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Unione Veneta Bonifiche: Giuseppe Romano nuovo Presidente

Giuseppe Romano, Presidente Unione Veneta Bonifiche

E’ il quarantasettenne Giuseppe Romano il nuovo presidente dell’Unione Veneta Bonifiche. Subentra nell’incarico ad Antonio Tomezzoli, dopo che i presidenti dei Consorzi di bonifica del Veneto, nel corso dell’assemblea dell’U.V.B., lo hanno eletto all’unanimità al vertice dell’organismo regionale.

Le cariche. Giuseppe Romano dal gennaio 2010 è anche alla guida del Consorzio di bonifica Piave (nato dalla fusione dei tre precedenti enti consortili trevigiani Destra Piave, Sinistra Piave e Brentella), nonché componente del Consiglio A.N.B.I. (Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari). Nel suo nuovo incarico sarà affiancato da due vicepresidenti, Fabrizio Ferro (presidente dell’ente consortile Delta del Po) e Danilo Cuman (presidente del Consorzio di bonifica Brenta). «La nuova legge regionale sulla Bonifica – ha dichiarato Romano – è una sfida importante per i consorzi veneti. Il mio mandato sarà all’insegna della “trasparenza”, che per me significa costante disponibilità al confronto».

All’Unione Veneta Bonifiche aderiscono i dieci Consorzi di bonifica del Veneto più il Consorzio di II grado Lessinio-Euganeo-Berico (L.E.B.).

(fonte Unione Veneta Bonifiche)

Consorzi di bonifica del Veneto: salvaguardia del territorio e gestione dell’acqua affidate agli agricoltori

La tabella elezioni elaborata da Coldiretti Veneto

Con otto presidenti su dieci, Coldiretti si conferma leader nel governo dei Consorzi di Bonifica  del Veneto. A dicembre, dopo la tornata elettorale le liste gialle di Campagna Amica avevano ottenuto la maggioranza assoluta in gran parte degli enti consortili, ponendo le basi per un  successo che consegna la salvaguardia del territorio e la gestione dell’acqua in mano agli agricoltori per altri cinque anni.

Agricoltori in prima linea. In questi mesi si è giocata una partita che inizialmente sembrava facile – sostiene Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto – ma varie pressioni di ogni genere volevano indurre i rappresentanti agricoli  a defilarsi, per favorire soggetti legati alla politica. Ma, forte del consenso la componente rurale ha prevalso nella nomina dei consigli di amministrazione, tanto da assegnare il 75% dei seggi ai rappresentanti di Coldiretti.

Le prossime sfide dei Consorzi. Chiusa questa fase -non senza polemiche- sono molte le sfide che ora i rinnovati consorzi devono affrontare – continua  Piazza riferendosi alla legge 12 del 2009 che oltre ad aver dimezzato le strutture, offre validi strumenti per risolvere le questioni inerenti alla sicurezza idraulica, alla qualità degli approvvigionamenti idrici fondamentali per le produzioni tipiche del Veneto e alle molteplici funzioni ambientali dalla rete idraulica minore”.

Acque prelevate per irrigazione, 400 metricubi al secondo. In sei province della regione i dieci Consorzi sovraintendono a 1,1 milioni di ettari, di cui 0,5 vulnerabili dal punto di vista idraulico (sotto il livello del mare e ad allagamento certo senza pompaggio). La superficie irrigua sfiora 0,6 milioni di ettari e le acque prelevate nei periodi di punta per l’irrigazione toccano, nel complesso, una portata di 400 metricubi al secondo. La popolazione residente nei comprensori di bonifica è di 3,8 milioni di persone.

(fonte Coldiretti Veneto)