• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Dacian Cioloş consigliere speciale per la sicurezza alimentare

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all’agricoltura

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha nominato Dacian Cioloş, già Commissario europeo all’Agricoltura, quale consigliere speciale per la sicurezza alimentare.

Sicurezza alimentare, sfida da affrontare. Nell’affidargli l’incarico, Juncker ha sottolineato che “le crisi alimentari, la pressione sulle risorse naturali, la crescita della popolazione mondiale e il cambiamento climatico ci ricordano che la sicurezza alimentare è una sfida che l’Unione europea deve contribuire ad affrontare”. Cioloş ha una vasta esperienza nel campo della sicurezza alimentare e rappresenterà per l’UE una sorta di “consulente speciale” che lavorerà a stretto contatto con i vari membri della Commissione Juncker.

Fonte: Europe Direct Veneto

Embargo export in Russia: la UE sosterrà i produttori agricoli

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Dacian Ciolos

Il Commissario Ue, Dacian Ciolos, ha annunciato un nuovo intervento per stabilizzare il mercato agroalimentare europeo colpito dalle sanzioni russe. La nuova misura riguarderà i settori della frutta e verdura deperibili, e più in particolare si parla di un possibile intervento per pomodori, peperoni, funghi, cavolfiori e cetrioli. Tutti prodotti ricorrentemente indicati dagli esperti come tra i più colpiti.

Monitoraggio continuo del mercato. L’iniziativa, fa osservare Ciolos, sarà «proporzionata ed economicamente efficace. La situazione eccezionale richiede un accesso migliore e più veloce ai dati di mercato, settore per settore. Per questo motivo viene messo in campo da oggi un meccanismo rafforzato per il monitoraggio del mercato al quale contribuiranno tutti gli Stati membri. E gli incontri con gli esperti dei Paesi dell’Unione si terranno su base settimanale, per il periodo necessario». «Stiamo seguendo ogni settore ed ogni mercato – ha aggiunto il commissario Ciolos – e non appena emergeranno rischi materiali, agirò. Con la nuova Pac abbiamo gli strumenti di budget e monetari per agire. La fiducia del mercato attraverso la solidarietà europea è l’obiettivo primario».

Fonte: Garantitaly.it

Quote latte: allevatori in piazza per far chiarezza sulle multe

Migliaia di allevatori da tutte le regioni saranno oggi in piazza davanti a Montecitorio durante la discussione della manovra alla Camera dei Deputati che sospende il pagamento delle multe sulle quote latte. La protesta e’ stata decisa dal Consiglio nazionale della Coldiretti per chiedere chiarezza sulle quote latte. Anche una nutrita delegazione di oltre un centinaio di allevatori veneti, guidata dal presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza raggiungerà Roma per partecipare al sit-in in piazza Montecitorio. Per la migliore comprensione del perché si è arrivati a questa manifestazione, ecco riassunti di seguito gli eventi che nel tempo si sono avvicendati in merito alle “quote latte”.

Antefatto. Nel 1983-84, per far fronte alle eccedenze di produzione, l’UE ha introdotto un regime di quote latte che comprendeva il pagamento di un prelievo supplementare a carico dei produttori di latte nei paesi che superavano la quota loro assegnata. Per molti anni dopo l’introduzione del regime delle quote latte l’Italia ha incontrato considerevoli problemi nella corretta applicazione del regime e nell’applicazione delle corrispondenti sanzioni. Dopo molti anni di trattative, nel luglio 2003  il Consiglio ha raggiunto un accordo all’unanimità – la Decisione del Consiglio 2003/530 – che concedeva ai produttori italiani di rimborsare i prelievi supplementari pendenti dal 1995/96 al 2001/02, per un valore € 1,386 miliardi di euro, in 14 rate annuali di pari entità, a partire dal 2004.

