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26-29 maggio 2022, a San Donà di Piave (VE) prende il via TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica, quattro giorni dedicati al rapporto tra uomo, acqua, ambiente e sostenibilità

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ANBI Veneto con i suoi Consorzi di Bonifica e Università degli Studi di Padova inaugurano giovedì 26 maggio 2022, dalle 9.00, in piazza Indipendenza a San Donà di Piave (VE) TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica. L’iniziativa si protrarrà fino a domenica 29 maggio, con incontri, convegni, spettacoli, concerti, visite guidate e mostre dedicati al rapporto tra uomo, acqua e territorio. Curatrice e coordinatrice scientifica della manifestazione è Elisabetta Novello, docente di storia economica dell’Università di Padova; direttore artistico è l’attore Andrea Pennacchi.

A 100 anni dal congresso che ha posto le basi della bonifica moderna, il sistema dei Consorzi è chiamato a far fronte alle nuovo sfide dei mutamenti climatici. Con Terrevolute si celebra il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel marzo del 1922, pose le basi della Bonifica moderna, definita “integrale” perché unisce aspetti di sicurezza idraulica alla gestione della risorsa ad uso irriguo, pratiche bonificatorie che fino agli inizi del ‘900 erano considerate e attuate separatamente. “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.

Aspetto principale del Festival è la componente convegnistica, con confronti tra rappresentanti istituzionali, docenti universitari, rappresentanti delle attività produttive e ovviamente dei consorzi di bonifica. Ad iniziare sarà la tavola rotonda (giovedì 26 maggio, ore 10.00) “Il futuro delle nostre terre” che vedrà il direttore generale di ANBI Massimo Gargano dialogare con Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marina Colaizzi, segretaria generale Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali e i rappresentanti di Coldiretti (Andrea Colla, presidente Coldiretti Venezia); Gianmichele Passarini (presidente CIA Veneto) e Paolo Ferrarese (vicepresidente Confagricoltura Veneto), coordinati dal giornalista Beppe Gioia. Ad aprire la mattinata inaugurale (ore 9.00) saranno l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, il sindaco di San Donà Andrea Cereser, il presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (che ospita il Festival) Giorgio Piazza, il presente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro e il Prorettore dell’Università di Padova Paolo Sambo, oltre al dg di ANBI Massimo Gargano. Inaugurazione e simposi del 26 e del 27 saranno trasmessi in diretta streaming su www.facebook.com/AnbiVeneto

Momento principale del Festival è il grande simposio che si articolerà tra giovedì e venerdì in piazza Indipendenza dal titolo “Consorzi di bonifica e sviluppo sostenibile. Itinerari e azioni per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” e che vedrà il coinvolgimento di rappresentanti di istituzioni e diversi docenti di Università di tutta Italia. Si parlerà di sostenibilità e gestione del territorio declinando le sessioni sulla base dei goal dell’Agenda 2030. Sabato 28 maggio, sempre in piazza Indipendenza, si terranno i workshop “Le acque rigenerano la città: Sicurezza idraulica e qualità della vita” (con rappresentanti di enti di ricerca, mondo della bonifica, associazioni di categoria, ore 10:00-12:30). A completare la sezione convegnistica sarà un fitto programma di presentazioni di libri che avranno luogo presso il Caffè Letterario e la Corte Leonardo da Vinci. “TerrEvolute | Festival della bonifica è arrivato alla sua quinta edizione, che coincide con il centenario del Convegno dedicato alla bonifica che si tenne nel marzo 1922 a San Donà di Piave, durante il quale venne fermamente ribadita la necessità di coordinare la finalità economica delle opere con quella sociale, vale a dire miglioramento delle condizioni di vita e dei rapporti di lavoro –  spiega la curatrice del Festival Elisabetta NovelloNegli anni successivi la bonifica si arricchì di nuovi valori e responsabilità come quelli legati alla ‘bonifica ambientale’, nei primi anni Novanta, promuovendo una serie di interventi a favore del rispetto per l’ambiente. Oggi siamo all’inizio di una nuova fase, quella della “bonifica per la sostenibilità” e di questo si occuperà il Simposio. Un importante momento di confronto fra mondo accademico (23 dipartimenti di 15 diverse Università italiane), politico e mondo della bonifica.” “Mai come in questo periodo storico è fondamentale focalizzare l’attenzione sull’ambiente e il rispetto delle risorse naturali e, quindi, anche sull’acqua e sulla sua gestione – spiega Paolo Sambo, prorettore alle Politiche per le sedi decentrate dell’Università di Padova –. Ed è utile affrontare la tematica con approccio olistico che consideri non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli sociali ed economici, come fa una manifestazione che prende spunto dal passato per guardare al futuro in un’ottica di sostenibilità, guidata dagli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’ONU. Il legame fra le due ricorrenze, il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete e gli ottocento anni dell’Università di Padova, si concretizza in una manifestazione che dimostra, ancora una volta, come ateneo e territorio non solo possono, ma devono, interagire e collaborare per l’avanzamento della conoscenza e della società. Il coinvolgimento di enti territoriali, amministratori locali e ricercatori, in eventi offerti a pubblici diversi rappresenta un chiaro esempio di come l’Università di Padova declini il concetto di terza missione per e sul territorio”.

