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Lutto in casa Argav

lutto

Lo scorso 10 luglio è mancato Luigi Stelluto, papà del nostro presidente Fabrizio Stelluto. I funerali si svolgeranno sabato 16 luglio alle ore 11 nella chiesa di San Paolo a Mestre (VE).

Il Direttivo e i soci Argav si stringono intorno a Fabrizio e alla sua famiglia, esprimendo loro vicinanza e sentite condoglianze.

Stasera si riunisce on line il nuovo direttivo Argav, a guidarlo Stelluto, riconfermato presidente all’unanimità

Fabrizio Stelluto

A seguito delle risultanze dell’Assemblea Elettiva, svoltasi a Vicenza lo scorso 13 novembre e che ha visto riconfermato presidente il giornalista Fabrizio Stelluto, stasera si riunirà on line il nuovo direttivo Argav.

Tra i primi obbiettivi del rinnovato gruppo dirigente, indicati dal presidente Stelluto, ci sono il rafforzamento della presenza in Trentino Alto Adige e l’impegno per una sempre maggiore professionalizzazione dei giornalisti di settore di fronte alle cruciali sfide per la salvaguardia del Pianeta, lo sviluppo dell’agricoltura e la tutela delle risorse idriche.,

L’incontro, che vede la regia del giornalista consigliere Mauro Poletto, avrà inizio alle ore 18:30 e prevede il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, comunicazioni della Segretaria, Premio Argav e pranzo di Natale, attribuzione incarichi operativi, prossime attività, varie ed eventuali.

Marina Colaizzi è il nuovo segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali: Fabrizio Stelluto l’ha intervistata in esclusiva per Argav

Colaizzi Marina

Su indicazione del Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato Marina Colaizzi, nuovo Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, la cui competenza interessa l’area del Nordest; al nuovo Segretario Generale è affidata la pianificazione di bacino 2021/2027 ed il compito di affrontare le problematiche di dissesto idrogeologico e tutela della risorsa idrica in un territorio, che si estende tra i fiumi Adige ed Isonzo. Marina Colaizzi ha iniziato la sua carriera nel 1992 presso la Direzione Generale Difesa del Suolo dell’allora Ministero dei Lavori Pubblici, ma dal 2001 opera presso quello, che oggi è il Ministero della Transizione Ecologica, occupandosi, in tempi recenti, della risoluzione di problematiche economico-amministrative, connesse alla gestione e tutela delle risorse idriche; è il secondo Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale (nata nel 2018) e subentra a Francesco Baruffi.

Fabrizio Stelluto, in qualità di presidente Argav, ha realizzato un’ampia intervista, che proponiamo a stralci.

Quali sono i compiti dell’Autorità di bacino distrettuale?

La nuova disciplina sulle Autorità di bacino distrettuali è intervenuta nel 2016 a distanza di quasi 30 anni dalla Legge 183/1989, che istituì le Autorità di bacino e introdusse per la prima volta in Italia il principio, secondo cui la difesa del suolo e la tutela delle risorse idriche devono avvenire non già sulla base dei confini amministrativi, bensì del bacino idrografico, così come valorizzato anche dalla Direttiva Quadro Acque nel 2000; tale normativa ha consentito all’Italia di riallinearsi con quanto da tempo chiedeva l’Europa, in merito alla coerenza con i principi della Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE n.d.r.) e delle Direttive successive in materia, tra cui quella sulla gestione del rischio di alluvioni (2007/60/CE n.d.r.). La riforma ha ridotto il numero di enti, passando da 7 Autorità di bacino nazionali più 30 Autorità di bacino interregionali e regionali a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari, cioè Po, Alpi Orientali, Appennino Settentrionale, Appennino Centrale, Appennino Meridionale, Sicilia e Sardegna; oltre a ciò ha favorito: la razionalizzazione delle competenze, poiché un solo ente, cioè l’Autorità di bacino distrettuale, predispone, nell’esercizio delle funzioni di pianificazione e programmazione, il Piano di gestione e il relativo programma di misure; la semplificazione della filiera decisionale con un rinnovato ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo da parte del Ministero della Transizione Ecologica; l’attribuzione delle funzioni pianificatorie alle Autorità di bacino distrettuali, mentre i compiti di attuazione dei Piani di gestione territoriali sono in capo alle singole Regioni.

