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Lutto in casa Argav

E’ mancata questa notte Anna Maria Soldano, moglie di Luigi Perini, socio giornalista Argav. Le esequie saranno celebrate martedì 14 agosto alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Noventa Padovana (Pd). A Luigi e alla sua famiglia, il direttivo e i soci esprimono le più sentite condoglianze e vicinanza in questo momento di dolore.

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Gestione del rischio in agricoltura, i Consorzi di difesa di Bolzano e Trento stringono un accordo di collaborazione

Da sinistra, Stefan Klotzner (Consorzio di difesa di Bolzano), Albano Agabiti (Asnacodi), Giorgio Gaiardelli (Co.Di.Pr.A.), Manfrend Pechlaner (Consorzio di Bolzano) e Andrea Berti (Co.Di.Pr.A.)

È stato annunciato a fine luglio l’accordo di collaborazione regionale tra Co.Di.Pr.A. e il Consorzio di difesa di Bolzano con l’obiettivo di migliorare e sfruttare al massimo le potenzialità della gestione del rischio in agricoltura. L’accordo, che “vale” un miliardo di euro, è stato presentato in seduta plenaria dei due CdA dei Consorzi di difesa a Carezza (Bz), nella Scuola forestale del Latemar.

La spinta all’accordo. Si legge in una nota: “Per rispondere alla crisi economica e alle nuove sfide dettate dall’economia globale, le imprese hanno oggi bisogno, in molti casi, di una forma di aggregazione più flessibile ed innovativa rispetto a quelle tradizionali, in grado di aumentarne la capacità competitiva senza però costringerle a rinunciare alla propria autonomia. Proprio per i simili e particolari contesti agricoli alpini in cui operano, da sempre i Consorzi di difesa di Bolzano e di Trento hanno condiviso, efficacemente, modalità, disegni, visioni prospettiche, che hanno permesso di far evolvere, nel tempo, il sistema di tutela delle produzioni tipiche, ad alto valore aggiunto, delle agricolture di montagna, verso soluzioni innovative sempre più adeguate al mutare del clima e di un mercato sempre più selettivo.

Vantaggi di competitività e di economie di scala. L’accordo di collaborazione regionale tra i due sodalizi sarà volto in particolare alla gestione di eventi di comunicazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative di gestione del rischio, frutto della concreta messa a fattor comune dei risultati degli enti di ricerca che esprime il territorio regionale come la Fondazione Bruno Kessler, la Fondazione Edmund Mach, Laimburg, Eurac, l’Università di Trento, ecc. “Nel futuro, la gestione del rischio richiederà soluzioni e iniziative sempre più complesse ed evolute – hanno spiegato Giorgio Gaiardelli e Stefan Klotzner, rispettivamente i presidenti dei Consorzi di difesa di Trento e Bolzano. La possibilità, grazie all’accordo di collaborazione, di intercettare tutte le potenzialità e risorse, soprattutto quelle disponibili sotto il profilo innovativo/tecnologico, scientifico, di ricerca, presenti nelle nostre province, molto simili per realtà ambientale, produttiva e di contesto geo-economico, sarà garanzia di sviluppo di forme integrate di protezione delle reddittività; redditività concepita nella sua accezione più ampia, che significa, crescita economica nella stabilità e mantenimento di posizioni previlegiate di mercato“. I due Condifesa riescono a calamitare valori assicurati per quasi un miliardo di euro, rappresentano oltre 21.000 agricoltori e nel 2017 hanno liquidato oltre 250 milioni di euro alle imprese agricole associate.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

A.A.A. Cercansi animatori per il grest Wigwam “Bimbi botanici” ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Il Grest Bimbi Botanici al Wigwam 2018, che si svolgerà l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre, cerca giovani animatori e aiuto animatori, possibilmente con studi in indirizzo agrario, forestale, naturalistico, scienze del territorio. Questo speciale Grest, che si svolge ogni anno ad Arzerello, è organizzato dall’Associazione Si Può Fare e da Wigwam Green Children, in collaborazione con Tesaf dell’Università di Padova e col patrocinio di Veneto Agricoltura.