Spettacoli. Mercoledì 25 maggio si terrà la proiezione del film Welcome Venice, seguirà tavola rotonda con regista (Andrea Segre) e attori del film intervistati dai ragazzi del Giffoni Film Festival sul tema della conservazione degli ecosistemi fragili e delle tradizioni culturali ed economiche ad essi legate. Saranno presenti rappresentanti di Legambiente, Marevivo e del mondo del turismo. Evento speciale, mercoledì 25, dopo il film Welcome Venice, sarà “Idrovore Tricolore” con la proiezione, in diretta, sullo schermo di piazza Indipendenza, delle idrovore disseminate nel territorio nazionale illuminate con le luci della bandiera italiana. Giovedì 26 maggio, la compagnia di danza RBR Dance Company presenterà Boomerang – gli illusionisti della danza. Un viaggio onirico che inizia con la comparsa della vita sulla terra, la nascita dell’uomo e che si sviluppa poi in tre ambienti diversi ma tra loro collegati dalla presenza, diretta o indiretta, del genere umano. Venerdì 27 maggioValerio Aprea legge Maccox”, protagonista della trasmissione tv Propaganda, in uno spettacolo sui mutamenti climatici. Sabato 28 maggio sarà il turno del duo comico Ale e Franz con uno spettacolo su uomo e ambiente. Infine domenica 29, si terrà lo spettacolo di chiusura che ripercorre alcuni momenti della vita di Silvio Trentin, tra i principali protagonisti del Congresso di San Donà del 1922, in un monologo di Andrea Pennacchi.

Il Festival è patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dell’Agricoltura, Regione del Veneto – che l’ha inserito nel calendario dei Grandi Eventi -, ANCI Veneto, Comune di San Donà di Piave, Conferenza sindaci delle Venezia Orientale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Programma e info su www.festivalbonifica.it. Anche quest’anno il Festival si avvale del sostegno di Crédit Agricole-FriulAdria nel quadro della collaborazione strategica con ANBI Veneto finalizzata a promuovere la green economy. La banca, infatti, ha legato il proprio nome allo studio di ANBI Veneto sul sistema delle risorgive (in fase di completamento) e al Contamination Lab, il laboratorio di idee innovative organizzato dall’Università di Padova da cui ha preso forma il progetto Irribanc per l’efficientamento dell’acqua in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Stagione irrigua in Veneto: derivazioni ridotte anche del 50%. Consorzi di bonifica: “A rischio 6 miliardi di euro di produzione agricola”.

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Le sporadiche piogge di questi ultimi giorni non hanno compensato il grave stato di siccità nel quale versano le campagne venete in questo inizio di stagione irrigua 2022. I dati presentati il 13 aprile scorso nel corso dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici presso l’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali indicano uno stato di siccità conclamata, che nella scala ideata dall’Autorità stessa è salita dal livello di severità bassa al livello di severità media.

Significativi i dati medi degli ultimi 4 giorni di marzo: per il Brenta, a Bassano, si è registrata una portata pari a 16,5 mc/s, vicina il minimo storico del periodo; per il fiume Bacchiglione a Montegalda la portata media ha toccato i 7,2 mc/s, costituente minimo storico assoluto del periodo; per il fiume Astico a Pedescala la portata media è scesa a 0,4 mc/s, vicina il minimo storico del periodo. Desta allarme anche l’Adige, a rischio di intrusione del cuneo salino: le portate medie misurate a Boara Pisani nelle ultime 2 settimane oscillano tra valori di 75 e 110 mc/s e quelle dell’ultima settimana oscillano tra valori di 75 e 85 mc/s e quindi, talvolta, di poco inferiori alla soglia minima di deflusso per contrastare l’intrusione del cuneo salino.