Sulla base di tale assetto di governance, l’Autorità di distretto si occupa, in primo luogo, di pianificazione di bacino, cioè elabora ed approva il Piano di bacino distrettuale e i relativi stralci tra cui, in particolare, il Piano di gestione del rischio di alluvioni ed il Piano di gestione delle acque.

Grazie a queste attività pianificatorie, l’Autorità è in grado di fornire una fotografia aggiornata sullo stato di salute dei corpi idrici, superficiali e sotterranei, nonchè degli obiettivi ecologici fissati per ciascuno di essi, definendo tempistiche e misure per il raggiungimento del buono stato di qualità delle acque. Al contempo, provvede ad aggiornare il quadro conoscitivo sui rischi da alluvione e da dissesti geomorfologici, attraverso l’aggiornamento del Piano di gestione del rischio di alluvioni. In parallelo, l’Autorità esprime il proprio parere di conformità ai Piani di bacino sugli interventi in materia di dissesto idrogeologico, inseriti in programmazioni europee, nazionali, regionali e concorre all’elaborazione di piani nazionali, proponendo interventi, previo confronto con le istituzioni di riferimento come, nel nostro caso, le Regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Inoltre, l’Autorità è impegnata in diversi progetti comunitari, che sono motivo di costante stimolo; per questo, l’Autorità, nel realizzare le attività previste in ciascun progetto, ha voluto creare un processo di costante collegamento con i diversi compiti istituzionali per migliorarne la definizione attraverso approcci scientifici innovativi.

Credo utile informare sui singoli progetti. Nel Programma Quadro Horizon 2020 rientrano: “MICS Project”, avviato a gennaio 2019 ed interessante il fiume Marzenego, ha riunito un team interdisciplinare in tre aree di studio, localizzate in Europa ed in Gran Bretagna, per sviluppare approcci e strumenti atti a valutare l’impatto della “citizen science”, la cosiddetta scienza dei cittadini;AQUA3S”, avviato a settembre 2019, coinvolge importanti centri di ricerca, istituti internazionali, partner tecnologici e soggetti istituzionali/privati, competenti in materia di gestione delle risorse idriche e si pone l’obbiettivo di fornire uno strumento in grado migliorare la risposta dei sistemi di approvvigionamento idrico verso fattori avversi come cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi, fenomeni di contaminazione della risorsa idrica; “XR 4 DRAMA”, partito a novembre 2020, fornisce tecnologie avanzate, tra cui sensori e strumenti di realtà virtuale, ai soggetti, che operano durante la gestione di un evento di piena o altri eventi emergenziali; “REXUS”, partito a maggio 2021, offre una strategia integrata per rendere prassi diffusa la metodologia concettuale per promuovere i sistemi resilienti; “WQeMS”, avviato a gennaio 2021, mira a fornire un servizio di monitoraggio della qualità delle acque potabili, sfruttando i prodotti ed i servizi Copernicus.

Nel programma Interreg Italia-Slovenia vanno altresì inseriti: “VISFRIM”, progetto avviato a novembre 2018 e di cui l’Autorità di Bacino Distrettuale è leader partner per conseguire una gestione efficiente del rischio idraulico in bacini transfrontalieri, come quelli internazionali dei fiumi Isonzo e Vipacco od interregionale del fiume Lemene, attraverso lo sviluppo di metodologie e strumenti tecnologici, funzionali all’attuazione dei già esistenti piani di gestione del rischio alluvioni, nonchè al loro aggiornamento; “GREVISLIN”, avviato a novembre 2018, promuove lo sviluppo strategico sostenibile dell’area italo-slovena, nell’ambito della gestione integrata degli ecosistemi transfrontalieri dei bacini dell’Isonzo e del Vipacco e del basso corso del fiume Livenza., attraverso infrastrutture verdi, nonchè azioni di conservazione e valorizzazione delle aree protette, grazie anche alla realizzazione di nuovi corridoi ecologici, legati agli ambiti fluviali.

