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TTIP, l’agroalimentare pesa sull’accordo per il 5 per cento. Indicazioni Geografiche tra i capitoli ancora in discussione.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

(di Marina Meneguzzi) Molto partecipato l’interessante incontro dedicato al TTIP (Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti), in discussione tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, organizzato  lo scorso 17 novembre dal socio e consigliere Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, al circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) (qui potete scaricare l’introduzione al seminario).

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro

Il peso dell’agroalimentare sul TTIP è del 4/5 per cento. Via Skype è intervenuto l’europarlamentare Paolo De Castro (a questo link, potete ascoltare il suo intervento), relatore permanente per il negoziato di libero scambio UE-USA per conto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo.”All’indomani del XI° round di negoziazione, svoltosi a Miami a fine ottobre, c’è urgenza di imporre agli accordi un’accelerata al fine di giungere in fretta alla conclusione, specie dopo l’accordo “Trans Pacific Partnership” stipulato tra Usa e paesi del Pacifico”, ha detto De Castro. Che ha aggiunto: “Tanti sono i punti di contatto già definiti, per cui è giunto il momento di superare le divisioni che ancora restano in piedi e arrivare quanto prima ad un accordo in grado di supportare lo sviluppo dei mercati delle due aree“. De Castro ha voluto tranquillizzare coloro che temono l’arrivo in Europa dall’America di carne clonata e Ogm, perché “nessuna delle leggi europee o americane vigenti verrà messa in discussione dal Trattato”. Sicuramente per l’Europa non è ipotizzabile un accordo che non contempli le Indicazioni Geografiche – ha continuato De Castro – ma sono convinto che anche la sponda americana dell’Atlantico potrà comprendere le nostre ragioni, che alla fine sono volte a tutelare anche i consumatori statunitensi”.

Edi DefrancescoProdotti a Denominazione, di fondo una questione legale. Ad approfondire il capitolo del TTIP legato ai marchi di qualità, questione prioritaria per l’Italia, in quanto dietro ai marchi ci sono tradizioni plurisecolari, legami indissolubili con il territorio e la cultura, anni di ricerca ed investimenti per assicurare prodotti di qualità a tutela dei consumatori,  è intervenuta Edi Defrancesco (nella foto a destra), del Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TeSAF) dell’Università di Padova. “A fine agosto 2015 erano 1.240 i prodotti europei a Denominazione, di cui 272 italiani”, ha detto la docente di Agripolis. Che ha aggiunto: “Il problema di fondo è che l’Europa fa valere sui prodotti la tutela “sui generis”, mentre in America vale quella “sui marchi”, per cui possono sorgere dei conflitti tra i due sistemi legali in caso di prodotti fatti e commercializzati in America da lungo tempo con un nome che richiama il prodotto italiano (Italian Sounding) ma da loro considerati nomi che definiscono “un genere” di prodotto, come ad esempio il Parmigiano, la Feta (formaggio greco), il Parma (prosciutto), l’Asiago, i formaggi Fontina, Gorgonzola e Munster (formaggio francese). Per cui, paradossalmente, i prodotti europei originali, attualmente non possono essere commercializzati in America con il loro nome, in quanto preesistenti in USA. Potrebbe però subentrare una coesistenza, ma deve essere contrattata dalla Commissione europea. Altro fattore che complica le trattative in atto, è che gli americani si sono accorti della convenienza ad esportare prodotti finiti, e non solo materie prime, come soia e grano”. “L’Ue non ha adottato una linea massimalista chiedendo la protezione di tutti i 1.240 prodotti – ha spiegato la Defrancesco – la strategia è quella di fare una lista specifica di Igp e Dop esportati nel  Paese specifico su cui si chiede protezione, anche per nomi evocativi, come è successo con il Canada,  dove nel 2013 è stata negoziata una lista di 145 prodotti agroalimentari, di cui 41 italiani, ora protetti totalmente. Una strategia, questa, che potrebbe essere utile se l’UE non fosse così lenta, perché ancora non si sa quale sarà la lista dei prodotti che saranno negoziati“, ha concluso la docente (qui potete scaricare le slide del suo intervento).