Le riduzioni di prelievo irriguo che si profilano sono significative: dell’ordine del 50% sui bacini dell’Adige e del Piave, del 40% su quello del Brenta e del 50% sulle restanti aree irrigue regionali. Sul bacino dell’Adige potrebbero derivare ulteriori problematiche per il fatto che, in caso permanesse la presente congiuntura climatica, le portate suddette potrebbero essere raggiunte solo con l’apporto aggiuntivo di risorse invasate nei bacini montani delle Province autonome di Trento e Bolzano. A tal proposito, va evidenziato che sulla base del Decreto Legislativo 152/2006, in una scala di priorità dell’utilizzo della risorsa, al primo posto figura il potabile, al secondo l’agricoltura e di seguito tutti gli altri scopi. “Alla luce dell’attuale quadro di severità, i Consorzi di Bonifica sono impegnati nel sensibilizzare gli agricoltori sull’attuale scenario di criticità invitandoli a utilizzare software per il consiglio irriguo – tra i quali Irriframe, sistema messo a disposizione da ANBI e previsto tra le misure del Piano di Sviluppo Rurale Veneto – e a prepararsi a una possibile futura razionalizzazione della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro. – È comunque surreale che in una regione piovosa come il Veneto, 6 miliardi di euro di produzione agricola siano a rischio perché le piogge si concentrano in determinati periodi e non scendono quando servono alle campagne. È evidente che non possiamo più perdere neanche una goccia di pioggia e che è necessario avviare un piano per la realizzazione di bacini di invaso per lo stoccaggio della risorsa.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Venerdì 25 marzo, al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), corso di formazione per giornalisti/e “A cent’anni dal congresso di San Donà di Piave: dalle origini alle nuove frontiere della moderna bonifica”. Al termine, si parla di turismo montano ed esperenziale.

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Si celebrano quest’anno i 100 anni dal Congresso di San Donà di Piave (VE), dove primari esponenti del mondo scientifico e politico disegnarono la moderna Bonifica; il corso, che si svolgerò dalle 18.30 alle 20.30, si propone di partire dal dato storico per illustrare attuali e futuri obbiettivi di un’originale esperienza italiana di autogoverno democratico del territorio per la salvaguardia idrogeologica, la gestione delle acque irrigue, la tutela ambientale, la produzione di energia rinnovabile. Il corso è gratuito ed il numero massimo di partecipanti ammessi è 20 nel rispetto dei protocolli anti Covid. Iscrizione obbligatoria su piattaforma formazione giornalisti.

Programma. A coordinare l’incontro sarà Mauro Poletto, giornalista, direttivo Argav. Ore 18.30 – Saluti: Ordine Giornalisti Veneto/Sindacato Giornalisti Veneto; Francesco Cazzaro, presidente ANBI Veneto, Fabrizio Stelluto, Presidente Argav. Relatori: Elisabetta Novello, docente storia economica e contemporanea Università Padova, “Il Primo Congresso delle bonifiche venete nel marzo del 1922: riflessioni sul passato e proiezioni future”; Maurizio Borin, docente Università Padova presso Dipartimento Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE), “Bonifica ed il futuro dell’irrigazione”; Alberto Barausse, ricercatore dipartimento biologia Università Padova, “Cos’è l’ingegneria naturalistica”; Arianna Toffanin, esperta Consorzio di bonifica Veneto Orientale, “Terre di bonifica e cover crops”; Carmelo Mauceri, docente Università Padova presso Dipartimento  Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) “Forestazione urbana: i tetti verdi”.

Dopo il corso, si parla di turismo esperienziale. A seguire, terminato il corso di formazione, si proseguirà con il consueto convivio Argav/Wigwam, in cui parleremo di “Nevegal: prospettive turistiche, ristorative e sciistiche dello storico comprensorio bellunese” con Yuki D’Emilia, assessore turismo Comune Belluno, Marco Vuerich, agrichef e gestore Malga Faverghera, Roberto Pierobon, direttore impianti sci e risalita. Si continuerà a conversare di turismo del territorio con Cristiano Luigi Gaggion, presidente Alimentazione Confartigianato Veneto, Cecile Roussot, promotrice turistica (Vivo Venetia), che presenteranno il nuovo progetto esperienziale “La promozione e valorizzazione dell’artigianato alimentare veneto”, per il quale sono state selezionate 11 imprese, con cui è stato progettato, creato e testato un format capace di far incontrare, dialogare e collaborare produttori artigiani con strutture ricettive per creare un’offerta turistica, capace di promuovere il bello ed il buono del territorio. Infine, Giulia Briguglio, (azienda vitivinicola Le Volpi e Monte Fasolo dei Colli Euganei) presenterà la produzione vinicola, nonchè il progetto enogastronomico e ricettivo alla luce degli investimenti effettuati in questi ultimi anni. Al termine si terrà la tradizionale degustazione con prodotti tipici.

Siccità, senza nuovi invasi il 95 per cento dell’acqua piovana continuerà ad andare dispersa a mare

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“In periodi siccitosi come quello che stiamo attraversando è ancora più intollerabile il fatto che in Veneto appena il 5% dell’acqua meteorica viene trattenuto sul territorio a fronte di un 95% che viene dispersa a mare. Non è più procrastinabile la realizzazione di invasi per trattenere la risorsa: serve realizzare bacini nuovi, a partire dal riutilizzo delle cave dismesse nella media pianura, ma serve anche realizzare piccoli invasi interaziendali. Per fare questo servono risorse e pianificazione. I Consorzi di Bonifica sono alle prese con un’importante azione di efficientamento della rete irrigua grazie a risorse del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale per 150 milioni di euro a cui si aggiungeranno interventi per 300 milioni di euro che arriveranno con il PNRR. È strategico efficientare la distribuzione della risorsa ma proprio per questo è necessario trovare il modo di trattenerla.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali, commentando dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica riguardanti il mese di gennaio pubblicati nei giorni scorsi da Arpav, dati che evidenziano una generalizzata situazione di siccità con scarsità di depositi nivali in alta quota e livelli di risorsa nei laghi alpini, nei fiumi e nelle falde ben al di sotto delle medie del periodo.

