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Ad Adria (RO), un mercato agricolo in ospedale a beneficio dei dipendenti

foto Rovigooggi.it

Nasce il primo mercato dei produttori agricoli di Campagna amica Coldiretti all’interno di una struttura sanitaria pubblica: l’ospedale di Adria, già insignito nel 2009 da Coldiretti con la targa “ospedale a km zero”, il secondo in Italia dopo quello di Asti, per aver convertito all’agroalimentare polesano le mense degenti e dipendenti.

Aperto ogni martedì pomeriggio. Uno spazio-mercato con prodotti locali e stagionali, forniti dalle aziende agricole certificate Campagna amica da Coldiretti, sarà aperto ogni martedì, dalle 14 alle 20, in area mensa, a beneficio dei 650 dipendenti dell’ospedale di Adria, di cui 350 soci Cica. L’iniziativa, infatti, è stata fortemente voluta dal circolo aziendale Cica, che ha chiesto di poter acquistare la stessa tipologia di prodotti già forniti alla cucina ospedaliera. Una richiesta che ha trovato sponda nel progetto “Casa-famiglia” della provincia di Rovigo, che raccoglie iniziative di conciliazione dei tempi che i lavoratori dedicano al lavoro e alla vita famigliare.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Nasce Apeamica Coldiretti: pronto intervento telefonico per il recupero degli sciami liberi

Coldiretti Rovigo lancia il progetto Apeamica, per la conoscenza e la difesa delle api. L’ambiente naturale e la campagna caratteristici del paesaggio polesano sono infatti ancora salubri, puliti, non inquinati da agenti chimici e ricchi di specie vegetali. Qui vive e prospera l’ape, insetto che non potrebbe vivere in buona salute se non potesse alimentarsi da una grande varietà di fiori diversi e in un ambiente contaminato. Allo stesso tempo, l’ape è fondamentale per la sopravvivenza delle piante perché assicura l’impollinazione.

Ogni fine primavera avviene un fenomeno naturale, la sciamatura delle api. Quando nasce una nuova ape regina, ecco che l’alveare si divide e un gruppo di insetti deve migrare in cerca di una nuova casa, insieme alla propria regina, che protegge a costo della vita, accerchiandola con i propri corpi. L’ape regina, infatti, è l’unica in grado di deporre le uova, sicché la sua sopravvivenza significa sopravvivenza della famiglia. Gli esseri umani del terzo millennio, urbanizzati e tecnologici, guardano a questi sciami con terrore, pronti a mettere in atto le strategie più rocambolesche, pur di non far accasare le indifese apette sotto al proprio cornicione. A dispetto dello spavento delle persone, che non sono più abituate a questo spettacolo della natura, le apette che sciamano sono particolarmente docili, sono nate da poco, sono lontane dalla loro casa d’origine e non sono aggressive perché non hanno covate o provviste invernali da difendere. Stanno solo cercando casa. Cercare di dividere l’agglomerato di api che si avvolge per proteggere la regina equivale ad uccidere l’intera famiglia. Insetticidi, fuoco, acqua e marchingegni vari per imprigionarle sono inutili crudeltà e mettono a serio rischio le specie vegetali. La sopravvivenza di almeno diecimila piante dipende dall’impollinazione delle api.

Iil progetto Apeamica prevede un’attività di salvaguardia e recupero degli sciami liberi di api. Chiamando Coldiretti al numero telefonico 0425-201918, verrà subito inviato sul posto un esperto apicoltore che provvederà a raccogliere le api in un’arnia e le trasporterà in un apiario. Senza costi e senza alcun tipo di disturbo. Nel frattempo, finché si attende l’arrivo dell’apicoltore, meglio approfittare per osservare, a debita distanza, il magico volo delle api che, probabilmente, non capiterà ancora di vedere nella vita.

