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In Veneto il direttore di Eustafor (European State Forest Organisation)

L’Eustafor (European State Forest Organisation) di Bruxelles, associazione nata per favorire negli Stati UE la presenza di requisiti per la gestione sostenibile delle foreste pubbliche, sarà presente in Veneto dal 7 al 9 giugno 2010 col suo massimo dirigente Martin Lindell, che parteciperà a un fitto calendario di visite presso le attività di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura diventa membro associato Eustafor. Sarà questa una tre giorni importante che sancirà per Veneto Agricoltura il ruolo di membro associato presso l’Eustafor in qualità di osservatore riconosciuto e come “organizzazione che gestisce foreste di proprietà pubblica”, in questo caso venete. Dopo un incontro tecnico presso la sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), la delegazione muoverà alla volta del “Centro vivaistico di Montecchio Procalcino” (VI) e si recherà il giorno seguente verso il “Centro Forestale di Pian Cansiglio” (BL-TV) per visitare “la più bella faggeta d’Europa” e il giardino botanico. Il percorso prevede anche un giro delle Dolomiti col supporto dell’Università di Padova. L’ultimo giorno sarà dedicato all’Azienda di Veneto Agricoltura “Vallevecchia” (Caorle, VE), per visionarne, in particolare, i lavori di riqualificazione naturalistica, unici nel nostro paese.

(fonte Veneto Agricoltura)

Dolomiti-Unesco, un patrimonio per l’umanità

Dolomiti orientali

“I nove siti che compongono il bene Dolomiti, includono tutte le aree che sono essenziali per il mantenimento della bellezza del bene e tutti, o la maggior parte, degli elementi chiave inerenti le scienze della terra, interrelati e interdipendenti nelle loro relazioni naturali”.

Scoprire la bellezza dei Monti Pallidi. Difficile immaginare un definizione più chiara per riassumere l’unicità delle montagne che fanno da corona al Veneto a settentrione. L’attestazione è contenuta nella parte iniziale della “dichiarazione di eccezionale valore universale, Integrità” con cui l‘Unesco ha motivato l’inserimento delle Dolomiti fra gli iscritti nella lista del Patrimonio mondiale. Un mondo ancora in parte da scoprire, meta per ogni tipo di escursionista o amante delle scalate più ardite, racchiuso in nove aree che vanno dai 79 mila ettari delle Dolomiti Settentrionali agli 818 del gruppo del Bletterbach, passando per le Dolomiti di Brenta, il Pelmo, la Marmolada e altri nomi più o meno noti a chi frequenta i “Monti pallidi” nelle cinque province in cui si estende il sistema, dalla veneta Belluno alle confinanti Trento e Bolzano a Pordenone e Udine.

Sulla roccia, pagine di storia. Un complesso in cui, al di là delle molte considerazioni in positivo di tipo estetico, sono ben visibili le “pagine” della storia geologica del mondo da 280 milioni di anni fa ad oggi. Segni di quando le attuali montagne non erano che accumuli di sedimenti, nel periodo più lontano, il Permiano – lo si vede bene nel gruppo del Bletterbach – per poi diventare nel Triassico le basi di un arcipelago con cime simili ad isole tropicali. Una veduta della Marmolada testimonia come 200 milioni di anni fa, nel Giurassico, queste ‘isole’ si sono allontanate a causa dell’azione di vulcani per, 100 milioni di anni dopo, sprofondare nuovamente, coperte dall’acqua di un oceano che ha lasciato le impronte sui disegni delle vette feltrine. Fin qui la formazione della pietra.

Poi, l’innalzamento delle montagne, 50 milioni di anni fa, nel Paleogene. Lo racconta il Sorapis, con le curve delle rocce che fotografano gli sforzi ciclopici di Europa contro Africa, spinte che deformano gli antichi piani, li piegano e li sollevano ad altezze enormi. Da allora è stata la quiete apparente di una dolce e progressiva erosione, che ha modellato le Dolomiti fino alla forma attuale. Uno sguardo da Pra Longià lo spiega più di qualsiasi altro modello artificiale o disegno. L’erosione è un processo che non si arresta mai, che lavora con pazienza spaccando la roccia con l’acqua che entra nelle fenditure e diventa ghiaccio, allargandole, lungo una scala dei tempi inafferrabile alla ragione umana ma di cui è possibile avere una pur fugace intuizione nella contemplazione degli irripetibili scenari dolomitici.

(fonte Ansa)

TVB: Treviso, Venezia e Belluno unite dal Piave per lo Sviluppo dei Territori

Il 23 aprile scorso è stato presentato il logo del Progetto di Sviluppo del Territorio delle Province di Belluno, Treviso e Venezia. Presenti i presidenti della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, della Provincia di Belluno, GianPaolo Bottacin. TVB è lo slogan coniato per la promozione univoca dei tre territori nel segno del fiume Piave che li unisce geograficamente, culturalmente e storicamente.

Leonardo Muraro: fil rouge, il Piave. “Questo progetto, – ha detto Muraro – unendo l’asse del Piave avrà come obiettivo principale lo sviluppo dei territori. Il Piave è un fiume che fa parte della nostra storia, dell’economia del nostro territorio, ha sempre unito le Province di Belluno, Treviso e Venezia. Basti pensare ad esempio agli zatterieri che partivano da boschi e, tramite quest’autostrada d’acqua, passavano per i porticcioli trevigiani e giungevano sino in Laguna. L’aspetto idrico è molto importante, il Piave alimenta buona parte del Veneto. Questa unione contribuirà allo sviluppo in vari ambiti, creerà nuove economie e posti di lavoro. Valorizzeremo i nostri prodotti e l’indotto turistico. Ecco allora anche un logo che ci lega, TVB: l’amore per la nostra terra scorre tra noi. Treviso, Venezia e Belluno insieme. Il blu rappresenta le acque, l’arancione il sole e la vita e il verde i boschi, la natura e le montagne”.

GianPaolo Bottacin: la diversità unisce. “Quello del Piave è un territorio capace di offrire eccellenze che tutto il mondo ci invidia – ha commentato Bottacin – Alle bellezze naturali, fra cui cito le Dolomiti riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’Umanità, ai prodotti eno-gastronomici e quelli artigianali, vanno aggiunti gli ottimi servizi che queste zone mettono a disposizione dei cittadini e dei turisti che le visitano. Sono le diversità delle tre Province a rendere quest’offerta unica e variegata”.

Francesca Zaccariotto: un nuovo “Asse del Piave“. “Navigabilità, messa in sicurezza delle rive, le memorie della Grande Guerra, la viabilità e la difesa dell’ambiente, il turismo enogastronomico: questi i punti fondamentali della convenzione tra la nostra Provincia e quelle di Belluno e di Treviso che prende corpo con il progetto “Piave TVB”. E’ il grande fiume nei confronti del quale vogliamo esprimere una dichiarazione d’amore, ma anche una programmazione infrastrutturale ed economica che vedrà coinvolta l’Unione Europea. E’ dunque l’occasione per istituire questo nuovo “Asse del Piave – ha detto la Zaccariotto – In particolare la nostra Provincia, nel logo ideato per l’occasione, è raffigurata da una “V” di color giallo-oro che ben rappresenta il sole del nostro mare e delle nostre spiagge”.

(fonte marcadoc.it)