Fonte: Servizio stampa Anni Veneto

Siccità: scarse riserve idriche, non più rinviabile la realizzazione di nuovi invasi secondo Anbi Veneto

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Campagne a secco, scarse nevicate, acquiferi in calo. Il prolungarsi del periodo siccitoso che si sta registrando in Veneto configura all’orizzonte la tempesta perfetta. Una tempesta molto secca, in verità. A destare particolare preoccupazione, soprattutto in previsione della stagione delle irrigazioni, è la mancanza di acqua immagazzinata sottoforma di depositi nivali in montagna e i bassi livelli delle falde acquifere. “Poca neve in montagna oggi significa, in mancanza di piogge, poca acqua in pianura nei prossimi mesi. Paghiamo le scarse precipitazioni in bassa quota come in alta quota e soprattutto il disfacimento prematuro del manto nevoso a causa delle alte temperature – spiega Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali -. Questi depositi rappresentano solitamente un serbatoio d’acqua ancora più prezioso in primavera quando, con l’apertura della stagione irrigua, iniziano i prelievi nella rete idraulica secondaria che innerva il territorio e porta acqua alle campagne”.

Il dato più significativo proviene dal bellunese, sul bacino del Piave, dove in questo inizio d’anno il manto nevoso ammonta a 140 milioni di metri cubi d’acqua contro i 600 milioni di metri cubi di un anno fa. I primi a risentirne – dati Arpav – sono ovviamente i serbatoi montani, con un riempimento medio dei laghi alpini sul bacino del Piave pari a circa il 50% del volume invasabile e appena del 30% per i laghi alpini del bacino del Brenta, entrambi abbondante sotto la media storica (-40%). Ma i segnali d’allarme arrivano anche dal sottosuolo “la mancanza di precipitazioni anche nel mese di autunno ha comportato un abbassamento dei livelli degli acquiferi. I rischi maggiori si registrano nei territori costieri dove la mancanza d’acqua dolce nelle falde lascia spazio all’intrusione del sale marino”.

Il perdurare della siccità ha aggravato una situazione che già a dicembre segnava, sempre secondo Arpav, un 47% in meno di precipitazioni rispetto alla media del periodo, che scendevano al -63% nel bacino dell’Adige e al -60% nel bacino del Piave. Sempre a dicembre i principali fiumi regionali segnavano portate nettamente sotto la media: -51% per il Bacchiglione, -41% Brenta, – 33% Po, -20% Adige. A fine anno, l’indice SPI che misura la siccità nelle campagne, indicava un quadro di siccità da moderata ad estrema sul Polesine, nella Bassa Padovana e nella parte centro meridionale della provincia di Venezia “il quadro, a gennaio, è sicuramente peggiorato e a fine febbraio sarà già tempo di semine e trapianti e fioriranno gli alberi da frutto.” “La situazione che stiamo attraversando – conclude Anbi Veneto – ci ricorda che non è più rinviabile la realizzazione di infrastrutture per conservare l’acqua. Serve ampliare la capacità degli invasi e servono nuovi bacini per l’acqua, soprattutto in media pianura. Ma alla base di tutto serve soprattutto una pianificazione che si accompagni a dotazioni finanziare adeguate, soprattutto in questo periodo dove possiamo attingere dal Pnrr. I consorzi di bonifica del Veneto stanno già realizzando opere finanziate tramite Psrn per 150 milioni di euro e hanno pronte opere per altri 300 milioni di euro.”

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

Fotovoltaico: per ANBI Veneto, 2.450 ettari di laghi di cava per pannelli galleggianti l’alternativa al consumo del suolo agricolo

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 “La pianura veneta è costellata da decine di cave dismesse da decenni o a fine ciclo, ormai piene d’acqua, denominate laghi di cava. Questi laghi ormai compromessi, che occupano, dati Arpav alla mano, una superficie complessiva di ben 2.450 ettari, si prestano benissimo al posizionamento di pannelli solari galleggianti per la produzione di energia solare. Costituirebbero un’alternativa, a zero consumo di suolo, all’utilizzo di terreni agricoli per il posizionamento di impianti fotovoltaici ad alto impatto ambientale e visivo.” A lanciare la proposta per un fotovoltaico più sostenibile è ANBI Veneto, l’associazione regionale dei consorzi di bonifica e irrigazione, per voce del presidente Francesco Cazzaro. L’occasione è stata la presentazione in Consiglio Regionale da parte di Coldiretti Veneto di oltre 24 mila firma raccolte con la petizione “No Fotovoltaico su Terreni Agricoli”.