L’emendamento alla Manovra su quote latte. Lo scorso 7 luglio un emendamento al decreto legge sulla manovra, fortemente voluto dalla Lega e presentato in commissione Bilancio del Senato dal relatore Antonio Azzollini (Pdl),  ha stabilito che il pagamento delle rate per la restituzione delle quote latte venisse sospeso fino al 31 dicembre 2010. La copertura, pari a 5 milioni per il 2010, sarà a valere del Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi di natura corrente.  La presentazione dell’emendamento ha suscitato la protesta degli allevatori in regola con il pagamento delle quote latte, di associazioni di categoria come la Coldiretti, Cia, Confagricoltura nonché del ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, “istituzionalmente rispettoso” ma al contempo “sconcertato” di quanto avvenuto in Parlamento. L’emendamento ha invece trovato l’appoggio dell’associazione di categoria Copagri.

Dacian Ciolos, Commissario Ue all'Agricoltura

Il Commissario Dacian Ciolos. In risposta all’emendamento, il Commissario UE per l’Agricoltura Ciolos ha riferito che “qualsiasi provvedimento il Governo italiano adotti per sospendere il pagamento da parte dei produttori italiani di latte delle sanzioni per la passata sovrapproduzione sarebbe contrario ad diritto dell’Unione europea e la Commissione sarebbe costretta ad avviare un procedimento d’infrazione contro l’Italia“. Il Commissario ha ricordato che l’accordo politico che consente ai produttori italiani di pagare il prelievo supplementare in 14 rate annuali di pari importo – come concordato nel 2003 e riconfermato dall’esercizio di valutazione dello “stato di salute” della PAC nel 2009 – prevede già il beneficio finanziario del rimborso di somme arretrate senza alcun pagamento di interessi. “Sospendere i pagamenti di quest’anno priverebbe i produttori di latte italiani affiliati dei vantaggi finanziari previsti dall’accordo politico”, ha affermato Ciolos, che ha inviato una lettera molto ferma al ministro italiano Giancarlo Galan.

Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche agricole

La posizione del Ministro Galan. “Pur riconoscendo lo stato di crisi che sta attraversando il settore non risulta, al momento, possibile sospendere la riscossione del prelievo afferente ai periodi dal 1995/1996 in poi in ogni sua forma. Abbiamo effettivamente registrato la voce che nell’ambito della manovra vi sarebbe l’intenzione di presentare un emendamento che sospenda la riscossione del prelievo. Su una norma siffatta sono assolutamente contrario. E’ la contrarietà del Parlamento e più in particolare di quasi tutte le forze politiche di questa Camera che lo scorso anno – in sede di approvazione della legge 33 –  costrinsero al ritiro i presentatori di identici emendamenti. E’ la contrarietà della Commissione europea che aprirebbe nei nostri confronti una procedura di infrazione con conseguenze economiche a carico dell’Erario di svariate centinaia di milioni di euro. E’ la contrarietà della legalità, della trasparenza, dei comportamenti onesti derivanti dall’ordinamento comunitario e da quello nazionale. Non voglio credere alla eventualità della presentazione di una norma dagli effetti così devastanti ed immorali. Ma se questa ipotesi dovesse verificarsi, mi riservo tutte le valutazioni di mia competenza a salvaguardia di  quei valori di cui prima ho parlato. Valori irrinunciabili ai quali l’Autorità di Governo non può non ispirarsi”.

Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto

La posizione di Coldiretti Veneto. “Ancora una volta gli allevatori sono costretti ad abbandonare le proprie aziende per una questione di legalità – spiega Giorgio Piazza – Noi rispettiamo sempre la legge ma la legge rispetti noi. Se gli accertamenti in corso sono così “importanti” da determinare nella manovra la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte, allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti ma, visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca i soldi a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi. Se sono ancora da rifare i conti “chi sbaglia paga” deve valere per i produttori ma anche per lo Stato”. In Veneto, ricorda Coldiretti, la questione delle quote è sentita in particolare nel vicentino, nell’alta padovana, nel veronese, nel trevigiano e nel bellunese,  dove sono presenti circa 4.300 allevamenti ad indirizzo lattiero caseario che producono 11 milioni di quintali latte l’anno. Il settore zootecnico ha vissuto una profonda ristrutturazione non senza sacrifici e a fronte di notevoli investimenti da parte delle aziende che hanno scelto di stare sul mercato rispettando le regole. Regole che dovrebbero essere uguali per tutti. In più occasioni Coldiretti ha ricordato che il problema del settore latte non è quello delle quote ma piuttosto il prezzo, perché manca ancora una giusta remunerazione nei confronti dei produttori. Il prezzo alla stalla in Veneto è diminuito del 17% nell’ultima campagna assestandosi sui 34-36 euro al quintale (iva inclusa), importo non sufficiente per garantire un’adeguata redditività degli allevamenti.

