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Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.

Emergenza idrogeologica al Nord Italia: Consorzi di bonifica in prima linea

Vicenza: via XX settembre all'altezza della pasticceria Bolzani (foto 2punti.it)

Di fronte all’emergenza idrogeologica che sta colpendo il Nord Italia, Massimo Gargano, presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) afferma: ” I Consorzi di bonifica sono in prima linea e continueranno a fare la loro parte, spetta però a Governo e Regioni operare scelte concrete per la prevenzione della sicurezza del territorio”.

L’Italia non può permettersi la perenne emergenza. “Stavolta il maltempo colpisce il Nord Italia e, per l’ennesima volta, siamo a piangere morti e contare i danni, scrutando il cielo – continua Gargano-. Da molte ore i lavoratori dei consorzi di bonifica sono impegnati, assieme alle altre realtà operanti sul territorio, a contenere le conseguenze di una situazione di grave crisi idrogeologica; abbiamo grande stima per l’opera della Protezione Civile, ma l’Italia non può permettersi di operare perennemente in emergenza. E’ necessario investire nella prevenzione.”

Ancora nello scorso febbraio, abbiamo presentato un Piano Pluriennale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, che prevede 1365 interventi, perlopiù immediatamente cantierabili in tutte le regioni italiane, per un investimento complessivo di 4.183 milioni di euro da reperire anche attraverso una proiezione quindicennale dell’impegno di spesa, che potrebbe realizzarsi mediante mutui.  “Siamo tuttora in attesa – conclude Gargano – di un cenno di disponibilità da parte del Ministero dell’Ambiente. Noi continueremo a fare la nostra parte, ma ci appelliamo a Governo e Regioni, affinchè si dia vita ad un programma di azioni concrete in grado di ridurre il sempre più grave rischio idrogeologico dando, alle comunità ed al territorio, quella sicurezza, elemento indispensabile allo sviluppo della vita sociale ed economica.”

(fonte Anbi)