Produzione sostenibile di energia elettrica. “ANBI Veneto, da sempre in prima linea contro l’indiscriminato consumo di suolo, condivide l’azione di Coldiretti Veneto nel denunciare lo sfruttamento di terreni vocati all’agricoltura per la produzione di energia solare – , spiega il presidente di ANBI Veneto –, le soluzioni per una produzione sostenibile di energia elettrica a basso impatto ambientale ci sono. Per quanto riguarda il fotovoltaico, in altre regioni d’Italia sono già state avviate centrali di produzione di energia solare grazie a pannelli galleggianti nei bacini artificiali a uso plurimo irriguo-idroelettrico, anche gestiti dai consorzi di bonifica. Il Veneto è punteggiato da moltissimi laghi di cava non più redditizi per i proprietari che avrebbero pertanto tutto l’interesse nel metterli a disposizione per l’uso fotovoltaico, tanto più che si tratta di laghi inaccessibili ai cittadini e privi di rilievo paesaggistico. Ad essi potenzialmente si sommano i laghi per l’idroelettrico e i bacini di laminazione, che hanno anche valenza irrigua. In quest’ultimo specifico caso il posizionamento di pannelli galleggianti avrebbe anche un ulteriore effetto positivo: una diminuzione della formazione delle alghe da cui conseguirebbe un miglioramento della qualità della risorsa idrica destinata all’irrigazione”.

I consorzi di bonifica sono molto attivi nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l’energia solare a livello regionale, gli impianti solari in gestione ai consorzi di bonifica sono 10 per una produzione media annua di 496.100 kWh. Ad essi si sommano a 30 impianti, sempre in gestione consortile, per l’energia idroelettrica, per una produzione di 31.950.000 Kwh. Un’attenzione all’energia pulita, quella del sistema veneto della bonifica, che vede negli impianti solari galleggianti un’ulteriore strada da perseguire nel segno della sostenibilità. E nel rispetto dell’agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Subsidenza, Governo da’ il via ai progetti di trivellazione in Polesine, Anbi Veneto solleva la questione

“Apprendiamo con sorpresa che lo scorso 29 marzo il Ministero della Transizione Ecologica ha dato il via a diversi progetti di trivellazione per l’estrazione di idrocarburi, uno dei quali interessa il tratto di costa adriatica di fronte a Veneto ed Emilia-Romagna con la ripresa di estrazioni ad opera della società Po Valley Operation Ltd, tramite la piattaforma di Teodorico”. Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica della regione. 

“Appena tre anni fa – spiega il presidente di ANBI Veneto – , il Governo, sulla scia della Legge “Ravenna” del 1980, aveva rifinanziato, dopo anni sospensione, gli interventi di mitigazione, nel Polesine e nella vasta area costiera a confine tra Veneto ed Emilia-Romagna, dei danni causati dalla subsidenza, l’abbassamento del suolo causato dall’indiscriminato prelievo di gas metano avvenuto in quella zona tra gli anni ’30 e ’60 del secolo scorso. Tali finanziamenti, oltre a ristorare un territorio pesantemente colpito dal punto di vista economico e sociale, rappresentavano peraltro una rinnovata presa di coscienza di questo disastro ambientale causato da un’idea di sviluppo non sostenibile”. 

“La ripresa delle estrazioni a pochi chilometri dalla costa contraddice pertanto la Legge sulla subsidenza e la decisione di ristabilire i finanziamenti di mitigazione frutto di un grande lavoro di sensibilizzazione istituzionale coordinato da ANBI; ma ancor più – conclude Francesco Cazzaro – contraddice gli appelli allo sviluppo sostenibile più volte lanciati dal Governo”.

22 marzo, nella Giornata mondiale dell’acqua, Veneto protagonista del simposio nazionale dei Consorzi di bonifica con la videoconferenza “Terrevolute 2022-Il valore dell’acqua”

Terrevolute 2019

C’è molto Veneto nel convegno nazionale dedicato al “Valore dell’acqua” che vedrà riuniti, pur virtualmente, i Consorzi di bonifica di tutto il Paese lunedì 22 marzo In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, infatti, Anbi, l’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela delle Acque Irrigue, ha promosso la videoconferenza “Terrevolute 2022 – Il valore dell’acqua”, trasmessa in diretta dalle 14.15 sul canale Facebook di Anbi e rilanciata a livello regionale su Facebook.com/AnbiVeneto, nel corso della quale saranno introdotti i temi di Terrevolute 2022, il Festival della Bonifica ideato da Anbi Veneto e dall’Università di Padova, che dopo le prime 3 edizioni a San Donà di Piave (Ve) ha ormai a assunto un’importanza nazionale grazie all’approccio che unisce registri tecnico-scientifici e divulgativi nel trattare il rapporto tra acqua, uomo e ambiente.

