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Siccità estate 2017, la situazione in Veneto

Acqua, nella siccitosa estate 2017 in Veneto, l’emergenza è su Adige e Po.

Le portate dell’Adige, a Boara Pisani, sono sui 80 mc/s, il livello idrometrico invece è pari a -3,75 m (ore 9:30). È importante ricordare che sotto ai -3,50 metri la barriera anti intrusione del cuneo salino va in crisi. La portata del Po, a Pontelagoscuro, è invece di 551 mc/s, con un livello idrometrico pari a -6,23 m (ore 10:00). Anche per il Po i livelli sono preoccupanti. Questo ha comportato la chiusura di tutte le derivazioni nel tratto compromesso dal sale, che ha risalito la corrente dei fiumi per circa 10 km. E’ una situazione che perdura ormai da aprile e solo una portata d’acqua importante può lavare via il sale che finora ha risalito il fiume, con le relative conseguenze per l’agricoltura e gli impianti idropotabili. Per fare un paragone, lo scorso luglio la portata media del fiume era intorno ai 600 metri cubi al secondo. Non ci sono allarmismi per l’area della Piave. Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto rassicura: “Bacini montani al 95% del volume invasabile. Situazione sotto controllo”.

Per quanto riguarda il Brenta, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato diverse misure straordinarie, come pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna e sfalci straordinari per migliorare il deflusso d’acqua. Il Consorzio Brenta, inoltre, da anni segnala alle superiori Autorità la necessità di finanziare interventi di trasformazione pluvirrigua e di rimpinguamento delle falde, per l’attuazione dei quali si è già attivato con la predisposizione di appositi progetti. Sul canale Leb la portata concessa è di 32 metri cubi di acqua, derivata totalmente per l’irrigazione. La richiesta d’acqua è massima.

Le variazioni climatiche obbligano i politici ai fatti. Afferma al proposito Coldiretti Veneto: “Non è più derogabile il varo di un piano infrastrutturale nè si può far affidamento ai fondi nazionali oramai insufficienti e tardivi. La Regione Veneto deve intraprendere azioni per individuare le zone critiche, agire sulla politica integrata dei finanziamenti coinvolgendo tutte le risorse economiche possibili, sbloccare quanto già previsto sul Programma di Sviluppo Rurale per il risparmio del bilancio idrico nelle aziende agricole. Nel complesso questa operazione non ha tempi lunghi perché sostenuta dai Consorzi di Bonifica, partner progettuali per 146 milioni di euro. E’ ora di prendere atto che le variazioni climatiche obbligano anche i politici ai fatti”.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto/Coldiretti Veneto

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Siccità, misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui

Novissimo in secca

Irrigazione in fasce orarie limitate, maggiore attenzione nelle modalità di derivazione dell’acqua ed evitare un invaso “ingordo” che vada oltre le reali esigenze. Mercoledì 14 giugno scorso, nel corso di un’assemblea pubblica con gli agricoltori, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui nel bacino del delta del Brenta.  

«La siccità avanzata in questi mesi è sempre più preoccupante. Tuttavia con il Cda del Consorzio ci siamo dati un obiettivo a cui vogliamo tenere fede: garantire che in questa zona si possa piantare il radicchio. Per questo abbiamo messo in campo una serie di misure d’emergenza e vogliamo scrivere con gli agricoltori le regole per gestire l’uso dell’acqua limitando gli sprechi» ha affermato il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

La situazione. La carenza d’acqua quasi fisiologica nella stagione estiva per il Naviglio Brenta e il Novissimo, una rete irrigua complessa e obsoleta, l’utilizzo sregolato delle derivazioni da parte delle valli da pesca, la presenza di coltivazioni che richiedono un’ingente quantità d’acqua, sono criticità preesistenti che la siccità di questo periodo non fa che peggiorare.