Flavio Innocenzi“Italian Sounding? Un falso problema!All’incontro era presente anche Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio tutela formaggio Asiago (nella foto a sinistra), che ha riferito come il vero problema per la vendita dei prodotti italiani all’estero non sia tanto l’Italian Sounding che, in fondo, prepara il terreno al vero “mady in Italy” ma la loro commercializzazione. “Inutile arroccarsi sulla difesa dei prodotti a Denominazione, il mercato si vince commercialmente  a livello globale e per farlo dobbiamo far sistema“, ha detto Innocenzi. Portando, a questo riguardo, l’esempio dell’azione di promozione nei mercati in crescita di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Austria da loro effettuata di concerto  con i Consorzi di tutela formaggio Gorgonzola e Parmigiano Reggiano grazie a uno stanziamento Ue. Il progetto si chiama “Cheese – It’s Europe” ed è uno dei quattro progetti italiani confermati dalla Commissione Europea nel quadro di un importante stanziamento che ha visto, in totale, l’approvazione di 33 nuovi programmi per promuovere i prodotti agricoli dell’UE. Il progetto si svilupperà nel triennio 2016-2018 e vedrà investimenti promozionali per 3 milioni di euro per diffondere la conoscenza dei tre formaggi Dop nelle catene commerciali e tra i consumatori. “I quattro paesi selezionati hanno importato formaggi e latticini Made in Italy per quasi 20.000 tonnellate nel 2014, per un controvalore superiore a 110 milioni di euro. E il dato più interessante è che si tratta di mercati con i più elevati trend di crescita nell’Unione Europea. Nel complesso questi paesi hanno segnato negli ultimi 3 anni oltre un +30% delle importazioni, livello che per Polonia e Repubblica Ceca supera il +50%“, ha concluso Innocenzi.

 

 

 

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17 luglio 2015, ad Expo Milano la Commissione europea dialoga con i cittadini, 20 posti disponibili, anche ai non soci ARGAV

Expo 2015 MilanoLa Commissione europea e la Rete Europe Direct organizzano per il prossimo 17 luglio una giornata all’EXPO di Milano. L’occasione è data dall’incontro “Dialoghi con i cittadini”, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Commissario europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis.

Temi trattati di grande interesse. L’incontro si svolgerà dalle ore 14,00 alle ore 15,30 e tratterà alcuni temi di grande interesse e attualità quali: la sicurezza alimentare e il suo rapporto con la qualità tutelata dall’agroalimentare italiano; la relazione tra sicurezza alimentare e negoziati transatlantici per il libero scambio con gli USA (TTIP) (ormoni, OGM, etc); la questione generale degli OGM e il ruolo dell’UE nelle autorizzazioni; sistemi sanitari nazionali e loro integrazione (quindi costi sui bilanci ma anche opportunità per la libera circolazione); xylella fastidiosa (che sta colpendo gli olivi) e altre questioni fitosanitarie e alimentari che interessano l’Italia. Naturalmente, sarà possibile “dialogare” con i relatori (oltre al Commissario europeo ci sarà anche l’eurodeputato Paolo De Castro, già Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo) ponendo loro delle domande.

Disponibili 20 posti. Un pullman partirà da Mestre di buon mattino e farà una fermata a Padova (probabilmente al parcheggio IKEA). Nel corso della giornata sarà possibile visitare EXPO, assicurando però la partecipazione al “Dialogo” delle ore 14,00-15,30. Il rientro è previsto in serata. I biglietti per l’ingresso gratuito ad EXPO saranno messi a disposizione dalla Commissione europea. Ci sono 20 posti a disposizione, anche ai non soci ARGAV, e varrà l’ordine cronologico di adesione. Gli interessati a partecipare dovranno comunicare la loro adesione direttamente a Europe Direct del Comune di Venezia (e p.c. a europedirect@venetoagricoltura.org). Le coordinate di Europe Direct Venezia sono: Patrizia cell. 3408389189; tel. 041 2748082; numero verde gratuito 800 496200; e-mail: infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct Veneto