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Mercoledì 12 maggio a Rovigo c’è “la carica dei 1000”

Iniziativa Kit merenda sana Coni e Coldiretti Rovigo

Una carica colorata di un migliaio di persone alle stadio Battaglini di Rovigo. Mercoledì 12 maggio, dalle 9 e trenta a mezzogiorno, si terrà, infatti, la giornata conclusiva del progetto Giocosport del Coni, con l’intervento di Coldiretti per la distribuzione dei “kit merenda sana”. Una festa per la promozione delle attività motorie e dell’educazione alimentare dai grandi numeri: parteciperanno 842 bambini di 50 classi seconde e terze, provenienti da 25 scuole primarie, per un totale di 14 istituti comprensivi di tutta la provincia di Rovigo; con 98 insegnanti e 60 docenti-animatori messi a disposizione gratuita dal Coni provinciale.

Coldiretti ha previsto un servizio di distribuzione di “kit merenda sana” per un migliaio di persone, che saranno consegnate intorno alle ore 11, nella pausa dalle attività sportive. Visti i grandi numeri, per diminuire la produzione di rifiuti, il “kit merenda sana” non sarà contenuto nelle consuete eco-borsine di mais, ma i prodotti sono stati appositamente confezionati in pratiche e igieniche monoporzioni. Questa la merenda prevista: biscotti di farina di riso e cocco di produzione dell’azienda Coldiretti Marangon Valentino di Porto Viro e bevande biologiche a base di mela, pera e riso di Abafoods di Badia. Queste merende sono state scelte perché particolarmente energetiche e leggere, adatte anche a bambini con intolleranze alimentari, i quali non dovranno sentirsi discriminati proprio nel momento collettivo della merenda.

Per star bene, sport e un corretto stile di vita. Durante la mattinata i bambini saranno coinvolti in diversi giochi e attività motorie a cura del Coni, come momento conclusivo di una serie di lezioni svolte gratuitamente durante l’anno scolastico, nelle scuole polesane aderenti, allo scopo di promuovere lo sport e un corretto stile di vita. Si conclude così, anche in provincia di Rovigo, il progetto nazionale Giocosport, coordinato in Polesine da Matteo Cecchettin del Coni Rovigo.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Ribadisce Coldiretti Rovigo: i terreni agricoli servono agli agricoltori

«Coldiretti non è contraria a uno specifico impianto fotovoltaico, ma è contraria, in generale, a che si usi il terreno agricolo per insediamenti industriali da parte di soggetti non-imprenditori agricoli, senza alcuna limitazione o salvaguardia, cosa che è stata invece consentita da una delibera della giunta veneta (la numero 2204 del 2008), che Coldiretti Veneto ha impugnato davanti al Tar regionale già dal 12 novembre 2008. Fra l’altro si è chiesto al giudice di provvedere prima possibile, per non bloccare od ostacolare chi vuole fare investimenti nel fotovoltaico».

Valentino Bosco, presidente di Coldiretti Rovigo, interviene così per chiarire la posizione dell’organizzazione agricola, all’indomani del nuovo ricorso di Coldiretti Veneto, presentato contro la delibera della giunta che autorizza l’impianto fotovoltaico di Canaro. «Quest’ultimo è soltanto un atto dovuto, come lo sono state (o lo saranno) le altre impugnazioni di altrettante delibere autorizzative di impianti fotovoltaici in giro per il Veneto – spiega il presidente – La nostra posizione è chiara fin dal 2008: non è un problema di tipo di impianto, ma di luogo dove viene istallato. Gli impianti industriali, e fra questi quelli per la produzione di energia – dichiara Bosco – devono andare all’interno delle aree destinate, appunto, alle attività economiche non-agricole, oppure sui tetti dei capannoni. Non per nulla Coldiretti non si è opposta al mega parco fotovoltaico di San Bellino che sorgerà in zona artigianale, come non si opporrà mai al fatto che i propri soci, imprenditori agricoli, decidano di realizzare impianti per la produzione di energia elettrica sui propri terreni, ma in collegamento con la propria attività agricola e con dimensioni di nessun impatto sulla destinazione dell’area circostante».

I terreni agricoli non sono aree vuote in attesa di edificazione. «Il problema è nato – spiega ancora Bosco – con la delibera 2204/2008, perché ha derogato, secondo noi illegittimamente, alla legge regionale 11/2004, la quale, al contrario, prevede che nelle zone agricole, soltanto gli imprenditori agricoli possano edificare strutture produttive ed esclusivamente in funzione dell’attività agricola, sulla base di un piano aziendale obbligatorio per gli agricoltori, ma che non è stato reso altrettanto obbligatorio per gli altri». «In altre parole – chiarisce ancora Bosco – si è creata una disparità di trattamento tutta a svantaggio degli agricoltori proprio sui loro terreni e, contemporaneamente, non si è tutelata la funzione dei terreni agricoli stessi, che non sono aree vuote in attesa di edificazione, ma hanno un preciso valore intrinseco, legato alla produzione agricola, costituiscono il polmone degli insediamenti urbani e conservano i valori naturalistici del paesaggio».

(fonte Coldiretti Rovigo)

Kit merenda sana ai giovani sportivi polesani

Staff Coni Coldiretti Scuole

Prosegue il progetto di educazione alimentare dei ragazzi sportivi, di Coni e Coldiretti Rovigo,  che hanno predisposto uno speciale “kit merenda sana” in occasione della terza e ultima giornata dei Giochi della gioventù, in programma al campo sportivo di Polesella (Ro) mercoledì 21 aprile, a partire dalle 9:00.

Il kit merenda sana. Così, per il ristoro di mezza mattina, sarà proposto  yogurt intero, panino al salame o al formaggio (caciotta fresca di latte polesano) per incontrare le esigenze alimentari dei ragazzi di tutte le fedi religiose e con intolleranze, una mela e acqua.

Lo yogurt scende in campo…con il camion frigo. La manifestazione coinvolgerà circa 150 ragazzi di prima media, provenienti dagli istituti comprensivi di Trecenta, Costa, Fiesso Umbertiano, Lendinara e Polesella, in attività a metà strada tra il gioco e lo sport agonistico. «Abbiamo pensato – spiega Angela Pellielo del Coni – ad un percorso, che esalta le capacità coordinative dei ragazzi, lancio della palla medica, salto in lungo da fermo e 40 metri di staffetta velocità». Il momento aggregativo del ristoro sarà contraddistinto dalla distribuzione del “kit merenda sana”, direttamente dalle aziende di Coldiretti. Lo yogurt verrà portato al campo direttamente con camion frigo per mantenerne intatte le caratteristiche.

Cultura sportiva e alimentare. «E’ fondamentale che l’alimentazione sia promossa in tutte le attività coi giovanissimi – spiega il presidente del Coni Rovigo, Bruno Piva – in particolare proprio coi ragazzi che praticano sport. Siamo felici di questa collaborazione con Coldiretti che ci consente, non solo di promuovere l’educazione alimentare, ma anche di far conoscere il nostro territorio attraverso i suoi prodotti agroalimentari, cioè di fare cultura a tutto tondo attraverso una manifestazione sportiva». «La “merenda sana” ai Giochi – aggiunge Angela Pellielo – è lo strumento giusto per promuovere la corretta alimentazione con i ragazzi di prima media ed è un modo di forte richiamo per valorizzare i nostri imprenditori locali ed i loro ottimi prodotti».

(fonte Coldiretti Rovigo)

Domenica 18 aprile: a Lendinara (Ro), il latte dei ricordi a 50 cent al litro

Con l’inaugurazione della Fiera agricola di San Marco, domenica 18 aprile, a Lendinara (Ro), i consumatori potranno acquistare il latte fresco del distributore automatico di via Marinai d’Italia al prezzo-fiera di 50 centesimi al litro, invece di un euro. E’ un’iniziativa dell’azienda produttrice Targa Marino e Claudio, che ha sede proprio a Lendinara e che ha predisposto la casetta del latte affinché il prodotto venga erogato a metà prezzo a tutti i consumatori che andranno a spinarlo dalle 9 alle 19.

In piazza, le origini contadine di Lendinara. E’ un modo conveniente per riscoprire un prodotto tipico della tradizione rurale polesana, nel contesto della fiera agricola cittadina, il cui ricco programma di eventi tende a rispolverare e valorizzare le origini contadine dei lendinaresi, come il raduno dei trattori d’epoca o il mercato dei fiori. Proprio a Lendinara, 91 anni fa, nasceva la prima associazione agricola che diventerà l’attuale Coldiretti Rovigo.

Questa iniziativa anticipa la Giornata del latte di sabato 24 aprile. Il latte dell’azienda Targa recupera proprio il ricordo e il sapore di quel liquido bianco e profumato che le nonne andavano ad acquistare direttamente alle stalle, che un tempo erano molto più numerose e diffuse di oggi. Ma la tecnologia e i controlli sulla produzione sono quelli di un’impresa moderna, che vuole garantire sicurezza alimentare ai consumatori e benessere agli animali.

Marino Targa, co-titolare azienda Targa Marino e Claudio

«La nostra azienda segue il disciplinare del Consorzio di tutela del Grana padano – spiega Marino Targa, uno dei titolari – e, pertanto, curiamo in modo particolare l’alimentazione delle mucche e la loro serenità generale. Questo ci permette di mungere un latte saporito e di alta qualità per composizione. Ce lo dicono le cadenziate analisi di Ulss e Abi cui sottoponiamo il prodotto. Ogni mucca mangia quotidianamente circa 35 chili lordi di alimenti naturali, in prevalenza di produzione aziendale: circa 20 chili di trinciato di mais (no ogm) che coltiviamo noi, 6 chili di pastone di granella di mais (sempre no ogm e di nostra produzione), 6 chili di fieno di erba medica coltivata nella nostra azienda, 2 chili e mezzo di soia no-ogm che acquistiamo, paglia a volontà che ogni mucca ha a disposizione nella propria cuccetta. Non tutti sanno – spiega Marino Targa – che ciascun animale, che durante il giorno è libero di razzolare a suo piacimento, durante la notte si ritira in una propria cuccetta, una sorta di lettino, che si è scelto lui e che mantiene nel tempo».

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Le Coop di pesca polesane aderiscono a Coldiretti e Unci

Quindici cooperative e quattro società di pescatori polesane hanno aderito a Coldiretti Rovigo e all’Unci-pesca (Associazione nazionale delle coop di pesca e acquacoltura). Il gruppo ittico rappresenta oltre 350 soci, dediti prevalentemente alla pesca di mitili, vongole veraci, vongole di mare e pesce di acqua dolce e salata. La flotta è costituita da 5 imbarcazioni a strascico, 15 draghe idrauliche (per la pesca di vongole di mare), 170 imbarcazioni per la piccola pesca in acque lagunari e marittime, 20 imbarcazioni di quinta categoria, ossia adibite ad impianti di mitilicoltura.

Obiettivi in comune. L’affiliazione con l’Associazione polesana Coldiretti è stata un passo naturale per le coop di pesca, in quanto ne condividono il progetto economico di realizzazione di una filiera agricola tutta italiana e di valorizzazione del prodotto locale legato al territorio. In questo senso, i prodotti ittici, cozze, vongole e l’acquacoltura sono sicuramente dei fiori all’occhiello dell’area deltizia bassopolesana e ne connotano l’economia. L’Unci-pesca  è l’associazione di settore della centrale cooperativa nazionale di ispirazione cattolico-sociale, Unci (Unione nazionale delle coop italiane), la quale ha iniziato un percorso di stretta collaborazione con Coldiretti per la valorizzazione dei territori e della filiera corta. Entro la fine di febbraio, le coop di pescatori si daranno una rappresentanza provinciale, creando il primo nucleo di Unci-pesca in Polesine.

(fonte: Coldiretti Rovigo)

L’aglio bianco Dop polesano l’unico aglio che in cucina può supportare il tartufo

Aglio Polesano Dop (foto Coldiretti Rovigo)

“Quello polesano è il migliore aglio che esiste al mondo”: parola di Renato Maggiolo, esperto di verdure polesane intervenuto lo scorso 9 febbraio nella trasmissione di RAI 1 “Occhio alla spesa” per commentare le qualità dell’Aglio bianco, prima Dop polesana. “Pur avendo una minore intensità olfattiva, ossia un odore meno forte degli altri – ha spiegato Maggiolo -, il suo aroma è più complesso, con un ampio spettro dalle infinite sfumature aromatiche. Per questo, fra l’altro, è l’unico aglio che può supportare il tartufo, in particolare il tartufo nero, ma anche bianco” (video della trasmissione può essere visto in differita sul sito www.occhioallaspesa.rai.it)

L’aglio bianco polesano prima Dop della Provincia di Rovigo. Un regolamento dell’Unione europea, pubblicato sulla Gazzetta del 1° dicembre 2009 e in vigore dal 21 dicembre 2009, concede la protezione a livello europeo alla denominazione “aglio bianco polesano”, che potrà essere utilizzata soltanto dall’aglio prodotto in Polesine, secondo uno specifico disciplinare, che collega la coltura al territorio e alla lavorazione tradizionale. L’aglio Dop sarà riconoscibile dal marchio europeo, un cerchio rosso bordato di giallo. Sono finite le possibilità di imitazione e di frode al consumatore. «E’ un traguardo importante – ha commentato Claudio Salvan, produttore e presidente della coop “Il Polesine”, associata a Coldiretti – che premia il tempo e le energie che i produttori hanno speso per questo obiettivo fin dal 2004, quando si è partiti con la presentazione della prima documentazione al ministero per le Politiche agricole». «La protezione europea – spiega Salvan – garantisce una seria etica comportamentale da parte dei produttori della zona del disciplinare, che si traduce in qualità e salubrità del prodotto. Ma è anche il punto di partenza per riorganizzare la produzione attorno a un piano di marketing che promuova e faccia conoscere il prodotto ai consumatori, affinché lo possano scegliere e ricercare». «Dal punto di vista del consumatore – conclude Salvan – l’ottenimento della Dop significa che, a partire dalla prossima campagna produttiva, il consumatore potrà esigere di acquistare aglio col marchio Dop, con la certezza che è effettivamente coltivato in Polesine, nel rispetto di tutte le normative di produzione del disciplinare».

La tradizione. L’acquisizione della Dop per l’aglio bianco è stata possibile grazie al lungo legame col territorio polesano, dove si sono sviluppate tecniche di produzione che comprendono la selezione dei bulbi per la semina dell’annata successiva e la lavorazione manuale del prodotto estirpato.Storicamente la presenza della coltivazione dell’aglio nella rotazione aziendale è rilevata fin dal XVI secolo. La coltura ha assunto rilevanza nell’evoluzione dell’ordinamento colturale delle aziende di dimensioni medio piccole dell’area Dop. Anche per la commercializzazione l’aglio polesano ha visto nei secoli nella piazza di Rovigo un punto di riferimento, come riportato nell’Archivio storico della Camera di commercio di Rovigo

Aglio polesano Dop (foto agricolturaitalianaonline.it

La coltura. L’aglio bianco polesano è una pianta con bulbi di colore bianco brillante uniforme data l’assenza di striature di altro colore, di forma regolare e compatta, leggermente appiattiti nel punto di inserimento dell’apparato radicale. Le foglie, lanceolate e strette hanno una colorazione verde/azzurra. Il bulbo deve essere di forma rotondeggiante – regolare con un leggero appiattimento della parte basale, di colore bianco lucente, ed esente da fitopatologie. La Dop è ottenuta con l’ecotipo Bianco Polesano e la varietà Avorio. Zone di produzione dell’area Dop: Adria, Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle, Fratta, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza, Pincara, Polesella, Pontecchio, Rovigo, S. Bellino, S. Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana.

(fonte: Coldiretti Rovigo)

Convegno Coldiretti Rovigo: i terreni agricoli non sono spazi vuoti da occupare

partecipanti al Convegno Coldiretti Rovigo "Crisi come guardare oltre"

Maggiori controlli in difesa dell’italianità dei prodotti, riposizionamento dell’impresa agricola nella filiera agroalimentare, l’opportunità per la Regione Veneto di partecipare o meno al capitale delle società di distribuzione agroalimentare, il connubio tra prodotti agroalimentari e turismo veneto: queste le tematiche toccate dal convegno di Coldiretti “Crisi, come guardare oltre”, che si è svolto il 3 febbraio scorso all’Interporto di Rovigo, e che ha mostrato come il settore primario, sfiancato dalla caduta libera dei prezzi alla produzione, abbia in realtà voglia e idee per continuare a “fare impresa”.

