• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

02 giugno 2011: in occasione della Festa della Repubblica, Venezia dedica due vie a Scarpa e Ferrazzutto, giornalisti morti per difendere la libertà

Bonaventura Ferrazzuto

Lo scorso 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, avevamo dedicato un post ad un evento organizzato a Venezia dall’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto in ricordo di due giornalisti veneziani, Emilio Scarpa e Bonaventura Ferrazzutto, morti nel 1944 nel lagher di Mauthausen. In quell’occasione, il socio ARGAV Fabrizio Ferrari, assistente ordinario di Sociologia dell’organizzazione del lavoro all’Università di Padova, aveva parlato dei due colleghi eroi per ricordarne le gesta, sconosciute ai più. E con grande gioia, Fabrizio Ferrari ci informa che: “Fortunatamente, la memoria esiste ancora, visto che il 2 giugno p.v. Venezia intitolerà loro due vie, un atto dovuto a chi ha combattuto vent’anni contro il Fascismo ed è morto a Mauthausen per dare dignità e libertà al popolo italiano”.

Ossigeno per l’Informazione. Ci uniamo alla soddisfazione del socio Fabrizio Ferrari di vedere riconosciute le straordinarie testimonianze di vita di Scarpa e Ferrazzutto, colleghi che hanno sacrificato la loro vita, come purtroppo succede ancora oggi in tante parti del mondo, per amore della verità e della libertà. A questo riguardo, ricordiamo il rapporto dell’Associazione Mondiale dei Giornali ed Editori (Wan-fra), che ha denunciato la morte di 56 giornalisti avvenuta nel 2010 nell’arco di pochi mesi, e che nell’ultimo rapporto di “Ossigeno per l’Informazione”, osservatorio sui giornalisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza istituito dalla Federazione Nazionale della Stampa, si parla di 78 episodi di minacce e intimidazioni verificatesi in Italia nel 2009-2010 e che hanno coinvolto circa 400 giornalisti.

27 gennaio 2011: nel Giorno della Memoria, il socio Argav Fabrizio Ferrari parla a Venezia di due eroi dell’informazione dimenticati

Giovedì 27 gennaio, Giorno della Memoria 2011, Fabrizio Ferrari, assistente ordinario di Sociologia dell’organizzazione del lavoro all’Università di Padova nonché socio Argav terrà presso la Scuola dei Calegheri in Campo S. Tomà a Venezia alle 17:30 la conferenza  “Veneziani dall’antifascismo ai campi da sterminio. Due protagonisti dimenticati del mondo dell’informazione: Emilio Scarpa e Bonaventura Ferrazzutto”. L’incontro rientra nell’ambito delle giornate della memoria promosse  dall’IVESER (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea ) con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e in collaborazione con Municipalità di Venezia, Murano e Burano, Comune di Venezia – Presidenza del Consiglio, Circolo Renato Nardi. Ai saluti di Leopoldo Pietragnoli (Ordine Giornalisti del Veneto), seguirà l’introduzione di Marco Borghi (Direttore Iveser) quindi la relazione storica di Fabrizio Ferrari (Università di Padova), di cui riportiamo di seguito un sunto.

(di Fabrizio Ferrari, socio Argav) Sono trascorsi sessantacinque anni dalla tragica fine nel lagher di Mauthausen di Bonaventura Ferrazzutto ed Emilio Scarpa, entrambi veneziani, entrambi uomini dell’informazione. Due vite diverse spese con grande generosità per la lotta per la libertà.

Bonaventura Ferrazzutto

Bonaventura Ferrazzutto, giovanissimo entra nel movimento socialista e presto diviene il più stretto collaboratore di Giacinto Menotti Serrati, direttore del Secolo Nuovo, settimanale veneziano e segretario della Camera del Lavoro. Espulso da Venezia con provvedimento di polizia perché neutralista e pacifista, nel 1915 approda a Milano. Entra all’amministrazione dell’Avanti! divenendone l’amministratore sino al 1922 quando il giornale è distrutto dai fascisti. Successivamente va alla Rizzoli in fase di forte sviluppo e ne diviene il direttore amministrativo e il più stretto collaboratore del “Commendatore“. Nel 1943 è uno dei fondatori del Centro Clandestino Raccolta Notizie creato dai redattori dell’Avanti! ch’ebbe un ruolo fondamentale per il Comitato di Liberazione Nazionale e diede un contributo di trentaquattro vite umane alla lotta per la libertà.  Catturato dai nazisti, venne trasferito nel campo di sterminio di Mauthausen ove fu eletto rappresentante degli italiani nel Comitato di Liberazione Internazionale del lager e dove organizzò la rivolta poi detta dei russi. Trasferito nel Castello di Hartheim ove si facevano brutali esperimenti scientifici morirà il 4 ottobre del 1944 dopo inaudite sofferenze.

Emilio Scarpa, dopo un percorso che lo condurrà all’ordinazione sacerdotale  a quasi trent’anni lascia la tonaca e va a Milano. All’inizio è assunto alla Breda come operaio, poi entra nella nascente industria cinematografica. Lavora a Roma, in Germania, a Milano e Torino . Nel 1939 presenta alla Biennale il lungometraggio “Vent’anni di cinema muto in Italia“.  Nel 1943, quando Lelio Basso fonda il Movimento di Unità Proletaria  a Milano, diviene il raccordo con il nucleo veneziano del  MUP, guidato da Cesare Lombroso. A Venezia pubblica l’edizione dell’Avanti! clandestino, e opera i collegamenti con l’organizzazione partigiana del Basso Piave. Per l’attività di pubblicazione clandestina è catturato dai nazisti e trasferito a Mauthausen ove morirà pochi giorni dopo la liberazione del campo da parte delle truppe alleate senza assaporare la tanto agognata libertà. Venezia, città che ha dato i natali ad entrambi questi eroi li ricorda perchè le nuove generazioni sappiano quale è stato il prezzo pagato per la loro libertà.