9 maggio, Festa dell’Europa. A Milano-Expo, diretta streaming alle 11 per il dialogo di Mogherini e Schulz con i cittadini sulla sostenibilità

milan_itAll’EXPO di Milano il filo conduttore é il futuro sostenibile sul nostro pianeta attraverso l’uso intelligente delle risorse a disposizione. L’Unione Europea sarà presente con un proprio padiglione, che sarà inaugurato il 9 maggio, Festa dell’Europa. Nell’occasione, l’Alta Rappresentante UE e Vice-Presidente della Commissione europea, Federica Mogherini, e il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si misureranno con le domande di cittadini, studenti e visitatori dell’Expo per discutere di Unione Europea, sostenibilità e del ruolo dell’Europa nel mondo.

m_s3Diretta streaming. All’evento,  che si svolgerà nell’auditorium di Expo a partire dalle 11.00, con diretta streaming su: http://ec.europa.eu/citizens-dialogues/…/milano/index_it.htm, sarà presente anche una delegazione veneta, guidata da Europe Direct Veneto, comprendente giornalisti (tra cui i soci ARGAV), studenti e imprenditori.

L’Unione Europea all’EXPO: lavorare per un futuro sostenibile. Nell’Anno europeo dello “Sviluppo sostenibile”, la partecipazione dell’UE a EXPO è fondamentale in termini di confronto non soltanto con i cittadini europei ma anche con gli stakeholder provenienti da tutti i paesi del mondo. Attraverso la sua partecipazione sarà possibile promuovere le politiche a favore della sicurezza alimentare e della sostenibilità.

Di cosa si parlerà/1 Innanzitutto del ruolo dell’UE nell’assicurare un mondo sostenibile per le generazioni future. Tra le priorità della Commissione Juncker è messa in evidenza quella  della costruzione di un’Europa più efficiente sotto il profilo delle risorse. È necessario un netto cambiamento di mentalità di produttori e consumatori in settori come l’energia, i trasporti, il clima, l’ambiente, l’agricoltura e la pesca. L’impegno europeo in questo senso è dimostrato da una serie di iniziative come, ad esempio, il pacchetto sull’economia circolare: una proposta legislativa che punta a modernizzare la politica e gli obiettivi in materia di sprechi alimentari, fissare un obiettivo in termini di efficienza delle risorse, liberare gli investimenti e promuovere l‘innovazione. Tra le proposte di punta della Commissione europea c’è la strategiaper l‘energia che prevede, tra l’altro, una riduzione della dipendenza da singoli fornitori grazie alla collaborazione con i paesi vicini; un mercato dell’elettricità più interconnesso, più rinnovabile e più reattivo; l’efficienza energetica considerata una fonte di energia a sé stante. Tra gli obiettivi principali ci sarà quello di una società a bassa emissione di CO2 basata sulla prossima generazione di tecnologie dell’energia da fonti rinnovabili.

Di cosa si parlerà/2. Verrà trattato anche il ruolo dell’UE nel mondo. L’UE ha relazioni diplomatiche con quasi tutti i paesi del mondo. La politica estera è ancora una competenza intergovernativa, per cui tutte le azioni svolte dall’UE all’esterno delle sue frontiere sono volte al mantenimento della pace e della sicurezza. L’UE, dunque, non ha la competenza, eccetto che per il commercio estero, per intervenire direttamente per conto di tutti gli Stati Membri. La Commissione europea attribuisce alla politica estera una posizione prioritaria soprattutto alla luce di importanti sfide quali l’immigrazione irregolare e l’attuale revisione della politica di vicinato europea. L’UE è inoltre il più grande donatore globale di aiuti umanitari. Essa sostiene, attraverso i suoi diversi programmi, i paesi con problemi agricoli per combattere la denutrizione (con un impegno di 7 milioni di bambini denutriti in meno entro il 2025), sostiene l’accesso ai prodotti agricoli attraverso la promozione dell‘amministrazione fondiaria nelle zone più povere del mondo, finanzia la ricerca di tecniche agricole utili ad intensificare la produzione. Offre sostegno, infine, per la gestione delle crisi alimentari delle popolazioni più vulnerabili del mondo attraverso gli aiuti umanitari e la sua protezione civile. Anche in questo caso, EXPO è la sede più adatta alla discussione di questi temi.