Ad ottobre 2021 partirà infine il progetto“ODYSSEUS”, che mira ad aumentare la conoscenza su un elenco, in costante aggiornamento, di esplosivi e precursori di esplosivi, sviluppando strumenti efficienti di prognosi, rilevamento e per l’investigazione forense, al fine migliorare le capacità preventive delle forze dell’ordine e delle autorità competenti.

Quali sono gli obbiettivi, che si pone per il suo mandato?

Al momento è necessario concentrare le energie per raggiungere, entro la fine di quest’anno, in ottemperanza agli obblighi comunitari, la piena condivisione e quindi l’ approvazione della pianificazione distrettuale, vale a dire il Piano rischio alluvioni edil Piano di gestione delle acque.

Altro importante ed imprescindibile obiettivo è quello di favorire l’attuazione dei programmi, anche di natura non strutturale, previsti nei Piani di distretto, utilizzando le risorse, che saranno rese disponibili dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R. n.d.r.). È questa, infatti, un’opportunità irripetibile per il rilancio e lo sviluppo del Paese e potrà fornire un sostanziale contributo per consolidare le politiche di sviluppo, già messe in atto per la gestione e tutela della risorsa idrica e del territorio. In quest’ottica e nella prospettiva d’intervento di medio – lungo periodo, l’Autorità di bacino distrettuale fornirà ogni utile supporto alle istituzioni ed agli operatori di settore, affinché le proposte progettuali siano coerenti con gli obiettivi della pianificazione distrettuale e rispondenti agli obiettivi ambientali delle Direttive comunitarie, soddisfacendo i criteri di selezione del P.N.R.R. sia in termini di target da raggiungere che di tempistiche da rispettare. Laddove la stessa Autorità fosse destinataria di fondi da P.N.R.R., l’impegno sarà di attuare misure non strutturali, funzionali alla sicurezza del territorio entro il 2026.

Venerdì 25 giugno 2021, nell’aia del circolo di campagna Wigwam in Saccisica, i soci Argav tornano ad incontrarsi

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Venerdì 25 giugno, dalle ore 19.30, i soci Argav torneranno ad incontrarsi al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, per i consueti incontri conviviali, condotti dal presidente Fabrizio Stelluto.

L’antica aia sarà lo scenario che accoglierà Gianluigi Ceruti, già senatore e vicepresidente nazionale di Italia Nostra, autore del volume “L’avevamo detto. Scritti, relazioni e interviste sull’Ambiente e sui Beni Culturali”; Giannandrea Mencini, scrittore, autore del libro “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna”; Federico Allamprese, fondatore ed amministratore delegato de “Il granaio delle idee”, azienda di semilavorati bio per panetteria e pasticceria, protagonista di una forte crescita di fatturato soprattutto sui mercati arabi, grazie alla filosofia “clean label” e Giovanni Dalle Molle, titolare dell’azienda agricola “Biopastoreria” di Ro Ferrarese (Fe), che produce salse e creme di ortaggi bio; Marco Bosello, beatboxer del gruppo corale a cappella “Venice Vocal Jam”, il cui CD “Raise” è recente vincitore del primo premio “Best European Album” ai celebri Caras (Contemporary A Cappella Recording Awards), gli “oscar” mondiali di questo genere musicale. Il tutto sarà accompagnato dalla tradizionale ospitalità enogastronomica di Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef nonché presidente della Rete Wigwam.

L’incontro sarà anticipato dal direttivo Argav, che si riunirà a partire dalle ore 18.

Una “bottega” di eccellenza vitivinicola

Bottega

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Nelle prossime settimane l’avvio di un orto botanico presso la sede di Bibano di Godega Sant’Urbano (TV), entro l’anno prossimo la produzione del primo whisky italiano e l’acquisto di 10 ettari di sughereta in Sardegna per produrre “in house” anche i tappi di prodotti, che alla qualità vitivinicola già abbinano la cura dell’estetica, grazie ad una soffieria di proprietà nella vicina Pianzano: non sono mancate le notizie nel corso della visita, che una delegazione di Argav ha reso all’ “head quarter” dell’azienda trevigiana, seconda al mondo solo alla francese “Moet Chandon” per vendite di “bollicine” nei “negozi di transito” (“Duty Free”, “Traveller’s Shops”, ecc.).

