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Trentino, anno agricolo a due facce, senza eventi estremi ma con una serie diffusa di episodi calamitosi. Le considerazioni del Condifesa Trento.

Il 2019 in Trentino potrebbe essere definito, dal punto di vista agricolo, a due facce. Se da un lato non si sono riscontrati eventi estremi, come la tremenda gelata del 2017, dall’altro si sono verificati una serie diffusa di episodi calamitosi che hanno causato danni a numerose colture agrarie della provincia.

Grandine, gelo, vento e pioggia: danni per oltre 40 milioni di euro.  “Fortunatamente oltre il 90% degli agricoltori si assicura e gran parte estende le garanzie e le protezioni aderendo a fondi agevolati (sotto soglia, fitopatie, mancati conferimenti e stabilizzazione del reddito) – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – andando a tutelare con uno strumento assicurativo circa 430 milioni di euro di produzioni agricole, oltre ad ulteriori 515 milioni di euro coperti con soluzioni mutualistiche. In particolare – continua il direttore – nella nostra provincia aderiscono a soluzioni di gestione del rischio oltre il 90% delle mele e il 75% dell’uva con una media che sfiora l’85%. Le aree maggiormente colpite da eventi atmosferici avversi – evidenzia Berti – sono la zona di Denno, Campodenno in Val di Non, in Valsugana, nelle Giudicarie (Stenico e Dorsino), nella zona di Trento Sud e in Vallagarina. I danni sono da imputare principalmente a grandine, gelo, vento ed eccesso pioggia (per l’uva da vino) che hanno causato danni agli assicurati per oltre 40 milioni di euro. Le compagnie di assicurazione, spiega il direttore – entro Natale ristoreranno i danni agli assicurati.

“Altro capitolo va riservato alla cimice asiatica – evidenzia Berti – su questo fronte stiamo ottenendo il via libera dal Ministero dell’agricoltura per attivare un Fondo che prevede di coprire i danni causati da fitopatie tra le quali anche la cimice a partire già dal 2020. Questo insetto alieno, da una prima analisi, sembra abbia causato danni per oltre 7 milioni di euro alle colture trentine, in particolare su melo. Stiamo lavorando con la Fondazione Mach per strutturare al meglio il Fondo – sottolinea Berti – in coerenza e quale strumento a supporto di una puntuale applicazione diffusa delle condizioni del «Piano Cimice», responsabilmente e a tempo di record strutturato dalla nostra Provincia”. “Già nel 2019 – spiega Giorgio Gaiardelli, presidente del Consorzio – grazie ad un intervento della Provincia, riusciamo ad indennizzare una parte di questi danni agli agricoltori del nostro territorio attraverso due strumenti mutualistici di Co.Di.Pr.A.: il fondo cooperative e il fondo sotto soglia. Numerose le adesioni ai fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) dedicati al mondo melicolo e zootecnico e al Fondo fitopatie vegetali. “Oltre il 70% delle superfici dei nostri associati – evidenzia Gaiardelli – ha aderito a questi innovativi strumenti di gestione del rischio, evidenziando lungimiranza e capacità di programmazione dell’agricoltore. Come Consorzio siamo stati i primi a livello nazionale a credere nei fondi IST, supportando le adesioni dei nostri soci ai fondi che prevedono una contribuzione pubblica del 70%”.

Fonte: Servizio stampa Codipra