Di cosa si parlerà/3. Altri temi trattati: la cittadinanza europea e il futuro dell’Unione Europea. Sappiamo da dove veniamo, ma è importante chiedersi dove stiamo andando.  Era il 2013 quando la Commissione europea lanciò i “Dialoghi con i cittadini” in tutta Europa. Un solo obiettivo: chiedersi quali e quanti margini di miglioramento avesse l’UE al suo stato attuale. L’esercizio dei Dialoghi era stato pensato come reazione ai dati statistici sconfortati sulla fiducia dei cittadini nelle Istituzioni europee. Sull’onda del grande successo ottenuto dai precedenti Dialoghi, si continuerà ad indagare sulle aspettative dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni, per questo motivo i Dialoghi come quello di Milano-EXPO permetteranno di “misurare la temperatura” dell’opinione pubblica e dei territori per quel che concerne gli aspetti sensibili delle iniziative politiche europee. I Dialoghi con i cittadini lanciati dalla Commissione Juncker sono pensati per accompagnare l’agenda europea per tutto il ciclo di vita delle principali iniziative, dal loro annuncio fino all’attuazione, e sono strettamente legati alle 10 priorità politiche della Commissione. Questo e molto altro sarà discusso il 9 maggio al dialogo con i cittadini a Milano-Expo, moderato dalla direttrice di Rainews24 Monica Maggioni.

Fonte: Europe Direct Veneto

3,5 miliardi di euro al Veneto: Pac e Psr al via, convegno a Legnaro (Pd) il 1° aprile 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiDa qui al 2020 il Veneto potrà contare su risorse finanziarie pari a 3,5 miliardi di euro provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC). Una bella cifra che nello specifico sarà destinata, sottoforma di aiuto, ai pagamenti diretti agli agricoltori (2,3 miliardi), mentre la parte restante (1,184 miliardi) sarà a disposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, per il quale la Regione Veneto sta attendendo il via libera da parte della Commissione europea (vedi paragrafo sottostante). Come si può facilmente capire, per il mondo agricolo è dunque in arrivo un’iniezione di linfa vitale che consentirà il rafforzamento e l’ammodernamento delle imprese, il ricambio generazionale e una maggiore attenzione alle questioni ambientali. Attorno a questi importanti temi ruoterà il convegno “PAC e Sviluppo rurale verso il 2020” che Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione, poli universitari regionali e CRA-INEA, organizzerà a Legnaro (PD) il prossimo 1° aprile in Corte Bendettina a partire dalle ore 9,15.

I relatori. Per conoscere nei dettagli tutte le novità, le opportunità, ma anche le difficoltà applicative della nuova programmazione agricola e rurale europea 2014-2020, i promotori dell’evento hanno invitato in qualità di relatori i massimi esperti in circolazione: Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, affronterà i temi più scottanti della PAC riformata; Vasco Boatto, dell’Università di Padova, presenterà le prime ipotesi d’impatto della nuova PAC e del PSR Veneto sull’economia regionale, messe a punto in collaborazione con l’Università di Verona; Andrea Povellato, di CRA-INEA, inquadrerà i possibili scenari di cambiamento climatico e i relativi impatti sull’agricoltura veneta, si tratta di un atteso lavoro messo a punto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Comacchio, direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, presenterà il nuovo PSR Veneto. Al convegno di Legnaro è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, nonché la presentazione della pubblicazione “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020”, Quaderno della Collana editoriale curata da Europe Direct Veneto, una cui copia sarà consegnata ai partecipanti. La partecipazione al convegno è gratuita e non richiede la pre-registrazione.