La soluzione. Ogni anno il Consorzio di bonifica Bacchiglione attraverso il sistema Leb (un canale lungo 44 km che partendo da Belfiore si immette in Bacchiglione a Montegaldella) deriva l’acqua dell’Adige per rimpinguare il Naviglio Brenta e il Novissimo, che presentano spesso una situazione di carenza idrica. In questo modo è possibile garantire l’irrigazione nella zona che dalla Riviera del Brenta si estende fino a Chioggia passando per il Piovese.

Quando anche l’Adige è in secca. Come in questo periodo, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato alcune misure straordinarie per far fronte al problema: pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, sfalci straordinari per migliorare il deflusso dell’acqua, un dialogo aperto con le valli da pesca per regolamentare le loro derivazioni, sono i passi ritenuti indispensabili per migliorare la gestione delle acque. Un grande impegno che perderebbe di utilità senza la collaborazione dei singoli agricoltori.  «Faremo il possibile per ottimizzare il servizio e garantirne l’efficienza, ma è indispensabile la collaborazione i tutti – ha affermato Ferraresso –. è necessario però un cambio di mentalità, se ognuno guarda al suo orticello ne risentono gli interessi di tutti. Ecco perché chiediamo agli agricoltori di tenere comportamenti virtuosi che aiutino la gestione dell’acqua: niente più personalismi, quindi, l’acqua è un bene prezioso e comune».

Fonte: Servizio stampa Consorzio di Bonifica Bacchiglione

 

Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD) inserita nel circuito Water Museum of Venice, se ne parla il 19 maggio, 20 e 21 maggio occasione per visitarla

Visite guidate, workshop e premi per le scuole: sono tanti gli appuntamenti che avranno come sfondo l’idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD), storico impianto del Consorzio di bonifica Bacchiglione nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’irrigazione

Sabato 20 e domenica 21 maggio l’impianto idrovoro sarà aperto al pubblico con l’accensione degli storici motori diesel. Guide d’eccezione saranno gli studenti dell’istituto agrario “De Nicola” di Piove di Sacco (PD), che accompagneranno i visitatori alla scoperta della storia dell’idrovora e del suo funzionamento. Inoltre, nei locali dell’impianto si potrà vedere la mostra fotograficaLa lezione del ’66. Cosa abbiamo imparato cinquant’anni dopo la grane alluvione?”.

Workshop il 19 maggio. Inaugurata nel 1888, la storica idrovora è stata testimone dell’evoluzione meccanica e tecnologica dell’ultimo secolo: un museo vivo della bonifica che ancora oggi garantisce la sicurezza idraulica del territorio circostante. Simbolo di un paesaggio plasmato e reso fertile dall’uomo è stata da poco inserita nel network del “Water Museum of Venicepromosso dall’Unesco. Per festeggiare questo riconoscimento, venerdì 19 maggio, presso l’ex carbonaia di Santa Margherita, si terrà il workshop “Cultural ecosystem services. The Santa Margherita water pump as part of the Water Museum of Venice network”. Un evento dedicato al tema della valorizzazione del patrimonio storico culturale dei territori di bonifica, che conterà la partecipazione dei professori Elisabetta Novello (DiSSGeA – Università di Padova) e Francesco Vallerani (Università Ca’ Foscari di Venezia) e del direttore del Centro internazionale Civiltà dell’Acqua, Eriberto Eulisse.

Azione di formazione delle future generazioni. Domenica 21 maggio, invece, i protagonisti della giornata saranno i ragazzi delle scuole: fra gli spazi dell’idrovora si terrà la premiazione del concorso “Il Consorzio di bonifica fra i banchi di scuola” a cui hanno partecipato 10 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle province di Padova e Venezia. Nel weekend, inoltre, saranno presenti nel parco dell’idrovora gli stand delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura con una ricca esposizione di prodotti locali.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

I privati non puliscono i fossi, nel Padovano interviene il Consorzio di bonifica per la messa in sicurezza idraulica del territorio

Sistemare la fossatura privata per migliorare la sicurezza idraulica del territorio. Ad aprile 2017 il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha dato il via alla realizzazione dei lavori di manutenzione della maglia idraulica in sede privata nel Comune di Saonara, in provincia di Padova.