(fonti Coldiretti Veneto/Commissione Ue Agricoltura/Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Standard europei per la competitività nel settore agroalimentare

Il Commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, rappresentanti del Parlamento europeo e il Ministro spagnolo (Elena Espinosa) per l’agricoltura hanno discusso dell’incidenza degli standard europei sulla competitività dei settori primario e agroalimentare.

Migliorare gli standard di vita dei lavoratori. Ciò che è emerso è che l’obiettivo di produrre cibo di alta qualità a prezzi accessibili in Europa è stato raggiunto, ora bisogna assicurare anche standard di vita adeguati ai lavoratori del settore. Tutti sono comunque concordi a non modificare i requisiti di qualità richiesti ai prodotti, fiore all’occhiello del modello agricolo europeo. Tra le soluzioni proposte vi è quella di diminuire e semplificare le pratiche burocratiche per gli agricoltori, ma anche quella di remunerarli adeguatamente in quanto produttori di beni pubblici.

Tracciabilità anche per i prodotti d’importazione. Due problematiche hanno dominato la discussione: la concorrenza sleale da parte dei prodotti d’importazione sui quali pendono obblighi di standard meno severi e la scarsa informazione ai consumatori sulla qualità dei prodotti. Le istituzioni intendono quindi formulare misure che richiedano il rispetto degli stessi requisiti per tutti i prodotti. Tracciabilità anche per le importazioni, aiuti e accordi per avvicinare i Paesi terzi al modello europeo sono tra le proposte fatte rispettivamente da José Maria Espuny (Comitato economico e sociale) e Angela Perito (Inea). Per quel che concerne la comunicazione le istituzioni intendono dare ampio supporto ai produttori per spiegare ai cittadini l’alta qualità del sistema agricolo europeo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Agricoltura: Commissione Ue chiede a Stati rimborso di 346,5 mln per la Pac

Dacian Ciolos, Commissario europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale

Un rimborso di 346,5 milioni di euro, corrispondente a fondi agricoli dell’Ue indebitamente versati. La richiesta e’ stata formulata dalla Commissione europea agli Stati membri.

Un uso poco corretto dei fondi per la Pac. Questo importo, spiega una nota, ”riconfluirà nelle casse dell’Ue in seguito al riscontro della mancata osservanza della normativa comunitaria o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola”. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (Pac), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi.

20 Stati tra cui l’Italia. ”Ci troviamo davanti a uno strumento importantissimo – ha commentato il commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolos – per assicurare che gli Stati membri predispongano i necessari controlli affinche’ si garantisca l’uso corretto del denaro dei contribuenti”. In virtu’ di quest’ultima decisione i recuperi riguardano il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Danimarca, l’Estonia, la Germania, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo, la Slovacchia e la Svezia. L’Italia dovra’ restituire circa 1,9 milioni di euro per non aver rispettato le scadenze di pagamento dei fondi Ue e per spese non ammissibili, nell’ambito di programmi operativi nel settore ortofrutticolo.

(fonte Asca)

I risultati del Consiglio dei Ministri agricoli Ue di fine febbraio 2010

Si è tenuto a Bruxelles a fine febbraio il Consiglio dei Ministri agricoli dell’Unione Europea che ha affrontato una lunga serie di questioni, alcune delle quali sul tavolo di lavoro ormai da tempo. Serrato il confronto con la Commissione europea. Vediamo in sintesi le argomentazioni trattate.