Psr del Veneto inviato alla Commissione Europea. “Gli uffici del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale hanno provveduto  al caricamento  sul sistema informativo della Commissione Europea e al successivo invio del testo revisionato del nuovo Programma di Sviluppo Rurale. Siamo i primi in Italia insieme a Bolzano. La fase finale del negoziato tra Regione Veneto e Europa si chiuderà a maggio con l’auspicata approvazione definitiva del nuovo PSR 2014-2020 da parte della Commissione Europea”.  A darne notizia è l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, che sta seguendo tutti gli step necessari all’approvazione definitiva del testo, che consentirà al Veneto di avviare tutte le misure di bando rivolte alle aziende agricole. “Nei limiti di quanto i regolamenti consentivano – riferisce Manzato – abbiamo intanto avviato le procedure per attivare il primo bando da 144 milioni di euro, approvato ieri in Commissione agricoltura del Consiglio regionale”. L’operazione è stata possibile in quanto il negoziato sul nuovo PSR in Veneto è avanzato. In questi casi la Commissione europea consente alle Regioni di approvare i primi bandi per le misure che non richiedono applicazione di “criteri di selezione”, condizionando comunque le domande a recepire le eventuali ultime minime correzioni. Nello specifico si tratta delle misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone montane), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Guida alla nuova PAC, Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura ne spiega tutti i dettagli in una nuova pubblicazione disponibile anche on line

Copertina Quaderno 16Dal 1° gennaio 2015 è entrata in vigore la nuova PAC (Politica Agricola Comune) che accompagnerà le sorti dell’agricoltura europea fino al 2020. In questo momento, gli agricoltori sono in forte fermento perché vogliono capire cosa sortirà di buono questa ennesima riforma, la quinta in vent’anni.

Approfondimenti dei diversi capitoli della nuova riforma agricola. In loro soccorso arriva il Quaderno n. 16 della Collana editoriale di Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, intitolato “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020” che approfondisce i diversi capitoli di questa complessa riforma già delineati nel fortunato precedente Quaderno n. 15 pubblicato lo scorso anno. Dopo aver inquadrato la recente Riforma, la pubblicazione entra subito nei dettagli del nuovo regime dei pagamenti diretti, asse portante della politica agricola europea al quale gli agricoltori dovranno sottostare almeno fino al 2020. Viene poi illustrato il funzionamento del pagamento di base e di tutti gli altri previsti dal regolamento comunitario: ecologico, per i giovani agricoltori, accoppiato (comprese le discusse scelte nazionali) e per i piccoli agricoltori. L’analisi prosegue con la spiegazione di tutte le altre novità della riforma, tra cui quelle inerenti l’Organizzazione Comune di Mercato Unica e la prossima Politica di Sviluppo rurale, oramai al via.

Focus sul Veneto. Non poteva mancare un capitolo riguardante gli scenari che si apriranno per l’agricoltura veneta di fronte alla nuova Riforma. In particolare, vengono tratteggiate le storture che con ogni probabilità si creeranno nel Veneto a seguito delle scelte nazionali relative il pagamento accoppiato. Con questa pubblicazione, Europe Direct Veneto riprende dunque il filo del discorso sulla Riforma della PAC 2014-2020 con l’obiettivo di approfondire, sulla base dei provvedimenti finali adottati a livello europeo e nazionale, i contenuti della nuova politica agricola europea, portando così un ulteriore contributo alla comprensione dei tanti e complessi meccanismi legati all’applicazione in Italia (e nel Veneto) della PAC riformata. Gli agricoltori e operatori del mondo agricolo, utilizzando questo Quaderno, avranno finalmente a disposizione uno strumento divulgativo, ma allo stesso tempo assolutamente tecnico, utile per potersi destreggiare tra le tante novità della nuova PAC.

Come richiederla. La versione cartacea del Quaderno n. 16 può essere richiesta gratuitamente a: europedirect@venetoagricoltura.org (ricordarsi di indicare l’indirizzo di posta ordinaria a cui effettuare la spedizione). La versione in PDF può invece essere scaricata da questo link.