Le risorse devono ritornare a chi ha fatto dell’azienda agricola uno scopo di vita. Molti gli spunti offerti dai relatori, dal

Valentino Bosco, Presidente Coldiretti Rovigo

presidente di Coldiretti Rovigo, Valentino Bosco, all’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, da Pietro Sandali economista di Coldiretti nazionale, all’assessore provinciale Claudio Bellan, a Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto. «Non svendiamo la biodiversità del nostro territorio che è la potenzialità di fare imprenditoria – ha detto il presidente Valentino Bosco, ribadendo la contrarietà agli Ogm -. I terreni non sono spazi vuoti da occupare, dove chiunque può arrivare e costruire una discarica o un parco fotovoltaico, ma sono gli strumenti di lavoro degli imprenditori agricoli. Chiediamo alla politica di fare delle scelte. C’è il rischio del latifondismo – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Rovigo – perché chi ha liquidità investe in terreni e pur facendo un altro mestiere incassa i contributi Pac. Io credo che in un momento difficile come questo, le poche risorse debbano andare a chi dell’azienda agricola ha fatto uno scopo di vita. Perché – ha chiesto Bosco incassando l’applauso a scena aperta – la previdenza agricola deve essere pagata soltanto dagli agricoltori? Tutti quelli che possiedono un terreno dovrebbero almeno pagare un contributo di solidarietà».

Franco Manzato, Assessore Regione Veneto all'agricoltura

Vendita diretta dei prodotti nei Consorzi agrari. Trasparenza del mercato e nelle filiere, programmazioni di lungo respiro, attuazione concreta della “legge regionale km zero” sono alcuni degli altri temi toccati dal presidente, mentre il vicegovernatore Franco Manzato ha spostato l’attenzione sulla funzione del settore pubblico in agricoltura, ventilando l’ipotesi di investire direttamente nella vendita dei prodotti. «Il 60% delle presenze turistiche in Veneto – ha spiegato Manzato – è attratto dal nostro agroalimentare. In Regione stiamo discutendo la possibilità, secondo una proposta di Coldiretti, di coinvolgere i consorzi agrari come punti di vendita e promozione del sistema agroalimentare veneto collegandolo al turismo, sotto il marchio “Tra terra e cielo”, che ne garantisca l’origine. Il nostro turismo insieme ai nostri prodotti sono una formidabile “macchina da guerra”, che, diretta da una strategia della Regione, può far vendere i prodotti in Veneto e fuori. Sappiamo che il 75% dei consumatori sarebbe disposto a pagare di più un prodotto che fosse garantito come italiano, quindi c’è un grande potenziale di sviluppo per la nostra agricoltura». «Dobbiamo finire col “nanismo politico” – ha aggiunto – e intervenire con una politica aggressiva, che non sia solo contributi e finanziamenti, ma che ridisegni lo scenario dell’agricoltura del futuro». Quindi Manzato ha parlato del disciplinare del “latte veneto” e dei marchi di riconoscimento regionali; della sburocratizzazione con lo sportello unico e della necessità che i dirigenti regionali vadano nelle aziende per rendersi conto delle problematiche reali.

Una filiera tutta agricola e italiana. Pietro Sandali di Coldiretti nazionale ha ricordato lo stato di attuazione del progetto dell’organizzazione per una “filiera tutta agricola e tutta italiana”, che passa per la fusione col sistema cooperativo Unci, diventato Unci-Coldiretti, per la riorganizzazione della rete dei Consorzi agrari e per la “vendita diretta organizzata” (Vdo), composta da farmers market e aziende, che presto opereranno sotto un marchio di riconoscimento con la denominazione “Campagna Amica”. «Le intenzioni sono buone – ha affermato Giorgio Piazza, chiudendo il convegno – ma mi pare che l’agricoltura sia ancora un settore di risulta e quindi da rapinare liberamente, nel suo territorio, nelle aziende, nel valore dei prodotti, perché tanto è l’unico settore dove i prezzi sono fatti non da chi produce, ma da chi commercializza o trasforma. L’agricoltura deve diventare settore strategico anche nei fatti, perché produce sicurezza, qualità, identità storica e culturale. E questi – ha concluso il presidente di Coldiretti Veneto – sono valori per tutti i cittadini».

(fonte Coldiretti Rovigo)