Sarà una piccola country school ambientale che realizzerà il percorso formativo denominato “Vivere con gli alberi della nostra campagna” mirato all’educazione dei più piccoli a conoscere e a rispettare la natura che ci circonda. Svolgendosi nel Circolo che ospita la sede nazionale della Rete Wigwam per lo sviluppo sostenibile delle comunità locali, realizzerà anche dei contenuti pilota che si trasformeranno in prassi da trasferire poi in tutti gli altri Grest e scuole primarie e secondarie di tutt’Italia connessi alla rete. Gli animatori selezionati avranno così anche l’opportunità di proseguire il loro percorso di supporto e assistenza su scala regionale e nazionale.

Il programma ludico-educativo si articola in tre attività. Bimbi Botanici: conoscere e realizzare un erbario con le specie autoctone e/o di un quadretto collage di fiori e foglie. Bimbi Artisti di…natura: piccolo corso di disegno e fumetto naturalistico. Bimbi Costruttori: piccolo cantiere per imparare a costruire un wigwam (capanna delle popolazioni native dei Grandi Laghi canadesi). Il programma comprende anche un’escursione lungo il “troso (sentiero campestre) botanico alla scoperta delle essenze arboree/arbustive catalogate; il rinnovo e il ricollocamento di cartelli coi nomi delle piante sull’itinerario botanico. Al termine, una giornata finale di presentazione dei lavori con attestato di Wigwam e Tesaf Università di Padova.

I curricula per l’attività di animatori e vice vanno inviati a: associazionesipuofarearzerello@gmail.com  Info sul progetto nazionale Bimbi Botanici:  bimbibotanici@wigwam.it   maggiori info tel. 327 7787778.

Fonte: Servizio Stampa Wigwam

 

Vendemmia 2018, aumenta la produzione rispetto al 2017 ma a farla da padrone ora è il meteo

Ad oggi, la vendemmia 2018 si annuncia molto positiva. Già a partire dalla prossima settimana i primi grappoli d’uva a finire nei cesti saranno quelli delle varietà Chardonnay e Pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre. Le preoccupazioni casomai arrivano dal meteo che, proprio dai prossimi giorni potrebbe peggiorare. Così fosse, le operazioni di raccolta verrebbero ulteriormente anticipate per evitare problemi di marciume acido e botrite, che in alcune aree del Veneto vengono già segnalate.

L’incontro. Il punto sull’imminente vendemmia è stato fatto ieri mattina a Legnaro (Pd) in occasione della 44^ edizione del focus sulle “Previsioni vendemmiali nel Nord Est e non solo”, presenti anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’evento, organizzato dall’Agenzia regionale, con Regione Veneto, Avepa, Arpav, CREA-VE, con la collaborazione della Regione Friuli-Venezia Giulia e le Province di Bolzano e Trento, ha visto la partecipazione di numerosi tecnici ed operatori vitivinicoli provenienti dal Veneto e dalle regioni limitrofe. Il focus è stato l’occasione per presentare i dati previsionali quali-quantitativi della vendemmia 2018 nel Triveneto, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, nonché in Francia e Spagna. Tra questi, spiccano i quasi 100.000 ettari del Veneto, al 90% a Denominazione, che si conferma prima regione vitivinicola italiana (previsti quest’anno circa 13 milioni di ettolitri di vino) e quarta potenza mondiale per quanto riguarda l’export di vino (2,13 miliardi di euro).

Sintesi situazione/1. Belluno. Le uve si presentano al momento sane. L’assenza di freddi tardivi e le belle fasi di fioritura e allegagione permettono di prevedere, salvo imprevisti, un aumento di produzione rispetto al 2017 del 10/15%. Si stima, inoltre, un pari aumento di produzione per l’entrata in produzione dei nuovi vigneti. Padova e Rovigo. Sulla base dell’andamento stagionale la qualità dovrebbe attestarsi su livelli medio -buoni. In condizioni di ordinarietà e grazie al buono stato fitosanitario è possibile stimare una produzione superiore rispetto alla media di almeno il 10%, sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca, con variazioni percentuali anche superiori per le produzioni di pianura. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà con un aumento della produzione complessiva del 5-7% per la provincia di Padova e del 2% circa per quella di Rovigo.