Fonte: Veneto Agricoltura

Gennaio 2014, incontro ARGAV-Wigwam all’insegna delle nuove sfide della PAC 2014-2020, del buon gusto veneto e dei proverbi sul vino

Giovanni Rossi Presidente FNSI

Giovanni Rossi, presidente FNSI

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) E’ con il saluto di Giovanni Rossi, presidente FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che abbiamo aperto l’incontro mensile ARGAV-Wigwam, tenutosi venerdì 31 gennaio scorso presso il circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Nel saluto, Rossi ha ricordato il difficile momento vissuto dal settore editoriale, ciò nonostante, visto il carattere conviviale della riunione, ha applaudito al nostro anfitrione, Efrem Tassinato, per la bellezza della sede nazionale Wigwam nonché al presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, e di riflesso a Mimmo Vita, che presiede UNAGA, di cui ARGAV fa parte,  per l’organizzazione di questi incontri per i soci realizzati ben prima che divenisse obbligatoria l’attività formativa per i giornalisti iscritti all’Albo.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

Le sfide della nuova PAC. Ed un felice esempio di formazione è stata la lezione del socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto -Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura, che ha parlato della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 (PAC). “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Michieletto – in Europa sono state approntate cinque riforme, in quanto la politica agricola necessita sempre di revisioni a seconda degli accadimenti economico e sociali che avvengono. Ma per la prima volta, quella del prossimo settennio è stata frutto di una co-decisione di Consiglio e Parlamento Europeo“. “Si tratta di una riforma importante – ha continuato Michieletto – perché arriva in un momento delicato, dovuto alla crisi economica, e perché riserva all’agricoltura un ruolo di responsabilità: nei prossimi anni sarà infatti necessario produrre di più (si calcola che nel 2030 il fabbisogno alimentare sarà aumentato del 50% e nel 2050 del 70%) con un utilizzo sostenibile delle risorse materiali e garantendo uno sviluppo equilibrato delle aree rurali UE“. Le sfide future della nuova PAC sono quindi economiche (sicurezza alimentare, crisi economica, variabilità dei prezzi di mercato delle produzioni alimentari), ambientali (emissioni gas serra, degrado del terreno, qualità acque, habitat e biodiversità) e territoriali (vitalità zone rurali, diversità dell’agricoltura nella UE).”Nonostante un calo progressivo avvenuto nel corso degli anni  – ha continuato Michieletto -, la nuova PAC continua ad essere la più importante voce di spesa del bilancio europeo, pari al 38%, ed è composta da due “Pilastri”: il I° Pilastro riguarda i pagamenti diretti agli agricoltori, mentre  il II° Pilastro riguarda i programmi di sviluppo rurale a regia regionale (vedi a questo proposito articolo post incontro stampa in Regione)”. Novità importante della nuova PAC è che il 30% dei pagamenti diretti dovrà essere destinato al “greening”, riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dagli agricoltori, chiamati a salvaguardare, con il loro lavoro, anche l’ambiente. Per chi desidera avere una visione completa della nuova PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto ha pubblicato di recente una pubblicazione.

Salvagno Redoro

Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti

Olivicoltura, produzione stabile nel 2013. L’incontro è proseguito con la presentazione della stagione olivicola 2013 da parte di Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti. “In Veneto, che conta l’1% rispetto alla produzione nazionale – ha riferito Salvagno – nel 2013 c’è stata una minore resa in olio (pari al 12%) ma anche maggior produzione (+20%) per cui i risultati possono dirsi pressoché stabili”. Salvagno ha ricordato anche l’importante ruolo di salvaguardia svolto dal Consorzio di tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop ed informato dei continui sforzi compiuti da Federdop per tutelare l’olio d’oliva italiano di qualità, contrassegnato dalla Dop, dalla produzione di finto olio extravergine italiano che in realtà proviene da Spagna, Marocco e Tunisia, e che si trova a basso costo sugli scaffali dei supermercati. “Fra tanti problemi che affliggono il nostro settore – ha concluso Salvagno -, mi piace comunque ricordare  l’importanza dell‘olivo come risorsa ambientale e paesaggistica e invito tutti, a questo riguardo, a scoprire i benefici effetti di una passeggiata in un oliveto ben tenuto”.