Ad accogliere giornalisti ed esperti è stato Sandro Bottega(nella foto in alto insieme al presidente Argav Fabrizio Stelluto, che gli consegna la penna associativa) che, con il fratello e la sorella, ha ereditato giovanissimo, nel 1983, l’azienda di famiglia che, nata come distilleria, è diventata anche uno dei brand vinicoli (prosecco, in primis) più conosciuti sui mercati internazionali (presente in oltre 140 Paesi). Motore del successo, accanto alla qualità del prodotto, sono la spinta verso l’innovazione (7 persone impegnate nel centro ricerca) e la visione etica dell’impresa, intesa come bene a servizio della comunità, a partire da quella d’origine, inserendo, tra le “mission” aziendali, l’attenzione al prossimo meno fortunato ed una sostenibilità a 360 gradi.

Visitare la sede di “Bottega spa” è davvero un’ “immersione esperenziale” in una dimensione d’impresa a servizio dell’uomo: lo testimoniano l’accuratezza dei recuperi architettonici nel rispetto della tradizione, ma anche la mensa aziendale “gourmet” ed il museo, che lascia sbalorditi di fronte ad autentici capolavori dell’arte vinaria. Un grazie a Giovanni Savio, responsabile dell’ufficio stampa, che ha favorito un’importante opportunità di accrescimento professionale.

Giovedì 1 aprile 2021, ore 18, webinar Argav “Autostrade per l’acqua. Le grandi arterie irrigue del Nord Italia”

Nel calendario delle attività on-line, Argav, in collaborazione con Anbi Veneto, presenta giovedì 1 aprile dalle ore 18 una videoconferenza (webinar)sul tema “Autostrade per l’acqua – le grandi aste irrigue del Nord Italia”, vale a dire i canali Cavour (Piemonte), Villoresi (Lombardia), C.E.R.(Emilia Romagna), L.E.B. (Veneto); a fare da fondamentale cornice sarà il Grande Fiume, cioè il Po. A  pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), ci srà così modo di conoscere le grandi infrastrutture idriche che, oltre a migliorare la produttività agricola,  rivestono importanti funzioni ambientali (e non solo). 

Programma. Saluti: Francesco Vincenzi, presidente ANBI, Francesco Cazzaro, presidente ANBI Veneto, Moreno Cavazza, presidente Consorzio Lessinio Euganeo Berico. Interventi: Meuccio Berselli, segretario generale Autorità Bacino Distrettuale Fiume Po – Parma, Mario Fossati, direttore Consorzio Coutenza Canali Cavour – Vercelli, Laura Burzilleri, direttrice Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi – Milano, Paolo Mannini, direttore Consorzio Canale Emiliano Romagnolo – Bologna, Matteo Dani, capo settore tecnico Consorzio Lessinio Euganeo Berico – Cologna Veneta (Verona). Coordina Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Il webinar sarà trasmesso in diretta su  www.facebook.com/argav.giornalistiagroalimentariambientali. Chi voglia partecipare sulla piattaforma Teams deve inviare esplicita richiesta all’indirizzo stampargav@gmail.com , indicando il proprio nome, cognome, qualifica/organizzazione e, nel caso sia giornalista, testata giornalistica. 

 

La cultura del fosso/6. Fossi, arterie vitali dell’Italia verde, il racconto del presidente Argav Fabrizio Stelluto

Ecco il sesti racconto legato a “La Cultura de Fosso“, progetto educativo 2019-2020 delle “Comunità Solidali e Sostenibili” realizzato dall’associazione Wigwam, con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione del Veneto, la collaborazione di 9 comuni e la partecipazione di una ventina di associazioni. Il racconto, scritto dal presidente Argav Fabrizio Stelluto che, rivolgendosi ai più giovani, racconta come i fossi siano l’abc di un rapporto corretto con la natura da vivere con rispetto, un paesaggio armonico ma anche, sicurezza idraulica.

C’è un altro modo di vedere l’Italia ed il suo territorio: è attraverso le centinaia di migliaia di chilometri di fossi, rogge, trosi, scaranti, cavi, scoli… Nomi diversi, tipici della cultura locale, ad indicare un tessuto nervoso del Paese o meglio il reticolo sanguigno, che tiene vive le campagne da Nord a Sud dell’Italia, isole comprese.

Siamo abituati distrattamente a vederli accanto, lungo strade oggi asfaltate o magari nascosti sotto improvvide piste ciclabili, ma concorrono a rispondere ad una domanda tanto elementare quanto mai posta: dove va a finire la pioggia? Dai campi, grazie ad apposite pendenze, termina nei fossi, destinati via via ad ampliarsi fino a diventare canali e fiumi, fino al mare; in città, finisce nei tombini, poi nelle fognature, quindi ai depuratori ed infine, trasportata dai canali di bonifica, defluisce anch’essa nelle acque marine.

In questo straordinario viaggio, i fossi sono fiumi in miniatura, storicamente usati anche come riserva alimentare (non a caso, nel Veneto Orientale, esistono barche a fondo piatto, chiamate “saltafossi”) ed oggi crogiuolo di biodiversità.
Ho abitato in Piemonte e lì le rogge erano regno delle rane, ma anche delle tinche, pesce allevato nelle risaie allagate anche come antidoto al proliferare delle zanzare, delle cui larve sono ghiotte: un autentico ecosistema.

Oggi la presenza dei gamberi di fiume è, ad esempio, un importante bioindicatore di salubrità ambientale, così come la presenza di tritoni, piccoli “draghi”, minacciati dalle cosiddette specie aliene che, in realtà sono specie quantomai terrene, ma invasive, trasportate in Italia dalla globalizzazione e, più spesso, dall’insipienza umana. All’epoca è stato così per molti odierni abitanti dei fossi: le nutrie (per farne pellicce di castorino), i gamberoni della Louisiana (destinati, con poca fortuna, alle nostre tavole), le tartarughe americane (importate per gli acquari). Oggigiorno, un pericolo si chiama “poligono del Giappone”, una pianta acquatica arrivata chissà come, ma dalle radici talmente potenti da sgretolare i sostegni dei ponti.

Il fosso, insomma, è un corpo vivente, soggetto alle conseguenze dei cambiamenti climatici e, proprio per questo, quantomai bisognoso di attenzione a partire da tutti noi. Chi ne ha uno vicino a casa non deve guardarlo come un ricettacolo di problemi magari da tombinare, ma deve provvedere alla sua pulizia, nel caso richiedendo l’intervento del Consorzio di Bonifica. I fossi sono l’esempio di come si sia persa la cultura del territorio; sono una delle prime “invenzioni” dell’uomo, che li utilizzava per segnare i confini, ma soprattutto per evitare che i terreni rimanessero allagati ad ogni pioggia. La crescente urbanizzazione ne ha poi fatto dimenticare la funzione, nascondendoli sotto lastre di cemento ed asfalto: una camicia di forza, che non resiste, però, alla violenza delle acque con i risultati, che tutti conosciamo.

Se ben tenuto, altresì, il fosso può diventare una macchia floreale lungo le sponde ma, soprattutto, una valvola di sicurezza in caso di piogge insistenti, perché fondamentale nello sgrondare le acque. La violenza assunta dagli eventi atmosferici (piove in maniera più concentrata nel tempo e nello spazio) rende talvolta insufficiente la capacità dei fossi, che forzatamente tracimano; non colpevolizziamoli, però, perché fanno il loro dovere fino in fondo; facciamo in modo altresì che siano sempre “in forma”, cioè puliti e integri, per assolvere in pieno al loro compito.

Inoltre, frequentiamoli di più, osservandoli col cambiare delle stagioni: per i più giovani, sono l’abc di un rapporto corretto con la natura da vivere con rispetto. Per i più grandi sono un supermercato spontaneo di aromi per la cucina, che trovano quintessenza nelle erbette primaverili. Infine, il fosso ha un’ulteriore, fondamentale funzione: “disseta” le campagne, trasportando l’acqua per l’irrigazione.

Si è usi dire che, grazie alla ricerca, si può fare agricoltura senza la terra (le culture idroponiche, ad esempio), ma non senza gli apporti idrici. Siccome dalle colture dipende la nostra alimentazione, a questo punto l’equazione è semplice: il cibo è irriguo ed il fosso ne è un’asse portante.

Precedenti racconti: 1, 2,3, 4,5

Dai Pfas alla Sesa: è il Veneto, la nuova terra dei fuochi?

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Attenzione: la vicenda Sesa (Società Estense Servizi Ambientali Spa di Este, in provincia di Padova) – Fanpage è una di quelle in cui la comunicazione rischia di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica “sul dito invece che sulla luna” ed è una di quelle, in cui, i colpevoli, se riconosciuti tali, dovranno essere puniti e le chiavi, metaforicamente, buttate via.

Non mi scandalizza la supposta profferta di 300.000 euro in pubblicità pur di “controllare” l’inchiesta giornalistica (non sono nato ieri…), né sono disposto a plaudire, senza ulteriori verifiche, alla “schiena diritta” del sito d’inchiesta (ne ho viste di tutti i colori…), ma vorrei richiamare l’attenzione, oltre al terribile danno all’ambiente ed alla salute pubblica eventualmente arrecati, sulla figuraccia “planetaria”, cui sono stati indotti (ritengo incolpevolmente) Coldiretti e Ministro alle Politiche Agricole (oltre agli altri invitati), promotori di una mega iniziativa, a metà Aprile, per promuovere l’uso di compost di qualità, svolta a Giare di Mira nel veneziano, proprio in un’azienda agricola di Angelo Mandato, coinvolto nell’”affaire” e socio al 49% di Sesa, nel cui compost, allora indicato come esempio di qualità, pare invece siano state riscontrate sostanze altamente inquinanti.

Ora chi glielo dice, al titubante agricoltore mio vicino a quel simposio, che aveva ragione a dubitare di fronte alle forti sollecitazioni dei relatori, ma che l’uso del compost (quello vero) è una scelta indispensabile per un mondo sostenibile? Senza nulla togliere ai gravissimi reati eventualmente commessi e per i quali la giustizia farà, nel caso, il suo corso, è l’uccidere il futuro del Pianeta, l’aspetto che più mi colpisce; di fronte ai sacrosanti appelli dei giovani a garantire il loro domani su questa Terra, è vigliacco approfittare della buona fede del mondo contadino e di chi lo rappresenta. Per questo, se le accuse saranno confermate, è gravissima la “distrazione” del Comune, socio di maggioranza di Sesa: saremmo al paradosso della “terra dei fuochi”, inquinata da suoi stessi abitanti (camorristi). Così, si toglie ogni speranza: le Istituzioni avranno le loro colpe, ma qui, sotto accusa, c’è l’irresponsabilità individuale ed umana di chi non solo avrebbe diffuso materiali inquinanti sulle campagne, ma avrebbe gabbato la fiducia platealmente accordatagli. Per me, è da ergastolo (metaforicamente, perché non sono uomo di legge).

 

25 marzo 2019, l’associazione Kyoto Club festeggia il ventennale con un incontro a Venezia dedicato ad un’economia amica del clima, partecipazione libera previa registrazione entro il 18 marzo. Tra i moderatori delle tavole rotonde, anche il presidente Argav Fabrizio Stelluto.

Kyoto Club, associazione che opera da vent’anni per la sensibilizzazione e l’informazione sui temi dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile, organizza lunedì 25 marzo 2019 a Venezia a Palazzo Labia (campo San Geremia-Cannaregio 275), dalle ore 14.00 alle ore 19.00, l’incontro “I primi 20 anni e i prossimi impegni per un’economia amica del clima“. L’evento è aperto alla partecipazione, previo invio email a Giacomo Pellini g.pellini@kyotoclub.org entro e non oltre le ore 13:00 di lunedì 18 marzo 2019.

Programma. Ore 14-14:30, registrazione partecipanti; ore 14:30-15:30 saluti e introduzione: “Per un’economia amica del clima“, introduce e modera: Catia Bastioli – presidente Kyoto Club, Vincenzo Boccia, presidente Confindustria*(invitato); Sergio Costa, ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare*(invitato), Massimiliano De Martin, assessore Urbanistica, Edilizia privata, Edilizia convenzionata, Ambiente, Città sostenibile comune di Venezia, Vincenzo Marinese, presidente Confindustria Venezia e Rovigo, Filippo Munaro, Munaro Editore – Architettura & Design;  “Il valore del bello e del Made in Italy (con parte delle royalties a favore di Kyoto Club); ore 15:30-16:30 Tavola rotonda. “Innovazione per la riduzione delle emissioni: buone pratiche dal territorio“, introduce e modera: Fabrizio Stelluto, presidente Argav, Andrea Bos, presidente Hydrogenpark, Andrea Razzini, direttore genarale Gruppo Veritas, Fabio Sacco, presidente Alilaguna, Davide Spotti, presidente e co-fondatore Regalgrid; ore 16:30-17:30, “I prossimi impegni per un’economia amica del clima“, introduce e modera: Maria Rosa Vittadini, IUAV, Gianluigi Angelantoni, vicepresidente Kyoto Club, Laura Bruni, coordinatrice Gruppo di lavoro Efficienza energetica Kyoto Club, Stefano Ciafani, presidente Legambiente *(invitato), Massimo Colomban, AU Quaternario Investimenti, presidente Kyoto Club 1999/2003, Francesco Ferrante, vicepresidente Kyoto Club, Ermete Realacci , presidente Fondazione Symbola, vicepresidente Kyoto Club 1999/2009; ore 17:30-18 Interventi dei partecipanti e conclusioni, modera Gianni Silvestrini, direttore Scientifico Kyoto Club. Ore 18:00 – 19:00 Aperitivo.

Fabrizio Stelluto confermato presidente Argav per il triennio 2017-2020

parte del direttivo Argav nominato lo scorso 23 settembre a Rovigo

Il giornalista veneziano, Fabrizio Stelluto, direttore dell’agenzia Asterisco Informazioni e volto televisivo di “7 Gold Nordest”, è stato confermato, all’unanimità, presidente di Argav (Associazione Regionale Giornalisti Agroambientali di Veneto e Trentino Alto Adige) al termine dell’assemblea congressuale svoltasi a Rovigo nelle sale della Biblioteca Vescovile; Stelluto, al terzo mandato, rimarrà in carica fino al 2020.

da sx, Gabriele Cappato, Fabrizio Stelluto, Emanuele Cenghiaro, Mimmo Vita

L’Argav è articolazione di Unaga (gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana), di cui è intervenuto il presidente, Mimmo Vita; i saluti di Ordine e Sindacato veneti sono stati, invece, portati dal consigliere, Maurizio Romanato.

da sx Gabriele Cappato, Fabrizio Stelluto, Emanuele Cenghiaro, Maurizio Romanto (Assostampa Polesana e Sindacato Giornalisti Veneto)

Prossimi obbiettivi di Argav sono stati indicati la formazione continua, in particolare verso i giovani (giornalisti, blogger e studenti), su temi di crescente interesse per il territorio, quali la gestione delle risorse idriche, il consumo del suolo, la tutela ambientale; unanime è stato il richiamo alla necessità di maggiore professionalità nell’informazione agroalimentare, oggi concentrata troppo sulla spettacolarizzazione della cucina piuttosto che sulle problematiche legate alle materie prime.

i soci Argav intervenuti all’Assemblea elettiva a Rovigo

Il nuovo direttivo, conferme e new entry. L’assise ha anche scelto Marina Meneguzzi, Maurizio Drago e Renzo Michieletto come delegati al congresso Unaga, previsto a Siena in Novembre; oltre a loro ed al presidente, sono stati eletti nel rinnovato direttivo di Argav i giornalisti Paolo Aguzzoni, Alessandro Bedin, Gian Omar Bison, Emanuele Cenghiaro, Andrea Saviane, Beatrice Tessarin, Umberto Tiozzo, Gabriele Cappato, mentre Nadia Donato, Mirka Cameran e Giuseppe Melloni rappresentano gli associati; invitati permanenti sono i giornalisti Mimmo Vita, Efrem Tassinato (tesoriere Unaga), Donato Sinigaglia (consigliere Unaga), Sandra Chiarato (Coldiretti Veneto), Edoardo Comiotto (Confagricoltura Veneto), Giuseppe Boscolo Palo (presidente Consorzio Radicchio Chioggia) oltre al rappresentante del Sindacato Giornalisti Veneto.