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Botta e risposta tra Confagricoltura e Coldiretti Veneto su delibera del CdB Bacchiglione Brenta

Antefatto. Lunedì 28 giugno scorso, Confagricoltura Veneto ha sollecitato formalmente la Giunta regionale perché eserciti i poteri di vigilanza e di controllo, che la legge le attribuisce, sulla decisione del Consorzio di bonifica Bacchiglione di aderire ad un’associazione sindacale di categoria, nel caso specifico la Coldiretti.

Confagricoltura Veneto: adesione sindacale libera per principio costituzionale. Confagricoltura Veneto ha fatto presente che “ad un Consorzio di bonifica partecipano obbligatoriamente tutti i proprietari degli immobili ricadenti nel comprensorio consortile e riceventi un beneficio dall’attività di bonifica. Invece l’adesione ad una associazione sindacale, con la conseguente condivisione dei principi, delle iniziative e degli  scopi da essa perseguiti, è libera per principio costituzionale. Ne deriva un problema di compatibilità tra l’adesione ad un’associazione sindacale, che non può non essere libera perchè legata alle convinzioni ideologiche e quindi all’area dei diritti personalissimi e indisponibili dell’individuo, e l’obbligatorietà della iscrizione al Consorzio di bonifica, non potendo il consorziato in disaccordo con la scelta di aderire all’associazione sindacale recedere dal Consorzio”.  Confagricoltura Veneto ha continuato dicendo che “la delibera assunta dal Consorzio di bonifica Bacchiglione è censurabile anche perché in contrasto con lo statuto del Consorzio e con le finalità da esso perseguite e quindi, in ultima analisi, con la legge che dette finalità elenca e specifica dettagliatamente. La determinazione di aderire ad un’associazione sindacale di categoria, infatti, non trova alcuna giustificazione negli obiettivi tipici del Consorzio, che sono preordinati a svolgere funzioni di bonifica, irrigazione, difesa del suolo e dell’ambiente, tutela della qualità delle acque e gestione dei corpi idrici. Infine, la natura giuridica pubblica dei Consorzi di bonifica, con i doveri di imparzialità ed oggettività che da tale natura derivano nei confronti dei cittadini ed in particolare di quelli obbligatoriamente consorziati, è incompatibile con l’adesione ad un’associazione sindacale di categoria, scelta orientata sul piano ideologico e per definizione di parte. Confagricoltura Veneto ha concluso sollecitando l’intervento della Giunta regionale sulla delibera del Consorzio Adige Bacchiglione in esame, da esercitarsi nell’ambito dei poteri di vigilanza e controllo che le sono attribuiti dalla legge regionale n. 53/93 e che si configurano come un potere dovere di diritto pubblico.

Coldiretti Veneto: da che pulpito viene la predica. Il 29 giugno scorso Coldiretti ha risposto con questa nota ufficiale: “Notiamo che per i “colleghi” di Confagricoltura Veneto la gestione di un consorzio di bonifica è più una guerra di numeri che un impegno di tutela della risorsa idrica. Se anche Coldiretti deve spostare i propri obiettivi ed abbassarsi a questi livelli  – sostiene Giorgio Piazza presidente regionale –   preciso che Confagricoltura riceve l’adesione da Consorzi di Bonifica in tutta Italia, per citarne alcuni: Napoli, Taranto, Reggio Calabria, Potenza, Bolzano, Pavia, Cremona, Firenze, Empoli, Napoli addirittura dall’intero Consorzio Forestale regionale della Sicilia. Nonostante questo la Confagricoltura del Veneto si permette di sindacare su una libera scelta  fatta dai dirigenti dell’ente consortile del Bacchiglione Brenta che riguarda semplicemente il conferimento a Coldiretti Padova della gestione della rappresentanza datoriale nei rapporti di lavoro dipendente. Decisione che rientra nella legittimità statutaria e nelle norme costituzionali. Non sono queste le argomentazioni degne di un’associazione di categoria che rappresenta gli imprenditori agricoli – continua Piazza – per cui respingiamo al mittente tutte le accuse e invitiamo la Giunta Regionale del Veneto a prendere atto che l’autogoverno sancito dalla legge regionale n.12 non può essere minato da comportamenti partigiani di associazioni prive di buon senso.

(fonte: Confagricoltura Veneto/Coldiretti Veneto)