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Caseus Veneti 2016, i quattro formaggi top

caseus-veneti-2016Nella splendida cornice di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD), la giuria aurea di Caseus Veneti, formata da stampa di settore nazionale, ha eletto tra i 37 formaggi premiati con una medaglia d’oro i quattro “top formaggi 2016”.

Ed in vincitori sono…La Casatella Trevigiana DOP della Latteria S.Andrea di Povegliano (TV), il formaggio Piave DOP di Lattebusche di Cesio Maggiore (BL), lo stracchino del Caseificio Castellan Urbano di Rosà (VI), il Capra ubriacato al Traminer della Latteria Perenzin di San Pietro di Feletto (TV), rispettivamente per le categorie DOP freschi e stagionati, formaggi variegati, e per ultimo affinati ed erborinati.

La giuria popolare. Ha premiato ancora Latteria S.Andrea per la Casatella Trevigiana e il Piave di Lattebusche nelle categorie DOP, Paliotto stagionato sempre di Latteria Sant’Andrea e infine l’Imbriago del Centro Veneto Formaggi. Il premio popolare è andato ai casari che hanno elaborato il formaggio.“Un ringraziamento va alla Regione, ai consorzi e a tutto lo staff che ha contribuito al successo di questa manifestazione che dimostra di avvicinare ogni anno migliaia di consumatori – ha detto Terenzio Borga, presidente Aprolaval prodotto del territorio, un prodotto che nasce dal latte, materia prima di qualità delle stalle del Veneto e viene trasformaggio in formaggi che sono la storia della nostra regione”.

Gli chef ai fornelli. Successo anche per gli show cooking 7 Chef per 7 Formaggi più uno, condotti da Adua Villa, sommelier master class e Marco Colognese, selezionatore Guide Espresso, che hanno visto alternarsi per due giorni gli chef più promettenti del Nordest (Silvia Moro, ristorante Aldo Moro di Montagnana- PD; Carlo Nappo, Podere dell’Angelo, Pordenone; Andrea Rossetti, Do Campagni, Cavallino Treporti-VE; Leandro Luppi, Vecchia Malcesine – VR; Alerto Basso, 3 Quarti di Grancona- VI; Ljublica Komlenic, Sporting by Lju a Caorle –VE; Alessio Longhini, Stube Gourmet di Asiago – VI).

Fonte: Servizio Stampa Caseus Veneti

 

Stasera all’incontro ARGAV-Wigwam si parla di fitodepurazione, agricoltura sociale, problematiche dei settori lattiero-caseario e zootecnico

Platea incontro ARGAV Wigwam Agronet dicembre 2012

foto di repertorio incontro ARGAV-Wigwam

Stasera, venerdì 25 settembre, alle ore 19 circa, ricominciano gli incontri ARGAV nel
Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Ospiti. Nell’incontro,  si farà il punto su alcune situazioni d’attualità. In particolare, ci sarà Terenzio Borga, presidente A.Pro.La.V., che parlerà del settore lattiero-caseario (alla vigilia di “Caseus Veneti”), Carlo Bendoricchio, direttore Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (Venezia Mestre), che illustrerà le esperienze di disinquinamento con metodi naturali (fitodepurazione) in atto nel bacino scolante della laguna di Venezia, Dario Fabbri di Confcooperative Rovigo, che presenterà  opportunità ed esperienze nel campo dell’agricoltura sociale, e Giuliano Marchesin, direttore Unicarve e socio ARGAV, che spiegherà i tanti motivi di preoccupazione per il settore zootecnico veneto.

A Rosà (Vi), un tris d’assi “rosa” con la passione per la qualità alla guida del Caseificio Castellan

famiglia castellan

La famiglia Castellan

(di Maurizio Drago) Sonia, Sara e Manola Castellan: sono le tre sorelle, molto unite tra loro, che producono nel loro caseificio di  Rosà, in provincia di Vicenza, uno dei più buoni stracchini d’Italia, premiato e riconosciuto a livello nazionale.

Spirito imprenditoriale per un prodotto artigianale. Manola segue la produzione, Sara la clientela e Sonia l’amministrazione. Dotate di un forte spirito imprenditoriale, le tre sorelle, insieme ai mariti, seguono con tenacia tutti gli aspetti aziendali (nel caseificio, che registra 4 milioni di euro di fatturato, lavorano oltre 20 persone), puntando da sempre  sulla qualità e ora sulla differenziazione nella vendita:  più che nella grande distribuzione, i prodotti del caseificio, come la “linea oro” e la “linea gourmet”, nel prossimo futuro si troveranno, infatti, nei negozi specializzati o nei corner di qualità.

Lavorazine stracchino1Una famiglia affiatata che guarda alla solidarietà. Le tre sorelle  hanno ereditato il lavoro caseario  dal padre Urbano, che segue con orgoglio l’evoluzione del suo caseificio, nato nel 1969. Urbano ora segue il parco da lui creato, coltivato con piante di frutta (alcune rientranti tra i “frutti dimenticati”) ed in cui c’è un  laghetto con le carpe e altri pesci. Quest’oasi  la utilizza anche per momenti di festa e di benefica raccolta fondi per la Città della Speranza di Padova, di cui è socio fondatore, a seguito della triste scomparsa della quarta figlia per una grave malattia. Per quello,  lui e la moglie Armida vogliono sostenere la ricerca nella Città della Speranza, loro sanno quanto hanno fatto per quella figlia scomparsa, portandola in cliniche specializzate di mezza Italia e negli Stati Uniti.

Stracchino CastellanUn caseificio che attrae gli appassionati del buon cibo. Lo stracchino è il loro prodotto di eccellenza,  che ha ottenuto l’ambito “Oscar  dei Formaggi” del maestro Alberto Marcomini a “Formaggio in Villa” e il riconosciuto “Biancone” a Caseus Veneti. Il loro prodotto va in giro per l’Italia. Chi mangia le famose focacce liguri (la focaccia di Recco è entrata nel mondo delle IGP) o chi degusta una piadina con lo squacquerone in Emilia Romagna, può incontrare  il prodotto del caseificio Castellan.  Su 100 litri di latte si ricavano 15-17 kg di stracchino (mentre sulle caciotte la resa scende a 10 – 11 kg per ogni 100 litri). A  sovrintendere il processo di lavorazione e a metterci il “la” è il maestro casaro Walter Milani:  da 14 anni lavora da Castellan, conosce i trucchi e molto altro per fare del formaggio di Castellan un ottimo prodotto.

Lavorazione StracchinoQualità più importante della quantità. Il processo lavorativo dello stracchino impone la raccolta del latte e il controllo in giornata, poi si procede alla cagliatura e alla messa nelle forme che vengono poste in celle frigo. Dopo 7 giorni sono pronte per il taglio, confezionamento e spedizione. Al caseificio arrivano 200 quintali di latte al giorno da cui si ricavano quasi 30 quintali, tutto lavorato a mano. Sonia, Sara e Manola non vogliono puntare sulla quantità.  Lo stracchino di Castellan non vuole prendere le ali e volare in alto, ma rimanere quello che è: un buon formaggio prodotto nella sfera “artigianale” continuando sulla qualità.