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Insetti come fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, se ne parla ai seminari Cipat/Cia oggi pomeriggio nel Veneziano e lunedì 19 marzo a Padova

Gli insetti sono spesso considerati una fastidiosa seccatura per gli esseri umani e semplici parassiti delle colture e degli animali, mentre in realtà forniscono cibo a basso costo ambientale, contribuiscono positivamente ai mezzi di sussistenza e giocano un ruolo fondamentale in natura. L’allevamento di insetti come alimento e mangime rimane, però, un settore allo stato embrionale in Italia, mentre la sua crescita farebbe emergere probabilmente nuove importanti sfide. A questo riguardo, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) organizza oggi, martedì 13 marzo, alle ore 16 a Zelarino (VE) nel Centro Pastorale Cardinale G. Urbani (via Visinoni 4/c) e lunedì 19 marzo a Padova (in via della Croce Rossa 112) alle ore 20.30 il seminario di informazione “Insetti: fonti proteiche sostenibili, si possono allevare? Si possono mangiare?

Obiettivo. Negli incontri verrà illustrato il progetto “Insect Feed Chick” fonte nutrizionale alternativa sostenibile per l’allevamento degli avicoli, ammesso a finanziamento PSR per il Misura 16.1.1 – Innovation Brokering. Il progetto, attraverso la valorizzazione e l’utilizzo degli insetti per la nutrizione di avicoli, sia derivanti dagli scarti di altri processi produttivi che prodotti ex novo da scarti vegetali aziendali, punta a: ridurre i costi di produzione grazie alla sostituzione parziale nei mangimi di elementi nutritivi derivanti da materie prime più costose; favorire una maggior salubrità del prodotto (avicolo) sia in termini di miglioramento delle performance produttive che dello stato di salute, soprattutto negli stadi giovanili; dare l’avvio e favorire, in un’ottica di lungo periodo e di grande scala, la diversificazione aziendale attraverso la produzione di insetti come fonti nutritive alternative. Per maggiori informazioni: Cipat Veneto, tel. 041.929167, info@cipatveneto.it
CIA Padova, tel. 049.8070011, info@ciapadova.it

Fonte: Cipat Veneto

26 febbraio 2015, Agrinsieme manifesta a Venezia

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi Nuova PAC, prezzi, costi, redditività, aggregazione delle imprese: la protesta e le richieste dell’agricoltura veneta saranno al centro della manifestazione organizzata giovedì 26 febbraio 2015 da CIA e da Confagricoltura Veneto unite in Agrinsieme, e che si snoderà da piazzale Roma sino a Campo S. Maurizio dove una delegazione delle Organizzazioni, guidata dal presidente nazionale della CIA Secondo Scanavino e dal membro di Giunta della Confagricoltura Nazionale Giangiacomo Bonaldi, consegnerà agli esponenti della Regione del Veneto un documento contenete le richieste del mondo agricolo veneto.

Imu agricola. “Vogliamo sollecitare il mondo politico nazionale e regionale a intervenire su questioni urgenti che stanno penalizzando pesantemente le aziende agricole venete”. Così si esprime il presidente di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli che aggiunge:” Un esempio di come il mondo politico non sappia cogliere le esigenze del mondo agricolo è quello dell’IMU. L’IMU è una patrimoniale che viene applicata ad un bene strumentale che è la terra. E’ come se si tassasse il tornio di una officina o il forno del panettiere. Nel Veneto, se non si interviene prontamente, si  corre il rischio che settori importanti, come la zootecnica, siano fortemente ridimensionati come è successo per il settore saccarifero.”

Competitività. Per il presidente regionale della CIA Flavio Furlani “Il nodo del problema è che non si incide sulla competitività. Quando si tagliano le assegnazioni del gasolio nel settore agricolo non c’è la coscienza che questo settore ha la capacità di lavorare e noi stiamo pagando la non competitività che ne deriva. Purtroppo dobbiamo constatare che il non lavoro premia mentre il lavoro viene penalizzato”.