Sintesi situazione/2. Treviso. L’annata si prospetta ottima dal punto di vista quantitativo. Anche sotto l’aspetto qualitativo i presupposti sono favorevoli con livelli di acidità sopra la media a scapito del grado zuccherino. Si prevede un incremento medio delle rese di circa il 20% rispetto alla precedente vendemmia imputabile sia all’assenza di danni da brinata e da eventi grandinigeni di portata rilevante, sia all’andamento stagionale favorevole. L’incremento produttivo derivante dall’entrata in produzione di nuovi impianti si stima di circa il 4-5%. Venezia. Si presuppone, al momento, una buona produzione con una discreta qualità, superiore rispetto al 2017 del 15-20%. La variazione, sul 2017, è dovuta alla primavera favorevole con assenza di brinate e con pochi e lievi episodi grandinigeni. L’entrata in produzione di nuovi vigneti (per lo più di varietà Glera e Pinot Grigio) incide sulla resa complessiva di circa il 4%.

Sintesi situazione/3. Verona. A fine agosto saranno raccolte le uve di varietà Pinot e Chardonnay, da metà settembre la Garganega, dal 10 settembre la Valpolicella e le uve per l’appassimento. La previsione produttiva é abbondante, probabilmente superiore del 15/20% rispetto alla vendemmia 2017. L’annata è stata finora regolare e priva di gelate primaverili. Il maggior numero di grappoli per pianta e la perfetta disponibilità idrica nella fase di moltiplicazione cellulare di post-allegagione, ha sviluppato grappoli leggermente più lunghi e spargoli, almeno per le varietà autoctone come Garganega, Corvina, Corvinone, Rondinella e Durella. Lo Chardonnay e il Pinot Grigio coltivato in pianura manifestano invece grappoli più compatti con ottime premesse produttive, ma con previsioni di inizio vendemmia sicuramente dopo Ferragosto, comunque non prima del 20 agosto. L’entrata in produzione di nuovi vitigni inciderà sulla produzione complessiva di circa il 5%. Vicenza. L’annata è stata caratterizzata da una forte spinta vegetativa e da una forte produzione. Ora i viticoltori sono nelle mani del meteo e sperano in giornate prive di ondate di calore e con buone escursioni termiche giorno/notte. Nella zona meridionale della provincia è prevista, in media, una produzione che si attesterà a una percentuale superiore del 35/40 % rispetto allo scorso anno, mentre nella zona settentrionale l’aumento sarà circa del +20% rispetto al 2017. I motivi delle variazioni produttive sono dovuti all’assenza di gelate in pianura e di siccità in collina, e ad abbondanti precipitazioni alternate a giornate calde e ventilate che hanno contribuito ad un elevato sviluppo vegetativo e alla presenza di grappoli più grossi e pesanti. L’entrata in produzione di nuovi vitigni incide tra il 2 ed il 5% sulla produzione complessiva.

Sintesi situazione/4. Friuli-Venezia Giulia. Stato vegetativo e profilo sanitario delle uve equilibrati e ottimali. Attacchi fungini limitati e controllati. Buono anche il rapporto acidità/zuccheri. Produzione +6/8% rispetto al 2017. Grandinate limitate nella zona del Collio. Bolzano. Stato vegetativo e sanitario buono. Pochissimi danni per malattie fungine. Alta qualità delle uve. Fenomeni grandinigeni quasi assenti. Produzione in media rispetto agli ultimi 10 anni. Sempre più marcato il controllo produttivo attraverso la tecnica del diradamento.Trento. Stato vegetativo e fitosanitario buono. Pochi e controllati gli attacchi di peronospora. Livello qualitativo delle uve molto buono. Produzione +15/20% per le uve a bacca bianca e +20/25% per le uve a bacca nera.

