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Domenica 27 marzo 2022, ore 10:30, all’Abbazia di Praglia di Teolo (PD) seminario sulla sostenibilità del vino nell’ambito della manifestazione “I Giganti di Langa”, modera l’incontro il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Secondo la relazione di Francesca Ghirardi, (Ca’ Foscari Sostenibile): “Sostenibilità del vino significa produrre vino cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future e di ricercare i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente. La sostenibilità del vino viene anche definita “viticoltura integrata” perché mette insieme i migliori metodi dei diversi ambiti: lotta biologica e non, sistemi agronomici, ecologia della vigna, ecc… E’ un sistema in continua evoluzione che affonda le proprie radici nella tradizione e utilizza innumerevoli innovazioni. In questi ultimi anni i consumatori hanno mostrato sempre più interesse verso la “sostenibilità” dei prodotti, quindi la “sostenibilità” è diventato un tema di primaria importanza anche nel settore vitivinicolo a livello globale. Il primo progetto significativo nato con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità nel mondo del vino fu il “Pest Management Programme”, implementato in California nel 1992. I primi paesi che aderirono a importanti iniziative di sostenibilità furono gli Stati Uniti d’America con il “California Sustainable Winegrowing”, l’Australia con “Entwine” e la Nuova Zelanda con il “Sustainable Winerowing”. Questi paesi pionieri sono definiti come il “nuovo mondo del vino” e i loro programmi prevedono l’adesione a una serie di standard e codici volontari per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della produzione vitivinicola. In Europa si possono trovare interessanti iniziative come quella franceseVignerons en Developpment Durable” e in Italia il “V.i.v.a-Sustainable Wine” un dettagliato Programma sviluppato dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare che è basato sull’utilizzo di quattro indicatori : Aria, Acqua, Vigneto e Territorio”.

Seminario a ingresso gratuito su prenotazione. Partendo da queste riflessioni, domenica 27 marzo 2022, alle ore 10:30, nell’Abbazia di Praglia di Teolo (PD), nell’ambito della 4^ manifestazione enologica “I Giganti di Langa“, si parlerà di sostenibilità ambientale in vigna, grazie al privilegiato racconto di alcuni vignerons e la condivisione delle loro personali visioni ed esperienze, nel seminario organizzato da Associazione Culturale Arte & Vino in collaborazione e con il patrocinio di Argav. I partecipanti al seminario, a ingresso libero su prenotazione al link https://bit.ly/3J30H63, oppure inviando una mail a segreteria.artevino@gmail.com,sono: Dom Stefano Visintin – Abate di Praglia, con un saluto di preludio, Gabriele Stringa – socio e partner presso Zai Urban Winery, Massimo Rivetti, titolare Az. Agricola Massimo Rivetti, Sergio Germano, titolare Az. Agricola Ettore Germano, Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità Azienda Agricola Cecchetto Giorgio. A moderare l’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav. La giornata proseguirà con un ricco programma di appuntamenti di degustazione, ulteriori informazioni al  link : https://www.associazionearte-vino.it/seminario-la-sostenibilita-del-vino/

L’Abbazia di Praglia (PD) sposa la bio-economia circolare

La presentazione dell’impianto

L’innovazione incontra la tradizione con un occhio particolare alla salvaguardia ambientale. La millenaria Abbazia di Praglia (PD), fondata tra l’XI e il XII secolo, si affaccia al ventunesimo secolo con un tema di scottante attualità: la riduzione dei gas serra a favore di una mitigazione dei cambiamenti climatici.

Lo scorso 11 marzo, l’Abbazia ha aperto le proprie porte per presentare un innovativo impianto di abbattimento dell’anidride carbonica proveniente dalla propria centrale termica a biomassa. Il tutto in un’ottica di bio-economia circolare. Infatti, il cippato ottenuto dagli scarti di potatura dell’azienda agricola dell’Abbazia stessa e di altre aziende partner viene impiegato nella caldaia a biomasse, mentre le emissioni dell’impianto termico sono convogliate in un prototipo di fotobioreattore per alimentare il processo di accrescimento di bioalghe, da usare come fertilizzante in agricoltura, chiudendo così il circolo virtuoso della filiera legno energia.

Tutto questo grazie al contributo del Gruppo di Azione Locale (GAL) Patavino e del PSR Veneto, insieme a Coldiretti Padova e alle altre organizzazioni agricole padovane: i fondi destinati allo sviluppo rurale hanno permesso la realizzazione del progetto denominato “Remed”, che sta per “Reduction of EMission by bioEnergy as rural areas Development”. I partner del progetto sono: l’azienda agricola a responsabilità limitata Abbazia di Praglia, che ospita l’impianto prototipale, Biomass Green Energy Srl e azienda agricola Colli del Poeta, che forniscono il materiale per il mantenimento della caldaia a cippato, Università degli Studi di Padova – Centro Levi Cases, che si occupa della progettazione e test dell’impianto prototipale, ed Eco-Management srl, capofila di progetto, che oltre a coordinare tutte le azioni del partenariato, si occupa delle analisi LCA e SWOT del progetto.

L’abbattimento di gas climalteranti della combustione degli scarti attraverso il prototipo del fotobioreattore consente inoltre di aprire nuovi scenari di ricerca verso l’uso delle alghe che in esso sono inserite, quali ammendanti e/o fertilizzanti, creando uno spazio di ulteriore ampliamento della redditività della soluzione sperimentate in Remed.“Tutto parte dalle ramaglie – spiega Mirco Muraro di Eco Management – le quali, anziché venire trattate con un rifiuto vengono recuperate a basso costo e utilizzate in caldaie a biomassa come quella dell’Abbazia di Praglia. Il Gal Patavino la finanziato con 145 mila euro la costruzione di un impianto pilota che prevede il reimpiego dell’anidride carbonica in un fotobioreattore  per la produzione di alghe da usare come fertilizzante in agricoltura. In questo modo si riducono le emissioni e si rafforza la filiera”.

L’Abate padre Stefano Visintin sottolinea il significato di questo progetto: “la nostra abbazia è anche una società agricola e cerchiamo di mantenere approccio sostenibile e rispettoso della natura, anche nell’uso delle caldaie. E’ una iniziativa che si inserire in una visione ben più ampia perché guarda alle future generazioni e alla tutela dell’ambiente. Nelle nostre abbazie ragioniamo in un’ottica di secoli, pensando a chi verrà dopo di noi”.  Il professor Alberto Bertucco, docente dell’Università di Padova nonché direttore del Centro Levi Cases, illustra il funzionamento del fotobioreattore: “questo prototipo che rimarrà in funzione per tutto l’anno è stato progettato dall’ingegner Vecchiato. Noi abbiamo fornito la consulenza scientifica sulle micro alghe e il loro processo di accrescimento che qui viene favorito. Il fumo che esce dalla caldaia viene convogliato e pompato nella vasca. Grazie all’anidride carbonica aumentiamo fino a dieci volte la fotosintesi e le alghe crescono in modo esponenziale. A regime l’impianto produrrà mezzo metro cubo di alghe dalle particolari proprietà biostimolanti e fertilizzanti. Al termine delle sperimentazione pubblicheremo uno studio scientifico su tipologia di approccio utile per abbattere le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, un tema molto attuale che va risolto”. Erminio Cappellari del Gal Patavino osserva che questo progetto il risultato “di un lungo percorso che abbiamo fortemente voluto che fa diventare punto di forza gli scarti delle ramaglie”. “Con questa iniziativa l’economia circolare diventa realtà – aggiunge Paolo Minella che ha seguito il progetto per Coldiretti Padova – perché gli scarti della potatura si trasformano in risorsa per alimentare la caldaia dell’abbazia, un impianto a bassa emissione che comunque produce anidride carbonica. Anziché essere dispersa in atmosfera viene convogliata nel prototipo bioreattore, nel quale abbiamo inserito anche delle piastre a led perché alghe si producano anche di notte. Queste microalghe tornano poi all’agricoltura come fertilizzante: è la realizzazione del circolo virtuoso che fa bene all’ambiente e alle nostre aziende agricole”. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova conclude: “Ci auguriamo che questo progetto permetta di realizzare il nostro sogno di replicare questi impianti anche in altre strutture come scuole, edifici pubblici per favorire una politica energetica veramente green. Nel prossimo futuro gli interventi a favore della sostenibilità ambientale saranno sempre più incoraggianti e finanziati, questo progetto può essere un primo passo significativo”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

4 settembre 2016, si snoda tra ville e abbazie il tour in bici proposto nel Padovano nell’ambito de “Le domeniche di Agricycle”

Bici Po di GoroApproda all’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova, la rassegna “Le domeniche di Agricycle”, iniziativa promossa da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura Veneto, per valorizzare la bellezza del paesaggio regionale e la varietà dei suoi prodotti.

La rassegna è un viaggio a cavallo tra cultura, natura, sport ed enogastronomia da percorrere in bicicletta, mezzo ideale per conoscere angoli nascosti tra il fiume e la campagna o suggestivi scorci collinari, città murate e ville venete. Il programma prevede cinque giornate negli agriturismi veneti, suddivise in due parti. La prima consiste in un’escursione guidata in bicicletta, facile e adatta a tutti, alla scoperta dei luoghi circostanti e di siti culturali di particolare rilievo. La seconda parte  è dedicata alla degustazione dei prodotti degli agriturismi. Il biglietto di partecipazione è di 10 euro per gli adulti e di 5 per i bambini, comprendente la visita guidata ai siti culturali, la guida all’escursione e lo spuntino.

