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Grandi margini di sviluppo in Veneto nell’energia verde

“In un Italia che corre verso il “green” c’è un Veneto forte in alcune produzioni ma, nel complesso, ancora indietro rispetto alla media nazionale”, ha affermato Agostino Bonomo,  presidente Confartigianato Imprese Veneto, nel corso del secondo incontro del ciclo, patrocinato da Argav, “Innovare e competere con l’Economia Circolare”, in questo caso dedicato all’energia, organizzato dall’associazione lo scorso 24 novembre a Villa Ottoboni di Padova.

A moderare il dibattito, il consigliere Renzo Michieletto. Ai saluti di Roberto Boschetto e Agostino Bonomo, rispettivamente presidente di Confartigianato Imprese Padova e Veneto, sono seguiti gli interventi di: Renato Grimaldi (Ministero dell’Ambiente Direzione Generale per il Clima e l’Energia), Antonio Disi (Enea), Edoardo Battisti (Arera – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) e Loris Rui (Caem – Consorzio Acquisti Energia e Multiutility). Due le esperienze concrete: Eleonora Carta The Energy Audit; Antonio Iacchetti Ribes Tech. Le conclusioni sono state a cura di Francesco Giacomin, direttore di Confartigianato Imprese Veneto.

L’incremento dei prezzi delle commodities energetiche importate ha rimesso al centro dell’agenda i temi della dipendenza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili (FER). A luglio 2018 si consolida al 30,1% il rialzo dei prezzi delle importazioni di energia e, nell’ultimo Documento di economia e finanza, si stima che quest’anno l’aumento del prezzo del petrolio determini un effetto depressivo di 0,4 punti di PIL. La dipendenza energetica dell’Italia, misurata dal rapporto percentuale tra importazioni nette e consumo interno lordo, è al 77,5%, di 23,9 punti più alta della media Ue ed è la più elevata tra i maggiori paesi Ue.

Energia da fonti rinnovabili, Veneto al quattordicesimo posto in Italia. In parallelo, l’ultimo confronto europeo disponibile per il 2016 indica che in Italia la quota di energia da fonti rinnovabili è salita al 17,4%, di 4 decimi superiore al 17,0% dell’Unione europea a 28. In particolare nel settore elettrico la quota di FER è del 34,0%, maggiore di quasi cinque punti al 29,6% dell’Ue a 28. I dati certificati dal dossier realizzato dall’Osservatorio per le PMI di Confartigianato Imprese Veneto, su fonte Terna e UnionCamere, per il 2018 fanno emergere infatti che, la produzione media da FER per abitante, in Italia vale 1.718 kWh ed è più elevata che nella nostra Regione. Sono infatti 1.418 i kilowatt/ora che ogni veneto “genera” attraverso le fonti di energia rinnovabile quali l’idroelettrico, l’eolico, il fotovoltaico e le biomasse. Un dato che pone il Veneto al quattordicesimo posto in Italia, in una classifica che vede ai primi tre posti Valle d’Aosta, Basilicata e Molise. Per fortuna che il fotovoltaico nella nostra regione ha il secondo tasso di crescita (+9,2%) d’Italia dietro al Friuli Venezia Giulia (+11,4%)”.

Un comparto economico vivace nonostante la crisi. Consistente anche il numero delle imprese interessate che operano, direttamente o indirettamente, nel settore; oggi sono 7.842 quelle che realizzano, montano e manutengono motori, generatori, impianti elettrici, turbine, e pannelli fotovoltaici, che producono energia, e trasformano le biomasse. “Nonostante la crisi e le incertezze legate al drastico ridimensionamento degli incentivi statali per le rinnovabili – commenta Bonomo – cresce la produzione e reggono bene anche le aziende legate ai servizi, alla manutenzione degli impianti e alla generazione dell’energia stessa. Ciò fa bene all’ambiente e all’economia. I numeri sottolineano la vivacità di un comparto che punta sull’eco-efficienza e che offre grandi potenzialità di sviluppo alle piccole imprese, sia in termini di innovazione, sia del mantenimento dei posti di lavoro. Stiamo subendo enormi perdite economiche a causa dei cambiamenti climatici, ultimo solo in termini di tempo quanto avvenuto nelle nostre montagne quasi un mese fa”.

Tecnologie dell’energia occasione di innovazione e competitività. Ma al di là delle stime di lungo periodo, che hanno come noto un’attendibilità relativa, è indubbio che siamo di fronte ad uno scenario, sia sul piano locale, che sul quello globale, fortemente orientato a generare interesse e peso economico crescente, attorno al tema dell’energia. Per fortuna, la tecnologia è dalla nostra parte in questa battaglia, aiutandoci a rendere possibile il raggiungimento di obiettivi ambiziosi, a cominciare dalle tecnologie dell’energia che diviene quindi, oggi più di ieri, una formidabile occasione d’innovazione e di competitività. Il sistema veneto di Confartigianato, a fianco delle imprese associate, è impegnato a trovare risposte alla duplice esigenza di limitare, da un lato, gli aspetti problematici legati all’energia, come i costi e gli effetti ambientali, e di massimizzare, dall’altro, le opportunità per le imprese. Nella convinzione che oggi, più di ieri, possiamo coniugare ambiente e sviluppo intelligente, l’iniziativa di Confartigianato nasce quindi dalla necessità di poter essere più efficacemente leva di sviluppo a fianco delle imprese, facilitandone l’accesso alle opportunità, dall’altro di essere attori propositivi nelle politiche che possono accelerare questi processi.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

27 ottobre 2018, a Quinto di Treviso si parla di come innovare e competere con l’economia circolare. A moderare il primo dei tre incontri organizzati da Confartigianato Imprese Veneto, sarà il vicepresidente Argav Gabriele Cappato.

Come creare 65 milioni di posti di lavoro? Basta salvare il clima. In estrema sintesi è questo il contenuto dello studio della Global Commission on the Economy and Climate che ha quantificato i vantaggi economici e sociali della salvaguardia del clima.

Numerose le resistenze ad un cambiamento inevitabile. Che la transizione ecologica rappresenti un’opportunità di cambiamento e di crescita alternativa rispetto a quella dettata dal modello attuale è stato ribadito da università, istituti di ricerca, conferenze internazionali. Eppure in molti non sembrano ancora convinti dell’interesse non solo ambientale e climatico, ma anche economico del cambiamento. Non lo sono numerosi governi (probabilmente anche per via delle pressioni delle stesse lobby poco inclini a spendersi per il clima), non lo sono le imprese grandi e piccole che siano (salvo alcuni casi molto sporadici).

Da queste premesse nasce l’obiettivo 2018/19 della Confartigianato Imprese Veneto di avviare un processo di conoscenza per aiutare gli imprenditori artigiani a comprendere perché dovrebbero guardare al cambiamento eco-sostenibile come ad un volàno di crescita, transizione che, secondo alcuni studi, potrebbe essere perfino più vantaggiosa del “business as usual”. Il primo appuntamento dal titolo: “Innovare & competere con l’economia circolare – i rifiuti“, moderato dal vicepresidente esecutivo Argav Gabriele Cappato, che si terrà sabato 27 ottobre 2018, a partire dalle ore 9.00, al BHR Treviso Hotel (S.R. 53 Via Postumia Castellana, 2 ) a Quinto di Treviso, va in questa direzione. Si tratta del primo di tre incontri, patrocinati da Argav, che Confartigianato Imprese Veneto dedica al tema dell’economia circolare, uno dei principali fattori di sviluppo e crescita per le imprese.

L’incontro è aperto al pubblico, per ragioni organizzative si prega di confermare la presenza registrandosi a questo link.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

12 maggio 2017, si parla di biofertilizzanti come opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente nel convegno che si tiene a Este (PD) moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro

Venerdì 12 maggio 2017, a Este (PD), nella sala grande del Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni (via Fancesconi 2), si terrà a partire dalle ore 14 il convegno “Biofertilizzanti, un’opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente“, organizzato da Sesa con il patrocinio del comune di Este. Il convegno sarà moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro.

Fertilizzanti organici, un ruolo importante per la salvaguardia ambientale. Dal Piano di Azione sull’economia circolare ai percorsi individuati dalla Commissione europea per migliorare l’utilizzo delle risorse, sono diversi gli ambiti che coinvolgono anche la filiera dei fertilizzanti. Il compost di qualità e il digestato sono utilizzati regolarmente dal settore agricolo secondo un modello di economia circolare perfetto, seguendo le fasi della natura e in sinergia con gli elementi acqua e suolo. Grazie alle conoscenze scientifiche e alle esperienze maturate con la buona pratica, il settore dei produttori di fertilizzanti organici svolge un ruolo basilare nella salvaguardia dell’ambiente.

Programma. 14:00|14:20 registrazione partecipanti. 14:30 saluti del sindaco di Este. 14:50|15:20 Carlo Barbante, Università Ca’ fFscari di Venezia e Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali – CNR. La risposta ai cambiamenti climatici globali: l’esigenza di una economia circolare. 15:20|15:50 Devis Casetta Legambiente (Comitato scientifico). Stato dell’arte sulla gestione dei rifiuti biodegradabili e lotta alla desertificazione dei suoli. 15:50|16:20 Fabrizio Adani Università di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia. Economia circolare e fertilizzanti rinnovabili: il ruolo della digestione anaerobica. 16:20|16:50 Alberto Pivato, Università di Padova – Dipartimento di Ingegneria civile, edile ed ambientale. Un approccio ecotossicologico per l’utilizzo del digestato in agricoltura. 16:50|17:10 pausa 17:10|17:40 Giuliana D’Imporzano Progetto europeo LIFE DOP. L’uso virtuoso del digestato supporta la sostenibilità delle filiere alimentari di eccellenza. Come superare la concimazione chimica. 17:40|18:10 Lorenzo Maggioni Progetto ISAAC. Biometano in Italia ed Europa.Stato dell’arte e possibili sviluppi.

Partecipazione. Per l’evento è stato richiesto l’accreditamento a CONAF da parte dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Padova (0,5 cfp) e all’Ordine Interprovinciale dei Chimici del Veneto. Il convegno è rivolto a tecnici liberi professionisti, dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nei comparti agricoli, della produzione di fertilizzanti e della ricerca. Le iscrizioni potranno pervenire tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica biofertilizzanti@gmail.com. Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Fonte: Sesa

Opportunità per agricoltori e imprese: nuovo pacchetto sull’economia circolare

Economia circolareLa Commissione europea ha presentato il 17 marzo scorso i primi risultati del pacchetto sull’economia circolare contenente nuove norme in materia di concimi organici e ricavati dai rifiuti nell’UE.

Solo il 5% dei rifiuti organici viene riciclato. Il riutilizzo delle materie prime attualmente smaltite come rifiuti è uno dei principi essenziali del pacchetto sull’economia circolare adottato nel dicembre 2015. La Commissione propone un regolamento finalizzato ad agevolare in maniera significativa l’accesso al mercato unico dell’UE per i concimi organici e ricavati dai rifiuti, instaurando pari condizioni di concorrenza con i tradizionali concimi inorganici. Saranno in tal modo ridotti la quantità di rifiuti prodotti, il consumo energetico e i danni ambientali.  Si stima inoltre che saranno così create nuove opportunità di mercato per le imprese innovative, riducendo nel contempo la quantità di rifiuti prodotti, il consumo energetico e i danni ambientali.

Trasformare problemi in opportunità. Il pacchetto europeo rappresenta una base strategica per il futuro, contribuisce al miglioramento della transizione economica verso un modello pienamente circolare che affronta le problematiche dei cambiamenti climatici e ambientali, puntando sulla capacità di utilizzare le risorse in modo sempre più sostenibile, nonché di saper creare significative opportunità di mercato per le imprese e i consumatori europei. Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Delle abbondantissime risorse in rifiuti organici, solo una minima quantità è trasformata in prodotti fertilizzanti di valore. I nostri agricoltori utilizzano concimi ottenuti da risorse importate o mediante processi produttivi ad elevata intensità di energia, benché la nostra industria sia in grado di sfruttare i rifiuti organici trasformandoli in nutrienti riciclati. Il regolamento ci aiuterà a trasformare i problemi in opportunità per gli agricoltori e le imprese.

