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Accordo Ministero-eBay per tutela del made in Italy agroalimentare

Contraffazione alimentare, i pacchi di pasta polacchi che ricordano nell’imballo la pasta Zara

Rinnovando una collaborazione già avviata negli anni scorsi, è stato siglato al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo un protocollo d’intesa tra eBay e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi (ICQRF), l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG), la Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani (Federdoc).

L’accordo. Avrà la durata di due anni ed ha come obiettivo quello di proteggere dalle contraffazioni sul sito web eBay le indicazioni geografiche italiane Dop e Igp, tutelare il Made in Italy agroalimentare e vitivinicolo e favorire la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità. L’intesa prevede anche una nuova collaborazione, tra Mipaaft, ICQRF ed eBay per garantire la protezione dei consumatori online anche sotto il profilo delle corrette informazioni in etichetta di tutti prodotti agroalimentari in vendita.

Fonte: Garantitaly.it

La denuncia di Caselli: ci sono lobby che frenano la lotta al falso

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Giancarlo Caselli

Giancarlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” promosso da Coldiretti, è intervenuto a palazzo Ferro Fini per un incontro con i consiglieri regionali del Veneto. «Vorremmo comprendere – ha chiesto il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato – quale può essere il nostro ruolo di consiglieri e politici di una delle regioni più avanzate del Paese, affinché i nostri prodotti, le nostre terre, la nostra imprenditoria, il nostro commercio non finisca nelle mani della mafia».

1/3 della spesa quotidiana costituita da alimenti importati. A questo proposito Caselli ha sottolineato che la lotta alla mafia in genere non è semplice, perché si tratta di una mafia ricca, in grado di infiltrarsi in ogni settore, compreso l’agroalimentare, che rappresenta un comparto tra i più economicamente vantaggiosi. In Italia 1/3 della spesa quotidiana, ha spiegato, è costituita da alimenti importati, per i quali non esiste una normativa di tutela, di tracciabilità, anche perché ci sono interessi industriali e di alcune lobby che lo impediscono. Questo, non solo rappresenta un danno alla nostra economia, ma rappresenta un pericolo per la salute dei consumatori. La lotta alla mafia, ha poi spiegato Caselli, deve essere una lotta anche culturale, partendo proprio dalle istituzioni, come sta facendo il Consiglio regionale del Veneto. «Bisogna avere il coraggio – ha concluso – di denunciare certe situazioni, così come avere l’obbligo di sostenere chi lo fa. Solo con la coerenza e lavorando con la responsabilità del risultato si possono ottenere dei risultati concreti».

Fonte: Garantitaly.it

Lotta alla contraffazione, alimentare e non. Coldiretti Veneto partner di Federconsumatori nel progetto “Io sono originale”

guardia_finanza_contraffazioniUna vera e propria piattaforma nazionale anticontraffazione quella che sarà presentata oggi in conferenza stampa al Park Hotel “Ai Pini” a Mestre da Federconsumatori.  Si tratta di un progetto dal titolo “Io sono originale”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, nel quadro delle “Iniziative di sensibilizzazione dei cittadini sulla tutela della proprietà industriale e sulla prevenzione e contrasto del fenomeno contraffattivo”.

Di durata biennale (2014 e 2015),  punta alla massima diffusione di messaggi mediante i più efficaci strumenti e le più coinvolgenti modalità di comunicazione: indagini conoscitive, un osservatorio nazionale, una piattaforma digitale online, una pagina facebook, newsletter, app, un concorso a premi,  uno sportello informativo virtuale per chi privilegia gli acquisti tramite internet,  grandi eventi, materiale divulgativo e informativo, 14 DVD multimediali  illustranti i contenuti di altrettanti  vademecum riferiti alle categorie merceologiche maggiormente colpite dal tarocco.