Domenica 4 settembre alle 9.30 l’agriturismo La Buona Terra propone un’escursione di 20 chilometri dal titolo “Tra ville e abbazie”. Si pedalerà nell’incantevole paesaggio dei Colli Euganei, tutto su pista ciclabile, con prima tappa a Luvigliano di Torreglia, dove si visiterà la cinquecentesca Villa dei Vescovi, con gli affreschi che decorano le stanze e le logge. Si proseguirà quindi fino a Teolo, con visita alla maestosa Abbazia di Praglia che risale all’undicesimo secolo. Ultima tappa a Rovolon, a villa Frassanelle e al suo parco, per concludere quindi con una degustazione di prodotti dell’agriturismo e vini locali. Informazioni: 049 9915497 o info@labuonaterrabio.it

Ultimo appuntamento in ottobre. La rassegna si chiuderà domenica 2 ottobre all’agriturismo La Pila di Villa Bartolomea, in provincia di Verona, con “Eductour”, evento pensato per presentare a tour operator, istituzioni e stampa Agricycle Veneto, progetto di Agriturist che promuove gli agriturismi accomunati dalla passione per la bicicletta, con servizi mirati ai cicloturisti come i ricoveri per le bici, l’officina con attrezzi, la colazione energetica, mappe e consigli per itinerari. In Italia il settore del cicloturismo è in costante crescita: secondo l’Agenzia nazionale del turismo-Enit la potenzialità a livello nazionale è di 3,2 miliardi di euro di fatturato annui. In Veneto ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

 

Sabato 3 novembre 2012, i soci ARGAV nel padovano, in visita all’Abbazia di Praglia e a Villa Giusti

Una giornata studio a carattere agricolo-storico-culturale quella in programma per i soci ARGAV sabato 3 novembre p.v. nel padovano.  In particolare, si visiterà l’Abbazia di Praglia ai piedi dei colli Euganei, a circa 12 chilometri da Padova e a 4 da Abano Terme, lungo l’antichissima strada che conduceva ad Este. La fondazione dell’Abbazia risale agli anni tra l’XI e il XII secolo. Spazio teologico “eloquente”, condensato nelle stesse forme architettoniche, ancora oggi costituisce il contesto vitale primario per una comunità di uomini, che condividono la ricerca del Signore nel solco tracciato dalla Regola di San Benedetto.

Padova e la “Grande Guerra”. Oltre all’edificio religioso, i soci ARGAV visiteranno la biblioteca dell’Abbazia nonchè l’antica cantina, riaperta di recente dopo un intervento di restauro. Nel primo pomeriggio, i soci visiteranno Villa Giusti, che ospitò Vittorio Emanuele II dal novembre 1917 al gennaio 1918 e nelle cui sale, 94 anni fa, il 3 novembre 1918, fu firmato l’armistizio tra Italia e Austria. 
La visita sarà guidata da Gianfranco Maritan coadiuvato dal consigliere ARGAV Emanuele Cenghiaro, autore del volume “Padova e la Grande Guerra“.
Bel tempo permettendo, la visita si concluderà con una breve passeggiata nel parco di gusto romantico, risistemato nell’aspetto attuale verso il 1870.

Villa Giusti, lapide

Programma. Ritrovo ore 10,15 davanti all’Abbazia di Praglia (PD); ore-10,30: visita dell’Abbazia, della biblioteca e dell’antica cantina; ore 14,15: trasferimento a Villa Giusti in via Armistizio, quartiere Mandria a Padova; ore 14.45: visita alla villa; ore 16.15: conclusione visita.

Riaperta l’antica cantina dell’Abbazia benedettina di Praglia

Il territorio dei Colli Euganei è stato segnato dalla presenza quasi millenaria dell’Abbazia benedettina di Praglia. I monaci ne hanno bonificato le terre, disegnandone il paesaggio con lo sviluppo di colture particolari come la vite e l’olivo. E sabato 29 settembre scorso, presso l’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd), è avvenuta l’inaugurazione dell’antica cantina a chiusura dell’intervento di restauro e a completamento di un percorso iniziato nei primi anni 2000, quando i monaci hanno ripreso lo sviluppo della viticoltura dentro ed attorno l’Abbazia (10 ettari circa).

La tradizione pragliese delle vigne e del vino vanta almeno otto secoli di storia. E la memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini, custodita in documenti antichi di quasi mille anni, è alla radice di un prodotto di qualità, che racconta al contempo una storia di vita e di “vite”. Nella cantina di Praglia si respira questa lunga storia, in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze e tecniche nuove, nella ricerca costante di risultati di valore. Nei 10 ettari attualmente coltivati a vigneto dentro e intorno alle mura dell’Abbazia, interamente a DOC, denominazione di origine controllata, trovano un posto privilegiato vitigni tradizionali come la Garganega, il Friularo e soprattutto il Moscato Fior D’arancio, tipico dei Colli Euganei, accanto alle varietà più comuni come il Merlot, il Cabernet, lo Chardonnay.

(Fonte: Veneto Agricoltura)