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Un evento curioso: un “pesciolino” in laguna

(di Fabrizio Ferrari, socio ARGAV) In questo ultimo secolo abbiamo visto cose molto strane. I mutamenti climatici ci hanno abituato a non meravigliarci di nulla. Ormai da oltre un decennio si cattura il pesce balestra in Alto Adriatico, una specie tropicale che lentamente è risalita sempre più a Nord dagli anni ’70 del Novecento.

Cinque anni fa un capodoglio entrò tra una coppia di imbarcazioni che andavano a strascico con la volante davanti a Chioggia e, dopo alcuni colpi di coda, se n’andò dopo aver fatto a pezzi la rete e costretto gli equipaggi ad un mesto rientro in porto. Di capodogli in Alto Adriatico non esisteva memoria. Ora un altro evento che non si ricorda. Un tonno rosso ( Thunnus Thynnus ) di ben 230 chili è stato catturato la penultima settimana dello scorso aprile nella laguna di Venezia. Il grosso pelagico, certamente dell’età di dieci o undici anni, si è infilato in una rete da posta per la cattura delle seppioline, probabilmente per inseguire un branco di prede. I pescatori , che se ne stavano in barca tranquilli, hanno visto la rete muoversi in modo violento e strano, accorsi, hanno subito chiesto aiuto ad un equipaggio ch’era nei pressi.

Dieci uomini hanno impiegato più di un’ora per tirare a bordo il grosso esemplare finito in una fragile rete posizionata con paline ai margini di un canale lagunare. Una simile cattura era per loro davvero inimmaginabile. Ma se un tonno di quella grandezza ha un valore commerciale sostanzioso, c’è anche un risvolto di non poco conto. La cattura dei tonni è contingentata e chi l’esercita deve essere autorizzato. A tal punto c’è da chiedersi se la cattura sia stata davvero un colpo di fortuna o invece nasconda spiacevoli risvolti sanzionatori. Nell’ultimo mezzo secolo nella laguna di Venezia sono entrati e sono stati catturati esemplari di pesce luna, delfini, ma tonni mai!

Curioso è pure il periodo in cui è avvenuta la cattura. Usualmente i tonni giungono in Alto Adriatico lungo la costa italiana a fine agosto per poi ridiscendere lungo la costa istriana a settembre. Le catture di fine estate, in passato sono state anche abbondanti. Negli anni ’80 del Novecento, navi fattoria giapponesi giungevano a Porto Garibaldi per acquistare il tonno rosso catturato dai pescatori locali. Oggidì il mare non finisce mai di stupire. I mutamenti climatici, le variazioni delle correnti di profondità e dei tassi di salinità, hanno prodotto mutamenti strutturali della biomassa che mai avremmo immaginato e di cui non conosciamo la dinamica. Di questi tempi non è il caso di stupirsi di nulla. Può accadere di tutto!