Sintesi situazione/5. Piemonte. Stato vegetativo discreto ma si segnalano attacchi di peronospora.  Anche il livello qualitativo delle uve viene annunciato discreto, ma si segnalano attacchi fungini. La produzione risulta essere abbondante e molto superiore a quella del 2017 (annata scarsa). Lombardia. Problematiche sanitarie per peronospora e oidio. Valtellina +25% rispetto al 2017 e qualità buona (+10/12% sulla media decennale). Franciacorta +45/50%. Oltrepò Pavese +10%. Emilia-Romagna. Si segnalano azioni di contenimento per attacchi di peronospora, mal dell’esca e cocciniglia, ma la qualità delle uve, che stanno maturando con regolarità, si presenta ottima. La produzione è abbondante (+20% sul 2017, con punte del +25%) in linea comunque con le annate classiche. E’ prevista una produzione di circa 8,5 milioni di ettolitri di vino. Toscana. Segnalati attacchi di peronospora e mal dell’esca. Grandinate in zona Brunello. Attesa comunque una produzione di alta qualità che sotto il profilo quantitativo è nella media decennale (-5%) ma superiore rispetto al 2017. Puglia. Annata caratterizzata da abbondanti precipitazioni (comprese numerose grandinate) e temperature fresche. Attacchi di peronospora diffusi. Tignoletta sotto controllo. Livello qualitativo da discreto a buono. Produzione +15/20% sul 2017. Attesi 9/9,5 milioni di ettolitri di vino. Sicilia. Attacchi di peronospora in areali ristretti. Grandinate limitate. Buono il livello qualitativo grazie ad escursioni termiche giorno/notte ideali. Buono, al momento, anche l’equilibrio acidità/zuccheri come pure l’aspetto aromatico. Produzione superiore rispetto al 2017 ma in calo sulla media decennale.

Sintesi situazione/6. Francia. Segnalate grandinate in zona Champagne. Maturazione delle uve anticipata di qualche giorno rispetto alla media e al momento sotto controllo. Livello qualitativo buono. Produzione in recupero rispetto al 2017 (annata tra le più scarse degli ultimi anni) del 30%, con punte del +50% per lo Champagne, del +45%  per il Bordeaux, del 16 per la valle del Rodano e del 10% per il Borgogna. Spagna. Annata nettamente migliore rispetto al 2017 con incrementi del +20/25%, ma nella media stagionale. Buono lo stato sanitario delle uve.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

11 e 12 agosto 2018, a Farra d’Alpago (BL) agroalimentare e montagna protagonisti con Top-Value

Qualità, tipicità e tutto il buono della montagna. È la ricetta che sabato 11 e domenica 12 agosto trasformerà Farra d’Alpago (BL) nella capitale del gusto ad alta quota per un weekend interamente dedicato alle eccellenze agroalimentari montane.

Tipicità locali e qualità senza confini. Organizzata dalla Regione Veneto in collaborazione con L’Informatore Agrario e Ven.Lat., la due-giorni si inserisce nell’ambito del progetto Top-Value, una partnership per la promozione del “Prodotto di Montagna” che coinvolge la Camera dell’Agricoltura della Carinzia, l’ente regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia, la Regione del Veneto — Direzione Agroalimentare, l’Umweltbüro GmbH, l’Università degli Studi di Udine e l’Università degli Studi di Padova.

Cuochi stellati. Ad illuminare i podotti di montagna, le stelle degli chef Renzo Dal Farra (Locanda San Lorenzo di Puos D’Alpago – BL), Renzo De Prà (ristorante Dolada di Pieve d’Alpago – BL) e dello chef pasticcere Ivan Centeleghe (omonima pasticceria di Farra D’Alpago – BL), che sabato 11 (ore 20.00) interpreteranno i sapori della Val Belluna in un cooking show a base di prodotti del territorio: dall’orzotto con i fagioli giàlet all’agnello, passando per degustazioni di formaggi bio col miele, Pinot grigio e nero, fino ai cannoli con la ricotta del Cansiglio e lo zafferano a km0. Uno show “pret a manger” che punta i riflettori sulle potenzialità di un territorio a dimensione quasi familiare, fatto di micro-produzioni orientate alla genuinità, al gusto e al rispetto dell’ambiente.

Produttori locali. Domenica 12 sarà quindi la volta dei produttori locali e non solo, che animeranno il centro di Farra D’Alpago (dalle 9.00 alle 18.00) con una mostra mercato sui “prodotti di qualità di montagna e dell’area di confine tra Italia e Austria” con i produttori dell’area transfrontaliera ad esporne le lavorazioni e le caratteristiche organolettiche. Tra queste la Casatella trevigiana, i fagioli di Lamon, il formaggio Piave, l’aglio bianco polesano e il radicchio, ma anche formaggi, salumi, verdure, vino, miele e frutta provenienti da latterie, malghe o imprese dell’agroalimentare.

Convegno. Sul fronte tecnico, riflettori puntati sul “valore aggiunto dei prodotti di qualità e di montagna per lo sport e per l’ambiente” nel convegno di sabato 11 (ore 18.00, presso la palestra comunale di Farra D’Alpago – BL), che vedrà intervenire Ivo Bianchi, medico specializzato in omotossicologia; Enrico Sturaro, professore all’Università di Padova e Giorgio Trentin, della Direzione agroalimentare della Regione Veneto, moderati dal direttore de L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti.

La registrazione in loco sarà consentita fino all’esaurimento dei posti disponibili. Tutte le iniziative proposte nell’ambito dell’evento sono aperte al pubblico e a libero accesso fino ad esaurimento posti. La registrazione anticipata al convegno e al cooking show (la partecipazione al cooking show è vincolata alla partecipazione al convegno) è possibile inviando una mail ai seguenti indirizzi: valentina.zambetti@regione.veneto.it v.marcantonio@informatoreagrario.it

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

10-12 agosto 2018, nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) si tiene Calici di stelle Euganei

panoramica del borgo di Arquà Petrarca

(di Nadia Donato, consigliere Argav) In occasione di Calici di Stelle, manifestazione nazionale organizzata dal Movimento Turismo del Vino in collaborazione con le Città del Vino, da venerdì 10 a domenica 12 agosto 2018, dalle 19 alle 24, la Strada del Vino dei Colli Euganei e il Consorzio tutela Vini Colli Euganei organizzano nel borgo medievale di Arquà Petrarca (PD) “Calici di Stelle Euganei”.

Presenti con i loro prodotti 26 produttori di vino, 14 ristoratori, 3 frantoi. Protagonisti della kermesse notturna saranno i Colli Euganei e i loro vini che ogni anno attirano migliaia di visitatori da ogni parte della provincia e della Regione. La manifestazione coinvolge ben cinque comuni: Arquà, Baone, Vo’, Rovolon e Cinto Euganeo. Il programma rende onore alle eccellenze del territorio: vino, cibo, olio. Il pubblico potrà acquistare la bisaccia, bicchiere e coupon.Sul Colle che domina il borgo saranno inoltre presenti gli astronomi per guidare i visitatori alla scoperta del cielo di agosto e delle stelle cadenti.

Ogni sera sono in programma degustazioni guidate di vini euganei e di olio evo, effettuate dai produttori e da sommelier ed accompagnate da una colonna sonora “cucita su misura per l’evento”. Il presidente della Strada Franco Zanovello tiene a sottolineare il carattere culturale della manifestazione. Nell’occasione, infatti, saranno raccolte le firme per il “luogo del Cuore” indetto dal FAI, con l’obiettivo di valorizzare e recuperare nel Monte Venda il monastero degli Olivetani, da anni abbandonato. Maggiori info e programma www.calicidistelleeuganei.it e www.stradadelvinocollieuganei.it Potete trovare tutti gli appuntamenti in Veneto di Calici di Stelle, invece, a questo link.

 

Con oltre 800 gelaterie artigianali presenti, Veneto la regione italiana a maggior vocazione artigianale. Attenzione però ai “falsi”.

gelato al Prosecco

Al cioccolato o alla panna, alla frutta o con ingredienti più ricercati, sempre più legati alle produzioni tipiche venete come il Prosecco, il carciofo violetto di Sant’Erasmo o il mandorlato di Cologna, semplice o elaborato. Al gelato, anche in tempo di crisi, in Veneto, non ci rinuncia quasi nessuno.

In Veneto oltre 800 gelaterie artigianali. Dalla classifica più “dolce” dell’anno, tratta dal dossier “Gelaterie: le imprese artigiane e la spese delle famiglie per i gelati”, realizzata dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese, su fonte Istat 2017, si scopre come nella nostra regione le gelaterie artigianali siano ben 818, su un totale di 1.025, impiegano circa 2.500 persone (quasi 4.000 addetti in totale), con una media di 1 impresa ogni 3.900 abitanti, per un giro d’affari di quasi 161milioni di euro. “Ai piccoli piaceri della vita non si rinuncia, neppure in tempo di crisi – afferma Agostino Bonomo, presidente regionale di Confartigianato – anzi, a fronte dell’austerità alla quale si è costretti, statistiche alla mano, si indulge più spesso ai propri desideri”.