Nuova PAC: un’occasione perduta? La riforma della Politica Agricola Comunitaria “verso il 2020” rischia di rappresentare un’occasione perduta. Ad un impianto superato si aggiunge un grave ritardo nell’approvazione delle norme attuative, ritardo che lascia nell’incertezza gli agricoltori che devono predisporre i piani produttivi. La nuova PAC, poi, danneggerà fortemente la zootecnia da carne, comparto fondamentale nell’economia agricola veneta, che dovrà sopportare un ingente decremento delle risorse disponibili. A ciò si aggiunge la vicenda kafkiana dei pascoli magri, con AGEA che prima ha vietato il pascolamento di terzi, poi l’ha ripristinato per il 2014 e quindi l’ha vietato nuovamente con effetto retroattivo per quello stesso anno, anno di riferimento per la nuova PAC, con la conseguenza che la perdita preventivata di 16 milioni a carico degli allevatori veneti va moltiplicata per 6.

Prezzi, costi, redditività: i conti non tornano. La redditività degli agricoltori italiani è piazzata stabilmente al di sotto del 2005:  nel 2014 addirittura dell’11%. Questa situazione richiede di agire sui due fattori che la determinano: i prezzi e i costi. I prezzi sono in calo nella maggior parte dei comparti agricoli e   oggi preoccupa la situazione del latte: con la conclusione del regime delle quote il prezzo del prodotto è abbandonato alle quotazioni del mercato mondiale che lo fissa su valori decisamente inferiori rispetto al passato. I costi sono in costante lievitazione, a causa di scelte politiche che non tengono conto delle esigenze di competitività delle imprese agricole. Pesa un regime fiscale sempre più esoso e sempre più instabile, preoccupato solo di recuperare nuove risorse e incapace di fornire all’agricoltore i necessari punti di riferimento come dimostra la recente vicenda dell’IMU agricola. Anche il peso burocratico rappresenta un costo per l’agricoltore, sia per il tempo impiegato nei vari adempimenti che per gli ostacoli e i ritardi che ne derivano.

Aggregazione delle imprese: mancano gli strumenti. Al mondo agricolo mancano gli strumenti normativi necessari perché possa riprendere quel processo di aggregazione in strutture orientate al mercato, processo indispensabile per confrontarsi in maniera credibile e autorevole con l’industria agroalimentare e la grande distribuzione organizzata. Le Organizzazioni dei produttori e gli Organismi Interprofessionali vanno rivisti per essere adeguati alle nuove esigenze. Il Veneto ha bisogno di una filiera agricola più competitive e organizzata, la cui governance deve rimanere il più possibile nelle mani dei produttori.

Le richieste per la Regione di oggi e del post elezioni.  Le imprese agricole venete subiscono questi problemi e si attendono che vengano affrontati in modo incisivo con politiche mirate allo sviluppo ed alla competitività delle imprese. Lo snodo di un approccio pragmatico e concertato a questi problemi deve essere rappresentato dal Tavolo Verde, da convocare con regolarità a scadenze prefissate, e da valorizzare come il luogo in cui si decidono gli orientamenti di politica economica da seguire. Non vogliamo essere semplicemente informati di decisioni già prese. Alla Regione chiediamo anche un’attenta vigilanza su quanto viene discusso a livello comunitario e un’azione conseguente in Italia e  a Bruxelles. Chiediamo sia valorizzata la ricerca e la sperimentazione in modo che la nuova Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario diventi il polo aggregativo di una rete sinergica che raccolga tutti i soggetti che si occupano di questa materia. Va rilanciato l’impegno regionale, ormai azzerato con il bilancio di previsione 2015, per sostenere l’accesso al credito delle imprese agricole, prima condizione per poter investire ed innovare.

Fonte: Agrinsieme

Confagricoltura e Cia del Veneto: ARAV sia indipendente da qualunque sindacato agricolo

“L’autonomia di slogo_arav_2010trutture che dovrebbero essere al servizio di tutti i produttori senza distinzioni di appartenenza è un risultato ancora ben lontano dall’essere raggiunto”. E’ quanto affermano in una nota stampa congiunta Confagricoltura e Cia Veneto in riferimento alla recente nomina del direttore dell’ARAV (Associazione Regionale Allevatori Veneto)

Nuove nomine. “Le polemiche che hanno accompagnato la riforma dell’ARAV  con la regionalizzazione delle competenze esercitate dalle sedi provinciali – continua la nota – avevano almeno portato ad una conclusione unanimemente condivisa: e cioè che l’ARAV dovesse essere, ad ogni livello territoriale, indipendente da qualunque sindacato agricolo, per poter svolgere al meglio la propria funzione di servizio e sostegno tecnico a favore di ogni imprenditore. Un risultato, questo, che ritenevamo ancora ben lontano dall’essere raggiunto, nonostante una parte del mondo agricolo si sforzasse di rassicurare che si trattava di una realtà già acquisita. E i fatti, come spesso accade, hanno confermato in maniera inoppugnabile le ragioni e i torti, con la nomina del direttore di Coldiretti Rovigo a direttore dell’ARAV”.

Possibile l’unione del mondo agricolo? “Qui, ovviamente, non sono in discussione le qualità della persona, che potrebbero essere le migliori – continua sempre la nota -, ma un metodo che procede nella lottizzazione delle strutture pubbliche nonostante le smentite di principio e ignora la necessità, particolarmente urgente in questa fase critica sotto il profilo politico ed economico, di unire tutto il mondo agricolo in una logica di condivisione delle responsabilità. Ci chiediamo anche se le risorse pubbliche non possano avere migliore destinazione del sostegno i processi di riorganizzazione e ristrutturazione interna di un’associazione di categoria”.

(Fonte: comunicato congiunto Confagricoltura Veneto e Cia Veneto)

31 gennaio 2013, CIA Veneto in Assemblea a Padova elegge il nuovo presidente

Invito Assemblea Cia Veneto 31 genn 2013Venerdì 31 gennaio p.v. alle ore 10,15 si tiene presso l’Hotel Crowne Plaza di Limena (PD), in via Po 197, l’Assemblea CIA Veneto, che eleggerà a nuovo presidente regionale un imprenditore agricolo, come indicato nell’ultima assemblea elettiva del 2010. Si tratta questo, di un ulteriore, determinante passo, verso la realizzazione dell’autoriforma liberamente scelta e decisa da Confederazione Italiana Agricoltori in modo che gli imprenditori agricoli siano sempre più protagonisti del proprio futuro.

Programma. Dopo il saluto di Daniele Toniolo, presidente uscente, ci sarà quindi la presentazione del programma del nuovo presidente dell’organizzazione agricola, quindi seguiranno gli interventi dal mondo politico, economico e istituzionale, fino ad arrivare alle conclusioni, tenute da Giuseppe Politi, presidente CIA nazionale.

(Fonte: CIA Veneto)

Quattro città venete premiate al Flormart 2012: CIA Veneto invita tutti i sindaci a ripensare il verde pubblico

Il Giardino dei giusti del mondo a Padova

Più verde urbano nei comuni del Veneto, per la qualità della vita dei cittadini e favorire momenti di socializzazione. Cia Veneto, plaude alle amministrazioni di Padova, Venezia, Verona e Cavallino Treporti (Ve) che ieri all’apertura di Flormart 2012, il Salone internazionale del florovivaismo a Padova, hanno ricevuto premi e segnalazioni di merito nell’ambito del concorso “La città per il Verde”, il riconoscimento assegnato agli enti pubblici per aver migliorato le condizioni ambientali del proprio territorio.

Settore primario, valore sociale oltre che economico. Il premio rappresenta una sorta di “termometro” del verde pubblico in Italia: 5 le amministrazioni premiate e 18 segnalate per merito in arrivo da diverse regioni. Cia Veneto riconosce ai Comuni premiati il lodevole sforzo amministrativo fatto, in un momento di tagli alle risorse dei comuni che tocca anche la manutenzione del verde pubblico. Con un documento proposto a tutti i sindaci d’Italia, esattamente un anno fa, la Confederazione italiana agricoltori aveva invitato i primi cittadini a riconoscere il valore oltre che economico anche sociale del settore primario, in tutte le sue forme e ad attuare politiche a favore della tutela del territorio, del paesaggio dell’ambiente.

I comuni veneti vincitori de “La città per il verde”. Tra i comuni virtuosi premiati al Flormart 2012, la città di Padova, che ha ricevuto il premio nella categoria comuni con più di 50 mila abitanti, per le iniziative intraprese nella manutenzione del verde pubblico e la realizzazione di aree verdi e piste ciclabili. In particolare è stata segnalata la valenza sociale, oltre che paesaggistica, del “Giardino dei giusti del mondo”, pensato come luogo della memoria delle vittime dei genocidi. Segnalazioni di merito sono andate poi ai comuni di Venezia per la riqualificazione dell’area verde di piazzale Roma, la porta di accesso alla città, alla città di Verona per il recupero di aree incolte e degradate trasformate in aree gioco. Al Comune veneziano di Cavallino- Treporti il riconoscimento la realizzazione del parco Baden-Powell, tra la laguna e il mare Adriatico diventato parco scolastico e pubblico.

Ripensare il verde pubblico. In attesa che prosegua l’iter del disegno di legge per lo sviluppo del verde urbano, ddl 2472 –B con le applicazioni a livello locale e le sue ricadute sul miglioramento della qualità urbana, Cia Veneto invita tutte le amministrazioni comunali a ripensare gli spazi verdi urbani come parte integrante della pianificazione e come elemento compositivo del tessuto urbano.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori Veneto)

Martedì 12 giugno 2012, in barca sul Sile l’Assemblea di Turismo Verde Veneto

Turismo Verde Veneto, l’associazione degli agriturismi della Cia, riunisce in assemblea i suoi associati, martedì 12 giugno, con partenza da Casale sul Sile (TV) per eleggere il nuovo presidente regionale e gli organismi direttivi. Quest’anno si tratta di un’assemblea dalla caratteristica “itinerante”. Si svolgerà infatti a bordo di una barca da turismo, lungo il Sile, fiume di risorgiva che lambisce un tratto di pianura trevigiana e veneziana per poi sfociare in laguna.

Tra gli argomenti affrontati, il nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo. L’originale iniziativa sarà l’occasione per fare il punto della situazione sul nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo, di fondamentale importanza per lo sviluppo del settore, sempre più caratterizzato dalla multifunzionalità e dalla varietà di servizi offerti alla comunità: come le fattorie didattiche, anche con centri estivi per i più piccoli e le fattorie sociali. Sarà presente all’assemblea il presidente del Consiglio della Regione Veneto Clodovaldo Ruffato. Partecipano anche Graziano Azzalin consigliere regionale della IV Commissione consiliare agricoltura, Renato Francescon della Direzione promozione turistica della Regione, Elena Schiavonresponsabile delle Fattorie Didattiche. All’Assemblea saranno naturalmente presenti Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto, Valter Brondolin, direttore Cia Veneto e Giuseppe Gandin, presidente nazionale Turismo Verde.

Le proposte di modifica della legge. Gli addetti ai lavori di Turismo Verde-Cia chiedono alla Regione Veneto un impegno concreto. Attualmente l’attività agrituristica in Veneto è regolamentata dalla Legge regionale 9/97, la stessa da 13 anni. E l’ultima proposta di legge, dicono gli agriturismi della Cia, non andrebbe incontro alle modifiche introdotte dalla Legge quadro nazionale sugli agriturismi 96/2006. Su questa strada Turismo Verde ha presentato al tavolo della Regione Veneto un testo unitario contenente importanti proposte di modica al nuovo disegno di Legge, chiedendo un utilizzo sempre maggiore di prodotti propri dell’azienda agrituristica e dell’attività agricola del territorio, introducendo la priorità della tracciabilità e fissando la percentuale di prodotti tipici dell’agricoltura locale da portare in tavola negli agriturismi veneti all’80%.

(Fonte: CIA Veneto)

31 marzo 2012, l’animo solidale dell’agricoltura si dà appuntamento a Vittorio Veneto (TV)

foto Fondazione Oltre il Labirinto (Treviso)

Può cominciare dalla cura dell’orto o dal contatto con gli animali e la vita all’aria aperta l’inclusione sociale e lavorativa di bambini, ragazzi e adulti autistici. Gli agriturismi di Turismo Verde sono pronti ad aprire le porte a una serie di servizi culturali, educativi, assistenziali e formativi per chi è svantaggiato, anche per favorirne l’integrazione. E’ l’animo solidale dell’agricoltura, capace di produrre oltre all’ospitalità rurale e ai prodotti della terra un autentico welfare, in campagna.

Il progetto nasce dall’incontro tra Turismo Verde Cia Veneto, l’associazione degli agriturismi della Confederazione italiana agricoltori e la Fondazione “Oltre il Labirinto, nata 3 anni fa a Treviso per garantire aiuto, assistenza, trattamenti e servizi a coloro che sono affetti da autismo. La terra, le piante, gli animali e l’agricoltura come percorso psico-educativo e nuova frontiera dell’accoglienza in campagna. Sabato 31 marzo presso alle ore 11.00 l’agriturismo Le Colline, in località Cozzuolo a Vittorio Veneto, i ragazzi accompagnati dalle loro famiglie e dagli educatori dell’associazione potranno cimentarsi nella preparazione di un piccolo orto.

Un luogo “verde” oltre che solidale, dove anche chi è affetto da sindrome autistica può sperimentare, mediante una progettualità individuale e supervisionata da educatori e psicologi, nuovi percorsi educativi, di relazione sociali e lavorative, favorito dal  contatto salubre con le piante e gli animali di fattoria.

(Fonte: Cia Veneto)

Il direttivo ARGAV incontra la Confederazione Italiana Agricoltori all’agriturismo “Far Fio” a Carbonera (TV)

Direttivo ARGAV incontra Cia Veneto

da sx Cristian e Michele Fava, agriturismo Far Fiò, Carbonera (TV)

Cia Veneto a tavola con l’ARGAV. Chi l’agricoltura la fa e chi invece l’agricoltura la scrive, insieme per una sera, a raccontarsi con le gambe sotto il tavolo.

Cucina tipica trevigiana. Ci siamo dati appuntamento a cena martedì 6 marzo all’agriturismo dell’associazione Turismo Verde, “Far Fiò”, a Pezzan di Carbonera (Treviso) in una serata dove la convivialità e gli ottimi sapori in cucina di Michele Fava e del figlio Cristian, vero “re dei risotti”, si sono mescolati ai temi “caldi” dell’agricoltura.

Si è parlato di IMU. A cominciare dal conto salato che dovranno pagare gli agricoltori con l’Imu. Cia Veneto calcola che la nuova tassa introdotta su fabbricati rurali, stalle, serre, fienili, (tutti strumenti di lavoro per l’agricoltore) peserà per circa per 150 milioni di euro sulle aziende agricole venete. Per questo, venerdì scorso, in tutte le città del Veneto le delegazioni provinciali della Confederazione italiana agricoltori hanno incontrato i Prefetti chiedendo di scrivere al Governo affinché venga rivista la tassazione sui fabbricati rurali e sugli estimi catastali dei terreni agricoli. “Sia chiaro – ha detto Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto -, che l’agricoltura, in questo momento di crisi, vuole fare la sua parte. La nostra richiesta al Governo è di correggere le aliquote e di distinguere tra chi l’agricoltura la fa come professione per vivere e chi invece no”.

La compagine Cia Veneto

La compagine Cia Veneto. All’incontro erano presenti anche il presidente di Cia Treviso, Denis Susanna, il presidente di Cia Padova Claudio D’Ascanio, la presidente di Cia Belluno Marta Zampieri, il presidente di Cia Rovigo Giordano Aglio e il presidente di Cia Verona Flavio Furlani. Presente anche il presidente nazionale di Turismo Verde, l’associazione agriturismi della Cia, Giuseppe Gandin ed Alessandra Vendrame, addetta stampa Cia Veneto nonché socia ARGAV. “Per la Confederazione italiana agricoltori si è aperta una stagione nuova – ha puntualizzato il presidente Toniolo, nel presentare la sua squadra di lavoro – I presidenti sono e saranno sempre di più agricoltori. Come Cia Veneto siamo orgogliosi di avere due imprenditori agricoli veneti a rappresentare a livello nazionale un aspetto dell’agricoltura italiana, Bepi Gandin per Turismo Verde e Mara Longhi, presidente nazionale di Donne in Campo”.

Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto, riceve la penna ricordo ARGAV

Tante le questioni aperte sulle quali il mondo dell’agricoltura aspetta una risposta. E tanti gli spunti e le domande da noi poste alle quali Cia Veneto ha puntualmente risposto: La vendita diretta? “Da sola non risolve i problemi dell’agricoltura”. I rapporti con la Gdo? “Sul fronte del decreto sulle liberalizzazioni la Cia sta lavorando per migliorare i rapporti tra mondo produttivo e grande distribuzione organizzata, rendendo più trasparenti i meccanismi di formazione dei prezzi, accelerare i pagamenti agli agricoltori, evitare speculazioni di eccesso e posizione dominante”. E sulla rappresentanza “frastagliata” delle organizzazioni del mondo agricolo? “Un costo che l’agricoltura non può più permettersi”.

Bonifica e territorio: raccolta firme di Cia Veneto per modifica legge regionale

Lo scorso 2 luglio è scattata  la raccolta firme di Cia Veneto per la presentazione della proposta di legge d’iniziativa popolare di modifica della legge regionale sulla Bonifica e la tutela del territorio. L’obiettivo ambizioso è di raggiungere entro l’anno 20.000 firme.

Poca chiarezza. Alla base della raccolta firme, l’accusa da parte di Cia a Regione Veneto e Consorzi stessi di immobilismo, poca informazione sulle risorse disponibili e scarsa chiarezza sulla nuova legge che regola i consorzi veneti entrata in vigore circa 6 mesi fa. In particolare, non sono chiare, secondo Cia,  le nuove disposizioni che prevedono l’assegnazione di un contributo per lo scolo delle acque provenienti da immobili urbani serviti da pubblica fognatura a carico dei gestori del servizio idrico integrato. Una somma questa considerata dalla Cia significativa, visto che è pari fino a un quarto delle entrate totali dei consorzi.

La proposta di modifica di Cia Veneto. Questi i capisaldi: 1) allargamento degli organi amministrativi (Assemblea e reintroduzione Collegio dei Revisori); 2) introduzione di criteri e di modalità certe nelle elezioni; 3) riaffermazione del potere impositivo dei Consorzi; 4)  distinzione e/o parità  del ruolo degli eletti ( contribuenti) e dei nominati (enti pubblici), parificazione dei contribuenti; 5) diminuzione degli indici di contribuenza dei terreni agricoli che svolgono una funzione attiva nella difesa idraulica del territorio.

(fonte Cia/La Nuova Venezia)