Le azioni chiave del piano Ue nello specifico. Finanziamenti dai 650 milioni di EUR ai 5,5 miliardi di EUR dai fondi strutturali; azioni per ridurre della metà i rifiuti alimentari entro il 2030; lo sviluppo di norme di qualità per le materie prime secondarie; misure nell’ambito del piano di lavoro 2015-2017 sulla progettazione ecocompatibile per promuovere la riciclabilità dei prodotti, oltre che l’efficienza energetica; la revisione del regolamento relativo ai concimi; una strategia per le materie plastiche nell’economia circolare e l’obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini, oltre a una serie di azioni in materia di riutilizzo delle acque. Il progetto di regolamento sarà ora trasmesso per adozione al Parlamento europeo e al Consiglio. Una volta adottato sarà direttamente applicabile senza necessità di recepimento nel diritto nazionale, dopo un periodo transitorio che consentirà alle imprese e alle autorità pubbliche di prepararsi alle nuove norme.

Fonte: Asterisco Informazioni

Risparmio delle risorse, ridurre i rifiuti, creare nuovi posti di lavoro nei settori agricolo e forestali: con l’economia circolare si può

UE-bandieraA Bruxelles, dopo che la Commissione europea ha pubblicato il documento sull’economia circolare e l’occupazione, è tutto un gran parlare su una questione che potrebbe avere presto importanti risvolti sull’uso efficace delle risorse. Anche l’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca ha acceso i riflettori sul tema, sottolineando che i settori agricolo e silvicolo dell’UE sono importanti attori in questo campo avendo già raggiunto risultati significativi.

Aumento di produttività utilizzando le risorse disponibili. Incoraggiare l’approccio circolare permette dunque di risparmiare le risorse e aumentare l’economia verde. Il pensiero circolare – spiega in una nota il Segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen – si concentra sull’aumento della produttività utilizzando in modo efficace le risorse disponibili. Risparmiare energia, nutrienti e risorse idriche garantendo una produzione sostenibile di biomassa porta benefici economici e ambientali significativi. Evitare lo spreco delle risorse è una priorità anche per gli agricoltori, i proprietari forestali e le loro cooperative ed è chiaro che ottimizzando l’utilizzo e il riutilizzo delle risorse si possono creare nuove opportunità commerciali e ulteriori posti di lavoro”.

Cambiare il comportamento in tutta la catena . Per questa ragione Copa-Cogeca appoggia le azioni da attuarsi in collaborazione con altri attori della filiera alimentare che cambino il comportamento in tutta la catena, dagli agricoltori ai consumatori, per ridurre al minimo le perdite e gli sprechi alimentari. Dare una seconda vita ai prodotti è un aspetto fondamentale dell’economia circolare. Piuttosto che essere gettati, i prodotti del settore agricolo, che oggi non possono essere commercializzati perché non corrispondono ad alcune norme, sono utilizzati nell’industria della trasformazione per la produzione di mangimi, di biogas e nella bioindustria. “Nello sviluppo di azioni per prevenire e ridurre i rifiuti alimentari – sottolinea Pesonen – non bisogna però mettere a repentaglio le elevate norme di sicurezza alimentare già in atto in seno all’UE. Inoltre, anche un’adeguata educazione dei consumatori contribuisce a ridurre gli sprechi alimentari. Il Copa-Cogeca appoggia dunque la ricerca di metodi per influenzare positivamente i consumatori tramite campagne di informazione perché ciò contribuirebbe a ridurre le quantità di cibo gettato inutilmente. In definitiva,  la ricerca e l’innovazione sono cruciali per l’economia circolare per poter generare nuove idee e sviluppare quelle esistenti. L’agricoltura e la silvicoltura, settori verdi per tradizione, svolgono un ruolo importante nello sviluppo dell’economia verde europea. Questi settori sono disposti ad acquisire e sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie per impegnarsi maggiormente in questo campo. Di conseguenza, l’accesso per gli agricoltori e i proprietari forestali alla ricerca e all’innovazione dovrebbe essere agevolato.

Fonte: Europe Direct Veneto