Arcole e Merlara) ai formaggi locali e alle pennette alla Montagnanese. Veri protagonisti di questa seconda edizione saranno i bolliti misti & pearà e le carni salade, proposte in collaborazione con cantina Battisti, ristorante di Vago di Lavagno (VR).

Degustazioni enologiche. Le degustazioni enologiche saranno coordinate da AIS – Associazione Italiana Sommelier Veneto, con la possibilità di accedere all’area “Wine Lounge” nel cuore di piazza Trieste. In questo spazio, ogni sera a partire dalle ore 18.30 con cadenza di mezz’ora, saranno proposte degustazioni guidate con protagonisti i vini delle province di Vicenza, Padova e Verona, presenti alla manifestazione. Un esperto sommelier accompagnerà nella degustazione i partecipanti, presentando le etichette in mescita attraverso le caratteristiche dei vini e dei territori di produzione. Il tutto acquistabile in prevendita o sul posto in base alla disponibilità (posti limitati). AIS Veneto omaggerà tutti i partecipanti con uno sconto sull’iscrizione ad uno dei corsi in partenza nel primo semestre 2022, così da ampliare le proprie conoscenze sull’affascinante mondo del vino.

Assaggi liberi e Montagnanese in fiera. Il resto degli assaggi sarà possibile farlo direttamente alle postazioni assegnate ai vari produttori coinvolti che, come nella prima edizione, troveranno posizionamento fronte a Castel San Zeno di piazza Trieste nel congiungersi nel cuore del centro storico, ove sarà presente “Montagnanese in fiera” – importante fiera agricola-campionaria giunta alla sua 20esima edizione.

I migliori gin artigianali del Veneto e del Trentino Alto Adige. All’Arena Martinelli Pertile, ai piedi della Torre di Ezzelino, troverà spazio un’area interamente dedicata alla degustazione dei migliori gin di produzione artigianale Veneti e del Trentino Alto Adige.

Sicurezza anti Covid e rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda le degustazioni, anche “VINO nel Castello” sostituisce i tradizionali coupon cartacei per affidarsi alla tecnologia di un bracciale elettronico che, oltre e contenere il credito per i vari assaggi, permetterà di ridurre significativamente le file, anche attraverso una prevendita partita il 14 settembre scorso, e di limitare i contatti in un’ottica di attenzione e rispetto alle disposizioni anti Covid permanenti. La sicurezza e l’attenzione saranno due imperativi della tre giorni, sensibilità rivolta anche all’ambiente tanto che anche in questa edizione le tradizionali sacche porta bicchiere – altrove realizzate in tnt/plastica – saranno in fibra di cellulosa certificata Fsc, prodotte da un’azienda montagnanese, e tutti i rifiuti prodotti saranno compostabili.

Presentazioni e convegni, ospite d’eccezione: Federico Quaranta di Radici su Rai 1. Il vino sarà anche argomento di presentazioni e dibattiti. Due gli appuntamenti da segnare in calendario: sabato 02 ottobre alle ore 18:30 con la presentazione de “Il DURELLO dei MONTI LESSINI – identità e carattere di un autentico autoctono”, un’affascinante opera editoriale ricca di storia e cultura dedicata ad uno dei vini immagine del Veneto, e domenica 03 ottobre alle ore 18:00 con l’appuntamento dedicato a “VITIGNI DAL PASSATO PER I VINI DEL FUTURO”: incontro/degustazione presentato dal volto noto di Federico Quaranta – conduttore della bellissima trasmissione di Rai1, Radici, e Decanter su Radio2 – insieme al direttore del magazine Con i piedi per terra Mauro Gambin e il giornalista enogastronomo e “viaggiatore” Renato Malaman, che avrà per protagonisti gli enologi Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, da anni impegnati nella ricerca di antichi vitigni che possono diventare la risposta al cambiamento climatico.