Sei sportelli territoriali (Venezia, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catania), ciascuno con una propria area geografica di competenza, offriranno un servizio di informazione e consulenza anche legale  secondo due modalità operative: statica,  presso un ufficio aperto al pubblico; dinamica, in luoghi diversi di aggregazione e ad alta frequentazione  e presso le sedi di organismi ed attori pubblici e privati  impegnati nelle attività di presidio del territorio e di lotta alla contraffazione, coinvolti in maniera proattiva in una rete partenariale.

Osservatorio sulla criminalità in agricoltura. Nell’operazione scende in campo anche Coldiretti, forte della recente costituzione dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura presieduto dall’ex procuratore antimafia Giancarlo Caselli. La fondazione è nata per contrastare le contraffazioni alimentari, diffondere una cultura che valorizzi gli elementi distintivi della produzione agricola e proponga azioni collettive di tutela dei consumatori. Le nuove forme di illegalità, infatti, riguardano la falsa evocazione di marchi Dop/Igp/Stg/Doc e biologico, e le violazioni alle norme su etichettatura e tracciabilità. Alcuni numeri illustrano la situazione attuale con i sequestri di etichette contraffatte, che nel 2013, ammontano 3.367.846 unità (634.000 nel 2012 + 431%) e dei sequestri di prodotti agroalimentari irregolari che ammonta a 9,7 mila tonnellate (7,1 mila nel 2012 + 34%). E ancora, meno 9.308 tonnellate di vino non conforme ai disciplinari di produzione, non tracciato e, in alcuni casi, risultato adulterato con varie sostanze di dubbia natura. Una stima sul volume di affari delle agromafie parla di qualcosa come 14 milardi di euro: un dato allarmante, che deve far riflettere. Le mafie hanno individuato nel comparto agricolo una nuova fonte di business.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

La cultura e il teatro per dire no alla contraffazione del made in Italy (anche alimentare)

DSC00577“Dietro ad ogni oggetto contraffatto, vige un sistema di criminalità organizzata”. Con questo incipit il giornalista ed autore del “Libro nero sulla contraffazione” Antonio Selvatici, ha introdotto ieri la presentazione dello spettacolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso” la cui “prima” è in cartellone stasera al Teatro Goldoni di Venezia.

Organizzatori. L’iniziativa, realizzata con il supporto della Regione, è stata presentata a Palazzo Balbi, dove è intervenuto lo stesso presidente del Veneto Luca Zaia, affiancato dall’assessore alla tutela del consumatore Franco Manzato e dagli artisti che daranno vita alla piece teatrale, presenti i componenti del tavolo congiunto Sistema Moda Veneto (Confindustria, Confartigianato, Cna, Conferescenti), delle principali associazioni dei consumatori del Veneto e delle organizzazioni professionali del mondo imprenditoriale regionale.

Il peso della contraffazione. Proprio Zaia ha introdotto l’incontro ricordando come “da ministro mi sono occupato molto di questo problema. La contraffazione pesa per più o meno un miliardo di euro nell’agroalimentare e quasi sette miliardi nel suo complesso, per circa 110.000 unità lavorative che in Veneto significano circa 10 mila posti in meno. Ecco perché, per noi, la lotta al mercato del fasullo è una grande sfida, una battaglia di civiltà per salvaguardare la nostra comunità”. “Il progetto – ha aggiunto dal canto suo Manzato – si inserisce nel solco del percorso intrapreso dalla Regione negli ultimi tre anni, con il servizio sportelli consumatore e la valorizzazione delle azioni di contrasto attraverso progetti specifici e l’attribuzione di risorse dirette alle forze dell’ordine. In questo periodo in Veneto sono stati sequestrati 400 milioni di articoli contraffatti: un’enormità, tanto più in un’area come la nostra fatta di produzioni di eccellenza, dove i marchi hanno un valore e il falso rovina lo stesso tessuto sociale”.“Questo spettacolo nasce da inchieste, da indagini sul campo, è una denuncia motivata e toccabile con mano” – ha sottolineato l’attrice e protagonista Tiziana Di Masi – per far crescere la coscienza contro questo fenomeno”.

cartolina-webSpettacolo itinerante. Per “Tutto quello che sto per dirvi è falso” è prevista una fitta programmazione itinerante in tutte le provincie del Veneto con 15 repliche, delle quali 8 e forse più in Istituti Scolastici. La pieve, prodotta dalla vicentina “La Piccionaia – I Carrara” teatro stabile d’innovazione e scritta da Andrea Guolo, sarà proposta in Veneto per poi diramarsi nelle altre Regioni d’Italia.