Il 2022, del resto, sarà un anno molto importante per la bonifica italiana, ricorrerà infatti il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete che nel marzo del 1922 pose a livello nazionale le basi di un nuovo modo di fare bonifica, unendo pratiche di sanificazione a pratiche di gestione delle acque a uso irriguo. Da qui, l’importanza di Terrevolute 2022, un festival che, sempre a San Donà di Piave – sotto il coordinamento dell’Anbi nazionale che sta coinvolgendo Università, organizzazioni, istituzioni di tutto il Paese – intende porre le basi per una nuova gestione sostenibile del territorio, partendo dalle acque di bonifica, così come il Congresso del 1922 pose le basi per la bonifica che conosciamo.

Il webinar rappresenta in questo senso un appuntamento da non perdere per una panoramica a 360° sulle tematiche che riguardano l’acqua trasportata dai fiumi e dalla rete idraulica minore. Tanti i temi trattati e i relatori coinvolti, tra i quali spiccano i veneti Giampaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Margherita Vanore, docente di progettazione urbana dello IUAV di Venezia, Maurizio Borin, docente del dipartimento di Agronomia dell’Università di Padova, nonché, sempre per l’Università di Padova, la curatrice di Terrevolute Elisabetta Novello. A fare gli onori di casa: il presidente e il direttore nazionali di Anbi Francesco Vincenzi e Massimo Gargano

Il webinar sarà diviso in due parti. La prima riguarda gli aspetti normativi e amministrativi: si parlerà di “Acqua e Costituzione” (Alfonso Celotto, Roma Tre), “Sostenibilità” (Carlo Pilia, Università di Cagliari), “Comunità Europea” (Paola Grossi, avvocato), “Fisco e incentivi per la valorizzazione delle risorse idriche” (Gabriele Sepio, Accademia Guardia di Finanza), “Programma MIUR 2021-2027” (Fabrizio Borin, Università di Padova). Nella seconda parte (inizio alle 17.00) si parlerà di paesaggio, comunicazione e innovazione tecnologica: “Paesaggio” (Margherita Vanore, IUAV), “Acque reflue” (Claudio Gandolfi, Università di Milano), “Irrigazione” (Marco Mancini, Politecnico di Milano), “Qualità delle acque” (Giuseppe Castaldelli, Università di Ferrara, Parma e Firenze), “Trasferimento tecnologico” (Carlo Maria Medaglia, Link Campus University).

Fonte: Servizio stampa Anbi Venet

Aumenta il fabbisogno idrico dell’agricoltura veneta, ma l’acqua irrigua fa bene a tutto il territorio

Per mantenere i suoi alti standard di qualità, l’agricoltura veneta necessita di una quantità d’acqua maggiore rispetto al passato. Questo è dovuto a due fattori: da un lato i sempre più lunghi periodi siccitosi causati dai mutamenti climatici, dall’altro l’estensione del periodo in cui le campagne necessitano di acqua, ben oltre la consueta stagione irrigua che inizia il 15 marzo e si conclude il 15 ottobre.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi regionali di bonifica e irrigazione, nel webinar “Giornata dell’Irrigazione 2021” tenutosi ieri mattina in occasione dell’apertura della stagione irrigua 2021. 

Le principali sfide. “Per quanto riguarda la gestione della risorsa irrigua, non potendo utilizzare più risorsa di quanta già se ne utilizzi, è necessario efficientare la rete di distribuzione realizzando bacini di accumulo e provvedendo, ove necessario, alla riconversione dell’irrigazione a scorrimento in irrigazione a pressione – spiega Cazzaro –. Per far fronte alla sempre maggiore richiesta d’acqua nei periodi “pre” e “post” stagione irrigua è importante concordare con la Regione del Veneto una rimodulazione più flessibile dei prelievi dai grandi fiumi.” “Ma il concetto di “risparmio idrico” è fuorviante – precisa il presidente di ANBI Veneto -. L’acqua irrigua non è mai sprecata, anzi, da essa derivano fondamentali servizi ecosistemici a beneficio di tutti i cittadini”.

L’acqua trasportata dalla rete irrigua dei Consorzi di bonifica (27 mila km di canali, dei quali 8,7 mila km a uso irriguo e 10 mila km a uso sia di scolo sia irriguo; 600 mila ettari di territorio, pari a un terzo della regione, che necessita di irrigazione) oltre a nutrire le campagne svolge compiti di vivificazione ambientale dei corsi d’acqua, ricarica di falda, salvaguardia di biodiversità, produzione idroelettrica, attività produttive quali turismo, pesca, sport d’acqua. “È giusto parlare di efficientamento idrico, bene la riconversione degli impianti che permette di utilizzare fino al 50% in meno di acqua sulle coltivazioni, ma occhio a non sottrarre al territorio acqua vitale” chiosa il direttore di ANBI Veneto Andrea Crestani