Interventi anche in altri 14 comuni. Si tratta di un intervento del valore di 75 mila euro finanziato dalla Regione Veneto e dal Comune che, tuttavia, rientra in un progetto più ampio. Saonara, infatti, fa da apri pista per altri quattordici Comuni risultati vincitori del bando regionale per la realizzazione di interventi manutentori di carattere straordinario sulla maglia idraulica territoriale. Un progetto dal valore complessivo di quasi 1 milione e mezzo di euro, in cui il Consorzio di bonifica Bacchiglione è il soggetto esecutore. Oltre a Saonara, gli interventi sulla maglia idraulica territoriale verranno realizzati nei comuni di Vigonovo, Montegrotto Terme, Fossò, Piove di Sacco, Campolongo Maggiore, Polverara, Ponte San Nicolò, Noventa Padovana, Sant’Angelo di Piove, Saccolongo, Legnaro, Maserà di Padova, Casalserugo e Brugine.

La criticità evidenziata nel Piano delle Acque del Comune di Saonara è dovuta all’inefficienza dei fossi privati tra via Sabbioncello e il canale consortile Cornio di Celeseo e all’assenza di buoni collegamenti idraulici. I lavori riguarderanno dunque la sistemazione di quattro fossature, che attraversano via Sabbioncello per congiungersi allo scolo consortile Cornio. Un intervento riguardante oltre 110 ettari di territorio, quasi 2 km di scoli e oltre 40 privati intestatari delle aree soggette ai lavori. “È a causa dell’inefficienza degli scoli privati che via Sabbioncello quando piove si allaga creando disagi e danni per tutti – spiega Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione. A Saonara come negli altri paesi, gli interventi finanziati dalla Regione e dai Comuni e realizzati dal Consorzio hanno infatti una rilevanza pubblica determinante ai fini della sicurezza idraulica“.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

Cosa abbiamo imparato dopo la grande alluvione del 1966? Fino al 28 gennaio 2017, a Montegrotto Terme (PD) mostra fotografica, incontri e video proiezione

alluvione-1966Una rassegna di fotografie tratte dall’archivio storico del Consorzio di bonifica Bacchiglione che, seguendo il filo narrativo della cronistoria dell’allora parroco di Conche di Codevigo (Pd), don Giuseppe Salbego, ripercorre i tragici momenti dell’alluvione a partire dal 4 novembre, giorno della rotta del Brenta. Una mostra che dal ricordo del passato vuole trarre uno spunto di riflessione per il presente.

Partecipazione libera e gratuita. Nella città termale la mostra sarà accompagnata dall’incontro con Luigi D’Alpaos, che venerdì 20 gennaio, alle 20.45, si produrrà nell’intervento “Difendersi dalle alluvioni si può, basta volerlo”. Sabato 28 gennaio 2017, alle ore 18.00, ci sarà la proiezione del video documentario con interviste ai testimoni dell’alluvione “L’urlo dell’acqua – 50 anni dopo l’alluvione del 1966”, con presentazione dell’autore, Michele Angrisani. Mostra ed incontri si terranno presso la sala I.A.T. di Viale Stazione 60 – Montegrotto Terme. Maggiori info: comune di Montegrotto Terme – Ufficio Cultura – tel. 049 8928761 Ufficio I.A.T. – tel. 049 8928311.

Fonte: Comune di Montegrotto Terme

Siccità, tre pompe per contrastare l’emergenza nel Piovese

Consorzio bonifica bacchiglioneA fronte dell’allarme siccità, per risolvere la mancanza d’acqua nel canale Novissimo, il Consorzio di Bonifica Bacchiglione ha attivato a Rosara di Codevigo 3 pompe del Centro di Emergenza Regionale per prevenire problemi di irrigazione.

