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Sabato 24 aprile 2021, dalle 10 alle 12, webinar di Confartigianato Imprese Veneto sulle Comunita’ Energetiche dal museo del ‘900 di Mestre (VE)

Comunita energetiche

Sabato 24 aprile, dalle 10 alle 12, si svolgera’ in diretta zu ZOOM e Facebook un interessante incontro virtuale dedicato alle Comunita’ Energetiche organizzato da Confartigianto Imprese Veneto, che ha tra i propri obiettivi quello di favorire la transizione verso modi di produzione e consumo più sostenibili. In questo quadro, un compito significativo è ricoperto, per l’appunto, dalle comunità energetiche, ossia unioni di utenti – famiglie e imprese – che aderiscono volontariamente ad un contratto per concorrere a produrre, consumare e gestire energia rinnovabile attraverso uno o più impianti locali, condividendo i benefici economici e sociali che ne derivano.

Appuntamento dedicato a imprese, cittadini e decisori. Quella della produzione distribuita di energia è un’idea che accompagna Confartigianato sin dai primi anni 2000 e che oggi, grazie anche all’evoluzione tecnologica, è matura per una discussione più estesa che porti a riflettere sui cambiamenti che avvengono per effetto di applicazioni e soluzioni orientate a migliorare la qualità dei luoghi in cui viviamo oltre all’impatto e all’efficienza ambientale delle attività che svolgiamo. L’appuntamento è dedicato a imprese, cittadini e decisori ed è finalizzato a rafforzare la consapevolezza dello sviluppo urbano sostenibile, favorire la conoscenza della produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili, stimolare il confronto tra gli attori: tra questi ultimi certamente le micro e piccole imprese nel duplice ruolo di partner tecnologici e di partecipanti attivi alle stesse comunità.

Programma. 10.00 – SALUTI Siro Martin presidente Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia, Transizione energetica e polo museale M9. Fabrizio Renzi consigliere delegato M9 District 10.20 – INTRODUZIONE Dario dalla Costa presidente Nazionale Federazione Impianti Confartigianato 10.30 – RELAZIONI La sostenibilità come obiettivo, il riciclo come strategia, il territorio come laboratorio, Stefano Munarin docente Università Iuav di Venezia. Le Comunità energetiche: scenari ed esempi, Francesco Causone docente Politecnico di Milano 11.10 – TAVOLA ROTONDA Gianni Pietro Girotto presidente Commissione Industria Commercio Turismo Senato della Repubblica, Roberto Marcato assessore allo Sviluppo Economico Energia Legge Speciale per Venezia – Regione Veneto, Massimiliano De Martin, assessore Urbanistica Edilizia Privata Ambiente Comune di Venezia, modera: Martina Zambon giornalista Corriere del Veneto CONCLUSIONI  presidente Confartigianato Imprese Veneto.

Le credenziali di accesso per poter seguire l’evento su ZOOM saranno inviate direttamente a tutti coloro, che procederanno all’iscrizione tramite Eventbrite. E’ comunque possibile seguire il seminario in diretta sulla pagina Facebook di Confartigianato Veneto (https://www.facebook.com/ConfartigianatoImpreseVeneto/).

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Feste natalizie, “consumare veneto e attenzione agli abusivi, dannosi per economia e salute”, il consiglio di Confartigianato Imprese Veneto

Spenderanno oltre 1,1 miliardi di euro le famiglie venete per acquistare prodotti alimentari e bevande da mettere in tavola le prossime festività di Natale e fine anno. Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy del Veneto che, in particolare sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite.

In Veneto più di 6.500 “artigiani del gusto” con oltre 13mila addetti. Un settore, quello dell’agroalimentare, rappresentato in regione da 6.576 imprese artigiane che danno lavoro a 13.102 addetti, con un’offerta enogastronomica 36 prodotti DOP, IGP e STG, ben 374 “tradizionali”, e una capacità export di circa 6 miliardi di euro all’anno. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’analisi dell’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto che, nel dossier “Food economy di MPI e artigianato alimentare nel 2019”, ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie nell’ultimo anno. “I nostri artigiani del gusto utilizzano materie prime locali e metodi di produzione tipici che evidenziano il legame con il territorio regionale – commenta Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto e premio Argav 2018 – la genuinità di queste specialità fa bene alla salute, fa muovere l’economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food regionale nel mondo. Per questo, i prodotti e le imprese della nostra tradizione alimentare, che hanno nella qualità e nell’artigianalità della lavorazione il proprio elemento distintivo, vanno promossi ancora di più”.

La spesa nelle festività natalizie. Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa anche dei consumatori veneti. A dicembre, infatti, il 95,3% della spesa in prodotti alimentari e bevande delle famiglie è costituita da prodotti alimentari e bevande analcoliche e per il restante 4,7% da bevande alcoliche. In particolare i prodotti più acquistati sono formaggi e latticini con una quota del 6,1% sul totale della spesa in prodotti alimentari e bevande, salumi con il 4,9%, pane con il 4,6% e altri prodotti di panetteria e pasticceria (tra cui rientrano in particolare i dolci da ricorrenza) con il 4,3%, prodotti in cui l’artigianalità rappresenta un importante fattore di qualità. Confartigianato stima una spesa delle famiglie venete in prodotti alimentari e bevande di 1,1 miliardi di euro, più alta di 181 milioni rispetto al consumo medio mensile. Inoltre, considerato come nella nostra regione una fetta consistente della spesa alimentare sia intercettabile dalle imprese artigiane, si stima che in Veneto verranno spesi circa 507 milioni di euro per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani. “I quasi 6 milardi di giro d’affari e l’export in continua crescita – continua Bonomo – certificano la qualità delle nostre produzioni alimentari, un patrimonio di bontà, varietà e tradizione unico al mondo. Impariamo a esserne orgogliosi e a difendere, tutti insieme, chi lo produce. In questo modo difendiamo il futuro dei nostri territori, delle nostre famiglie e delle nostre imprese e offriamo opportunità di lavoro per i giovani”.

Imprese e addetti dell’agrolimentare. Sono, come detto, 6.576 le imprese artigiane che operano in Veneto nel 2019 nella produzione di bevande e prodotti alimentari, in lieve calo rispetto allo scorso anno (- 1,4% equivalenti a 90 imprese in meno). A livello nazionale, invece, sono 87.499, con una perdita complessiva di 1.462 unità (-1,6%).

L’attacco di Confartigianato alle contraffazioni alimentari e all’abusivismo. “Da sempre siamo in prima fila contro il “fake food” – sottolinea il presidente di Confartigianato Veneto – una “rapina”, a livello nazionale, da 7 milioni di euro l’ora e da 60 miliardi di euro l’anno, di centinaia di milioni di euro solo in Veneto. E’ il business dell’agropirateria, della contraffazione, della frode nei confronti dell’agroalimentare made in Italy, il più clonato nel mondo, si tratta di un vero e proprio “scippo” ai danni del settore, un assalto indiscriminato e senza tregua, dove la criminalità organizzata fa veri affari. I consumatori vengono truffati, i piccoli imprenditori e gli agricoltori dell’agroalimentare derubati, a questo si aggiunge il fatto che ogni anno entrano nel nostro Paese prodotti alimentari “clandestini” e “pericolosi” per oltre 2 miliardi di euro. Poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. I sequestri da parte delle autorità competenti italiane negli ultimi due anni si sono più che quadruplicati. E ciò significa che i controlli funzionano, ma il pericolo di portare a tavola cibi “a rischio” e a prezzi “stracciati” è sempre più incombente”.

L’appello. “Nel periodo delle feste crescono a dismisura i furbetti che, senza alcuna tutela per i consumatori, vendono prodotti alimentari in maniera totalmente abusiva – chiude Bonomo – tutto ciò sottraendo spazi di mercato a chi in maniera onesta rispetta le regole, paga le tasse, subisce i controlli, garantisce buste paga. Alle Autorità preposte, per questo, chiediamo più vigilanza in questo settore e sanzioni per gli abusivi”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

#Venetoinginocchio. Post alluvione, fronte comune aree montane del Veneto per chiedere interventi eccezionali di sgombero e stoccaggio piante cadute

Un allarme nell’emergenza post alluvione di fine ottobre arriva dal sistema veneto delle imprese boschive. Confartigianato Imprese Veneto, Confartigianato Belluno e Confartigianato Vicenza, assieme al Consorzio Imprese Forestali del Triveneto hanno spedito ieri un’accorata lettera di richiesta di aiuto al Governatore Luca Zaia, agli assessori regionali competenti oltre che alle Unità Organizzative Forestali di Belluno e Vicenza chiedendo interventi straordinari che aiutino a gestire l’urgente sgombero del materiale schiantato a terra (si stima in Veneto superi abbondantemente il milione di metri cubi), il suo stoccaggio e a programmare il risanamento e ripristino delle foreste danneggiate da fitopatie, infestazioni parassitarie ed eventi climatici.

Le azioni richieste. Le quattro organizzazioni chiedono prioritariamente: di aumentare la disponibilità finanziaria della misura 8.6.1 F.A. 2A (investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali), concedendo anche la possibilità di eventuali deroghe sostanziali rispetto agli investimenti ammessi a finanziamento; stilare prontamente un altro bando, prima della fine del periodo programmatico, per la misura 8.6.1 F.A. “2A” e “5C”, provvedendo a ridistribuire le dotazioni del PSR tra le diverse misure e mutando la cronologia dei bandi. Queste azioni permetterebbero di aumentare il grado di competitività delle imprese in loco, che potrebbero assumere nuova forza lavoro, a tutto vantaggio del tessuto imprenditoriale veneto, nonché dell’economia locale e montana in generale, affrontando le criticità in essere con le maggiori ricadute sociali.

Ridurre al minimo le possibili speculazioni estere. “Chiediamo – recita ancora la lettera – un coordinamento regionale per gestire l’emergenza al fine di organizzare attentamente le operazioni di sgombero e di vendita del materiale schiantato e pericolante, mediante un’azione condivisa con i proprietari pubblici e privati, le comunità locali, le imprese dei territori colpiti e quelle italiane di settore, riducendo al minimo le possibili speculazioni estere. Per questo riteniamo necessario un appoggio scientifico dell’Università degli studi di Padova allo scopo di rafforzare le operazioni del personale regionale dei vari uffici forestali. In tal senso, si ritiene utile ipotizzare soluzioni alternative ed estreme di stoccaggio del materiale legnoso più pregiato, anche mediate l’utilizzo dei principali laghi montani, nonché coordinare lo stoccaggio su piazzali in zone agricole disseminate nel Triveneto, al fine di calmierare il mercato e sostenere i proprietari e le imprese locali”.

Priorità d’intevento a imprese venete e poi italiane. Si ritiene che, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, in questa situazione di emergenza, i cui effetti a lungo termine ricadranno nuovamente sul territorio colpito e sulle imprese locali in primis, dovrebbe essere data una priorità d’intervento alle imprese venete e successivamente italiane, al fine di non “svendere” o peggio ancora “regalare” il nostro legname al mercato estero calmierando i prezzi e ponendo in essere un efficace contenimento degli effetti negativi.

Rivedere le misure già esistenti. “Le nostre imprese regionali -spiegano da Confartigianato- si stanno organizzando per realizzare piazzali di stoccaggio, almeno dei tronchi conservabili, al fine di regolare lo sfruttamento in modo progressivo, cercando di sostenere il mercato di filiera. Riteniamo che vadano velocemente ripresentate e adeguatamente sostenute con risorse proporzionate le misure già esistenti del Piano di Sviluppo Rurale in grado di poter contribuire ed affrontare l’attuale crisi: 8.4.1 – Risanamento e ripristino foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie e eventi climatici; 8.5.1 – Investimenti per aumentare la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione delle foreste; 4.3.1 – Sostegno a investimenti nell’infrastruttura necessaria allo sviluppo, all’ammodernamento e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura. Quest’ultima dovrebbe essere modificata allo scopo di permettere la reale manutenzione straordinaria della rete viaria silvopastorale regionale, al fine di consentire lo sgombero del materiale schiantato ed evitare un massiccio abbandono del territorio, con conseguenze pesantissime “oltre alle risorse straordinarie che dovrebbero sostenere i proprietari forestali pubblici e privati o attraverso indennizzi o attraverso contributi per il recupero dei boschi schiantati”.

Necessario un piano pluriennale. “Nel medio e lungo periodo -conclude la nota-, risulta altresì doveroso e auspicabile iniziare a programmare fin da subito il nuovo periodo programmatico “2021-2027” del Piano di Sviluppo Rurale con azioni ad hoc, precise e specifiche a sostegno del settore forestale, dei proprietari e delle imprese della filiera con lo scopo di contenere i danni, risolvere e sostenere l’economia locale e contribuire alla predisposizione di un modus operandi volto a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, non dimenticando la cura del paesaggio e dell’ambiente quale volano per questi territori”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

27 ottobre 2018, a Quinto di Treviso si parla di come innovare e competere con l’economia circolare. A moderare il primo dei tre incontri organizzati da Confartigianato Imprese Veneto, sarà il vicepresidente Argav Gabriele Cappato.

Come creare 65 milioni di posti di lavoro? Basta salvare il clima. In estrema sintesi è questo il contenuto dello studio della Global Commission on the Economy and Climate che ha quantificato i vantaggi economici e sociali della salvaguardia del clima.

Numerose le resistenze ad un cambiamento inevitabile. Che la transizione ecologica rappresenti un’opportunità di cambiamento e di crescita alternativa rispetto a quella dettata dal modello attuale è stato ribadito da università, istituti di ricerca, conferenze internazionali. Eppure in molti non sembrano ancora convinti dell’interesse non solo ambientale e climatico, ma anche economico del cambiamento. Non lo sono numerosi governi (probabilmente anche per via delle pressioni delle stesse lobby poco inclini a spendersi per il clima), non lo sono le imprese grandi e piccole che siano (salvo alcuni casi molto sporadici).

Da queste premesse nasce l’obiettivo 2018/19 della Confartigianato Imprese Veneto di avviare un processo di conoscenza per aiutare gli imprenditori artigiani a comprendere perché dovrebbero guardare al cambiamento eco-sostenibile come ad un volàno di crescita, transizione che, secondo alcuni studi, potrebbe essere perfino più vantaggiosa del “business as usual”. Il primo appuntamento dal titolo: “Innovare & competere con l’economia circolare – i rifiuti“, moderato dal vicepresidente esecutivo Argav Gabriele Cappato, che si terrà sabato 27 ottobre 2018, a partire dalle ore 9.00, al BHR Treviso Hotel (S.R. 53 Via Postumia Castellana, 2 ) a Quinto di Treviso, va in questa direzione. Si tratta del primo di tre incontri, patrocinati da Argav, che Confartigianato Imprese Veneto dedica al tema dell’economia circolare, uno dei principali fattori di sviluppo e crescita per le imprese.

L’incontro è aperto al pubblico, per ragioni organizzative si prega di confermare la presenza registrandosi a questo link.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Veneto, vendemmia record 2018 (+20%), sinergia Confartigianato e Coldiretti regionali per procedura di riserva in assenza di ricevuta Pec del documento Movimenti VitiVinicoli, fondamentale per evitare intasamenti e danni economici

Il buon senso e la convergenza di interessi tra i produttori agricoli, rappresentati da Coldiretti del Veneto e gli autotrasportatori della Confartigianato Imprese Veneto (Confartigianato Trasporti regionali), hanno impedito ad un assurdo cavillo burocratico di trasformarsi in un grande danno economico.

La loro azione congiunta ha portato, infatti, alla definizione di una procedura di riserva, da applicare nell’eventualità di ritardi nella ricezione del messaggio di notifica di avvenuta consegna della convalida del documento vitivinicolo MVV mediante PEC (v. decreto dipartimentale 1021 del 17 giugno 2014), che permette ai camion di effettuare comunque la consegna della merce in tempi certi.

Vendemmia straordinaria in quantità. “Si tratta -spiegano Nazzareno Ortoncelli, leader regionale Autotrasportatori Confartigianato e Giancarlo Vettorello, dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti – di una novità arrivata giusto in tempo per agevolare sia le imprese di autotrasporto che i numerosi viticoltori e cantine che operano sul territorio regionale che quest’anno, si trovano a gestire una vendemmia straordinaria, superiore del 20% rispetto allo scorso anno. Senza la necessaria flessibilità si sarebbe incorsi in danni economici particolarmente ingenti”.

Come funziona. In sintesi, l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha definito, mediante la circolare n. 000617 del 3 agosto 2018, la prassi secondo la quale, nel caso in cui la ricevuta non ritorni entro un’ora, l’operatore, ferme restando le annotazioni da riportare nell’apposita casella (n. 18, sul fronte del documento), annoterà sul retro del documento una dicitura del tipo “Non è arrivata ricevuta di avvenuta consegna. Allego la PEC inviata”. In questo modo sarà possibile iniziare il trasporto con il documento MVV e con la stampa del messaggio di PEC per la convalida.

Sì alla semplificazione e ai dovuti controlli. “Grazie alla collaborazione di alcuni nostri colleghi –spiega Ortoncelli – abbiamo potuto, documenti alla mano, dimostrare come in taluni casi, la ricevuta ritornasse all’operatore soltanto dopo alcune ore dall’invio della PEC per la convalida, causando disservizi ed ostacoli all’attività economica degli operatori vitivinicoli e agli autotrasportatori costretti a ritardare la partenza del trasporto”. “Semplificazione sì ma non assenza di controlli, specifica Vettorello. Infatti, se entro le 24 ore successive all’invio del messaggio di PEC per la convalida, l’operatore viene in possesso della ricevuta attestante che l’invio della copia del documento MVV alla casella di PEC “AOO” degli Uffici territoriali competenti è andato a buon fine, non dovrà fare altro che allegare tale ricevuta alla propria copia del documento MVV e conservarlo in atti. Se invece riceverà un messaggio di notifica di mancata consegna definitivo, l’operatore entro il primo giorno lavorativo successivo, dovrà inviare nuovamente il messaggio PEC (con allegato l’MVV emesso) con le stesse modalità seguite nel primo invio. Nell’oggetto del messaggio PEC si dovrà aggiungere la seguente dicitura: “Reinvio PEC”. Qualora non si provvedesse secondo le modalità sopra indicate, la convalida non viene considerata effettuata”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto e Coldiretti Veneto

24 settembre 2018-4 febbraio 2019, in Polesine corso gratuito per i professionisti della panificazione “Dal chicco al pane” per valorizzare i grani coltivati nel Rodigino

Il Polesine è una terra straordinaria, ricca di storia e di cultura. Sono molti i prodotti tipici che lo contraddistinguono, ma uno in particolare lo caratterizza: il pane. In tutta la provincia lavorano 100 forni artigianali, a cui vanno sommate le numerose rivendite (spesso fornite dai forni artigianali vicini) e alimentari.

Dove aleggia l’odore di pane. Da qualsiasi parte vi si acceda, ad accogliere chi è entra in una delle tante frazioni che rendono ricco questo territorio è sempre lo stesso avvolgente odore di pane. Non un pane qualsiasi, ma quello tipico del posto, che appartiene alla tradizione polesana, ciabatta e pan biscotto in primis. Quello biscottato era il pane preparato dalle donne ogni 15 giorni nelle ‘casade’ o fattorie di campagna e aveva il vantaggio di conservarsi per settimane integro anche in ambienti umidi. Per prepararlo, servono lunghi tempi di lievitazione ed una notte intera di cottura dentro ad un forno, ormai spento, ma caldo. E’ in questo ambiente “favorevole” che operano due giovani artigiani e le loro famiglie: Andrea Finotti, panificatore di seconda generazione in Porto Viro e Gianluca Fonsato di Porto Tolle, consulente panificatore ideatore del progetto “officina energetica”.

pane polesano

Il corso. Insieme, hanno dato vita ad un percorso gratuito indirizzato a tutti i professionisti della panificazione dell’Alto e Basso Polesine, una importante collaborazione tra OE, EBAV, Confartigianato Polesine ed il Panificio Finotti. L’obiettivo è la valorizzazione dei grani coltivati nel Polesine, valutandone tutti gli aspetti in panificazione. Durata corso: 24 settembre 2018-4 febbraio 2019. Maggiori info: segreteria organizzativa Confartigianato Polesine, tel. 0425-474772, email: amministrazione@confartigianatopolesine.it

Andrea Finotti è “un ragazzo” di 45 anni, sposato con due figli, il più grande dei quali, Nicola, diciottenne, già collabora con successo nel forno. Imprenditore di seconda generazione ha fatto del Panificio Finotti, fondato dal padre nel 1977, uno dei baluardi di Porto Viro. Al punto vendita di via Forni si è aggiunta nel 2006 la rivendita in via Contarini, 58 denominata Pan di Zucchero. “Dedizione al lavoro e la scelta accurata delle materie prime e dei prodotti sono il nostro successo -spiega Andrea Finotti- ed hanno contribuito alla nostra crescita nel cuore del paese, che prosegue tutt’oggi. Siamo “fanatici” della genuinità che cerchiamo di mantenere in tutta la produzione: nel nostro panificio prepariamo tanti tipi di prodotti salati e dolci, ma prima di tutto il pane: la ciabatta e il pan biscotto in primis. Produciamo anche pizzette, salatini, rustici o anche mignon, pasticcini e dolci, sicuramente troverete sempre qualcosa che fa al caso vostro. Impastiamo i nostri prodotti solo con gli ingredienti migliori, che oltre a soddisfare anche i palati più esigenti, vi garantiscono anche un’alimentazione salutare ed equilibrata. Offriamo anche prodotti biologici”.

Gianluca Fonsato, classe 1987. “Da molti anni pratico l’arte della panificazione in maniera professionale, un’arte molto profonda che ti mette in contatto con la più potente espressione energetica della Terra: il cereale -afferma Fonsato-. Quest’arte mi ha spinto alla ricerca del legame inconscio tra cibo ed energia, portandomi alla conoscenza di strumenti di lavoro come il lievito naturale, farine di grani autoctoni, l’arte molitoria a pietra e cilindri, l’alchimia e la biodinamica. Officina Energetica è un insieme di laboratori creati con la consapevolezza di poter offrire una visione più ampia, profonda e alternativa dell’arte bianca. Un’Arte che comprende, oltre all’aspetto fisico e materiale, l’aspetto spirituale del cibo, ovvero di quell’energia che ci nutre attraverso le emozioni, sensazioni e lo stato d’animo”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Stop al consumo del suolo in Veneto attraverso il recupero degli immobili abbandonati, se ne parla stasera all’incontro Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Tra gli argomenti in programma, bosco di Mestre (VE) e protezione civile. Per i sapori in tavola, l’asparago di Cimadolmo (TV) e il pane polesano artigianale.

foto d’archivio, conviviale Argav-Wigwam

Stasera, venerdì 25 maggio, verso le ore 19, nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) ci sarà la consueta conviviale mensile Argav. Tema centrale della serata sarà il consumo del territorio nel Veneto e le proposte di recupero degli immobili abbandonati. Ne parleremo con Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Imprese Veneto, Paolo Bassani, presidente Edili Confartigianato Imprese Veneto e Federico Della Puppa, ricercatore Smart Land. Saranno inoltre ospiti: il giornalista Stefano Pittarello, per parlare del bosco di Mestre attraverso il suo libro “Il sacco bello”, Antonio Franciosi, componente di Allert, nuova struttura di protezione civile, creata dal Lions Club e, per la buona tavola anche, Daniela Burato, (azienda agricola Negrisia) con gli asparagi di Cimadolmo e i panificatori di Confartigianato Polesine.

Indicazione stabilimento in etichetta, dal 22 ottobre 2017 scattano i 180 giorni per adeguarsi. Confartigianato Imprese Veneto: “In questo modo garantita tracciabilità dei prodotti a favore dei consumatori”.

Dopo la pubblicazione del 7 ottobre scorso in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 145, il prossimo 22 ottobre entrerà in vigore la Disciplina dell’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento dei prodotti alimentari.

Conto alla rovescia. Il provvedimento si applicherà ai prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività. Dal 22 ottobre, quindi, scatteranno i 180 giorni di periodo transitorio che porteranno alla vera operatività il 5 aprile 2018. In questo lasso di tempo, gli alimenti potranno essere immessi sul mercato o etichettati senza dover indicare la sede di produzione e potranno essere commercializzati anche dopo, fino all’esaurimento delle scorte.

Un’informazione chiave per la sicurezza e la corretta informazione ai consumatori. “Portiamo a casa un successo importante – afferma Christian Malinverni, presidente della federazione alimentaristi della Confartigianato Imprese Veneto-. La reintroduzione dell’obbligo di indicazione in etichetta dello stabilimento di produzione non era infatti scontata. Abbiamo fatto valere la nostra voce per una informazione chiave per la sicurezza e la corretta informazione ai consumatori, fondamentale anche per riconoscere un prodotto alimentare italiano da uno prodotto a basso costo in qualche Paese in via di sviluppo. Anche e soprattutto, però, per garantirne la tracciabilità della filiera di produzione in caso di allerta sanitaria. Sono questi i punti su cui Confartigianato Alimentazione ha fatto pressione per riportare l’obbligo di legge che va a concvretizzarsi.

Regime sanzionatorio previsto all’articolo 5 del decreto. In particolare: la mancata indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento dei prodotti alimentari preimballati, è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.000 euro a 15.000 euro; nel caso l’impresa disponga di più stabilimenti e non evidenzi quello effettivo mediante punzonatura o altro segno, è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.000 euro a 15.000 euro. Infine la mancata indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, secondo le modalità di presentazione delle indicazioni obbligatorie stabilite dall’articolo 13 del regolamento n. 1169 è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto

Sperimentare il lavoro artigianale la nuova proposta di turismo internazionale proposta da Confartigianato Imprese Veneto in collaborazione con VivoVenetia

PANE DI CONFARTIGIANATOMettere in rete le imprese artigiane di qualità e proporle al mercato turistico internazionale. E’ questa la scommessa di Confartigianato Imprese Veneto condotta grazie al contributo della Regione Veneto insieme a VivoVenetia, portale multilingue di booking on line, per promuovere in maniera innovativa le imprese artigiane venete e valorizzare il loro potenziale attrattivo. Moda, design, enogastronomia, artigianato artistico: sono decine i laboratori inseriti in percorsi turistici “innovativi” codificati nel portale DiscoveringArtigianato e aperti ai visitatori che ricercano e vogliono vivere il “made in Italy”.

Prove tecniche di trasmissione. Confartigianato ha testato il progetto invitando 8 operatori esteri ad immergersi in una 5 giorni (dal 20 al 25 settembre scorso) fra arte, storia, natura in quella che è una delle cornici più suggestive del Nord Italia, il Veneto. Attenzione particolare è stata data all’arte della “trasformazione della farina” in pane, pasta e, ovviamente, dolci. A Cittadella (PD) ad esempio, si sono cimentati nelle lezioni tenute al panificio le Delizie del Grano di Nicola Trentin, che offre diverse soluzioni. Si va dal corso sul pane o pasticceria (da 2 persone fino ad 8 partecipanti per volta) che dura dalle 3 alle 5 ore (disponibile in italiano, rumeno, inglese e francese), al corso adatto ai più piccoli che possono così mettere le “mani in pasta” creando pane o biscottini sino ai pacchetti degustazione che permettono l’esperienza della degustazione dei prodotti di panificio e pasticceria, abbinati con prodotti tipici veneti, confetture di frutta e verdura.

Turismo esperienziale. In totale sono 23 le imprese artigiane coinvolte e più di 30 le esperienze proposte in cinque percorsi. “Un progetto che nasce nell’ottica del turismo esperienziale, capace di offrire al turista un’autentica comprensione dei territori attraverso esperienze personalizzate e vissute in prima persona. Il contatto con gli artigiani è il nostro valore aggiunto”, spiega Luigi Curto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto. Un valore che la nuova legge regionale sul turismo mette in evidenza privilegiando l’offerta turistica integrata che veda il coinvolgimento di tutti gli attori presenti in un territorio, promuovendo sinergie in grado di offrire al turista un’esperienza gratificante, non solo per quanto riguarda il pernottamento, ma che sia in grado di fargli scoprire un territorio. “Offriamo infatti l’opportunità, molto apprezzata all’estero ma da qualche anno anche in Italia,  di conoscere, imparare, sperimentare un’arte, che sia la cucina, la stampa, la lavorazione del legno o dei tessuti, e di viverla con le proprie mani. Vogliamo rendere il visitatore “protagonista” di un’esperienza unica, di vera conoscenza”, conclude Curto.

La partnership tra Confartigianato e VivoVenetia, nell’attuale fase di start-up, vede coinvolte più di 150 diverse attività da vivere in Veneto e rappresenta anche una concreta scommessa imprenditoriale. Il portale già avviato da Confartigianato, dava la possibilità di consultare offerte di artigiani di tutto il Veneto. Ora con VivoVenetia, che ha curato la promozione online delle realtà artigiane entrate nel progetto e ha reso le loro offerte facilmente accessibili sul web, prenotazioni e acquisti online avvengono in pochi clic! I due portali si integrano quindi in un tutt’uno che va a colmare il gap tecnologico e di visibilità che limita fortemente il riconoscimento delle piccole-medie eccellenze locali e soprattutto facilita la commercializzazione, step sempre molto delicato e necessario per assicurare la sostenibilità dei progetti.

Le imprese che animeranno il tour. Belluno: Liquori Frescura, Pasticceria Gaggion e la guida alpina Pierangelo Pedol, Padova: Panificio Le Delizie del Grano. Treviso: Cantina Produttori Fregona, Cantine Perlage, La Pratolina, Maglieria Maso, Pasta e dintorni, Salumificio Silvano Paier, Tekne, Tessitura la Colombina e Via Roma bottega d’Arte. Venezia: Bottega Tenderini, Fonderia Valese, LinoFritto, Nicolao Atelier, Tramontin gondole. Vicenza: Ceramiche Barettoni, Poli distillerie, Stamperia d’Arte Busato, Villa Godi Malinverni, ristorante Torchio Antico e Villa Fabris. Sponsor tecnici del progetto sono: ATVO, CoopCulture, Museo Ebraico, Museo del baco da Seta, Vespa Rent Dolomiti, Antica Locanda Cappello, Casa-Museo dell’alchimista, RAL noleggio bici, Hotel Doriguzzi, Birreria Pedavena, AC Hotel, Castello Di Roncade, LagunaFLA, San Servolo Servizi Metropolitani di Venezia.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Carni lavorate, no a psicosi. Confartigianato Veneto: “Carne italiana diversa e di qualità, insaccati artigianali sicuri. Obbligo di etichettatura di orgine degli alimenti la battaglia che l’Italia deve fare in Europa”.

Sartorato Lavorazioni carni Confartigianato Veneto

da sx Giorgio Merletti (presidente Confartigianato Imprese), Ferdinando Sartorato (presidente Lavorazioni Carni Confartigianato Imprese Veneto) e Luciano Fontana (direttore Corriere della Sera) durante una premiazione ad Expo 2015

“La campagna denigratoria sulla carne rossa e sulle carni lavorate lanciata dall’OMS “puzza di bruciato”. E’ troppo generalizzata ed ha una eco spropositata proprio qui in Italia, dove rischia di penalizzare una filiera straordinaria che non ha eguali in Europa con un gravissimo danno economico, in Veneto in particolare, anche nell’artigianato”. Ad affermarlo è Ferdinando Sartorato, presidente della lavorazione carni di Confartigianato Imprese Veneto, preoccupato per il falso allarme che mette a rischio un settore di nicchia che contribuisce in modo importante al patrimonio gastronomico-culturale italiano.

Una rete di sapere che garantisce carne di qualità e controllata. “La trasformazione e la lavorazione delle carni –spiega Sartorato- consta in regione di 202 laboratori artigiani che danno da lavorare ad oltre 2mila addetti. Una rete di sapere che garantisce non solo la realizzazione dei prodotti a base di carne “doc”, ben 7 in Veneto su 40 specialità di salumi che hanno ottenuto la denominazione d’origine o l’indicazione geografica, ma anche la produzione delle 104 leccornie inserite nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT sul sito del Mipaaf è disponibile l’elenco aggiornato) – sui 782 totali in Italia – legati alla carne. Un primato assoluto per il Veneto, si pensi che la Toscana è seconda con 81, che rischia realmente di venire penalizzato”.

Panico immotivato per il nostro Paese. “L’indagine Oms –prosegue il presidente- sta creando un panico immotivato per quanto riguarda il nostro Paese, soprattutto se si considera che la qualità della carne italiana, dalla stalla allo scaffale, è diversa e migliore. E soprattutto i cibi sotto accusa come hot dog e bacon non fanno parte della tradizione nostrana. Nulla hanno infatti da spartire con le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura di tipo “naturale” a base di sale garantite dalle lavorazioni dei laboratori artigiani. Da sempre sappiamo che a fare male sono gli additivise usati in modo esagerato. Ma sappiamo bene che in Italia e  soprattutto gli artigiani sono molto attenti su questo punto”.

Obbligo di etichettatura d’origine per tutti gli alimenti, passo necessario per la tranquillità dei consumatori. “Ora –conclude Sartorato- il vero rischio che corriamo è che i consumatori incorrano in paure ingiustificate che nel passato, per situazioni analoghe, hanno provocato senza ragione una psicosi nei consumi che è costata migliaia di posti di lavoro e miliardi di euro al sistema produttivo. I produttori di insaccati artigiani hanno da tempo investito volontariamente nella maggiore trasparenza dell’informazione possibile e nella rintracciabilità in etichetta. Due sistemi fondamentali per garantire i consumatori ed evitare la psicosi nei consumi. Questo nuovo falso allarme, conferma la necessità di accelerare nel percorso dell’obbligo di etichettatura d’origine per tutti gli alimenti, a partire dai salumi. E’ questa la vera battaglia che l’Italia deve fare in Europa”.

Fonte: Confartigianato Imprese Veneto