Il contesto generale è quello profondamente condizionato dai mutamenti climatici. “Vi sono effetti del cambiamento climatico particolarmente evidenti sul territorio regionale, a partire da un aumento delle temperature di oltre 2 gradi – sia in inverno che d’estate – negli ultimi 50 anni  – ha spiegato Francesco Rech, tecnico di Arpav – . Per quanto riguarda le precipitazioni è complesso prevedere quale sarà il futuro andamento ma è necessario prepararsi a fronteggiarne la scarsità anche eventualmente a fronte di una concentrazione della piovosità in periodo non irriguo”. In questo contesto i finanziamenti previsti dal Recovery Plan sono di fondamentale importanza. “Il Recovery Plan è un treno da non perdere – ha affermato Crestani – , la Regione ha infatti accolto nel Piano Regionale per la Ripresa e Resilienza (PRRR) 13 schede progettuali dei Consorzi di bonifica riguardanti l’irrigazione per un valore di 345 milioni di euro. Cifre importanti che si sommano agli oltre 213 milioni di euro già ottenuti dai Consorzi negli ultimi 3 anni per l’ammodernamento della rete irrigua e si è già provveduto alla riconversione di 21 mila ettari”. “Nella Giornata dell’irrigazione 2021 vorrei prima di tutto ringraziare i Consorzi di bonifica per la vivacità dimostrata in occasione della redazione delle proposte relative a VAIA e al Piano di ripresa e resilienza (PRR) della Regione Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner – . In occasione della tempesta si sono impegnati da subito per sostenere le popolazioni colpite, realizzando successivamente importanti opere per garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio di competenza. Per quanto riguarda il Piano di ripresa e resilienza grazie al loro prezioso contributo sono stati stilati 21 progetti, relativi all’irrigazione e alla sicurezza idraulica, per un importo complessivo di 708 milioni di euro”.

Il canale LEB apre le paratoie. Il webinar, promosso da ANBI Veneto e dal Consorzio di Bonifica Lessinio Euganeo Berico (LEB), si è svolto in occasione dell’apertura delle paratoie del canale LEB, principale arteria irrigua del Veneto (48 km, 82 mila ettari serviti grazie a 34 derivazioni), a servizio delle campagne delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Nel corso del webinar, spazio è stato dato alla diretta video, tramite drone, dell’apertura delle paratoie a Cologna Veneta (VR) dove il Consorzio LEB ha sede e dove il canale, che inizia a Belfiore (Vr), si intuba per proseguire sottoterra fino a Montegaldella (Vi) dove si immette nel Bacchiglione, portando quindi le sue acque fino a Chioggia.  “Il Consorzio LEB sta realizzando, attraverso un finanziamento di 20 milioni di euro ricadente nel Piano Invasi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 4,6 km di nuovo rivestimento del canale Adige Guà, oltre ad importanti interventi di controllo telematico dei sistemi di rilevamento delle portate – ha spiegato il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza -. E’ stato di recente approvato dal Consiglio di amministrazione del Consorzio LEB il progetto esecutivo, di importo pari a 33 milioni di euro, per dare continuità all’opera di rifacimento del Canale per i restanti 8 km, con l’obiettivo di arrivare al rifacimento completo dell’infrastruttura irrigua”.  “Con la riapertura delle paratoie del Leb oggi si apre simbolicamente la stagione irrigua del Veneto – ha affermato l’assessore Regionale all’Agricoltura Federico Caner -. Un modello quello del Leb che, dalle problematiche conseguenti ai Pfas, alla valorizzazione della risorsa idrica nell’irrigazione di territori caratterizzati dalla presenza di colture di pregio, anche orticole, unitamente alle colture seminative legate alla presenza di un vivace settore zootecnico, vogliamo estendere all’intera regione.”

Il problema del deflusso ecologico. Nel corso della conferenza grande spazio ha avuto il tema del Deflusso Ecologico (DE), criterio previsto nella Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, che definisce la portata minima d’acqua che deve essere mantenuta nei fiumi per preservarne caratteristiche, la flora e la fauna, e la cui effettiva applicazione è prevista dal 1° gennaio 2022. La criticità del DE è legata al fatto che il rispetto di tali valori, determinati rigidamente a livello comunitario, comporterebbe la riduzione, fino all’azzeramento, delle derivazioni della rete idraulica minore che innerva la stragrande maggioranza del territorio regionale garantendo agricoltura, vivificazione ambientale, paesaggio, produzione elettrica, turismo, sport, pesca, e soprattutto mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici. “Condivido – ha concluso Caner – con i presidenti e i tecnici dei Consorzi la preoccupazione per l’evidente danno che il deflusso ecologico sta creando a tutto il territorio. Assicuro che anche su questo fronte siamo al loro fianco, per affrontare insieme le difficoltà per l’attività irrigua provocate dalla impulsiva applicazione della disposizione comunitaria”.  “L’acqua produce ambiente e territori – ha chiosato il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi – dobbiamo lavorare anche per le generazioni che verranno consapevoli che raccogliendo la sfida della sostenibilità possiamo rendere migliore anche il mondo in cui viviamo oggi”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto e Consorzio di bonifica LEB