Periodo di semina del radicchio. «Da metà luglio a metà agosto è il periodo della semina del radicchio nelle frazioni di Conche di Codevigo e Valli di Chioggia e la mancanza d’acqua, anche per una sola giornata, può vanificare la produzione di un anno» spiega il presidente del Consorzio, Paolo Ferraresso. Il Novissimo, infatti, è il canale regionale che costeggia la strada statale Romea, fondamentale per fornire acqua per l’irrigazione di un vasto territorio che comprende Campagna Lupia, Codevigo e Valli di Chioggia. L’acqua giunge agli impianti irrigui di Conche di Codevigo dal nodo idraulico di Padova, dopo un percorso di 40 km, tramite i canali regionali San Gregorio, Piovego e Naviglio Brenta.

Recupero acque area Riviera del Brenta. «Mediante le 3 motopompe è stato alimentato il Novissimo con una portata complessiva di 900 litri al secondo. In cinque giornate sono stati immessi 300.000 metri cubi che hanno fatto ritornare nel Novissimo un livello d’acqua accettabile, a circa 1 metro sopra il livello medio del mare – aggiunge il presidente –. L’abbassamento dei livelli nel Novissimo comporta il fermo degli impianti irrigui per evitare l’ingresso dell’acqua salmastra della laguna. Si tratta di un evento molto preoccupante che ha reso necessario un intervento immediato». L’installazione delle pompe di emergenza è stato reso possibile grazie ai lavori che il Consorzio di Bonifica Bacchiglione ha recentemente ultimato a Corte di Piove di Sacco, che consentono il recupero delle acque dell’area della Riviera del Brenta a vantaggio delle zone più a valle. In particolare si tratta di uno sbarramento sul canale Brentella Vecchia e di una tubazione del diametro di 1 metro, effettuata mediante la tecnica del “microtunnelling”, che sottopassa il canale Fiumazzo.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di Bonifica Bacchiglione

Ultimata la prima condotta del sottopasso autostradale per salvare Padova dagli allagamenti

Scolmatore PadovaIl Consorzio di Bonifica Bacchiglione informa che è stata ultimata la prima delle due condotte di attraversamento dell’autostrada A4 e tangenziale Nord dello scolmatore di piena Limenella-Fossetta. Realizzato in microtunneling, una tecnica che consente l’asportazione del terreno evitandone cedimenti, il sottopasso attraversa per oltre 100 metri l’autostrada e la tangenziale in prossimità dell’uscita di Padova Ovest. Dalla data di inizio dei lavori, 31 luglio 2014, sono già stati completati i primi 1600 metri della condotta.

Opera indispensabile per la difesa idraulica di Padova Nord, lo scolmatore consiste in una condotta interrata di cemento armato lunga 2 km a sezione rettangolare (4 m di base e 2, 7 m di altezza) che, a partire dal manufatto di sfioro ai piedi cavalcavia Camerini, attraversando l’autostrada e la tangenziale Nord, verserà l’acqua in Brenta. L’opera consentirà di sottrarre in piena al Limenella una portata di 4.800 litri al secondo riducendo, così, il rischio di allagamento dei quartieri di Arcella e Montà.

Lavori terminati nel 2016. Si tratta di un intervento da 18.500.000 euro realizzato con fondi pubblici e consorziali. Il contributo della  Regione del Veneto è di 7.500.000 euro, a cui si aggiungono 4.000.000,00 euro di fondi concessi dal Comune di Padova, 3.500.000 euro dal Consorzio di Bonifica e 3.500.000 euro dall’accordo tra Regione e Ministero dell’Ambiente. Secondo il contratto, l’ultimazione dei lavori è prevista per maggio 2016.

Fonte: Consorzio di Bonifica Bacchiglione