(Fonte: Regione Veneto/Confartigianato del Veneto)

Falso made in Italy, stop al “wine kit”

bicchiere_di_vinoL’Interpol ha bloccato la vendita nel Regno Unito dei preparati solubili pubblicizzati coi nomi di celebri vini italiani. «Un risultato importante nella lotta contro la contraffazione e in particolare contro una problematica di cui da tempo ci stavamo occupando». Questo il primo commento dell’europarlamentare Giancarlo Scottà alla notizia dello stop alla commercializzazione dei wine-kit nel Regno Unito.

Prodotti di qualità usurpati a danno dei consumatori. Grazie ad un’operazione di cooperazione di polizia internazionale, è stata infatti bloccata la vendita oltremanica di questi preparati solubili, molto spesso pubblicizzati utilizzando i nomi di celebri vini italiani, come Barolo, Valpolicella, Montepulciano d’Abruzzo, e altri prodotti tutelati da marchi di denominazione.  L’onorevole Scottà si era già interessato alla questione, presentando un’interrogazione alla Commissione Europea nel settembre 2012 in merito alla circolazione di prodotti contraffatti sul territorio comunitario. «La nostra sollecitazione non è stata fatta invano, anzi ha spinto la Commissione ad informare le autorità britanniche, intimando di ritirare dal mercato questi prodotti che violano le norme europee in materia di etichettatura: si tratta chiaramente di prodotti non conformi ai disciplinari di produzione e quindi lesivi della qualità dei nostri vini e del lavoro dei nostri viticoltori». «È certamente un risultato importante e un’ulteriore conferma che i sistemi di tutela funzionano e hanno valore, almeno sul territorio europeo», prosegue l’onorevole Scottà. «Tuttavia non bisogna abbassare la guardia, questi episodi ci fanno capire con quale facilità i prodotti di qualità vengano usurpati a danno dei consumatori e di tutto ciò che sta dietro la produzione del vero Made in Italy».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Concorso Regione Veneto “Caccia al falso”. Sino al 30 settembre 2013 votazioni on line per i migliori filmati

Caccia al falsoE’ aperta la votazione online per scegliere il miglior video tra quelli che hanno partecipato al concorso “Ciak! Caccia al falso”, promosso dalla Regione del Veneto con le Associazioni dei consumatori e Unioncamere per promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della contraffazione e dei disservizi.

Votazione aperta sino al 30 settembre. Una prima graduatoria dei selezionati verrà identificata sulla base della votazione online in rete, al link collegato al sito ufficiale www.venetoconsumatori.it, dove è possibile visualizzare i video in gara. La votazione rimarrà aperta fino al 30 settembre, tempo durante il quale gli autori amatoriali potranno farsi promotori delle loro opere attraverso i social network ed altri strumenti a loro disposizione. Tra i 10 video più votati, la commissione appositamente costituita, sceglierà il vincitore del primo premio di 6.500 euro, del secondo di 3.000 euro, e del terzo di 2.000 euro. Agli altri selezionati andrà invece un rimborso di 500 euro. “L’iniziativa – ha ricordato l’assessore alla tutela del consumatore Franco Manzato – è stata rivolta agli Istituti scolastici del Veneto, statali e paritari, di ogni ordine e grado, e più in generale ai giovani residenti in veneto, di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Con questa operazione abbiamo anche voluto raccogliere idee e suggerimenti per non dare tregua su un tema che è importante sul piano economico, occupazionale e sociale”.