Zucchero. E’ stata respinta una richiesta del Portogallo, sostenuta dalle delegazioni britannica, bulgara, finlandese, polacca e rumena, che chiedeva l’apertura di una quota tariffaria di importazione di zucchero di canna grezzo esente da diritti doganali per le raffinerie. Secondo la Commissione mancano le condizioni per attivare una tale misura in quanto l’approvvigionamento si preannuncia sufficiente. Da parte sua, Dacian Ciolos, Commissario europeo all’Agricoltura, ha riconosciuto che la situazione del mercato internazionale dello zucchero, con prezzi mondiali elevati, crea difficoltà per alcuni raffinatori a trovare approvvigionamenti a condizioni vantaggiose. La Commissione ritiene tuttavia che il mercato comunitario sia correttamente fornito dalle diverse fonti esistenti. Ciolos ha spiegato di aspettarsi, per il 2011, addirittura un mercato comunitario eccedentario di 300.000 tonnellate (tenuto conto dell’aumento delle importazioni legate agli accordi di partenariato economico e dell’iniziativa “tutto tranne le armi”).

Bocciata la richiesta di Aiuto di Stato all’Italia. I Ministri agricoli europei hanno bocciato la concessione all’Italia di un Aiuto di Stato di 100 milioni di euro per l’acquisto di terreni agricoli per il periodo 1° gennaio 2010 – 31 dicembre 2013. Per convalidare l’aiuto era richiesta l’unanimità del Consiglio, ma quattro Paesi si sono opposti (Danimarca, Germania, Svezia e Paesi Bassi), mentre la Repubblica Ceca si è astenuta. La domanda italiana dovrà seguire ora la procedura normale di notifica alla Commissione europea, che comunque nutre dubbi circa la giustificazione dell’aiuto e non apprezza che uno Stato membro tenti di far passare una disposizione con voto al Consiglio. Si ricorda che il Consiglio dei Ministri dell’UE aveva accettato, alla fine dello scorso anno, degli Aiuti di Stato eccezionali (anche per l’acquisto di terreni agricoli) richiesti da alcuni nuovi Paesi dell’UE (Lettonia, Lituania, Ungheria e Polonia). Questi sostegni si giustificavano per via della grande difficoltà degli agricoltori di far fronte all’attuale crisi economica e finanziaria.

Accolta la richiesta del Belgio in tema di EBS. L’alleggerimento delle norme sui test riguardanti l’ESB (Encefalopatia Spongiforme Bovina), chiesto dal Belgio, è stato accolto dalla Commissione europea la quale ha ammesso che, tenuto conto dell’evoluzione positiva dell’epizoozia (soltanto 59 casi nel 2009, di cui 13 in Spagna e 11 in Regno Unito), possono essere previste modifiche di alcune misure senza rimettere in discussione la salute dei consumatori. Il Belgio ha richiesto il cambiamento di statuto da “Paese a rischio di ESB trascurabile” a quello di “Paese a rischio di ESB sotto controllo”. Questa modifica permetterebbe di porre un termine ai test costosi di individuazione realizzati sugli animali in buona salute, senza tuttavia aumentare i rischi sanitari per i consumatori. Il Belgio ha chiesto inoltre un aumento da 48 a 60 mesi dell’età alla quale i bovini devono essere esaminati, nonché la soppressione progressiva dei test per gli animali nati dopo il 1° gennaio 2004.

Nuovo programma sulle encefalopatie. Un nuovo programma sulle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST), comprendente un cambiamento delle misure di lotta contro l’ESB per il periodo 2010-2015, sarà presentato dalla Commissione europea nel prossimo mese di giugno. La revisione del regime di test EBS rappresenterà un elemento chiave. La tutela dei consumatori sarà garantita dall’eliminazione sistematica di alcuni organi a rischio, come il cervello e la colonna vertebrale dei bovini.

Niente da fare per nuove misure a favore del mercato dei cereali. La Commissione europea ha rifiutato la richiesta presentata dalla Francia relativa l’adozione di misure specifiche a sostegno del mercato dei cereali. La Commissione ha riconosciuto che il mercato dei cereali da foraggio, soprattutto dell’orzo, appare “difficile” tanto che dall’inizio dell’attuale campagna sono state offerte all’intervento 3,5 milioni di tonnellate di cereali, di cui 3,3 milioni di orzo. Le previsioni di semina e di bilancio 2010/2011, ribadisce la Commissione, lasciano però prevedere un reale miglioramento e, in queste circostanze, non sembra giustificato adottare misure particolari come le restituzioni all’esportazione per l’orzo, anche riguardo alle possibilità concrete di esportazione.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)