Arte, musica e cultura. Non mancherà l’arte, con le mostre degli artisti montagnanesi: Carmen Cassighi; Matteo Dal Santo; Franco Trevisan, non mancherà la musica, soprattutto con le selezioni di brani degli anni ‘70, e di certo non potrà mancare la visita alle bellezze della città, con agli accessi gratuiti al Mastio di Ezzelino curati dall’Associazione Culturale Murabilia Affascinaturismo. “L’edizione di quest’anno – spiega Alberto Bernardi, presidente dell’Associazione Montagnana 365, ideatore del progetto e vero motore di tutte le relazioni e i rapporti utili necessari per portare a Montagnana ogni espressione dei sapori del territorio – rappresenta la rinnovata sfida di fare qualcosa di veramente importante per la nostra città e per i nostri territori. Dall’1 al 3 ottobre si concretizzeranno mesi di lavoro quotidiano trascorsi nel creare contatti, sinergie, sane relazioni, proposte di valorizzazione della cultura nella quale siamo immersi. Fieri del rapporto con le tante realtà produttive locali che hanno rinnovato la partecipazione alla nostra iniziativa e che quindi credono nel nostro modo di promuovere anche il loro lavoro”. Il resto del festival sarà portato dai volti dei quanti parteciperanno, perché il risultato finale dovrà essere una foto, un’immagine complessiva di questa terra compresa tra le provincie di Padova, Verona, Vicenza perché, come recita il payoff di quest’anno, il VINO nel Castello sarà “Sapori, profumi, voci e volti del territorio”.

Fonte: Servizio stampa “VINO nel Castello”

Previsioni vendemmia 2021: buona e in calo

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“Per la vendemmia 2021 la parola chiave resta ‘qualità’. In Veneto grazie all’impegno e alla passione dei nostri produttori anche quest’anno potremmo offrire un prodotto di alto livello, specie per alcuni vitigni, come il Glera, e quelli a bacca rossa”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, intervenendo ieri mattina alla 47^ edizione del focus sulle previsioni vendemmiali, storico evento promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav e Crea-VE che, come ogni anno, rappresenta per il mondo vitivinicolo non solo veneto un importante momento di approfondimento e confronto alla vigilia della vendemmia. “Dopo un avvio difficile – ha continuato Caner – soprattutto a causa delle avverse condizioni climatiche, il caldo dell’estate ha favorito la viticoltura e dunque la produzione enologica oggi sempre più orientata ai principi di qualità e sostenibilità. Un valore quest’ultimo, fortemente condiviso con i Consorzi DOC e DOCG, che si realizza attraverso pratiche fitosanitarie che fanno scuola anche nel resto d’Italia. Penso alle produzioni biologiche che hanno avuto un incremento significativo nelle zone storiche, come la Valpolicella, e alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), alla quale da tempo lavora il Consorzio del Prosecco Doc, maggiormente diffusa nell’area del Veneto centro orientale, primo passo verso la certificazione di sostenibilità territoriale”.

Sul ruolo dei Consorzi DOC e DOCG, Caner ha ricordato che: “Oggi questi organismi svolgono una funzione fondamentale di indirizzo nei confronti degli strumenti di valorizzazione del prodotto e per la tutela della qualità della Denominazione intesa come qualità globale e percepita da parte del consumatore che ingloba non solo i caratteri intrinseci del vino, ma anche la qualità di vita e del territorio di produzione, per guidare, anche da un punto di vista tecnico le scelte strategiche della Denominazione stessa. I produttori veneti sono consapevoli che andare verso un sistema certificato dell’intera filiera, in linea con quanto disposto dalla norma nazionale, significa poter sfruttare nuove occasioni mediatiche e di valorizzazione del prodotto”. “Il dialogo con i Consorzi è continuo – ha concluso l’assessore – e la Regione, solo per fare alcuni esempi, ha attivato prontamente quanto chiesto in termini di riserve, stoccaggi e blocco delle rivendiche. Insieme al progetto per offrire indicazioni ai tecnici sulle potature e la gestione del vigneto, è stato avviato il monitoraggio del fenomeno della flavescenza dorata attraverso il sistema integrato tra il Servizio fitosanitario regionale e tecnici che operano nelle aziende. Abbiamo inoltre emanato apposite ordinanze di lotta obbligatoria alla cicalina Scaphoideus titanus e di estirpo delle piante sintomatiche, con le eventuali relative sanzioni in caso di inadempimento. Si tratta di un impegno che deve continuare unitamente a tutto il sistema, viticoltori per primi, a tutela del mantenimento della potenzialità produttiva regionale. Ho dato mandato ai miei uffici di individuare, in collaborazione con i Consorzi, le risorse necessarie per contrastare questo fenomeno. In Veneto l’export di vino vale 2,24 miliardi di euro, un valore che conferma la nostra Regione come quarta potenza mondiale. Proprio a sostegno della promozione dei vini veneti sui mercati mondiali, dopo la pubblicazione venerdì dell’avviso nazionale, stiamo lavorando alla nuova delibera che consentirà di finanziare progetti regionali per 15 milioni di euro”.   Il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua, ha ricordato l’impegno dell’Agenzia a favore del settore vitivinicolo regionale, a partire dalla realizzazione dei tre focus del Trittico che da tanti anni contribuiscono a tenere costantemente monitorato il comparto e aggiornati gli operatori.

In estrema sintesi, relativamente alle previsioni di vendemmia nel Veneto, iniziata in queste ore, il focus, svoltosi online con la partecipazione di oltre 130 operatori ha confermato per il vigneto veneto un ritardo medio di inizio vendemmia di 8/10 giorni rispetto allo scorso anno; un calo complessivo della produzione di circa il -10%, con punte anche superiori in alcune aree colpite da pesanti grandinate e dalle gelate tardive di aprile; uno stato sanitario delle uve al momento ottimale (slide, report e video sono disponibili al seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/evento/previsioni-vendemmiali-2021/; inoltre sul profilo Facebook è disponibile il video dell’intero incontro).