Rischio frode, falsificazione e sofisticazioni. Il termine per la presentazione dei lavori era stato fissato al 31 maggio, data dopo la quale è stata verificata l’idoneità dei video e si è proceduto al caricamento in rete del materiale multimediale. “L’obiettivo – ha ribadito Manzato – è di diffondere nelle giovani generazioni la conoscenza e la coscienza dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti, sensibilizzando inoltre i giovani sui rischi di frodi, falsificazioni e sofisticazioni”.

(Fonte: Regione Veneto)

“Furbetti” del bio: maxi sequestro della GdF di alimenti contraffatti con Ogm e agenti chimici

ogmE’ stata denominata operazione “Green war” l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pesaro che ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica che importavano da Paesi terzi limitrofi all’U.E. (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino) falsamente certificate come “bio” ma in realtà non conforme alla normativa comunitaria e nazionale.

I “furbetti” del bio. In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica. L’illecito sistema è stato posto in essere da società nazionali, che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina nonché degli Organismi preposti alla certificazione dei prodotti. In particolare, le suddette società, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia.

Sotto sequestro 1.500 t di mais proveniente dall’Ucraina e 30 t di soia indiana. In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti. L’attività delegata dalla Procura della Repubblica di Pesaro, per accertare il loro ruolo e le responsabilità rispetto al funzionamento del meccanismo fraudolento, è stata condotta dall‘Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole di Roma e dalla Guardia di Finanza di Pesaro, ha interessato diverse Regioni (Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo), alcuni compiacenti utilizzatori dei prodotti e le sedi di due Organismi di certificazione coinvolti, ubicati a Fano e a Sassari.  L’indagine ha consentito di accertare una frode molto estesa nel settore delle produzioni da agricoltura biologica e di porre sotto sequestro 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come biologico nonché circa 30 tonnellate di soia indiana lavorata, verosimilmente contenente prodotti chimici vietati, destinata all’industria mangimistica, per l’alimentazione zootecnica. Ventitré le persone indagate, che, in caso di condanna, rischiano severe pene detentive; una decina le società coinvolte, anche estere.

(Fonte: Guardia di Finanza)

L’Italia in piazza per il vero Made in Italy

Sono 2215 i comuni che hanno adottato fino ad ora delle delibere per chiedere di sostenere e difendere il marchio Made in Italy e di vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero di imitazione, ai quali si aggiungono le delibere adottate da 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio  e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere. Lo ha reso noto l’alleanza per il Made in Italy promossa dalla Coldiretti, ieri in piazza Montecitorio a Roma, insieme alle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai Sindaci con trecento gonfaloni.
Migliaia di manifestanti cappelli, bandiere e foular della Coldiretti issano cartelli “Con i soldi dello Stato si licenza in Italia e si assume in Romania”, con “l’Imu gli italiani finanziano il pecorino rumeno” ma anche “No agli Ogm che uccidono il Made in Italy” per esprimere della contrarietà della piazza le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera che sono ritenute in contrasto con l’opinione della maggioranza degli italiani e un danno per l’agroalimentare italiano.Per l’occasione la Caciotta e il Pecorino prodotti completamente in Romania da una società partecipata dello Stato italiano sono stati portati per la prima volta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini.
Falsi di Stato. Un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato. Il Pecorino e la Caciotta – spiega la Coldiretti – sono alcuni dei prodotti realizzati in Romania da Lactitalia Srl con latte rumeno ma commercializzati con nomi e immagini che evocano e sfruttano l’italianità. Lactitalia è una società partecipata dalla Simest, società per azioni controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
(Fonte: Coldiretti)

“L’industria della contraffazione”: intervista a Marco Uguzzoni, Comandante del NAC

Marco Uguzzoni, Comandante del NAC

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Quali sono le caratteristiche dell’industria della contraffazione in Italia e cosa possiamo fare per combatterla? Ne parliamo con Marco Uguzzoni, Comandante del Nucleo Antifrodi di Parma con competenza per il nord Italia dei Carabinieri.

