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Riconversione irrigua nel veronese, inaugurato impianto a Villafranca (VR). Tra Psrn e Pnrr, il Veneto della bonifica sta vivendo una lunga “stagione di cantieri”.

impianto coronini Villafranca di Verona

Alla presenza del Sottosegretario all’Agricoltura Francesco Battistoni, il Consorzio di Bonifica Veronese, ANBI e ANBI Veneto hanno inaugurato mercoledì 8 giugno scorso l’impianto pluvirriguo Coronini a Villafranca di Verona, che consentirà un risparmio fino al 50% di risorsa irrigua in 500 ettari di area pedecollinare tra Villafranca di Verona e Sommacampagna coltivata a vigneti (è la zona di celebri doc come Custoza e Bardolino), seminativi e alberi da frutto.

L’intervento è il primo ad essere inaugurato di una progettualità più ampia avviata dal Consorzio di Bonifica Veronese che include anche la riconversione irrigua, da scorrimento a pressione, nei comuni di Sona (località Palazzolo) e Oppeano (località Ca’ degli Oppi), il cui valore complessivo ammonta a 20 milioni di euro finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole tramite Piano Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN 2014-2020). Una volta ultimati gli interventi, la rete in pressione nel comprensorio di bonifica Veronese aumenterà di 160 km passando da 830 a 990 km, mentre la superficie agricola irrigata a pressione aumenterà di 1.800 ettari passando da 9.060 ettari a 10.860 per un risparmio di risorsa del 50% in tutta l’area infrastrutturata. Oltre al sottosegretario Battistoni, hanno partecipato all’inaugurazione dell’impianto di Coronini, il vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Roberta Toffanin, il direttore Generale di ANBI Massimo Gargano, i vertici del Consorzio Veronese Alex Vantini, presidente, e Roberto Bin, il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, oltre a rappresentanti delle istituzioni del territorio. L’inaugurazione si inserisce nel contesto di Terrevolute – Centenario del Congresso della Bonifica di San Donà di Piave del 1922 e de “La stagione dei Cantieri” dei Consorzi di Bonifica del Veneto.

Il quadro regionale. Complessivamente i Consorzi di Bonifica del Veneto sono riusciti ad attrarre 85 milioni di euro dal PSRN 2014-2020 per 11 progetti di efficientamento della distribuzione irrigua. Si tratta di interventi non più procrastinabili visti i periodi siccitosi sempre più lunghi e vista la disposizione comunitaria del Deflusso Ecologico che imporrà un maggiore rilascio di acqua nei fiumi. In ambito di efficientamento, ai fondi PSRN si sommano altri tre grossi interventi, ad opera del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (46 milioni di euro tramite “Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”), del Consorzio Brenta (12 milioni di euro  tramite DPCM L 145 /2018) e ancora del Veronese (12 milioni di euro tramite  DPCM 188/2020) per un valore totale  che supera i 155 milioni di euro con i quali, oltre al recupero e al miglioramento della capacità di invaso di vasta parte della rete in gestione ai consorzi, saranno riconvertiti 15.000 ettari di campagne (che si aggiungono ai 40.000 già presenti) da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pressione, con un risparmio di risorsa del 50% nelle nuove aree infrastrutturate. Guardando al futuro e alle risorse ancora in attesa di essere assegnate, nel processo di efficientamento della rete irrigua grande importanza avrà anche il PNRR per il quale i Consorzi del Veneto concorrono con 21 progettualità per un totale di circa 225 milioni di euro. A questi si aggiungono 13 progetti per 100 milioni di euro che attendono di essere finanziati tramite legge 178/2020.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Lieti eventi in casa Argav

Nadia e Maurizio

Siamo lieti di festeggiare due felici eventi occorsi di recente in casa Argav. Una nuova vita che si è affacciata, Stefano, venuto alla luce il 4 febbraio scorso, figlio del consigliere Mauro Poletto, e un percorso di vita che si è consolidato, il matrimonio dei consiglieri Nadia Donato e Maurizio Drago, avvenuto lo scorso 8 giugno.

Il direttivo e i soci Argav si congratulano con Mauro, Nadia e Maurizio augurando loro tanta felicità.

Vino: la Valpolicella duetta con l’Aida in Arena. Al via dal 17 giugno Amarone Opera Prima.

PROGRAMMA AMARONE OPERA PRIMA 19-20

Oltre 100 giornalisti accreditati di cui l’80% provenienti dall’estero e 40 cantine pronte a stappare sulle note della marcia trionfale dell’Aida. È l’istantanea di Amarone Opera Prima, l’evento straordinario e fuori stagione del Consorzio Vini Valpolicella in programma a Verona dal 17 al 20 giugno. Un’occasione speciale che sfida il tabù del calendario estivo per presentare il millesimo 2017 al di fuori della tradizionale collocazione dell’Anteprima a febbraio, portando in scena anche il sodalizio tra i due simboli della città scaligera nel mondo: l’Arena e l’Amarone.

Programma. Dopo il gala dinner del 17 giugno a Giardino Giusti riservato alla stampa (solo su invito), il cartellone di Amarone Opera Prima si apre il 18 giugno con due masterclass a Palazzo Verità Poeta (Vicolo San Silvestro, 6), per scoprire la versatilità del grande Rosso e le annate top che hanno contribuito al suo posizionamento in oltre 80 nazioni del globo. Si parte alle 11.30 con “Amarone 4wd, off the beaten track: diversi stili di Amarone abbinati a piatti di alta cucina di vari paesi del mondo”, un’iniziativa ideata con La Peca, il ristorante due stelle Michelin di Lonigo (Vi) e la narrazione del critico gastronomico e wine expert, Davide Scapin. Si prosegue poi alle 15.00, con la sessione “The boom generation: gli ultimi decenni dell’Amarone dalla sua escalation al successo mondiale”, condotta da JC Viens, italian wine ambassador e Wset educator. Per la stampa nazionale e internazionale da 20 nazioni – dagli Usa agli Emirati Arabi, dalla Corea del Sud al Canada fino a Israele, Singapore e ai principali mercati europei – la giornata si chiude in Arena per assistere all’Aida di Giuseppe Verdi, l’opera simbolo dell’anfiteatro romano sotto le stelle fin dalla sua prima edizione nel 1913. Domenica 19 giugno, Amarone Opera Prima si trasferisce al palazzo della Gran Guardia (piazza Bra), per la degustazione dell’Amarone 2017 (dalle 10 alle 17 per la stampa specializzata; apertura dei banchi delle aziende dalle 12.30 e dalle 16.00 fino alle 20.00 ingresso consentito anche a wine lover e operatori) e per la conferenza stampa sullo stato di salute della denominazione e il focus su “Amarone e i miti dell’ospitalità veneta, tra storia e leggenda” (dalle ore 11). Lunedì 20 giugno, ultimo giorno di Amarone Opera Prima, la manifestazione è aperta a pubblico e operatori dalle 10.00 alle 20.00.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Vini Valpolicella

L’Ordine degli agronomi e forestali di Verona lancia una campagna di sensibilizzazione a favore delle api

Api

Se scompaiono le api o se sono ammalate la natura è ammalata”. Questo è il grido di allarme di alcuni ricercatori che fanno notare quanto la simbiosi ape-uomo natura sia la cartina di tornasole del sistema naturale che ci circonda. Le buone pratiche agronomiche, quando applicate, consentono di fare agricoltura rispettando i pronubi e le api in particolare. Con riferimento ai trattamenti fitosanitari esse prescrivono di eseguirli solo quando necessario, mai durante la fioritura e solo dopo aver sfalciato il cotico erboso in modo da evitare la contaminazione dei fiori spontanei. Lorenzo Tosi, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Verona, in occasione della giornata mondiale delle api, occorsa il 20 maggio scorso, ha evidenziato la problematica legata all’insetto e annunciato che l’Ordine avvierà a breve una campagna di sensibilizzazione per difendere questo insetto che svolge un ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo.

In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. “Dobbiamo avere consapevolezza che il ruolo che le api e tutti gli insetti impollinatori hanno sull’ecosistema è importantissimo, fondamentale ed insostituibile”, ha precisato Tosi, che ha aggiunto: è solamente attraverso la conoscenza che si può imparare ed apprezzare l’importantissimo ruolo che l’ape svolge a all’interno dell’ecosistema così da rispettarla e proteggerla”. “Le api – ha sottolineato Giuseppe Palleschi, consigliere dell’Ordine – impollinano da più di 100mila anni le piante fanerogame entomofile che rappresentano la maggioranza dei vegetali utilizzati dall’uomo da per scopi alimentari; quindi, se dovessero scomparire le api automaticamente scomparirebbero le piante e tutte le loro produzioni. La specie umana infatti è strettamente dipendente dalla presenza delle api e di tutti gli insetti impollinatori. Una decina comuni nella provincia di Verona si sono fregiati del titolo di ‘Amici delle api’, diffondiamo il messaggio e cerchiamo che molti più comuni possano diventare amici di questi meravigliosi insetti”.

Fonte: Servizio stampa Ordine agronomi e forestali di Verona

Azione per il clima: l’UE fallisce l’obiettivo di destinare il 20 per cento del bilancio nel 2014-2020 

BandiereBruxelles

Secondo una relazione speciale pubblicata lo scorso 30 maggio dalla Corte dei conti europea, l’UE ha mancato l’obiettivo perseguito di destinare all’azione per il clima almeno il 20 % della propria dotazione di bilancio per il 2014 2020.

La Commissione europea aveva annunciato di averlo raggiunto con una spesa al riguardo di 216 miliardi di euro. La Corte ha però rilevato che non sempre la spesa rendicontata riguardava l’azione per il clima e che a tale titolo erano stati comunicati importi in eccesso per almeno 72 miliardi di euro. La Corte teme che potrebbero persistere problemi di affidabilità anche nella rendicontazione della Commissione relativa al periodo 2021 2027, il cui valore-obiettivo dell’UE in materia di spesa per il clima salirà al 30%. “La lotta ai cambiamenti climatici rappresenta una priorità chiave per l’UE, che si è prefissata obiettivi climatici ed energetici ambiziosi”, ha dichiarato Joëlle Elvinger, responsabile dell’audit della Corte. “La Corte ha rilevato che, nel periodo 2014 -2020, non tutta la spesa del bilancio dell’UE dichiarata in relazione al clima era effettivamente pertinente all’azione in tale ambito. Per questo motivo, vengono formulate diverse raccomandazioni per collegare meglio la spesa dell’UE agli obiettivi climatici ed energetici perseguiti. Ad esempio, la Corte raccomanda alla Commissione di giustificare la pertinenza al clima dei finanziamenti agricoli”.

Nei programmi di spesa pubblica dell’UE, i principali settori dichiarati come connessi al clima sono agricoltura, infrastrutture e coesione; la Commissione assegna coefficienti alle varie componenti dei programmi a seconda del rispettivo contributo atteso all’azione per il clima. Secondo la Corte, la rendicontazione sulla spesa per il clima presenta punti deboli che la rendono generalmente inattendibile. L’attuale metodo di monitoraggio si basa su ipotesi: non valuta il contributo finale al conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE e non vi è alcun sistema per tenere sotto osservazione i risultati raggiunti al riguardo. I coefficienti non sono sempre realistici: in alcuni casi la spesa è considerata pertinente al clima, nonostante i progetti e i regimi sostenuti abbiano su quest’ultimo un impatto scarso o nullo (ad esempio, le infrastrutture nelle aree rurali). In altri casi, non si tiene conto dei potenziali effetti negativi (ad esempio, l’impatto nocivo delle emissioni di carbonio).

È nei finanziamenti agricoli che la spesa per il clima risulta particolarmente sovrastimata, di quasi 60 miliardi di euro, secondo la Corte. Stando ai dati comunicati dalla Commissione, il 26 % dei finanziamenti agricoli dell’UE riguardava il clima, ossia circa la metà delle spese totali dell’UE in questo ambito. Eppure, è dal 2010 che le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’agricoltura non diminuiscono. Analogamente, la Corte ritiene che la Commissione abbia sovrastimato il contributo fornito all’azione per il clima da altri finanziamenti per la coesione e le infrastrutture, quali per il trasporto ferroviario, l’energia elettrica e le biomasse. Applicando coefficienti più ragionevoli, la Corte calcola che la quota della spesa per il clima a valere sul bilancio dell’UE si aggiri più probabilmente intorno al 13 % (pari a circa 144 miliardi di euro), anziché al 20 % comunicato. La Corte segnala inoltre il rischio che gli importi pianificati o impegnati non siano spesi, il che potrebbe tradursi in un’ulteriore sovrastima della spesa per il clima.

La Corte ha inoltre esaminato i cambiamenti attesi nel monitoraggio della spesa per il clima dopo il 2020, per aiutare la Commissione a migliorare la futura rendicontazione in materia. La Corte nutre dubbi sull’affidabilità della rendicontazione sulla spesa relativa al clima per il periodo 2021 2027. Nonostante i miglioramenti proposti a livello dei metodi di rendicontazione, persistono in gran parte i problemi rilevati per il periodo 2014 2020. Lo strumento di finanziamento Next Generation EU, istituito nel 2020, contempla il principio fondamentale di “non arrecare un danno significativo”, ossia le attività economiche non devono costituire una minaccia per gli obiettivi ambientali o climatici. La Corte ha tuttavia rilevato che lo strumento pone ulteriori problemi a causa di collegamenti poco chiari tra pagamenti e obiettivi climatici.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Trento, Festival dell’Economia, Fondazione Edmund Mach invita alla partecipazione di alcuni incontri sul futuro di agricoltura, ambiente e alimentazione

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Sino al 5 giugno si svolge a Trento il Festival dell’Economia. Il tema scelto per l’edizione 2022 – “Dopo la pandemia  – tra ordine e disordine” – stimolerà il dibattito tra le menti più brillanti del mondo scientifico, gli opinion leader di riferimento e importanti esperti delle più diverse discipline per analizzare com’è cambiato il mondo (e come cambierà) dopo la pandemia e la guerra in Ucraina. La Fondazione Edmund Mach invita il pubblico a partecipare a tre eventi con relatori di prestigio su tematiche che vanno dalla biodiversità all’idrogeno, passando per le agro-tecnologie d’avanguardia. L’ingresso in presenza a tutti gli eventi del Festival è gratuito, fino ad esaurimento posti, non è prevista la prenotazione.

Venerdì 3 giugno 2022 – h 15-16 La grande sfida dell’idrogeno verde: il ruolo di agricoltura e foreste, Dipartimento di Economia – Sala Conferenze Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Franco Cotana, Università di Perugia, membro del Comitato Tecnico-Scientifico FEM e fondatore del CRB, Centro di Ricerca sulle Biomasse, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presso l’Università di Perugia, centro di riferimento Italiano per la ricerca sui biocarburanti e le biomasse ad uso energetico; dr. Gabriella De Stradis, dirigente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modera Jacopo Giliberto, Il Sole 24 ORE

Venerdì 3 Giugno – 18:00 – 19:00 Agritech: come cambia l’agricoltura. Che cosa ci aspetta in un futuro (molto) prossimo? Fondazione Caritro – Via Calepina 1, Trento con prof. Matteo Lorito, Rettore Università degli Studi Federico II di Napoli; on. Filippo Gallinella – presidente della XII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modra Giorgio Dell’Orefice, Il Sole 24 ORE

Sabato 4 giugno –  18.15 – 19.15 Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento Agricoltura sostenibile, high tech e biotecnologie con: Anna Gatti, direttore Lift Lab Scuola di direzione aziendale Università Bocconi di Milano; Lorenza Alexandra Lorenzetti, ALTIS – Università Cattolica del Sacro Cuore;  Bruno Mezzetti, Università Politecnica delle Marche; Mario Pezzotti, professore di Genetica Agraria Università di Verona, direttore Scientifico Centro Ricerca ed Innovazione Fondazione Edmund Mach

Domenica 5 Giugno – 16:00 – 17:00 La biodiversità fra ordine e disordine Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach; prof. Michele Morgante, Università di Udine e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata; prof. Danilo Porro, membro della Delegazione Nazionale nel Comitato di Programma di Horizon Europe 2021-2027, direttore Institute of Molecular Bioimaging and Physiology del CNR Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze Università Milano Bicocca. Modera Alessia Maccaferri, Il Sole 24 ORE. Ulteriori informazione: www.festivaleconomia.it 

Fonte: Servizio stampa FE

1000 bottiglie di vino a sostegno della Biblioteca “La Vigna”

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Per due anni hanno vendemmiato con uno scopo benefico: sostenere la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Sono i ragazzi del Rotaract Club Vicenza, un gruppo che riunisce giovani vicentini disponibili a mettere in pratica le proprie capacità a sostegno del territorio.

Tutto ebbe inizio nel 2020, quando venti giovani diedero origine ad un’originale iniziativa, la RotarHarvest, la prima vendemmia che promuove l’enologia vicentina, mirando a scopi benefici. “Con Rotarharvest produciamo con le nostre mani qualcosa di buono, che sapesse di convivialità e potesse contribuire a fare del bene” spiega il presidente Nicola Moro. Grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Ca’ Duso di Costabissara, i ragazzi del Rotaract hanno creato un’edizione limitata dei vini Tai rosso (vendemmia 2020) e Pinot Grigio (vendemmia 2021) con il desiderio di devolvere il ricavato della vendita delle bottiglie alla Biblioteca “La Vigna” in un cerchio virtuoso che aiuti a coltivare la cultura.

I frutti di questa iniziativa verranno utilizzati per valorizzare al meglio gli spazi e le raccolte della Biblioteca “La Vigna”. “E’ un aiuto molto importante per la Biblioteca, un’istituzione che si configura come un unicum a livello mondiale per le raccolte librarie inerenti la viticultura e l’enologia, dichiarata nel 2020 di eccezionale interesse culturale dal Ministero per i beni e le Attività Culturali” spiega il presidente della Biblioteca Remo Pedon. Venerdì 27 maggio scorso,  il Presidente del Rotaract Nicola Moro ha consegnato il service al presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna” Remo Pedon.  Durante l’evento si è svolta una conferenza con la partecipazione di Danilo Gasparini, presidente Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna”, che ha relazionato sui prodotti tipici vicentini, Nazareno Vicenzi, enologo responsabile area tecnica del Consorzio Pinot Grigio delle Venezie DOC che ha parlato del Pinot Grigio, Domenico Pedicelli, enologo consulente che ha trattato del Tai Rosso, Giacomo Crotta, presidente Slow Food Vicenza con un intervento su Slow Food e il vino. L’appuntamento è stato proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: Biblioteca La Vigna

4 giugno 2022, le Terme Euganee scelgono il loro “aperitivo”, in giuria anche il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Sabato 4 giugno, a Villa Bassi ad Abano Terme, con inizio alle ore 17.30, si terrà l’evento “Aperitivo delle Terme Euganee”, organizzato da Ascom Confcommercio di Abano Terme in collaborazione con il comune di Abano Terme, Venice Promex Camera di Commercio di Padova e Ogd Thermae Abano Montegrotto.

La scelta è tra tre aperitivi. L’idea di realizzare un aperitivo delle Terme Euganee nasce circa due anni fa, in piena pandemia, da Ascom di Abano Terme. Un primo coinvolgimento dei barman dell’Associazione ABI Professional,  dei Maître locali dell’Associazione A.M.I.R.A. e dell’Associazione Cuochi Terme Euganee e Padova, ha permesso di individuare gli ingredienti base, messi a disposizione da Consorzio Vini Doc dei Colli Euganei, distilleria Luxardo di Torreglia, azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca e il ristorante La Montanella di Arquà Petrarca. Con tali ingredienti sono stati elaborati numerosi prototipi presi in esame dagli esperti dell’Associazione Barman Professional e da tecnici valutatori che hanno infine decretato, a pari merito, la  nomina di tre aperitivi che saranno giudicati nell’evento di sabato 4 giugno. Sarà poi un contest sui social network Instagram e Facebook a individuare il nome dell’aperitivo. L’intenzione è quella di fornire agli ospiti di Abano e delle Terme Euganee un aperitivo locale, quindi anche secondo una chiave di tipicità che possa invogliare il turista e non solo: un prodotto nuovo, di qualità e che possa ben sposarsi con le tipicità di degustazione del territorio. Quindi un aperitivo che sia veicolo di promozione territoriale e di coinvolgimento di operatori, istituzioni e altre realtà (foto in alto Consorzio Terme Euganee).

La giuria sarà composta da un rappresentante del comune di Abano Terme, un rappresentante Ascom Confcommercio, un rappresentante dell’Associazione Barman Italiani Professional, un rappresentante dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti Alberghi, il presidente dell’Associazione Giornalisti Agroalimentari del Veneto (ARGAV) Fabrizio Stelluto, la giornalista americana Sharla Ault, che scrive per Condè Nast, specializzata in interviste dal mondo mixology, ovvero l’arte del bere miscelato.

Alberi non nativi, il punto alla FEM con esperti internazionali

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Le specie arboree non native sono state introdotte nell’area alpina per scopi ornamentali perché si adattano meglio agli ambienti cittadini e risultano più resistenti ai cambiamenti climatici. Possono però causare problemi ecologici perché alcune di loro, se sfuggono agli ambienti urbani, possono diventare selvatiche e quindi competere e sovrastare le specie autoctone, trasformando significativamente gli equilibri degli ecosistemi. Ne deriva che questi alberi esotici vanno, quindi, attentamente studiati e monitorati singolarmente per creare adeguati piani di azione e gestione. Il progetto europeo ALPTREES, che ha visto nei giorni scorsi l’incontro conclusivo alla Fondazione Edmund Mach, promuove la conoscenza degli alberi non nativi finalizzata ad una strategia transnazionale europea per una loro gestione sostenibile (in inglese “Non Native Trees” NNT) indagando benefici e potenziali rischi.

Il progetto è coordinato dall’Istituto di ricerca forestale, rischi naturali e paesaggio di Vienna. Accanto ai partner istituzionali francesi, tedeschi, austriaci e sloveni, l’Italia è rappresentata dal Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che coordina il WorkpackagePolicy implementation, stakeholder engagement & capacity building” del progetto, dal Comune di Trento e dal Consorzio Langhe Monferrato e Roero. Con il ruolo di “osservatore” è presente il Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento. Nello Spazio Alpino Europeo, che comprende le regioni dei paesi europei che si affacciano sulle Alpi, sono presenti circa 150 specie arboree autoctone e oltre 500 specie non autoctone. La maggior parte di queste ultime sono esclusivamente per ornamento e quindi per scopi urbani. Ad esempio, la robinia, l’ailanto, l’acero americano, il ciliegio tardivo, l’abete di Douglas, il pioppo ibrido e l’olmo siberiano sono solo alcune delle circa 100 specie di alberi non nativi presenti in Italia.

Ma quali sono i vantaggi e i rischi che possono causare queste specie esotiche? I vantaggi includono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, il contributo alla bioeconomia, le infrastrutture verdi urbane e periurbane più resilienti e la riduzione dei rischi di eventi naturali distruttivi. Tuttavia, l’albero non nativo può, in determinati casi, diventare invasivo e quindi può comportare rischi per la biodiversità autoctona e il funzionamento dell’ecosistema.  Nel corso dell’evento sono presentati i principali risultati delle attività di ricerca, che includono anche un docufilm divulgativo di 50 minuti sul progetto, realizzato nel 2021 in 5 paesi (Italia, Francia, Germania, Austria e Slovenia) e 14 location con la collaborazione di 21 istituzioni italiane ed europee.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Edmund Mach

Sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api” e l’Oasi Lipu a Gaggio di Marcon (VE)

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Oggi, sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api”, a Gaggio di Marcon (VE). Si tratta della prima struttura pubblica nel Veneto realizzata per far conoscere un insetto fondamentale per la nostra catena vitale. Per rispettare i bioritmi delle api, l’appuntamento è alle ore 9.00 in piazza della Chiesa, a Gaggio di Marcon, da dove ci muoveremo per la vicina Oasi Lipu (lega italia protezione uccelli), diventato un importante biotopo sulle rotte dei migratori e che visiteremo. Consigliato portare un binocolo con sé per meglio vivere l’esperienza del birdwatching nella stagione delle cove.