Salvango Taglia El Torcio

da sx Daniele Salvagno (Redoro, presidente Il Buon Gusto Veneto), Mauro Marin (Gastromomia Il Ceppo, azienda associata a Il Buon Gusto Veneto) e Giancarlo Taglia (manager di rete Il Buon Gusto Veneto)

Il Buon Gusto Veneto fa network. All’incontro erano presenti anche Mauro Marin e Giancarlo Taglia, rispettivamente titolare della vicentina gastronomia Il Ceppo e manager della rete “Il Buon Gusto Veneto“, di cui Il Ceppo fa parte, insieme a Redoro e ad altre aziende venete, in tutto circa una quarantina.  “Il nostro network di imprese – ha spiegato Taglia – è nato nel 2012 per accrescere le capacità innovative e la competitività sui mercati delle aziende associate. Il progetto nasce dal comparto agroalimentare ma vuole coinvolgere il territorio veneto a 360° per promuovere l’arte, la cultura e il turismo, ossia tutte le eccellenze che a vario titolo spiccano in ambito nazionale ed internazionale”.  Le azioni del network sono molteplici: promuovere nei mercati italiani ed esteri le tipicità venete, presentare nella Grande Distribuizione un’offerta unificata e qualificata (Taglia ha citato a questo proposito la recente esperienza di un corner Il Buon Gusto Veneto nell’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che in tre mesi ha registrato 70 mila euro di prodotti venduti); ed ancora, partecipare a fiere (la prossima in programma è Cibus)  e promuovere i prodotti anche attraverso un catalogo di regalistica destinato alle grandi aziende. Altro grande obiettivo del network è quello di diventare realtà nazionale tramite l’istituzione, attualmente in atto, di reti consorelle in molteplici regioni per affermare il Buon Gusto Italiano quale brand di qualità sui mercati nazionali ed esteri.

FogoLibro FogoProverbi, tweet ante-litteram di saggezza popolare. L’incontro ha ospitato anche un reading di Luisella Fogo, nata ad Este  (PD) e con un’intensa attività alle spalle (insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio-storico educative per le scuole ), autrice del libro Proverbi veneti su l’ua e sul vin (con prefazione del socio ARGAV Maurizio Drago), in tutto circa 500 “perle di saggezza popolare” che rappresentano un viaggio di 3500 anni tra personaggi della storia che di epoca in epoca hanno scritto e parlato di vino. La raccolta li riassume in una serie di sei titoli distinti: “La vigna e l’ua”, “La vendemia e el vin”, “A l’Osteria”, “El vin e la Cusina”, “El vin e la Dona”, “El vin e la Vita”. “I proverbi sono, in fondo, gli sms o i tweet di oggi – ha affermato la Fogo -, all’epoca non c’erano né telefonini né internet ed i proverbi erano il mezzo più veloce e sintetico per comunicare battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana. C’era un proverbio per ogni situazione ed il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Per chi volesse acquistarlo, info 337. 440439.

Gnocchi Tyche Allegra TavolaIl Buon Gusto Veneto servito a tavola. La serata è terminata con un gustoso convivio-degustazione preparato da Efrem Tassinato con alcuni prodotti delle aziende associate a Il Buon Gusto Veneto e altre prelibatezze venete. Questo il menu: lardo della Saccisica (Consorzio Buoni Convivi di Piove di Sacco, Padoa), musetto di Giulio (norcineria tradizionale casereccia di Casalserugo, Padova), gnocchi di patata veneta (Tyche Allegra Tavola di Treviso/Il Buon Gusto Veneto), gnocchi ripieni di formaggio Dop del Veneto, asparagi di Bassano Igp e radicchio di Treviso Igp e prosciutto cotto veneto (Elio Agostino di San Martino di Lupari, Padova), sopressa Vicentina Dop (Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), casatella Trevigiana Dop, stracchino e ricotta (Lovagricola-Bianche, Treviso/ Il Buon Gusto Veneto), baccalà alla vicentina e baccalà mantecato (Gastronomia Il Ceppo, Cavazzale di Monticello, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), olio extra vergine d’oliva (Redoro Frantoi Veneti di Grezzana, Verona/Il Buon Gusto Veneto), prosecco di Conegliano Valdobbiadene Dogc Superiore (Az. Agricola Col di Rocca di Susegana, Treviso/Il Buon Gusto Veneto), crostoli e frittelle con la crema (Pasticceria Paccagnella di Rubano, Padova).