Quant’è il valore indicativo della contraffazione nel nostro Paese e quali sono i settori maggiormente attaccati?
 “Nel comparto agroalimentare ci sono studi che quantificano la contraffazione a 50 miliardi di euro. Va precisato che l’agro-pirateria abbraccia vari aspetti di illegalità: la contraffazione, la pubblicità ingannevole, le frodi in commercio, la violazione in etichettature, e violazioni di minore livello dal punto delle sanzioni amministrative.
Dalle evidenze che abbiamo, tra i settori maggiormente attaccati vi è quello del made in Italy e tutto ciò, che all’occhio di un consumatore medio, può essere associato alla qualità e alla genuinità del prodotto.”

Gli autori delle frodi sono singoli o alle spalle c’è una delinquenza organizzata? “Si possono intravedere due principali categorie in queste azioni. Ci sono iniziative di singoli soggetti che compiono l’azione truffaldina, ma ci possono essere anche organizzazioni strutturate, dove l’illecito nel compartimento agroalimentare, può costituire uno dei tanti interessi.”

Diffusione della cultura della legalità: chi sono i portavoce e cosa si può fare ancora?
 “Noi riteniamo che diffondere la cultura della legalità sia uno dei compiti delle amministrazioni pubbliche, preposte a tutelare questo settore. Un’attività, come quella del nucleo antifrode dei carabinieri, ha il dovere di tutelare il made in Italy facendo repressione e facendo prevenzione. Tra le nostre azioni infatti diamo molta attenzione agli incontri nelle scuole, soprattutto in quelle specializzate, perché riteniamo che gli studenti di oggi saranno i responsabili della qualità di operatori economici e di imprenditori del mondo agroalimentare un domani.
 Accanto a questo c’è una cultura della legalità in senso lato per far conoscere ai consumatori e agli operatori economici che ci sono delle organizzazioni pubbliche che tutelano i prodotti, fanno analisi nella massima trasparenza ad alti livelli tecnologici. Tutto ciò crea prevenzione così come stabilire un contatto fiduciario con l’imprenditore onesto.”

Un produttore che si sente vessato da un collega poco onesto come deve comportarsi?
 “Le strade a disposizione sono tantissime. Può contattarci tramite diversi canali: via internet, via mail, presso i nostri uffici o al numero verde (800 020 320) o segnalare eventuali illeciti presso la stazione Carabinieri a lui più vicina. A seconda del desiderio dell’imprenditore, possiamo garantire l’anonimato della segnalazione o possiamo ricevere una denuncia o querela formale. Successivamente avviene una verifica della segnalazione ricevuta poiché sappiamo che questo può essere uno strumento che consente agli imprenditori di mettere in difficoltà la concorrenza, indirizzando dei controlli, non per questioni di illegalità ma solo per questioni commerciali.”

Il consumatore, in questi anni, ha assunto un ruolo consapevole e attento o è ancora l’anello debole del nostro sistema economico?
“Il consumatore è sempre più intelligente e attento grazie agli scandali alimentari e agli organi di informazione che fanno informazione intelligente e mirata. Presta attenzione, legge l’etichetta, si informa e lo percepiamo grazie alle numerose telefonate dei consumatori che riceviamo. Oltre alle denuncie dei clienti si inseriscono anche le domande degli operatori economici o le evidenze dell’agenzia delle dogane che ci contatta e ci segnala l’aumento di un determinato prodotto agroalimentare.”

L’etichettatura dei prodotti deve contenere informazioni al fine di garantirne la sicurezza di utilizzo. Le informazioni sono chiare e comprensibili agli occhi del consumatore? 
“L’Unione Europea sta approvando un pacchetto di norme relative alla qualità  dei prodotti agroalimentari ed alcune di queste regoleranno l’etichettatura fornendo ulteriori indicazioni per le etichette. Il fatto che allo studio ci sia l’approvazione di una norma di questo genere risponde alla domanda, facendo capire che l’informazione presente in etichetta non è mai sufficiente. “