Nel dettaglio la situazione nei vigneti delle singole province, inquadrata sotto il profilo meteo da Francesco Rech di Arpav e sotto l’aspetto quali-quantitativo da Diego Tomasi del Crea-Ve di Conegliano sulla base dei dati raccolti sul territorio da Avepa e dal team del Trittico composto da rappresentanti dei Consorzi e delle Cantine, è la seguente: Belluno, un’annata difficile. Il protrarsi della stagione invernale ha comportato un ritardo vegetativo che ad oggi risulta essere di una decina di giorni. L’inizio dell’annata è stato caratterizzato da basse temperature ma anche da abbondanti precipitazioni che hanno favorito attacchi di peronospora e botrite; diffusa anche la presenza di sintomi di flavescenza dorata. Nell’area sono entrate in produzione nuove superfici, ma una forte grandinata che ha colpito le aree di Fonzaso e Feltre ha compromesso circa un 20% della produzione (con punte anche superiori a Cesiomaggiore dove il danno supera addirittura il 50%). In pratica, a causa dell’andamento anomalo di inizio stagione, si registra una riduzione dei grappoli delle varietà precoci (Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay) stimata in circa 10-20%, mentre il vitigno Glera risulta nella media. Complessivamente, tenendo in considerazione dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti, si prevede una diminuzione delle rese quantificabile sull’ordine del 5-10% rispetto allo scorso anno. Padova e Rovigo, in pianura hanno colpito duro le gelate di aprile. Anche per questo motivo, l’annata in questo ampio areale si presenta poco carica. Fortunatamente, grazie alle frequenti piogge estive, i grappoli nei vigneti si sono ben ingrossati e oggi si presentano in ottima fase di maturazione. Da qui alla raccolta servirebbero giornate calde e soleggiate e notti fresche e arieggiate – l’auspicio di ogni viticoltore – per l’ottenimento di uve sane. In termini quantitativi, per quanto riguarda la Glera la produzione è in linea con la vendemmia 2020, salvo per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate primaverili, dove potrebbero risultare riduzioni tra il 20-25%. Per il Pinot Grigio si prevede una buona produzione, salvo anche in questo caso per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate tardive e dalla conseguente bassa fertilità per cui potrebbero esserci delle riduzioni fino al 20%. Il Moscato Giallo è invece in linea con le produzioni 2020; il Merlot potrebbe essere in crescita anche del 10% rispetto al 2020; per il Raboso si stima una riduzione in pianura, con punte fino al 50% in alcune aziende. Treviso, elevata qualità delle uve, produzione in calo. Tutti i vitigni hanno un ritardo fenologico di 7-10 giorni rispetto al 2020. Visto il numero contenuto di grappoli presente nelle piante e le escursioni termiche giorno/notte di questa parte finale di agosto, si può ipotizzare un livello qualitativo delle uve molto buono, ma come sempre molto dipenderà dall’andamento meteorologico dei prossimi giorni. In linea di massima, quest’anno le produzioni potrebbero attestarsi su valori nettamente più bassi rispetto allo scorso anno, soprattutto per le varietà Pinot Grigio e Chardonnay. Anche la Glera (Prosecco) risulta essere mediamente meno carica in termini di quantità di grappoli sulla pianta. Si sa, però, che questo vitigno è molto generoso e se sarà aiutato dalle piogge pre-vendemmiali potrebbe riassestare la propria produzione su valori quasi normali. Complessivamente nella Marca si stima una produzione inferiore di circa il 10% rispetto al 2020, in piccola parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi vigneti (circa 2-3%). Pertanto, si stima quest’anno una produzione complessiva di 5.5000.000 q.li di uva di cui 4.9500.000 a bacca bianca e 550.000 a bacca nera. Vicenza, produzione in calo. Nel vicentino, dove la gelata di aprile ha generato danni a macchia di leopardo, le diverse fasi fenologiche hanno registrato un ritardo rispetto al 2020 variabile tra i 7 e i 15 giorni, stimabile sui 9-12 giorni in riferimento all’invaiatura e alla raccolta. Le gelate tardive e la flavescenza dorata sono state la concausa di un calo stimato della produzione. In provincia si stima complessivamente un calo produttivo di circa il 10%, ma nelle zone in cui i problemi metereologici sono risultati meno impattanti si ritiene che la produzione possa essere in linea con i livelli quantitativi dello scorso anno. Verona, preoccupa la flavescenza dorata.  Dal punto di vista fitosanitario, ad oggi nell’area veronese la sanità delle uve è buona, solo l’oidio sembra aver fatto capolino nelle colline più sensibili. La peronospora si è vista solamente in alcuni vigneti posti in zone di fondovalle, particolarmente favorevoli allo sviluppo di tale fungo, oppure in questa fase finale dove i soli prodotti rameici, non garantiscono un’adeguata persistenza. Nell’area del Soave, e particolarmente nella Val d’Alpone a ridosso del vicentino, è esploso il problema flavescenza dorata che risulta essere in netta crescita. Nei vigneti stanno aumentando notevolmente i rimpiazzi delle viti sintomatiche da flavescenza, in alcuni casi addirittura si arriva al reimpianto totale quando le viti sintomatiche superano il 30-40 %. Nelle principali aree di produzione si prevede: per il Garda e Pinot Grigio Venezie un -10% di produzione rispetto al 2020; per lo Chardonnay e altri vitigni precoci -20%; per il Valpolicella la produzione dovrebbe risultare come da disciplinare, tranne nelle aree grandinate: per il Soave e Soave Classico le produzioni dovrebbero essere in calo del -5-8%; il Bardolino è in linea con la produzione del 2020 e del disciplinare; il Custoza si annuncia in diminuzione del -15% circa, rispetto al 2020, a causa di una forte grandinata; il Durello e l’Arcole sono in linea con le produzioni storiche.

Riepilogo. Nel Veneto la produzione di uva quest’anno dovrebbe arrivare a 12,5 milioni di quintali (erano 14.039.000 milioni nel 2020); a Bolzano quasi 400.000 quintali (440.000); a Trento 1.158.000 ((1.258.700); in Friuli-Venezia Giulia 2.555.000 (3.116.300).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vigneto veneto alla vigilia dell’estate 2021, lo stato dell’arte il 16 giugno con il primo incontro on line del Trittico Vitivinicolo

Vite prosecco

Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz’altro un’annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate è in programma il prossimo 16 giugno in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L’appuntamento sarà online – causa restrizioni anti Covid – sulla piattaforma Zoom (https://bit.ly/3geioT8) alle ore 9:30.

Come ogni anno sarà presentato l’andamento meteo del primo semestre e testato il polso alle diverse aree di produzione vitivinicola della nostra regione. A tal proposito, (https://youtu.be/l57x1Di7xB8) Veneto Agricoltura ha realizzato un interessante video che riassume l’andamento dell’attuale fase fenologica dei vigneti dell’area del Bardolino-Custoza, della Valpolicella, delle Colline vicentine, dei Colli Euganei, dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, del Prosecco DOC e del Veneto Orientale.

Sintesi. Partendo dall’entroterra del Lago di Garda, la situazione fitosanitaria nei vigneti dell’area Bardolino-Custoza risulta essere più che buona. Le basse temperature invernali e poi del mese di aprile hanno rallentato l’andamento vegetativo di 10-12 giorni. Le gelate del 7 e 8 aprile non hanno fortunatamente interessato le zone collinari. Attualmente le piante sono in piena fioritura. Casi di peronospora si registrano fortunatamente solo in maniera isolata in quanto negli ultimi due mesi si sono aperte delle finestre per poter intervenire tempestivamente e adeguatamente con i trattamenti di difesa dei vigneti. Qualche ingiallimento è presente a macchia di leopardo dovuto all’andamento meteo del mese di maggio, piovoso e con basse temperature.

Anche in Valpolicella la ripresa vegetativa è stata ritardata dall’anomalo andamento meteo di aprile e maggio. Nei vigneti si registrano casi di ingiallimento determinati dalle basse temperature del suolo che hanno limitato il trasferimento alle piante dei minerali quali il ferro, il manganese e lo zinco. La produzione di Corvina, Corvinone e Rondinella si annuncia in perfetto equilibrio. Forse per la varietà Corvinone la produzione potrebbe essere superiore alla media. I tecnici e i produttori prevedono un’annata di grande qualità, soprattutto se il meteo virerà definitivamente al meglio consentendo il recupero del ritardo fenologico.

Nelle Colline vicentine i tecnici del Consorzio ricordano che il germogliamento e la fioritura sono in ritardo di 15 giorni. Fortunatamente, come in tutte le aree collinari venete, le gelate di inizio aprile non hanno causato danni alle viti. L’annata anomala insegna però che sempre più si rende necessario saper meglio interpretare il terroir e di conseguenza le tecniche agronomiche, la viticoltura di precisione, la concimazione, la gestione in verde, ecc. In altre parole, è importante “scoprire” il valore della naturalità del vigneto per poterlo poi lavorare più agevolmente.

Sui Colli Euganei i vigneti in questo momento sono in piena fioritura, anche se qualche varietà sta già affrontando l’allegagione, ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. Ad oggi non si segnalano particolari problemi dovuti alla peronospora e all’oidio; qua e là si nota un po’ di macchie d’olio sulle foglie. In sostanza gli interventi di copertura hanno funzionato, a conferma dell’alto livello ormai raggiunto dai nostri viticoltori. Va invece segnalato che in pianura, purtroppo, le gelate tardive di aprile qualche serio problema lo hanno creato, non resta che attendere per valutare i reali danni.

Passando al mondo Prosecco, nell’area Conegliano-Valdobbiadene Superiore DOCG sembra che al momento tutto stia filando bene; la fioritura sta iniziando in questi giorni e tutto è sotto controllo. Per quanto riguarda invece l’estesa area del Prosecco DOC, comprendente le zone di pianura, l’annata – sostengono i tecnici – è sì anomala e complicata, a causa dell’andamento climatico di aprile e maggio, che tra l’altro ha portato anche qualche grandinata, ma comunque è sotto controllo. Il coordinamento tra Consorzio, tecnici di campagna e produttori funziona e questo fa ben sperare. Senz’altro l’andamento meteo fin qui registrato non ha reso le cose semplici, ma in questo momento è prematuro parlare di perdite produttive, come è stato fatto, in quanto da qui alla vendemmia sono numerose le variabili che andranno ad incidere sul risultato finale, a cominciare dal meteo e il peso finale del grappolo.

Tutto sotto controllo, infine, anche nella grande area dei Vini Venezia DOC, che interessa sia la provincia di Treviso che di Venezia. Anche qui le fredde temperature primaverili hanno rallentato le fasi fenologiche della vite. La fioritura è in ritardo di 8 giorni, in particolare per lo Chardonnay, ma anche per il Pinot Grigio, il Cabermet, il Raboso, il Tocai e il Verduzzo, tipiche produzioni di questo importante territorio vitivinicolo veneto.

Viticoltura di precisione. L’analisi dettagliata del vigneto veneto sarà comunque presentata nella mattinata del 16 giugno, durante la quale – d’intesa con l’Università di Padova- TESAF e il Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano – si parlerà anche del futuro della viticoltura di precisione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Alla prima edizione del “Festival So Agro” a Padova lanciato un monito: “Con il cambiamento climatico sparirà il 56 per cento delle regioni vitivinicole mondiali”

lavoro cooperativa agricolaCon il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità”. Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore di Rete 231, dal palco di SO AGRO, il nuovo festival dell’Agroalimentare Veneto organizzato da Irecoop e Confcooperative Veneto, conclusosi lo scorso 28 maggio.

Sostenibilità ambientale, aziendale e di economia circolare. Se la sostenibilità per le aziende sta diventando un imperativo per avere successo sul mercato, per il consumatore sta diventando una scelta consapevole. Lo hanno testimoniato i numerosi casi presentati nella due-giorni di SO AGRO. L’agroindustria ha comunque retto l’impatto della pandemia. Nel 2020 il settore ha registrato solo un -0,4% sul 2019, che si era chiuso a sua volta con un +4,5% sul 2018”ha spiegato Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest. “Nell’arco di 11 anni, dal 2008 al 2020, l’export agroindustriale è quasi raddoppiato, crescendo di quasi il 90%, a fronte di un manifatturiero che si è fermato al +18%”.

La cooperazione è resiliente: permette collaborare per uno scopo comune ed è stata ciò che ha permesso la tenuta del settore” ha dichiarato Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Veneto, che rappresenta 230 cooperative attive nel settore agroalimentare (vino, allevamento, pesca, ortofrutta, cereali, latte e prodotti caseari, carni), con oltre 34.300 soci e quasi 11.500 addetti, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.Alla prima edizione di SO AGRO abbiamo voluto presentare stimoli, esempi di successo, proposte operative, perché dal confronto, dalla contaminazione e dalla cultura si crea lo sviluppo”. Nei due giorni di evento, in diretta online dal BUH12 di Padova, Irecoop e Confcooperative, 16 speakers, di grandi aziende dell’agroalimentare, produttori ed esperti hanno offerto nuovi strumenti e leve di accesso ai mercati tra sostenibilità e certificazioni, economia circolare, e-commerce e internazionalizzazione, comunicazione ed etichettatura. Per informazioni: www.soagro.it facebook.com/soagrofestival

Fonte: Servizio stampa So Agro