11-13 settembre 2020, a San Donà di Piave (VE) la 3a edizione di TerrEvolute, il Festival della bonifica

Torna TerrEvolute, il Festival della bonifica organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, e dall’Università degli Studi di Padova, la cui terza edizione si svolgerà nelle giornate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

La manifestazione, dedicata ai temi dell’ambiente, dell’agricoltura, del paesaggio e, più in generale, al rapporto tra acqua e territorio, è un’occasione di incontro e confronto per gli operatori del settore ambientale e dell’agricoltura, ma si rivolge anche a tutti i cittadini coinvolgendoli in tanti eventi a loro dedicati, come spettacoli, mostre artistiche, presentazioni di libri, visite guidate e degustazioni gastronomiche. Un Festival che si pone obiettivi di tutto rilievo dunque, ma che cerca di coinvolgere e sensibilizzare su importanti tematiche anche i singoli cittadini, attraverso un grande mix di eventi, come spettacoli di piazza, incontri, presentazioni di libri, visite guidate, mostre artistiche, degustazioni ed e mercatini, realizzati con il coinvolgimento delle Organizzazioni Agricole. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid-19.

Questi i principali appuntamenti del Festival, tutti ospitati in p.zza Indipendenza e, in caso di maltempo, presso l’auditorium Leonardo da Vinci: venerdì 11, ore 21.30Un paese da raccontar” di e con Giovanni Digito, sabato 12, ore 21.30, “Il CaNminante”, di e con Mirco Artuso e Hanky Panky; domenica 13, ore 21.30AcquaDueO” di e con Banda Osiris e Telmo Pievani. Sempre in p.zza Indipendenza sabato 12, alle 18.30 si terrà l’incontro “Ca’ Corniani. Terre d’Avanguardia”, mentre domenica 13, alle 18.30, in Corte “Luigi Fasseta” nella sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (ingresso da p.zza Indipendenza) Andrea Pennacchi sarà protagonista di “Pojana e i suoi fratelli a Terrevolute”, con accompagnamento musicale di Giorgio Gobbo.

Tra gli anniversari che ricorrono quest’anno, oltre ad essere passati 5 anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030, anche quello della Conferenza Cop21, che ha visto l’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, e della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo. 5 anni sono gli anni trascorsi anche dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”, secondo la quale l’ecologia integrale deve diventare un nuovo paradigma di giustizia. «Questa edizione in particolare sarà caratterizzata dal rapporto tra il mondo della bonifica e l’Agenda 2030» spiega l’Ideatrice e curatrice di TerrEvolute Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, «il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 paesi membri dell’ONU, ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la collettività per garantire una migliore qualità della vita in un ambiente tutelato. Contiene 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che raccolgono temi quali il rispetto per l’ambiente, il diritto a un lavoro dignitoso, consumo e produzioni responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, energia pulita e accessibile, un’economia etica. Proprio su queste tematiche i tecnici e gli esperti del mondo della bonifica dialogheranno insieme con quello accademico».

Un percorso di confronto e studio che non si esaurisce con le giornate del Festival. «Proprio questo momento di confronto – continua Novello – sarà l’occasione e l’inizio di un lavoro che ci porterà al 2022, per festeggiare assieme il centenario del famoso convegno che nel 1922 ha segnato una tappa davvero importante per lo sviluppo della bonifica contemporanea». «Nel marzo del 1922, dal famoso congresso che si è tenuto a San Donà di Piave, è partita l’azione di bonifica integrata, che ha continuato a svilupparsi fino ai nostri tempi» aggiunge Francesco Cazzaro, presidente Anbi Veneto. «Per questa edizione ci siamo proposti di guardare al passato, per vedere cosa è cambiato e cercare di riprogrammare il futuro. E questo ci impegniamo a farlo con tutte le forze sociali e produttive che hanno qualcosa da dire e da proporre per i prossimi decenni. I consorzi di bonifica stanno toccando con mano cosa vuol dire sfruttare esageratamente il territorio, cementificarlo oltre la misura sostenibile. Ecco che il tema della sostenibilità diventa sempre più fondamentale. Lo vediamo quotidianamente nell’attività ordinaria e in quella straordinaria, trovandoci a fare i conti con le conseguenze di uno sfruttamento esagerato del territorio. Sfruttamento che ci porta poi a problematiche difficili da risolvere e da contenere». «TerrEvolute ha tra gli obiettivi anche quello di stimolare la partecipazione della società civile a un cambiamento non più differibile – conclude Novello –. È necessario avviare una profonda riflessione sull’opportunità di adottare un’etica ambientale per promuovere uno sviluppo sostenibile». La manifestazione è patrocinata da Ministero dell’Ambiente, Anbi, Regione del Veneto, Anci Veneto, Comune di San Donà di Piave, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto