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11 aprile 2017, i soci Argav in visita a Vinitaly

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

Come è oramai consuetudine, in occasione di Vinitaly Argav coordina delle visite per i soci, che quest’anno si ritroveranno a Verona Fiere martedì 11 aprile tra le 9.30/10 nella sala antistante l’accredito stampa fieristico.

Gli incontri. Il primo incontro sarà con Alfredo Albertini, direttore della Cantina Trento (Pad 3 stand E2), che ci presenterà lo spumante Zell Trento Doc rosè ed il vino Santacolomba. Alle ore 11.30, nel salone principale dello stand di Confagricoltura (Pad. D – Stand E2-E3), parteciperemo alla tavola rotonda: “La nuova frontiera del vino: la sostenibilità a 360°”; interverranno: Andrea Scanzi, giornalista “Il Fatto quotidiano”; Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto; Marco Caprai, presidente Confagricoltura Umbria; Giuseppe Pan, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Veneto; Christian Marchesini, presidente Consorzio Valpolicella; Innocente Nardi, presidente Consorzio Conegliano Valdobbiadene Docg; Diego Tomasi, Direttore Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano. A seguire “I Grandi rossi”, degustazione a cura di Andrea Soffiati, sommelier AIS Veneto e Bruno Rivella, enologo e già presidente Onav. Nel primo pomeriggio ci incontreremo con l’esperto e giornalista, Giampietro Comolli, per la presentazione del nuovo magazine Bubble’s, dedicato alle “bollicine” ed al buon vivere italiano.

Le aziende di Confagricoltura presenti al Vinitaly rappresentano quasi il 50 % degli espositori. Ne dà notizia in una nota stampa il socio Edoardo Comiotto, che recita: “Per il neoeletto membro di Giunta di Confagricoltura nazionale Giordano Emo Capodilista, imprenditore agricolo e viticoltore veneto: “Il Vinitaly è una kermesse molto importante per tutti i produttori vitivinicoli italiani. Stante il momento particolarmente delicato del contesto internazionale segnato dalla Brexit e dai  segnali di protezionismo che giungono dagli Stati Uniti, ci auguriamo, come sembra confermato dalle prenotazioni e dai contatti, un’ampia e numerosa presenza degli operatori esteri. Confagricoltura è impegnata da sempre per un mercato aperto, competitivo, dove le nostre aziende possano giocare a livello internazionale con gli altri competitors a parità di costi e non penalizzati dall’eccessiva burocrazia italiana. Per essere competitori sul mercato dobbiamo essere sì bravi produttori, e questo la stragrande maggioranza di noi lo è già, ma dobbiamo avere anche un “sistema Italia” che funzioni e che metta gli operatori in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro. Bisogna eliminare quei passaggi e quei vincoli burocratici che posso essere esclusi. Il Testo Unico sul vino è un provvedimento molto importante, aspettiamo che i decreti attuativi siano varati e che il Governo italiano porti finalmente a una semplificazione di tutto il sistema. Ad esempio per capire come si sprechino risorse: i colleghi francesi hanno due enti di controllo mentre noi ne abbiamo dieci con i quali ci dobbiamo rapportare fornendo più volte gli stessi dati”.

 

 

Confagricoltura e Cia del Veneto: ARAV sia indipendente da qualunque sindacato agricolo

“L’autonomia di slogo_arav_2010trutture che dovrebbero essere al servizio di tutti i produttori senza distinzioni di appartenenza è un risultato ancora ben lontano dall’essere raggiunto”. E’ quanto affermano in una nota stampa congiunta Confagricoltura e Cia Veneto in riferimento alla recente nomina del direttore dell’ARAV (Associazione Regionale Allevatori Veneto)

Nuove nomine. “Le polemiche che hanno accompagnato la riforma dell’ARAV  con la regionalizzazione delle competenze esercitate dalle sedi provinciali – continua la nota – avevano almeno portato ad una conclusione unanimemente condivisa: e cioè che l’ARAV dovesse essere, ad ogni livello territoriale, indipendente da qualunque sindacato agricolo, per poter svolgere al meglio la propria funzione di servizio e sostegno tecnico a favore di ogni imprenditore. Un risultato, questo, che ritenevamo ancora ben lontano dall’essere raggiunto, nonostante una parte del mondo agricolo si sforzasse di rassicurare che si trattava di una realtà già acquisita. E i fatti, come spesso accade, hanno confermato in maniera inoppugnabile le ragioni e i torti, con la nomina del direttore di Coldiretti Rovigo a direttore dell’ARAV”.

Possibile l’unione del mondo agricolo? “Qui, ovviamente, non sono in discussione le qualità della persona, che potrebbero essere le migliori – continua sempre la nota -, ma un metodo che procede nella lottizzazione delle strutture pubbliche nonostante le smentite di principio e ignora la necessità, particolarmente urgente in questa fase critica sotto il profilo politico ed economico, di unire tutto il mondo agricolo in una logica di condivisione delle responsabilità. Ci chiediamo anche se le risorse pubbliche non possano avere migliore destinazione del sostegno i processi di riorganizzazione e ristrutturazione interna di un’associazione di categoria”.

(Fonte: comunicato congiunto Confagricoltura Veneto e Cia Veneto)