Veneto la regione italiana a maggior vocazione artigianale. Analizzando meglio i dati nazionali e regionali, scopriamo come la nostra regione sia quella a maggior vocazione artigianale -tra quelle con almeno 500 gelaterie– con il 79,8% delle imprese che sono artigiane, seguita dal Piemonte con il 77,0% e la Sicilia con il 75,7 e una media nazionale del 71,5%. Quanto al giro d’affari, i dati dicono come la spesa di 161 milioni di euro del Veneto sia la terza più alta dietro a Lombardia (344 milioni di euro) e Lazio (199) mentre in Italia si sfonda la quota di 1miliardo e 800 milioni.

Le famiglie venete spendono in media oltre 70 euro per i gelati. Tra i consumatori in Veneto, secondo il dossier di Confartigianato, le famiglie spendono, in media, 77 euro per coni, sorbetti e coppette. “Da qualche anno registriamo un aumento costante delle gelaterie artigiane e non – afferma Marco Viel, presidente di mestiere regionale – a conferma di come i veneti continuino a preferire la qualità e la genuinità del prodotto delle nostre imprese e che non esiste limite alla fantasia dei gelatieri artigiani che sono riusciti a inventare centinaia di gusti. Ricordo a tal proposito il guinness dei primati raggiunto nel 2004 a Padova dalla nostra categoria con 521 gusti certificati. Quindi, non si rinuncia alla qualità e genuinità dei prodotti realizzati con materie prime, rigorosamente fresche, senza conservanti e additivi artificiali, e lavorati secondo le tecniche tradizionali. Inoltre, noi artigiani siamo sempre più attenti a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.

Gusti classici sempre al top ma in Veneto in crescita quelli basati sulle tipicità regionali. Anche in questo 2018, nelle gelaterie stravincono i sapori decisamente classici, a fronte dei 600 a disposizione: primeggiano “fragola”, “cioccolato” seguiti da “nocciola”, “limone”, “crema”, “pistacchio” e “stracciatella” anche se non perdono colpi neanche i sempreverdi “tropicana”, “limoncello”, “tè verde”, “arcobaleno” o addirittura “loacker”. Per chi ha problemi di dieta (uno su dieci), ecco il gelato alla soia. Nella nostra regione, invece, crescono anche i gusti basati sulle tipicità locali (ben 371 tra Dop, Stg e Igp e prodotti agroalimentari tradizionali) come il “Prosecco”, “giuggiole” e “fregolotta” o persino i gusti al formaggio.

Abusi lessicali anche in fatto di gelato. “Il gelato artigianale -prosegue Viel- rappresenta uno dei simboli del food made in Italy la cui produzione merita di essere sostenuta, valorizzata e difesa, anche dagli abusi lessicali come quello in gran voga delle gelaterie self service che si definiscono “Agrigelaterie”. Neologismo –spiega il presidente- coniato di recente da alcuni colleghi agricoltori che prevede la produzione di gelati non solo privi di alcun tipo di semilavorato o preparato, ma solo da ingredienti assolutamente naturali e a chilometro zero, con un occhio di riguardo alla stagionalità, ma soprattutto deve essere prodotto in una azienda agricola. Ne esistono alcune in Italia, ma sono pochissime. Purtroppo però, a differenza del termine agriturismo, definito questo sì per legge, in questo momento una definizione di cosa sia una agrigelateria non esiste e, nel vuoto normativo c’è chi ne approfitta. E’ il caso di alcune catene di prodotto emulsionato –non è un vero e proprio gelato ma una emulsione appunto creata da una macchina speciale– che si fregiano in modo errato di un termine che non le identifica per nulla. Il fatto che i clienti non trovino nessun banco in vetro con i gusti di gelato in bella mostra ma debbano seguire un percorso a tappe all’interno del locale, che debbano comporre i gusti attraverso appositi erogatori e che il prodotto sia senza grassi idrogenati e fatto col miglior latte biologico, non significa affatto che si tratti di un “agri” gelato. E’ solo un modo diverso e “sfizioso” di proporre ai clienti il gelato “soft” prodotto con macchine speciali in commercio da molti anni e da sempre considerato un “prodotto semi industriale” ben diverso da quello servito nelle gelaterie tradizionali artigiane che, -conclude Viel- deve essere prodotto soltanto con latte, uova, zucchero e frutta”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato